Posts Tagged ‘bersani’

La sconfitta degli euristi italiani

22 aprile 2013

Le elezioni politiche di febbraio hanno portato alla sconfitta degli euristi italiani.

Monti, “il proconsole messo dalla Germania per imporre l’austerità fiscale su un’economia già in difficoltà”, come definito da Paul Krugman (1), è stato drasticamente ridimensionato dalle elezioni (vedi 2).

Bersani, quello che “noi siamo quelli dell’euro” (3), si è dimesso.

Il tentativo di eleggere al Quirinale Prodi, il padre italiano dell’euro, è fallito nel ridicolo.

Il PD è letteralmente crollato ed è attualmente nel caos.

Certo, la strada è ancora lunga…

———

1)https://luigicocola.wordpress.com/2013/02/26/quello-che-paul-krugman-non-capisce

2)http://www.ilsole24ore.com/speciali/2013/elezioni/risultati/

politiche/static/italia.shtml

3)https://luigicocola.wordpress.com/2013/01/20/la-ragione-e-la-paura

———

Copyright © 2013 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.

Ho cambiato idea su chi votare

15 febbraio 2013

Fino ad ora avevo sempre scritto che avrei votato per Grillo.

Ma il recentissimo endorsement di Obama per Monti e per chi ne continui la politica di appeasement verso la Germania e l’Unione Europea, vale a dire Bersani, mi ha fatto repentinamente cambiare idea.

Innanzitutto occorre dire forte e chiaro che gli Stati Uniti d’America non hanno più la leadership dell’Occidente: e ciò è solo colpa di Obama, non di altri.

Appoggiando l’europeismo, ossia il suicidio dell’Europa, egli dimostra solo una cosa, ossia che vuole il male dell’Europa, la quale costituisce le radici dell’Occidente.

Senza l’Europa l’Occidente non è niente!

E senza l’Occidente gli Stati Uniti d’America non sono niente!

Il suo tragico endorsement può essere dovuto o a una clamorosa incomprensione della natura destabilizzante e sovversiva dell’europeismo, il quale intende eliminare lo Stato, esattamente come il comunismo, vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2013/01/27/gli-usa-non-capiscono-che-cosa-stia-succedendo-in-europa/

o al fatto che è in malafede e vuole semplicemente distruggere l’Europa.

Personalmente propendo per la prima spiegazione, ma alla fine, quale che sia la causa del suo tragico endorsement, la conclusione degli europei che ragionano non può che essere questa: gli Stati Uniti d’America hanno perso la leadership dell’Occidente.

Forse ha ragione Marine Le Pen quando si dichiara favorevole all’uscita della Francia dalla NATO.

Come italiano, non posso che votare per Berlusconi, il quale, con tutti i suoi difetti, è l’unico che abbia gli attributi per contrastare la Merkel e la Germania.

Chi volete mandare a negoziare gli interessi di noi italiani con la politica di potenza della Germania: Grillo, che non sarà neanche eletto nel Parlamento italiano? Che è un comico di professione? Che è stato condannato in via definitiva per omicidio colposo e quindi non potrà mai essere Presidente del Consiglio?

Ma vogliamo scherzare?

MA VOGLIAMO SCHERZARE?

Siamo ormai in guerra e in questa situazione non possiamo che stringerci attorno all’unico che abbia indubbiamente dimostrato di avere capacità di leadership: Silvio Berlusconi.

Lo stesso Grillo non fa che urlare che siamo in guerra. Ma in guerra ci vuole un comandante!

O volete mandare Bersani a negoziare con la Merkel? Uno che in TV si torce le dita e si passa una mano sulla testa con aria sconsolata? Uno a proposito del quale il “Financial Times” ha scritto:

«Tuttavia Bersani – il cui partito ha sostenuto il governo tecnocratico di Mario Monti per 13 mesi finché il primo ministro non si è dimesso lo scorso Venerdì – ha chiarito che vuole giocare un ruolo di primo piano al livello dell’Unione Europea e ha affermato la sua intenzione di rispettare e dare continuità alle decisioni prese da Monti per affrontare la crisi della zona euro.»

«”Non litigherò con la Germania. Io voglio che l’Italia abbia una seria, franca e amichevole relazione con la Germania basata su argomentazioni razionali e realistiche” ha detto Bersani.»

Vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2012/12/31/una-mia-curiosita-soddisfatta/

A mali estremi, estremi rimedi.

Copyright © 2013 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.

Noi italiani non accettiamo che gli USA ci dicano chi votare

15 febbraio 2013

Leggo oggi su AGI.it:

(AGI) – Washington, 15 feb. – “L’Italia ha fatto grandi progressi con il primo ministro Mario Monti avendo intrapreso un ambizioso piano di riforme e avendo giocato un ruolo decisivo negli sforzi per risolvere la crisi europea”. Lo ha detto all’Agi la la portavoce della Casa Bianca Caitlin Hayden, sottolineando che “e’ cruciale per l’Italia andare avanti su questa strada di riforme”. Il governo italiano “sta facendo passi critici per affrontare le sue sfide economiche – ha sottolineato la Casa Bianca – compresi un grosso sforzo fiscale e riforme strutturali per sostenere la competitivita’”. Secondo la portavoce di Obama e’ importante che il prossimo governo faccia delle riforme “soprattutto sulle misure designate a ripristinare competitivita’ e crescita”.

ITALIA MANTENGA RUOLO CRUCIALE IN UE Il nuovo governo che uscira’ dalle elezioni italiane dovra’ puntare a mantenere un ruolo cruciale in Europa in linea con quello che ha dimostrato di saper fare l’esecutivo guidato da Mario Monti. Ha detto la portavoce della Casa Bianca Caitilin Hayden: “Sara’ molto importante per il prossimo governo mantenere questa spinta sulle riforme – ha sottolineato – e continuare ad essere una voce di peso in Europa sulle politiche per la promozione della crescita e sulla creazione dei posti di lavoro”. L’Europa oggi “si trova in una posizione decisamente migliore – ha proseguito la portavoce della Casa Bianca – grazie ai politici che hanno saputo mettere in piedi un potente pacchetto di strumenti finanziari”, con il contributo della Banca Centrale e tramite un lavoro concertato da parte di tutti i governi europei per portare avanti “riforme complicate”.

http://www.agi.it/estero/notizie/201302150754-est-rt10006-casa_bianca_dopo_il_voto_non_tradite_le_riforme_di_monti

Noi italiani non accettiamo, e non accetteremo mai, ingerenze politiche nelle elezioni italiane da parte di nessuno Stato al mondo, compresi gli Stati Uniti d’America.

La guerra fredda è finita nel secolo scorso e quindi oggi noi italiani non ci sentiamo nella condizione di dover accettare imposizioni da nessuno.

L’Italia non è una colonia né degli Stati Uniti d’America, né della Germania, alla quale ultima Monti e Bersani ci hanno già venduto.

Copyright © 2013 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.

Le imminenti elezioni italiane e Sofocle

12 febbraio 2013

Appena sveglio, dopo il caffè, leggo, com’è mia abitudine, le news di Google e qui, spesso e volentieri, mi imbatto in un articolo del “Sole24ore”, l’ineffabile giornale della Confindustria, che mi mette di buon’umore, facendomi fare quattro risate.

L’altro ieri era la volta di un articolo di Lina Palmerini, “La «rimonta» di Grillo sul Cavaliere”, nel quale si parla della “tesi” di “Fausto Anderlini sociologo di Bologna, tra i primi ad aver intercettato il grillismo”, tesi “che Roberto Weber, presidente di Swg, condivide”:

“Ma sono soprattutto le ragioni di questo slittamento a destra del voto grillino a impegnare le riflessioni di Anderlini che tira fuori teorie freudiane anche per le urne. «Il popolo di destra, a differenza della sinistra, non elabora i lutti e le sconfitte ma preferisce rimuoverle e riposizionarsi velocemente altrove. Grillo gli consente di fare quest’operazione, un veloce cambio di casacca. Monti, invece, rappresenta esattamente il contrario: ossia, l’eleborazione [sic] del lutto di destra che ammette di aver sbagliato e che ora vuole serietà e rigore. Sono questi i due estremi di chi non sceglierà più il Cavaliere».”

Vorrei commentare che tirare per la giacca Sigmund Freud per le imminenti elezioni italiane è veramente irriverente. Come dice il proverbio: “Scherza coi fanti e lascia stare i santi”.

L’articolo del “Sole24ore”, però, insiste nei paragoni alti:

“Ma alla fine, almeno a Weber, l’appello [di Berlusconi] sembra poco efficace. «Non lo è perché Grillo dice cose di buon senso, anti-sistema, che tutti pensano. In una tragedia greca, il grillismo avrebbe il ruolo del “coro”, una specie di voce della verità mentre Berlusconi ha ormai assunto un’altra veste».”

http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2013-02-10/rimonta-grillo-cavaliere-142658.shtml?uuid=Ab2pU3SH

Quest’ultima immagine, sebbene sia indubbiamente piuttosto altina, mi è piaciuta: le imminenti elezioni italiane come una tragedia greca.

Effettivamente è un paragone azzeccato.

Ma se i grillini fanno “il coro greco”, chi fa il protagonista? Berlusconi o piuttosto Bersani? Chi fa la parte del protagonista dell’«Edipo re»? A me sembra proprio che la faccia Bersani, per il ruolo che la storia, il “fato avverso”, gli ha destinato: rappresentare la sinistra, le speranze salvifiche della sinistra, per poi doverle distruggere (la sinistra e le sue speranze) con la hybris dell’euro.

Leggiamo un passo della voce “Edipo re (Sofocle)” di Wikipedia:

“All’inizio della vicenda Edipo è un re carismatico e amato dal popolo, cui era stato offerto il trono di Tebe perché, rispondendo correttamente all’enigma posto dalla Sfinge, aveva liberato la città da quel terribile mostro. Eppure basta un solo giorno perché questo re al culmine della propria fortuna scopra su di sé la macchia grave ed incancellabile di assassino incestuoso, perdendo in questo modo non solo la stima altrui, ma anche la propria. In questi termini, l’Edipo re tratta dunque della fragilità dell’esperienza umana, che può passare, in breve tempo, dal massimo del carisma alla più abissale delle abiezioni [il corsivo è mio].”

http://it.wikipedia.org/wiki/Edipo_re_%28Sofocle%29

Beh, magari parlare di carisma a proposito di Bersani è un po’ troppo…

Copyright © 2013 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.

On. Bersani: la pancia degli italiani è vuota!

7 febbraio 2013

Leggo in internet:

«17:05 – “Silvio Berlusconi propone 4 milioni di posti di lavoro, aspettiamo ancora quella ‘milionata’ là”. Così il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, ha commentato le ultime dichiarazioni del leader Pdl. “Noi – ha aggiunto Bersani – non possiamo seguire la demagogia perché è un insulto all’Italia. Gli italiani sono intelligenti e noi ci rivolgiamo al cuore e alla testa non alla pancia”.»

http://www.tgcom24.mediaset.it/politica/articoli/1080812/bersani-4-mln-di-posti-un-insulto.shtml

On. Bersani, la pancia degli italiani è vuota!

Lei ci vuole vendere alla Germania!

Copyright © 2013 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.

Ecco come finiscono le utopie

6 febbraio 2013

L’utopia comunista è finita come tutti sappiamo: oggi l’Unione Sovietica non esiste più.

L’utopia europeista, rappresentata dall’Unione Europea, sta affrontando adesso il giudizio della storia.

C’era solo un modo per dare una possibilità di esprimersi alla politica di potenza, alla Machtpolitik, della Germania: rendere l’economia il mezzo di competizione fra i popoli europei, vincolandoli tutti alla stessa moneta.

Ebbene, proprio questo è stato fatto: hanno edificato lo scenario ideale per la politica di potenza tedesca, ossia l’Unione Europea.

Infatti la guerra è del tutto preclusa, dato che la Germania non è una potenza nucleare (grazie a Dio!), mentre lo sono il Regno Unito e la Francia. Per inciso, questo è vero il motivo della pace in Europa, non l’Unione Europea.

L’utopia europeista (l’Unione Europea) finirà come è finita l’utopia comunista (l’Unione Sovietica): per il suo fallimento economico.

Ma la sua agonia non sarà una passeggiata di salute: ci aspettano “sangue, fatica, lacrime e sudore”.

Per diminuire la durata di tale agonia, non votate alle imminenti elezioni per chi ci ha venduto alla Germania: Monti e Bersani.

Copyright © 2013 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.

La marcia indietro del “Financial Times”

22 gennaio 2013

Oggi il Financial Times, che il 20 gennaio aveva pubbblicato l’editoriale di Wolfgang Münchau Monti is not the right man to lead Italy (ossia Monti non è l’uomo giusto per guidare l’Italia), fa marcia indietro e pubblica un articolo pro Monti (e quindi pro Bersani che ne vuole continuare l’opera).

Così la voce della ragione, quella dell’editorialista del Financial Times stesso, Wolfgang Münchau, viene oscurata dai poteri forti che stanno dietro l’euro.

Infatti l’articolo del Financial Times di oggi non è la correzione di un errore della ragione, è il richiamo del padrone.

Ma:

“Voce dal sen fuggita

Poi richiamar non vale:

Non si trattien lo strale,

Quando dall’arco uscì”

(Pietro Metastasio, Ipermestra, Atto secondo, Scena prima)

Copyright © 2013 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.

Berlusconi vuole vincere? Proponga l’uscita dall’euro

18 gennaio 2013

Da un mio post del 3 agosto 2012:

“Come ho scritto più volte in questo blog, la sinistra politica ha voluto imporci la sua utopia, quella di eliminare lo Stato, e per farlo ha adoperato l’unione europea e l’euro, sacrificando quello che dovrebbe essere l’unico scopo della sinistra politica: favorire una maggiore redistribuzione delle risorse economiche.

In altre parole: i ceti meno abbienti sono stati mandati a morire, sono stati considerati come carne da cannone, e questo proprio dalla sinistra, ossia dai loro rappresentanti politici…

A liberare l’Italia dall’euro non sarà mai la sinistra politica italiana!

Chi resta a cui chiedere la liberazione dall’euro? Allo stato attuale delle cose: o Grillo o la destra politica italiana (o anche Di Pietro, che per la sua storia personale dovrebbe sapere cos’è lo Stato, se solo avesse più coraggio).”

https://luigicocola.wordpress.com/2012/08/03/non-sara-la-sinistra-a-liberarci-dalleuro/

Di Pietro ce lo siamo persi per strada, quindi oggi non resta che Grillo o Berlusconi.

Non scandalizzatevi.

L’obiettivo strategico è quello di uscire dall’euro: à la guerre comme à la guerre.

Se Bersani diventa Presidente del Consiglio, ci sarà una macelleria sociale da far impallidire quella prodotta dal governo Monti. Altro che i piantini della Fornero.

Ecco cosa ha detto (vedi il post precedente), in un’intervista dell’11 gennaio 2013, l’economista Loretta Napoleoni: “O noi usciamo dall’euro oppure l’anno prossimo avremo un un [sic] Pil in contrazione al 4% invece che del 2,6% con un debito sempre più grande.”

In breve tempo diventeremo come la Grecia.

Berlusconi vuole vincere? Proponga seriamente l’uscita dall’euro. Ne faccia il suo cavallo di battaglia, non si limiti a qualche battutina (da smentire il giorno dopo). Chieda pubblicamente a un economista antieuro italiano, ad esempio Alberto Bagnai o Loretta Napoleoni (i primi che mi vengono in mente), di far parte del suo governo.

Del resto, per negoziare con la Merkel, ossia con la politica di potenza della Germania, chi preferireste: Berlusconi o Bersani?

Copyright © 2013 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.

Una mia curiosità soddisfatta

31 dicembre 2012

In un post del 15 dicembre avevo scritto:

«Personalmente avrei la curiosità di sapere cosa pensano di queste non banali affermazioni del “Financial Times” alcuni attori del teatrino della politica e della cultura italiane, ad esempio l’aspirante Presidente del Consiglio Pier Luigi Bersani…»

https://luigicocola.wordpress.com/2012/12/15/ecco-cosa-scrivono-di-monti-il-financial-times-e-il-daily-telegraph/

Mi riferivo all’articolo di Wolfgang Münchau intitolato “Politics have burst through a Mario Monti bubble” e pubblicato sul “Financial Times” del 10 dicembre.

In particolare mi riferivo a due passi di tale articolo:

«”Ora ci sono due cose che devono essere sistemate in Italia, entrambe profondamente politiche e oltre la portata dei tecnocrati
La prima è quella di invertire immediatamente l’austerità – essenzialmente smantellare il lavoro di Monti. Gli aumenti delle tasse e i tagli alla spesa hanno un effetto controproducente.”

“La seconda priorità è quella di scendere in campo contro Angela Merkel. Una cosa che Mr. Monti non voleva – e non era capace – di fare.”»

Bene, la mia curiosità è stata soddisfatta: il 26 dicembre il “Financial Times” ha pubblicato un’intervista di James Fontanella-Khan a Pier Luigi Bersani: “Bersani wants growth-oriented Europe”.

Qui è riportato sia l’articolo originale in inglese, sia la traduzione in italiano:

http://gondrano.blogspot.it/2012/12/bersani-alla-corte-dei-tecnocrati.html

Qui è riportato l’articolo soltanto in inglese (l’articolo sul “Financial Times” non è visibile senza registrarsi):

http://www.senzasoste.it/internazionale/pi-a-destra-dell-agenda-monti-ecco-l-intervista-che-prova-che-bersani-ci-ha-venduto-alla-germania

Vediamo cosa risponde (indirettamente) Bersani ai suddetti due passi che mi avevano tanto colpito.

«Tuttavia Bersani – il cui partito ha sostenuto il governo tecnocratico di Mario Monti per 13 mesi finché il primo ministro non si è dimesso lo scorso Venerdì – ha chiarito che vuole giocare un ruolo di primo piano al livello dell’Unione Europea e ha affermato la sua intenzione di rispettare e dare continuità alle decisioni prese da Monti per affrontare la crisi della zona euro.»

«”Non litigherò con la Germania. Io voglio che l’Italia abbia una seria, franca e amichevole relazione con la Germania basata su argomentazioni razionali e realistiche” ha detto Bersani.»

Come si può notare, la mia curiosità è stata ampiamente soddisfatta.

Una cosa, però, proprio non capisco:

perché mai si dovrebbe votare per Bersani invece che per Monti?

È certamente meglio l’originale che una copia.

Copyright © 2012 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.

Ecco cosa scrivono di Monti il “Financial Times” e il “Daily Telegraph”

15 dicembre 2012

Il 10 dicembre il “Financial Times” ha pubblicato un articolo di Wolfgang Münchau, intitolato “Politics have burst through a Mario Monti bubble”.

Qui c’è l’articolo in inglese riportato sul sito del Politecnico di Torino (in pdf è riportata anche la pagina originale del “Financial Times”):

http://www.swas.polito.it/services/Rassegna_Stampa/dett.asp?id=4028-164205355

Questa è la traduzione italiana:

http://www.investireoggi.it/economia/financial-times-la-politica-fa-scoppiare-la-bolla-monti/

Vediamo soltanto due passi di quest’articolo:

“Ora ci sono due cose che devono essere sistemate in Italia, entrambe profondamente politiche e oltre la portata dei tecnocrati
La prima è quella di invertire immediatamente l’austerità – essenzialmente smantellare il lavoro di Monti. Gli aumenti delle tasse e i tagli alla spesa hanno un effetto controproducente.”

“La seconda priorità è quella di scendere in campo contro Angela Merkel. Una cosa che Mr. Monti non voleva – e non era capace – di fare.”

Personalmente avrei la curiosità di sapere cosa pensano di queste non banali affermazioni del “Financial Times” alcuni attori del teatrino della politica e della cultura italiane, ad esempio l’aspirante Presidente del Consiglio Pier Luigi Bersani e il sedicente maître à penser Aldo Busi, del quale ho scritto in un post precedente:

https://luigicocola.wordpress.com/2012/11/16/unidea-perniciosa/

Vediamo adesso cosa scrive di Monti il “Daily Telegraph” (lo stesso giorno del “Financial Times”, il 10 dicembre):

“Mario Monti’s exit is only way to save Italy

Italy has only one serious economic problem. It is in the wrong currency.”

di Ambrose Evans-Pritchard

http://www.telegraph.co.uk/finance/comment/ambroseevans_pritchard/

9735757/Mario-Montis-exit-is-only-way-to-save-Italy.html

Qui c’è la traduzione italiana:

http://vocidallestero.blogspot.it/2012/12/luscita-di-mario-monti-e-lunico-modo.html

Basterà citare soltanto il titolo e il sottotitolo:

“L’uscita di Mario Monti è l’unico modo per salvare l’Italia

L’Italia ha solo un grave problema economico. Ha la valuta sbagliata. “

Copyright © 2012 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.