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La realtà inesorabilmente si imporrà sul delirio culturale mondialista

17 dicembre 2018

Il mondialismo (o globalismo, in inglese globalism, in francese mondialisme) è la più recente e la più letale delle ideologie antistato (vedi la mia teoria unificata delle ideologie antistato *), in quanto possiamo considerare che esso sia nato nel 1954 (prima riunione del Bilderberg) e in quanto esso vuole eliminare gli Stati distruggendo lentamente, senza spargimento di sangue, i popoli che hanno uno Stato (mediante la povertà, l’islamizzazione, il meticciato e la distruzione della famiglia), il che, per inciso, è un crimine di genocidio, che è un crimine contro l’umanità, come stabilito dopo la seconda guerra mondiale nel processo di Norimberga.

Il mondialismo è condotto dall’élite contro il popolo (cioè contro tutti tranne una ristrettissima élite), ma i popoli occidentali sono stati finora consenzienti, hanno partecipato anch’essi a quello che è un vero e proprio delirio culturale, un delirio dell’intera cultura occidentale: il mondialismo è un delirio culturale ** (in inglese globalism is a cultural delusion, in francese le mondialisme est un délire culturel).

Era inevitabile però che si arrivasse a un punto in cui coloro che dovevano venir eliminati (cioè, ripeto, tutti tranne una ristrettissima élite), vedendo la morte in faccia, uscissero dal delirio culturale mondialista.

Ed è proprio quello che sta succedendo adesso negli Stati Uniti d’America (con Donald Trump, che è stato eletto dal popolo americano) e in Europa (con la Brexit nel Regno Unito, con il governo Salvini-Di Maio in Italia, con i gilets jaunes in Francia, ecc. ecc.).

A fronte di questa ribellione del popolo nei confronti del patto suicida stipulato con l’élite (patto – si badi bene – unilaterale, dato che il delirio culturale mondialista prevede che solo il popolo debba morire, mentre l’élite continuerà a vivere alla grande), l’élite sembra non capire, sembra cadere dalle nuvole.

Questo forte distacco dalla realtà da parte dell’élite un po’ è il prodotto della sua protervia di classe, ma anche e soprattutto è il prodotto del delirio culturale mondialista stesso, che altro non è che una forma secolarizzata del delirio millenarista consistente nel voler attuare sulla terra il Regno di Cristo descritto (solo e unicamente) nell’Apocalisse di Giovanni, l’ultimo libro del Nuovo Testamento.

Lo si vede chiaramente in Emmanuel Macron, che si paragonava a Giove (come, del resto, Caligola, che certamente non era cristiano) e che non si aspettava affatto la rivolta del popolo francese, che egli intende distruggere per contribuire a far nascere il Nuovo Ordine Mondiale (in inglese New World Order, in francese Nouvel Ordre Mondial) in cui non c’è più lo Stato, ma bensì c’è il Regno di Cristo.

Il Regno di Cristo, nonostante si chiami Regno, non è uno Stato monarchico, è invece una condizione di perfezione trascendente, in quanto Cristo, il Messia del Cristianesimo, a differenza del Messia dell’Ebraismo, ha sia natura umana, sia natura divina.

È la natura divina di Cristo a rendere possibile l’eliminazione dello Stato, cioè il centro di comando unico del potere della forza fisica (vedi la mia teoria dello Stato ***), in altre parole: il potere della forza fisica (“buono” o “cattivo”, cioè di difesa o di aggressione) viene eliminato in toto grazie alla natura divina di Cristo.

Ma – spiace dirlo – la seconda venuta di Cristo, cioè la parusìa intermedia, non ci sarà e la realtà inesorabilmente si imporrà sul delirio culturale mondialista.

—-

* Luigi Cocola, La teoria unificata delle ideologie antistato e altri discorsi politici, 6° ed., lulu.com, 2018

** Luigi Cocola, Il mondialismo è un delirio culturale, 2° ed., lulu.com, 2018

*** Luigi Cocola, Le nuove forme dell’utopia: europeismo e multiculturalismo – Come e perché l’Occidente cerca ripetutamente di suicidarsi, 3° ed., lulu.com, 2013

Copyright © 2018 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.

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Se il nazionalismo vince, il Papato va neutralizzato

31 marzo 2017

Il nazionalismo si sta prendendo la rivincita sul mondialismo: Vladimir Putin, la Brexit e Donald Trump sono la felice espressione di questa rivincita.

E si spera che Marine Le Pen vinca le imminenti elezioni francesi, anche se il meccanismo elettorale francese è fatto apposta per bloccare i cambiamenti.

Ma non importa, in ogni caso i russi, gli inglesi e gli americani dovrebbero bastare a far crollare l’Unione Europea, questo aborto del mondialismo.

E prima o poi bisognerà provvedere a neutralizzare il Papato, che è mondialista ab origine.

Vale a dire: eliminare i Patti Lateranensi, il grande, terribile e tragico errore di Benito Mussolini.

Come ho già scritto in un precedente post:

“…Nel caso tipico italiano la Società delle Nazioni favorirà il nostro necessario urgente svaticanamento dell’Italia [il neretto è mio] o lo contrarierà?

That is the question, dear Wilson!…»

(Filippo Tommaso Marinetti, DEMOCRAZIA FUTURISTA – DINAMISMO POLITICO, 1919, Facchi Editore, Milano)”

https://luigicocola.wordpress.com/2017/02/25/il-fascismo-il-futurismo-e-il-mancato-svaticanamento-dellitalia/

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Sulla Brexit i mondialisti speravano nel miracolo

30 marzo 2017

Leggo l’ennesimo delirante articolo di Bernard Guetta su internazionale.it (29 marzo 2017):

La Brexit arriva davvero e c’è poco da esultare

«…Potremmo rallegrarci dicendo che finalmente se ne vanno i maledetti britannici…

…Questo è un giorno nefasto, anche se la Brexit può non essere irreversibile…

…A quanto pare ancora nessuno vuole crederci, anche perché l’Europa non ha difese senza le armi britanniche e francesi. Speriamo. Affidiamoci alla ragione. Ma resta il fatto che quando la procedura di divorzio si mette in moto è ormai tardi per rendersi conto che ci si ama ancora.»

http://www.internazionale.it/opinione/bernard-guetta/2017/03/29/la-brexit-arriva-davvero-e-c-e-poco-da-esultare

È evidente che sulla Brexit i mondialisti speravano nel miracolo, magari che venisse annunciato nei cieli l’avvento del Regno di Cristo di cui parla l’Apocalisse di Giovanni, l’ultimo libro del Nuovo Testamento, il meme egoista della quale (gli Stati devono essere eliminati) sta all’origine del mondialismo, anzi è il mondialismo, vedi la mia teoria unificata delle ideologie antistato.

Francamente, il rendermi conto che da molti anni l’intero Occidente è in preda a questa esiziale possessione memetica mi dà una sensazione orribile e ripugnante.

Perfino il padre della teoria dei memi, Richard Dawkins, ne è affetto, essendo un mondialista militante, il che è tutto dire.

Soltanto adesso questa esiziale possessione memetica sta cominciando a declinare.

E i mondialisti che parlano di Ragione, come Bernard Guetta nel suo delirante articolo, mi fanno veramente pena.

La Ragione non è affatto dalla vostra parte.

Dovete rassegnarvi.

L’intero Occidente si deve rassegnare.

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Le solenni cretinate di Stephen Hawking sul mondialismo

17 dicembre 2016

Stephen Hawking, il celebre scienziato inglese, noto per le sue spiccate simpatie per il mondialismo, ha pubblicato il 1 dicembre 2016 sul Guardian un articolo intitolato This is the most dangerous time for our planet:

https://www.theguardian.com/commentisfree/2016/dec/01/stephen-hawking-dangerous-time-planet-inequality

La traduzione italiana (a cura di Fabio Galimberti) è stata pubblicata sulla Repubblica col titolo Le élite imparino l’umiltà o il populismo sarà trionfante:

«ESSENDO un fisico teorico che vive a Cambridge, ho vissuto la mia vita in una bolla di eccezionale privilegio [il neretto è mio]…

…Pertanto, faccio parte senza dubbio di quelle élite che recentemente, in America e in Gran Bretagna, sono oggetto di un inequivocabile rigetto. L’elettorato britannico ha deciso di uscire dall’Unione Europea, i cittadini americani hanno scelto Donald Trump come prossimo presidente.

Qualunque cosa possiamo pensare di queste decisioni, non c’è alcun dubbio, nella mente dei commentatori, che siamo di fronte a un grido di rabbia da parte di persone che si sono sentite abbandonate dai loro leader…

…Quello che conta adesso, molto più delle vittorie della Brexit e di Trump, è come reagiranno le élite. Dovremmo, a nostra volta, rigettare questi risultati elettorali liquidandoli come sfoghi di un populismo grossolano che non tiene in considerazione i fatti, e cercare di aggirare o circoscrivere le scelte che rappresentano? A mio parere sarebbe un terribile errore.

Le inquietudini che sono alla base di questi risultati elettorali e che concernono le conseguenze economiche della globalizzazione e dell’accelerazione del progresso tecnologico sono assolutamente comprensibili…

…Per me, l’aspetto veramente preoccupante di tutto questo è che mai come adesso, nella storia, è stato maggiore il bisogno che la nostra specie lavori insieme. Dobbiamo affrontare sfide ambientali spaventose: i cambiamenti climatici, la produzione alimentare, il sovrappopolamento, la decimazione di altre specie, le epidemie, l’acidificazione degli oceani.

Insieme, tutti questi problemi ci ricordano che ci troviamo nel momento più pericoloso nella storia dello sviluppo dell’umanità. Possediamo la tecnologia per distruggere il pianeta su cui viviamo, ma non abbiamo ancora sviluppato la capacità di fuggire da questo pianeta. Forse fra qualche secolo avremo creato colonie umane fra le stelle, ma in questo momento abbiamo un solo pianeta, e dobbiamo lavorare insieme per proteggerlo.

Per farlo è necessario abbattere le barriere interne ed esterne alle nazioni, non costruirle. Se vogliamo avere una possibilità di riuscirci, è indispensabile che i leader mondiali riconoscano che hanno fallito e che stanno tradendo le aspettative della maggior parte delle persone [il neretto è mio]. Con le risorse sempre più concentrate nelle mani di pochi, dovremo imparare a condividere molto più di quanto facciamo adesso.

Non stanno scomparendo solo posti di lavoro, ma interi settori, e dobbiamo aiutare le persone a riqualificarsi per un nuovo mondo, e sostenerle finanziariamente mentre lo fanno. Se le comunità e le economie non riescono a sopportare gli attuali livelli di immigrazione, dobbiamo fare di più per incoraggiare lo sviluppo globale, perché è l’unico modo per convincere milioni di migranti a cercare un futuro nel loro Paese [il neretto è mio].

Possiamo riuscirci, io sono di un ottimismo sfrenato sulle sorti della mia specie: ma sarà necessario che le élite, da Londra a Harvard, da Cambridge a Hollywood, imparino le lezioni di quest’ultimo anno. Che imparino, soprattutto, una certa umiltà [il neretto è mio].»

http://www.repubblica.it/economia/2016/12/07/

news/le_e_lite_imparino_l_umilta_o

_il_populismo_sara_trionfante-153609352/

Insomma le élites devono imparare l’umiltà, esse hanno fallito, afferma Hawking (egli riconosce in modo esplicito di far parte di esse, ma evidentemente non ritiene appropriata per se stesso la virtù dell’umiltà, altrimenti non avrebbe scritto questo articolo).

Sul fatto che le élites abbiano clamorosamente sbagliato siamo tutti d’accordo.

Esse hanno sbagliato nel loro scopo di «abbattere le barriere interne ed esterne alle nazioni», come eufemisticamente Hawking definisce il progetto mondialista di eliminare lo Stato?

Assolutamente no, egli argomenta, lo scopo è giusto, mentre invece le élites hanno sbagliato nei mezzi usati: esse dovevano evitare di produrre povertà e di produrre immigrazione selvaggia e incontrollata.

E come avrebbero mai potuto evitarle?

È semplicissimo, sempre secondo Hawking: da un lato sostenendo finanziariamente le masse dell’Occidente e dall’altro facendo sviluppare le economie dei paesi di origine dei migranti al fine di distoglierli dai loro propositi di migrazione.

Ma è veramente un’idea geniale, e anche molto facile da attuare, come avrà fatto a venirgli in mente?

Eh, si vede che è proprio un genio!

Tale è purtroppo la fallacia della natura umana: uno può essere un genio smisurato nel suo campo e dire poi solenni cretinate in altri campi.

Del resto basti pensare a Isaac Newton, uno dei più grandi scienziati della storia, infinitamente più grande di Stephen Hawking:

«Egli ebbe almeno due esaurimenti nervosi.» (Joseph W. Kane, Morton M. Sternheim, University of Massachusetts, Fisica Biomedica, traduzione italiana di Cafiero Franconi e Alberto Magrini, EMSI, 1980, vol. I, pag. 50).

N.B.: Hawking usa nel suo articolo originale in inglese, quello pubblicato sul Guardian, lo stesso termine dell’Apocalisse di Giovanni, l’ultimo libro del Nuovo Testamento, ossia “nations“:

«To do that, we need to break down, not build up, barriers within and between nations [il neretto è mio].»

Infatti:

«And out of his mouth goeth a sharp sword, that with it he should smite the nations [il neretto è mio]: and he shall rule them with a rod of iron: and he treadeth the winepress of the fierceness and wrath of Almighty God.»

Apocalypse of John, 19, 15, The King James Bible, Oxford standard text, ed. Benjamin Blayney, 1769

È anche interessante ricordare che Isaac Newton aveva una fissazione patologica per la Bibbia.

La teoria dei memi è perfettamente in grado di spiegare tutto ciò, vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2016/12/04/il-mondialismo-la-parusia-intermedia-e-la-teoria-dei-memi/

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I colpi di coda delle élites mondialiste

13 dicembre 2016

C’è attualmente la possibilità di colpi di coda delle élites mondialiste sia nel Regno Unito dopo la Brexit (il Primo Ministro Theresa May non ha ancora formalizzato il divorzio dall’Unione Europea, rimandando l’attivazione dell’Articolo 50 del Trattato di Lisbona a marzo 2017), sia negli Stati Uniti d’America dopo l’elezione di Donald Trump (il 19 dicembre i 538 Grandi Elettori chiamati a formalizzare la sua elezione potrebbero ribellarsi).

Ma si tratta di due paesi dove la norma culturale è la democrazia, com’è ben noto.

Si tratta di due paesi che sono gli alfieri assoluti della democrazia nel mondo e nella storia.

Fu proprio l’Inghilterra, dopo la Gloriosa Rivoluzione (1688), a mettere in pratica per prima nell’Evo Moderno la dottrina della divisione dei poteri: l’Inghilterra è dunque la culla moderna della democrazia.

Così nei popoli di lingua inglese c’è questa norma culturale.

Eventuali colpi di coda delle élites mondialiste in questi due paesi, Regno Unito e Stati Uniti d’America, significherebbero necessariamente ribaltare il voto del popolo, vale a dire annullare la democrazia, andare contro la norma culturale esistente.

Il mondialismo dovrebbe svelare il suo vero volto, che è quello della dittatura delle élites mondialiste sul popolo, dovrebbe svelare il suo vero scopo, che è quello di annientare il popolo mediante i tre cavalieri dell’Apocalisse mondialista: povertà, invasione islamica/terrorismo islamico e guerra, come ho mostrato nel mio post intitolato Tre caratteristiche necessarie del mondialismo:

https://luigicocola.wordpress.com/2016/08/17/tre-caratteristiche-necessarie-del-mondialismo/

Il mondialismo oserà tanto?

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Gli italiani non hanno coraggio

1 luglio 2016

Leggo i risultati di un recentissimo sondaggio italiano, quello effettuato da Demopolis dal 21 al 23 giugno, ossia prima del voto sulla Brexit, da cui risulta che:

il 68% degli italiani non ha fiducia nell’Unione Europea

l’81% degli italiani valuta negativamente le politiche dell’UE in tema d’immigrazione

il 70% degli italiani valuta negativamente le politiche economiche dell’UE

l’80% degli italiani voterebbe “restare nell’UE” se si votasse oggi in Italia per un Referendum sull’uscita dall’UE

http://www.termometropolitico.it/1224205_sondaggi-referendum-exitaly-italexit.html

Che si deve concludere?

Che gli italiani non hanno coraggio.

L’avevo già scritto qui, senza conoscere il suddetto sondaggio di Demopolis:

https://luigicocola.wordpress.com/2016/06/24/e-iniziata-la-fine-del-delirio-mondialista/

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La Brexit, l’Hillary factor e il cretinismo mondialista

28 giugno 2016

Come ho scritto nel post precedente, è indubbio che l’Hillary factor, il fattore Hillary, abbia influito grandemente sull’esito della Brexit.

Ma la propaganda mondialista si guarda bene dal farne menzione.

Insomma, è come se avessero detto al popolo del Regno Unito:

“Sentite, la situazione è la seguente: è possibile, anzi probabile, che il prossimo autunno Hillary Clinton diventi Presidente degli Stati Uniti d’America e quindi è possibile, anzi probabile, che scoppi una guerra nucleare contro la Russia di Putin, proprio nel cuore dell’Europa, a causa dell’Ucraina.

Detto questo, passiamo al referendum:

il Regno Unito deve restare nell’Unione Europea o deve lasciare l’Unione Europea?”

E cosa volevate che rispondessero???

Tutto ciò è la riprova del cretinismo mondialista, che è da mettere in relazione non con l’intelligenza dei singoli individui, bensì con l’origine, la causa del mondialismo: il millenarismo cristiano.

Nell’inconscio dei millenaristi c’è l’attesa della seconda venuta di Cristo, che niente, ovviamente, può ostacolare.

Niente può ostacolare la volontà di Dio.

Così, individui che in altri campi mostrano acume e intelligenza, su questo specifico argomento diventano repentinamente e completamente sordi alla voce della Ragione.

È un caso esemplare di fanatismo religioso collettivo.

Leggo infatti sulla Stampa del 26 giugno 2016 un’intervista a Donald Trump:

“La sconfitta di Cameron è stata un suo successo personale?

«No, è stata triste. Cameron ha sbagliato tutto: non avrebbe mai dovuto indire il referendum. Ma ancora più patetici sono stati Obama e Hillary, che non hanno capito come sarebbe andato [il neretto è mio]. Il presidente è venuto qui per dire agli inglesi che in caso di Brexit avrebbero dovuto mettersi in fila, per rinegoziare i trattati commerciali, e così ha determinato la sconfitta di Cameron»…

…Lei ha detto che molti Paesi europei sono pronti a seguire l’esempio della Gran Bretagna. Francia, Italia, Spagna, chi sta nella sua lista delle nazioni che minacciano di far saltare l’intera Unione Europea?

«Questi Paesi sono tutti candidati, perché sono in difficoltà. Ma Francia, Italia e Spagna non sono i soli. Ce ne sono molti altri che sono pronti alla loro versione della Brexit. Vedrete».

Perché, secondo lei?

«Sono stati commessi troppi errori in Europa, dall’immigrazione, alla politica monetaria. L’intero mondo è in tumulto, per colpa di questa leadership e di quella americana, che non sanno cosa fanno» [il neretto è mio].”

http://www.lastampa.it/2016/06/26/esteri/leuropa-ha-fatto-troppi-errori-ora-via-anche-italia-e-francia-mpn1OZdPFQ7AOrVnUIPf3J/pagina.html

Vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2015/09/16/perche-loccidente-non-fa-piu-una-politica-razionale/

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Perché ha vinto la Brexit?

26 giugno 2016

La Brexit continua a suscitare alte grida nei media della propaganda mondialista.

Eppure in internet pochi parlano di un fattore che probabilmente ha giocato un ruolo importante nel far prendere agli inglesi la decisione di votare a favore della Brexit.

Questo fattore è la paura di un’imminente guerra nucleare tra Occidente e Russia, qualora Hillary Clinton venisse eletta Presidente degli Stati Uniti d’America.

Defilarsi dall’Unione Europea, che il mondialismo USA è palesemente disposto a sacrificare per piegare militarmente la Russia anche ricorrendo alle armi nucleari (“Fuck the EU!” disse Victoria Nuland, come tutti sanno), è ovviamente la migliore scelta per minimizzare il mortale pericolo.

E se vincesse Hillary Clinton, Victoria Nuland sarebbe al suo fianco, vedi qui:

http://www.theamericanconservative.com/articles/clintons-hawk-in-waiting/

e qui:

http://formiche.net/2016/06/22/chi-sono-e-come-scalpitano-falchi-di-hillary-clinton/

È possibile leggere in internet che:

«Her Majesty was speaking to her advisors while taking on the Parliament Robe of State and Imperial State Crown in the Robing Chamber, however she was already wearing a microphone and her comments were heard by the whole gallery.

She seemed angry that she had to remain neutral in her speech. She said there is solid intelligence from military top brass that if we don’t Brexit there is an inevitable World War 3 scenario that will play out,’ the insider said.

World War 2 will seem like a bump in the road compared to this. I must warn my subjects,’ the Queen said.»

http://yournewswire.com/queen-elizabeth-reveals-she-is-ready-to-flee-britain/

Il virgolettato può essere una notizia vera oppure falsa, ma non importa, non è questo il punto: è comunque verosimile.

Ebbene, è noto a tutti che gli inglesi non sono fessi.

Non si sono fatti fregare dall’euro, come invece si sono fatti fregare alla grande i francesi, che pure passano per essere furbi.

Con la Brexit si è aperta una finestra di possibilità e gli inglesi hanno prontamente colto al volo l’occasione.

Non è certo la prima volta che lo fanno.

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Assistant_Secretary_Nuland,_Ambassador_Pyatt_Greet_Ukrainian_President-elect_Poroshenko_Before_Meeting_in_Warsaw

U.S. Assistant Secretary of State for European and Eurasian Affairs Toria Nuland and U.S. Ambassador to Ukraine Geoffrey Pyatt greet Ukrainian President-elect Petro Poroshenko before he met with U.S. Secretary of State John Kerry in Warsaw, Poland, on June 4, 2014.

By State Department photo/Public Domain [Public domain], via Wikimedia Commons

È iniziata la fine del delirio mondialista

24 giugno 2016

La Brexit ha vinto.

È iniziata la fine del delirio mondialista, questa folle, demenziale e criminale ideologia politica, contraria alla Ragione, che vuole spazzare via lo Stato dalla faccia della terra per mezzo dell’ultracapitalismo, impoverendo fino a livelli intollerabili i popoli dell’Occidente e uccidendoli con l’immigrazione selvaggia di masse islamiche che, come la storia insegna, non potranno mai integrarsi in società fondamentalmente cristiane come sono in effetti le società occidentali.

Vedi infatti qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2015/12/14/i-nostri-valori-e-lintegrabilita-degli-islamici/

Un’ideologia antistato di cui è vietato, anzi tabù, parlare nei media tradizionali, totalmente asserviti al delirio politico che infesta l’Occidente.

Ma oggi c’è internet, questo enorme passo avanti dell’umanità: la verità non può più essere censurata.

Il grande popolo inglese, un popolo che nel Seicento ebbe il coraggio di tagliare la testa al proprio re, ha avuto oggi la forza di dire basta al mondialismo, di dire basta al disastro europeo.

Enough is enough.

Come avevo già scritto, a prendere l’iniziativa non saranno i popoli più danneggiati dal delirio mondialista, per esempio i greci e gli italiani.

A guidare la rivoluzione saranno invece i popoli che storicamente hanno dimostrato più coraggio: gli inglesi, gli statunitensi, i francesi.

Il coraggio è l’elemento chiave.

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Siamo al bivio della storia

10 giugno 2016

Siamo al bivio della storia: tra pochi giorni ci sarà il referendum sulla Brexit e poi, in autunno, le elezioni presidenziali degli Stati Uniti d’America.

Se il Regno Unito uscisse dall’Unione Europea e soprattutto se vincesse Donald Trump su Hillary Clinton, l’umanità intera sarebbe salva.

Non avrei affatto paura se non esistesse l’arma nucleare: il mondialismo è destinato per forza di cose a durare meno del comunismo, come ho scritto qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2016/03/07/perche-il-mondialismo-durera-meno-del-comunismo/

Ma le bombe nucleari purtroppo esistono e se vincesse Hillary Clinton, che ha dimostrato con la Libia di essere una guerrafondaia, anzi una criminale mondialista, lo scenario sarebbe quasi sicuramente, a meno di un miracolo, il seguente:

guerra nucleare tra la NATO e la Russia di Putin.

Una guerra nucleare nel cuore dell’Europa.

La gente sembra non rendersene conto, o forse se ne rende conto, ma è posseduta da un’inarrestabile pulsione di morte.

Che è sicuramente di natura genetica, vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2016/01/25/smentite-le-idiozie-di-locke-e-di-rousseau-sullo-stato-di-natura/

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