Posts Tagged ‘brzezinski’

Conseguenze di due interpretazioni del mondialismo

23 luglio 2017

In un precedente post ho esposto una critica all’interpretazione del mondialismo come lotta di classe fornita da Diego Fusaro e ho anche esposto la mia interpretazione del mondialismo come delirio culturale:

https://luigicocola.wordpress.com/2017/07/15/il-mondialismo-non-e-una-lotta-di-classe-e-un-delirio-culturale/

C’è già stato nella cultura cristiana occidentale (Europa e Stati Uniti d’America) almeno un altro delirio culturale: la caccia alle streghe, che è durata dal 1450 circa al 1750 circa (il processo delle streghe di Salem risale infatti al 1692).

La caccia alle streghe è un delirio culturale perché le streghe non esistono.

Analogamente, il mondialismo (o globalismo) è un delirio culturale perché vuole eliminare lo Stato, che invece è una necessità della Ragione, anzi è un universale culturale, esattamente come i riti funebri e il tabù dell’incesto, e infatti è sempre esistito, vedi p.e. qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2016/11/18/il-mondialismo-e-un-delirio-culturale/

e qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2012/08/10/ma-lo-stato-e-sempre-esistito-oppure-e-uninvenzione-recente/

Norberto Bobbio scrive a questo proposito:

“La teoria marx-engelsiana della fine dello Stato è certamente la più popolare ma non è la sola [vedi la mia teoria unificata delle ideologie antistato]. Se ne indicheranno, senza alcuna pretesa di completezza, almeno altre tre [il Cristianesimo, il sansimonismo e l’anarchismo]. Vi è anzitutto, antica e sempre rinascente, un’aspirazione a una società senza Stato d’origine religiosa, comune a molte sette ereticali cristiane che, predicando il ritorno alle fonti evangeliche, a una religione della non violenza e della fratellanza universale, rifiutano l’obbedienza alle leggi dello Stato, non ne riconoscono le due funzioni essenziali, la milizia e i tribunali [il neretto è mio], ritengono che una comunità che viva in conformità dei precetti evangelici non abbia bisogno delle istituzioni politiche. All’estremo opposto l’ideale della fine della società politica e della classe politica che ne trae un abusivo vantaggio è stato predicato da una concezione che oggi si direbbe tecnocratica dello Stato [il neretto è mio], come quella esposta da Saint-Simon secondo cui nella società industriale ove protagonisti non sono più i guerrieri e i legisti ma diventano gli scienziati e i produttori, non ci sarà più bisogno della «spada di Cesare». Questo ideale tecnocratico peraltro si accompagna in Saint-Simon con una forte ispirazione religiosa (il nouveau christianisme), quasi a suggerire l’idea che questo salto fuori della storia che è la società senza Stato [il neretto è mio] non sia pensabile prescindendo da un’idea messianica.”

(Norberto Bobbio, Stato, governo, società, 1995, Einaudi, pagg. 123-124)

Norberto Bobbio parla di Cristianesimo (i Vangeli appartengono al Nuovo Testamento) e non di Ebraismo, come invece fa, erroneamente, Costanzo Preve, vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2017/05/30/sul-puritanesimo-costanzo-preve-ha-torto/

E la concezione “tecnocratica” di Henri de Saint-Simon (che era cristiano, come anche Karl Marx*, Friedrich Engels e Pierre-Joseph Proudhon**) altro non è che il mondialismo predicato da David Rockefeller, dalla Casa Reale dei Paesi Bassi (cioè la Casa d’Orange-Nassau), che sponsorizza il Gruppo Bilderberg dal 1954 a tutt’oggi, da Zbigniew Brzezinski (l’autore di Between Two Ages. America’s Role in the Technetronic Era***), da George Soros, da Mark Zuckerberg, ecc. ecc.

Non ha nessuna importanza che George Soros e Mark Zuckerberg, a differenza degli altri che ho menzionato, siano ebrei: il fatto è che entrambi vivono nella cultura cristiana occidentale (Soros ha perfino un degree di secondo livello in filosofia conseguito alla London School of Economics) e quindi condividono anch’essi il delirio culturale del mondialismo, che è proprio e peculiare della cultura cristiana occidentale.

Notare che i creatori delle ideologie antistato moderne di cui scrive Bobbio non solo sono tutti cristiani, sono anche vissuti tutti pressappoco nello stesso periodo storico: Karl Marx 1818-1883, Friedrich Engels 1820-1895, Henri de Saint-Simon 1760-1825, Pierre-Joseph Proudhon 1809-1865.

Le due interpretazioni del mondialismo che ho citato, quella di Diego Fusaro, il mondialismo come lotta di classe, e la mia, il mondialismo come delirio culturale, hanno conseguenze differenti:

1. il mondialismo come lotta di classe → i mondialisti vogliono ridurre in povertà il popolo → il mondialismo è deviante rispetto all’Etica.

2. il mondialismo come delirio culturale → i mondialisti vogliono eliminare lo Stato, che è una necessità della Ragione, anzi è un universale culturale, esattamente come i riti funebri e il tabù dell’incesto, e infatti è sempre esistito → il mondialismo è deviante rispetto alla Ragione.

Ciò porta a ulteriori conseguenze, che sono notevoli:

per esempio, un militare è obbligato a ubbidire a un comandante in capo (in inglese commander in chief) che sia mondialista e quindi deviante rispetto alla Ragione?

Oppure è obbligato a sollevarlo dal comando?

————–

* Come è ben noto, Karl Marx fu battezzato all’età di sei anni e suo padre si era convertito al Cristianesimo prima della sua nascita.

** Pierre-Joseph Proudhon è il padre dell’anarchismo:

«La nascita dell’A. [Anarchismo] si suole attribuire a Proudhon (1809-65)…»

Nicola Abbagnano, Dizionario di Filosofia, 1971, UTET, pag. 41

*** «Today, the most industrially advanced countries (in the first instance, the United States) are beginning to emerge from the industrial stage of their development. They are entering an age in which technology and especially electronics—hence my neologism “technetronic” *—are increasingly becoming the principal determinants of social change, altering the mores, the social structure, the values, and the global outlook of society.»

Zbigniew Brzezinski, Between Two Ages. America’s Role in the Technetronic Era, The Viking Press, 1970, pag. 5

https://archive.org/details/pdfy-z5FBdAnrFME2m1U4

È evidente l’affinità tra la concezione “tecnocratica” di cui scrive Bobbio e la “Technetronic Era” di cui scrive Brzezinski.

Copyright © 2017 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.

Annunci

Lo spettacolare e stupefacente rimbecillimento dell’intellighenzia occidentale

7 giugno 2017

Con il mondialismo il potere economico è diventato eversivo, vuole cioè rovesciare il potere costituito, lo Stato.

Lo Stato è l’istituzione politica che gestisce il potere della forza fisica: si tratta di una necessità della Ragione, anzi addirittura di un universale culturale.

Fu Bertrand Russell a distinguere i tre principali tipi di potere: il potere della forza fisica (“il sommo potere” secondo Norberto Bobbio), il potere economico e il potere della propaganda.

Ho esposto una teoria dello Stato in questo saggio:

Luigi Cocola, Le nuove forme dell’utopia: europeismo e multiculturalismo – Come e perché l’Occidente cerca ripetutamente di suicidarsi, 3° ed., 2013, lulu.com

Come ho scritto in precedenza su questo blog:

«Però a partire dalla filosofia politica di John Locke (1690) è nato un tipo nuovo di ideologia antistato: sostanzialmente cristiana, ma formalmente filosofica, e verso la quale l’Occidente è indifeso, perché non ne riconosce la natura religiosa e irrazionale.

Nella cultura occidentale si è creata così, nel corso degli ultimi tre secoli, una capziosa e fallace Weltanschauung, la quale tenta di rendere razionale ciò che è invece assolutamente irrazionale: il mito dell’inutilità e della dannosità dello Stato.

Infatti eliminare i conflitti attuati con il potere della forza fisica è impossibile e da questa impossibilità nasce la necessità dello Stato, che è il mezzo naturale per gestire tali conflitti, sia che si tratti di aggressione di stranieri, sia che si tratti di torti reciproci all’interno di una comunità, come ci spiegò per la prima volta in modo approfondito Hobbes (Thomas Hobbes, Leviatano, Laterza, 2009, pag. 140 e pag. 142), ampliando e migliorando un concetto originale di Machiavelli (Niccolò Machiavelli, Il Principe, Rizzoli, 1991, pag. 128).»

https://luigicocola.wordpress.com/2014/05/03/siamo-in-mezzo-a-un-conflitto-mondiale-ma-nessuno-ne-parla/

Un esempio chiarissimo della capziosa e fallace Weltanschauung che intossica l’Occidente da tre secoli è Between Two Ages di Zbigniew Brzezinski, di cui ho scritto qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2017/06/03/anche-zbigniew-brzezinski-e-morto/

Occorre purtroppo notare che la stragrande maggioranza dell’intellighenzia dell’Occidente è posseduta da tale capziosa e fallace Weltanschauung.

Siamo al cospetto di uno spettacolare e stupefacente rimbecillimento dell’intellighenzia occidentale.

Che non ha, né può avere, scusanti.

Copyright © 2017 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.

Anche Zbigniew Brzezinski è morto

3 giugno 2017

Dopo David Rockefeller è morto anche Zbigniew Brzezinski (26 maggio 2017).

Ecco un brano di un suo libro del 1970, Between Two Ages:

«Yet it is generally true, as the author of a suggestive paper notes, that “the vision and objectives of society [have] changed. Today a new concept of man and his world is challenging the concepts of the Renaissance which have guided man’s behavior for the past five hundred years.” The nation-state as a fundamental unit of man’s organized life has ceased to be the principal creative force [il neretto è mio]: “International banks and multinational corporations are acting and planning in terms that are far in advance of the political concepts of the nation-state.” 44 [44. A. Barber, The 20th Century Renaissance, private paper, Institute of Politics and Planning, Washington, D.C., 1968, pp. 1, 8.]»

Zbigniew Brzezinski, Between Two Ages. America’s Role in the Technetronic Era, The Viking Press, 1970, pag. 28

https://archive.org/details/pdfy-z5FBdAnrFME2m1U4

«Lo stato-nazione come unità fondamentale della vita organizzata dell’uomo ha cessato di essere la principale forza creativa», questo scrive Zbigniew Brzezinski, citando inoltre virgolettati di A. Barber.

Questo brano conferma pienamente la definizione del mondialismo (o globalismo, o internazionalismo liberale, o internazionalismo di David Rockefeller) che ho dato più e più volte in questo blog: è l’ideologia che vuole eliminare lo Stato dalla faccia della terra usando come mezzo specifico l’ultracapitalismo.

Come ho scritto più e più volte, la prescrizione di eliminare lo Stato (il quale è sempre esistito, non è affatto un’invenzione rinascimentale di cinquecento anni fa, come credono o fanno finta di credere Barber e Brzezinski) è un concetto neotestamentario che si trova (solo e unicamente!) nell’Apocalisse di Giovanni, vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2017/05/30/sul-puritanesimo-costanzo-preve-ha-torto/

e qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2012/08/10/ma-lo-stato-e-sempre-esistito-oppure-e-uninvenzione-recente/

Come ho già scritto in un vecchio post, se noi andiamo a vedere la bandiera dell’Unione Europea, troviamo la conferma che tutto ciò nasce dall’Apocalisse di Giovanni:

«Un segno grandioso apparve nel cielo: una donna vestita di sole, con la luna sotto i suoi piedi e, sul capo, una corona di dodici stelle. Era incinta, e gridava per le doglie e il travaglio del parto.»

Apocalisse di Giovanni, 12, 1-2, Bibbia CEI 2008

Vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2015/03/08/lapocalisse-e-lunione-europea/

Copyright © 2017 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.

Svelare la verità

7 giugno 2016

C’è chi (citando burocraticamente i relativi Decreti del S. Uffizio) rifiuta esplicitamente il millenarismo, il quale, come ho scritto più volte, nacque dall’Apocalisse di Giovanni, l’ultimo libro del Nuovo Testamento, e arriva a scrivere perentoriamente: «Le venute di Cristo in terra sono solo due: la prima 2000 anni fa nella sua Natività, la seconda nel Giudizio universale alla fine del mondo.», ciò che è in piena contraddizione con quanto scrisse a suo tempo Giovanni nell’Apocalisse, la cui lettura è accessibile a tutti.

Vedi qui:

https://doncurzionitoglia.wordpress.com/2014/12/30/apocalisse-5-xx-1/

È infatti da lunghissimo tempo che la Chiesa di Roma ha la tradizione di negare, arrampicandosi sugli specchi, il palese manifesto della rivoluzione politica contro l’Impero romano contenuto nell’Apocalisse (vedi p.e. la fantasiosa interpretazione di Agostino d’Ippona). Tutti questi sforzi però non possono mai raggiungere appieno lo scopo, perché basta leggere l’Apocalisse per comprendere molto facilmente cosa essa sia in realtà e cioè uno sfrenato incitamento alla rivoluzione contro lo Stato, vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2016/05/11/discolparsi-incolpando-altri/

Tanto è vero che il millenarismo, messo a tacere dalla Chiesa di Roma per parecchi secoli, fu poi ripreso con forza dai protestanti, i quali, com’è noto, si basano sulla lettura personale della Bibbia e non sull’interpretazione di essa da parte del clero come fanno i cattolici.

Certo, prima di Gutenberg il clero poteva dire quello che voleva sulla Bibbia: fu proprio l’invenzione della stampa a portare alla Riforma (figurarsi adesso che c’è internet!).

Il punto fondamentale della questione è il seguente: il millenarismo, piuttosto che essere contenuto nell’Apocalisse di Giovanni, è l’Apocalisse di Giovanni.

A perfetta conferma di ciò, Papa Bergoglio ha rotto oggi la tradizione plurisecolare del rifiuto del millenarismo da parte della Chiesa di Roma: è un papa evidentissimamente millenarista.

Lo afferma implicitamente, come ho già scritto in altri post, James Vincent Schall, gesuita ed ex “Professor of Political Philosophy in the Department of Government at Georgetown University”, nel suo articolo Apocalyptic and Utopian: On Pope Francis’ Bolivian Manifesto pubblicato su The Catholic World Report il 24 luglio 2015:

«…Whatever else might be said of other papal address in Bolivia, this one at Santa Cruz was pure Bergoglio. It contains his vision of the world and what is wrong with it. He is telling us—not asking our opinions. He has already made his conclusions. It is what I would call a very apocalyptic and utopian address. It describes both how terrible things are and how idyllic they can be. There is little room for a common sense middle, for a view that the world might just go on its own way as it has for millennia. It was a “second commandment” (“love thy neighbor”) and not a “first commandment” (“Seek ye first the Kingdom of God”) exhortation. It was closer to Joachim of Fiora than to Augustine of Hippo [Gioacchino da Fiore è il noto millenarista medievale]…

This end that Pope Francis seems to envision is nothing less than a world transformation of mankind to save itself, soon—indeed, now!

For many, it is the state itself that causes most of the dangerous problems that the Pope is worried about [il neretto è mio]…»

http://www.catholicworldreport.com/Item/4051/

apocalyptic_and_utopian_on_pope_francis_bolivian_manifesto.aspx

Come è possibile che Papa Bergoglio rigetti la negazione del millenarismo fatta da Agostino d’Ippona (Santo e Dottore della Chiesa) e accetti il millenarismo gioachimita, ossia la versione del millenarismo di Gioacchino da Fiore (né Santo né Dottore della Chiesa), senza provocare grandissimo scandalo nella Chiesa di Roma?

Perché il millenarismo è parte integrante del Nuovo Testamento, ecco perché!

Papa Bergoglio accetta il millenarismo invece di rifiutarlo (al contrario di come ha fatto tradizionalmente la Chiesa di Roma per secoli fino ad oggi) e lo può fare proprio perché non è possibile negare l’Apocalisse di Giovanni, in quanto fa parte del Nuovo Testamento.

Papa Bergoglio è dunque un papa rivoluzionario, un papa che vuole eliminare lo Stato, come del resto lo vogliono eliminare i mondialisti David Rockefeller e Zbigniew Brzezinski.

Questa convergenza (apparentemente strana e incomprensibile, quasi contronatura) è facilmente spiegata dalla mia teoria unificata delle ideologie antistato, vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2015/02/12/le-tre-vie-delle-ideologie-antistato/

Non c’è affatto bisogno di ricorrere a capri espiatori e a idee deliranti (complotti di ebrei, massoni, kazari, satanisti, rettiliani, ecc. ecc.) per spiegare tale convergenza.

È sufficiente usare la Ragione.

Certo, occorre accettare il fatto che la Ragione svela cose che magari si vorrebbe mantenere velate.

Copyright © 2016 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.

Dalla Svizzera

15 marzo 2014

Leggo sul Ticino live – Quotidiano della Svizzera italiana, un articolo di Gianfranco Soldati dell’11 marzo 2014, intitolato Vassalli discreti e fedeli (degli USA):

“…Gli USA sono e vogliono restare potenza mondiale egemone. Zbigniew Brzezinski, segretario di Stato di Jimmy Carter e poi segretario di stato dietro le quinte (alla “cardinale Richelieu”, per farmi capire) di tutti i successori, Obama compreso, ha avuto l’impudenza, che è il colmo della prepotenza, di metterlo nero su bianco. Obama, ridicolizzato da un premio Nobel della Pace che i vegliardi obnubilati di Oslo gli hanno probabilmente attribuito tra una pausa e l’altra dei festeggiamenti del Carnevale, Obama, dicevo, dopo aver tracciato in Siria la linea rossa per il presunto (ma mai dimostrato) impiego di gas nervini da parte di Assad, non ha avuto il coraggio di compiere il passo successivo, più volte proclamato a parole, ma mai portato ad esecuzione con i fatti. Si è attirato così aspre critiche pubbliche da parte dell’ex segretario di Stato Brzezinski, grande ideologo di un’aggressiva politica di egemonia il cui fine giustificherebbe tutti i mezzi.

Chi può o potrebbe far ombra agli USA nei loro piani egemonici? Due stati, e solo due. Uno è la Russia, gigante gigantesco, ma purtroppo, o per fortuna, secondo i punti di vista, con piedi di argilla. Difficile da radere al suolo, ma sempre smantellabile, per le molte etnie e nazionalità che ingloba sul suo sconfinato territorio. L’altro è la Cina, guidata con pugno di ferro in guanti di acciaio, pure sconfinata per estensione territoriale, dotata finalmente, grazie all’ingenua esportazione, da parte di troppi industriali occidentali incapaci di perseguire qualcosa che non sia il profitto, di know how tecnologico indispensabile alla formazione di un esercito all’altezza dei compiti assegnati. Non essendo in grado, al momento, di attaccarli direttamente, gli USA stanno mettendo in atto una strategia volta ad isolarli completamente. Accade già in Giappone, con diatribe pretestuose sul possesso di isolette disabitate e creazione di strutture economiche interstatali. Accade in Africa, dove la Cina ha installato varie teste di ponte per garantirsi le materie prime di cui non dispone e accade adesso in Ucraina, dove si strumentalizza una spietata lotta fratricida tra filoeuropeisti e filorussi per sottrarre dalla sfera di influenza di Mosca uno stato filorusso per necessità materiali e geografiche.”

http://www.ticinolive.ch/2014/03/11/vassalli-discreti-e-fedeli-degli-usa-di-gianfranco-soldati/

Sono ampiamente d’accordo con quanto scrive Gianfranco Soldati, ne avevo già scritto qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2014/03/09/linternazionalismo-di-david-rockefeller-sara-fermato-dalla-russia-e-dalla-cina/

Ho sempre ammirato la Svizzera, della cui peculiarità ho scritto più volte, nei miei due saggi di scienza politica e nei miei post, per esempio qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2012/10/01/cretinismo-europeista/

Copyright © 2014 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.

Il sogno irrealizzabile di un uomo molto ricco: un mondo senza Stato

25 agosto 2013

Leggo un’intervista del 24 giugno 2013 a Zbigniew Brzezinski, vedi qui nell’originale inglese:

http://nationalinterest.org/print/commentary/brzezinski-the-syria-crisis-8636

e qui nella traduzione italiana:

http://www.ossin.org/crisi-siriana/zbigniew-brzezinski-intervento-militare-in-siria-sarebbe-una-follia.html

Chi è Brzezinski? Wikipedia ci informa che:

“È stato Consigliere per la sicurezza nazionale durante il mandato presidenziale di Jimmy Carter (dal 1977 al 1981).

È tuttora membro effettivo della Commissione Trilaterale…

…Nel marzo 2008 Barack Obama lo ha pubblicamente ringraziato per il suo contributo e i servigi forniti agli Stati Uniti d’America. Nel 1981 il Presidente Carter lo aveva insignito della medaglia presidenziale della libertà.”

http://it.wikipedia.org/wiki/Zbigniew_Brzezinski

Non voglio entrare nel merito dell’argomento della suddetta intervista, che si intitola Un intervento militare in Siria sarebbe una follia, vedi a questo proposito l’articolo della Repubblica di ieri:

Siria, Usa: se il presidente Obama decide pronti a intervento, Europa divisa

http://www.repubblica.it/esteri/2013/08/24/news/siria_usa_obama-65205436/?ref=HREC1-1

Quello che mi interessa dell’intervista a Brzezinski è il seguente brano:

“Ma nel lungo periodo, una simile regione ostile non potrebbe essere controllata, nemmeno da Israele che è dotata dell’arma nucleare. Questa situazione farebbe a Israele quello che certe guerre hanno prodotto a noi, su scala minore. La logorerebbe, la stancherebbe, la minerebbe, la demoralizzerebbe, provocherebbe l’emigrazione degli elementi più brillanti, per finire in un cataclisma impossibile da prevedere ora perché non sappiamo nel momento fatale chi saranno gli attori. E, dopo tutto, l’Iran è vicino. Potrebbe avere una certa capacità nucleare. Supponiamo che gli Israeliani riescano a farlo cadere. Che succederebbe in Pakistan o altrove? L’idea che si possa controllare una regione a partire da un paese molto forte e motivato, ma abitato da soli sei milioni di abitanti, è semplicemente un sogno folle.”

È noto che Brzezinski abbia posizioni contrarie allo Stato d’Israele, vedi per esempio qui:

“Non è la prima volta che l’intellighenzia ebraica Usa accusa Brzezinski di antisemitismo per le sue persistenti critiche anti-Israele, da lui accusata di «eccesso di forza» e «rifiuto del compromesso». Lo scorso anno Brzezinski difese John Mearsheimer e Stephen Walt, i due controversi studiosi americani che nel loro libro «The Israel Lobby» hanno osato mettere in dubbio il diritto d’esistere di Israele.”

http://www.corriere.it/Esteri/2008/Primarie_USA/

Brzezinski_dichiarazioni

_anti_ebrei_107b03ae-2d4d-11dd-913b-00144f02aabc.shtml

Brzezinski, come ho scritto sopra, è membro della Trilaterale, che fu fondata da David Rockefeller, il quale è anche l’unico membro dell’Advisory Group (Gruppo Consultivo) del Gruppo Bilderberg, come riporta lo stesso bilderbergmeetings.org:

http://www.bilderbergmeetings.org/governance.html

La partita è fra chi vuole distruggere lo Stato (per esempio Brzezinski e Rockefeller), e quindi anche lo Stato d’Israele, e chi vuole difenderlo.

Difendere lo Stato significa anche difendere l’Occidente (del quale lo Stato d’Israele fa parte, come ho scritto in un post precedente), perché chi vuole distruggere lo Stato vuole anche distruggere l’Occidente, che è oggettivamente un ostacolo alla realizzazione di ciò che Rockefeller stesso ha definito “…a more integrated global political and economic structure – one world, if you will.”

Ma leggiamo il passo originale di Rockefeller da cui ho estrapolato il suddetto virgolettato:

«Some even believe we are part of a secret cabal working against the best interests of the United States, characterizing my family and me as “internationalists” and of conspiring with others around the world to build a more integrated global political and economic structure – one world, if you will.

If that’s the charge, I stand guilty, and I am proud of it.»

(David Rockefeller, Memoirs, Random House, 2003, pag. 405).

Come si può notare, Rockefeller può impunemente permettersi di scrivere nella propria autobiografia di essere fiero di far parte di un complotto segreto (secret cabal) che lavora contro gli interessi degli Stati Uniti d’America.

Ma il sogno di Rockefeller, poter fare a meno dello Stato, non si realizzerà, perché neanche tutto il denaro del mondo può far funzionare un’utopia.

Copyright © 2013 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.