Posts Tagged ‘collasso cronico dello stato italiano’

Due verità misconosciute che il popolo italiano dovrebbe sapere

24 settembre 2019

Il popolo italiano conosce poco, o ignora del tutto, due verità, di cui invece dovrebbe essere pienamente consapevole.

1) La prima verità è il male antico dell’Italia: lo Stato italiano si chiama Stato, ma non è affatto uno Stato.

Trattasi invece di un’associazione Stato-Chiesa, la quale, essendo tale, non è in grado di gestire il potere della forza fisica, potere che è il fondamento dello Stato (come scrisse Max Weber, lo Stato consiste nel “monopolio dell’uso legittimo della forza fisica”).

Da ciò discendono parecchi effetti negativi.

Uno di questi effetti negativi è che le leggi italiane sono buoniste fino al masochismo, tanto buoniste che perdonano tutti i criminali, anche quelli più efferati.

Basti ricordare la recente intervista di Bruno Vespa a Lucia Panigalli, nella quale, come ho ampiamente scritto pochi giorni fa, questa povera donna, che chiede allo Stato italiano giustizia per il passato e protezione per il presente, viene trattata a pesci in faccia dal famoso e potente giornalista, come tutti possono constatare nel video diffuso in internet (che ho riportato nei miei post precedenti).

Perché? Perché ella ha infranto un tabù: in Italia le vittime di reati non possono invocare aiuto, giustizia, protezione e così via, in quanto lo Stato italiano, non essendo affatto uno Stato, ma bensì un’associazione Stato-Chiesa, non può dare nessuna di queste cose.

Non per niente Vespa, a un certo punto dell’intervista, dice testualmente: “Più di questo ho la sensazione che non si possa fare”.

Altro esempio: il caso del “mostro del Circeo”, Angelo Izzo, che lo Stato italiano (o meglio ciò che noi, accettando una falsità, chiamiamo Stato italiano) mise in regime di semilibertà (un efferato assassino in semilibertà!).

Cosa avvenne? Avvenne ovviamente che Angelo Izzo, uscito di galera, uccise di nuovo e cioè uccise due donne, madre e figlia: Maria Carmela e Valentina Maiorano (quest’ultima aveva appena 14 anni), della cui morte è direttamente responsabile ciò che noi chiamiamo falsamente Stato italiano.

Ecco un video in cui Angelo Izzo parla tranquillamente in tribunale di questi due omicidi:

2) La seconda verità è il male moderno dell’Italia, che coesiste con quello antico, ma esso, a differenza di quest’ultimo, è un male che hanno tutti gli europei: l’Unione Europea, lungi dall’essere quello che viene dichiarato pubblicamente, è in realtà il campo di sterminio dei popoli europei.

Infatti i popoli dell’Unione Europea sono oggi sottoposti a un procedimento di sterminio, di cancellazione dalla faccia della terra, mediante:

I) la povertà (l’euro è stato introdotto proprio a tale scopo), II) l’apertura delle frontiere e quindi l’immigrazione senza freni (da cui l’islamizzazione e il meticciato, meticciato di cui ha parlato in termini favorevoli perfino Papa Bergoglio), III) la distruzione della famiglia (per esempio col metodo Bibbiano, ma si possono fare a questo riguardo molti altri esempi).

Queste sono le due verità dell’Italia, altro che le menzogne che raccontano in televisione o nei giornali.

N.B.: tutti i link sono stati verificati in data odierna.

Copyright © 2019 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.

 


 

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La disgustosa difesa dell’indegna intervista di Bruno Vespa da parte di Francesco Storace

20 settembre 2019

Viene pubblicata oggi, 20 settembre, una furiosa quanto disgustosa difesa dell’indegna intervista di Bruno Vespa a Lucia Panigalli (1) da parte di Francesco Storace, sul giornale da lui diretto, Secolo d’Italia.

Il vero argomento difensivo avanzato da Storace, essendo gli altri delle emerite sciocchezze, è il seguente: Lucia Panigalli dopo la trasmissione ha ringraziato Bruno Vespa (2).

Ma la verità è un’altra: questa povera donna, che ha subito un tentativo di omicidio e che è tuttora sotto scorta (perché l’imbelle Stato italiano, non essendo affatto uno Stato, ma bensì un’associazione Stato-Chiesa – ed è proprio per questo che perdona tutti i criminali! – ha liberato il suo tentato omicida), semplicemente non ha avuto la forza di reagire agli indegni e continui attacchi di Bruno Vespa, attacchi visibili a tutti nel video diffuso in internet (1), ed ha finito per chinare il capo e ringraziare il famoso e potente giornalista.

Pensate alla situazione psicologica di questa povera donna, a come si deve essere sentita intimidita.

Vergogna!

Questo argomento difensivo, peraltro avanzato anche dallo stesso Vespa (3) e, ovviamente, dal giornale Avvenire (4), che è di proprietà della Conferenza Episcopale Italiana (CEI), non è niente altro che una mascalzonata.

Vergognatevi!

Infierire così su un povera donna scampata a un omicidio!

E il fatto che a tale mascalzonata abbia partecipato Francesco Storace, il quale è stato il primo Presidente (2017) del Movimento Nazionale per la Sovranità, la dice lunga su alcuni (solo alcuni!) sovranisti italiani: essi dicono di essere sovranisti, ma sono invece servi del Vaticano, di un Vaticano il cui attuale Papa Bergoglio, con l’immigrazione di massa dall’Africa e con il meticciato per tutti, vuole distruggere sia lo Stato italiano che il popolo italiano (5, 6, 7).

Il popolo italiano si sollevi contro chi vuole distruggerlo!

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1) Ecco il video di alcuni passi che suscitano forte indignazione dell’intervista di Bruno Vespa a Lucia Panigalli:

L’indegna intervista di Bruno Vespa a una donna scampata a un omicidio

19 settembre 2019

https://luigicocola.wordpress.com/2019/09/19/lindegna-intervista-di-bruno-vespa-a-una-donna-scampata-a-un-omicidio/

2) «Alla fine della trasmissione, Lucia Panigalli ha ringraziato Vespa per aver messo in luce la sua terribile storia. Addirittura il suo legale Giacomo Forlani – che era comprensibilmente preoccupato prima del programma – dirama subito dopo un comunicato di gratitudine al giornalista per la sensibilità. Passano 24 ore e la signora Panigalli “scopre” di essere offesa. Non vogliamo immaginare il perché solo per rispetto di quanto ha subito dal suo ex-compagno e non certo da Vespa.»

I soliti parrucconi contro Bruno Vespa. Ma dimenticano qualche “dettaglio”

20 settembre 2019

www.secoloditalia.it/2019/09/i-soliti-parrucconi-contro-bruno-vespa-ma-dimenticano-qualche-dettaglio/

3) «La risposta del conduttore non si è fatta attendere: “Ieri sera alla fine della trasmissione e prima della dichiarazione del suo avvocato, la signora Panigalli mi ha ringraziato con molta cordialità” afferma Vespa. “Successivamente alla nostra collega che la ringraziava al telefono per la partecipazione, ha risposto testualmente: ‘Sono io che ringrazio voi’. Se a 24 ore di distanza ha ritenuto di smentire se stessa e il proprio avvocato dicendo di essere frastornata e di non aver capito quanto era accaduto in studio, è facile immaginare una strumentalizzazione ai suoi danni”.»

Tutti contro Vespa. Il giornalista sulla graticola dopo l’intervista a Lucia Panigalli
Parla la donna sopravvissuta alla furia del suo ex: “Quando mi sono rivista a casa mi sono sentita veramente male”. La replica: “Smentisce se stessa: alla fine della trasmissione mi aveva ringraziato”. Bordate anche da Fnsi e Usigrai: ennesima intervista che mette sotto accusa la vittima

19 settembre 2019

https://www.today.it/attualita/bruno-vespa-lucia-panigalli.html

4) «Anche la reazione della donna pone qualche domanda: se è vero, come dice Vespa, che Panigalli ha ringraziato il suo intervistatore e lo staff di Porta a Porta, perché dopo 24 ore ha invece detto di sentirsi “profondamente offesa dal tono e dai modi” usati dal giornalista? Lei lo spiega con il concitamento, i ritmi veloci dell’intervista, l’emozione del momento che le ha impedito di capire cosa stava succedendo.»

Porta a Porta. Violenza alle donne, Vespa sotto accusa per l’intervista a una vittima
Il conduttore parla di “amore” e si scatena la polemica. Lui si difende, ma all’ordine dei giornalisti arrivano gli esposti. La donna prima ringrazia, poi si dichiara turbata

19 settembre 2019

https://www.avvenire.it/attualita/pagine/lucia-panigalli-violenza-bruno-vespa

5) Anche Papa Francesco parla di meticciato

29 giugno 2019

https://luigicocola.wordpress.com/2019/06/29/anche-papa-francesco-parla-di-meticciato/

6) Il meticciato del popolo italiano non avverrà mai

1 luglio 2019

https://luigicocola.wordpress.com/2019/07/01/il-meticciato-del-popolo-italiano-non-avverra-mai/

7) La setta dell’élite globalista ci vuole estinguere

18 luglio 2019

https://luigicocola.wordpress.com/2019/07/18/la-setta-dellelite-globalista-ci-vuole-estinguere/

N.B.: tutti i link sono stati verificati in data odierna.

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L’indegna intervista di Bruno Vespa a una donna scampata a un omicidio

19 settembre 2019

«Monta la polemica intorno alla puntata di Porta a Porta di martedì sera durante la quale il conduttore Bruno Vespa ha intervistato una donna sfuggita a un tentativo di femminicidio da parte dell’ex compagno. I social si scatenano contro la sequela di “domande incalzanti” definita da più parti “vergognosa” e “indegna del servizio pubblico”. L’associazione “Giulia – Giornaliste” [questo neretto è mio] attacca il noto collega, reo di aver “dato in pasto al pubblico la sopravvissuta di femminicidio”. Lucia Panigalli vive sotto scorta da quando Mauro Fabbri, con il quale aveva avuto una relazione durata pochi mesi a cui lei aveva messo fine, aveva tentato di ucciderla a coltellate e per questo era finito in carcere. Senza però sollevarla dal pericolo. Durante la detenzione infatti, l’uomo aveva assoldato il compagno di cella, un bulgaro, per finire il lavoro lasciato in sospeso: l’omicidio della donna che aveva osato lasciarlo.

Tornato libero però l’uomo non assolve al compito e anzi denuncia Fabbri (dopo aver intascato i 75 mila euro pagati per l’omidicio ndr) che viene processato ma assolto: il “mandato per l’omicidio” poi non consumato non costituisce reato. Quanto accaduto è gravissimo ma, nonostante ciò, Fabbri ottiene uno sconto di pena per buona condotta. Oggi vive a 4 chilometri dalla casa di Lucia…

“Signora, se avesse voluto ucciderla l’avrebbe fatto”, è una delle frasi pronunciate da Vespa accompagnata da un’espressione sorniona. Scrive Rizzi:

Vespa “perde l’aria grave e rispettosa che aveva poco prima intervistando il potente di turno, Matteo Renzi, e assume un’aria scanzonata e rilassata. Se ne frega che ci sia una sentenza che ha mandato in galera Fabbri per il primo tentato omicidio. Per lui non voleva ucciderla e lo dice interrompendo la donna mentre racconta il primo agguato: l’uomo con il passamontagna che l’aspetta sotto casa e la prende a coltellate, il coltello si spezza e quindi passa ai calci, lei che si divincola e riesce a vederlo in faccia e miracolosamente a scappare. Guardando la foto del volto tumefatto Vespa commenta: ‘In effetti l’aveva ridotta piuttosto male'”.
E continua nella descrizione di quanto accaduto ieri: “La interrompe spesso con domande del tipo ‘Posso chiederle di che cosa si era innamorata?’, che di solito sottintende che è anche un po’ colpa sua se si è scelta un tipo così. E insiste: ’18 mesi sono un bel flirtino però…’. Vespa in tutti i modi prova a minimizzare tra sogghigni e battutine. ‘A differenza di tante altre donne è protetta. Non corre rischi’. Il clou nella frase incredibile: ‘Quindi lui era così follemente innamorato di lei da non volerla dividere se non con la morte, finché morte non vi separi come si dice’. Risata mentre Lucia rabbrividisce e gli risponde che non si può associare la parola amore a quello che le è successo”.

Per l’associazione, Vespa ha violato su tutta la linea la deontologia in particolare il Manifesto di Venezia che, firmato dalla Commissione pari opportunità della Federazione nazionale della stampa, dell’Usigrai e da Giulia Giornaliste, descrive con chiarezza come vanno raccontati i casi femminicidio consumato o tentato sui media, evitando l’empatia con gli assassini e nel rispetto delle vittime, non sottoponendole a un doloroso processo magari per far salire gli ascolti o vendere più giornali.»

Bruno Vespa travolto dalle polemiche: “Ha dato in pasto al pubblico la sopravvissuta di femminicidio”
Social scatenati contro le domande fatte dal giornalista a Lucia Panigalli durante la puntata di Porta a porta. La denuncia di Giulia Giornaliste

(18 settembre 2019)

https://notizie.tiscali.it/cronaca/articoli/vespa-polemiche-sopravvissuta-femminicidio/

«Non è ancora finita: Lucia racconta l’aggressione per filo e per segno. Alla fine Vespa le dice: «Se avesse voluto ucciderla l’avrebbe uccisa, DAI». Lei a quel punto tanto è stupita quasi balbetta. Questa donna, andata in tv a raccontare che dopo dieci anni convive ancora con la paura quotidiana di essere uccisa, si sente quasi costretta a giustificare – elencando nel dettaglio tutte le botte che ha preso e spiegando l’arma si era rotta – perché il suo ex avrebbe potuto effettivamente ucciderla. Conclusione definitiva del signor Vespa, rivolgendosi all’avvocato di lei presente in studio: «La signora per fortuna è protetta, l’aggressore ha il divieto di avvicinarsi alla sua abitazione… Più di questo ho la sensazione che non si possa fare [questo neretto è mio]».

Credo che non ci sia altro da aggiungere, oltre al fatto che aspettiamo le scuse di Vespa, ma che non basteranno. Un’intervista del genere questa donna non se la meritava. Nessuna donna se la sarebbe meritata. Un’intervista del genere non avrebbe dovuto proprio essere trasmessa. Per rispetto di tutte le vittime. E non possiamo accettare che passi inosservata, senza conseguenze per un giornalista che si permette di sminuire la paura di morire di una sopravvissuta, di sorridere mentre lei gli affida il suo terrore, e di non sapere che un tentato omicidio non può essere accostato a un amore folle

L’umiliante intervista di Bruno Vespa a Lucia Panigalli
«Se avesse voluto ucciderla l’avrebbe uccisa!». Il giornalista si è permesso di sminuire la paura di morire di una sopravvissuta a un femminicidio costretta a vivere sotto scorta. E di associare il folle amore a quel tentato omicidio.

(18 settembre 2019)

https://www.letteradonna.it/it/articoli/punti-di-vista/2019/09/18/lucia-panigalli-intervista-bruno-vespa/29023/

«“Lei è fortunata, perché è sopravvissuta. Tante donne vengono uccise”. Polemica per l’intervista fatta martedì sera da Bruno Vespa a Lucia Panigalli, sopravvissuta a un tentativo di omicidio da parte dell’ex compagno nel 2010 e ora sotto scorta. Pubblico, associazioni e utenti social hanno criticato le frasi e i toni utilizzati durante la trasmissione…

…“Dal minuto 01,08,56 Bruno Vespa intervista la signora Lucia Panigalli vittima di un tentativo di.omicidio da parte del ex compagno. Il tono dell’intervistatore tra risolini, negazioni, battutine è semplicemente intollerabile. Questo non è giornalismo, questa è spazzatura”, ha scritto l’associazione Non Una Di Meno Firenze.»

Bufera contro Bruno Vespa per l’intervista a Lucia Panigalli, vittima di violenza
“Se avesse voluto, l’avrebbe uccisa”… “Lei è fortunata, perché è sopravvissuta” sono le frasi incriminate rivolte dal giornalista alla donna, sopravvissuta a un tentativo di omicidio da parte dell’ex compagno

(19 settembre 2019)

https://www.huffingtonpost.it/entry/polemica-per-lintervista-di-bruno-vespa-alla-vittima-di-tentato-femminicidio_it_5d832c4de4b0849d4723a897

Ecco il video di alcuni passi che suscitano forte indignazione dell’intervista di Bruno Vespa a Lucia Panigalli:

Perché Bruno Vespa, un uomo che tutti possono considerare ragionevole ed equilibrato, si scatena in questa riprovevole, assolutamente riprovevole, anzi indegna, aggressione a una povera donna scampata per miracolo a un efferato omicidio e che deve tuttora vivere sotto scorta?

La mia interpretazione è la seguente: Bruno Vespa non è impazzito e non è neanche un bieco maschilista che vuole perdonare un uomo colpevole di aver tentato di uccidere una donna che non voleva più saperne di lui, un uomo che poi, addirittura, in prigione, ha assoldato (e pagato diverse migliaia di euro) un sicario per uccidere la donna che egli non era riuscito a uccidere.

Un uomo che, se la vicenda fosse avvenuta negli Stati Uniti d’America, starebbe a marcire in galera per il resto dei suoi giorni, mentre in Italia oggi è libero, dopo pochissimi anni di carcere, e vive a 4 km da colei che ha tentato ripetutamente di uccidere.

No, Bruno Vespa sta difendendo stupidamente e servilmente lo Stato italiano (non sto parlando qui di globalismo, sto parlando di un male antico dell’Italia), che non è in realtà uno Stato, ma bensì un’associazione Stato-Chiesa, la quale associazione non si comporta, e non si è mai comportata, da vero Stato, le cui “due funzioni essenziali”, come ci ricorda Norberto Bobbio, sono “la milizia e i tribunali”.

Ne ho scritto dettagliatamente in un mio saggio:

«In ultima analisi, non ha senso affermare che lo Stato italiano non funzioni bene, perché non è in realtà uno Stato e di conseguenza non può funzionare come tale.
Ciò che ci sembra una patologia dello Stato, in realtà non è altro che la fisiologia di un sistema associato Stato-Chiesa…

…È evidente che l’unico modo per eliminare l’anomalia italiana è quello di rendere funzionale il compromesso disfunzionale italiano tra forza e caritas.
Occorrerebbe un nuovo Risorgimento.
Purtroppo la realtà italiana attuale differisce dal Risorgimento come la notte dal giorno.
Viviamo in una lunga notte oscura.
Ma la speranza di un nuovo giorno, di un nuovo Risorgimento, non ci può essere tolta.»

Luigi Cocola, Il leviatano senza spada – Una teoria del popolo italiano e del Cristianesimo, lulu.com, 3° ed., 2012, pagg. 56-57

N.B.: tutti i link sono stati verificati in data odierna.

P.S. (22 settembre 2019): per ritornare all’indegna intervista di Bruno Vespa a Lucia Panigalli, cosa vuole quest’ultima? Vuole giustizia per il passato e protezione per il presente: Lucia Panigalli sta chiedendo aiuto e lo chiede ovviamente allo Stato, l’istituzione politica che ha la funzione di difendere la comunità “dall’aggressione di stranieri” (mediante l’esercito) e “dai torti reciproci” (mediante la legge), come scrisse Thomas Hobbes.

Ma lo Stato italiano (a differenza di tutti gli altri Stati del mondo) non può aiutarla, non può offrirle né giustizia né protezione, perché esso è in realtà, come scrivo da anni, un’associazione Stato-Chiesa, la quale associazione è buonista fino al masochismo, tanto buonista da perdonare tutti i criminali.

Formalmente lo Stato italiano è uno Stato, sostanzialmente esso, essendo in realtà un’associazione Stato-Chiesa, non è in grado di gestire il potere della forza fisica (uno dei tre poteri principali indicati da Bertrand Russell, essendo gli altri due il potere economico e il potere della propaganda), potere della forza fisica che è il fondamento dello Stato (come scrisse Max Weber, lo Stato consiste nel “monopolio dell’uso legittimo della forza fisica”).

Allora cosa fa Bruno Vespa? Attacca la vittima che chiede giustizia e protezione. Perché egli vuole difendere lo Stato italiano, l’associazione Stato-Chiesa che c’è (soltanto!) in Italia. Egli vuole difendere questa modalità malsana e fallimentare di organizzazione politica.

Ma si tratta di un’operazione, quella di Vespa, che non può che suscitare l’indignazione generale, perché attaccare la vittima di un tentato omicidio è veramente troppo. E in tutto questo il maschilismo non c’entra assolutamente niente, come invece molti credono (o fanno finta di credere per nascondere il vero problema).

Copyright © 2019 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.

 


 

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La Libia è uno Stato fallito? E l’Italia cos’è?

16 agosto 2017

Leggo un articolo di Gianandrea Gaiani su analisidifesa.it (13 agosto 2017):

Sovranità: le lezioni arrivano dai libici

«Può far sorridere, non senza un po’ di amarezza, constatare che uno Stato che siamo abituati a considerare “fallito” come la Libia [il neretto è mio] abbia risolto semplicemente affermando la propria sovranità sulle sue acque il dilemma sul ruolo delle Ong nel soccorso degli immigrati illegali che invece continua a lacerare l’Italia da settimane…

…La Marina libica ha intimato mercoledì a “tutte le navi straniere di restare fuori dall’area di ricerca e soccorso” (Area SAR) utilizzando un linguaggio esplicito e diretto che cozza con il mellifluo e a tratti ambiguo eloquio politicamente corretto che pervade il dibattito italiano…

…Nei giorni scorsi una motovedetta ha messo i fuga con colpi d’avvertimento una nave dell’Ong spagnola Proactiva Open Arms che secondo i militari libici era in attesa di un carico di migranti illegali a 12 miglia dalla costa…

Resta però paradossale che sia l’instabile Libia a impartirci una lezione di sovranità [il neretto è mio] spiegandoci che crisi e problemi legati alla scurezza nazionale vanno gestiti dagli apparati pubblici e non possono essere appaltati a privati che tutelano interessi non certo coincidenti con quelli dello Stato.»

http://www.analisidifesa.it/2017/08/sovranita-le-lezioni-arrivano-dai-libici/

La Libia è uno Stato fallito? E l’Italia cos’è?

È incredibile che nel 2017 si possa ancora coltivare l’illusione che l’Italia non sia uno Stato cronicamente collassato, cioè uno Stato fallito.

Anzi è possibile sostenere che nella lista degli Stati falliti l’Italia è al primo posto, sia attualmente che storicamente.

Sul collasso cronico dello Stato italiano ho scritto in questo blog moltissime volte, vedi p.e. qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2017/05/04/in-italia-la-legittima-difesa-vale-solo-di-notte/

Ho esposto una teoria dell’anomalia italiana in Luigi Cocola, Il leviatano senza spada – Una teoria del popolo italiano e del Cristianesimo, 3° ed., 2012, lulu.com.

Ho esposto una teoria dello Stato in Luigi Cocola, Le nuove forme dell’utopia: europeismo e multiculturalismo – Come e perché l’Occidente cerca ripetutamente di suicidarsi, 3° ed., 2013, lulu.com.

Come ho scritto nel primo di questi due saggi, la cultura italiana vive ed è sempre vissuta in modo anomalo, cioè falsificando la realtà.

Esempi storici: la falsificazione della realtà nel fascismo e nel Rinascimento.

Sarebbe ora che si iniziasse a riconoscere l’anomalia italiana.

Copyright © 2017 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.

Cosa farà Trump per l’Italia?

10 luglio 2017

Ai tempi della guerra fredda gli USA facevano di tutto per sconfiggere il comunismo, che è una ideologia antistato al pari del mondialismo, vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2015/02/12/le-tre-vie-delle-ideologie-antistato/

E quando dico di tutto intendo anche cose come il 1973 Chilean coup d’état:

https://en.wikipedia.org/wiki/1973_Chilean_coup_d%27%C3%A9tat

Oggi il nemico di Donald Trump e dei nazionalisti americani che lo votano è il mondialismo:

«Americanism, not globalism, will be our credo».

È chiaro che il nazionalismo USA, l’Americanism, non può limitarsi a vincere solo in patria, deve vincere nel mondo, altrimenti perirà.

Non può limitarsi a vivacchiare, deve sconfiggere il mondialismo dappertutto.

Anche in Italia, tanto per fare un esempio.

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I popoli di lingua inglese dovrebbero moralizzare la Chiesa romana

1 luglio 2017

È assodato che la Chiesa romana sia una fonte inesauribile di pedofilia nei riguardi di tutto il mondo, come ho scritto nel post precedente.

Vedi, per esempio, il film Spotlight, «vincitore dei premio Oscar 2016 come miglior film e miglior sceneggiatura originale»:

https://it.wikipedia.org/wiki/Il_caso_Spotlight

Anche l’ONU ha criticato la Chiesa romana per la pedofilia:

«The United Nations Committee on the Rights of the Child, in early 2014, issued a report asserting that the pope and the Roman Catholic Church have not done enough and protect their reputation rather than protect children.»

https://en.wikipedia.org/wiki/Catholic_Church_sexual_abuse_cases

I popoli di lingua inglese (inglesi, americani, australiani, ecc. ecc.) dovrebbero moralizzare la Chiesa romana, nessun altro può farlo.

Certamente non gli italiani, che sono, e che sono sempre stati, succubi della Chiesa romana.

Copyright © 2017 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.

La Chiesa romana e la pedofilia

29 giugno 2017

Leggo sulla Repubblica (29 giugno 2017):

Polizia australiana: “Il cardinale Pell incriminato per gravi reati sessuali”
All’ex arcivescovo di Melbourne e ora prefetto degli Affari economici del Vaticano sarebbe contestata anche l’accusa di stupro

«SYDNEY – Il cardinale australiano George Pell, già arcivescovo di Melbourne e poi di Sydney e ora prefetto degli Affari economici del Vaticano, è stato incriminato per gravi reati sessuali. Lo riferisce il Sydney Morning Herald online. La polizia australiana ha confermato la notizia.

I reati contestati sono almeno tre, fra cui un’accusa di stupro. L’annuncio è destinato a suscitare violente reazioni nella Chiesa cattolica d’Australia e del mondo, osserva il quotidiano australiano.

Le accuse contro il cardinale Pell sono emerse al termine di una lunga indagine in Australia per abuso sessuale sui bambini [il neretto è mio], indagine richiesta dal governo nel 2012. Il Cardinale Pell era stato sentito tre volte in questo contesto e ha ammesso davanti alla commissione d’inchiesta di aver “fallito” nella sua gestione dei preti pedofili, nello stato di Victoria.

Pell è stato ordinato sacerdote nel 1966 a Roma, prima di tornare in Australia nel 1971, dove raggiunse i più alti ranghi della gerarchia cattolica. Il cardinale è stato scelto nel 2014 da Papa Francesco per portare più trasparenza nelle finanze vaticane.

l cardinale George Pell è il più alto rappresentante vaticano mai coinvolto in una inchiesta di pedofilia…

…Lo scorso ottobre tre detective della task force della polizia del Victoria, istituita per indagare su fatti emersi durante i lavori della Commissione d’inchiesta sugli abusi sessuali su minori, si erano recati a Roma per interrogare Pell, il quale non si è sottratto alle domande. La sua collaborazione sarà necessaria anche adesso per far andare avanti il procedimento, dato che l’Australia ha un trattato di estradizione con l’Italia ma non con il Vaticano [il neretto è mio].»

http://www.repubblica.it/vaticano/2017/06/29/news/

media_il_cardinale_pell_prossimo_a_incriminazione_

per_gravi_reati_sessuali_-169443471/

Che tra la Chiesa romana (come la chiamò Machiavelli) e la pedofilia ci sia una fortissima correlazione è noto a tutto il mondo.

Che la causa fondamentale di questa situazione perversa e criminale sia il celibato ecclesiastico assurdamente imposto dalla Chiesa romana è del tutto ovvio.

C’è del marcio in Vaticano.

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Massimo Introvigne raccomanda ai russi il modello italiano

26 giugno 2017

Leggo su ilsussidiario.net un articolo (25 giugno 2017) di Massimo Introvigne, intitolato DALLA RUSSIA/ Vittime della libertà religiosa (che manca): dopo Scientology tocca ai cattolici?
Dopo i Testimoni di Geova, le autorità russe mettono fuori legge anche Scientology. Per MASSIMO INTROVIGNE è il dazio che Putin deve pagare alla Chiesa ortodossa:

«…In questo dialogo c’è un errore da non commettere, frequente presso organizzazioni private e anche governative degli Stati Uniti. Non si può proporre, e tanto meno imporre, agli ortodossi e ai russi in genere il modello della Costituzione americana, in cui tutte le religioni, grandi o piccole, nuove o recenti, sono rigorosamente considerate uguali ed è vietato allo Stato esprimere particolare considerazione per una o per alcune. Questo modello, eccellente per gli Stati Uniti, è legato alla storia americana, che non è quella russa. Certamente le religioni debbono essere trattate in modo ugualmente equo dalla legge e vedersi tutte garantite le libertà fondamentali. Ma non è contro la libertà religiosa — e anche questo è stato più volte stabilito dalla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo (che, tra parentesi, non è un organo dell’Unione Europea ma del Consiglio d’Europa, di cui la Russia fa parte) e dall’Osce (di cui pure la Russia è Stato partecipante) — il fatto che uno Stato decida di riconoscere il ruolo speciale di una o più religioni nella storia del Paese, assicurando loro un riconoscimento e una collaborazione con le autorità che non è concessa ad altre organizzazioni religiose.

È il caso della Chiesa anglicana in Inghilterra o della Chiesa cattolica in Italia, dove la Costituzione assegna al Concordato un ruolo speciale, pur prevedendo Intese con altre religioni significative e assicurando la libertà religiosa a tutti. Potrebbe essere il caso della Chiesa ortodossa in Russia. È il modello italiano, non quello americano, che può essere indicato ai russi in un dialogo aperto e amichevole [il neretto è mio].»

http://www.ilsussidiario.net/News/Esteri/2017/6/25/DALLA-RUSSIA-Vittime-della-liberta-religiosa-che-manca-dopo-Scientology-tocca-ai-cattolici-/770541/

Ma certamente! Come non raccomandare l’anomalia italiana ai russi?

Anzi, Massimo Introvigne è troppo timido: solo ai russi è troppo poco, bisognerebbe raccomandarla a tutti!

Mi immagino benissimo cosa penserebbe il grande Vladimir Putin, se leggesse il suddetto virgolettato.

Questa è la tragica situazione dell’Italia e degli italiani.

Succubi che amano, difendono e raccomandano ad altri il loro padrone: la Chiesa romana.

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Ecco cosa dice il Generale Antonio Pappalardo

5 giugno 2017

Pubblicato su YouTube il 17 mar 2017

Pubblicato su YouTube il 31 gen 2017

In Italia la legittima difesa vale solo di notte

4 Mag 2017

Leggo su Libero (4 maggio 2017):

Legittima difesa, l’emendamento del governo: “Si può sparare ai ladri in casa ma solo di notte”

«Dal tramonto all’alba: sparare a un ladro o aggressore entrato in casa, anche con l’inganno, sarà considerato legittima difesa soltanto di notte. È questo il contenuto centrale, discutibile e già fonte di polemiche, dell’emendamento voluto dalla maggioranza per “sbloccare” la legge sulla legittima difesa, che oggi è stata approvata alla Camera con 225 voti a favore, 166 no e 11 astenuti, in attesa del via libera definitivo al Senato

http://www.liberoquotidiano.it/news/italia/12374551/legittima-difesa-governo-emendamento-possibile-sparare-ladri-casa-solo-notte-.html

Quindi di giorno, con la luce del sole, in Italia la legittima difesa non vale?

Evidentemente no, di giorno in Italia bisogna cristianamente porgere l’altra guancia, come prescrivono i Vangeli:

«Ma io vi dico di non opporvi al malvagio; anzi, se uno ti dà uno schiaffo sulla guancia destra, tu pórgigli anche l’altra, e a chi vuole portarti in tribunale e toglierti la tunica, tu lascia anche il mantello.»

(Bibbia CEI 2008, Vangelo secondo Matteo, 5, 39-40)

«A chi ti percuote sulla guancia, offri anche l’altra; a chi ti strappa il mantello, non rifiutare neanche la tunica.»

(Ibid., Vangelo secondo Luca, 6, 29)

L’emendamento del governo di cui scrive Libero è la dimostrazione lampante di ciò che ho chiamato tabù cristiano della forza, il tabù che causa l’anomalia italiana, vale a dire il collasso cronico dello Stato italiano, secondo la mia teoria dell’anomalia italiana.

Ho scritto nel mio saggio Il leviatano senza spada – Una teoria del popolo italiano e del Cristianesimo:

«Il tabù cristiano della forza depotenzia lo Stato italiano, che come tutti gli Stati funziona per mezzo del potere della forza fisica, riducendolo a poco più di una mera apparenza.
Lo Stato italiano esiste dal punto di vista della forma, non esiste dal punto di vista della sostanza.
È uno Stato cronicamente collassato, uno Stato senza forza, uno Stato senza sovranità, uno Stato depotenziato.
Usando la simbologia biblica di Hobbes (16), si può definire lo Stato italiano come un leviatano senza spada.
Il leviatano è un possente animale (24, Giobbe, 40,25) che Hobbes prende a simbolo dello Stato e la spada è l’antico simbolo biblico della forza (24, pag. 2450). Sul frontespizio della prima edizione del “Leviatano” di Hobbes (16), pubblicata nel 1651, è raffigurato il leviatano mentre impugna con la sinistra il pastorale, simbolo del potere religioso, e con la destra la spada, simbolo della forza.
Il leviatano italiano è un leviatano anomalo, un leviatano disarmato. In termini più consoni al XXI secolo, esso può essere definito uno Stato disfunzionale.
Tutto ciò non produce solo ingovernabilità e quindi anarchia, ma anche vari altri effetti, tutti ovviamente negativi. Si ha cioè, per usare un’espressione della biologia, un fenomeno a cascata. Per fare solo due esempi di tali effetti: la cattiva giustizia italiana e la questione meridionale.»

(Luigi Cocola, Il leviatano senza spada – Una teoria del popolo italiano e del Cristianesimo, 3° ed., 2012, lulu.com, pagg. 28-29)

Negli altri popoli cristiani il Cristianesimo non produce gli effetti devastanti prodotti nel popolo italiano, perché negli altri popoli cristiani o c’è la separazione tra Stato e Chiesa o c’è la subordinazione della Chiesa allo Stato (cesaropapismo), vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2012/09/30/il-collasso-cronico-dello-stato-italiano-cose-e-perche-esiste/

Insomma, i mali dell’Italia sono due: quello recente del disastro europeo e quello antico della Chiesa romana (come la chiamò Niccolò Machiavelli nei Discorsi sopra la prima deca di Tito Livio), della quale gli italiani sono storicamente succubi, vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2012/08/30/i-mali-dellitalia-non-si-limitano-alleuro/

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