Posts Tagged ‘collasso cronico dello stato italiano’

Gli italiani non hanno coraggio

1 luglio 2016

Leggo i risultati di un recentissimo sondaggio italiano, quello effettuato da Demopolis dal 21 al 23 giugno, ossia prima del voto sulla Brexit, da cui risulta che:

il 68% degli italiani non ha fiducia nell’Unione Europea

l’81% degli italiani valuta negativamente le politiche dell’UE in tema d’immigrazione

il 70% degli italiani valuta negativamente le politiche economiche dell’UE

l’80% degli italiani voterebbe “restare nell’UE” se si votasse oggi in Italia per un Referendum sull’uscita dall’UE

http://www.termometropolitico.it/1224205_sondaggi-referendum-exitaly-italexit.html

Che si deve concludere?

Che gli italiani non hanno coraggio.

L’avevo già scritto qui, senza conoscere il suddetto sondaggio di Demopolis:

https://luigicocola.wordpress.com/2016/06/24/e-iniziata-la-fine-del-delirio-mondialista/

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Il tabù cristiano della forza

28 luglio 2015

Enrico Rossi, il presidente della Regione Toscana, ha comunicato alla stampa quali sono, secondo lui, i mezzi adatti a combattere il terrorismo islamico:

«Riguardo al suo incontro previsto per domani con il ministro della Cultura tunisino, Latifa Lakhdher, Rossi ha rivelato la proposta da parte del ministro di allestire una mostra all’interno della cornice museale del Bardo con le opere conservate nei depositi degli Uffizi di Firenze, proposta che secondo il presidente della Regione Toscana rappresenta “una buona risposta nella lotta contro il terrorismo”.»

https://www.agi.it/estero/notizie/governatore_toscana_sostegno_all_economia_tunisina-201507242145-est-rt10223

Sono passati cinque secoli dall’aggressione militare di Carlo VIII, re di Francia, alla Toscana del Rinascimento (1494) e la caratteristica inibizione italiana all’uso della forza è ancora cospicuamente presente.

Tale inibizione, come ho mostrato nel mio saggio Il leviatano senza spada – Una teoria del popolo italiano e del Cristianesimo, è l’effetto del tabù cristiano della forza, il quale altresì produce il collasso cronico dello Stato italiano.

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Vaneggiamenti

26 maggio 2015

Cosa manca all’Italia per essere una potenza mediterranea
http://www.limesonline.com/cosa-manca-allitalia-per-essere-una-potenza-mediterranea/76776

Uno Stato?

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Siamo sull’orlo dell’Apocalisse

30 settembre 2014

Ho esposto più volte in questo blog la mia personale e innovativa interpretazione della crisi attuale dell’Occidente.

Comprendere le vere cause di essa è imperativo, perché senza una corretta diagnosi non è possibile attuare una corretta terapia.

L’Occidente, innanzitutto, cos’è? È l’insieme delle culture nate dal crollo dell’Impero romano d’Occidente, crollo che fu provocato dal Cristianesimo (da cui il Medio Evo).

I pilastri dell’Occidente sono storicamente stati: la cultura italiana, quella inglese, quella francese e quella tedesca.

Se si va a leggere un manuale elementare di fisica, molto probabilmente ci si imbatterà in una breve biografia dei più importanti fisici della storia: sarà così possibile notare che quasi tutti appartengono a una delle quattro culture che ho citato.

La straordinaria fortuna dell’Occidente si deve infatti alla scienza, soprattutto perché mediante essa è possibile inventare armi più potenti.

Ma l’Occidente ha dentro di sé il germe dell’autodistruzione, perché, a differenza dell’altra sponda del Cristianesimo, quella orientale, ha nel suo DNA la volontà di abbattere lo Stato.

Il Cristianesimo infatti si divise fin dalla sua origine nella parte occidentale, in cui prevalse questa volontà (e quindi si ebbe il Medio Evo), e nella parte orientale, in cui Costantino il Grande, invece di combattere il Cristianesimo come avevano fatto i suoi predecessori (l’ultimo fu Diocleziano), genialmente lo incorporò nello Stato romano, subordinandolo ad esso. Per far questo, dovette abbandonare Roma, come del resto aveva fatto anche Diocleziano, perché in essa il potere teocratico della Chiesa era ormai troppo forte e non poteva più essere subordinato allo Stato.

La parte orientale del Cristianesimo rappresenta il tentativo (perfettamente riuscito) dell’Impero romano di neutralizzare le istanze eversive di questa nuova religione, ma per ottenere questo, esso dovette accettare di inglobarla dentro di sé e anche di perdere l’Occidente, dove il potere della Chiesa di Roma era invincibile.

Così l’Occidente seguì lo scopo originario del Cristianesimo, quello di abbattere lo Stato romano. A breve termine si ebbe un effetto assolutamente negativo, il Medio Evo, ma poi, e del tutto inaspettatamente, si ebbe (come ho mostrato in dettaglio nei miei due saggi, le icone dei quali stanno sotto il titolo del blog) uno straordinario effetto positivo, ossia la nascita della scienza, con il Rinascimento, Leonardo, Galileo e poi, in terra inglese, Newton.

Alla fine le diverse culture dell’Occidente trovarono un compromesso funzionale tra la forza dello Stato e la caritas del Cristianesimo, e ciò mediante due accorgimenti alternativi tra loro: uno “soft”, ossia la separazione tra Stato e Chiesa, l’altro “hard”, ossia la subordinazione della Chiesa allo Stato (come aveva fatto Costantino il Grande in Oriente).

L’eccezione è la cultura italiana (l’anomalia italiana), dove c’è un compromesso disfunzionale tra la forza dello Stato e la caritas del Cristianesimo, in quanto la sede del capo della Chiesa di Roma si trova proprio nel territorio della cultura italiana e ciò inchioda il popolo italiano a una maggiore caritas, che assume così un carattere nettamente preponderante. Da cui il collasso cronico dello Stato italiano.

Ma la sequenza di DNA dell’Occidente che codifica l’abbattimento dello Stato continuò ad esprimersi e ciò avvenne particolarmente nella filosofia politica di John Locke, vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2012/10/23/il-mito-della-dannosita-dello-stato/

Così il programma antistato del Cristianesimo da religioso divenne filosofico, mutando di forma ma non di sostanza.

Questo mutamento di forma neutralizza le difese della cultura occidentale nei riguardi dell’idea esiziale di eliminare lo Stato: il programma antistato del Cristianesimo risulta in questo modo vincente, perché non si presenta più a carattere religioso, ma filosofico o addirittura, più recentemente, scientifico.

È quindi in sintonia con la modernità dell’Occidente, nel quale la scienza ha oggi una fortissima valenza.

Ma ovviamente si tratta di un inganno. La scientificità delle ideologie antistato è del tutto falsa, vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2014/05/05/la-teoria-dei-giochi-dimostra-che-lo-stato-e-inutile-e-falso/

e qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2014/07/28/loccidente-camuffa-da-scienza-la-propria-ideologia/

L’accelerazione impressa al programma antistato dell’Occidente da Obama (e dall’internazionalismo di David Rockefeller, del quale Obama è fedele esecutore) ha prodotto quegli effetti devastanti che sono sotto gli occhi di tutto il mondo: la crisi economica senza speranza dell’Unione Europea e la stolida apertura di due fronti di guerra, quello russo e quello islamico.

È appena il caso di notare che Napoleone e Hitler persero proprio per aver aperto due fronti, uno dei quali era quello russo.

Vedremo fra poco, quando arriverà il Generale Inverno, cosa accadrà in Ucraina. Perché è evidente che solo allora si arriverà al culmine del conflitto su tale fronte.

Ci sono qui due contendenti (entrambi dotati di armi nucleari) che non possono perdere, pena la loro stessa sopravvivenza: l’internazionalismo di David Rockefeller e lo Stato russo.

C’è da aver paura, molta paura.

Siamo sull’orlo dell’Apocalisse.

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Rifiutare la realtà

21 gennaio 2014

La notizia del giorno è che Renzi si è accordato con Berlusconi per una nuova legge elettorale.

Ecco cosa scrive il Corriere della Sera il 21 gennaio:

“Da ieri si chiama ufficialmente «Italicum», così come lo avevamo ribattezzato subito dopo l’incontro tra il segretario del Pd Matteo Renzi e il leader di Forza Italia Silvio Berlusconi, sabato scorso. In una politica che di neologismi vive da molti anni, Italicum vuol dire – ha spiegato ieri Renzi in direzione Pd – «una nuova legge elettorale che farà nascere una Nuova Repubblica».”

http://www.corriere.it/politica/speciali/2014/legge-elettorale/notizie/dallo-sbarramento-doppio-turno-cosi-l-italicum-spinge-coalizzarsi-038ddf5c-827b-11e3-9102-882f8e7f5a8c.shtml

Ecco cosa scrive il Messaggero il 20 gennaio:

Lo ha dichiarato Silvio Berlusconi, dopo l’illustrazione del progetto di riforma elettorale e costituzionale avvenuto oggi nella direzione del Pd. «Vogliamo realizzare, in un clima di chiarezza e di rispetto reciproco, un limpido sistema bipolare – ha aggiunto il cavaliere del Lavoro – che garantisca una maggioranza solida [il corsivo è mio] ai vincitori delle elezioni, che riduca impropri poteri di veto e di interdizione, e che favorisca un sistema politico di chiara alternanza, sul modello di quanto accade nelle maggiori democrazie dell’Occidente avanzato. Siamo convinti che ciò corrisponda alle attese della vastissima maggioranza degli italiani», ha concluso il leader di Forza Italia.”

http://www.ilmessaggero.it/primopiano/politica/

berlusconi_bravo_matteo_corretto_sull39intesa/

notizie/462847.shtml

Ebbene, l’idea che si possa eliminare la proverbiale ingovernabilità italiana con una nuova legge elettorale è un’idea delirante, non significa niente altro che rifiutare la realtà.

La realtà è la seguente: non considerando il ventennio della dittatura di Mussolini (che era, occorre ribadirlo, una dittatura), dal 1861 (anno di nascita dello Stato italiano) a oggi, la durata media dei governi italiani è di un anno circa e mai nessun governo italiano è arrivato a durare cinque anni (che è la durata fisiologica di una legislatura sia nello Statuto Albertino che nella Costituzione della Repubblica Italiana).

Avere “una maggioranza solida” secondo Berlusconi è la chiave di tutto, invece non significa assolutamente nulla, infatti sia il secondo governo Berlusconi che il quarto governo Berlusconi avevano un’enorme maggioranza, però non sono riusciti a governare, non sono riusciti a cambiare l’Italia e non sono durati cinque anni. In definitiva non sono serviti a niente, se non ad arricchire la casistica della ingovernabilità italiana.

La verità è che lo Stato italiano è uno Stato cronicamente collassato.

In termini più crudi: lo Stato italiano è uno Stato fallito.

E la causa di ciò è che lo Stato italiano non è in realtà uno Stato, bensì un sistema associato Stato-Chiesa.

Lo Stato italiano è solo formalmente uno Stato, sostanzialmente non lo è affatto.

Così è appropriato parlare dell’Italia come un’anomalia, l’anomalia italiana, anzi come un disastro, il disastro italiano.

Come ho scritto nel mio saggio Il leviatano senza spada – Una teoria del popolo italiano e del Cristianesimo (pag. 56):

“In ultima analisi, non ha senso affermare che lo Stato italiano non funzioni bene, perché non è in realtà uno Stato e di conseguenza non può funzionare come tale.

Ciò che ci sembra una patologia dello Stato, in realtà non è altro che la fisiologia di un sistema associato Stato-Chiesa.”

In altre parole, in Italia non è mai stato usato realmente e compiutamente nessuno dei due artifici mediante i quali l’Occidente è riuscito a realizzare un compromesso funzionale tra la forza dello Stato e la caritas del Cristianesimo, ossia tra le istanze dello Stato (che sono insopprimibili dato che sono indispensabili per gestire il potere della forza fisica, che Norberto Bobbio chiama “il sommo potere”, vale a dire la giustizia e l’esercito) e le istanze del Cristianesimo (che sono istanze contrarie allo Stato, dato che il Cristianesimo nacque proprio in antitesi allo Stato romano).

Questi due artifici (alternativi fra loro) sono: la separazione tra Stato e Chiesa e la subordinazione della Chiesa allo Stato.

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Chi c’è dietro la rivolta dei forconi?

11 dicembre 2013

Mi ero ripromesso di prendermi una pausa e di non scrivere più nulla, per un bel pezzo almeno, ma è difficile rimanere in silenzio quando l’indignazione fa aumentare la pressione arteriosa.

La colpa, in verità, è delle news di Google. O forse mia, che non dovrei leggerle. Fatto sta che mi sono imbattuto, come è accaduto altre volte in passato, in un articolo del Sole24ore, l’ineffabile giornale della Confindustria. Articolo riportato, appunto, dalle news di Google.

L’articolo è il seguente:

Forconi, chi c’è dietro la rivolta? Ecco le cinque ragioni per cui sono scesi in piazza, di Silvia Sperandio:

“Blocchi stradali e ferroviari, assalti urbani, presidi, cortei, volantinaggi. In due giorni, dalle 22 di domenica scorsa, l’Italia si è bloccata a causa della mobilitazione dei «Forconi». Guerriglia urbana a Torino, paralisi dei treni in Liguria, caos a Milano, tensioni in Triveneto e Emilia-Romagna, disagi al Sud, soprattutto in Puglia, Campania e Sicilia. Ma chi c’è dietro questa rivolta di piazza, e quali sono le rivendicazioni portate avanti? Non è facile rispondere [il corsivo è mio]…”

http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2013-12-10/-forconi-chi-c-e-dietro-rivolta-ecco-cinque-ragioni-cui-sono-scesi-piazza-172156.shtml?uuid=ABnBcEj

Non è facile rispondere, afferma il Sole24ore.

Invece è facile come bere un bicchiere d’acqua: “dietro questa rivolta di piazzac‘è, in generale, una classe dirigente incapace e, in particolare, una classe politica che regge valorosamente il confronto con quella che causò la Rivoluzione Francese.

È una classe politica che, con l’euro, sta distruggendo l’Italia e gli italiani.

Ecco svelato l’arcano!

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P.S.: ho letto il commento di un lettore del Sole24ore, il quale, definendosi un liberista convinto, si chiede se i manifestanti vogliano più Stato o meno Stato. Invito chi nutrisse questo dubbio a non confondere fra Stato e statalismo, argomento su cui ho scritto l’anno scorso un post, vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2012/11/07/non-bisogna-confondere-lo-statalismo-con-lo-stato/

Quando si afferma: “Più mercato, meno Stato”, ci si riferisce appunto allo statalismo, non allo Stato.

Per esempio, gli Stati Uniti d’America sono tradizionalmente uno Stato senza statalismo.

Che poi ci sia in Italia un apparato politico sovradimensionato e truffaldino, come lamenta il suddetto lettore, è un’altra cosa ancora e si tratta dell’evidentissimo effetto della corruzione, la quale a sua volta è l’effetto del fallimento dello Stato italiano. In altre parole, la corruzione è dilagante proprio perché in Italia c’è uno Stato cronicamente collassato, uno Stato fallito. Se ci fosse uno Stato degno di questo nome, come accade in tutti gli altri paesi dell’Occidente, la corruzione sarebbe molto minore e l’apparato politico non sarebbe sovradimensionato e truffaldino. Ciò anche in presenza dello statalismo, ossia del welfare state.

Per esempio, in Svezia c’è tradizionalmente un welfare state, ma l’apparato politico non è né sovradimensionato, né truffaldino.

Il nodo della questione è la giustizia: di regola gli uomini non si comportano in modo corretto per pura scelta etica personale, bensì per paura della pena.

Questo concetto risale ad Aristotele ed ha attraversato tutta la storia della filosofia, passando per Hobbes e l’Illuminismo (vedi a questo proposito Nicola Abbagnano, Dizionario di Filosofia, 1971, UTET, pagg. 656-657).

E non ci può essere una giustizia funzionante in uno Stato fallito, perché uno Stato fallito non è in grado di infliggere pene, non è in grado di punire i colpevoli.

Senza una pena (adeguata!) che l’accompagni, una legge è solo un’esortazione o una predica.

Vedi a questo proposito un mio vecchio post:

https://luigicocola.wordpress.com/2012/11/02/e-sbagliato-spiegare-i-difetti-della-societa-italiana-in-termini-di-questione-morale/

Vedi anche qui, dove si parla del collasso cronico dello Stato italiano:

https://luigicocola.wordpress.com/2012/09/30/il-collasso-cronico-dello-stato-italiano-cose-e-perche-esiste/

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L’Italia ha bisogno di una nuova destra

15 ottobre 2013

Nel post precedente ho evidenziato che la sinistra italiana attuale, invece di perseguire il suo scopo legittimo, che è quello di rappresentare e difendere gli interessi della classe lavoratrice, persegue uno scopo illegittimo, che è quello di eliminare lo Stato, adoperando come mezzo l’euro e l’europeismo.

C’è da aggiungere che essa, oltre all’euro e all’europeismo, adopera anche un altro mezzo per eliminare lo Stato: il multiculturalismo e una politica di immigrazione senza freni (vedi ad esempio il Ministro del governo Letta Cécile Kyenge).

Il punto è che lo Stato è indispensabile. Come scrive Norberto Bobbio: “la società senza Stato” è un “salto fuori della storia” (Norberto Bobbio, Stato, governo, società, Einaudi, 1995, pag. 124).

Queste parole di Bobbio sono un modo elegante per dire che lo Stato è indispensabile e che è sempre esistito.

Solo la destra può salvare il popolo italiano dalla catastrofe.

Grillo infatti è fuorigioco: egli non può essere un leader politico a causa della sua fedina penale sporca (un incidente stradale di molti anni fa, per il quale fu condannato in via definitiva per omicidio colposo), che gli impedisce di stare in Parlamento. Senza un leader che li guidi dentro il Parlamento, gli eletti del Movimento cinque stelle non riescono, com’è ben noto, a esprimere una linea politica comune. Di conseguenza, non possono raggiungere alcun obiettivo politico. È come un esercito senza comandante, nel quale ciascuno combatte individualmente, senza coordinazione e senza strategia. È ovvio che tale esercito non può vincere.

Non resta quindi che la destra. Ma la destra italiana è una destra antica, irrazionale e soprattutto incapace di criticarsi e di correggersi. È una destra, infatti, ancora prigioniera del mito di Mussolini.

Eppure trattasi di un leader politico che commise due enormi, immensi, imperdonabili errori:

1) allearsi con Hitler e il nazismo. Per esempio le leggi razziali fasciste, che furono emanate nel 1938, sono una delle nefaste conseguenze dell’alleanza con Hitler. Infatti l’Asse Roma Berlino risale al 1936. L’alleanza con Hitler non era inevitabile, come taluni pensano: altri, come Francisco Franco in Spagna, restarono neutrali.

2) vendere lo Stato italiano per un piatto di lenticchie, ossia vendere il Risorgimento. Di che cosa sto parlando? Dei Patti Lateranensi e della creazione dal nulla dello Stato della Città del Vaticano (1929).

Il punto è che non può esistere uno Stato degno di questo nome se c’è accanto il potere temporale della Chiesa. Lo Stato italiano è uno Stato cronicamente collassato, ossia è uno Stato fallito, proprio a causa di tale potere temporale, come ho spiegato in dettaglio più volte, nei miei post e nei miei due saggi di scienza politica.

Cosa vuol dire “Stato fallito”? Che niente di ciò che è statale funziona, a cominciare dalla giustizia.

In uno Stato fallito non è possibile far funzionare la giustizia. I politici italiani non comprendono questa elementare verità. Se si vuole far funzionare la giustizia italiana, occorre prima (ripeto: prima) realizzare uno Stato che sia tale non solo sul piano formale, ma anche sul piano sostanziale. E per far questo, occorre eliminare il potere temporale della Chiesa di Roma.

Lo Stato italiano attuale, infatti, non è in realtà uno Stato, bensì è un sistema associato Stato-Chiesa, un’entità ibrida che non può funzionare, in quanto lo Stato e la Chiesa sono due istituzioni troppo diverse fra loro. Tanto per fare un esempio: la Chiesa ha l’obbligo evangelico di perdonare, mentre lo Stato può perdonare (p.e. indulti, amnistie, ecc.), ma solo in casi assolutamente eccezionali, altrimenti si finisce nel caos. Che è precisamente la situazione in cui si trova il popolo italiano.

Sia chiaro che non c’è nulla da dire contro il Cristianesimo, anzi! Il Cristianesimo è indispensabile per l’Occidente (e anche per i paesi cristiani orientali, con la Chiesa Ortodossa). Il problema è solo il potere temporale del clero, non il Cristianesimo. Insomma, la Chiesa si deve occupare della religione, lo Stato si deve occupare della politica. È esiziale confondere questi due ruoli.

Contro una sinistra che, illegittimamente, vuole eliminare lo Stato (e ci sta riuscendo benissimo), l’unica salvezza per il popolo italiano è una nuova destra, moderna e razionale, capace di svincolarsi dagli errori del passato e di guardare al futuro.

Una destra che si assuma la responsabilità della nazione. Una destra che incarni la legittimità.

La realtà è questa: o una nuova destra o la catastrofe.

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Bill Emmott corregge il sito girlfriendinacoma.eu

30 gennaio 2013

Forse colpito dalla mia accusa di essere niente altro che “un predicatore protestante”, Bill Emmott, l’ex direttore della rivista “The Economist”, corregge la home del sito http://girlfriendinacoma.eu/?lang=it .

Infatti nei miei precedenti post avevo scritto:

«…nella home del sito dedicato al film, girlfriendinacoma.eu, è scritto addirittura: “Ora tocca a voi denunciare i peccatori”…»

https://luigicocola.wordpress.com/2013/01/28/bill-emmott-litalia-e-le-diagnosi-puerili/

e

«…tanto che nella home del sito è scritto addirittura: “Ora tocca a voi denunciare i peccatori”…»

https://luigicocola.wordpress.com/2013/01/14/come-lex-direttore-della-rivista-the-economist-vede-litalia-e-come-la-vedo-io/

Ecco la foto della home del sito com’era prima (presa il 29/01/2013 alle 22.19 dalla copia cache di Google visualizzata il 15 gen 2013 13:59:46 GMT) e la foto della home del sito com’è adesso (presa il 29/01/2013 alle 22.28):

girlfriendinacoma1

girlfriendinacoma2

 

P.S.: cliccate sulle foto per ingrandirle.

Bill Emmott, l’Italia e le diagnosi puerili

28 gennaio 2013

Leggo su affaritaliani.it:

«Il 13 febbraio al “MAXXI” di Roma ci sarà la prima proiezione italiana di “Girlfriend in a Coma”, il documentario di Bill Emmott e Annalisa Piras sul declino – forse terminale – del Paese.»

«Emmott commenta: “Gli italiani stessi forse non se ne rendono conto, ma il loro è un Paese chiave per tutto l’Occidente – per certi versi ne definisce l’anima – e il collasso visibilmente in corso è una tragedia che pagheremo tutti, nei decenni e forse nei secoli”.»

http://affaritaliani.libero.it/politica/nelle-sale-un-docufilm-contro-berlusconi280113.html

Ho già scritto di Emmott e del suo film qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2013/01/14/come-lex-direttore-della-rivista-the-economist-vede-litalia-e-come-la-vedo-io/

L’ex direttore della rivista “The Economist” provoca sempre in me grande stupore: come è mai possibile dirigere per molti anni (dal 1993 al 2006) quella che è considerata da tutti una delle più famose e autorevoli riviste d’economia del mondo e avere una visione così puerile della cosiddetta “anomalia italiana”?

Come è mai possibile pensare che sia solo una questione di peccati e di peccatori (nella home del sito dedicato al film, girlfriendinacoma.eu, è scritto addirittura: “Ora tocca a voi denunciare i peccatori”)?

Mr. Emmott, ma cos’è lei, un predicatore protestante?

Una volta, molto tempo fa, trovandomi a Londra, andai ad Hyde Park, dove chiunque, com’è noto, può liberamente arringare gli astanti sugli argomenti più disparati e strampalati.

C’era, fra gli altri, un signore di mezz’età che predicava rumorosamente contro i peccati del mondo e il suo ritornello era un “The Loooord…” urlato all’incirca come usano fare i cronisti di calcio sudamericani quando viene segnato un gol.

Bill Emmott mi ricorda molto quell’invasato di tanti anni fa ad Hyde Park.

Per approfondire vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2012/11/02/e-sbagliato-spiegare-i-difetti-della-societa-italiana-in-termini-di-questione-morale/

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Questo non l’ha scritto Bagnai, l’ho scritto io

16 gennaio 2013

Per puro caso, compulsando Google, mi accorgo che in un blog, questo:

DALLAPARTEDELTORTO (arte,politica,poesia,musica..)

http://www.stavrogin2.com/

hanno riportato un mio brano (protetto da copyright), attribuendolo ad Alberto Bagnai:

«Questa obiezioni quindi,a mio parere,non sono le più rilevanti.

Va pure detto che entrambe,sostengono una uscita dall’euro e il recupero di sovranità monetaria (e politica),ma per Bagnai questo non basta.

Infatti: “Se noi pensassimo che la reintroduzione della lira sia in grado di risolvere da sola la situazione disastrosa dell’Italia, sbaglieremmo completamente: perché in Italia c’è, da sempre, un collasso cronico dello Stato che non c’entra nulla con l’euro e l’europeismo. Perché l’Italia è un’anomalia, l’anomalia italiana.Per salvare l’Italia occorre eliminare sia l’euro (il male nuovo), sia il collasso cronico dello Stato italiano (il male antico).”

E qui non ha torto.E ancora…»

http://www.stavrogin2.com/2012/11/programma-manifesto-me-mmt.html

Il brano attribuito a Bagnai l’avevo scritto io, in un mio post del 31 agosto 2012:

«Dal canto mio, vorrei osservare che, se l’euro è certamente un argomento di economia, lo Stato è un argomento di scienza politica.

La teoria dello Stato, che fa parte della scienza politica, è, a mio parere, la chiave per interpretare sia il disastro europeo, sia il disastro italiano.
Quest’ultimo è un disastro doppio, come ho scritto nel post precedente.

Se noi pensassimo che la reintroduzione della lira sia in grado di risolvere da sola la situazione disastrosa dell’Italia, sbaglieremmo completamente: perché in Italia c’è, da sempre, un collasso cronico dello Stato che non c’entra nulla con l’euro e l’europeismo. Perché l’Italia è un’anomalia, l’anomalia italiana.

Per salvare l’Italia occorre eliminare sia l’euro (il male nuovo), sia il collasso cronico dello Stato italiano (il male antico).»

https://luigicocola.wordpress.com/2012/08/31/il-disastro-italiano-e-un-disastro-doppio-e-le-risse-peggiorano-le-cose/

Che dire? Almeno mi hanno dato ragione!

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