Posts Tagged ‘comunismo’

Da cattocomunisti a cattomondialisti

21 aprile 2016

C’è chi scrive della mutazione del Partito Comunista Italiano, PCI, a partito mondialista italiano (mutazione che iniziò nel maggio del 1989, quando Achille Occhetto, segretario del PCI, e Giorgio Napolitano incontrarono negli USA David Rockefeller), scambiandola moralisticamente per un “salto sul carro del vincitore”:

http://www.maurizioblondet.it/confessione-un-intellettuale-del-inutile/

Ma non fu, come lo dipinge Maurizio Blondet, un salto della quaglia dettato dalle umane miserie.

Un salto opportunistico, nel quale le idee non contavano nulla.

Esattamente il contrario: fu il logico passaggio da un’ideologia antistato bocciata dalla storia, il comunismo, a un’altra ideologia antistato, il mondialismo, il tutto per sostenere sempre e soltanto un’unica idea (purtroppo esiziale), quella di eliminare lo Stato.

L’internazionalismo marxista e l’internazionalismo di Rockefeller sono infatti due versioni differenti di una stessa idea.

Così gli italiani mutarono da cattocomunisti a cattomondialisti.

Del resto la penisola italica è da quasi due millenni nell’occhio del ciclone delle ideologie antistato (la prima persecuzione cristiana, quella sotto Nerone, è del 64 e l’Apocalisse di Giovanni, secondo l’opinione più comune, fu scritta alla fine del I secolo), vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2015/02/12/le-tre-vie-delle-ideologie-antistato/

e qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2015/03/05/il-millenarismo-e-un-meme-egoista/

Si vede che è destino.

Copyright © 2016 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.

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Il mondialismo mostra apertamente il suo delirio

16 aprile 2016

Ormai il mondialismo ha gettato la maschera e sta mostrando apertamente ed esplicitamente il suo delirio, la sua vera natura di idea delirante.

E lo fa con il mantra “no ai muri, no al controllo dei confini degli Stati”.

È evidente che così si elimina lo Stato, perché, come è ben noto, lo Stato si fonda sulla triade: sovranità, popolo, territorio (il quale ha necessariamente dei confini e questi devono essere necessariamente controllati, altrimenti perdono la loro funzione).

È come se volessimo eliminare la porta d’ingresso della nostra casa.

Il risultato sarebbe che ne saremmo espropriati da chiunque abbia la voglia di farlo.

Sarebbe l’eliminazione perfetta della proprietà privata.

Così ciò che non è riuscito al comunismo, riuscirebbe al mondialismo.

E infatti sono entrambi ideologie antistato, vedi la mia teoria unificata delle ideologie antistato:

https://luigicocola.wordpress.com/2015/02/12/le-tre-vie-delle-ideologie-antistato/

Ma ci sono popoli che non ci stanno, che si stanno ribellando al delirio mondialista, come per esempio il popolo austriaco:

http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/04/14/migranti-austria-se-litalia-continua-a-far-passare-profughi-chiudiamo-il-brennero-tirolo-non-sara-sala-di-attesa/2635306/

http://it.sputniknews.com/mondo/20160415/2486694/austria-chiusura-frontiere-brennero-italia-immigrazione-crisi-migranti.html

E mi fa ribrezzo l’atteggiamento del popolo italiano, che non si ribella affatto ai deliri antistato dell’establishment politico (in data odierna il PD, il partito mondialista italiano per antonomasia, nei sondaggi è sempre il primo partito!) e dell’establishment religioso.

È la dimostrazione che il mondialismo non è affatto un complotto, in quanto élite e popolo hanno un idem sentire, vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2015/06/29/il-mondialismo-non-e-un-complotto/

Sono proprio gli italiani a essere mondialisti, altro che complotto!

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Perché il mondialismo durerà meno del comunismo

7 marzo 2016

Il mondialismo durerà meno del comunismo, una delle altre ideologie antistato, il quale è durato settantaquattro anni: dalla rivoluzione russa del 1917 al dissolvimento dell’Unione Sovietica nel 1991.

Il motivo è semplice da capire: il comunismo, ossia la teoria marx-engelsiana, non solo rimanda l’eliminazione dello Stato a un indeterminato futuro (a differenza del mondialismo), e quindi rimanda sine die i tremendi danni correlati a quest’eliminazione (p.e. l’immigrazione islamica incontrollata), ma oltre a ciò utilizza la via dell’anticapitalismo, invece di quella dell’ultracapitalismo utilizzata dal mondialismo.

Così, nell’ambito dell’economia, se da un lato il comunismo vieta l’arricchimento privato (il che è un elemento negativo), dall’altro sconfigge la povertà (il che è un elemento fortemente positivo), povertà che invece viene inevitabilmente prodotta dall’ultracapitalismo, il quale non è il normale capitalismo, quello a cui siamo stati abituati per molto, moltissimo tempo, ma è un capitalismo ingiusto e distruttivo, cioè un capitalismo privo del contrappeso dello Stato.

Per una definizione esatta del mondialismo:

https://luigicocola.wordpress.com/2015/12/19/le-sciocchezze-che-si-scrivono-sul-mondialismo/

Per il nesso tra il comunismo e l’eliminazione dello Stato:

https://luigicocola.wordpress.com/2012/09/04/perche-il-comunismo-e-unideologia-contraria-allo-stato/

Per le diverse vie utilizzate dalle ideologie antistato:

https://luigicocola.wordpress.com/2015/02/12/le-tre-vie-delle-ideologie-antistato/

In altre parole il mondialismo, come ideologia antistato, è molto più virulento e devastante del comunismo e provoca quindi reazioni contrarie molto più rapide e intense.

Non solo da parte dei popoli nei quali il mondialismo non ha attecchito (praticamente tutti tranne quelli occidentali), ma anche da parte di coloro che Arnold J. Toynbee chiamerebbe “proletariato interno”.

Al momento presente, infatti, i proletariati interni dei popoli storicamente più volitivi e determinati dell’Occidente si stanno vistosamente ribellando al mondialismo che li affligge (vedi Marine Le Pen, Donald Trump, ecc. ecc.) e lo possono facilmente fare perché nella cultura occidentale vige la democrazia: al popolo viene data periodicamente la possibilità di scegliere chi lo governerà per un determinato lasso di tempo. E questa possibilità di scelta non può essere tolta impunemente, perché ciò legittimerebbe una rivoluzione violenta.

È vero che il popolo può essere ingannato, manipolato, ecc. ecc., ma alla lunga (se non sarà questa volta, sarà la prossima) prenderà inevitabilmente coscienza di essere rimasto sia indifeso che impoverito.

Oltre ogni limite, oltre ogni decenza.

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Perché Tsipras ha venduto il suo popolo?

15 luglio 2015

Alexis Tsipras ha venduto il suo popolo. Su questo sono d’accordo in molti.

Nessuno però spiega esaurientemente perché l’abbia fatto, vedi p.e. Bernard Monot del Front National:

«Siamo d’accordo con lui sulla lotta all’evasione fiscal e su alcuni punti ma, e Marine Le Pen lo ha ribadito davanti a lui in parlamento, per noi l’unica cosa da fare è uscire dall’Euro. Tsipras sarebbe dovuto essere più coraggioso, andare fino in fondo e abbandonare la moneta unica. Noi lo avremmo fatto. Lui potrebbe farlo ma non lo farà, perché non vuole”.»

http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/07/11/grecia-monot-front-national-tsipras-doveva-uscire-dalleuro-atene-e-la-punta-delliceberg-si-va-verso-un-nuovo-shock/1862873/

Perché non vuole? È semplicemente mancanza di coraggio?

Neanche per sogno.

Il vero perché è spiegato dalla mia teoria unificata delle ideologie antistato: Tsipras è un comunista e il comunismo e l’europeismo sono due ideologie antistato.

Lo scopo supremo di Tsipras è lo stesso di quello della Merkel: eliminare gli Stati europei.

Ecco perché Tsipras non vuole uscire dall’euro.

Del resto avevo previsto tutto ciò:

https://luigicocola.wordpress.com/2015/04/27/odio-per-varoufakis-no-solo-disprezzo/

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Odio per Varoufakis? No, solo disprezzo

27 aprile 2015

Varoufakis, citando Roosevelt, afferma di essere oggetto di odio:

http://www.ilsole24ore.com/art/mondo/2015-04-26/grecia-varoufakis-cita-roosevelt-mi-odiano-e-ne-sono-lieto–181214.shtml?uuid=AB44FEWD

Personalmente non nutro affatto odio verso di lui, ma bensì disprezzo.

È infatti un comunista che vede l’Occidente attuale come vittima del capitalismo, mentre invece è vittima del mondialismo, un’ideologia antistato che affonda le sue radici nell’Apocalisse di Giovanni, vale a dire nel millenarismo cristiano.

La Grecia non verrà salvata da comunisti come Varoufakis e Tsipras, perché il comunismo è anch’esso un’ideologia antistato e ha la stessa origine del mondialismo, vedi la mia teoria unificata delle ideologie antistato:

https://luigicocola.wordpress.com/2014/03/20/la-teoria-unificata-delle-ideologie-antistato/

vedi anche qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2015/02/12/le-tre-vie-delle-ideologie-antistato/

e qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2015/03/05/il-millenarismo-e-un-meme-egoista/

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Il millenarismo è un meme egoista

5 marzo 2015

Le ideologie antistato (le quali, come ho scritto più volte, sono tutte esempi di millenarismo cristiano) hanno due importanti caratteristiche.

1. Ignorano sempre, e ostentatamente, i due micidiali pericoli a cui sono sottoposte le comunità umane: l’aggressione di stranieri e i torti reciproci, per usare le parole di Hobbes.

Ignorano, cioè, la necessità dell’esercito e della legge, che sono, come scrive Bobbio, le due funzioni essenziali dello Stato.

L’esempio più semplice e chiaro (o meglio più rozzo) è la narrazione dell’anarchismo: l’umanità, dopo essersi liberata dello Stato, diventa repentinamente solidale e cooperativa, viene a trovarsi all’improvviso in un nuovo paradiso terrestre, dove il male non è nemmeno immaginabile.

2. Nella loro teoria c’è sempre un salto logico, un venir meno della Ragione.

Già l’anarchismo è un esempio di ciò, ma farò a questo proposito altri due esempi:

a) nell’ideologia comunista il passaggio dalla società socialista (la dittatura del proletariato) a quella comunista (lo stadio finale), passaggio che la teoria marx-engelsiana spiega in un modo assolutamente artificioso e puerile (vedi l’analisi di Bobbio che ho riportato in post precedenti).

Infatti tale passaggio non è mai avvenuto in nessuna delle società socialiste esistenti ed esistite.

b) nell’ideologia europeista il buon funzionamento dell’euro, buon funzionamento che, come è noto, prima della sua stessa introduzione, diversi eminenti economisti avevano giudicato essere tecnicamente impossibile. Non solo, ma oggi a questo coraggioso drappello di economisti si è aggiunto un intero esercito (nel quale è possibile notare, nelle retrovie, Stefano Fassina, vedi un mio post precedente).

In altre parole, il buon funzionamento dell’euro è in contraddizione con i principi e le regole della scienza economica.

Nell’ottica del millenarismo, la genesi delle suddette due caratteristiche delle ideologie antistato è facilmente spiegabile.

L’eliminazione dello Stato che le ideologie antistato propugnano altro non è che l’eliminazione dello Stato romano, lo Stato della “grande prostituta” (Apocalisse di Giovanni, 17, 1, Bibbia CEI 2008), cioè di Roma, la Roma delle persecuzioni cristiane.

L’eliminazione dello Stato romano coincide con l’eliminazione (provvisoria, cioè per mille anni) di “Satana”, ossia del Male (ibid., 20, 1-3).

Per un approfondimento, vedi qui, dove il millenarismo viene descritto dal punto di vista teologico:

https://luigicocola.wordpress.com/2015/02/06/il-problema-del-millenarismo/

e qui, dove viene descritto dal punto di vista filosofico:

https://luigicocola.wordpress.com/2014/02/14/linternazionalismo-di-rockefeller-e-un-millenarismo/

È sufficiente leggere i capitoli 17, 18, 19 e 20 dell’Apocalisse per comprendere ciò di cui sto parlando.

Contrariamente alla sua fama, l’Apocalisse non è difficile da capire, l’unico problema interpretativo che ho personalmente trovato nei suddetti capitoli è quello della “grande prostituta”, chiamata anche “Babilonia”, termini che notoriamente Giovanni usa per indicare Roma (che egli non nomina esplicitamente), come del resto è scritto anche qui:

http://www.bibbiaedu.it/testi/Bibbia_CEI_2008.Ricerca?Libro=Apocalisse&capitolo=17

Il punto nodale è questo: avendo Dio (l’angelo di cui scrive Giovanni) incatenato Satana (ossia il Male) per mille anni, non ci potranno ovviamente essere né aggressione di stranieri né torti reciproci, da cui la suddetta prima caratteristica delle ideologie antistato.

Eliminato il Male, si vivrà in una condizione di perfezione trascendente, in un mondo trasfigurato, che non possiamo neanche descrivere, perché è al di là della nostra immaginazione terrena.

Ne discende la suddetta seconda caratteristica delle ideologie antistato: in esse c’è sempre un salto logico, che corrisponde al salto nel mondo trasfigurato dei millenaristi. Questi ultimi non possono spiegare alcunché, semplicemente perché le parole di questo mondo terreno non sono in grado di descrivere il mondo di perfezione trascendente che essi aspettano.

Del resto, ciò che alla Ragione sembra impossibile, viene reso possibile dall’intervento di Dio.

Ed ecco perché, infine, i seguaci dell’euro insistono parossisticamente sull’austerità, sulle riforme e sulla corruzione: perché dobbiamo essere moralmente pronti alla seconda venuta di Cristo, altrimenti non potremo regnare con lui per mille anni sulla terra, come è scritto nell’Apocalisse. Regneranno con lui, infatti, soltanto coloro che hanno seguito il volere di Dio.

Tanto grande è la potenza di questo meme cristiano: il millenarismo.

Esso si è propagato superando le barriere del tempo (agisce da circa duemila anni) e dello spazio (si è diffuso, sotto forma di mondialismo, negli Stati Uniti, in Canada e in Australia, oltreché ovviamente in tutta Europa, sotto forma di europeismo), sovvertendo la Ragione degli ospiti e spingendoli ad azioni per loro deleterie.

È, senza alcun dubbio, un meme egoista.

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Le tre vie delle ideologie antistato

12 febbraio 2015

Per ragionare di ideologie antistato, occorre partire da Norberto Bobbio.

Egli elenca diverse ideologie antistato (Norberto Bobbio, Stato, governo, società, 1995, Einaudi, pagg. 122-125).

Come ho scritto più volte, la mia analisi porta ad affermare che tutte le ideologie antistato originano dal Cristianesimo, analisi che può essere definita Teoria unificata delle ideologie antistato.

Vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2014/03/20/la-teoria-unificata-delle-ideologie-antistato/

Bisogna anche notare che le varie ideologie antistato non prevedono l’eliminazione dello Stato nello stesso modo: ciascuna di esse percorre una sua particolare via.

Tali vie possono essere raggruppate fra di loro in virtù delle loro similitudini, di modo che, alla fine, abbiamo tre vie principali: la via religiosa, la via anticapitalista, la via capitalista (o meglio ultracapitalista).

1. la via religiosa

È quella percorsa dal Cristianesimo occidentale, che ha portato molti secoli fa al crollo dell’Impero romano d’Occidente e al Medio Evo.

Il Medio Evo costituisce l’unico esempio storico di eliminazione dello Stato portata a compimento.

Tale eliminazione però è stata solo transitoria, in quanto lo Stato è una necessità razionale e quindi esso è ricomparso.

Dopo il Medio Evo, in Occidente, tra lo Stato (ossia la forza) e il Cristianesimo (ossia la caritas) si è arrivati progressivamente a un compromesso funzionale, tranne che in Italia, dove vige un compromesso disfunzionale tra forza e caritas, vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2014/09/30/siamo-sullorlo-dellapocalisse/

Oggi però la Chiesa di Roma ha fatto proprie molte istanze dell’europeismo, del multiculturalismo e del mondialismo, le ideologie antistato nate nel Novecento (vedi avanti).

Facendo ciò, a rigor di logica, ha compromesso il suo stesso futuro, se non altro per l’invasione di immigrati islamici, ma anche per le concezioni mondialiste sul sesso e sulla famiglia, in quanto esse vanno a colpire le basi fondamentali della Weltanschauung cristiana.

È interessante notare che Papa Bergoglio mostra palesemente di essere molto più in linea con le suddette ideologie antistato che non Papa Ratzinger. Vedi p.e. le esternazioni su tale argomento di Antonio Socci, Magdi Cristiano Allam, Pietro De Marco, ecc. ecc.

In ogni caso la via religiosa all’eliminazione dello Stato non ha oggi grande importanza, semplicemente perché la religione non ha più grande importanza nel mondo occidentale.

L’eccezione è proprio l’Italia, in quanto, come ho più volte scritto, lo Stato italiano è uno Stato solo formalmente. Sostanzialmente è un sistema associato Stato-Chiesa, vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2014/01/21/rifiutare-la-realta/

2. la via anticapitalista

È quella percorsa dal comunismo e dall’anarchismo, le due ideologie antistato laiche nate nell’Ottocento.

Sono fallite entrambe nel Novecento, senza realizzare l’eliminazione dello Stato.

Per un approfondimento vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2012/09/04/perche-il-comunismo-e-unideologia-contraria-allo-stato/

e qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2013/06/24/di-quale-religione-era-karl-marx/

Da notare che il comunismo ha attecchito non solo presso popoli occidentali (p.e. Cuba), ma anche presso popoli orientali. Questo è avvenuto a causa della peculiarità della teoria marx-engelsiana, la quale prevede sì l’eliminazione dello Stato, ma in un indeterminato futuro, ossia in un periodo successivo alla dittatura del proletariato. Nel frattempo c’è appunto una dittatura. Ciò ha sedotto diversi popoli orientali, i quali storicamente sono sempre stati propensi all’autocrazia.

3. la via capitalista (o meglio ultracapitalista)

È quella dell’europeismo, del multiculturalismo e del mondialismo, le ideologie antistato nate nel Novecento.

Sono le ideologie antistato laiche attualmente in azione.

Per un approfondimento vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2014/02/14/linternazionalismo-di-rockefeller-e-un-millenarismo/

Il mondialismo, essendosi manifestato pubblicamente molto di recente, non ha una denominazione unica, una denominazione usata da tutti, tanto è vero che Wikipedia in italiano, in data odierna, non riporta questa voce, bisogna andare alla versione francese di Wikipedia per trovare una voce ad hoc: Mondialisme.

Bisogna anche purtroppo notare che Wikipedia in italiano, in data odierna, accenna sì al mondialismo, ma lo fa alla voce Teoria del complotto del Nuovo ordine mondiale e quindi essa afferma implicitamente che il mondialismo non esiste, che è semplicemente una fantasia. Che dire? Al peggio non c’è mai fine (o cose analoghe).

Sinonimi di mondialismo sono: globalismo, internazionalismo liberale, internazionalismo di David Rockefeller (è lo stesso Rockefeller che usa il termine “internazionalismo”, vedi David Rockefeller, Memoirs, Random House, 2003, pag. 405; del resto occorre distinguerlo da altri tipi di internazionalismo, p.e. l’internazionalismo marxista).

Ad aumentare la confusione, spesso si parla impropriamente di mondializzazione e di globalizzazione, che, avendo il suffisso -zione e non il suffisso -ismo, non sono dottrine, ma bensì atti, azioni.

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La Chiesa si è lasciata sedurre dall’illusione millenarista?

5 febbraio 2015

Se la mia analisi, quella che ho esposto nei miei saggi e in questo blog, è corretta, come effettivamente penso, allora siamo di fronte a un fenomeno piuttosto singolare.

Che è il seguente: l’Occidente, da circa due secoli, non fa che sfornare bislacche ideologie (nell’Ottocento il comunismo e l’anarchismo, nel Novecento l’europeismo, il multiculturalismo e il mondialismo) al solo scopo di attuare l’antico imperativo cristiano di eliminare lo Stato (romano).

Ho chiamato tale mia interpretazione teoria unificata delle ideologie antistato.

Vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2014/03/20/la-teoria-unificata-delle-ideologie-antistato/

Il punto che più colpisce è che c’è stata una netta separazione tra la forma religiosa della volontà di eliminare lo Stato e la sua sostanza.

In altre parole, le suddette ideologie sono laiche, anzi quelle ottocentesche sono assai contrarie alla religione.

Quelle novecentesche lo sono meno vistosamente, ma lo sono anch’esse.

Tanto è vero che il mondialismo non accetta assolutamente le concezioni cristiane sul sesso e sulla famiglia, andando così a colpire proprio le basi fondamentali della Weltanschauung cristiana.

Come mai quindi la Chiesa di Roma non osteggia le ideologie antistato nate nel Novecento, come ha sempre osteggiato invece quelle nate nell’Ottocento?

Forse perché si è lasciata sedurre dall’illusione millenarista?

Del resto Rockefeller, Brzezinski, Soros, ecc., ecc., sono infinitamente più rispettabili e frequentabili di quanto non lo siano mai stati Marx e Proudhon.

Insomma, si tratta di gente molto, molto, per bene, mica di disgraziati come i due ideatori, rispettivamente, del comunismo e dell’anarchismo!

E se questa opera di seduzione fosse l’opera, la tentazione, del Maligno?

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Il relativismo culturale non è di per sé contro lo Stato

29 settembre 2014

Leggo l’intervista di Vittorio Pesato a Magdi Cristiano Allam, pubblicata il 1 settembre 2014 sul sito posizione.org e intitolata Magdi Cristiano Allam:” Il conflitto e’ gia’ in Europa”:

“La sinistra, dopo il fallimento del comunismo, ha individuato l’alternativa nell’europeismo che, al pari del comunismo, opera per la fine degli stati nazionali e la concentrazione del potere nelle mani di una cupola che oggi è rappresentata dai poteri finanziari ed economici. In questo contesto il relativismo valoriale e religioso è lo strumento necessario per sradicare le identità nazionali e locali, e il buonismo è l’atteggiamento culturale che ci porta a farci auto-invadere e a scegliere il suicidio della nostra civiltà.”

http://www.posizione.org/index.php/component/content/article/3-notizie-flash/813-magdi-cristiano-allamq-il-conflitto-e-gia-in-europaq

Vedo con piacere che Allam esprime qui un concetto di cui ho più volte scritto in passato: la sinistra è incondizionatamente a favore dell’euro, perché così può attuare lo stesso obiettivo finale del comunismo, cioè l’eliminazione dello Stato.

Come ho scritto in un post precedente:

“Così coloro che in passato erano fanaticamente comunisti, adesso sono diventati fanaticamente europeisti, dato che il comunismo è fallito alla fine del secolo scorso e quindi si è rivelato incapace di attuare l’eliminazione dello Stato come previsto dalla teoria marx-engelsiana.”

https://luigicocola.wordpress.com/2014/03/23/ecco-perche-le-sinistre-europee-vogliono-leuro/

In altre parole, come ho più volte scritto, il comunismo e l’europeismo sono due ideologie antistato (come pure l’anarchismo, il multiculturalismo e l’internazionalismo di David Rockefeller).

Vedo anche però che Allam, senza fare le necessarie distinzioni, parla negativamente del relativismo culturale, di cui ho scritto nei miei due ultimi post.

Devo quindi precisare che il relativismo culturale è un concetto scientifico (di queste due scienze sociali: antropologia culturale e sociologia), ma è ovvio che esso va usato in modo corretto, altrimenti diventa un errore e se ne può parlare solo negativamente.

La ragione è universale, mentre i costumi non lo sono, e perciò i nostri costumi non possono essere imposti a tutte le culture del pianeta (invece la ragione, essendo universale, si impone da sé).

In questo senso il relativismo culturale è essenziale, perché ci fa capire come dobbiamo comportarci nei rapporti tra Stati.

Per esempio non possiamo imporre all’Islam la democrazia, perché essa non fa parte dei costumi islamici.

Ed eliminare con la forza le autocrazie dei popoli islamici, come hanno voluto fare stupidamente ed ostinatamente gli americani (sia i repubblicani, con George W. Bush, sia i democratici, con Obama), ha causato niente altro che la nascita dell’ISIS, ossia proprio ciò che si voleva debellare: un Islam ostile e bellicoso.

Per quanto riguarda la legge di uno Stato, invece, non ci può essere alcun relativismo culturale: nel territorio di uno Stato deve valere una sola legge, una legge uguale per tutti, altrimenti si accetta il multiculturalismo, che è un’ideologia antistato.

Lo Stato non può essere multiculturale, in quanto la sua funzione è quella di creare per un determinata comunità un solo centro di comando.

Come ho scritto in un post precedente:

“Lo Stato consiste in questo: nel porre sotto un solo centro di comando (che può essere costituito da un uomo o da più uomini) il potere della forza fisica di tutti i membri di una comunità, perché solo così si può assicurare, per quanto riguarda l’esercito, la coordinazione e la strategia e, per quanto riguarda la legge, la terzietà e l’imparzialità.”

https://luigicocola.wordpress.com/2014/05/03/siamo-in-mezzo-a-un-conflitto-mondiale-ma-nessuno-ne-parla/

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Ecco perché le sinistre europee vogliono l’euro

23 marzo 2014

Nel post precedente ho esposto la teoria unificata delle ideologie antistato.

Tale teoria ci permette di spiegare facilmente ciò che nessuno riesce a spiegare: il perché le sinistre europee (compresa quella italiana) siano totalmente e incondizionatamente a favore dell’euro, il quale, come tutti ormai hanno capito, impoverisce il popolo.

L’euro altro non è che il mezzo per eliminare gli Stati europei ed è questo l’obiettivo supremo delle sinistre europee.

Sull’euro come mezzo per eliminare gli Stati europei, vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2012/12/19/perche-gli-economisti-non-si-interrogano-seriamente-sulla-volonta-europea-di-distruggere-lo-stato/

Così coloro che in passato erano fanaticamente comunisti, adesso sono diventati fanaticamente europeisti, dato che il comunismo è fallito alla fine del secolo scorso e quindi si è rivelato incapace di attuare l’eliminazione dello Stato come previsto dalla teoria marx-engelsiana.

Per approfondire la teoria marx-engelsiana, vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2012/09/04/perche-il-comunismo-e-unideologia-contraria-allo-stato/

e qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2013/01/23/il-comunismo-e-leuropeismo-hanno-lo-stesso-scopo-eliminare-lo-stato/

L’obiettivo di tutte le ideologie antistato è quello, ovviamente, di eliminare lo Stato, non quello di eliminare la povertà.

Noi ci meravigliamo che la sinistra sia a favore dell’impoverimento del popolo, perché non facciamo mente locale sul fatto che il suo vero obiettivo non è quello di eliminare la povertà, bensì quello di eliminare lo Stato.

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