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Perché i mondialisti affermano che le razze umane non esistono

3 febbraio 2018

Come ho scritto nei post precedenti, il mondialismo (o globalismo) vuole negare l’esistenza delle razze umane, vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2018/01/24/per-lunesco-le-razze-umane-esistono-per-lagi-no/

e qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2018/01/28/litalia-e-il-paese-della-politica/

Ecco infatti un brano di Wikipedia (in data odierna), la quale, come ho scritto molte volte, approfittando fraudolentemente delle opportunità fornite dal copyleft, fa spesso propaganda mondialista, anche ricorrendo a falsi grossolani:

«La suddivisione della specie umana in razze diverse è a-scientifica e arbitraria, come ricorda, tra i tanti, il documento della Dichiarazione sulla razza (UNESCO 1950), scritto appositamente dopo la seconda guerra mondiale, che riconosce soltanto il concetto di etnia come unico segmento possibile della specie umana in cui sia riscontrabile una vera omogeneità tra gli individui[4]. Il concetto stesso di razza come suddivisione rigida dei popoli umani è quindi completamente decaduto.»

https://it.wikipedia.org/wiki/Razza_ariana

Cosa c’è scritto alla nota [4]?

«^ The Race Question (pag. 6) – 1950 – UNESCO (PDF), su unesdoc.unesco.org. URL consultato il 5 novembre 2010.. Cfr. Guido Barbujani, L’invenzione delle razze, pagg. 7-13 et passim

Ebbene, ecco cosa c’è scritto alla pagina 6 di The Race Question – UNESCO 1950:

«Human races can be and have been differently classified by different anthropologists, but at the present time most anthropologists agree on classifying the greater part of present-day mankind into three major divisions, as follows :

The Mongoloid Division

The Negroid Division

The Caucasoid Division»

unesdoc.unesco.org/images/0012/001282/128291eo.pdf

Se quello di Wikipedia in lingua italiana alla voce Razza ariana non è un falso grossolano, cos’altro è mai?

E sia ben chiaro, la razza ariana non esiste, come non esiste la razza ebraica, né la razza germanica, né la razza slava, né la razza italiana, sono tutte follie criminali del nazismo e di Adolf Hitler, follie criminali a cui purtroppo aderì Benito Mussolini, commettendo uno dei sue due storici, enormi e imperdonabili errori, cioè l’alleanza con Hitler (che non era affatto inevitabile, come dimostrò Francisco Franco), essendo l’altro diventare filoclericale e inventare i Patti Lateranensi e lo Stato della Città del Vaticano, regalando così al Papa un potere sovrano che mai avrebbe dovuto avere dopo il Risorgimento e l’Unità d’Italia (cosa direbbe Mussolini di Bergoglio, se egli fosse ancora vivo?).

Per capire la “race question”, come dice l’UNESCO, è fondamentale questa pubblicazione (2010) di Neven Sesardić, un filosofo della scienza, membro della American Philosophical Association (APA) e della Philosophy of Science Association (PSA):

Race: a social destruction of a biological concept

È scaricabile da Google Scholar:

https://scholar.google.com/

Leggiamone qualche frase:

«Worse still, forensic anthropologists are quite successful in correctly inferring a person’s race from the skeletal characteristics of human remains, which would of course be impossible if the statements in the above quotations were true [il neretto è mio]. This prompted one bewildered and exasperated scientist to write an article with a provocative title: ‘‘If Races Do Not Exist, Why Are Forensic Anthropologists So Good at Identifying Them?’’ (Sauer 1992) [ho già scritto di questo articolo nel post precedente]…

…Indeed, a quick look into the literature confirms this. For instance, a study that covered 17 populations over the world and that relied on 34 different measurements managed to assign 98% of the specimens to their correct major racial group (Brues 1990, 6). Another more recent study had a success rate of 80% in distinguishing between American Whites and Blacks, although it used just two variables. With seven variables, however, it reached the reliability of 95%, and with 19 variables the probability of correct classification rose to 97% (Ousley et al. 2009). Also, estimating generally the reliability of attributing a given data point to one of the five racial categories, another team of experts calculated that under some realistic conditions it is sufficient to use as few as 13 characteristics to have the posterior probability of the correct classification attain the value of 99% (Konigsberg et al. 2009)…

…One of the leading physical anthropologists warned about the tendency of some scientists to misrepresent the true view of their scientific community. He said that the idea widely propagated by many scientists that race is only skin deep ‘‘is simply not true, as any experienced forensic anthropologist will affirm’’ (Gill 2000) [il neretto è mio]. He went further and stated that the bias of the race-denial faction ‘‘seems to stem largely from socio-political motivation and not science at all’’ (ibid.) [il neretto è mio]. And finally: ‘‘At the beginning of the twenty-first century, even as a majority of biological anthropologists favor the reality of the race perspective, not one introductory textbook of physical anthropology even presents that perspective as a possibility. In a case as flagrant as this, we are not dealing with science but rather with blatant, politically motivated censorship’’ (ibid.) [il neretto è mio]…

…Some other scientists agree with Gill that race denial is not based merely on scientific considerations: ‘‘The proposal to scrap the concept of race altogether is currently only one extreme in a range of views. It is certainly not shared by all anthropologists and is by no means the majority opinion of the public at large. It appears to be a conclusion reached more on the basis of political and philosophical creeds than on scientific arguments’’ (Klein and Takahata 2002, 384) [il neretto è mio].»

È disponibile in internet il testo integrale della fonte bibliografica (Gill 2000), cioè Does Race Exist? A proponent’s perspective (15 febbraio 2000) di George W. Gill, Professor Emeritus of Anthropology at the University of Wyoming:

http://www.pbs.org/wgbh/nova/evolution/does-race-exist.html

Ma perché mai il mondialismo vuole negare l’esistenza delle razze umane?

Per rendere più facile e indolore la Grande Sostituzione (“Grand Remplacement“, termine coniato da Renaud Camus) che questa perversa ideologia sta già attuando in Europa e che successivamente attuerà anche negli Stati Uniti d’America, cioè nell’Occidente intero, proprio quella Grande Sostituzione invocata esplicitamente, anzi ostentatamente, da Eugenio Scalfari nel suo editoriale C’è l’Africa nel nostro futuro (6 agosto 2017):

«Ma se invece di ragionare su un processo millenario ragioniamo di un processo di pochi secoli, allora l’Africa diventa un elemento positivo, che va aiutato in tutti i suoi problemi. E non solo l’Africa, ma tutti i popoli migranti che hanno di mira Paesi di antica ricchezza, con i quali convivere nel tentativo di ridurre le disuguaglianze.
La vera politica dei Paesi europei è quindi d’essere capofila di questo movimento migratorio: ridurre le diseguaglianze, aumentare l’integrazione. Si profila come fenomeno positivo, il meticciato, la tendenza alla nascita di un popolo unico, che ha una ricchezza media, una cultura media, un sangue integrato. Questo è un futuro che dovrà realizzarsi entro due o tre generazioni e che va politicamente effettuato dall’Europa [il neretto è mio]. E questo deve essere il compito della sinistra europea e in particolare di quella italiana.»

http://espresso.repubblica.it/opinioni/vetro-soffiato/2017/08/02/news/c-e-l-africa-nel-nostro-futuro-1.307312

Ne ho già scritto qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2017/08/15/eugenio-scalfari-e-lislamizzazione-delleuropa/

Bisogna infatti distinguere nella Grande Sostituzione l’aspetto religioso, cioè l’invasione islamica che l’Europa sta subendo, e ad esso i mondialisti rimediano con l’essere filoislamici e con l’affermare che tutte le religioni sono uguali (il che è una menzogna, allora il Cristianesimo sarebbe uguale alla religione greco-romana?), e l’aspetto razziale, che Scalfari esprime esplicitamente nominando “il meticciato” (pur non essendo tutti gli immigrati di razza africana), e ad esso i mondialisti rimediano affermando appunto che le razze umane non esistono (il che è una menzogna, vedi la suddetta pubblicazione di Neven Sesardić).

Come ho sempre scritto, il mondialismo va avanti a forza di menzogne.

Sul Primato Nazionale, nell’articolo intitolato Delirio Scalfari: “La sinistra crei un popolo mondiale unico grazie al meticciato” (8 agosto 2017), Adriano Scianca molto giustamente scrive:

«Rileggiamo. Quello che Scalfari auspica è “il meticciato, la tendenza alla nascita di un popolo unico, che ha una ricchezza media, una cultura media, un sangue integrato”. La creazione di un popolo unico a livello mondiale è uno degli obbiettivi ultimi dell’ideologia globalista e mondialista, anche se spesso spiegato con parole decisamente più prudenti. Qui, invece, Scalfari ha espresso il suo progetto etnocida senza infingimenti. “Progetto” è del resto la parola giusta. Il fondatore di Repubblica, infatti, non dice che tale risultato sarà raggiunto grazie a meccanismi impersonali già in moto e ormai irreversibili. Al contrario, ne fa il centro di una precisa volontà politica, che deve perseguire tale obbiettivo e realizzarlo fattivamente. L’Europa, e in particolare le sinistre europee, devono attivamente intervenire sulla realtà per creare un popolo unico (in questo modo, peraltro, eliminando anche il concetto stesso di Europa: in una terra abitata da un unico tipo umano, a che pro distinguere i continenti con nomi altisonanti venuti da altre ere?). Con che coraggio, ora, diranno che la Grande Sostituzione è una fantasia complottista? [il neretto è mio]»

http://www.ilprimatonazionale.it/politica/delirio-scalfari-la-sinistra-crei-un-popolo-mondiale-unico-grazie-al-meticciato-70788/

Purtroppo però, i mondialisti hanno il coraggio di dire e di fare qualsiasi cosa.

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L’Apocalisse di Giovanni, il millenarismo e il mondialismo

19 dicembre 2017

È evidente che c’è molta disinformazione in internet sull’Apocalisse di Giovanni e sul millenarismo.

Non parliamo poi di Wikipedia, che su tali argomenti, come del resto anche su altri, è disastrosa e ciò per un errore basilare: il copyleft funziona perfettamente nel campo del software, campo in cui c’è un’immediata verifica sperimentale di ciascuna modifica, mentre non funziona affatto in altri campi, nei quali tale verifica non c’è, né ci può essere.

E allora facciamo chiarezza, usando come testo di riferimento la Bibbia CEI 2008.

L’Apocalisse di Giovanni è l’ultimo libro del Nuovo Testamento.

Il millenarismo o chiliasmo (1) è la credenza nell’instaurazione di un Regno di Cristo e dei giusti sulla terra della durata di mille anni, prima del giudizio universale e della fine dei tempi, credenza nata appunto dall’Apocalisse di Giovanni, che è l’unico testo sacro in cui si parla di ciò.

Dobbiamo quindi focalizzare la nostra attenzione sul concetto della seconda venuta di Cristo sulla terra.

Nei Vangeli c’è il concetto della seconda venuta di Cristo, con il significato di seconda e ultima venuta, dopo la quale ci sarà il giudizio universale e la fine dei tempi, vedi per esempio il Vangelo secondo Matteo, 24-25, Bibbia CEI 2008.

Se si legge con attenzione il capitolo 25, si comprende perfettamente che Matteo sta descrivendo il giudizio universale e non un Regno di Cristo sulla terra.

Matteo usa sia il termine “regno dei cieli” che quello equivalente di “regno di Dio”, mentre Marco, Luca e Giovanni usano solo quest’ultimo. Nessuno di loro usa il termine “regno di Cristo”.

Nell’Apocalisse di Giovanni, pur non essendo mai nominati i suddetti tre termini, c’è il concetto della seconda venuta di Cristo, ma con un significato diverso da quello espresso nei Vangeli, cioè con il significato di seconda e non ultima venuta: si può quindi parlare di parusìa intermedia (“parusìa” è una parola di origine greca che vuol dire “presenza, venuta”).

Questi infatti sono gli eventi descritti (in ordine cronologico) nel capitolo 20: Satana viene incatenato per mille anni, quindi viene instaurato il regno di Cristo (seconda venuta o parusìa intermedia), che dura appunto mille anni, poi Satana ritorna libero, dopodiché si ha la battaglia finale nella quale egli viene definitivamente sconfitto, in ultimo c’è il giudizio universale e la fine dei tempi (Apocalisse di Giovanni, 20, Bibbia CEI 2008).

In totale, quindi, secondo l’Apocalisse di Giovanni sono tre le venute di Cristo sulla terra, cioè, se vogliamo dirlo alla greca, le parusìe (sebbene il termine “parusìa” non venga usato per indicare la vita di Cristo fino all’Ascensione, ma solo per il suo ritorno glorioso).

Questa è ovviamente la lettera dell’Apocalisse di Giovanni, poi si può interpretarla come si vuole, basta avere un po’ di fantasia, vedi p.e. l’interpretazione allegorica di Agostino d’Ippona, secondo la quale per Regno di Cristo si deve intendere la Chiesa e per mille anni si deve intendere il lasso di tempo che va dall’Ascensione di Cristo fino al suo ritorno glorioso per il giudizio universale e la fine dei tempi.

Secondo tale interpretazione quindi le venute di Cristo sulla terra sono solo due: la prima è quella che va dalla sua nascita fino all’Ascensione, la seconda è la parusìa per il giudizio universale e la fine dei tempi, vale a dire che viene confermato il concetto evangelico della seconda venuta di Cristo con il significato di seconda e ultima venuta, mentre viene annullato ciò che scrisse Giovanni nell’Apocalisse.

Perché non si vuole interpretare l’Apocalisse di Giovanni in senso letterale, come sarebbe normale e logico, e si ricorre al senso allegorico?

Perché il senso letterale dell’Apocalisse conduce inevitabilmente a una dottrina eversiva, cioè a voler eliminare lo Stato (infatti il Regno di Cristo non è uno Stato, ma bensì una condizione di perfezione trascendente, in quanto il Messia cristiano, cioè Cristo, ha sia natura umana che natura divina, diversamente dal Messia ebraico che, quando apparirà, avrà solo natura umana), e questo era funzionale allo scopo politico originario del Cristianesimo, cioè far crollare lo Stato schiavista romano (vedi la mia teoria del Cristianesimo, 2), ma poi le invasioni barbariche, iniziate nel 166 e culminate nel sacco di Roma da parte dei Visigoti nel 410 (Agostino d’Ippona iniziò a scrivere il De Civitate Dei contra Paganos, opera nella quale espone la suddetta interpretazione allegorica, nel 413) e nel sacco di Roma da parte dei Vandali nel 455, portarono alla comprensione che questa dottrina eversiva è esiziale.

Infatti lo Stato è una necessità della Ragione, anzi un universale culturale allo stesso modo dei riti funebri e del tabù dell’incesto (come ho scritto più e più volte, vedi la mia teoria dello Stato, 3), e ha due funzioni essenziali: proteggere la comunità dalle aggressioni esterne (mediante l’esercito) e proteggerla dai torti reciproci interni (mediante la legge). Su tali due funzioni essenziali dello Stato concordano, come ho scritto molte volte, Niccolò Machiavelli (Il Principe), Thomas Hobbes (Leviathan) e Norberto Bobbio (Stato, governo, società). Del resto che lo Stato sia ineliminabile viene attestato dal fatto che esso è sempre esistito, contrariamente a quanto affermato con straordinaria impudenza dalla propaganda mondialista.

Questo è il motivo per cui l’interpretazione letterale dell’Apocalisse di Giovanni venne rifiutata, tranne che nei primi secoli del Cristianesimo (per far cadere lo Stato schiavista romano) e poi, ma solo parzialmente, nel Medio Evo (vedi p.e. Gioacchino da Fiore), anche se bisogna puntualizzare che tale interpretazione letterale non venne mai giudicata eretica, ma bensì solo un errore.

Occorre anche puntualizzare che nel Medio Evo la Chiesa di Roma non accettò l’interpretazione letterale, infatti Gioacchino da Fiore non fu mai dichiarato Santo, né Dottore della Chiesa, come lo fu invece Agostino d’Ippona.

Da Agostino d’Ippona in poi, la posizione ufficiale della Chiesa di Roma è quella agostiniana: ci sono solo due venute di Cristo, non c’è la parusìa intermedia, il millenarismo è una falsa credenza dovuta a un errore d’interpretazione.

Oggi però con Papa Bergoglio la situazione è radicalmente cambiata e si è ritornati alle origini, cioè ai primi secoli del Cristianesimo: egli è un Papa apocalittico e millenarista, come ho scritto molte volte e come notato anche da altri (4).

Egli non a caso ha assunto il nome di Francesco: nel XIII secolo San Francesco d’Assisi fu considerato l’iniziatore dell’Età dello Spirito Santo preconizzata da Gioacchino da Fiore, il millenarista del Medio Evo.

Papa Ratzinger invece, perfettamente in linea con quella che è la tradizione della Chiesa di Roma da Agostino in poi, ha condannato esplicitamente il millenarismo (5) ed è suggestivo supporre che per tale condanna egli sia stato estromesso.

Del resto nella storia della Chiesa non sono mai esistiti due Papi contemporaneamente, se non in questa forma: che uno era il Papa (quindi legittimo) e l’altro un antipapa (quindi illegittimo).

Chi è l’antipapa: Bergoglio o Ratzinger?

Il millenarismo è ben rappresentato nei movimenti religiosi nati dalla Riforma, come p.e. il Puritanesimo, in quanto è caratteristica fondamentale di essa la rivendicazione del libero esame personale della Bibbia, dimodoché è facile che il filtro interpretativo agostiniano venga a cadere.

Martin Lutero, traducendo la Bibbia in tedesco, capì perfettamente il problema prodotto dall’Apocalisse di Giovanni, tanto che dichiarò nel 1522 di non ritenerla un libro canonico.

È mia opinione che il millenarismo sia diventato nel corso dei secoli un potentissimo meme egoista (vedi la teoria dei memi di Richard Dawkins) e che come tale abbia dato origine a tutte le ideologie antistato di tipo filosofico: anarchismo, comunismo e mondialismo (vedi la mia teoria unificata delle ideologie antistato, 6).

Così le ideologie antistato di tipo filosofico non sono altro che un portato del Cristianesimo, non sono altro che l’espressione in forma laicizzata delle istanze cristiane, mantenendo intatto il carattere antitetico allo Stato che è proprio e peculiare del Cristianesimo e che è del tutto assente nelle altre due grandi religioni monoteistiche, l’Ebraismo e l’Islam.

Il mondialismo è interpretabile sia come virus memetico, per usare la terminologia della teoria dei memi, sia come delirio culturale, interpretazione forse più appropriata, dato che pone l’accento sul suo carattere irrazionale e autolesionistico. Del resto esse sono due interpretazioni tra loro complementari: l’una non esclude l’altra, anzi la rafforza.

Il Cristianesimo orientale, cioè ortodosso, grazie al cesaropapismo introdotto da Costantino il Grande, non è affatto soggetto all’influenza del millenarismo e ciò ha portato Mosca, la terza Roma, a essere l’antagonista dell’Occidente mondialista e millenarista dei nostri giorni.

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1. In lingua inglese: millennialism o millenarianism o chiliasm.

Ecco infatti cosa riporta l’Enciclopedia Britannica:

«Millennialism, also called millenarianism or chiliasm, the belief, expressed in the book of Revelation to John, the last book of the New Testament, that Christ will establish a 1,000-year reign of the saints on earth (the millennium) before the Last Judgment.»

https://www.britannica.com/topic/millennialism

2. Luigi Cocola, Il leviatano senza spada – Una teoria del popolo italiano e del Cristianesimo, 3° ed., 2012, lulu.com

3. Luigi Cocola, Le nuove forme dell’utopia: europeismo e multiculturalismo – Come e perché l’Occidente cerca ripetutamente di suicidarsi, 3° ed., 2013, lulu.com

4. James V. Schall

Apocalyptic and Utopian: On Pope Francis’ Bolivian Manifesto
The Pope’s July 9th address in Santa Cruz de la Sierra, Bolivia, described how terrible things are in the world and how idyllic they can be

http://www.catholicworldreport.com/2015/07/24/apocalyptic-and-utopian-on-pope-francis-bolivian-manifesto/

5. Dalla voce Millennialism di Wikipedia in lingua inglese:

«The Antichrist’s deception already begins to take shape in the world every time the claim is made to realize within history that messianic hope which can only be realized beyond history through the eschatological judgment. The Church has rejected even modified forms of this falsification of the kingdom to come under the name of millenarianism, especially the “intrinsically perverse” political form of a secular messianism.
— Joseph Cardinal Ratzinger, Catechism of the Catholic Church, 1995[21]»

https://en.wikipedia.org/wiki/Millennialism

In italiano:

«676 Questa impostura anti-cristica si delinea già nel mondo ogniqualvolta si pretende di realizzare nella storia la speranza messianica che non può essere portata a compimento se non al di là di essa, attraverso il giudizio escatologico; anche sotto la sua forma mitigata, la Chiesa ha rigettato questa falsificazione del regno futuro sotto il nome di millenarismo, 640 soprattutto sotto la forma politica di un messianismo secolarizzato « intrinsecamente perverso ». 641»

http://www.vatican.va/archive/catechism_it/p1s2c2a7_it.htm

6. Luigi Cocola, La teoria unificata delle ideologie antistato e altri discorsi politici, 5° ed., 2017, lulu.com

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