Posts Tagged ‘costituzione della repubblica italiana’

C’è un complotto internazionale contro l’Italia e gli italiani?

6 marzo 2020

A sentir parlare gli sciagurati membri del governo Conte II, ma anche a sentir parlare moltissimi italiani che non ne fanno parte, la conclusione a cui chi ascolta dovrebbe necessariamente arrivare è che ci sia un complotto internazionale contro l’Italia e gli italiani.

Gli altri paesi ci accusano di essere l’anello debole della lotta all’epidemia, o meglio pandemia, da coronavirus!

Sono essi in errore o siamo in errore noi italiani?

È assai duro il risveglio della realtà: purtroppo gli italiani vivono da tempo in un universo parallelo nel quale l’Italia non ha difetti, anzi, al contrario, può vantare innumerevoli eccellenze, ha la Costituzione “più bella del mondo” (Roberto Benigni docet) e via discorrendo.

Ma il coronavirus se ne infischia dell’universo parallelo in cui vivono gli italiani!

Ho scritto in un mio saggio di una decina di anni fa:

«Il popolo italiano, in conclusione, ha la tendenza a falsificare la realtà. Questa tendenza è stata descritta (ma non spiegata) da alcuni scrittori, sia italiani, per esempio Luigi Barzini, sia stranieri, per esempio Hans Magnus Enzensberger.
Ecco un altro brano tratto da “Gli italiani”, che fu scritto a metà degli anni Sessanta:
“Il sospetto che quanto ci circonda in Italia possa talvolta essere una messa in scena è preoccupante. Empie d’angoscia gli adolescenti che hanno ricevuto un’educazione seria, quando crescono e se ne accorgono. Il piacere che gli stranieri provano nel nostro paese rimane amareggiato, quando essi prolungano il soggiorno, dai dubbi e dalla diffidenza.”
(9, pag. 107)
Leggiamo un brano di Enzensberger, scritto nel 1983:
“Salgo sull’aereo a Francoforte e dopo un’ora atterro in un paesaggio assolutamente fantastico… in un paese che pullula di mitomani. Apro il primo giornale italiano che mi capita e già mi trovo in un gigantesco Luna Park… per cinquecento lire pagate all’edicola salgo sul trenino degli orrori. Dappertutto congiure, manipolatori, logge segrete, melodrammatici conflitti fra bande opposte, incomprensibili intrighi di palazzo… I fatti semplicemente svaniscono. La realtà diventa un romanzo a fumetti.”2
(10, pag. 97)
Enzensberger (che ha vissuto in Italia e la conosce molto bene) non potrebbe essere più esplicito: accusa gli italiani di essere mitomani. Cos’è un mitomane? È colui che per definizione falsifica la realtà.»

Luigi Cocola, Il leviatano senza spada – Una teoria del popolo italiano e del Cristianesimo, 3° ed., lulu.com., 2012, pagg. 18-19

È arrivato il momento che gli italiani si destino dai loro sogni e dalle loro fantasticherie autoconsolatorie: bisogna guardare in faccia la realtà e cambiare l’Italia, che è la nostra patria, il nostro sommo bene.

Essere patrioti non vuol dire negare la realtà, vuol dire lavorare per eliminare i problemi della patria, vuol dire combattere chi la vuole affossare (e sono parecchi, in Italia e fuori dall’Italia, per esempio in Vaticano).

Copyright © 2020 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.

 


 

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Perché l’Italia è il primo paese dell’Occidente per numero di contagiati dal coronavirus?

23 febbraio 2020

A dir la verità, nel momento in cui scrivo (23 febbraio 2020, ore 8 e 30 a. m., Central European Time), la situazione dell’Italia è ancora peggiore, non si tratta soltanto di essere il primo paese dell’Occidente per numero di contagiati dal coronavirus: i contagiati in Italia sono 79 e in tutto il mondo ci superano soltanto la Cina (76936), la nave Diamond Princess ormeggiata nel porto di Yokohama, che è un caso a parte (634), la Corea del Sud (556), il Giappone (135) e Singapore (85).

Vedi infatti qui:

Coronavirus COVID-19 Global Cases by Johns Hopkins CSSE

https://gisanddata.maps.arcgis.com/apps/opsdashboard

/index.html#/bda7594740fd40299423467b48e9ecf6

In questa triste classifica, dopo di noi c’è Hong Kong (70), Thailandia (35) e USA (35).

Da notare che la Russia, che ha un confine con la Cina lungo 4000 km e qualcosa, ha solo 2 contagiati!

Ma limitiamoci al solo Occidente: perché l’Italia è il primo paese dell’Occidente per numero di contagiati dal coronavirus?

Vediamo cosa dice a questo proposito Walter Ricciardi:

«Come mai in Italia i contagiati sono aumentati di colpo?
«E’ un caso da manuale, in cui una o più persone vengono contagiate da chi arriva da un luogo di epidemia, e poi ci sono dei contagiati secondari con lo stesso tempo di incubazione. Paghiamo il fatto di non aver messo in quarantena da subito gli sbarcati dalla Cina. Abbiamo chiuso i voli, una decisione che non ha base scientifica, e questo non ci ha permesso di tracciare gli arrivi, perché a quel punto si è potuto fare scalo e arrivare da altre località. Inoltre, quando vengono contagiati i medici significa che non si sono messe in campo le pratiche adatte, oltre al fatto che il virus è molto contagioso. Francia, Germania e Regno Unito seguendo l’Oms non hanno bloccato i voli diretti e hanno messo in quarantena i soggetti a rischio, inoltre hanno una catena di comando diretta, mentre da noi le realtà locali vanno in ordine sparso [il neretto è mio]».» (1)

Se anche le realtà locali italiane funzionano male, questo vuol dire che non funziona tutta la catena di comando italiana, non soltanto il governo Conte II (che quest’ultimo non funzioni è palese a tutti).

Perché tutta la catena di comando dello Stato italiano ha dimostrato di essere incompetente nei riguardi del coronavirus?

La spiegazione è la seguente.

Da anni scrivo che l’Italia ha due mali, un male antico e un male moderno (2, 3).

Il male antico dell’Italia consiste nel fatto innegabile, ma da tutti negato (tranne da me), che lo Stato italiano soltanto formalmente è uno Stato: sostanzialmente è un sistema associato Stato-Chiesa (i Patti Lateranensi del 1929, che mai e poi mai avrebbero dovuto essere stipulati, nel 1947 furono addirittura inseriti nella Costituzione della Repubblica italiana per volontà di Alcide De Gasperi e di Palmiro Togliatti). Non essendo lo Stato italiano un vero Stato, ma bensì un sistema associato Stato-Chiesa, esso non è in grado di usare pienamente e senza remore il potere della forza fisica, potere che, come scrisse elegantemente Max Weber, è il “mezzo specifico” dello Stato (2, 3, 4, 5). Quindi il cosiddetto Stato italiano non ha il potere della forza fisica sufficiente a imporre l’interesse pubblico sopra gli interessi privati, attraverso la giustizia (6). Il risultato finale è che in Italia qualsiasi catena di comando dello Stato funziona poco e male.

In un mio saggio di una decina di anni fa ho scritto:

«Che lo Stato funzioni per mezzo del potere della forza fisica spiega l’estremo contrasto (altrimenti inspiegabile) tra il malfunzionamento (che può raggiungere livelli grotteschi) di qualsiasi cosa in Italia sia dello Stato e i successi notevolissimi, a livello di primati mondiali, di alcuni settori dell’industria privata italiana: perché la catena di comando di questi settori funziona per mezzo del potere economico e non per mezzo del potere della forza fisica, che nella cultura italiana è indisponibile, è inibito.
Infatti qualsiasi attività collettiva umana che abbia uno scopo ha bisogno di una catena di comando, esattamente come un’orchestra ha bisogno di un direttore. Anche quelle attività che a prima vista sembrano non averla, in realtà, a ben guardare, ce l’hanno.» (7)

Il male moderno dell’Italia è costituito dall’ideologia mondialista e dall’Unione Europea, che è la punta di diamante, la realizzazione più avanzata, di tale ideologia (2, 3).

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P.S. (24 febbraio 2020, ore 00.30 a. m., Central European Time): adesso l’Italia è il terzo paese al mondo per numero di contagiati dal coronavirus (155 contagiati), dopo la Cina e la Corea del Sud (la nave Diamond Princess non è un paese).

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1) Coronavirus, Walter Ricciardi dell’Oms: “Grave errore non mettere in quarantena le persone arrivate in Italia dalla Cina”
L’accusa: «Una scelta non scientifica, entro due settimane sapremo se saremo difronte a un’epidemia»

23 febbraio 2020

https://www.lastampa.it/cronaca/2020/02/23/news/coronavirus-walter-ricciardi-dell-oms-grave-errore-non-mettere-in-quarantena-le-persone-arrivate-in-italia-dalla-cina-1.38504030

2) I mali dell’Italia non si limitano all’euro

30 agosto 2012

https://luigicocola.wordpress.com/2012/08/30/i-mali-dellitalia-non-si-limitano-alleuro/

3) Due verità misconosciute che il popolo italiano dovrebbe sapere

24 settembre 2019

https://luigicocola.wordpress.com/2019/09/24/due-verita-misconosciute-che-il-popolo-italiano-dovrebbe-sapere/

4) «1.10 Il collasso cronico dello Stato italiano

Il tabù cristiano della forza depotenzia lo Stato italiano, che come tutti gli Stati funziona per mezzo del potere della forza fisica, riducendolo a poco più di una mera apparenza.
Lo Stato italiano esiste dal punto di vista della forma, non esiste dal punto di vista della sostanza.
È uno Stato cronicamente collassato, uno Stato senza forza, uno Stato senza sovranità, uno Stato depotenziato.
Usando la simbologia biblica di Hobbes (16), si può definire lo Stato italiano come un leviatano senza spada.»

Luigi Cocola, Il leviatano senza spada – Una teoria del popolo italiano e del Cristianesimo, 3° ed., lulu.com., 2012, pagg. 28-29

5) «La forza non è, ovviamente, il mezzo normale o unico dello stato, nemmeno per idea, ma è il suo mezzo specifico. Proprio oggi il rapporto tra Stato e forza appare particolarmente intimo. In passato, le più disparate associazioni, a partire da quella familiare, hanno conosciuto la forza fisica come mezzo del tutto normale. Oggi, invece, dovremo dire che lo Stato è quella comunità umana che all’interno di un determinato territorio – questo del «territorio» costituisce un segno distintivo – rivendica per sé (con successo) il monopolio dell’uso legittimo della forza fisica

Max Weber, La politica come professione, Armando, Roma, 2005 (trad. it. di Politik als Beruf, Klett, Stuttgart, 1995), pagg. 32-33

6) Come scrisse Noberto Bobbio, “le due funzioni essenziali” dello Stato sono “la milizia e i tribunali”:

Norberto Bobbio, Stato, governo, società – Frammenti di un dizionario politico, Einaudi, Torino, 1995, pag. 124

7) Luigi Cocola, op. cit., pag. 21

N.B.: tutti i link sono stati verificati in data odierna.

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Per l’UNESCO le razze umane esistono, per l’AGI no

24 gennaio 2018

L’Associazione Genetica Italiana (AGI) ha rilasciato la Dichiarazione dell’Associazione Genetica Italiana sul concetto di razza umana – 18 gennaio 2018:

«Attilio Fontana, candidato del Centrodestra alle elezioni regionali in Lombardia, ha dichiarato a Radio Padania che “la razza bianca è a rischio”. Simili opinioni aveva espresso, nel luglio 2017, Patrizia Prestipino, della Direzione del Partito Democratico, invocando misure in difesa della razza italiana.

In seguito a queste prese di posizione, diversi soci dell’Associazione Genetica Italiana (AGI) sono stati interpellati, da stazioni radio e testate giornalistiche, per chiarire cosa ci dica oggi la genetica a proposito dell’esistenza o meno di razze umane. Abbiamo detto tutti più o meno le stesse cose, e cioè che:

1. Nel linguaggio corrente, la parola razza è ambigua. Può indicare tanto l’intera umanità (Einstein, dichiarandosi di “razza umana”), quanto una famiglia (“l’ultimo della sua razza”), con tante sfumature intermedie. Ma anche in ambito scientifico il concetto non è privo di ambiguità. Secondo Ernst Mayr, popolazioni locali abbastanza diverse l’una dalle altre da poter essere distinte rappresentano diverse razze o sottospecie (In Systematics and the Origin of Species, 3rd edn, Columbia University Press, New York, 1947, 98-106). Resta così aperto il problema di decidere cosa significhi “abbastanza diverse”…

…4. Il primo motivo per escludere che nell’uomo esistano razze biologiche è storico: dal Settecento in poi sono stati proposti decine di cataloghi razziali umani, comprendenti da 2 a 200 razze, e ognuno in conflitto con tutti gli altri. Gli astronomi sono d’accordo su quali e quanti siano i pianeti del sistema solare, i chimici sono d’accordo su quali e quanti siano gli elementi. Come ha sottolineato Frank Livingstone (On the nonexistence of human races, Current Anthropology 3:279-281, 1962) che invece nessuno sappia dire quali e quante siano le razze umane dimostra che attraverso il concetto di razza non si riesce a comprendere la nostra diversità biologica.

5. Il secondo motivo per escludere che nell’uomo esistano razze biologiche è genetico. Lo studio dei genomi dimostra che ciascuno di noi condivide con qualunque sconosciuto, di qualunque continente, il 99,9% del suo DNA…

…Da normali cittadini, ci sembra però che il problema principale non stia nella maggiore o minore esattezza con cui si adopera il termine razza nel discorso pubblico, ma nel senso di queste esternazioni. L’articolo 3 della Costituzione stabilisce che tutti i cittadini hanno pari dignità sociale, senza distinzione di razza (né di sesso, lingua, religione, opinioni politiche, condizioni personali e sociali). Proporre iniziative in favore di questo o quel gruppo di cittadini individuati su base razziale, non solo non ha senso dal punto di vista biologico, ma soprattutto si pone in evidente contrasto con la Costituzione.»

Associazione Genetica Italiana (http://www.associazionegeneticaitaliana.it/)

www.associazionegeneticaitaliana.it/wp-content/uploads/2018/01/Dichiarazione-AGI-su-concetto-di-razza-umana-18-gennaio-2018.pdf

Ho già scritto in questo blog sulla “questione della razza” (per usare la terminologia dell’UNESCO), vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2013/07/09/sartori-ha-ragione-ma-usa-anche-un-argomento-fallace/

Devo dire che la dichiarazione dell’Associazione Genetica Italiana, dichiarazione che si prefigge lo scopo di dimostrare l’inesistenza delle razze umane, ha diverse e gravissime falle logiche.

I) L’AGI scrive: “Ma anche in ambito scientifico il concetto non è privo di ambiguità”

E allora? Questo non comporta affatto che le razze umane non esistano. Vuol dire soltanto che la scienza non è ancora giunta a formulare sull’argomento un concetto privo di ambiguità.

II) “dal Settecento in poi sono stati proposti decine di cataloghi razziali umani, comprendenti da 2 a 200 razze, e ognuno in conflitto con tutti gli altri”

Che argomento è mai questo? Sarebbe come dire che, essendo oggi gli zoologi in disaccordo su quante siano le specie di rinoceronte bianco (se una sola specie, il Ceratotherium simum, con due sottospecie, il C. simum simum e il C. simum cottoni, oppure due specie diverse), di conseguenza dovremmo giungere alla conclusione che non esistono due tipi diversi di rinoceronti bianchi, ma bensì un solo tipo!

Per i rinoceronti bianchi vedi qui:

https://blogs.scientificamerican.com/tetrapod-zoology/how-many-white-rhino-species-are-there-the-conversation-continues/

III) “che invece nessuno sappia dire quali e quante siano le razze umane”

Ciò è assolutamente falso, per esempio The Race Question, lo statement dell’UNESCO del 1950, afferma:

«Human races can be and have been differently classified by different anthropologists, but at the present time most anthropologists agree on classifying the greater part of present-day mankind into three major divisions, as follows :

The Mongoloid Division

The Negroid Division

The Caucasoid Division»

UNESCO, The Race Question, 1950, pag. 6

IV) “Lo studio dei genomi dimostra che ciascuno di noi condivide con qualunque sconosciuto, di qualunque continente, il 99,9% del suo DNA”

Ebbene, leggo su Wikipedia in lingua italiana (in data odierna):

“Confrontando con metodi computerizzati (denominati sequenziamento del DNA) il genoma umano (Homo sapiens) con quello dello scimpanzé comune (Pan troglodytes) si constata che le due specie hanno circa il 99% dei geni in comune…”

https://it.wikipedia.org/wiki/Geni_specifici_di_Homo_sapiens

Basta quindi l’1% di differenza nel DNA per avere o un essere umano o uno scimpanzé!

Quanta differenza di DNA ci potrà mai essere tra Ben Carson, Elaine Chao e Betsy DeVos? Un’inezia, quasi niente. Eppure vediamo benissimo che essi sono fisicamente differenti. E con ciò, sia ben chiaro, non voglio affatto dire che una di queste tre persone sia superiore o migliore delle altre due, sto solo dicendo che essi sono fisicamente differenti. Perché mai negarlo?

Una cosa sono le differenze razziali, che esistono oggettivamente, un’altra cosa è il razzismo, cioè la dottrina che una razza umana sia superiore o migliore di un’altra, dottrina che non solo è da condannare dal punto di vista etico, è anche e soprattutto errata dal punto di vista della Ragione, essendo stati modellati i tre gruppi razziali di cui scrive lo statement dell’UNESCO del 1950 principalmente, se non unicamente, dal clima: i caucasici dal clima temperato, gli africani dal clima caldo, i mongolici dal clima freddo (nella Mongolia le temperature di gennaio hanno una media di -22 °C nella parte Nord e di -15 °C nella parte Sud).

Le differenze morfologiche (che comprendono anche il colore della pelle) possono essere facilmente spiegate in base al clima (che comprende altre condizioni meteorologiche oltre la temperatura, per esempio l’umidità): per esempio, come è ben noto, la plica mongolica (che forma i cosiddetti “occhi a mandorla“) costituisce per l’occhio una valida difesa dal freddo eccessivo, in quanto contiene tessuto adiposo. Naturalmente tutto ciò è in linea con il pensiero di Charles Darwin, uno dei più grandi geni dell’umanità.

Il razzismo quindi è peggio che “cattivo”: è “stupido”.

Il razzismo è contro la Ragione.

V) “L’articolo 3 della Costituzione stabilisce che tutti i cittadini hanno pari dignità sociale, senza distinzione di razza (né di sesso, lingua, religione, opinioni politiche, condizioni personali e sociali). Proporre iniziative in favore di questo o quel gruppo di cittadini individuati su base razziale, non solo non ha senso dal punto di vista biologico, ma soprattutto si pone in evidente contrasto con la Costituzione”

L’AGI non si accorge, evidentemente, che una cosa è vietare “iniziative in favore di questo o quel gruppo di cittadini individuati su base razziale”, come la Costituzione giustamente fa, un’altra è “escludere che nell’uomo esistano razze biologiche”, proposizione che l’AGI asserisce nella suddetta dichiarazione (punti 4 e 5), ma che la stessa Costituzione nega quando stabilisce nell’articolo 3 che “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali” (Art. 3 della Costituzione della Repubblica Italiana).

La verità è che ai globalisti non basta che tutti i cittadini abbiano pari dignità sociale e siano eguali davanti alla legge senza distinzione di razza, no, essi vogliono andare oltre e pretendono che le razze umane non esistano.

Per dirla tutta, questa è un’idea delirante e infatti il mondialismo (o globalismo) è un delirio culturale, come ho scritto più e più volte.

Cosa vogliono fare i mondialisti, vogliono negare che la pelle della razza africana abbia un colore più scuro rispetto a quella della razza caucasica? Vogliono negare l’esistenza della plica mongolica nella razza mongolica?

Questa è follia!

Vediamo cosa dice Wikipedia in lingua inglese (in data odierna):

The Race Question is the first of four UNESCO statements about issues of race. It was issued on 18 July 1950 following World War II and Nazi racism to clarify what was scientifically known about race, and as a moral condemnation of racism.[1]:1 It was criticized on several grounds and revised versions were publicized in 1951, 1967, and 1978.”

https://en.wikipedia.org/wiki/The_Race_Question

Vedi anche qui:

http://www.honestthinking.org/en/unesco/index.html

In realtà le dichiarazioni dell’UNESCO sulla razza sono cinque: 1950, 1951, 1964, 1967, 1978.

Le prime quattro sono riunite in questo pdf dell’UNESCO:

Four statements on the race question

unesdoc.unesco.org/images/0012/001229/122962eo.pdf

È degno di nota che tra i firmatari di queste quattro dichiarazioni non c’è neanche un italiano, mentre ci sono “experts” di molti popoli del pianeta, anche di quelli sconfitti nella seconda guerra mondiale, eccetto però gli italiani, e ciò pone qualche interrogativo.

La prima dichiarazione, The Race Question, quella del 1950, che personalmente considero la migliore di tutte, è anche disponibile da sola qui:

unesdoc.unesco.org/images/0012/001282/128291eo.pdf

La dichiarazione del 1978 è questa:

Declaration on Race and Racial Prejudice

http://portal.unesco.org/en/ev.php-URL_ID=13161&URL_DO=DO_TOPIC&URL_SECTION=201.html

Si può aggiungere la Declaration of Principles on Tolerance (che è del 1995):

http://portal.unesco.org/en/ev.php-URL_ID=13175&URL_DO=DO_TOPIC&URL_SECTION=201.html

Ebbene, IN NESSUNA DI QUESTE SEI DICHIARAZIONI DELL’UNESCO è scritto che le razze umane non esistono, anzi è scritto proprio il contrario.

Per esempio in quella del 1951 è scritto:

«We were careful to avoid dogmatic definitions of race, since, as a product of evolutionary factors, it is a dynamic rather than a static concept. We were equally careful to avoid saying that, because races were all variable and many of them graded into each other, therefore races did not exist. The physical anthropologists and the man in the street both know that races exist [il neretto è mio]; the former, from the scientifically recognizable and measurable congeries of traits which he uses in classifying the varieties of man; the latter from the immediate evidence of his senses [il neretto è mio] when he sees an African, a European, an Asiatic and an American Indian together.»

UNESCO, Four statements on the race question, pag. 37

I nostri sensi, i sensi degli esseri umani, sono forse cambiati dal 1951?

La verità è che dal 1951 a oggi, 2018, c’è solo una differenza: che oggi l’Occidente è in preda a un delirio culturale, il mondialismo.

Infatti la prima riunione del Bilderberg avvenne nel 1954.

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Il Presidente del Consiglio Monti dimostra con le sue parole di non conoscere l’Italia

17 agosto 2012

Leggo sull‘Unità un’esternazione del Presidente del Consiglio Monti:

“«Mi rifiuto di pensare che un grande paese democratico come l’Italia non sia in grado, attraverso libere elezioni, di scegliere una maggioranza di governo efficace [il corsivo è mio] e, indirettamente, un leader adeguato a guidarla…»”.

http://www.unita.it/italia/monti-evasione-fiscale-br-italia-in-stato-di-guerra-1.438555

Ebbene, la storia ci mostra proprio il contrario di ciò che afferma il Presidente del Consiglio Monti.

Dal 1861 (anno di nascita dello Stato italiano) a oggi, mai (escluso ovviamente il ventennio della dittatura fascista) un governo dello Stato italiano è arrivato a durare cinque anni, che è la durata fisiologica di una legislatura sia nello Statuto Albertino che nella Costituzione della Repubblica Italiana (per non parlare poi della durata media dei governi italiani, che è di un anno circa).

Questo significa che in Italia non c’è mai stata “una maggioranza di governo efficace“. Usando il gergo di internet, si potrebbe definire la governabilità dell’Italia come un epic fail, ossia un fallimento totale.
In Italia i governi, prima o poi, cadono. Sempre.

Perché? Perché lo Stato italiano non è in realtà uno Stato, bensì un sistema associato Stato-Chiesa. Formalmente è uno Stato, sostanzialmente non lo è.

Sostanzialmente è un ibrido Stato-Chiesa, la cui caratteristica fondamentale è la debolezza intrinseca, la quale produce un collasso cronico di tutte le funzioni dello Stato, a partire da quelle che Bobbio definisce come “le due funzioni essenziali” dello Stato: “la milizia e i tribunali” (Norberto Bobbio, Stato, governo, società, Einaudi, 1995, pag. 124).

Per inciso, chi pensa che si possa far funzionare bene la giustizia italiana, notoriamente malfunzionante, senza creare un vero Stato italiano, uno Stato sia di nome che di fatto, è un povero illuso.

Ebbene, il Presidente del Consiglio Monti è uno di questi, infatti l’articolo dell’Unità finisce così:

“Giustizia: il premier anticipa a Tempi, «numerose novita [sic]» legislative, volte «a dare risposta non solo all’emergenza carceraria ma anche a quella lentezza dei processi che, come calcolato dalla Banca d’Italia, incide negativamente sulla crescita del Paese per un punto percentuale di Pil»”.

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Siamo in guerra e non abbiamo uno Stato che ci difenda!

13 luglio 2012

Lo Stato non è, come credono gli stolti, un male.

Lo Stato non va confuso con la forma di governo, che può essere anche la dittatura, la quale effettivamente arreca oppressione, dolore e danno.

Lo Stato non va confuso con lo Stato totalitario, che è una degenerazione estrema dello Stato.

Lo Stato non va confuso con l’associazione Stato-Chiesa che vige da sempre in Italia, un ibrido mostruoso, la cui debolezza intrinseca ha causato una situazione incredibile, ma vera: mai, dico mai (escluso ovviamente il ventennio della dittatura fascista), un governo dello Stato italiano è arrivato a durare cinque anni, che è la durata fisiologica di una legislatura sia nello Statuto Albertino che nella Costituzione della Repubblica Italiana (per non parlare della durata media dei governi italiani, che è di un anno circa).

Lo Stato non va confuso con quella parodia di Stato che è il risultato della recente cessione di sovranità all’Unione Europea (la quale, a sua volta non è, né può essere, neanche lontanamente, un sostituto dello Stato).

Lo Stato è l’istituzione sovrana che difende la comunità.

Senza uno Stato, come scrisse genialmente Thomas Hobbes (Leviatano, 2009, Laterza, pag. 142), la comunità non può difendersi né “dall’aggressione di stranieri” (che, oggi lo sappiamo, può essere anche un’aggressione condotta con le armi dell’economia), né “dai torti reciproci” (per opporsi a questi ultimi lo Stato adopera le leggi).

Senza uno Stato (lo Stato italiano si chiama così, ma non è affatto uno Stato), gli italiani sono oggi prede inermi di un pesantissimo attacco condotto con le armi dell’economia:

“Moody’s declassa il debito sovrano italiano: titoli di stato giù di due gradini, nel giudizio dell’agenzia di rating, da A3 a Baa2. Appena due punti sopra il livello «junk», quello cioè dei titoli «spazzatura».”

http://www.corriere.it/economia/12_luglio_13/moodys-declassa-debito-italia_cc3d0952-cc81-11e1-b65b-6f476fc4c4c1.shtml

Siamo in guerra, una guerra economica, e non abbiamo uno Stato, uno Stato vero, che ci difenda!

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