Posts Tagged ‘cretinismo mondialista’

Viviamo in un’epoca di rincretinimento

2 agosto 2016

È assodato che l’epoca in cui noi, purtroppo, stiamo vivendo sia un’epoca di rincretinimento.

Lo conferma anche Google: se voi scrivete “rincretinimento” senza virgolette in Google ricerca (e, si badi bene, con la cache e i cookie del browser azzerati), vien fuori, tra le immagini relative, quella del nostro attuale Presidente del Consiglio, Matteo Renzi (in data odierna, ovviamente).

Sono certo che, una volta pubblicato questo post, Google si affretterà a far sparire la suddetta immagine, per cui allego sotto uno screenshot.

Un’altra conferma che la nostra sia un’epoca di rincretinimento è il post Il cerino in mano a Clinton, pubblicato il 31 luglio sul blog di Luca Sofri (blog intitolato temerariamente Wittgenstein).

Ebbene, in questo post, fra le tante amenità, giganteggia questa: che Hillary Clinton sia dalla parte dei fatti e della Ragione e che ella abbia, addirittura, una Weltanschauung scientifica.

«La mia impressione è che Hillary Clinton non la prenda abbastanza sul serio (o magari non sa come prenderla, come tutti noi), proponendo soluzioni benintenzionate ma che fanno riferimento a tempi in cui i fatti e la ragione contavano ancora: ed è a farli contare di nuovo che bisogna lavorare (in questo il “Credo nella scienza” del suo discorso è prezioso, se diventa un progetto di farci credere più gente possibile, e se nel frattempo anche la scienza non viene inghiottita dall’opinabilità).»

http://www.wittgenstein.it/2016/07/31/hillary-clinton-dopo/

Purtroppo per Sofri, quando Hillary Clinton afferma “I Believe in Science”, ammesso che afferri in pieno il senso della sua affermazione, non sta facendo altro che mentire, com’è sua abitudine, abitudine che i suoi connazionali conoscono molto bene (basta ricorrere di nuovo a Google, scrivendo questa volta “Hillary Clinton liar”).

La suddetta affermazione della Clinton si trova qui:

http://www.scientificamerican.com/article/hillary-clinton-declares-i-believe-in-science/

La verità è che il mondialismo, di cui Hillary Clinton è uno dei massimi alfieri, è contro la Ragione e la Weltanschauung scientifica, come ho più e più volte mostrato, vedi p.e. qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2014/07/05/la-menzogna-senza-fine-delloccidente/

e qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2016/01/25/smentite-le-idiozie-di-locke-e-di-rousseau-sullo-stato-di-natura/

e qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2015/09/16/perche-loccidente-non-fa-piu-una-politica-razionale/

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Istantanea - 02082016 - 03:30:46

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Il mondo è sull’orlo di una crisi di nervi

22 luglio 2016

Leggo sulle news di Google:

Erdogan: «Stato di emergenza per tre mesi». «Forse coinvolti altri paesi»

http://www.ilsole24ore.com/art/mondo/2016-07-20/erdogan-forse-altri-paesi-coinvolti-golpe-221431.shtml

Francia, prorogato di sei mesi lo stato d’emergenza

http://www.ilsole24ore.com/art/mondo/2016-07-20/francia-prorogato-sei-mesi-stato-d-emergenza-074945.shtml

Insomma, il risultato del delirio mondialista è questo: che il mondo è sull’orlo di una crisi di nervi.

È stato infatti il mondialismo a risvegliare il proselitismo bellico insito nell’Islam, che era da lungo tempo sopito.

Ma perché l’ha risvegliato?

Il mondialismo vorrebbe che gli islamici abbracciassero la sua ideologia antistato, che è un prodotto del Cristianesimo, come ho abbondantemente mostrato nei miei scritti.

Non è un prodotto degli ebrei, o dei massoni, o dei satanisti, o dei rettiliani e così via, è un prodotto del Cristianesimo (o meglio del Cristianesimo occidentale, vale a dire cattolico e protestante, mentre il Cristianesimo ortodosso ha seguito una via differente, come ho più volte spiegato).

Il punto nodale della questione è che gli islamici non sono cristiani.

Questa verità lapalissiana viene respinta dai pazzi mondialisti, che sono in preda a quella che a buon diritto può essere definita una psicosi religiosa collettiva.

Essi vorrebbero che tutti i popoli del mondo adottassero l’imperativo di eliminare lo Stato contenuto nell’Apocalisse di Giovanni, l’ultimo libro del Nuovo Testamento.

Ma costringere gli islamici a eliminare lo Stato, concetto che per loro è addirittura inimmaginabile, porta necessariamente a una loro ribellione.

E più violenta è la costrizione, più violenta è la ribellione.

Erdogan è la dimostrazione vivente che gli islamici non saranno mai né democratici, né tantomeno mondialisti: o sono per l’autocrazia o sono per la teocrazia islamica.

E la religione islamica, al contrario di quella cristiana, non è affatto contro lo Stato, quindi dire teocrazia islamica vuol dire Stato.

La condotta folle, stupida e criminale verso l’Islam di George W. Bush (l’uomo che la fede in Gesù Cristo salvò dall’alcolismo), di Obama (il fallimento politico personificato) e di Hillary Clinton (che è stata per quattro anni Segretario di Stato, con catastrofici risultati), tutti alfieri del mondialismo, ha portato a questo disastro mondiale, al mondo sull’orlo di una crisi di nervi.

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Erdogan una delusione?

19 luglio 2016

Leggo sul Corriere del Ticino quest’articolo:

L’ira di Obama: Erdogan è una delusione
Dopo che Ankara ha accusato gli Stati Uniti di essersi posta dietro al fallito colpo di Stato in Turchia

«NEW YORK – Tra le mura della Casa Bianca in queste ore Barack Obama non nasconde la sua rabbia verso Ankara, che ora accusa gli Usa di essere dietro al fallito colpo di Stato in Turchia. E non nasconde la sua profonda preoccupazione per il deterioramento delle relazioni con un alleato chiave degli Stati Uniti, il cui ruolo è centrale soprattutto nella lotta all’Isis…

…Ora che i rapporti tra Washington e Ankara rischiano di finire definitivamente in rotta di collisione, la delusione di Obama è enorme, raccontano nel suo entourage. Il presidente americano, fin dalla sua elezione nel 2008, aveva creduto in Erdogan. Aveva visto in lui – nonostante i critici – il modello di un leader musulmano moderno, democratico, capace di favorire la non facile stabilizzazione di un Medio Oriente da troppo tempo polveriera del mondo [il neretto è mio]. Nel 2011 in un’intervista al Time indicava il presidente turco come uno dei cinque leader mondiali con cui aveva rapporti più stretti, insieme ad Angela Merkel o a David Cameron…»

http://www.cdt.ch/mondo/cronaca/159571/l-ira-di-obama-erdogan-%C3%A8-una-delusione

Erdogan una delusione?

Lo può essere solo per chi, come Obama, vive di illusioni.

Nessuno che abbia ben presente il piano di realtà si è mai fatto illusioni su Erdogan.

Non è assolutamente possibile che l’intelligence americana si sia mai fatta illusioni su di lui.

Obama, quindi, da comandante in capo della prima potenza militare del pianeta, ha deliberatamente ignorato la sua propria intelligence per inseguire illusioni, chimere e fantasie.

Se Erdogan fosse «il modello di un leader musulmano moderno, democratico»…

Se, se, se…

If pigs had wings they could fly.

Obama dovrebbe essere sollevato dal suo incarico.

Mettiamo il caso che scoppi una crisi ben più grave del fallito golpe turco, una crisi che comportasse la terribile eventualità di un imminente attacco nucleare.

Chi ci assicura che un wishful thinker come Obama sia in grado di prendere le decisioni giuste?

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Obama è un wishful thinker?

18 luglio 2016

Leggo un’intervista a Massimo Introvigne pubblicata oggi sul Corriere del Ticino:

“Il goffo tentativo dei militari rafforza il leader”
Intervista a Massimo Introvigne, esperto di Medio Oriente: “Gülen non c’entra, pure lui è per un Paese islamico»

«…Il fatto che il golpe abbia compattato la Turchia attorno ad un leader che si trovava in difficoltà, non induce a credere che possa essere stata una manfrina (pur violenta e sanguinosa) orchestrata dallo stesso Governo?

«Non credo alle tesi complottiste in quanto ad un certo momento Erdogan se l’è vista davvero brutta [il neretto è mio], tanto che ad un certo punto aveva davvero pensato di fuggire all’estero. Credo che sia stata una cosa organizzata da settori dell’esercito nostalgici della vecchia Turchia laica e massonica di Ataturk. Ma organizzata male, senza coordinamento né con gli ufficiali superiori (tutti i generali, tranne uno, erano contrari all’azione) né con l’estero: un passaggio decisivo nella sconfitta dei golpisti è stata infatti la presa di posizione degli USA a favore del Governo [il neretto è mio]…»

http://www.cdt.ch/primo-piano/approfondimenti/159572/il-goffo-tentativo-dei-militari-rafforza-il-leader

Che il golpe fosse vero e che Obama abbia di fatto salvato Erdogan, con la sua dichiarazione di «appoggiare il governo democraticamente eletto» della Turchia, lo penso anch’io, vedi il mio post precedente.

E Obama non si immaginava affatto che poi Erdogan gli si sarebbe rivoltato contro.

Ma il Presidente degli Stati Uniti d’America non ha a disposizione schiere e schiere di analisti e di esperti?

L’impressione, nettissima, è che Obama agisca non tenendo in nessun conto la realtà, ma basandosi unicamente su un’ideologia preconcetta.

Che egli, cioè, sia un wishful thinker, vedi ciò che ho scritto qui a proposito del fanatismo religioso collettivo:

https://luigicocola.wordpress.com/2016/06/28/la-brexit-lhillary-factor-e-il-cretinismo-mondialista/

È, del resto, l’accusa di Donald Trump a Obama:

“Sta vivendo in un mondo immaginario”.

http://www.tgcom24.mediaset.it/mondo/usa-2016-trump-attacca-obama-e-hillary-hanno-diviso-il-paese-_3019601-201602a.shtml

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L’ultimo pasticcio di Obama

18 luglio 2016

Al momento non si comprende granché della reale dinamica del fallito golpe turco.

Tanto per fare qualche esempio, alcuni sostengono che si tratti di un vero golpe, altri che sia un golpe fasullo organizzato da Erdogan stesso; alcuni sostengono che il golpe sia stato istigato dagli USA, altri che gli USA abbiano salvato Erdogan con la dichiarazione di Obama, fatta sabato alle ore 2.05 del mattino, ora locale di Istanbul (1, 2), di «appoggiare il governo democraticamente eletto» della Turchia (3, 4); e così via.

Per inciso, è da ricordare che anche Hitler fu democraticamente eletto e con ben il 43,9% dei voti.

Ci sono però alcune certezze oggettive, fra le quali una spicca su tutte: l’assoluta incapacità di Obama di gestire la politica estera degli Stati Uniti d’America.

Infatti Erdogan, una volta sventato il golpe, vero o falso che fosse, ha attaccato proprio gli USA:

“Erdogan, infatti, ha puntato apertamente il dito contro gli Stati Uniti. La scusa è che ospita il suo ex alleato diventato nemico mortale, l’islamista Fehtullah Gulen

…Nell’immediato, Erdogan chiede lo scalpo di Gulen. Il segretario di Stato John Kerry vuol vedere le prove della colpevolezza. Forse ci sono, forse no, ma non sarà difficile fabbricarle. Se Washington cede è una resa incondizionata. Obama non solo si spara sugli alluci, ma azzoppa anche la candidatura di Hillary Clinton e apre la porta a un Donald Trump che batte la gran cassa accusando le incertezze, le contraddizioni, i veri e propri pasticci della politica estera americana negli otto anni di Obama (e nei quattro anni in cui Hillary è stata la responsbaile degli affari internazionali). Se tiene duro, la frattura con la Turchia potrà arrivare fino al punto da mettere in pericolo la Nato.

Un dilemma terribile al quale il presidente non è preparato…”

http://formiche.net/2016/07/17/perche-tra-erdogan-e-obama-succedono-cose-turche/

Mi pare che i dilemmi terribili ai quali Obama non era preparato siano stati molti.

Troppi.

———————

(1)

http://www.reuters.com/article/turkey-security-timeline-idUSL8N1A158X

(2)

http://www.trtworld.com/turkey/turkey-attempted-coup-timeline-of-events-144495

(3)

“E così mentre un Erdogan ancora incapace di valutare la rivolta s’affidava ad un videomessaggio Barak Obama annientava i suoi nemici con un comunicato tanto semplice quanto efficace. Un comunicato in cui lui e il segretario di Stato John Kerry riconoscevano la piena legittimità del presidente turco e gli garantivano il totale sostegno dell’America. «Il presidente e il segretario concordano che in Turchia tutte le parti devono appoggiare il governo democraticamente eletto, dimostrare moderazione ed evitare violenza e bagni di sangue».

Dopo quelle tre righe tutto è stato chiaro. Washington non aveva intenzione d’abbandonare un presidente che – seppur accusato di scarso rispetto per i diritti umani, di ambigue collusioni con lo Stato Islamico e di evidenti mire autoritarie – restava l’unico volto conosciuto in una notte incerta ed oscura…”

http://www.ilgiornale.it/news/politica/braccio-ferro-usa-russia-dietro-golpicino-turca-1285151.html

(4)

https://www.whitehouse.gov/the-press-office/2016/07/15/readout-presidents-call-secretary-john-kerry

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La Brexit, l’Hillary factor e il cretinismo mondialista

28 giugno 2016

Come ho scritto nel post precedente, è indubbio che l’Hillary factor, il fattore Hillary, abbia influito grandemente sull’esito della Brexit.

Ma la propaganda mondialista si guarda bene dal farne menzione.

Insomma, è come se avessero detto al popolo del Regno Unito:

“Sentite, la situazione è la seguente: è possibile, anzi probabile, che il prossimo autunno Hillary Clinton diventi Presidente degli Stati Uniti d’America e quindi è possibile, anzi probabile, che scoppi una guerra nucleare contro la Russia di Putin, proprio nel cuore dell’Europa, a causa dell’Ucraina.

Detto questo, passiamo al referendum:

il Regno Unito deve restare nell’Unione Europea o deve lasciare l’Unione Europea?”

E cosa volevate che rispondessero???

Tutto ciò è la riprova del cretinismo mondialista, che è da mettere in relazione non con l’intelligenza dei singoli individui, bensì con l’origine, la causa del mondialismo: il millenarismo cristiano.

Nell’inconscio dei millenaristi c’è l’attesa della seconda venuta di Cristo, che niente, ovviamente, può ostacolare.

Niente può ostacolare la volontà di Dio.

Così, individui che in altri campi mostrano acume e intelligenza, su questo specifico argomento diventano repentinamente e completamente sordi alla voce della Ragione.

È un caso esemplare di fanatismo religioso collettivo.

Leggo infatti sulla Stampa del 26 giugno 2016 un’intervista a Donald Trump:

“La sconfitta di Cameron è stata un suo successo personale?

«No, è stata triste. Cameron ha sbagliato tutto: non avrebbe mai dovuto indire il referendum. Ma ancora più patetici sono stati Obama e Hillary, che non hanno capito come sarebbe andato [il neretto è mio]. Il presidente è venuto qui per dire agli inglesi che in caso di Brexit avrebbero dovuto mettersi in fila, per rinegoziare i trattati commerciali, e così ha determinato la sconfitta di Cameron»…

…Lei ha detto che molti Paesi europei sono pronti a seguire l’esempio della Gran Bretagna. Francia, Italia, Spagna, chi sta nella sua lista delle nazioni che minacciano di far saltare l’intera Unione Europea?

«Questi Paesi sono tutti candidati, perché sono in difficoltà. Ma Francia, Italia e Spagna non sono i soli. Ce ne sono molti altri che sono pronti alla loro versione della Brexit. Vedrete».

Perché, secondo lei?

«Sono stati commessi troppi errori in Europa, dall’immigrazione, alla politica monetaria. L’intero mondo è in tumulto, per colpa di questa leadership e di quella americana, che non sanno cosa fanno» [il neretto è mio].”

http://www.lastampa.it/2016/06/26/esteri/leuropa-ha-fatto-troppi-errori-ora-via-anche-italia-e-francia-mpn1OZdPFQ7AOrVnUIPf3J/pagina.html

Vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2015/09/16/perche-loccidente-non-fa-piu-una-politica-razionale/

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La narrazione mondialista perde colpi

8 giugno 2016

vedi anche qui:

http://www.ansa.it/usa_2016/notizie/italia/2016/06/03/obanma-si-impappina-parlando-di-trump.-il-video-diventa-virale_5b1f9072-2839-48e3-9364-bc3c814239b4.html

Le lacrime di coccodrillo dell’élite mondialista

23 marzo 2016

In Italia è tabù parlare di mondialismo

17 febbraio 2016

È vietato in Italia parlare di mondialismo.

Anzi, è tabù.

Chi viola questo tabù diventa automaticamente “politically incorrect” (populista, fascista, ecc. ecc.), oppure complottista.

In altre parole: cattivo o pazzo.

A questo proposito voglio citare L’impero impazzito di Washington, un recente articolo di Fulvio Scaglione, il quale evidentemente non vuole essere né l’uno né l’altro:

“Più in generale, l’impero sembra ormai in preda a una formidabile mancanza di lucidità. Si è impegnato in tutte le imprese più devastanti degli ultimi decenni. La guerra in Iraq del 2003, inventata da Bush e Blair. La guerra in Libia del 2011. E’ coinvolto nel modo che sappiamo in Siria. Ogni volta interlocutori diversi, dalla Russia alla Germania, dalla Francia a milioni di pacifisti fino a esperti di ogni genere e grado, hanno messo in guardia dalle conseguenze. Imperterrito, l’impero è andato avanti, con i risultati che vediamo ogni sera nei Tg. Risultati che sono sempre gli stessi: frammentazione, disgregazione, terrorismo. E la strategia si replica anche in Europa: basi Nato a 120 chilometri da San Pietroburgo, scudo stellare in Polonia (2008), rivolgimento in Ucraina, richiamo ai Paesi dell’ex Est che guardano più a Washington che a Bruxelles… Risultato: guerra in Ucraina e Unione Europea a pezzi. Forse così più pronta a firmate il Ttip (Transatlantic Trade and Investment Partnership)? Come già ai tempi dell’Iraq, anche ora spuntano generali e analisti americani che invocano la partizione della Siria. La Libia, quella, è già in frammenti.

Forse c’è una logica, in questa follia, ma è difficile vederla [il corsivo è mio].”

http://www.fulvioscaglione.com/2016/02/15/limpero-impazzito-di-washington/

Davvero è difficile vederla?

Scaglione, guardi meglio: il Re è nudo!

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Nuovi livelli di propaganda mondialista

5 febbraio 2016

La propaganda mondialista è alla frutta: non sapendo più che diavolo argomentare contro Putin e la Russia e avendo quell’elefante nella stanza che è il disastro europeo (il disastro dell’euro sommato al disastro dell’immigrazione islamica incontrollata), non sapendo proprio più che dire, è arrivata al punto di inventarsi che per Vladimir Vladimirovič Putin e per i russi “2×2=5” [sic].

Basta scrivere in Google “putin due per due fa cinque” senza virgolette per trovare l’editoriale di Limes (4/02/2016) intitolato Due per due fa cinque?:

L’«idea russa» esprime talvolta una logica propria, variamente distillata dai colossi della letteratura russa dell’Ottocento, da Tjut0ev a Turgenev, da Dostoevskij a Tolstoj. Per il mondo euro-americano è una (il)logica paradossale. Figlia della volontà, non della ragione. Formalizzata nel «non senso» di certo pensiero russo, per cui lo sconcertante 2×2=5 prevale sull’«evidenza» occidentale del 2×2=4. Secondo lo slavista svizzero Felix Philipp Ingold, «il rinascente patriottismo granderusso» e la stessa riconquista della Crimea possono comprendersi sullo sfondo del rinnovato irradiamento di questa peculiarissima aritmetica, «che sembra confermare la “giustezza” della falsa formula 2×2=5»…

http://www.limesonline.com/cartaceo/due-per-due-fa-cinque

Ma le atomiche di Putin, ossia dei russi, ragionano perfettamente.

E se Putin venisse disarcionato, andrebbero al potere coloro che sono meno pacifisti di lui.

E così finirà, una volta per tutte, la follia criminale del mondialismo.

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