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I volti del cretinismo mondialista

19 marzo 2018

Il cretinismo mondialista ha assunto oggi i volti di Theresa May e di Boris Johnson.

Con il loro operato totalmente privo di intelligenza (prima ancora che moralmente indegno e riprovevole), essi hanno aumentato il successo di Vladimir Putin alle elezioni russe del 18 marzo 2018.

Così Putin ha trionfato (ma avrebbe trionfato in ogni caso):

Russia: Putin vince elezioni con il 76,6%, è record
L’affluenza alle urne alle presidenziali russe è stata del 67,49%

«Il presidente Vladimir Putin ha vinto le elezioni con il 76,6% dei voti. Lo fa sapere la Commissione Elettorale Centrale diffondendo i dati preliminari al termine dello scrutinio. Ora la Commissione ha 10 giorni di tempo per presentare i dati definitivi. L’affluenza è stata invece del 67,49%. Il vice presidente della Commissione Elettorale, Nikolai Bulaev, ha sottolineato che “56 milioni di russi” hanno votato per Putin, ovvero il record assoluto nella storia delle elezioni presidenziali russe. Così Interfax.

“Vi ringrazio: il successo è il nostro destino”, ha detto Putin parlando alla folla riunita al Maneggio, a due passi dalla Piazza Rossa, nella gelida notte moscovita. Il risultato, per quanto cercato con attenzione dagli specialisti del Cremlino, senz’altro è stato influenzato dallo scontro con Londra sul caso dell’ex agente dell’intelligence di Mosca Serghei Skripal. Il portavoce della campagna elettorale di Putin, Andrei Kondrashov, non s’è tenuto e ha ringraziato pubblicamente il premier britannico Theresa May per aver fatto impennare l’affluenza. “Ancora una volta la Gran Bretagna non ha capito la mentalità della Russia: se ci accusano di qualcosa in modo infondato, il popolo russo si unisce al centro della forza e il centro della forza oggi è senz’altro Putin”.»

http://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/asia/2018/03/17/la-russia-al-voto-putin-verso-il-quarto-mandato_f2c2bec4-6473-4b79-9bfe-f4ffa6a36fbf.html

Presidenziali Russia, Putin rieletto con il 76,6% dei voti
Si tratta del miglior risultato della storia politica di Vladimir Putin. Resterà in carica fino al 2024. “Il successo è il nostro destino”, ha detto il capo del Cremlino ai suoi sostenitori. Il portavoce della campagna elettorale, Kondrashov: “Devo ringraziare Theresa May. Non capiscono i russi, se attaccati fanno quadrato”

«“Assurdo pensare che abbiamo avvelenato Skripal prima delle elezioni”
E dopo la rielezione, Vladimir Putin parla per la prima volta del caso Skripal. Davanti ai sostenitori che celebrano il suo trionfo vicino al Cremlino, il presidente russo dice: “E’ assurdo pensare che abbiamo tentato di avvelenare Skripal prima delle elezioni e dei Mondiali di calcio. Se si fosse trattato di nervino di tipo militare Serghei Skripal sarebbe morto sul posto: noi abbiamo distrutto il nostro arsenale chimico mentre i nostri partner non lo hanno ancora fatto”.

Il portavoce della campagna elettorale: “Devo ringraziare Theresa May”
Il portavoce della campagna elettorale di Vladimir Putin, Andrei Kondrashov, ha ringraziato il premier britannico Theresa May per aver aumentato l’affluenza alle urne. “L’affluenza risulta più alta del previsto dell’8-10% e per questo dobbiamo ringraziare la Gran Bretagna perché ancora una volta non ha capito la mentalità della Russia: ogni volta che ci accusano di qualcosa in modo infondato, il popolo russo si unisce al centro della forza e il centro della forza oggi è senz’altro Putin”, ha detto a Interfax, alludendo al caso dell’avvelenamento a Salisbury dell’ex spia russa Sergei Skripal e della figlia Yulia.

In Crimea plebiscito per Putin
Nel quarto anniversario dell’annessione della Crimea alla Russia, che volutamente coincide con il voto di oggi, Vladimir Putin ha superato il 90% in Crimea, i cui abitanti hanno partecipato per la prima volta alle presidenziali. Secondo la Commissione elettorale, in base a dati non definitivi Putin ottiene il 91% circa.

Salvini e Meloni si congratulano con il presidente russo
“Buon lavoro presidente”. Così su Twitter il leader della Lega, Matteo Salvini, si congratula con Vladimir Putin per la sua rielezione. “Complimenti a Vladimir Putin per la sua quarta elezione a presidente della Federazione russa. La volontà del popolo in queste elezioni russe appare inequivocabile”, scrive su Facebook la presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni.»

http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/Presidenziali-in-Russia-exit-poll-Putin-trionfa-con-oltre-il-70-per-cento-dei-voti-5375aac9-58b8-4af7-89e2-e129b86e4be2.html

Il fallimento dei globalisti è totale se si tiene conto del fatto che Xi Jinping, il leader della Cina, l’altro paese avversario del mondialismo, l’11 marzo è diventato leader a vita:

Cina, Xi Jinping leader assoluto, a vita
Cosa significa per Pechino e per il mondo l’ulteriore svolta autoritaria e accentratrice. Un uomo e il Partito comunista mai così potenti dai tempi di Mao

«Il parlamento della Repubblica popolare cinese ha approvato domenica 11 marzo la modifica della Costituzione che sopprime il limite dei due mandati consecutivi per il presidente.

Xi Jinping governerà la Cina per un terzo mandato. Potenzialmente potrebbe governarla a vita.»

https://www.panorama.it/news/esteri/cina-xi-jinping-leader-assoluto-vita/

Con tanti saluti a Popper, a Soros e al Nuovo Ordine Mondiale.

Copyright © 2018 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.

By HM Government [OGL 3], via Wikimedia Commons

By Boris_Johnson_-opening_bell_at_NASDAQ-14Sept2009-3c.jpg: *Boris Johnson -opening bell at NASDAQ-14Sept2009.jpg: Think Londonderivative work: Snowmanradio (talk)derivative work: Off2riorob [CC BY 2.0], via Wikimedia Commons

Uscire da Matrix non sarà né facile né indolore

24 marzo 2014

Leggo l’articolo di Michele Zurleni pubblicato da Panorama il 5 marzo 2014:

Crimea: lo spionaggio Usa ha fallito
Perché gli Usa sono stati presi di sorpresa dalle mosse di Vladimir Putin? Sotto accusa l’intelligence. E la Casa Bianca

“…Nel pomeriggio, A Washington, Mike Rogers, repubblicano, il presidente del Comitato per la Sicurezza della Camera dei Rappresentanti, riceve un rapporto proveniente dall’ufficio del Direttore della National Intelligence, una delle agenzie della sicurezza Usa create per il controspionaggio. E’un’analisi della situazione: “Quello di Putin è solo un bluff. Non invaderà l’Ucraina”. Il giorno seguente, nella mattina di venerdì 28 febbraio, il controllo della Crimea da parte di Mosca è già un dato di fatto. Ancora poche ore e la penisola sarà nelle mani dei russi senza sparare un colpo. I paramilitari controllano gli aeroporti, i soldati escono dalle basi russe per cicrondare quelle ucraine, gli elicotteri trasportano le truppe speciali oltre confine. Putin gioca d’anticipo. Alla Casa Bianca non resta altro che arrancare dietro le mosse veloci del leader del Cremlino.

L’America è spiazzata

Cinque giorni dopo, un’America spiazzata si chiede quali siano le ragioni per cui il governo americano è stato colto di sorpresa. Sotto accusa non c’è soltanto la politica estera di Barack Obama, finora apparsa poco reattiva e debole nei confronti di Putin, ma anche l’intera comunità dell’intelligence americana, i suoi terminali politici – i capi delle agenzie nominati -, i suoi funzionari, i suoi esperti. La Super Potenza della sorveglianza, la nazione che attraverso i programmi della Nsa controlla(va) leader nemici e amici, che dispone della tecnologia per seguire le tracce di milioni e milioni di telefonate negli Stati Uniti e nel mondo, non è stata in grado di capire che Vladimir Putin avrebbe fatto di tutto per non perdere la strategica penisola. Perché?”

L’articolo finisce così:

“…Per la l’ennesima volta, l’intelligence Usa è stata colta di sorpresa. Era successo nel 2001, è accaduto più di recente con lo scoppio della Primavera Araba, quando la Cia ha dovuto ammettere di non essere stato in grado di prevede le rivoluzione di piazza perché non ne aveva seguito le tracce sui social network. E, infine, anche l’Ucraina. La nazione del Grande Fratello, del sistema più sofisticato e capillare di sorveglianza al mondo non riesce a capire cosa succede realmente nel resto del mondo [il corsivo è mio].”

http://news.panorama.it/esteri/obamamania/stati-uniti-spionaggio-russia

Perché il “…sistema più sofisticato e capillare di sorveglianza al mondo non riesce a capire cosa succede realmente nel resto del mondo”?

Perché l’Occidente, come dimostrano i fatti oggettivi, non vive più nella realtà, vive in un delirio, quello delle ideologie antistato, di cui ho abbondantemente scritto nei post precedenti.

Ad esempio qui:

“Ma Obama e la Merkel questo non lo sapevano, non conoscevano i relativi rapporti di forza?

Lo sapevano di certo, solo che sono accecati dal millenarismo cristiano che li guida: Dio vuole che eliminiamo lo Stato. Quindi bisogna attaccare la Russia, che è refrattaria a tale disegno divino. Perché Dio è con noi.”

https://luigicocola.wordpress.com/2014/03/19/loccidente-e-accecato-dallideologia-antistato/

e qui:

“Tutto questo ci permette di comprendere che noi viviamo in una sorta di Matrix, la nota saga cinematografica.

Infatti quella che noi crediamo sia la realtà, ossia l’inevitabile internazionalismo, l’inevitabile europeismo, l’inevitabile multiculturalismo, il tutto illuminato dall’asettica luce della scienza economica, è invece tutt’altro, ossia uno psicodramma religioso a fosche tinte dell’Occidente cristiano.

Ed è evidente il perché gli Stati Uniti d’America guidino tale psicodramma: non bisogna mai dimenticare che i Padri Pellegrini del Mayflower erano puritani, una fazione estremista dei protestanti inglesi. Il Giorno del Ringraziamento, una delle più importanti festività statunitensi, non è altro che la ricorrenza di un festeggiamento dei Padri Pellegrini avvenuto nel 1621 a Plymouth, nel Massachusetts.”

https://luigicocola.wordpress.com/2014/02/14/linternazionalismo-di-rockefeller-e-un-millenarismo/

Uscire da Matrix non sarà né facile né indolore.

E sbagliano completamente coloro che pensano si tratti solo di uscire dall’euro.

Ci vorrà un cambiamento ben più grande, ben più radicale.

Come ho scritto qui:

“Ridurre tutto ciò a materia economica è semplicemente ridicolo: il fallimento dell’euro è solo un epifenomeno, un piccolo particolare del quadro.”

https://luigicocola.wordpress.com/2014/01/10/il-compromesso-tra-forza-e-caritas/

Copyright © 2014 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.

L’Occidente è accecato dall’ideologia antistato

19 marzo 2014

Sulla questione della legittimità o meno del referendum in Crimea si stanno versando fiumi di bit.

Vedi per esempio qui:

http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/03/17/crimea-il-referendum-e-legittimo/915450/

e qui:

http://www.ilgiornale.it/news/esteri/fabius-russia-sospesa-partecipazione-g8-1002624.html

Eppure nessuno, mi sembra, vuole oggi ricordare (come ho fatto io in un post precedente) che già Woodrow Wilson, circa cento anni fa, enfatizzò in teoria il principio di autodeterminazione dei popoli, mentre poi nella pratica fece ciò gli sembrava più conveniente per la sua parte politica (per giunta sbagliando in modo clamoroso).

Vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2014/03/07/la-buffonata-del-principio-di-autodeterminazione-dei-popoli/

É superfluo quindi parlare del caso del Kosovo, nel quale l’Occidente ha recentemente sostenuto ciò che invece condanna oggi nel caso della Crimea.

Vedi qui:

http://italian.ruvr.ru/2014_03_10/Doppi-standard-strumento-preferito-dell-Occidente-3003/

Già Wilson, agli inizi del Novecento, violò il principio di autodeterminazione dei popoli con Danzica e con Fiume.

Quindi non c’è nulla di nuovo sotto il sole.

Certo la Russia (che è una grande potenza economica e nucleare) non è la Serbia, quindi all’Occidente non sembra prudente comportarsi nel caso della Crimea come si è comportato nel caso del Kosovo, ossia intervenire militarmente.

E qui veniamo al punto nodale della situazione: il diritto si basa sulla forza.

Come scrisse genialmente Thomas Hobbes: “E patti senza la spada non sono che parole…”.

Quindi lasciamo perdere la retorica del diritto internazionale e ragioniamo su ciò che conta davvero: i rapporti di forza.

I rapporti di forza stanno così: la Russia ovviamente non vuole essere derubata della propria sfera di influenza dall’Occidente e siccome è una grande potenza ha il potere di opporsi.

Putin l’ha detto chiaramente nel suo discorso di ieri:

“For all the internal processes within the organisation, NATO remains a military alliance, and we are against having a military alliance making itself at home right in our backyard or in our historic territory [il corsivo è mio].”

http://eng.kremlin.ru/transcripts/6889

Insomma, Putin ha detto in sostanza: giù le mani dalla “nostra casa” e dal “nostro territorio storico”.

Ma Obama e la Merkel questo non lo sapevano, non conoscevano i relativi rapporti di forza?

Lo sapevano di certo, solo che sono accecati dal millenarismo cristiano che li guida: Dio vuole che eliminiamo lo Stato. Quindi bisogna attaccare la Russia, che è refrattaria a tale disegno divino. Perché Dio è con noi.

È assolutamente evidente che di tutto ciò non c’è consapevolezza, basta leggere questo post di Enrico Mentana di oggi, intitolato Crimea no, Kosovo sì: volete sapere perché non trattiamo tutti come trattiamo l’Ucraina?:

“…Si torna a parlare di guerra fredda. Eppure nel mondo attuale non c’è più la discriminante dell’ideologia [il corsivo è mio], né la divisione in blocchi coagulati secondo sistemi contrapposti, democrazia contro comunismo, economia di mercato contro capitalismo di Stato…”

http://stazionediposta.vanityfair.it/2014/03/19/crimea-no-kosovo-si-volete-sapere-perche-non-trattiamo-tutti-come-trattiamo-lucraina/

Non c’è più la discriminante dell’ideologia???

La crisi dell’Ucraina ha una causa soltanto ideologica. Da una parte c’è l’ideologia antistato che guida attualmente l’Occidente (l’internazionalismo di David Rockefeller, l’europeismo e il multiculturalismo), dall’altra c’è la naturale e giusta volontà della Russia di avere uno Stato.

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Gli americani vorrebbero Putin come Presidente USA

18 marzo 2014

Putin si è mostrato così vincente nella crisi dell’Ucraina e della Crimea, che gli americani lo preferiscono ad Obama.

Infatti Panorama scrive oggi:

“E non è un caso che molti americani vorrebbero a capo della Casa Bianca proprio lo zar di Mosca. Il quotidiano conservatore con sede a Washington The Daily Caller ha proposto un curioso sondaggio ai suoi lettori, chiedendo loro chi vorrebbero come presidente , se Putin oppure Obama. Si può votare online e al momento Vladimir batte Barack 56 (per cento) a 44. La rilevazione fa il paio con quella diffusa da YouGov a settembre del 2013, subito dopo la conclusione della fase estiva della crisi siriana. Allora le statistiche erano persino più impietose nei confronti del presidente americano.”

http://news.panorama.it/esteri/Crimea-Putin-Obama-Ucraina-indipendenza

Il link per il sondaggio è:

http://dailycaller.com/2014/03/06/urgent-news-poll-who-would-make-a-better-president-obama-or-putin/

Appare evidente che nell’era di internet e dell’informazione totale il potere della propaganda funziona male, non è più quello di una volta.

Così esso cede il passo al potere della forza fisica e al potere economico.

Che in questa vicenda Putin ha molto di più dell’Occidente.

Infatti, come ho riportato in post precedenti, contro la Russia è oggi impossibile ricorrere alla forza o alle ritorsioni economiche, vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2014/03/09/linternazionalismo-di-david-rockefeller-sara-fermato-dalla-russia-e-dalla-cina/

Così le sanzioni dell’Unione Europea contro 21 personalità della Russia e della Crimea sono una chiara espressione del delirio in cui vive attualmente l’Occidente:

“Sono 21 le persone inserite nella lista delle sanzioni decise dall’Unione europea contro «alcuni politici e alcuni militari» di Russia e Crimea. Lo riportano fonti diplomatiche europee, specificando che delle 21 personalità, 13 sono russe, 8 della Crimea. Il primo nome in lista è quello dell’autoproclamato premier della Crimea Sergei Aksyonov.”

http://www.ilmessaggero.it/PRIMOPIANO/ESTERI/

sanzioni_crimea_referendum_unione_europea_mosca

/notizie/578468.shtml

L’Occidentale scrive oggi:

“Credere che davvero colpire con delle restrizioni 21 abitanti di un Paese che ne conta 150 milioni abbia qualche effetto deterrente vuol dire vivere in un mondo tanto fantastico quanto umiliante. Per l’occidente.”

http://www.loccidentale.it/node/130951

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Angela Merkel è Lady Macbeth

13 marzo 2014

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“Here’s the smell of the blood still. All the perfumes of Arabia

will not sweeten this little hand. Oh! Oh! Oh!”

William Shakespeare

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Questa foto è pubblicata qui:

http://en.wikipedia.org/wiki/Merkel-Raute

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http://commons.wikimedia.org/wiki/File%3AAM_Juli_2010_-_3zu4.jpg

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http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/a/ab/AM_Juli_2010_-_3zu4.jpg

Attribution:

Armin Linnartz

CC-BY-SA-3.0-de

http://creativecommons.org/licenses/by-sa/3.0/de/deed.en

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La buffonata del principio di autodeterminazione dei popoli

7 marzo 2014

Ho già scritto del principio di autodeterminazione dei popoli, sostenuto con grande enfasi, circa un secolo fa, da Woodrow Wilson e violato platealmente da lui stesso, sia nei riguardi della Germania (Danzica), sia nei riguardi dell’Italia (Fiume).

Vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2014/02/09/le-folli-decisioni-di-woodrow-wilson/

Ciò portò direttamente alla nascita del fascismo e del nazismo, nonché alla seconda guerra mondiale.

Wilson è da considerare, pertanto, una delle figure più negative della storia.

Oggi Obama sta emulando le folli decisioni di Woodrow Wilson, con il suo attacco alla Russia sulla questione dell’Ucraina e della Crimea.

Come giustamente scrive Mario Rimini nel suo articolo L’Ucraina scelga: l’Europa o la Crimea, pubblicato il 3 marzo 2014 dall’Occidentale:

“E poi c’e’ la Crimea. Considerare la Crimea come una qualunque regione del’Ucraina e’ un legittimo e abile esercizio di retorica e di geopolitica da parte di Obama e di Bruxelles, ma fa torto alla storia e alla realta’ della Penisola del Mar Nero. Perché la Crimea, storicamente e culturalmente, non e’ ucraina. Si tratta di uno dei gioielli della corona zarista e di un territorio russo sotto tutti i punti di vista. La contraddizione della retorica ocidentale in merito sta nell’argomentazione addotta a pretesto per la condanna della Russia di Putin.

Due sono gli argomenti in campo. Uno e’ quello tradizionale dell’autodeterminazione dei popoli. La rivoluzione ucraina e’ supportata dall’Occidente in quanto rientra nell’aspirazione di un popolo con forte identita’ etnica, linguistica e storica a gestire il proprio destino autonomamente e senza influenze esterne. Benissimo. Ma la Crimea non e’ ucraina, e’ russa. Gli abitanti della penisola si sono espressi per anni in favore della separazione dallo Stato ucraino e del ricongiungimento con la Russia. Le milizie russe che presidiano in questo giorni la Crimea sono accolte con entusiasmo dalla popolazione, e di certo non sono viste come invasori. Il legittimo leader dell’autonomia di Crimea ha chiesto alla Russia di intervenire per salvaguardare la Penisola. Perche’ allora il principio di auto determinazione per loro non vale ? [il corsivo è mio].

E qui si passa al secondo argomento: l’eredita’ sovietica. La rivoluzione ucraina e’ percepita come l’atto finale dell’emancipazione dalla storia sovietica e dalle sue dinamiche. Dovuto e sacrosanto. Il problema e’ che la Crimea come teritorio ucraino appartiene alla medesima storia. Solo sessant’anni fa un atto lunatico e impulsivo di uno dei leader dittatoriali dell’impero sovietico – Nikita Khruscev – strappo’ la Crimea alla sovranita’ russa e la regalo’ letteralmente alla repubblica sovietica ucraina. Ai tempi, il gesto era simbolico e non aveva alcuna ripercussione concreta – si trattava di Unione Sovietica e poco contava che nominalmente la Penisola appartenesse all’una piuttosto che all’altra republica.

Ma con il collasso dell’impero, la geopolitica e’ tornata prepotentemente alla ribalta…”

http://www.loccidentale.it/node/130569

Vedi anche l’articolo di Mario Rimini Con la Russia l’Occidente ha perso una opportunità pubblicato il 6 marzo sempre dall‘Occidentale:

http://www.loccidentale.it/node/130650

A Mario Rimini però sfugge il vero motivo dell’attacco di Obama alla Russia: il folle progetto internazionalista di David Rockefeller, del quale Obama è fedele, ancorché maldestro, esecutore.

Vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2014/02/14/linternazionalismo-di-rockefeller-e-un-millenarismo/

e qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2014/02/21/la-futilita-della-contesa-tra-unione-europea-e-russia-per-lucraina/

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