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Il meticciato del popolo italiano non avverrà mai

1 luglio 2019

I globalisti se ne facciano una ragione: il meticciato (1) del popolo italiano (che per la stragrande maggioranza è di razza caucasica, 2) con altre razze non avverrà mai.

A parte la stupidità assoluta dei globalisti, i quali, invocando esplicitamente il cosiddetto “meticciato” (1) (Scalfari, Augias, Giardina, Bergoglio, 3, 4, 5, 6, 7), non si accorgono di contraddire clamorosamente una delle loro menzogne preferite, ossia “le razze umane non esistono” (cfr. a questo proposito ciò che dice giustamente Renaud Camus, 8), menzogna che, come ho mostrato più volte, è l’esatto contrario di ciò che gli Statement dell’UNESCO sull’argomento stabiliscono (2, 9, 10, 11), ebbene, a parte questo, la grande maggioranza (quasi il 63%) del popolo italiano non vuole l’immigrazione.

Ecco infatti cosa ha scritto Renato Mannheimer, il noto sociologo e sondaggista, sul Giornale (30 giugno 2019):

«Tra tutti i politici, Matteo Salvini ha saputo e voluto – più di altri cogliere e interpretare (e, spesso, stimolare) questo trend dell’opinione pubblica del nostro paese e farlo proprio in modo dirompente e talvolta provocatorio. Le sue scelte hanno suscitato, come si sa, molte critiche, ma la maggioranza degli elettori pare a tutt’oggi condividere la sua linea e le sue azioni.

Ma il consenso alla «linea dura» va addirittura oltre la mera accettazione delle scelte del Governo: da un recente sondaggio (effettuato dall’Istituto EumetraMR, intervistando un ampio campione della popolazione al di sopra dei 17 anni di età) emerge come, secondo gran parte degli intervistati, l’azione dell’esecutivo appaia loro non solo positiva, ma addirittura ancora insufficiente rispetto alle esigenze del paese. E che vada incrementata.

Quasi il 40% del campione intervistato nell’ambito dello studio afferma infatti che «Il Governo dovrebbe contrastare l’immigrazione in misura maggiore e più efficace» [il neretto è mio]. Quindi, in altre parole, intensificare (e non ridurre, come alcuni esponenti politici propongono) le scelte di freno rigoroso agli sbarchi…

…Sul fronte opposto delle opinioni, il 29% degli intervistati nel sondaggio sostiene invece che «Il Governo dovrebbe ridurre le politiche di contrasto all’immigrazione» (lo dicono, com’è intuitivo, in particolare gli elettori del Pd), diminuendo cioè l’intensità della propria azione. Mentre il restante 23% (oltre al 9% di chi non sa o non vuole esprimere un’opinione al riguardo) assume una posizione di soddisfazione per la situazione attuale senza volerla cambiare granché, dato che sostiene che «l’azione del Governo nei confronti dell’immigrazione va bene così com’è ora». In definitiva, nell’insieme, oltre il 60% dei cittadini approva le scelte dell’esecutivo o le vorrebbe ancora più restrittive [il neretto è mio].» (12)

Ecco quindi a quanto ammonta il bacino elettorale potenziale di Matteo Salvini.

Se poi ai globalisti la democrazia non sta più bene e scelgono di iniziare la guerra civile, allora è un altro conto.

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1) «meticciato [me-tic-cià-to] A agg. Di individuo nato dall’incrocio tra razze diverse: popolazioni meticciate B s.m. 1 Accoppiamento di individui di razze diverse 2 Complesso di individui meticci»

https://dizionari.repubblica.it/Italiano/M/meticciato.html

2) «Human races can be and have been differently classified by different anthropologists, but at the present time most anthropologists agree on classifying the greater part of present-day mankind into three major divisions, as follows :

The Mongoloid Division

The Negroid Division

The Caucasoid Division»

UNESCO, The Race Question, 1950, pag. 6

unesdoc.unesco.org/images/0012/001282/128291eo.pdf

3) Eugenio Scalfari, C’è l’Africa nel nostro futuro, L’Espresso, 6 agosto 2017

http://espresso.repubblica.it/opinioni/vetro-soffiato/2017/08/02/news/c-e-l-africa-nel-nostro-futuro-1.307312

4) Quello che ha scritto Scalfari è il piano Kalergi

https://luigicocola.wordpress.com/2018/02/15/quello-che-ha-scritto-scalfari-e-il-piano-kalergi/

5) Corrado Augias e la sfida turpe e infame del meticciato

https://luigicocola.wordpress.com/2018/03/12/corrado-augias-e-la-sfida-turpe-e-infame-del-meticciato/

6) I mezzi adoperati dai globalisti per distruggere gli Stati

https://luigicocola.wordpress.com/2018/09/12/i-mezzi-adoperati-dai-globalisti-per-distruggere-gli-stati/

7) Anche Papa Francesco parla di meticciato

https://luigicocola.wordpress.com/2019/06/29/anche-papa-francesco-parla-di-meticciato/

8) «Faccio riferimento al semplice fatto che per quasi quindici secoli l’Europa è stata abitata da popoli quasi perfettamente stabili, e che nel giro di due o tre generazioni essi sono stati sostituiti da altri popoli e da altre civilizzazioni. L’antirazzismo della prima ora apriva alla giustizia fra le razze. Quello attuale erige a dogma il fatto che esse non esistano. Bisognava, infatti, che non esistessero perché la sostituzione potesse avere luogo, e soprattutto perché fosse impossibile opporvisi (opporsi, appunto, in nome di che cosa?).»

Luci e ombre del pensiero di Renaud Camus sul mondialismo

https://luigicocola.wordpress.com/2018/02/10/luci-e-ombre-del-pensiero-di-renaud-camus-sul-mondialismo/

9) Per l’UNESCO le razze umane esistono, per l’AGI no

https://luigicocola.wordpress.com/2018/01/24/per-lunesco-le-razze-umane-esistono-per-lagi-no/

10) L’Italia è il paese della politica

https://luigicocola.wordpress.com/2018/01/28/litalia-e-il-paese-della-politica/

11) Perché i mondialisti affermano che le razze umane non esistono

https://luigicocola.wordpress.com/2018/02/03/perche-i-mondialisti-affermano-che-le-razze-umane-non-esistono/

12) E il 40% chiede misure più severe

http://www.ilgiornale.it/news/politica/e-40-chiede-misure-pi-severe-1718791.html

N.B.: tutti i link sono stati verificati in data odierna.

Copyright © 2019 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.

 


 

N.B.: tutti i post del mio blog, Blog di Luigi Cocola – Per un nuovo Risorgimento, sono raccolti in libri cartacei in vendita qui:

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Imporre false verità: ieri i nazisti, oggi i mondialisti

16 febbraio 2019

Da tempo accuso il mondialismo (o globalismo, in inglese globalism, in francese mondialisme) di voler imporre false verità, in altre parole di usare il metodo nazista, il metodo di Adolf Hitler (1, 2).

Il nazismo utilizzò la frode del razzismo scientifico: cioè che la dottrina della superiorità o inferiorità di una razza umana rispetto a un’altra sia una dottrina provata dalla scienza, sia una dottrina scientifica, mentre in realtà non solo non è provata dalla scienza, è una dottrina totalmente erronea (3, 4, 5, 6).

Il nazismo arrivò perfino a utilizzare la frode di razze inesistenti (la razza ariana, la razza ebraica, la razza slava, ecc. ecc.) (2, 5).

Lo scopo del nazismo era quello di costituire uno Stato germanico culturalmente omogeneo (quindi privo della componente ebraica) e che occupasse anche il territorio storico dei popoli slavi (russia, ecc. ecc.).

Occorreva quindi eliminare il popolo ebraico e i popoli slavi.

Analogamente, il mondialismo vuole eliminare lo Stato dalla faccia della terra e per questo scopo vuole imporre diverse false verità: l’inutilità dello Stato (1, 2, 7), l’assenza dello Stato nell’epoca classica (cioè al tempo dell’antica Grecia e dell’antica Roma) (7, 8, 9), l’inesistenza delle razze umane (contrariamente agli Statement dell’UNESCO sull’argomento, 3, 4, 5, 6), il global warming o climate change (10, 11, 12), ecc. ecc.

Il nodo della questione è che la menzogna, l’inganno, la frode, in qualunque modo la si voglia chiamare, può funzionare a breve termine, ma poi non funziona più, perché la nostra specie, l’Homo sapiens, si chiama appunto sapiens, in altre parole è innata in noi la ricerca della verità: la verità è per il genere umano un bisogno fondamentale e proprio questa nostra caratteristica ha prodotto il nostro successo biologico.

L’Homo sapiens non ha zanne, non ha artigli, è completamente indifeso dagli attacchi dei predatori: l’unica arma che ha è il suo cervello e solo per mezzo di esso è arrivato in cima alla catena alimentare dell’intero pianeta.

È semplicemente impossibile per l’Homo sapiens non usare il cervello.

C’è una famosa frase attribuita ad Abraham Lincoln:

“Potete ingannare tutti per qualche tempo e qualcuno per sempre, ma non potete ingannare tutti per sempre.”

In inglese:

“You can fool some of the people all of the time, and all of the people some of the time, but you can not fool all of the people all of the time.”

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1) L’Occidente camuffa da scienza la propria ideologia

https://luigicocola.wordpress.com/2014/07/28/loccidente-camuffa-da-scienza-la-propria-ideologia/

2) L’illusione dei potenti di poter imporre al mondo una falsa verità

https://luigicocola.wordpress.com/2018/10/15/lillusione-dei-potenti-di-poter-imporre-al-mondo-una-falsa-verita/

3) Per l’UNESCO le razze umane esistono, per l’AGI no

https://luigicocola.wordpress.com/2018/01/24/per-lunesco-le-razze-umane-esistono-per-lagi-no/

4) L’Italia è il paese della politica

https://luigicocola.wordpress.com/2018/01/28/litalia-e-il-paese-della-politica/

5) Perché i mondialisti affermano che le razze umane non esistono

https://luigicocola.wordpress.com/2018/02/03/perche-i-mondialisti-affermano-che-le-razze-umane-non-esistono/

6) Quello che ha scritto Scalfari è il piano Kalergi

https://luigicocola.wordpress.com/2018/02/15/quello-che-ha-scritto-scalfari-e-il-piano-kalergi/

7) La tracotanza dell’élite globalista deve essere stroncata dal popolo

https://luigicocola.wordpress.com/2018/09/01/la-tracotanza-dellelite-globalista-deve-essere-stroncata-dal-popolo/

8) Ma lo Stato è sempre esistito, oppure è un’invenzione recente?

https://luigicocola.wordpress.com/2012/08/10/ma-lo-stato-e-sempre-esistito-oppure-e-uninvenzione-recente/

9) Lo spettacolare e stupefacente rimbecillimento dell’intellighenzia occidentale II

https://luigicocola.wordpress.com/2018/07/09/lo-spettacolare-e-stupefacente-rimbecillimento-dellintellighenzia-occidentale-ii/

10) Donald Trump, Carlo Rubbia, il global warming e le bufale

https://luigicocola.wordpress.com/2016/12/28/donald-trump-carlo-rubbia-il-global-warming-e-le-bufale/

11) Joseph Stiglitz racconta menzogne e fa propaganda mondialista

https://luigicocola.wordpress.com/2017/05/11/joseph-stiglitz-racconta-menzogne-e-fa-propaganda-mondialista/

12) La frode mondialista del global warming

https://luigicocola.wordpress.com/2018/11/15/la-frode-mondialista-del-global-warming/

Copyright © 2019 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.

Il mondialismo e il genocidio cambogiano di Pol Pot e dei Khmer Rossi

17 luglio 2018

Come ho scritto molte volte, il mondialismo e il genocidio cambogiano di Pol Pot e dei Khmer Rossi (1975-1979) sono due fenomeni che appartengono alla stessa classe: la classe dei deliri culturali.

Oltre a ciò, il delirio culturale mondialista e il delirio culturale di Pol Pot e dei Khmer Rossi appartengono entrambi alla classe delle ideologie antistato, mentre, per esempio, la caccia alle streghe (1450 circa – 1750 circa) appartiene alla classe dei deliri culturali, ma non alla classe delle ideologie antistato.

Infatti il delirio culturale di Pol Pot e dei Khmer Rossi, come è noto, era una forma estrema e anomala di comunismo, cioè della teoria marx-engelsiana: essi volevano attuare immediamente, e per mezzo di torture e massacri, lo stadio finale previsto da tale teoria, cioè l’estinzione naturale dello Stato.

Per la teoria marx-engelsiana vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2013/01/23/il-comunismo-e-leuropeismo-hanno-lo-stesso-scopo-eliminare-lo-stato/

È da ricordare che Pol Pot studiò per qualche anno a Parigi e uno dei suoi autori preferiti era Rousseau. Dopodiché divenne comunista. Nel 1953 ritornò in patria.

È ancora on line, in data 14 luglio 2018, un’infame e scellerata pagina del sito del Partito Marxista-Leninista Italiano (PMLI), così intitolata:

Onore a Pol Pot
Lo ricorderemo per sempre come fulgido esempio di dirigente rivoluzionario fedele al proprio popolo e campione indomito della lotta per l’indipendenza e la liberazione nazionale

http://www.pmli.it/onoreapolpot.htm

È da sottolineare che nel 2014 due leader dei Khmer Rossi, Nuon Chea e Khieu Samphan, sono stati condannati al carcere a vita, essendo stati ritenuti colpevoli di crimini contro l’umanità.

Fino alla suddetta condanna solo un leader dei Khmer Rossi era stato condannato per crimini contro l’umanità: Kaing Guek Eav, nel 2012.

Il delirio culturale mondialista e il delirio culturale di Pol Pot e dei Khmer Rossi non solo sono entrambi deliri culturali, non solo appartengono entrambi alla classe delle ideologie antistato, hanno anche questo in comune: entrambi sono contro il popolo, entrambi vogliono eliminare il popolo (mentre altre ideologie antistato sono a favore del popolo).

C’è solo questa differenza: che Pol Pot e i Khmer Rossi adoperarono torture e massacri come mezzi per eliminare il popolo, mentre l’élite mondialista per eliminare il popolo adopera mezzi come la povertà, cioè la riduzione in miseria del popolo (middle class + working class), con conseguente estrema riduzione delle nascite, l’invasione islamica (con conseguente terrorismo islamico), il “meticciato” tra razza bianca e razza nera * (vedi quanto scritto a questo proposito da Eugenio Scalfari e da Richard Coudenhove-Kalergi **), ecc. ecc.

Certo, i mezzi adoperati dall’élite mondialista sono molto più lenti dei mezzi adoperati da Pol Pot e dai Khmer Rossi, ma il risultato, alla fine, è identico: l’eliminazione del popolo.

Nel caso di Pol Pot e dei Khmer Rossi si tratta di un genocidio veloce, nel caso dell’élite mondialista si tratta di un genocidio lento ***.

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* «Human races can be and have been differently classified by different anthropologists, but at the present time most anthropologists agree on classifying the greater part of present-day mankind into three major divisions, as follows :

The Mongoloid Division

The Negroid Division

The Caucasoid Division»

UNESCO, The Race Question, 1950, pag. 6

unesdoc.unesco.org/images/0012/001282/128291eo.pdf

data di accesso: 14 luglio 2018

** Quello che ha scritto Scalfari è il piano Kalergi

https://luigicocola.wordpress.com/2018/02/15/quello-che-ha-scritto-scalfari-e-il-piano-kalergi/

data di accesso: 14 luglio 2018

*** «genocìdio (raro genicìdio) s. m. [comp. del gr. γένος «stirpe» e –cidio: voce coniata in forma ingl. (genocide) dal giurista polacco R. Lemkin nel 1944 e pubblicamente usata nel processo di Norimberga (1946)]. – Grave crimine, di cui possono rendersi colpevoli singoli individui oppure organismi statali, consistente nella metodica distruzione di un gruppo etnico, razziale o religioso, compiuta attraverso lo sterminio degli individui, la dissociazione e dispersione dei gruppi familiari, l’imposizione della sterilizzazione e della prevenzione delle nascite, lo scardinamento di tutte le istituzioni sociali, politiche, religiose, culturali, la distruzione di monumenti storici e di documenti d’archivio, ecc.»

http://www.treccani.it/vocabolario/genocidio/

data di accesso: 14 luglio 2018

Copyright © 2018 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.

Il programma politico di Soros è proprio quello di Saint-Simon

12 maggio 2018

L’ignoranza è una brutta cosa.

Perché ci fa prendere fischi per fiaschi, lucciole per lanterne.

Se noi iniziamo a studiare, anche solo superficialmente, il pensiero del Conte Henri de Saint-Simon (1) (ma egli aveva rinunciato al titolo nobiliare e si firmava “Henri Saint-Simon”), l’ideatore sia del principio fondamentale del mondialismo (sostituire lo Stato con la tecnocrazia) (2), sia dell’Unione Europea (3), e anche “one of the chief founders of Christian socialism” come riporta l’Enciclopedia Britannica (1), e anche l’autore di Nouveau Christianisme, tutte le tessere del puzzle andranno al loro posto e tutto sarà chiaro.

Altro che complotto ebraico, massonico e satanista.

Queste sono tutte baggianate prodotte dall’ignoranza.

Occorre ribadirlo: fu Saint-Simon (1760-1825) a scoperchiare il Vaso di Pandora, fu lui il primo a ideare (e ciò avvenne nell’Ottocento) un’ideologia antistato di tipo filosofico (4), che da lui prese il nome, il sansimonismo, di cui il mondialismo è un pervertimento novecentesco (in quanto, a differenza del sansimonismo, è contro il popolo).

Egli venne infatti prima di Pierre-Joseph Proudhon (1809-1865), l’ideatore dell’anarchismo (5), e di Karl Marx (1818-1883) e Friedrich Engels (1820-1895), la coppia che ideò il comunismo, e, come è ben noto, li influenzò tutti e tre, anche se Proudhon e la coppia Marx-Engels presero poi strade originali proprie (rimanendo comunque sempre nell’ambito delle ideologie antistato, come ha magistralmente mostrato Norberto Bobbio) (2).

E sbagliarono Marx ed Engels a bollare con la formula di “socialismo utopistico” (che comunque ha avuto enorme successo) il pensiero di Saint-Simon, di Proudhon e di altri: non si tratta di utopie, ma bensì di forme modernizzate e laicizzate di millenarismo (o chiliasmo), il quale è la dottrina della seconda venuta di Cristo, con conseguente Regno di Cristo sulla terra della durata di mille anni (donde il nome “millenarismo” per indicare tale dottrina), di cui parla (solo e unicamente) l’Apocalisse di Giovanni, l’ultimo libro del Nuovo Testamento (6).

Non sono certamente l’unico a usare il termine “millenarismo” (o “chiliasmo”) per indicare le teorie dei suddetti pensatori, ecco un esempio fornito da Karl Mannheim:

«Revolutionary anarchism, for instance, in which the Chiliastic mentality is preserved in its purest and most genuine form, regards modern times, since the decline of the Middle Ages, as a single revolution.» (7)

E anche il comunismo è un millenarismo, del resto lo afferma addirittura il Catechismo della Chiesa Cattolica (8).

Notare che tutti questi pensatori erano cristiani, anche Marx lo era (ricevette il battesimo luterano all’età di sei anni e il padre si era convertito al Cristianesimo luterano prima della sua nascita, inoltre a 16 anni, nel 1834, ricevette la confermazione luterana nella Chiesa della Trinità di Treviri), come è ben noto e come risulta anche da tutto ciò che egli scrisse, a meno che non si ritenga, come ritenevano i nazisti, che gli ebrei siano una razza biologica, il che è veramente troppo ridicolo perché valga la pena di confutarlo (sebbene The Race Question, lo Statement dell’UNESCO del 1950, abbia fatto proprio questo) (9).

Nei post precedenti ho scritto più volte del programma politico di George Soros (che è il programma politico del mondialismo), vedi qui:

«Shuster: Where is the main focus of the Open Society [Open Society Foundations, nota mia] today?

Soros: We are basically supporting the development of open societies [il neretto è mio] in individual countries and what I call a global open society [il neretto è mio]—international law, international institutions, strengthening the world order. So those are the two aspects.» (10)

Vedi anche qui:

«In questo libro sostengo che le democrazie del mondo dovrebbero formare una alleanza con il duplice scopo di: 1) favorire lo sviluppo di società aperte [il neretto è mio] all’interno dei singoli paesi; 2) potenziare il diritto internazionale e le istituzioni necessarie a una società aperta globale [il neretto è mio].» (11)

Come ho già scritto, per capire cosa intende George Soros occorre capire il suo linguaggio: egli usa il termine “open society” (in italiano “società aperta“) nel senso popperiano di democrazia liberale (antitetica agli assolutismi di qualsiasi tipo) (12).

Mentre egli usa il termine “global open society” (in italiano “società aperta globale“) in senso antipopperiano, cioè nel senso di eliminazione dello Stato dalla faccia della terra (Karl Popper ritiene necessario lo Stato) (12), vedi infatti qui:

«Siamo riusciti a unirci al livello dello Stato sovrano: abbiamo degli Stati democratici, in cui vige lo stato di diritto e il rispetto verso il prossimo. Ora è necessario affrontare la questione su scala globale.
La soluzione non può essere la stessa: uno Stato mondiale costituirebbe una minaccia alla libertà più grave di quella rappresentata dalla molteplicità di Stati nazionali. La soluzione non può neppure essere progettata astrattamente…» (13)

Vedi anche qui:

«When I speak of a global society, I do not mean a global state. States are notoriously imperfect even at the national level. We need to find new solutions for a novel situation…» (14)

In conclusione, cosa vuole fare George Soros?

Primo: imporre dappertutto la democrazia liberale; secondo: eliminare gli Stati.

Ebbene, questo programma politico è proprio il programma politico originale del Conte Henri de Saint-Simon.

Ecco, infatti, cosa egli scrive nella sua opera L’Organizzatore (L’Organisateur), pubblicato sotto forma di dispense nel 1819-1820 e tradotto in italiano a cura di Francesco Gentile (1968):

«QUARTA LETTERA

Dopo esserci elevati alla concezione precisa del sistema capace di soddisfare i desideri politici della maggioranza della nazione, nell’attuale stato della civiltà, noi avremmo dovuto fare il seguente ragionamento.
Avremmo dovuto dire: Visto che ci è evidentemente impossibile fondare subito il nuovo sistema [cioè sostituire lo Stato con la tecnocrazia, nota mia] (36), visto che questo sistema deve essere preparato e organizzato prima di poter essere messo in pratica, noi dobbiamo cercare di vivere nel modo più sopportabile, senza peraltro uscire dal vecchio sistema, fino al tempo in cui saremo in grado di distruggerlo interamente.
La seconda cosa che avremmo dovuto affrontare nel 1789 doveva essere il problema seguente:
Qual è il tipo di organizzazione che riduce gli inconvenienti del vecchio sistema?
La soluzione non era certo difficile da trovare; infatti l’esperienza ha provato che si tratta della costituzione inglese; il regime parlamentare è l’organizzazione sociale meno viziosa nell’ambito del vecchio sistema (37).» (15)

E ancora:

«QUINTA LETTERA

Adottare la costituzione inglese, come regime provvisorio, come costituzione transitoria, come una specie di capestro che era necessario alzare per poi poter procedere comodamente alla costruzione di un nuovo edificio sociale, è dunque la seconda cosa che avremmo dovuto fare.» (16)

Nell’originale francese:

«QUATRIÈME LETTRE.

Après nous être élevés à la conception nette du système qui peut satisfaire les désirs politiques de la très-grande majorité de la nation, dans l’état présent des lumières, nous aurions dû faire le raisonnement suivant :
Nous aurions dû dire : attendu qu’il nous est évidemment impossible d’établir immédiatement le nouveau système; attendu que ce système a besoin d’être préparé, d’être organisé avant de pouvoir être mis en pratique, nous devons chercher à vivre de la manière la plus supportable possible, sans sortir de l’ancien système, jusqu’à l’époque où nous serons en mesure de l’abroger entièrement.
Ainsi, la seconde chose dont nous aurions dû nous occuper en 1789 aurait dû être de la question suivante :
Quel est le mode d’organisation dans lequel l’ancien système a le moins d’inconvénient ?
Cette solution n’était pas difficile à trouver, car l’expérience a prouvé que c’est la constitution anglaise, c’est-à-dire le régime parlementaire, qui est l’organisation sociale la moins vicieuse dans l’ancien système.»

«CINQUIÈME LETTRE.

Adopter la constitution anglaise comme régime provisoire, comme constitution transitoire, comme une espèce d’échafaud qu’il était néces saire d’élever pour exécuter commodément la construction du nouvel édifice social, est donc la seconde chose que nous aurions dû faire.» (17)

Da tutto ciò possiamo trarre tre importanti conclusioni, che, a quanto mi risulta, molti ignorano:

a) Che George Soros sia ebreo non c’entra assolutamente nulla, egli è stato indottrinato a pensare, probabilmente durante i suoi studi universitari, che lo Stato sia un male non necessario (2), concetto che vive nell’inconscio collettivo dell’Occidente da molti secoli e che ha un’origine chiaramente e inequivocabilmente cristiana, derivando dal millenarismo prodotto dall’Apocalisse di Giovanni, l’ultimo libro del Nuovo Testamento (6). Questo concetto, che è un tipico esempio di meme egoista (18), si è svincolato dalla religione cristiana a causa dell’opera filosofica di John Locke (19), entrando così a far parte del patrimonio culturale laico dell’Occidente. Si tratta di un “messianismo secolarizzato”, il termine usato proprio dal Catechismo della Chiesa Cattolica per indicare la forma modernizzata, laicizzata e politica del millenarismo, millenarismo che oggi (1997) la Chiesa Cattolica condanna nel suddetto Catechismo, ma che fu storicamente il pensiero ufficiale della stessa Chiesa Cattolica fino a Sant’Agostino, cioè fino ai primi anni del V secolo. Tutto ciò l’ho mostrato in dettaglio più e più volte (20).

Anzi, addirittura, il mondialismo è un’ideologia antisemita (21), perché esso usa vari mezzi per eliminare gli Stati dalla faccia della terra, mezzi fra i quali c’è l’islamizzazione dell’Europa prima e l’islamizzazione dell’Occidente intero poi.

Gli ebrei che sostengono il mondialismo sono, tragicamente, i suoi “utili idioti“.

b) Il mondialismo non è un americanismo, come molti scioccamente affermano: tutte le ideologie antistato di tipo filosofico (vedi la mia Teoria unificata delle ideologie antistato) (4) nacquero in Europa, nell’Ottocento (Saint-Simon nacque nel secolo precedente, ma tutte le sue opere le scrisse nell’Ottocento), da pensatori di religione cristiana e di nazionalità francese e tedesca (Saint-Simon e Proudhon erano francesi, Marx ed Engels erano tedeschi). Anche il Conte Richard Coudenhove-Kalergi (1894-1972) e il marito della Regina Juliana dei Paesi Bassi, cioè il Principe Bernhard dei Paesi Bassi (1911-2004) non erano certamente americani. L’unico americano tra gli ideatori e i principali attuatori del mondialismo è David Rockefeller (1915-2017) e questo è troppo poco per definire il mondialismo come un americanismo. Perfino George Soros (nato a Budapest il 12 agosto 1930) è europeo, soltanto nel 1961 egli acquisì la nazionalità USA. Tutti i suddetti sono cristiani, tranne Soros.

c) Il programma politico di George Soros, che è il programma politico del mondialismo, non c’entra nulla col pensiero di Karl Popper (ebreo anche lui), anzi l’uso propagandistico che Soros fa del termine popperiano “open society” è una frode bella e buona, essendo Popper assolutamente ed esplicitamente contrario all’eliminazione dello Stato, come ho mostrato dettagliatamente in un post precedente (12).

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1) C’è qualche confusione sul nome di Saint-Simon. Ho usato in questo blog il nome che usa l’Enciclopedia Britannica:

«Henri de Saint-Simon, in full Claude-Henri de Rouvroy, Comte (count) de Saint-Simon, (born Oct. 17, 1760, Paris, Fr.—died May 19, 1825, Paris), French social theorist and one of the chief founders of Christian socialism. In his major work, Nouveau Christianisme (1825), he proclaimed a brotherhood of man that must accompany the scientific organization of industry and society.»

https://www.britannica.com/biography/Henri-de-Saint-Simon

2) Norberto Bobbio, Stato, governo, società, Einaudi, 1995, pagg. 122-125

Vedi anche qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2017/07/23/conseguenze-di-due-interpretazioni-del-mondialismo/

e qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2018/01/21/ulteriori-precisazioni-sul-mondialismo/

3) Saint-Simon pubblicò nel 1814 la sua opera De la réorganisation de la société européenne, ou de la nécessité et des moyens de rassembler les peuples de l’Europe en un seul corps politique, en conservant a chacun son indépendance nationale, che è scaricabile qui:

http://gallica.bnf.fr/ark:/12148/bpt6k10497526/f7.image

Vedi anche qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2018/04/20/chi-ideo-lunione-europea/

4) Luigi Cocola, La teoria unificata delle ideologie antistato e altri discorsi politici, 6° ed., lulu.com, 2018, pagg. 141-143

Vedi anche qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2018/01/21/ulteriori-precisazioni-sul-mondialismo/

5) «La nascita dell’A. [Anarchismo] si suole attribuire a Proudhon (1809-65)…»

Nicola Abbagnano, Dizionario di Filosofia, UTET, 1971, pag. 41

6) «Millennialism, also called millenarianism or chiliasm, the belief, expressed in the book of Revelation to John, the last book of the New Testament, that Christ will establish a 1,000-year reign of the saints on earth (the millennium) before the Last Judgment.»

https://www.britannica.com/topic/millennialism

7) Karl Mannheim, Ideology and Utopia, Routledge & Kegan Paul, 1954, pagg. 202-203

8) Ciò viene affermato al numero 676 del Catechismo della Chiesa Cattolica e alla relativa nota 641 (641 per la versione italiana, per quella inglese è la nota 577), vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2018/04/26/il-catechismo-della-chiesa-cattolica-e-straordinariamente-interessante/

e qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2018/04/22/per-chi-vuole-capire-veramente-cose-il-millenarismo/

9) UNESCO, The Race Question, 1950, pag. 6

Lo Statement è scaricabile qui:

unesdoc.unesco.org/images/0012/001282/128291eo.pdf

Vedi anche qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2013/06/24/di-quale-religione-era-karl-marx/

e qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2015/04/21/tre-pezzi-facili-da-confutare/

10) Consequences of the War on Terror (September 20, 2006)

http://www.lawac.org/EventDetail/eventid/612

(si trova anche su Google Scholar, cercando Consequences of the War on Terror)

11) George Soros, La società aperta – Per una riforma del capitalismo globale, Ponte alle Grazie, 2001 (trad. it. di Open Society – Reforming Global Capitalism, Public Affairs, 2000), pag. 8

12) Vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2018/04/01/luso-del-termine-open-society-da-parte-di-george-soros-e-una-frode/

13) Ibid., pag. 180

14) George Soros, Toward a Global Open Society, The Atlantic, January 1998

https://www.theatlantic.com/magazine/archive/1998/01/toward-a-global-open-society/307878/

15) Henri de Saint-Simon, L’Organizzatore (trad. it. di L’Organisateur, dal XX° vol. delle Oeuvres de Saint-Simon et d’Enfantin, ed. Dentu, 1869), a cura di Francesco Gentile, Editrice R.A.D.A.R., 1968, Quarta Lettera, pag. 85

16) Ibid., Quinta Lettera, pag. 87

17) La versione originale in francese del XX° vol. delle Oeuvres de Saint-Simon et d’Enfantin, ed. Dentu, 1869, è scaricabile qui:

http://gallica.bnf.fr/ark:/12148/bpt6k6101761v/f47.image.r=

Oeuvres%20de%20Saint-Simon%20&%20d%27Enfantin

18) Richard Dawkins, Il gene egoista, Zanichelli, 1979 (trad. it. di The Selfish Gene, Oxford University Press, 1976), pagg. 162-172

19) John Locke, Due trattati sul governo (trad. it. di Two Treatises of Government), Edizioni Plus, 2007

Vedi anche qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2017/01/14/le-idee-politiche-di-richard-dawkins-non-centrano-nulla-con-la-teoria-dei-memi/

e qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2017/04/02/il-mondialismo-e-il-nazionalismo-sono-il-prodotto-di-due-diverse-weltanschauung/

e qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2017/08/07/stato-di-natura-mark-zuckerberg-e-dennis-prager/

20) Vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2018/04/22/per-chi-vuole-capire-veramente-cose-il-millenarismo/

21) Vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2017/08/23/il-mondialismo-e-unideologia-antisemita/

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Perché i mondialisti affermano che le razze umane non esistono

3 febbraio 2018

Come ho scritto nei post precedenti, il mondialismo (o globalismo) vuole negare l’esistenza delle razze umane, vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2018/01/24/per-lunesco-le-razze-umane-esistono-per-lagi-no/

e qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2018/01/28/litalia-e-il-paese-della-politica/

Ecco infatti un brano di Wikipedia (in data odierna), la quale, come ho scritto molte volte, approfittando fraudolentemente delle opportunità fornite dal copyleft, fa spesso propaganda mondialista, anche ricorrendo a falsi grossolani:

«La suddivisione della specie umana in razze diverse è a-scientifica e arbitraria, come ricorda, tra i tanti, il documento della Dichiarazione sulla razza (UNESCO 1950), scritto appositamente dopo la seconda guerra mondiale, che riconosce soltanto il concetto di etnia come unico segmento possibile della specie umana in cui sia riscontrabile una vera omogeneità tra gli individui[4]. Il concetto stesso di razza come suddivisione rigida dei popoli umani è quindi completamente decaduto.»

https://it.wikipedia.org/wiki/Razza_ariana

Cosa c’è scritto alla nota [4]?

«^ The Race Question (pag. 6) – 1950 – UNESCO (PDF), su unesdoc.unesco.org. URL consultato il 5 novembre 2010.. Cfr. Guido Barbujani, L’invenzione delle razze, pagg. 7-13 et passim

Ebbene, ecco cosa c’è scritto alla pagina 6 di The Race Question – UNESCO 1950:

«Human races can be and have been differently classified by different anthropologists, but at the present time most anthropologists agree on classifying the greater part of present-day mankind into three major divisions, as follows :

The Mongoloid Division

The Negroid Division

The Caucasoid Division»

unesdoc.unesco.org/images/0012/001282/128291eo.pdf

Se quello di Wikipedia in lingua italiana alla voce Razza ariana non è un falso grossolano, cos’altro è mai?

E sia ben chiaro, la razza ariana non esiste, come non esiste la razza ebraica, né la razza germanica, né la razza slava, né la razza italiana, sono tutte follie criminali del nazismo e di Adolf Hitler, follie criminali a cui purtroppo aderì Benito Mussolini, commettendo uno dei sue due storici, enormi e imperdonabili errori, cioè l’alleanza con Hitler (che non era affatto inevitabile, come dimostrò Francisco Franco), essendo l’altro diventare filoclericale e inventare i Patti Lateranensi e lo Stato della Città del Vaticano, regalando così al Papa un potere sovrano che mai avrebbe dovuto avere dopo il Risorgimento e l’Unità d’Italia (cosa direbbe Mussolini di Bergoglio, se egli fosse ancora vivo?).

Per capire la “race question”, come dice l’UNESCO, è fondamentale questa pubblicazione (2010) di Neven Sesardić, un filosofo della scienza, membro della American Philosophical Association (APA) e della Philosophy of Science Association (PSA):

Race: a social destruction of a biological concept

È scaricabile da Google Scholar:

https://scholar.google.com/

Leggiamone qualche frase:

«Worse still, forensic anthropologists are quite successful in correctly inferring a person’s race from the skeletal characteristics of human remains, which would of course be impossible if the statements in the above quotations were true [il neretto è mio]. This prompted one bewildered and exasperated scientist to write an article with a provocative title: ‘‘If Races Do Not Exist, Why Are Forensic Anthropologists So Good at Identifying Them?’’ (Sauer 1992) [ho già scritto di questo articolo nel post precedente]…

…Indeed, a quick look into the literature confirms this. For instance, a study that covered 17 populations over the world and that relied on 34 different measurements managed to assign 98% of the specimens to their correct major racial group (Brues 1990, 6). Another more recent study had a success rate of 80% in distinguishing between American Whites and Blacks, although it used just two variables. With seven variables, however, it reached the reliability of 95%, and with 19 variables the probability of correct classification rose to 97% (Ousley et al. 2009). Also, estimating generally the reliability of attributing a given data point to one of the five racial categories, another team of experts calculated that under some realistic conditions it is sufficient to use as few as 13 characteristics to have the posterior probability of the correct classification attain the value of 99% (Konigsberg et al. 2009)…

…One of the leading physical anthropologists warned about the tendency of some scientists to misrepresent the true view of their scientific community. He said that the idea widely propagated by many scientists that race is only skin deep ‘‘is simply not true, as any experienced forensic anthropologist will affirm’’ (Gill 2000) [il neretto è mio]. He went further and stated that the bias of the race-denial faction ‘‘seems to stem largely from socio-political motivation and not science at all’’ (ibid.) [il neretto è mio]. And finally: ‘‘At the beginning of the twenty-first century, even as a majority of biological anthropologists favor the reality of the race perspective, not one introductory textbook of physical anthropology even presents that perspective as a possibility. In a case as flagrant as this, we are not dealing with science but rather with blatant, politically motivated censorship’’ (ibid.) [il neretto è mio]…

…Some other scientists agree with Gill that race denial is not based merely on scientific considerations: ‘‘The proposal to scrap the concept of race altogether is currently only one extreme in a range of views. It is certainly not shared by all anthropologists and is by no means the majority opinion of the public at large. It appears to be a conclusion reached more on the basis of political and philosophical creeds than on scientific arguments’’ (Klein and Takahata 2002, 384) [il neretto è mio].»

È disponibile in internet il testo integrale della fonte bibliografica (Gill 2000), cioè Does Race Exist? A proponent’s perspective (15 febbraio 2000) di George W. Gill, Professor Emeritus of Anthropology at the University of Wyoming:

http://www.pbs.org/wgbh/nova/evolution/does-race-exist.html

Ma perché mai il mondialismo vuole negare l’esistenza delle razze umane?

Per rendere più facile e indolore la Grande Sostituzione (“Grand Remplacement“, termine coniato da Renaud Camus) che questa perversa ideologia sta già attuando in Europa e che successivamente attuerà anche negli Stati Uniti d’America, cioè nell’Occidente intero, proprio quella Grande Sostituzione invocata esplicitamente, anzi ostentatamente, da Eugenio Scalfari nel suo editoriale C’è l’Africa nel nostro futuro (6 agosto 2017):

«Ma se invece di ragionare su un processo millenario ragioniamo di un processo di pochi secoli, allora l’Africa diventa un elemento positivo, che va aiutato in tutti i suoi problemi. E non solo l’Africa, ma tutti i popoli migranti che hanno di mira Paesi di antica ricchezza, con i quali convivere nel tentativo di ridurre le disuguaglianze.
La vera politica dei Paesi europei è quindi d’essere capofila di questo movimento migratorio: ridurre le diseguaglianze, aumentare l’integrazione. Si profila come fenomeno positivo, il meticciato, la tendenza alla nascita di un popolo unico, che ha una ricchezza media, una cultura media, un sangue integrato. Questo è un futuro che dovrà realizzarsi entro due o tre generazioni e che va politicamente effettuato dall’Europa [il neretto è mio]. E questo deve essere il compito della sinistra europea e in particolare di quella italiana.»

http://espresso.repubblica.it/opinioni/vetro-soffiato/2017/08/02/news/c-e-l-africa-nel-nostro-futuro-1.307312

Ne ho già scritto qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2017/08/15/eugenio-scalfari-e-lislamizzazione-delleuropa/

Bisogna infatti distinguere nella Grande Sostituzione l’aspetto religioso, cioè l’invasione islamica che l’Europa sta subendo, e ad esso i mondialisti rimediano con l’essere filoislamici e con l’affermare che tutte le religioni sono uguali (il che è una menzogna, allora il Cristianesimo sarebbe uguale alla religione greco-romana?), e l’aspetto razziale, che Scalfari esprime esplicitamente nominando “il meticciato” (pur non essendo tutti gli immigrati di razza africana), e ad esso i mondialisti rimediano affermando appunto che le razze umane non esistono (il che è una menzogna, vedi la suddetta pubblicazione di Neven Sesardić).

Come ho sempre scritto, il mondialismo va avanti a forza di menzogne.

Sul Primato Nazionale, nell’articolo intitolato Delirio Scalfari: “La sinistra crei un popolo mondiale unico grazie al meticciato” (8 agosto 2017), Adriano Scianca molto giustamente scrive:

«Rileggiamo. Quello che Scalfari auspica è “il meticciato, la tendenza alla nascita di un popolo unico, che ha una ricchezza media, una cultura media, un sangue integrato”. La creazione di un popolo unico a livello mondiale è uno degli obbiettivi ultimi dell’ideologia globalista e mondialista, anche se spesso spiegato con parole decisamente più prudenti. Qui, invece, Scalfari ha espresso il suo progetto etnocida senza infingimenti. “Progetto” è del resto la parola giusta. Il fondatore di Repubblica, infatti, non dice che tale risultato sarà raggiunto grazie a meccanismi impersonali già in moto e ormai irreversibili. Al contrario, ne fa il centro di una precisa volontà politica, che deve perseguire tale obbiettivo e realizzarlo fattivamente. L’Europa, e in particolare le sinistre europee, devono attivamente intervenire sulla realtà per creare un popolo unico (in questo modo, peraltro, eliminando anche il concetto stesso di Europa: in una terra abitata da un unico tipo umano, a che pro distinguere i continenti con nomi altisonanti venuti da altre ere?). Con che coraggio, ora, diranno che la Grande Sostituzione è una fantasia complottista? [il neretto è mio]»

http://www.ilprimatonazionale.it/politica/delirio-scalfari-la-sinistra-crei-un-popolo-mondiale-unico-grazie-al-meticciato-70788/

Purtroppo però, i mondialisti hanno il coraggio di dire e di fare qualsiasi cosa.

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Per l’UNESCO le razze umane esistono, per l’AGI no

24 gennaio 2018

L’Associazione Genetica Italiana (AGI) ha rilasciato la Dichiarazione dell’Associazione Genetica Italiana sul concetto di razza umana – 18 gennaio 2018:

«Attilio Fontana, candidato del Centrodestra alle elezioni regionali in Lombardia, ha dichiarato a Radio Padania che “la razza bianca è a rischio”. Simili opinioni aveva espresso, nel luglio 2017, Patrizia Prestipino, della Direzione del Partito Democratico, invocando misure in difesa della razza italiana.

In seguito a queste prese di posizione, diversi soci dell’Associazione Genetica Italiana (AGI) sono stati interpellati, da stazioni radio e testate giornalistiche, per chiarire cosa ci dica oggi la genetica a proposito dell’esistenza o meno di razze umane. Abbiamo detto tutti più o meno le stesse cose, e cioè che:

1. Nel linguaggio corrente, la parola razza è ambigua. Può indicare tanto l’intera umanità (Einstein, dichiarandosi di “razza umana”), quanto una famiglia (“l’ultimo della sua razza”), con tante sfumature intermedie. Ma anche in ambito scientifico il concetto non è privo di ambiguità. Secondo Ernst Mayr, popolazioni locali abbastanza diverse l’una dalle altre da poter essere distinte rappresentano diverse razze o sottospecie (In Systematics and the Origin of Species, 3rd edn, Columbia University Press, New York, 1947, 98-106). Resta così aperto il problema di decidere cosa significhi “abbastanza diverse”…

…4. Il primo motivo per escludere che nell’uomo esistano razze biologiche è storico: dal Settecento in poi sono stati proposti decine di cataloghi razziali umani, comprendenti da 2 a 200 razze, e ognuno in conflitto con tutti gli altri. Gli astronomi sono d’accordo su quali e quanti siano i pianeti del sistema solare, i chimici sono d’accordo su quali e quanti siano gli elementi. Come ha sottolineato Frank Livingstone (On the nonexistence of human races, Current Anthropology 3:279-281, 1962) che invece nessuno sappia dire quali e quante siano le razze umane dimostra che attraverso il concetto di razza non si riesce a comprendere la nostra diversità biologica.

5. Il secondo motivo per escludere che nell’uomo esistano razze biologiche è genetico. Lo studio dei genomi dimostra che ciascuno di noi condivide con qualunque sconosciuto, di qualunque continente, il 99,9% del suo DNA…

…Da normali cittadini, ci sembra però che il problema principale non stia nella maggiore o minore esattezza con cui si adopera il termine razza nel discorso pubblico, ma nel senso di queste esternazioni. L’articolo 3 della Costituzione stabilisce che tutti i cittadini hanno pari dignità sociale, senza distinzione di razza (né di sesso, lingua, religione, opinioni politiche, condizioni personali e sociali). Proporre iniziative in favore di questo o quel gruppo di cittadini individuati su base razziale, non solo non ha senso dal punto di vista biologico, ma soprattutto si pone in evidente contrasto con la Costituzione.»

Associazione Genetica Italiana (http://www.associazionegeneticaitaliana.it/)

www.associazionegeneticaitaliana.it/wp-content/uploads/2018/01/Dichiarazione-AGI-su-concetto-di-razza-umana-18-gennaio-2018.pdf

Ho già scritto in questo blog sulla “questione della razza” (per usare la terminologia dell’UNESCO), vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2013/07/09/sartori-ha-ragione-ma-usa-anche-un-argomento-fallace/

Devo dire che la dichiarazione dell’Associazione Genetica Italiana, dichiarazione che si prefigge lo scopo di dimostrare l’inesistenza delle razze umane, ha diverse e gravissime falle logiche.

I) L’AGI scrive: “Ma anche in ambito scientifico il concetto non è privo di ambiguità”

E allora? Questo non comporta affatto che le razze umane non esistano. Vuol dire soltanto che la scienza non è ancora giunta a formulare sull’argomento un concetto privo di ambiguità.

II) “dal Settecento in poi sono stati proposti decine di cataloghi razziali umani, comprendenti da 2 a 200 razze, e ognuno in conflitto con tutti gli altri”

Che argomento è mai questo? Sarebbe come dire che, essendo oggi gli zoologi in disaccordo su quante siano le specie di rinoceronte bianco (se una sola specie, il Ceratotherium simum, con due sottospecie, il C. simum simum e il C. simum cottoni, oppure due specie diverse), di conseguenza dovremmo giungere alla conclusione che non esistono due tipi diversi di rinoceronti bianchi, ma bensì un solo tipo!

Per i rinoceronti bianchi vedi qui:

https://blogs.scientificamerican.com/tetrapod-zoology/how-many-white-rhino-species-are-there-the-conversation-continues/

III) “che invece nessuno sappia dire quali e quante siano le razze umane”

Ciò è assolutamente falso, per esempio The Race Question, lo statement dell’UNESCO del 1950, afferma:

«Human races can be and have been differently classified by different anthropologists, but at the present time most anthropologists agree on classifying the greater part of present-day mankind into three major divisions, as follows :

The Mongoloid Division

The Negroid Division

The Caucasoid Division»

UNESCO, The Race Question, 1950, pag. 6

IV) “Lo studio dei genomi dimostra che ciascuno di noi condivide con qualunque sconosciuto, di qualunque continente, il 99,9% del suo DNA”

Ebbene, leggo su Wikipedia in lingua italiana (in data odierna):

“Confrontando con metodi computerizzati (denominati sequenziamento del DNA) il genoma umano (Homo sapiens) con quello dello scimpanzé comune (Pan troglodytes) si constata che le due specie hanno circa il 99% dei geni in comune…”

https://it.wikipedia.org/wiki/Geni_specifici_di_Homo_sapiens

Basta quindi l’1% di differenza nel DNA per avere o un essere umano o uno scimpanzé!

Quanta differenza di DNA ci potrà mai essere tra Ben Carson, Elaine Chao e Betsy DeVos? Un’inezia, quasi niente. Eppure vediamo benissimo che essi sono fisicamente differenti. E con ciò, sia ben chiaro, non voglio affatto dire che una di queste tre persone sia superiore o migliore delle altre due, sto solo dicendo che essi sono fisicamente differenti. Perché mai negarlo?

Una cosa sono le differenze razziali, che esistono oggettivamente, un’altra cosa è il razzismo, cioè la dottrina che una razza umana sia superiore o migliore di un’altra, dottrina che non solo è da condannare dal punto di vista etico, è anche e soprattutto errata dal punto di vista della Ragione, essendo stati modellati i tre gruppi razziali di cui scrive lo statement dell’UNESCO del 1950 principalmente, se non unicamente, dal clima: i caucasici dal clima temperato, gli africani dal clima caldo, i mongolici dal clima freddo (nella Mongolia le temperature di gennaio hanno una media di -22 °C nella parte Nord e di -15 °C nella parte Sud).

Le differenze morfologiche (che comprendono anche il colore della pelle) possono essere facilmente spiegate in base al clima (che comprende altre condizioni meteorologiche oltre la temperatura, per esempio l’umidità): per esempio, come è ben noto, la plica mongolica (che forma i cosiddetti “occhi a mandorla“) costituisce per l’occhio una valida difesa dal freddo eccessivo, in quanto contiene tessuto adiposo. Naturalmente tutto ciò è in linea con il pensiero di Charles Darwin, uno dei più grandi geni dell’umanità.

Il razzismo quindi è peggio che “cattivo”: è “stupido”.

Il razzismo è contro la Ragione.

V) “L’articolo 3 della Costituzione stabilisce che tutti i cittadini hanno pari dignità sociale, senza distinzione di razza (né di sesso, lingua, religione, opinioni politiche, condizioni personali e sociali). Proporre iniziative in favore di questo o quel gruppo di cittadini individuati su base razziale, non solo non ha senso dal punto di vista biologico, ma soprattutto si pone in evidente contrasto con la Costituzione”

L’AGI non si accorge, evidentemente, che una cosa è vietare “iniziative in favore di questo o quel gruppo di cittadini individuati su base razziale”, come la Costituzione giustamente fa, un’altra è “escludere che nell’uomo esistano razze biologiche”, proposizione che l’AGI asserisce nella suddetta dichiarazione (punti 4 e 5), ma che la stessa Costituzione nega quando stabilisce nell’articolo 3 che “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali” (Art. 3 della Costituzione della Repubblica Italiana).

La verità è che ai globalisti non basta che tutti i cittadini abbiano pari dignità sociale e siano eguali davanti alla legge senza distinzione di razza, no, essi vogliono andare oltre e pretendono che le razze umane non esistano.

Per dirla tutta, questa è un’idea delirante e infatti il mondialismo (o globalismo) è un delirio culturale, come ho scritto più e più volte.

Cosa vogliono fare i mondialisti, vogliono negare che la pelle della razza africana abbia un colore più scuro rispetto a quella della razza caucasica? Vogliono negare l’esistenza della plica mongolica nella razza mongolica?

Questa è follia!

Vediamo cosa dice Wikipedia in lingua inglese (in data odierna):

The Race Question is the first of four UNESCO statements about issues of race. It was issued on 18 July 1950 following World War II and Nazi racism to clarify what was scientifically known about race, and as a moral condemnation of racism.[1]:1 It was criticized on several grounds and revised versions were publicized in 1951, 1967, and 1978.”

https://en.wikipedia.org/wiki/The_Race_Question

Vedi anche qui:

http://www.honestthinking.org/en/unesco/index.html

In realtà le dichiarazioni dell’UNESCO sulla razza sono cinque: 1950, 1951, 1964, 1967, 1978.

Le prime quattro sono riunite in questo pdf dell’UNESCO:

Four statements on the race question

unesdoc.unesco.org/images/0012/001229/122962eo.pdf

È degno di nota che tra i firmatari di queste quattro dichiarazioni non c’è neanche un italiano, mentre ci sono “experts” di molti popoli del pianeta, anche di quelli sconfitti nella seconda guerra mondiale, eccetto però gli italiani, e ciò pone qualche interrogativo.

La prima dichiarazione, The Race Question, quella del 1950, che personalmente considero la migliore di tutte, è anche disponibile da sola qui:

unesdoc.unesco.org/images/0012/001282/128291eo.pdf

La dichiarazione del 1978 è questa:

Declaration on Race and Racial Prejudice

http://portal.unesco.org/en/ev.php-URL_ID=13161&URL_DO=DO_TOPIC&URL_SECTION=201.html

Si può aggiungere la Declaration of Principles on Tolerance (che è del 1995):

http://portal.unesco.org/en/ev.php-URL_ID=13175&URL_DO=DO_TOPIC&URL_SECTION=201.html

Ebbene, IN NESSUNA DI QUESTE SEI DICHIARAZIONI DELL’UNESCO è scritto che le razze umane non esistono, anzi è scritto proprio il contrario.

Per esempio in quella del 1951 è scritto:

«We were careful to avoid dogmatic definitions of race, since, as a product of evolutionary factors, it is a dynamic rather than a static concept. We were equally careful to avoid saying that, because races were all variable and many of them graded into each other, therefore races did not exist. The physical anthropologists and the man in the street both know that races exist [il neretto è mio]; the former, from the scientifically recognizable and measurable congeries of traits which he uses in classifying the varieties of man; the latter from the immediate evidence of his senses [il neretto è mio] when he sees an African, a European, an Asiatic and an American Indian together.»

UNESCO, Four statements on the race question, pag. 37

I nostri sensi, i sensi degli esseri umani, sono forse cambiati dal 1951?

La verità è che dal 1951 a oggi, 2018, c’è solo una differenza: che oggi l’Occidente è in preda a un delirio culturale, il mondialismo.

Infatti la prima riunione del Bilderberg avvenne nel 1954.

Copyright © 2018 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.

By United States Department of Housing and Urban Development (https://mobile.twitter.com/SecretaryCarson/photo) [Public domain], via Wikimedia Commons

By United States Department of Transportation [Public domain], via Wikimedia Commons

By U.S. Dept. of Education [Public domain], via Wikimedia Commons

Sartori ha ragione, ma usa anche un argomento fallace

9 luglio 2013

Il 17 giugno il Professor Giovanni Sartori ha scritto un editoriale per il Corriere della sera, intitolato Ius Soli Integrazione e una Catena di Equivoci L’Italia non è una nazione meticcia Ecco perché lo ius soli non funziona, che è stato pubblicato, senza consultarlo, in una posizione diversa da quella canonica degli editoriali (da cui l’ira del Professore).

In tale articolo egli ha espresso critiche su alcune affermazioni di Cécile Kyenge, Ministro del governo Letta, la quale, come è noto, è nata in Congo e si è laureata e specializzata in Italia, divenendo medico oculista.

È il primo Ministro nero (come ha detto lei stessa: “Sono nera, non di colore”) dello Stato italiano.

Vedi infatti qui:

http://espresso.repubblica.it/dettaglio/kyenge-il-ministro-salva-faccia/2207255/1111?google_editors_picks=true

Questo è l’articolo di Sartori:

http://archiviostorico.corriere.it/2013/giugno/17/

Ius_Soli_Integrazione_una_Catena_co_0_20130617_f6ffd484-d70d-11e2-a7a5-17a71547d62b.shtml

Ci sono, in ciò che scrive qui Sartori, argomenti validi e un argomento fallace.

Quelli validi sono parecchi, ma, a mio avviso, i principali sono due:

“Sia come sia, la nostra oculista ha sentenziato che siamo tutti meticci, e che il nostro Paese deve passare dal principio dello ius sanguinis (chi è figlio di italiani è italiano) al principio dello ius soli (chi nasce in Italia diventa italiano). Di regola, in passato lo ius soli si applicava al Nuovo Mondo e comunque ai Paesi sottopopolati che avevano bisogno di nuovi cittadini, mentre lo ius sanguinis valeva per le popolazioni stanziali che da secoli popolano determinati territori.”

“La brava Ministra ha anche scoperto che il nostro è un Paese «meticcio». Se lo Stato italiano le dà i soldi si compri un dizionarietto, e scoprirà che meticcio significa persona nata da genitore di razze (etnie) diverse.”

Come ognuno può verificare da sé, “meticcio” significa esattamente ciò che riporta Sartori.

Per inciso, vorrei rimarcare che Wikipedia in italiano, alla voce Dichiarazione sulla razza (UNESCO 1950) attualmente riporta ciò che con un eufemismo possiamo definire “inesattezze”.

Infatti attualmente riporta che:

“La «Dichiarazione sulla razza» è un documento dell’UNESCO approvato a Parigi nel 1950. È considerato il primo ad aver affermato ufficialmente la non scientificità delle razze umane e dunque l’inesistenza di razze biologicamente diverse in seno alla specie umana:

« In base alle conoscenze attuali non vi è alcuna prova che i gruppi dell’umanità differiscano nelle loro caratteristiche mentali innate, riguardo all’intelligenza o al comportamento »

(Dichiarazione sulla razza, Parigi, UNESCO, 1950)”

http://it.wikipedia.org/wiki/Dichiarazione

_sulla_razza_%28UNESCO_1950%29

Il bello è che riporta anche un link dove è possibile leggere (in inglese) il testo in questione:

http://www.honestthinking.org/en/unesco/

UNESCO.1950.Statement_on_Race.htm

Tale testo è disponibile anche in formato pdf a questo link (che, come ho personalmente verificato, è un link del sito unesco.org e quindi è più attendibile del link riportato sopra):

http://unesdoc.unesco.org/images/0012/001282/128291eo.pdf

Quali sono le “inesattezze” di cui dicevo? Sono in questa frase (vedi sopra): “È considerato il primo ad aver affermato ufficialmente la non scientificità delle razze umane e dunque l’inesistenza di razze biologicamente diverse in seno alla specie umana”.

Basta leggere il testo in inglese del link dell’unesco.org per capire che questa frase afferma il falso (riporto qui sotto solo alcune piccole parti del testo in pdf dell’UNESCO del 1950):

«1. Scientists have reached general agreements in recognizing that mankind is one : that all men belong to the same species, Homo sapiens

…2. From the biological standpoint, the specie Homo sapiens is made up of a number of populations, each one of which differs from the others in the frequency of one or more genes…

…3. A race, from the biological standpoint, may therefore be defined as one of the group of populations constituting the species Homo sapiens

…4. In short, the term ” race ” designates a group or population characterized by some concentrations, relative as to frequency and distribution, of hereditary particles (genes) or physical characters, which appear, fluctuate, and often disappear in the course of time by reason of geographic and or cultural isolation…

…5. These are the scientific facts. Unfortunately, however, when most people use the term ” race ” they do not do so in the sense above defined. To most people, a race is any group of people whom they choose to describe as a race. Thus, many national, religious, geographic, linguistic or cultural groups have, in such loose usage, been called ” race “, when obviously Americans are not a race, nor are Englishmen, nor Frenchmen, nor any other national group. Catholics, Protestants, Moslems and Jews are not races, nor are groups who speak English or any other language thereby definable as a race; people who live in Iceland or England or India are not races; nor are people who are culturally Turkish or Chinese or the like thereby describable as races.

6. National, religious, geographic, linguistic and cultural groups do not necessarily coincide with racial groups : and the cultural traits of such groups have no demonstrated genetic connexion with racial traits. Because serious errors of this kind are habitually committed when the term ” race ” is used in popular parlance, it would be better when speaking of human races to drop the term ” race ” altogether and speak of ethnic groups.

7. Now what has the scientist to say about the groups of mankind which may be recognized at the present time ? Human races can be and have been differently classified by different anthropologists, but at the present time most anthropologists agree on classifying the greater part of present-day mankind into three major divisions, as follows :

The Mongoloid Division

The Negroid Division

The Caucasoid Division…

…8. Many sub-groups or ethnic groups within these divisions have been described. There is no general agreement upon their number, and in any event most ethnic groups have not yet been either studied or described by the physical anthropologists.

9. Whatever classification the anthropologist makes of man, he never includes mental characteristics as part of those classifications. It is now generally recognised that intelligence tests do not in themselves enable us to differentiate safely between what is due to innate capacity and what is the result of environmental influences, training and education. Wherever it has been possible to make allowances for differences in environmental opportunities, the tests have shown essential similarity in mental characters among all human groups. In short, given similar degrees of cultural opportunity to realize their potentialities, the average achievement of the members of each ethnic group is about the same…

…The original statement was drafted at Unesco House, Paris, by the following experts :

Professor Ernest Beaglehole, New Zealand

Professor Juan Comas, Mexico

Professor L. A. Costa Pinto, Brazil

Professor Franklin Frazier, United States

Professor Morris Ginsberg, United Kingdom

Dr. Humayun Kabir, India

Professor Claude Levi-Strauss, France

Professor Ashley Montagu, United States (Rapporteur) .

The text was revised by Professor Ashley Montagu, after criticism submitted by Professors Hadley Cantril, E. G. Conklin, Gunnar Dahlberg, Theodosius Dobzhansky, L. C. Dunn, Donald Hager, Julian S. Huxley, Otto Klineberg, Wilbert Moore, H. J. Muller, Gunnar Myrdal, Joseph Needham, Curt Stern.»

Questo documento suscitò tali polemiche, che un anno dopo l’UNESCO ne pubblicò un altro, nel quale alcune parti del primo sono censurate. È ovvio che il secondo documento è una censura, tanto più che basta leggere i nomi dei responsabili del primo per rendersi conto del suo altissimo valore scientifico.

Personalmente trovo, però, che è indispensabile muovere due critiche al documento del 1950. Innanzitutto il termine “razza” non può essere rimpiazzato dal termine “etnia”, perché, come si può leggere in qualsiasi dizionario, il primo riguarda esclusivamente caratteristiche ereditarie, ossia genetiche, mentre il secondo riguarda caratteristiche in parte genetiche, in parte culturali. In secondo luogo, usare i termini “Mongoloid” e “Negroid” è assolutamente sconsigliabile, perché tali termini hanno assunto nel corso del tempo connotazioni fortemente negative. Molto meglio usare i termini “caucasici”, “africani” e “mongolici”, come ho fatto in questo post:

https://luigicocola.wordpress.com/2013/01/27/gli-usa-non-capiscono-che-cosa-stia-succedendo-in-europa/

Per comprendere in profondità il problema di cui stiamo discutendo vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2012/07/15/multiculturalismo-razzismo-e-politiche-di-immigrazione/

Consiglio anche di leggere la voce RAZZISMO del Dizionario di Filosofia di Nicola Abbagnano, voce che personalmente trovo veramente molto ben fatta (Nicola Abbagnano, Dizionario di Filosofia, 1971, UTET, pagg. 730-731).

Ritornando a Sartori, qual è l’argomento fallace che egli usa nel suo articolo?

È questo: “Nata in Congo, si è laureata in Italia in medicina e si è specializzata in oculistica. Cosa ne sa di «integrazione», di ius soli e correlativamente di ius sanguinis?”

Vorrei ricordare al Professor Sartori che Benedetto Croce non aveva neanche uno straccio di laurea e che Louis Pasteur era un chimico, non un medico.

Certo, si può sempre dire che il Ministro in questione non si può paragonare a questi illustri pensatori, ma ciò equivale a dire che non si tratta di una cima, il che, in definitiva, è un puro e semplice insulto piuttosto che un argomento.

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