Posts Tagged ‘disastro dell’euro’

Paolo Savona, la Germania e la sua politica di potenza

25 maggio 2018

Ho sentito in TV che è in uscita un libro dell’economista Paolo Savona, che forse (speriamo) diventerà Ministro dell’Economia nel nascente governo sostenuto da Matteo Salvini e da Luigi Di Maio.

Questo libro, il cui titolo dovrebbe essere Come un incubo e come un sogno, stando alle anticipazioni riportate dalla stampa, dovrebbe riguardare anche la cosiddetta politica di potenza della Germania.

Ebbene, ho scritto su tale argomento sia nei miei due saggi di scienza politica, sia in questo blog:

«Comunque, se nel Seicento i tedeschi avessero avuto il buon senso di trattare gli Asburgo come gli inglesi trattarono nello stesso secolo gli Stuart (ossia con la prima e la seconda rivoluzione inglese), non ci sarebbero in seguito state né la prima, né la seconda guerra mondiale, la cui remota origine fu la Controriforma degli Asburgo, che distrusse l’unità politica del popolo tedesco e produsse in esso una palese volontà di potenza ipercompensatoria.»

Luigi Cocola, Il leviatano senza spada – Una teoria del popolo italiano e del Cristianesimo, 3° ed., 2012, lulu.com, pag. 33

«Per quanto riguarda la cultura tedesca e quella italiana, esse sono culture difettive. Di ciò ho scritto ampiamente altrove (18, 39).
Il difetto della prima è la mancanza di unità politica (Germania e Austria sono infatti due Stati separati), che ha generato in passato, e continua a generare anche oggi, una palese volontà di potenza ipercompensatoria, per il semplice motivo che in Europa, in assenza di barriere geografiche, l’impulso di coloro che parlano la stessa lingua a unirsi politicamente è irrefrenabile e inestirpabile…

…Bloccare il suddetto impulso significa renderlo ancora più forte e pervasivo, e il risultato, com’è tristemente noto, è quello di stimolare nella cultura tedesca micidiali fantasie di potenza.
La politica di Angela Merkel, ad esempio, è un’evidente politica di potenza, appena mascherata da buone maniere e da sorrisi di circostanza.»

Luigi Cocola, Le nuove forme dell’utopia: europeismo e multiculturalismo – Come e perché l’Occidente cerca ripetutamente di suicidarsi, 3° ed., 2013, lulu.com, pagg. 41-42

Vedi anche, su questo blog, questi due post:

Se lo Stato è indispensabile, bisogna non solo rigettare l’Unione Europea, ma anche attuare un’igiene politica degli Stati europei (28 dicembre 2012)

https://luigicocola.wordpress.com/2012/12/28/se-lo-stato-e-indispensabile-bisogna-non-solo-rigettare-lunione-europea-ma-anche-attuare-unigiene-politica-degli-stati-europei/

La volontà di potenza adleriana della cultura tedesca (27 febbraio 2013)

https://luigicocola.wordpress.com/2013/02/27/la-volonta-di-potenza-adleriana-della-cultura-tedesca/

Del resto questa volontà di potenza della Germania è dichiarata esplicitamente nell’inno nazionale tedesco, che inizia così:

“Deutschland, Deutschland über alles,
über alles in der Welt”

Vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2013/02/06/linno-nazionale-della-germania/

Anche un cretino capirebbe che è stato un enorme sbaglio fare della Germania il perno dell’Unione Europea.

L’ho scritto molte volte, l’élite mondialista è un’élite fuori di testa, contraria alla Ragione, anzi affetta da cretinismo europeista, e per giunta anche molto ignorante.

Copyright © 2018 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.

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Gianni Riotta non ricorda l’Art. 1 della Costituzione

15 maggio 2018

Ecco cosa dice l’Articolo 1 della Costituzione della Repubblica italiana:

«Art. 1

L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro.

La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.»

http://www.governo.it/costituzione-italiana/principi-fondamentali/2839

http://www.senato.it/documenti/repository/istituzione/costituzione.pdf

Come ha correttamente ricordato Antonio Maria Rinaldi ad Agorà, venerdì 11 marzo 2018.

Ecco chi è dalla parte dell’Iran e di Khamenei

14 maggio 2018

Chi è dalla parte dell’Iran e dell’Ayatollah Ali Khamenei e contro lo Stato d’Israele e Donald Trump?

Nientepopodimeno che…Romano Prodi.

Il distruttore in capo dell’economia italiana (e quindi del popolo italiano) scrive (il 13 maggio 2018):

I gesti unilaterali e offensivi di Trump mettono a rischio l’amicizia Europa-USA
Rottura sul nucleare – L’Europa deve lasciare solo Trump sul dossier Iran

«Sono passati cinque giorni da quando Trump ha annunciato il ritiro americano dal trattato sul controllo dell’armamento nucleare iraniano, firmato nel 2015 anche da Russia, Cina, Germania, Francia e Gran Bretagna. Tuttavia, più passa il tempo, più è difficile capire le ragioni per cui questo gesto unilaterale così grave sia stato compiuto [veramente? nota mia].

La prima perplessità riguarda la caduta di credibilità internazionale che verrà a pesare sugli Stati Uniti. L’affidabilità americana è infatti destinata a crollare se un presidente può liberamente disfare quello che i suoi predecessori avevano invece sottoscritto dopo anni di faticose trattative e dopo che l’agenzia di controllo dell’Onu e il Consiglio di sicurezza hanno accertato che gli obblighi contenuti nel trattato sono sempre stati rispettati. È infatti noto che i patti sottoscritti debbono essere onorati [in altre parole l’euro e l’Unione Europea non possono essere ripudiati, nota mia]

…Nessun dubbio sull’atteggiamento da tenere sia nel presente sia nel futuro da parte dei paesi europei: rimanere fedeli al trattato e niente sanzioni finché esso continua ad essere rispettato. Certo dobbiamo tenere presente che le singole imprese europee, anche se condurranno rapporti corretti con l’Iran, saranno potenzialmente soggette a sanzioni da parte americana. Occorre quindi che i paesi europei facciano finalmente fronte comune perché, in questo caso, le possibilità di essere danneggiate saranno vicine allo zero.

Nei giorni scorsi abbiamo assistito al pellegrinaggio dei leader europei a Washington, allo scopo di convincere Trump a non recedere dal trattato. Questi isolati pellegrinaggi hanno avuto come risultato che il Presidente americano non solo lo ha ripudiato ma ha annunciato un aggravamento delle sanzioni. Singolarmente presi gli stati europei hanno sostanzialmente subito un’umiliazione proprio perché, singolarmente presi, non possono ottenere alcun risultato, salvo quello di continuare ad essere sfottuti e snobbati [che è proprio ciò che meritano, il mondialismo e l’Unione Europea finiranno inevitabilmente nella pattumiera della storia, nota mia]

…E non è certo con una politica di isolamento che Trump può difendere gli interessi di lungo periodo di Israele e dell’Arabia Saudita, pilastri della politica americana in Medio Oriente. Fino ad ora la decisione di Trump sul nucleare iraniano ha ottenuto infatti il singolare risultato di rafforzare la posizione di Russia e Cina che, almeno sulla carta, sono nemici degli Stati Uniti, mentre ha danneggiato e indebolito i tradizionali amici europei. E poiché non mi sembra, almeno fino ad ora, che ci si trovi di fronte ad un rovesciamento della strategia politica americana, dobbiamo ammettere che si tratti solo di un grave errore.

L’unico rimedio per alleviare le conseguenze di quest’errore è l’adozione di una politica europea ferma e unitaria. Speriamo che, almeno in quest’occasione, questa strada venga percorsa fino in fondo.»

http://www.romanoprodi.it/strillo/i-gesti-unilaterali-e-offensivi-di-trump-mettono-a-rischio-lamicizia-europa-usa_14965.html

Si chiederanno coloro che io ho chiamato “nazionalisti antisemiti” (che sono filoislamici come i mondialisti!) come mai proprio Romano Prodi, l’emblema stesso del mondialismo, l’uomo che ha introdotto in Italia il malefico euro, l’arma economica che il mondialismo usa per distruggere gli Stati europei, sia dalla parte dell’Iran e dell’Ayatollah Ali Khamenei e contro lo Stato d’Israele e Donald Trump?

Non credo (dovrebbero ripudiare le loro stupide analisi del mondialismo!).

Ma, ovviamente, sarei felice di sbagliarmi.

Vedi anche qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2018/05/04/a-proposito-delliran-e-dellayatollah-ali-khamenei/

e qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2018/01/02/i-mondialisti-e-khamenei-sono-alleati-contro-israele/

C’è infine da dire che una eventuale guerra tra Stati Uniti d’America e Iran sarebbe di natura completamente diversa da quella delle guerre mondialiste contro Saddam, Gheddafi e Assad, in quanto queste erano guerre contro dittature (laiche), mentre l’Iran non è affatto una dittatura (tantomeno una dittatura laica), ma bensì una teocrazia (nonostante i mondialisti sostengano cavillosamente che non lo sia, ma è chiaro il perché: perché i mondialisti e l’Iran sono alleati contro Israele e quindi l’Iran non deve essere classificato in categorie che l’Occidente considera negative).

Per una spiegazione delle guerre mondialiste contro Saddam, Gheddafi e Assad (e non contro l’Arabia Saudita), vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2018/04/19/due-considerazioni-sulle-forme-di-governo/

Copyright © 2018 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.

Il programma politico di Soros è proprio quello di Saint-Simon

12 maggio 2018

L’ignoranza è una brutta cosa.

Perché ci fa prendere fischi per fiaschi, lucciole per lanterne.

Se noi iniziamo a studiare, anche solo superficialmente, il pensiero del Conte Henri de Saint-Simon (1) (ma egli aveva rinunciato al titolo nobiliare e si firmava “Henri Saint-Simon”), l’ideatore sia del principio fondamentale del mondialismo (sostituire lo Stato con la tecnocrazia) (2), sia dell’Unione Europea (3), e anche “one of the chief founders of Christian socialism” come riporta l’Enciclopedia Britannica (1), e anche l’autore di Nouveau Christianisme, tutte le tessere del puzzle andranno al loro posto e tutto sarà chiaro.

Altro che complotto ebraico, massonico e satanista.

Queste sono tutte baggianate prodotte dall’ignoranza.

Occorre ribadirlo: fu Saint-Simon (1760-1825) a scoperchiare il Vaso di Pandora, fu lui il primo a ideare (e ciò avvenne nell’Ottocento) un’ideologia antistato di tipo filosofico (4), che da lui prese il nome, il sansimonismo, di cui il mondialismo è un pervertimento novecentesco (in quanto, a differenza del sansimonismo, è contro il popolo).

Egli venne infatti prima di Pierre-Joseph Proudhon (1809-1865), l’ideatore dell’anarchismo (5), e di Karl Marx (1818-1883) e Friedrich Engels (1820-1895), la coppia che ideò il comunismo, e, come è ben noto, li influenzò tutti e tre, anche se Proudhon e la coppia Marx-Engels presero poi strade originali proprie (rimanendo comunque sempre nell’ambito delle ideologie antistato, come ha magistralmente mostrato Norberto Bobbio) (2).

E sbagliarono Marx ed Engels a bollare con la formula di “socialismo utopistico” (che comunque ha avuto enorme successo) il pensiero di Saint-Simon, di Proudhon e di altri: non si tratta di utopie, ma bensì di forme modernizzate e laicizzate di millenarismo (o chiliasmo), il quale è la dottrina della seconda venuta di Cristo, con conseguente Regno di Cristo sulla terra della durata di mille anni (donde il nome “millenarismo” per indicare tale dottrina), di cui parla (solo e unicamente) l’Apocalisse di Giovanni, l’ultimo libro del Nuovo Testamento (6).

Non sono certamente l’unico a usare il termine “millenarismo” (o “chiliasmo”) per indicare le teorie dei suddetti pensatori, ecco un esempio fornito da Karl Mannheim:

«Revolutionary anarchism, for instance, in which the Chiliastic mentality is preserved in its purest and most genuine form, regards modern times, since the decline of the Middle Ages, as a single revolution.» (7)

E anche il comunismo è un millenarismo, del resto lo afferma addirittura il Catechismo della Chiesa Cattolica (8).

Notare che tutti questi pensatori erano cristiani, anche Marx lo era (ricevette il battesimo luterano all’età di sei anni e il padre si era convertito al Cristianesimo luterano prima della sua nascita, inoltre a 16 anni, nel 1834, ricevette la confermazione luterana nella Chiesa della Trinità di Treviri), come è ben noto e come risulta anche da tutto ciò che egli scrisse, a meno che non si ritenga, come ritenevano i nazisti, che gli ebrei siano una razza biologica, il che è veramente troppo ridicolo perché valga la pena di confutarlo (sebbene The Race Question, lo Statement dell’UNESCO del 1950, abbia fatto proprio questo) (9).

Nei post precedenti ho scritto più volte del programma politico di George Soros (che è il programma politico del mondialismo), vedi qui:

«Shuster: Where is the main focus of the Open Society [Open Society Foundations, nota mia] today?

Soros: We are basically supporting the development of open societies [il neretto è mio] in individual countries and what I call a global open society [il neretto è mio]—international law, international institutions, strengthening the world order. So those are the two aspects.» (10)

Vedi anche qui:

«In questo libro sostengo che le democrazie del mondo dovrebbero formare una alleanza con il duplice scopo di: 1) favorire lo sviluppo di società aperte [il neretto è mio] all’interno dei singoli paesi; 2) potenziare il diritto internazionale e le istituzioni necessarie a una società aperta globale [il neretto è mio].» (11)

Come ho già scritto, per capire cosa intende George Soros occorre capire il suo linguaggio: egli usa il termine “open society” (in italiano “società aperta“) nel senso popperiano di democrazia liberale (antitetica agli assolutismi di qualsiasi tipo) (12).

Mentre egli usa il termine “global open society” (in italiano “società aperta globale“) in senso antipopperiano, cioè nel senso di eliminazione dello Stato dalla faccia della terra (Karl Popper ritiene necessario lo Stato) (12), vedi infatti qui:

«Siamo riusciti a unirci al livello dello Stato sovrano: abbiamo degli Stati democratici, in cui vige lo stato di diritto e il rispetto verso il prossimo. Ora è necessario affrontare la questione su scala globale.
La soluzione non può essere la stessa: uno Stato mondiale costituirebbe una minaccia alla libertà più grave di quella rappresentata dalla molteplicità di Stati nazionali. La soluzione non può neppure essere progettata astrattamente…» (13)

Vedi anche qui:

«When I speak of a global society, I do not mean a global state. States are notoriously imperfect even at the national level. We need to find new solutions for a novel situation…» (14)

In conclusione, cosa vuole fare George Soros?

Primo: imporre dappertutto la democrazia liberale; secondo: eliminare gli Stati.

Ebbene, questo programma politico è proprio il programma politico originale del Conte Henri de Saint-Simon.

Ecco, infatti, cosa egli scrive nella sua opera L’Organizzatore (L’Organisateur), pubblicato sotto forma di dispense nel 1819-1820 e tradotto in italiano a cura di Francesco Gentile (1968):

«QUARTA LETTERA

Dopo esserci elevati alla concezione precisa del sistema capace di soddisfare i desideri politici della maggioranza della nazione, nell’attuale stato della civiltà, noi avremmo dovuto fare il seguente ragionamento.
Avremmo dovuto dire: Visto che ci è evidentemente impossibile fondare subito il nuovo sistema [cioè sostituire lo Stato con la tecnocrazia, nota mia] (36), visto che questo sistema deve essere preparato e organizzato prima di poter essere messo in pratica, noi dobbiamo cercare di vivere nel modo più sopportabile, senza peraltro uscire dal vecchio sistema, fino al tempo in cui saremo in grado di distruggerlo interamente.
La seconda cosa che avremmo dovuto affrontare nel 1789 doveva essere il problema seguente:
Qual è il tipo di organizzazione che riduce gli inconvenienti del vecchio sistema?
La soluzione non era certo difficile da trovare; infatti l’esperienza ha provato che si tratta della costituzione inglese; il regime parlamentare è l’organizzazione sociale meno viziosa nell’ambito del vecchio sistema (37).» (15)

E ancora:

«QUINTA LETTERA

Adottare la costituzione inglese, come regime provvisorio, come costituzione transitoria, come una specie di capestro che era necessario alzare per poi poter procedere comodamente alla costruzione di un nuovo edificio sociale, è dunque la seconda cosa che avremmo dovuto fare.» (16)

Nell’originale francese:

«QUATRIÈME LETTRE.

Après nous être élevés à la conception nette du système qui peut satisfaire les désirs politiques de la très-grande majorité de la nation, dans l’état présent des lumières, nous aurions dû faire le raisonnement suivant :
Nous aurions dû dire : attendu qu’il nous est évidemment impossible d’établir immédiatement le nouveau système; attendu que ce système a besoin d’être préparé, d’être organisé avant de pouvoir être mis en pratique, nous devons chercher à vivre de la manière la plus supportable possible, sans sortir de l’ancien système, jusqu’à l’époque où nous serons en mesure de l’abroger entièrement.
Ainsi, la seconde chose dont nous aurions dû nous occuper en 1789 aurait dû être de la question suivante :
Quel est le mode d’organisation dans lequel l’ancien système a le moins d’inconvénient ?
Cette solution n’était pas difficile à trouver, car l’expérience a prouvé que c’est la constitution anglaise, c’est-à-dire le régime parlementaire, qui est l’organisation sociale la moins vicieuse dans l’ancien système.»

«CINQUIÈME LETTRE.

Adopter la constitution anglaise comme régime provisoire, comme constitution transitoire, comme une espèce d’échafaud qu’il était néces saire d’élever pour exécuter commodément la construction du nouvel édifice social, est donc la seconde chose que nous aurions dû faire.» (17)

Da tutto ciò possiamo trarre tre importanti conclusioni, che, a quanto mi risulta, molti ignorano:

a) Che George Soros sia ebreo non c’entra assolutamente nulla, egli è stato indottrinato a pensare, probabilmente durante i suoi studi universitari, che lo Stato sia un male non necessario (2), concetto che vive nell’inconscio collettivo dell’Occidente da molti secoli e che ha un’origine chiaramente e inequivocabilmente cristiana, derivando dal millenarismo prodotto dall’Apocalisse di Giovanni, l’ultimo libro del Nuovo Testamento (6). Questo concetto, che è un tipico esempio di meme egoista (18), si è svincolato dalla religione cristiana a causa dell’opera filosofica di John Locke (19), entrando così a far parte del patrimonio culturale laico dell’Occidente. Si tratta di un “messianismo secolarizzato”, il termine usato proprio dal Catechismo della Chiesa Cattolica per indicare la forma modernizzata, laicizzata e politica del millenarismo, millenarismo che oggi (1997) la Chiesa Cattolica condanna nel suddetto Catechismo, ma che fu storicamente il pensiero ufficiale della stessa Chiesa Cattolica fino a Sant’Agostino, cioè fino ai primi anni del V secolo. Tutto ciò l’ho mostrato in dettaglio più e più volte (20).

Anzi, addirittura, il mondialismo è un’ideologia antisemita (21), perché esso usa vari mezzi per eliminare gli Stati dalla faccia della terra, mezzi fra i quali c’è l’islamizzazione dell’Europa prima e l’islamizzazione dell’Occidente intero poi.

Gli ebrei che sostengono il mondialismo sono, tragicamente, i suoi “utili idioti“.

b) Il mondialismo non è un americanismo, come molti scioccamente affermano: tutte le ideologie antistato di tipo filosofico (vedi la mia Teoria unificata delle ideologie antistato) (4) nacquero in Europa, nell’Ottocento (Saint-Simon nacque nel secolo precedente, ma tutte le sue opere le scrisse nell’Ottocento), da pensatori di religione cristiana e di nazionalità francese e tedesca (Saint-Simon e Proudhon erano francesi, Marx ed Engels erano tedeschi). Anche il Conte Richard Coudenhove-Kalergi (1894-1972) e il marito della Regina Juliana dei Paesi Bassi, cioè il Principe Bernhard dei Paesi Bassi (1911-2004) non erano certamente americani. L’unico americano tra gli ideatori e i principali attuatori del mondialismo è David Rockefeller (1915-2017) e questo è troppo poco per definire il mondialismo come un americanismo. Perfino George Soros (nato a Budapest il 12 agosto 1930) è europeo, soltanto nel 1961 egli acquisì la nazionalità USA. Tutti i suddetti sono cristiani, tranne Soros.

c) Il programma politico di George Soros, che è il programma politico del mondialismo, non c’entra nulla col pensiero di Karl Popper (ebreo anche lui), anzi l’uso propagandistico che Soros fa del termine popperiano “open society” è una frode bella e buona, essendo Popper assolutamente ed esplicitamente contrario all’eliminazione dello Stato, come ho mostrato dettagliatamente in un post precedente (12).

—————

1) C’è qualche confusione sul nome di Saint-Simon. Ho usato in questo blog il nome che usa l’Enciclopedia Britannica:

«Henri de Saint-Simon, in full Claude-Henri de Rouvroy, Comte (count) de Saint-Simon, (born Oct. 17, 1760, Paris, Fr.—died May 19, 1825, Paris), French social theorist and one of the chief founders of Christian socialism. In his major work, Nouveau Christianisme (1825), he proclaimed a brotherhood of man that must accompany the scientific organization of industry and society.»

https://www.britannica.com/biography/Henri-de-Saint-Simon

2) Norberto Bobbio, Stato, governo, società, Einaudi, 1995, pagg. 122-125

Vedi anche qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2017/07/23/conseguenze-di-due-interpretazioni-del-mondialismo/

e qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2018/01/21/ulteriori-precisazioni-sul-mondialismo/

3) Saint-Simon pubblicò nel 1814 la sua opera De la réorganisation de la société européenne, ou de la nécessité et des moyens de rassembler les peuples de l’Europe en un seul corps politique, en conservant a chacun son indépendance nationale, che è scaricabile qui:

http://gallica.bnf.fr/ark:/12148/bpt6k10497526/f7.image

Vedi anche qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2018/04/20/chi-ideo-lunione-europea/

4) Luigi Cocola, La teoria unificata delle ideologie antistato e altri discorsi politici, 6° ed., lulu.com, 2018, pagg. 141-143

Vedi anche qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2018/01/21/ulteriori-precisazioni-sul-mondialismo/

5) «La nascita dell’A. [Anarchismo] si suole attribuire a Proudhon (1809-65)…»

Nicola Abbagnano, Dizionario di Filosofia, UTET, 1971, pag. 41

6) «Millennialism, also called millenarianism or chiliasm, the belief, expressed in the book of Revelation to John, the last book of the New Testament, that Christ will establish a 1,000-year reign of the saints on earth (the millennium) before the Last Judgment.»

https://www.britannica.com/topic/millennialism

7) Karl Mannheim, Ideology and Utopia, Routledge & Kegan Paul, 1954, pagg. 202-203

8) Ciò viene affermato al numero 676 del Catechismo della Chiesa Cattolica e alla relativa nota 641 (641 per la versione italiana, per quella inglese è la nota 577), vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2018/04/26/il-catechismo-della-chiesa-cattolica-e-straordinariamente-interessante/

e qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2018/04/22/per-chi-vuole-capire-veramente-cose-il-millenarismo/

9) UNESCO, The Race Question, 1950, pag. 6

Lo Statement è scaricabile qui:

unesdoc.unesco.org/images/0012/001282/128291eo.pdf

Vedi anche qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2013/06/24/di-quale-religione-era-karl-marx/

e qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2015/04/21/tre-pezzi-facili-da-confutare/

10) Consequences of the War on Terror (September 20, 2006)

http://www.lawac.org/EventDetail/eventid/612

(si trova anche su Google Scholar, cercando Consequences of the War on Terror)

11) George Soros, La società aperta – Per una riforma del capitalismo globale, Ponte alle Grazie, 2001 (trad. it. di Open Society – Reforming Global Capitalism, Public Affairs, 2000), pag. 8

12) Vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2018/04/01/luso-del-termine-open-society-da-parte-di-george-soros-e-una-frode/

13) Ibid., pag. 180

14) George Soros, Toward a Global Open Society, The Atlantic, January 1998

https://www.theatlantic.com/magazine/archive/1998/01/toward-a-global-open-society/307878/

15) Henri de Saint-Simon, L’Organizzatore (trad. it. di L’Organisateur, dal XX° vol. delle Oeuvres de Saint-Simon et d’Enfantin, ed. Dentu, 1869), a cura di Francesco Gentile, Editrice R.A.D.A.R., 1968, Quarta Lettera, pag. 85

16) Ibid., Quinta Lettera, pag. 87

17) La versione originale in francese del XX° vol. delle Oeuvres de Saint-Simon et d’Enfantin, ed. Dentu, 1869, è scaricabile qui:

http://gallica.bnf.fr/ark:/12148/bpt6k6101761v/f47.image.r=

Oeuvres%20de%20Saint-Simon%20&%20d%27Enfantin

18) Richard Dawkins, Il gene egoista, Zanichelli, 1979 (trad. it. di The Selfish Gene, Oxford University Press, 1976), pagg. 162-172

19) John Locke, Due trattati sul governo (trad. it. di Two Treatises of Government), Edizioni Plus, 2007

Vedi anche qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2017/01/14/le-idee-politiche-di-richard-dawkins-non-centrano-nulla-con-la-teoria-dei-memi/

e qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2017/04/02/il-mondialismo-e-il-nazionalismo-sono-il-prodotto-di-due-diverse-weltanschauung/

e qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2017/08/07/stato-di-natura-mark-zuckerberg-e-dennis-prager/

20) Vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2018/04/22/per-chi-vuole-capire-veramente-cose-il-millenarismo/

21) Vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2017/08/23/il-mondialismo-e-unideologia-antisemita/

Copyright © 2018 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.

È un po’ come fare l’archeologo

3 maggio 2018

Il mio lavoro di approfondimento intellettuale circa il mondialismo è un po’ come il lavoro dell’archeologo.

Per esempio, solo ultimamente sono arrivato a una comprensione più fine del millenarismo.

Altro esempio: solo ultimamente sono arrivato a comprendere il ruolo fondamentale di Henri de Saint-Simon in tutto questo.

E mentre scavo sempre più a fondo, vedo altri che restano in superficie, molto più in alto di me.

C’è a chi non piace scavare: non ci sarebbe niente di male, se non fosse che dallo scavare e dal capire dipende la validità della nostra azione politica.

Vedi, per esempio, qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2017/06/07/lo-spettacolare-e-stupefacente-rimbecillimento-dellintellighenzia-occidentale/

Copyright © 2018 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.

Chi ideò l’Unione Europea?

20 aprile 2018

L’idea dell’Unione Europea nacque dalla mente del Conte Henri de Saint-Simon (1760-1825) (*), cioè dalla stessa mente che formulò il principio fondamentale di ben due ideologie antistato: il sansimonismo e il mondialismo.

Questo principio fondamentale consiste nell’eliminare lo Stato sostituendolo con la tecnocrazia.

Vedi infatti qui, dove riporto un brano essenziale di Norberto Bobbio su Saint-Simon e le ideologie antistato:

https://luigicocola.wordpress.com/2017/07/23/conseguenze-di-due-interpretazioni-del-mondialismo/

Vedi anche questo eccellente articolo di Claudio Finzi, intitolato L’Europa e il futuro della politica – Ideologia tecnocratica e globalizzazione:

«Inutile che qui io rifaccia la storia della tecnocrazia. Basta ricordarne alcuni principi fondamentali, che poi sono quelli fissati già dal fondatore o inventore: il francese Claude Henri de Rouvroy, conte di Saint-Simon, e poi affinati, adattati, rielaborati in due secoli di sviluppo senza però mai tradire alcuni presupposti irrinunciabili…

…Ogni volta che nella storia l’uomo ha tentato di realizzare l’utopia, di realizzare l’irrealizzabile, la natura umana e la realtà concreta del mondo si sono ribellate all’impossibile, cosicché lo scontro fra una pretesa utopica e la realtà ha sempre portato al disastro, a lutti, dolori, morti. Così avverrebbe anche nel tentativo di attuare l’ideologia tecnocratica. E se l’utopia marxista ha provocato un numero di morti misurabile in decine o centinaia di milioni di uomini, certamente molto peggio avverrebbe nel tentativo di attuare la tecnocrazia.»

http://www.teleion.it/users/garbolino/

librisoclibera/testi/europafutpol/19_europapf.shtml

È importante capire che Saint-Simon e il sansimonismo sono a favore del popolo, poi però, nel Novecento, il suddetto principio fondamentale dette luogo al mondialismo, che, come ho già scritto, può essere considerato un pervertimento del sansimonismo, in quanto è contro il popolo:

https://luigicocola.wordpress.com/2018/01/21/ulteriori-precisazioni-sul-mondialismo/

Per quanto riguarda l’Unione Europea, Saint-Simon pubblicò nel 1814 la sua opera De la réorganisation de la société européenne, ou de la nécessité et des moyens de rassembler les peuples de l’Europe en un seul corps politique, en conservant a chacun son indépendance nationale, in italiano Della riorganizzazione della società europea, ovvero della necessità e dei mezzi per unire i popoli europei in un sol corpo politico conservando le rispettive indipendenze nazionali, che è scaricabile (in lingua francese) qui:

http://gallica.bnf.fr/ark:/12148/bpt6k10497526/f7.image

Più di un secolo dopo, nel 1923, un altro aristocratico, il Conte Richard Coudenhove-Kalergi (1894-1972), pubblicò Pan-Europa, che è scaricabile (in lingua tedesca) qui:

https://archive.org/details/PanEuropaCoudenhoveKalergi

Coudenhove-Kalergi non fa che proseguire, con solo qualche elemento originale, molto di ciò che è caratteristico di Saint-Simon e/o dei suoi numerosi seguaci, i sansimonisti: per esempio l’esaltazione della tecnologia, l’ammirazione per gli ebrei (in quanto questi avevano stabilito legami industriali e politici tra i popoli), l’emancipazione femminile, ecc. ecc.

Spesso, per ignoranza, si pensa che ciò di cui scrive Coudenhove-Kalergi sia tutta farina del suo sacco, ma non è affatto così.

——

(*) «Henri de Saint-Simon, in full Claude-Henri de Rouvroy, Comte (count) de Saint-Simon, (born Oct. 17, 1760, Paris, Fr.—died May 19, 1825, Paris), French social theorist and one of the chief founders of Christian socialism. In his major work, Nouveau Christianisme (1825), he proclaimed a brotherhood of man that must accompany the scientific organization of industry and society.»

https://www.britannica.com/biography/Henri-de-Saint-Simon

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Le conferme di un economista alla mia analisi del mondialismo

23 febbraio 2018

Nel 2012 l’economista francese Alain Parguez (Professore Emerito di Economia dell’Université de Franche-Comté at Besançon ed ex consigliere di Mitterrand, 1), di cui ho già scritto diverse volte in questo blog (2), pronunciò un intervento estremamente interessante, anzi direi esplosivo, al convegno sulla Modern Money Theory, MMT, organizzato da Paolo Barnard, il 24-25-26 febbraio di quell’anno, a Rimini, in Italia (gli altri relatori furono: Marshall Auerback, William K. Black, Michael Hudson, Stephanie Kelton e ci fu anche un intervento straordinario di Nino Galloni).

Ecco i due video dell’intervento di Alain Parguez:

Riporto qualche brano della trascrizione del primo video (3):

«Sono qui per parlarvi di una storia oscura e tragica.
Avrete già capito che l’Unione Europea è un mostro che va contro a tutte le regole della teoria monetaria moderna [la Modern Money Theory, MMT, nota mia] e dell’economia moderna. Il problema è: perché esiste un sistema così assurdo?…

…Comincerò la mia presentazione con una citazione del responsabile del Ministero delle Finanze francese [Postel-Vinay, N.d.R.], che fra l’altro appartiene all’ordine dei benedettini ed è il capo dell’Opus Dei francese: e la Commissione Europea è ampiamente controllata, come anche il governo francese, dall’Opus Dei. Ho parlato con lui di questa crisi, e mi ha detto: “Sì, l’economia francese è morta, ma non lo è abbastanza”. E ha aggiunto: “Professore, lei deve capire perché esiste il sistema europeo: che cosa vogliamo? Vogliamo distruggere per sempre la gente; vogliamo creare una nuova tipologia di europeo, una nuova popolazione europea disponibile ad accettare la sofferenza, la povertà; una popolazione disposta ad accettare salari inferiori a quelli cinesi”.
Questo rappresenterà il cuore del mio intervento.
Occorre anzitutto capire una cosa: che il sistema dell’euro non è mai stato pianificato per portare ad una unione monetaria; e non è stato neanche pianificato come agenda neoliberista…

…Che cos’è dunque l’euro? È un Nuovo Ordine sociale totalitaristico, programmato molto tempo fa, nel periodo tra le due guerre, e poi portato a compimento, per così dire, dal regime di François Mitterrand, come avrò modo di chiarirvi.
In questo nuovo ordine non ci saranno più Stati sovrani: lo Stato deve svanire, o per lo meno lo Stato che trova radici nella democrazia, nel parlamento, nella repubblica. Nel nuovo ordine il potere dev’essere interamente trasferito a “coloro che lo meritano”; e questo significa un’élite, una classe capitalista di tecnocrati ai quali piace il potere di controllo assoluto…

…nell’ultima parte della mia presentazione cercherò di dimostrare che non esiste modo di risolvere questo problema e “aggiustare” il sistema [il famoso progetto degli “Stati Uniti d’Europa”, N.d.R.], perché questo ordine sociale ha una sua logica e coloro che controllano il sistema non accetteranno mai alcun tipo di cambiamento, soprattutto nessun tipo di intervento della Banca Centrale Europea. Lo accetterebbero unicamente nel caso in cui tale intervento mirasse ad incrementare la ricchezza della banche. Quindi l’unica possibilità di salvare la società europea è di liberarsi di questo sistema…

…Ci sono due fasi nella pianificazione del sistema dell’euro; la prima è nel periodo fra le due guerre e nel periodo che va dal 1940 al ’43; la seconda fase riguarda la realizzazione del sistema, ed è, debbo riconoscerlo, opera in gran parte di François Mitterrand.
Cominciamo dalla metà degli anni ’30, con persone come Robert Schuman e Jean Monnet…

…Che cosa si doveva dunque fare per “costruire l’Europa”? In sintesi:
1. abolire gli Stati nazionali;
2. forzare uno stato di deflazione permanente, andando a ridurre sempre di più la spesa pubblica;
3. trasferire il potere a una classe, diciamo così, super partes di tecnocrati che operasse a livello sovranazionale.
Ma per questi europeisti della prima ora che cosa significava l’Europa? Significava creare un co-dominio di Francia e Germania e un impero coloniale che includesse anche il sud dell’Europa e l’Europa orientale; questo obiettivo era stato chiaramente esplicitato.
Come si poteva sopprimere lo Stato? Semplice: bisognava privarlo di qualunque potere di controllo sulla moneta.
Tutti questi europeisti erano fanatici seguaci di Friedrich von Hayek, l’economista austriaco più di destra di quel tempo: l’Europa avrebbe dovuto basarsi su una valuta sovranazionale interamente controllata da una Banca Centrale sovrana che godesse di poteri assoluti, appunto per poter sovrastare gli Stati.
In ultima analisi il loro obiettivo era di imporre la futura valuta europea come un super standard aureo.
Il primo abbozzo, per così dire, del trattato di Maastricht, venne scritto da un economista francese, François Perroux, nel 1943, con il pieno supporto di un trattato fatto dal regime tedesco e dal regime francese pro-nazista di Vichy; il nuovo trattato, che è stato formulato e deciso dal presidente Sarkozy e dalla signora Merkel, è basato esattamente su quello scritto da François Perroux nel ’43…

…Potrei parlare ampiamente di questa questione, perché io sono stato, fra l’altro, personalmente in contatto con il principale collaboratore di Mitterrand, un personaggio di estrema destra, un monarchico che odiava il mondo moderno e gli Stati Uniti, uno che diceva: “odio i poveri”. Si chiamava, anzi si chiama, Jacques Attali [attualmente consigliere del Presidente Hollande, N.d.R.].

De facto Jacques Attali era il primo ministro della Francia; era il responsabile di una serie di ex-marxisti convertiti in sostenitori del nuovo regime, ed era stato incaricato della creazione di una versione più sostenibile del sistema dell’euro. La visione generale era comunque la stessa, sintetizzabile così: “bisogna distruggere i centri commerciali e il consumismo”. I centri commerciali per loro erano espressione di pura infamia, le persone dovevano accettare di essere povere; mi ricordo di alcuni dibattiti su questo tema in seno alla commissione segreta che si occupava dell’entourage di Mitterrand: Mitterrand doveva riuscire a guadagnarsi per questo progetto il supporto dell’allora partito comunista (già, perché anche la Francia aveva un partito comunista, che adesso non esiste più).
Fui quindi incaricato di scrivere una serie di modeste considerazioni keynesiane di teoria economica moderna; la presenza di Attali venne richiesta dai finanziatori della campagna di Mitterrand: fra i massimi finanziatori c’erano anche la Chase Manhattan Bank e altre due banche americane. Mentre lavoravo Attali mi diceva: “Io ho preso un impegno con il nostro futuro Presidente: appena possibile distruggeremo lo Stato, creeremo una deflazione dell’economia, i salari reali crolleranno; quel che abbiamo in mente è il collasso totale del reddito dei lavoratori della società francese”.
Come riuscire a fare tutto questo? Con il trattato di Maastricht e con la creazione dell’euro.

Voglio concludere il mio primo intervento smascherando alcune menzogne:

mi è capitato di trovarmi piuttosto vicino a François Mitterrand; prima della guerra aveva avuto un legame particolare con mia madre, e ricordo che mia madre mi diceva: “François è così bravo a raccontare balle che può riuscire perfino a far credere che gli interessi far del bene alla gente”; ebbene, François Mitterrand, durante l’unico dibattito sul trattato di Maastricht, ebbe il coraggio di dire, in risposta ad una domanda da parte di uno studente: “Io posso giurare che non esiste alcuna menzione di una Banca Centrale Europea indipendente nel trattato” (sic!)…

…Quello che succederà ora, grazie al nuovo trattato, se effettivamente verrà poi approvato [Fiscal Compact, approvato dall’Italia nel dicembre 2012, N.d.R.], è che ci troveremo di fronte alla totale abdicazione degli Stati, delle politiche fiscali e di qualunque tipo di politica sociale: così sarà finalmente raggiunto il sogno di costituire un Nuovo Ordine.»

Esiste in rete la traduzione in lingua inglese di questo intervento (4), eccone qualche brano:

«Well, I am here to speak of a very dark and tragic story. You already understood that the euro is a monster, contradicting all the rules of both modern money [theory, Modern Money Theory, MMT, nota mia], [and, nota mia] modern economy. So, the problem is why is such an absurd system exists at all…

…So, I shall start my true speech by a quotation from the Chief Executive of the French Ministry of Finance [Postel-Vinay, nota mia]—by the way, is a monk of the Order of Santo Benedict [Order of Saint Benedict, nota mia] and the Chief of the French Opus Dei; and by the way the European Commission is entirely controlled, like the French government, by the Opus Dei. So, I try to discuss with him. He told me, ‘Yes! The French economy is dead, but not enough.’ He told me, ‘Professor, you should understand why the European system exists. What we want is to destroy, forever, the people. We want, forever, to create a new kind of European people, accepting sufferance, poverty, which could accept wages lower than in China’.
And it will be the core of my intervention.
The Eurosystem was never planned to be a monetary union. It was not even planned as a neoliberal agenda…

…So, what is the euro? A new totalitarian social order, which was planned a long time ago in the interwar period and completed by the regime of François Mitterrand. In the new order, there will be no more sovereign state. The state has to vanish, at least the state rooted into democracy, parliament, republic. In the new order, power should be entirely transferred to those who deserve it, which means some elite capitalist class technocrats enjoying absolute power of control…

…In [the] last part, I shall try to prove that there is not the least way of amending the system because as a social order it has its logic. And those who control the system will never accept any kind of change, especially, any kind of intervention of the European Central Bank. Only, indeed, if those interventions aim at increasing the banks’ wealth. So, the sole possibility of saving the European society is to get rid of that system…

…There are two stages into the planning of the Eurosystem. The first in the interwar period and during 1940-1943. And the second stage, the achievement of the system was, I must say, the masterwork of the regime of François Mitterrand. So, we start in the mid-‘30s with people like Robert Schuman, Jean Monnet…

…So, what was required to build Europe: 1. to abolish the state, 2. to force a permanent deflation by squeezing and squeezing public expenditures. 3. to transfer the power to a super-class of technocrats on a supranational scale. But for those early Europeans, what meaned Europe? It mean a condominium between France/Germany and a colonial empire, including Southern Europe and Eastern Europe. They were absolutely explicit on this problem.

But how could we suppress the state? By depriving the State of any power on money. All of them were fanatical followers of Friedrich Hayek, the most right-wing Austrian economist of that time. So, Europe should rely on a supranational currency, entirely controlled by a sovereign central bank enjoying absolute power to ration the state. Indeed, there, finally, what they wished was to impose a future European currency, as a super-gold standard.

[The first outline, nota mia] of the Treaty of Maastricht, was written by a French economist François Perroux in 1943 with the full support of a treaty passed between the [German nazi, nota mia] government and the French [Vichy, nota mia] regime of that time. And the new treaty, which has been decided by President Sarkozy and Madame Merkel, is exactly the blueprint of François Perroux 1943…

…The regime of Francois Mitterrand, I could speak on this question because I had been conscripted by the Chief Advisor of Francois Mitterrand [Jacques Attali, nota mia], who by the way was a fanatical right-winger hating the modern world, hating the United States, a monarchist, who said, ‘I hate the poor.’ So, Jacques Attali was, de facto, the Prime Minister of France. And Attali was in charge with a lot of former Marxists, turned to supporters of the new regime, of drafting a more sustainable version of the Eurosystem. But they had in mind the same vision: We must destroy shopping malls, consumption. Shopping malls were, for them, a pure infamy. People should accept to be poor.

I remember debates at the secret commission who was in charge of the campaign of Mitterrand. Mitterrand had to win the support of the then-Parti Communiste. France had a communist party; now, no more. So, I was charged to write some modest [Keynesian considerations, nota mia]; I would say modern money programme. But Attali was asked by those who funded [the] Mitterrand campaign. And who [were] the major funders? The Chase Manhattan Bank and two other American banks. But we never gave you money to get a programme of full employment. Attali said, I have the commitment of our dear future president, as soon as we could, we will destroy [the State, nota mia], we will cut, we will deflate the economy. Real wages will collapse. And what we have in mind is a total collapse of the share of labour income in the French society. And how to get that? By the Treaty of Maastricht and the creation of the Eurosystem.

I shall end this intervention by emphasising, first, the lies. It happened that I was quiet close to Francois Mitterrand. He was some long time ago, some boyfriend of my mother before the war. My mother told me, Francois lies so well that he could believe that he is for the people. So, Francois Mitterrand during the sole debate on the Treaty of Maastricht dared to say, answering a question from a student, I can swear there is not the least independent [European, nota mia] central bank in the Treaty of Maastricht…

…And, by the way, what is happening now sought to the new treaty is—if it is, indeed, finally endorsed [Fiscal Compact, agreed in December 2012, nota mia]—a total abdication of states, of fiscal policy, and any kind of social policy. And, indeed, the dream of the new order will be achieved.»

È davvero notevole la conferma da parte di Alain Parguez di diversi punti fondamentali della mia analisi del mondialismo, di cui scrivo ormai da vari anni:

I) non si tratta di un processo storico ineluttabile (5), ma bensì di un’ideologia che conduce al progetto di un’élite per la realizzazione concreta di essa, così come la teoria marx-engelsiana, l’ideologia comunista, condusse nel 1917 Lenin e i bolscevichi alla rivoluzione di ottobre e successivamente alla creazione dell’Unione Sovietica.

Come non notare la somiglianza tra il termine “Unione Sovietica” e il termine “Unione Europea”?

Si tratta infatti di due ideologie antistato, il comunismo e il mondialismo, e quindi si parla di “Unione” e non di “Stati Uniti“.

La favoletta del mondialismo (o meglio della mondializzazione) come processo storico ineluttabile non è sostenuta soltanto dai mondialisti, per ovvie ragioni di propaganda, è anche sostenuta da altri, per esempio da Alain de Benoist, che in un’intervista del 2012 affermò:

«Credere anche che il sistema capitalista obbedisca a strategie escogitate in seno al Club Bilderberg e alla Commissione Trilaterale mi sembra molto ingenuo, e anche un pò puerile. Questa inclinazione rappresenta un tratto classico delle “teorie della cospirazione” di destra. Le persone di destra tendono sempre a ridurre il tutto all’azione nociva di un piccolo numero di persone. È per questo che non hanno mai compreso gli effetti sistemici che derivano dalla progettazione di strutture. Organizzazioni come il Club Bilderberg e la Commissione Trilaterale sono al massimo i luoghi della concertazione, insieme con gli strumenti della forma-capitale. Ma non sono luoghi dove si decide. Nessuno sceglie di indirizzare la forma-capitale in una particolare direzione. E’ essa stessa che si sviluppa secondo la sua logica propria, che è la logica dell’illimitato.» (6)

Il mio commento a queste parole fu, in un vecchio post, il seguente:

«Il mondialismo, lungi dall’essere una fase ulteriore del capitalismo, è un’ideologia in piena regola, al pari, per esempio, del comunismo. Lenin e i suoi compagni di partito non decisero nulla nel 1917? O questo è un modo “molto ingenuo, e anche un pò puerile” di concepire la storia?» (7)

II) si tratta di un’ideologia antistato, cioè di un’ideologia perversa che ha lo scopo di eliminare lo Stato dalla faccia della terra, che ha lo scopo di instaurare un Nuovo Ordine Mondiale in cui non c’è lo Stato (5, 8, 9), mentre essa non ha affatto lo scopo di creare uno Stato unico mondiale (del resto il termine “Nuovo Ordine” non è adatto a indicare l’unificazione di tutti gli Stati, ciò che non sarebbe affatto un nuovo ordine), come viene spesso affermato, per esempio da Paolo Becchi in una recente intervista:

«Qual era lo scopo della globalizzazione? Creare un impero globale, centralizzato attorno agli Stati Uniti d’America e organizzato a sua immagine. Un processo che doveva portare ad una totale omogeneizzazione dei popoli attraverso la creazione di una entità astratta, cosmopolita, come lo Stato Mondiale.» (10)

III) gli ebrei non sono la causa, l’origine, di quest’ideologia (il concetto fasullo del complotto ebraico mondialista, adoperato in varie forme da quasi tutti quelli che scrivono di mondialismo, è assente nell’intervento di Parguez), mentre invece egli indica l’Opus Dei, i benedettini, ecc. ecc., il che è perfettamente in linea con la mia teoria unificata delle ideologie antistato (5, 8, 11):

«…il mondialismo è un’ideologia antistato ed è, come tutte le ideologie antistato, un portato del millenarismo, la dottrina eversiva contenuta (solo e unicamente) nell’Apocalisse di Giovanni, l’ultimo libro del Nuovo Testamento.» (5)

IV) Parguez parla ripetutamente di “tecnocrati“, tuttavia egli non ricollega ciò a Henri de Saint-Simon (8, 12, 13), il socialista utopista, e alla sua opera Nouveau Christianisme (il che spiegherebbe l’Opus Dei, ecc. ecc.). Del resto egli non sembra neanche afferrare il carattere irrazionale del mondialismo, come risulta evidente dal suo intervento, mentre invece tale carattere irrazionale a Renaud Camus non sfugge (8).

V) Parguez identifica molto chiaramente ciò che ho definito come il “mezzo specifico” del mondialismo e cioè l’ultracapitalismo, ossia un capitalismo ingiusto e distruttivo in quanto privo del contrappeso dello Stato, il che comporta la riduzione in miseria del popolo, sia la working class che la middle class (13).

VI) Parguez afferma che tra i massimi finanziatori della campagna di Mitterrand c’erano anche “la Chase Manhattan Bank e altre due banche americane”.

Dire Chase Manhattan Bank significa dire David Rockefeller, che ho sempre indicato (ma non sono certo l’unico!) come il principale realizzatore, il principale attuatore, del mondialismo (8, 14).

Però, pur con tanta intelligenza e con tanta dottrina e, soprattutto, pur essendo stato testimone, in prima persona, degli eventi che ci ha descritto nel suo intervento, cosa ha fatto Alain Parguez alle ultime elezioni presidenziali francesi, quelle che hanno visto il trionfo del globalista Emmanuel Macron?

Non è andato a votare, perché votare per Marine Le Pen gli era proprio insopportabile (!):

«L’esito del ballottaggio è scontato. Malgrado larga parte dei poveri voteranno la Le Pen, Macron vincerà perché avrà l’appoggio sia della destra ufficiale sia dei socialisti, mentre le persone di Sinistra come me semplicemente non andranno a votare.» (15)

Del resto, non avrebbe votato neanche per Donald Trump, perché è «…una persona così demagogica, completamente ignorante del mondo esterno, di una tale volgarità [sic] e sostenuto dal Ku Klux Klan.» (16)

Insomma, è un po’ come essere aggrediti per strada da criminali che ci vogliono uccidere e non reagire, perché reagire sarebbe «una tale volgarità»…

È molto facile fare del sarcasmo sull’atteggiamento di Alain Parguez, ma purtroppo si tratta di un atteggiamento diffusissimo sia in Francia che in Italia.

Ed è per questo che i globalisti vincono, perché noi non abbiamo il coraggio di rivolgerci a chi veramente, senza tanti complimenti, sarebbe in grado di dargli un bel calcio nel culo!

Non di analisi economiche abbiamo bisogno, ma di ben altro!

Del resto, si tratta di legittima difesa.

Il piano di realtà è inesorabilmente questo: è inutile fare come lo struzzo e nascondere la testa nella sabbia per non vedere.

O troveremo questo coraggio o scompariremo (17).

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1.http://www.neties.com/parguez.htm

2.vedi per esempio qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2012/07/22/i-due-corni-del-problema/

3.http://www.galluranews.org/tempio-pausania-leuroil-nuovo-ordine-totalitaristico-alain-parguez-rivela-1-parte-rubrica-economica-a-cura-di-antonello-loriga/

4.http://mediaroots.org/alain-parquez-at-mmt-summit-2012/

5.https://luigicocola.wordpress.com/2018/01/10/la-mia-analisi-del-mondialismo-e-delle-ideologie-antistato/

6.https://www.ariannaeditrice.it/articolo.php?id_articolo=41771

7.https://luigicocola.wordpress.com/2015/04/21/tre-pezzi-facili-da-confutare/

8.https://luigicocola.wordpress.com/2018/02/10/luci-e-ombre-del-pensiero-di-renaud-camus-sul-mondialismo/

9.https://luigicocola.wordpress.com/2017/01/23/ulteriori-considerazioni-su-george-soros-e-sulloccidente/

10.http://sakeritalia.it/interviste/paolo-becchi-a-saker-italia-e-il-federalismo-lantidoto-alla-globalizzazione/

11.https://luigicocola.wordpress.com/2017/12/19/lapocalisse-di-giovanni-il-millenarismo-e-il-mondialismo/

12.https://luigicocola.wordpress.com/2017/07/23/conseguenze-di-due-interpretazioni-del-mondialismo/

13.https://luigicocola.wordpress.com/2018/01/21/ulteriori-precisazioni-sul-mondialismo/

14.https://luigicocola.wordpress.com/2017/06/15/le-teste-coronate-doccidente-sono-mondialiste/

15.http://www.retemmt.it/alain-parguez-macron-attali-le-pen-gli-attentati-al-momento-giusto/

16.http://www.retemmt.it/parguez-trump-le-pen/

17.https://luigicocola.wordpress.com/2018/02/15/quello-che-ha-scritto-scalfari-e-il-piano-kalergi/

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Le lezioni della storia di cui parla Angela Merkel

26 gennaio 2018

By Nuremberg-1-.jpg:English: Work of the United States Governmentderivative work: Beao (Nuremberg-1-.jpg) [Public domain], via Wikimedia Commons

Ecco cosa dice il Generale Antonio Pappalardo

5 giugno 2017

Pubblicato su YouTube il 17 mar 2017

Pubblicato su YouTube il 31 gen 2017

Peter Gomez: “fra cinque anni salta tutto per aria”

8 maggio 2017

Come previsto, Emmanuel Macron ha vinto anche il secondo turno delle elezioni presidenziali francesi 2017.

Il popolo francese, anch’esso in preda, proprio come la sua élite, a quella che in un post precedente ho chiamato “una letale possessione memetica”, lo ha eletto Presidente della Repubblica francese.

Ma che succederà con un Presidente della Repubblica francese come Macron?

Ebbene, a questo proposito, voglio citare le parole conclusive di un commento di Peter Gomez al discorso che Macron ha pronunciato il 23 aprile, cioè dopo aver vinto il primo turno:

“fra cinque anni salta tutto per aria”

Vedi anche il Fatto Quotidiano del 24 aprile 2017:

Elezioni Francia, Gomez: “Il discorso di Macron? Un vuoto assoluto, sconcertante”

“Il discorso di Macron è stato di un vuoto assoluto, ma proprio di una sconcertante vuotezza dal punto di vista dei concetti”. L’opinione del direttore del FattoQuotidiano.it, ospite a la Maratona Mentana (La7), dedicate alle presidenziali francesi, è fortemente critica, dopo la prima uscita del candidato centrista. Gomez cita la frase pronunciata da Macron: “non vi chiederemo da dove venite ma dove volete andare”, “E’ come dire, votatemi e appoggiatemi nel momento in cui ci saranno le legislative. Se sarà questo il presidente francese, peste ci colga. Non saper dare risposte alle tante domande cercando di dare soluzioni poco innovative, terranno buona situazione per 5 anni, ma poi salterà tutto”.

http://www.ilfattoquotidiano.it/2017/04/24/elezioni-francia-gomez-il-discorso-di-macron-un-vuoto-assoluto-sconcertante/3540477/

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