Posts Tagged ‘donald trump’

Disfatta dei mondialisti: Brexit attuata e impeachment di Trump fallito

6 febbraio 2020

La Brexit è stata attuata il 31 gennaio 2020, l’impeachment di Donald Trump è fallito ieri, il 5 febbraio 2020.

É la disfatta dei mondialisti, i cui effetti raggiungeranno anche l’Italia, questa nostra povera patria avviata verso l’autodistruzione.

Da ricordare che, come ho già scritto, Vladimir Putin ha dichiarato recentemente di essere interessato a mantenere in vita l’euro e l’Unione Europea (1): in altre parole la linea politica dell’élite russa è contraddittoria (2, 3), dato che essa si oppose con estrema determinazione all’attacco mondialista verso l’Ucraina e la Crimea condotto quando Obama era alla Casa Bianca, arrivando perfino a minacciare l’uso di armi nucleari.

A mio parere l’élite russa soffre di condizionamenti culturali (in inglese cultural conditionings) che le impediscono di vedere la realtà oggettiva dell’ideologia mondialista (2, 3), una sorta di scotomizzazione collettiva (in inglese collective scotomization) (4).

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1) Putin dice che è interessato a mantenere in vita l’euro e l’Unione Europea

https://luigicocola.wordpress.com/2019/11/25/putin-dice-che-e-interessato-a-mantenere-in-vita-leuro-e-lunione-europea/

2) La contraddittorietà dell’attuale politica estera della Russia

https://luigicocola.wordpress.com/2019/11/15/la-contraddittorieta-dellattuale-politica-estera-della-russia/

3) I russi insistono nella contraddittorietà della loro politica estera

https://luigicocola.wordpress.com/2019/12/04/i-russi-insistono-nella-contraddittorieta-della-loro-politica-estera/

4) «Scotomization is a psychological term for the mental blocking of unwanted perceptions, used on analogy with the visual blindness of an actual scotoma.»

Voce “scotomization” di Wikipedia in lingua inglese

https://en.wikipedia.org/wiki/Scotomization

N.B.: tutti i link sono stati verificati in data odierna.

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I globalisti italiani esultano dopo aver vinto in Emilia-Romagna, ma esultano per cosa?

27 gennaio 2020

Non si è trattato di una normale elezione regionale, ma bensì di un’elezione decisiva per le sorti dell’Italia.

Basti pensare all’endorsement che George Soros ha fatto giorni fa alle cosiddette “sardine”.

Quindi chi ha vinto in Emilia-Romagna? Ha vinto l’ideologia mondialista (“the ideology of globalism”, come disse Donald Trump in un suo famoso discorso), un’ideologia che vuole eliminare gli Stati passando per l’eliminazione dei popoli che hanno uno Stato e che, per far ciò, usa tre mezzi: 1) povertà (da cui drastica riduzione delle nascite), 2) immigrazione senza freni (da cui islamizzazione e meticciato), 3) distruzione della famiglia (da cui drastica riduzione delle nascite).

I globalisti italiani (PD, sardine, quel che resta dei 5S, ecc. ecc.) esultano, ma esultano per cosa?

Per la loro futura autodistruzione.

Che è poi la futura autodistruzione dello Stato italiano e del popolo italiano.

Amen.

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Matteo Salvini è l’unico politico italiano in grado di salvare l’Italia

17 gennaio 2020

Al convegno “Le nuove forme dell’antisemitismo” Matteo Salvini si è espresso in modo netto, chiaro e inequivocabile (1).

Ecco il video in cui c’è il suo discorso e le sue risposte alle domande di alcuni giornalisti:

Con questo convegno Matteo Salvini dimostra di essere completamente diverso da coloro che, in Italia e fuori dell’Italia (cfr. 2, 3, 4), si spacciano per antiglobalisti, ma in realtà sono criptoglobalisti, cioè globalisti camuffati, perché alla prova dei fatti, come si è visto nella recente crisi dell’Iran, essi si dichiarano esplicitamente filoislamici, inneggiando perfino ad Allah (4), e per conseguenza sono alleati naturali dei fautori dell’islamizzazione dell’Europa e dell’Occidente intero, islamizzazione che fa parte dei mezzi che il globalismo sta adoperando per cercare di raggiungere il suo scopo supremo: eliminare lo Stato dalla faccia della terra e instaurare così un Nuovo Ordine Mondiale privo di Stati (5).

La linea politica di Matteo Salvini è anche la linea politica di Donald Trump, il quale è realmente contro il globalismo, come ho scritto in questo blog innumerevoli volte (cfr. p.e. 6, 7, 8). Inoltre, chi pensa che l’Italia da sola, senza alleati, possa sconfiggere il globalismo, ha evidenti problemi di scarsa intelligenza. E Vladimir Putin non è disponibile, perché ha affermato pubblicamente che egli è interessato a mantenere in vita l’euro e l’Unione Europea (9).

Bisogna quindi concludere che:

Matteo Salvini è l’unico politico italiano in grado di salvare l’Italia.

Come scrivo in questo blog dal 13 giugno 2018 (10):

tutti i patrioti italiani sostengano Matteo Salvini.

————-

1) «Al convegno, organizzato dalla Lega, Matteo Salvini ha mandato un messaggio a coloro che “si oppongono all’esistenza dello Stato di Israele”. Il leader del Carroccio ha affermato che tale atteggiamento evidenzia l’antisemitismo, che deve essere curato. “Chi vuole cancellare Israele avrà in noi un avversario ora e sempre”, ha detto, aggiungendo che l’odio nei confronti d’Israele e del popolo ebraico ha causato ormai troppi danni.

Salvini si è espresso anche sui casi in cui gli ebrei vengono definiti “i nazisti di oggi”.

“L’antisemitismo di certa destra e di certa sinistra è nostro nemico. Abbiamo il dovere di combattere chi dice che gli ebrei siano i nazisti di oggi: lo pensano nel mondo islamico ma anche in una certa Europa. Una UE che nega le radici giudaico cristiane, una ONU che dedica 18 risoluzioni contro Israele e neanche una a Iran e Turchia sono un problema”.

In questo contesto l’ex ministro ha dichiarato che la Lega ha intenzione di presentare una risoluzione “sul modello austriaco”, nella quale la forza politica richiederà “messa fuorilegge del movimento anti-israeliano e antisemita per il boicottaggio di Israele”.

Matteo Salvini ha sostenuto la linea del presidente americano Donald Trump, il quale a dicembre 2017 ha riconosciuto Gerusalemme come capitale di Israele. “Gerusalemme per me dovrà essere la capitale di Israele”, ha affermato il leader della Lega.»

Salvini si oppone agli antisemiti e indica quale dev’essere la capitale di Israele

16 gennaio 2020

https://it.sputniknews.com/italia/202001168528708-salvini-si-oppone-agli-antisemiti-e-indica-quale-devessere-la-capitale-di-israele/

2) Bisogna smetterla di usare gli ebrei come capro espiatorio del mondialismo

https://luigicocola.wordpress.com/2019/12/31/bisogna-smetterla-di-usare-gli-ebrei-come-capro-espiatorio-del-mondialismo/

3) Non capire le logiche dell’ideologia mondialista

https://luigicocola.wordpress.com/2019/12/11/non-capire-le-logiche-dellideologia-mondialista/

4) «Lo stesso Soleimani, ucciso vigliaccamente, con vigliacca approvazione dello stesso nostrano Salvini, non era un terrorista, ma un eroico patriota. Lottava contro il terrorismo dell’Isis e in nome dell’Iran sovrano e libero dal neobarbarico colonialismo di Washington. Che Allah l’abbia in gloria…

…Se vi sarà la guerra, occorrerà stare, senza se e senza ma, con l’Iran e non con gli Usa, come dicono i vili sovranisti nostrani, che sono solo codardi avvezzi a servire il padrone a stelle e strisce.»

Diego Fusaro

Con l’Iran, senza se e senza ma

6 gennaio 2020

https://www.ilprimatonazionale.it/la-ragion-populista/con-iran-senza-se-e-senza-ma-141551/

5) «Come ho scritto nel post precedente, la setta che ha fatto nascere e che guida il delirio culturale mondialista è costituita dall’élite dell’Occidente: è la setta dell’élite globalista.

Questa setta vuole distruggere tutti i popoli della terra che hanno uno Stato e per fare ciò usa i seguenti tre mezzi: 1) povertà, 2) immigrazione senza freni (da cui: islamizzazione e meticciato), 3) distruzione della famiglia.

L’Unione Europea è il progetto più avanzato della setta dell’élite globalista.

L’Unione Europea è il campo di sterminio dei popoli europei.»

La setta dell’élite globalista ci vuole estinguere

https://luigicocola.wordpress.com/2019/07/18/la-setta-dellelite-globalista-ci-vuole-estinguere/

6) Donald Trump parla all’ONU contro il globalismo e i globalisti

https://luigicocola.wordpress.com/2019/09/25/donald-trump-parla-allonu-contro-il-globalismo-e-i-globalisti/

7) Donald Trump, Elizabeth II e David Rockefeller

https://luigicocola.wordpress.com/2019/06/04/donald-trump-elizabeth-ii-e-david-rockefeller/

8) Trump: l’Italia starebbe molto meglio fuori dall’Unione Europea

https://luigicocola.wordpress.com/2019/11/02/trump-litalia-starebbe-molto-meglio-fuori-dallunione-europea/

9) Putin dice che è interessato a mantenere in vita l’euro e l’Unione Europea

https://luigicocola.wordpress.com/2019/11/25/putin-dice-che-e-interessato-a-mantenere-in-vita-leuro-e-lunione-europea/

10) Salvini vince il primo round contro il Piano Kalergi-Soros

https://luigicocola.wordpress.com/2018/06/13/salvini-vince-il-primo-round-contro-il-piano-kalergi-soros/

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Un vecchio editoriale (del 2009) firmato da Sergei Lavrov e Franco Frattini

17 novembre 2019

Ho trovato in rete un vecchio editoriale (9 novembre 2009) pubblicato dal quotidiano La Stampa, scritto congiuntamente dal Ministro degli Esteri russo, Sergei Lavrov, e dal Ministro degli Esteri italiano, Franco Frattini (Ministro degli Esteri dal 2002 al 2004 e dal 2008 al 2011).

L’editoriale si intitola così: “Nuovo Ordine Mondiale“.

In realtà non ho trovato l’editoriale originale in italiano, ma bensì la sua traduzione in inglese e in russo.

In inglese (dal sito dell’Ambasciata d’Italia a Washington):

«Article by Minister Frattini and Russian Foreign Minister Lavrov: “A New World Order” (La Stampa)

At twenty years on from the fall of the Berlin Wall, two new concepts have shown up on the Euro-Atlantic and international agenda: “the common European home” and the “new world order”. Two concepts, as yet unrealised but, in any case, complementary: a new world order based on inter-dependence and cooperation in resolving common problems cannot do without a “Greater Europe” stretching from the Atlantic to Vladivostok. Only a Europe of this sort, with a global vision and shared goals, will be able to ensure stability on our continent. How far are we from realizing this project, which Charles de Gaulle suggested back in the Cold War era?

Awareness has begun to take, albeit fragile, root over the last two decades that maintaining divisions on the continent of Europe compromises the security of all; the nuclear threat and that of any other major war have been laid to rest; the sad chapter of the Balkans war has come to a close, although some differences persist, the negative effect on European of the Caucasus crisis of last summer. Much has been done to strengthen the strategic nature of relations between Russia and the European Union, and not least on the institutional plane. In 1996 Russia forged a Partnership and Collaboration Accord with the EU; in 2004 Russia and the European Union reached agreement on four “common areas”. The EU is Russia’s main economic partner today. This includes the strategic sector of energy, although a modern energy security system that balances the interests of energy producer, transit and consumer countries, as agreed by the G8 leaders at St. Petersburg, has yet to be created. Collaboration between Russia and the Atlantic Alliance has been structured as a result of the NATO-Russia Council created at Pratica di Mare in 2002.

Is this a lot or a little? It is no small accomplishment, but neither is it sufficient. The fall of the Berlin wall triggered the emancipation of international relations from the earlier constraints of ideological confrontation. Nevertheless it must be acknowledged that an adequate political response has not been forthcoming. Pan-European political collaboration has not yet made that leap in quality to meet the new challenges and threats. And yet, faced with the “new threats” of our century—ranging from terrorism to nuclear proliferation, international crime, environmental deterioration, energy and the problems of economic-financial stability—it is now that we need a strong and cohesive political partnership in this pan-European area. In other words, the “new world order” needs the “common European home”.

We believe that, in order to build this «common home», the following priorities must be established.

First of all, the political reinforcement of relations between NATO and Russia on the basis of a real partnership and in light of reciprocal security interests; secondly, the outlining within the framework of the negotiations under way, of a new accord between the European Union and Russia to make way for not only an economic but a political strategic partnership; finally, the creation of a new European security architecture, which is already being discussed in various European settings.

Such an architecture could avail itself of the existing synergies between the various institutions and organizations in the pan-European area (OSCE, NATO, EU, CIS and CSTO) based on common interests and the increasing need for closer cooperation between the European Union, the US, and Russia. In other words, there is a need to strengthen and put into practice those principles contained in the Helsinki Act, the OSCE acquis and the Declaration of Pratica di Mare on the NATO-Russia Council. This would allow for the creation of a common area of security throughout the entire Euro-Atlantic on the basis of a new shared vision of the world as it really is.

We appreciate the contributions made thus far, or that will be made, by the leaders of this pan-European process toward achieving this goal. We must all share the responsibility for ensuring global security as it is understood today. The soon to come into effect Treaty of Lisbon, as well as the achievement of new quality in Russian-American relations, will open up new opportunities for Euro-Atlantic relations that must not be missed. At stake is the future of our entire region and its role in the increasingly complex and pluralistic international system of the 21st century, in which we want diversity to become added value and a factor in stability and development rather than in conflict.»

https://ambwashingtondc.esteri.it/ambasciata_washington/en/sala-stampa/dall_ambasciata/frattini_lavrov.html

In russo (dal sito del Ministero degli Affari Esteri della Federazione Russa):

«Совместная статья Министра иностранных дел России С.В.Лаврова и Министра иностранных дел Италии Ф.Фраттини «Новый миропорядок и общий европейский дом», «Известия», 9 ноября 2009 года

Двадцать лет назад, после падения Берлинской стены, в центре евроатлантической и международной повесток дня оказались две новые задачи: создание “единого европейского дома” и “нового мирового порядка”. Эти два понятия, пока еще не воплощенные в жизнь, были и остаются взаимодополняющими.

Новый миропорядок, основывающийся на взаимозависимости и сотрудничестве с целью решения общих проблем, не может обойтись без “Большой Европы”, простирающейся от Атлантики до Владивостока. Только такая Европа – с глобальным подходом и разделяемыми всеми задачами – могла бы гарантировать стабильность на нашем континенте. Как далеко продвинулись мы на сегодня в реализации данного проекта, выдвинутого Шарлем де Голлем еще в самый разгар “холодной войны”?

За два последних десятилетия в Европе наметилась – пусть пока еще хрупкая – тенденция к осознанию того, что сохранение разделительных линий на европейском континенте наносит ущерб безопасности всех. Отодвинута опасность развязывания в Европе не только ядерной, но и любой “большой” войны. Закрыта печальная глава балканских войн и в основном преодолено, несмотря на некоторые сохраняющиеся разногласия, негативное воздействие на европейскую ситуацию кавказского кризиса лета прошлого года. Немало сделано для укрепления стратегического характера отношений России с Евросоюзом, включая их институциональный аспект. В 1996 году Россия заключила соглашение о партнерстве и сотрудничестве с ЕС, а в 2004-м Россия и Европейский союз достигли договоренности о создании четырех общих пространств. ЕС является ведущим экономическим партнером России. Это в равной степени относится к стратегической сфере энергетики, причем важной задачей остается создание современной системы энергетической безопасности, обеспечивающей баланс интересов стран-производителей, транзитных государств и стран – потребителей энергоресурсов, как об этом договорились лидеры “восьмерки” на саммите в Санкт-Петербурге. Было также выстроено сотрудничество между Россией и Североатлантическим альянсом через механизм Совета Россия – НАТО, который был создан в Пратика-ди-Маре в 2002 году.

Много это или мало? Это немало, но этого и недостаточно. И вот почему. Падение Берлинской стены запустило процесс эмансипации международных отношений от прежних схем идеологической конфронтации. И надо признать, это пока не нашло адекватного ответа на политическом уровне. Общеевропейское сотрудничество в политической сфере еще не обрело качества, которое соответствовало бы новым вызовам и угрозам. И все же сегодня, когда сменилась система координат в европейской и глобальной политике, перед лицом этих новых угроз столетия – от терроризма, ядерного распространения, международной преступности, экологической деградации до проблем энергетической безопасности и финансово-экономической стабильности – все более необходимо прочное и сплоченное партнерство на общеевропейском пространстве. Иными словами, “новый миропорядок” нуждается в “общем европейском доме”.

Полагаем, что для создания этого “общего дома” следует руководствоваться следующими приоритетами.

Во-первых, придать новый политический импульс отношениям России и НАТО на основе реального партнерства и учета интересов безопасности друг друга. Во-вторых, разработать в рамках общего переговорного процесса новое соглашение между Евросоюзом и Россией с тем, чтобы стратегическое партнерство было бы не только экономическим, но и политическим.

Наконец – создание новой архитектуры европейской безопасности, по которой мы уже ведем обсуждение в рамках различных форумов в Европе. Такая архитектура могла бы быть создана на основе сочетания и взаимосвязи компетенций различных институтов и организаций, уже существующих на общеевропейском пространстве, включая ОБСЕ, НАТО, ЕС, СНГ, ОДКБ, и при опоре на общность интересов и необходимость все более тесного сотрудничества между Россией, Евросоюзом и США.

Иными словами, необходимо укрепление и претворение в жизнь тех принципов, которые содержатся в документах ОБСЕ, прежде всего в Хельсинкском Заключительном акте и в Римской декларации о создании Совета Россия – НАТО. Это позволило бы сформировать единое поле безопасности на всем евроатлантическом пространстве на основе общего понимания современных реалий, которого не было поначалу.

Мы приветствуем уже внесенные и потенциальные вклады участников общеевропейского процесса в достижение этой цели. Сегодня все мы несем общую ответственность за обеспечение мировой безопасности в ее современном прочтении.

Вступление в силу в ближайшее время Лиссабонского договора наряду с обретением нового качества российско-американских отношений создает новые возможности для развития взаимодействия в Евро-Атлантике, которые не должны быть упущены. На кону – будущее всего нашего региона и его роль во все более сложной и плюралистической международной системе XXI века, в которой, как нам хотелось бы, разнообразие стало бы добавленной стоимостью, фактором стабильности и развития, а не противостояния.»

https://www.mid.ru/web/guest/maps/it/-/

asset_publisher/y8qQ47DsHQYD/content/id/274414

È evidente che anche oggi, nel 2019, i russi vorrebbero attuare, più o meno, ciò che è scritto nel suddetto editoriale e che considerano quindi l’Unione Europea di fondamentale importanza (cioè da sostenere a tutti costi, 1), per arrivare a ciò che nel 2009 chiamarono (incredibilmente!) “Nuovo Ordine Mondiale” (sì, proprio quel “New World Order” di cui parlò George Bush senior in un suo famoso discorso del 1991, 2).

Ma allora sono anch’essi mondialisti? No, è impossibile, visto quello che è successo dalla crisi dell’Ucraina fino ad oggi.

Del resto è impossibile che i russi rinuncino allo Stato (a causa del loro Cristianesimo ortodosso, 3), avendo ereditato il cesaropapismo da Costantinopoli (Mosca è la terza Roma), mentre lo scopo supremo del mondialismo è proprio l’eliminazione dello Stato.

È vero che essi accettarono il comunismo, che è un’altra ideologia antistato (4), ma, come ho scritto in un vecchio post:

«Questo è avvenuto a causa della peculiarità della teoria marx-engelsiana, la quale prevede sì l’eliminazione dello Stato, ma in un indeterminato futuro, ossia in un periodo successivo alla dittatura del proletariato. Nel frattempo c’è appunto una dittatura. Ciò ha sedotto diversi popoli orientali, i quali storicamente sono sempre stati propensi all’autocrazia.» (5)

Stando così le cose, occorre necessariamente concludere che per i russi l’Unione Europea sia ciò che la propaganda mondialista asserisce e non ciò che essa è realmente: il campo di sterminio dei popoli europei, al fine di creare un territorio europeo nel quale lo Stato è sostituito dalla tecnocrazia (i tecnocrati di Bruxelles), il che è l’utopia ottocentesca del Conte Henri de Saint-Simon (6, 7, 8), un territorio europeo da cui partire per estendere tale sostituzione a tutto il mondo, compresa ovviamente la Russia.

Però il Conte Henri de Saint-Simon, profondamente cristiano (6), era a favore del popolo, mentre i mondialisti sono contro il popolo, vogliono eliminare il popolo, attuando un vero e proprio genocidio (9, 10), per mezzo della povertà (l’euro serve proprio a questo!), per mezzo dell’immigrazione di massa dall’Africa e dal Medio Oriente, da cui l’islamizzazione e il meticciato, meticciato a cui inneggia perfino Papa Bergoglio (11), e infine per mezzo della distruzione della famiglia (in modo da ridurre drasticamente le nascite).

Tutto ciò non è affatto capito dai russi, i quali pensano che l’unico problema sia il neocolonialismo e l’imperialismo degli Stati Uniti d’America (12, 13, 14, 15).

Essi non capiscono affatto che gli Stati Uniti d’America (contro la volontà di Donald Trump!) altro non sono che il braccio armato dell’Unione Europea, cioè il braccio armato dell’ideologia mondialista (in inglese ideology of globalism).

Essi confondono l’ideologia mondialista, che è un fenomeno assolutamente nuovo, la cui nascita può essere posta per convenzione nel 1954, l’anno della prima riunione del Bilderberg, e che è un’ideologia antistato (4), con l’imperialismo nazionalista, che è un fenomeno antico quanto il mondo, essendo niente altro che un’espressione del principio hobbesiano della “guerra di tutti contro tutti” (16), principio su cui poi si basa l’intera biologia scientifica moderna, attraverso l’opera di Charles Darwin (17).

Del resto il concetto tipicamente russo di un’Eurasia che si estende da Lisbona a Vladivostok, vedi il suddetto editoriale del 2009, altro non è che puro e semplice imperialismo da parte dei russi.

Quindi i russi, invece di vedere nell’Occidente la realtà, cioè il mondialismo, o meglio il delirio culturale mondialista (che ha un carattere fortemente irrazionale e che infatti è finalizzato al suicidio dei popoli occidentali), vedono nell’Occidente ciò che essi hanno in se stessi: l’imperialismo, la politica di potenza.

Questo totale fraintendimento della realtà da parte dei russi mi sbalordisce.

Ma, a pensarci bene, è solo un caso particolare di etnocentrismo.

——

1) Putin’s Big Dollar Dump Cost Russia $8 Billion in One Year

https://www.bloomberg.com/news/articles/2019-10-15/putin-s-big-dollar-dump-cost-russia-8-billion-in-one-year

2) Il video del famoso discorso di George Bush senior del 1991 può essere scaricato qui:

https://archive.org/details/GeorgeBushSr

.NewWorldOrderLiveSpeechSept111991

3) Ho sognato una gara di chef

https://luigicocola.wordpress.com/2018/05/06/ho-sognato-una-gara-di-chef/

N.B.: scrissi questo post dopo aver riletto attentamente il libro di Daniele dell’Antico Testamento.

4) La teoria unificata delle ideologie antistato

https://luigicocola.wordpress.com/2014/03/20/la-teoria-unificata-delle-ideologie-antistato/

5) Le tre vie delle ideologie antistato

https://luigicocola.wordpress.com/2015/02/12/le-tre-vie-delle-ideologie-antistato/

6) «Henri de Saint-Simon, in full Claude-Henri de Rouvroy, Comte (count) de Saint-Simon, (born Oct. 17, 1760, Paris, Fr.—died May 19, 1825, Paris), French social theorist and one of the chief founders of Christian socialism. In his major work, Nouveau Christianisme (1825), he proclaimed a brotherhood of man that must accompany the scientific organization of industry and society.»

https://www.britannica.com/biography/Henri-de-Saint-Simon

7) «All’estremo opposto l’ideale della fine della società politica e della classe politica che ne trae un abusivo vantaggio è stato predicato da una concezione che oggi si direbbe tecnocratica dello Stato, come quella esposta da Saint-Simon secondo cui nella società industriale ove protagonisti non sono più i guerrieri e i legisti ma diventano gli scienziati e i produttori, non ci sarà più bisogno della «spada di Cesare». Questo ideale tecnocratico peraltro si accompagna in Saint-Simon con una forte ispirazione religiosa (il nouveau christianisme), quasi a suggerire l’idea che questo salto fuori della storia che è la società senza Stato non sia pensabile prescindendo da un’idea messianica.»

Norberto Bobbio, Stato, governo, società, Einaudi, 1995, pag. 124

8) «Inutile che qui io rifaccia la storia della tecnocrazia. Basta ricordarne alcuni principi fondamentali, che poi sono quelli fissati già dal fondatore o inventore: il francese Claude Henri de Rouvroy, conte di Saint-Simon, e poi affinati, adattati, rielaborati in due secoli di sviluppo senza però mai tradire alcuni presupposti irrinunciabili…

…Il mondo va male, perché al governo sono gli uomini della politica, regno appunto dell’incertezza, mentre ne restano fuori quelli che possono contare su un sapere certo e indubitabile: gli industriali, nei quali Saint-Simon comprende tutti coloro che in qualsiasi modo appartengono alla sfera della produzione. Per rimettere le cose a posto in questo mondo così cambiato occorre sostituire le incertezze della politica con le certezze della scienza e della tecnica; occorre che il controllo della società passi dalle mani dei politici a quelle degli industriali.»

Claudio Finzi, Ideologia tecnocratica e globalizzazione, in Agostino Carrino (a cura di), L’Europa e il futuro della politica, Società Libera, 2002, pagg. 235-236

9) Convention on the Prevention and Punishment of the Crime of Genocide

treaties.un.org/pages/ViewDetails.aspx?src=TREATY&mtdsg_no=IV-1&chapter=4&lang=en

10) Convention on the Prevention and Punishment of the Crime of Genocide

«Article I

The Contracting Parties confirm that genocide, whether committed in time of peace or in time of war, is a crime under international law which they undertake to prevent and to punish.

Article II

In the present Convention, genocide means any of the following acts committed with intent to destroy, in whole or in part, a national, ethnical, racial or religious group, as such [il neretto è mio]:
(a) Killing members of the group;
(b) Causing serious bodily or mental harm to members of the group;
(c) Deliberately inflicting on the group conditions of life calculated to bring about its physical destruction in whole or in part [il neretto è mio];
(d) Imposing measures intended to prevent births within the group;
(e) Forcibly transferring children of the group to another group.

Article III

The following acts shall be punishable:
(a) Genocide;
(b) Conspiracy to commit genocide;
(c) Direct and public incitement to commit genocide;
(d) Attempt to commit genocide;
(e) Complicity in genocide.»

United Nations, Treaty Series, vol. 78, p. 280

treaties.un.org/doc/Publication/UNTS/Volume%2078/v78.pdf

11) Anche Papa Francesco parla di meticciato

https://luigicocola.wordpress.com/2019/06/29/anche-papa-francesco-parla-di-meticciato/

12) Western Zero-Sum Geopolitics is a Dead-End

www.strategic-culture.org/news/2019/10/04/western-zero-sum-geopolitics-is-a-dead-end/

13) I russi se ne facciano una ragione: l’Unione Europea crollerà

https://luigicocola.wordpress.com/2019/10/28/i-russi-se-ne-facciano-una-ragione-lunione-europea-crollera/

14) “World at a Crossroads and a System of International Relations for the Future” by Foreign Minister Sergey Lavrov for “Russia in Global Affairs” magazine, September 20, 2019

https://www.mid.ru/ru/foreign_policy/

news/-/asset_publisher/cKNonkJE02Bw

/content/id/3792556?

fbclid=IwAR2A8L5wUhPhqOEsLGz6RSkMIR1yq9PX14KJV2qB02t7

ancInmbzi7MDjYs&p_p_id=101_INSTANCE_cKNonkJE02Bw&_

101_INSTANCE_cKNonkJE02Bw_languageId=en_GB

15) “Il mondo a un bivio e un sistema di relazioni internazionali per il futuro” – Dichiarazione del Ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov per la testata “La Russia negli affari mondiali” del 20 settembre 2019

http://sakeritalia.it/attualita/il-mondo-a-un-bivio-e-un-sistema-di-relazioni-internazionali-per-il-futuro/

16) Dov’è che Hobbes scrisse “bellum omnium contra omnes”?

https://luigicocola.wordpress.com/2019/03/06/dove-che-hobbes-scrisse-bellum-omnium-contra-omnes/

17) Sull’idea errata che l’uguaglianza totale conduca alla pace nel mondo

https://luigicocola.wordpress.com/2019/02/12/sullidea-errata-che-luguaglianza-totale-conduca-alla-pace-nel-mondo/

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I trichechi suicidi di David Attenborough, l’ennesima menzogna dei globalisti sul climate change

8 novembre 2019

Leggo su RT un articolo di Helen Buyniski (6 novembre 2019):

You’ve been lied to: Walrus suicide NOT caused by climate change as Attenborough story quietly revised. What else is a lie?

«Footage of walruses driven to suicide by climate change broke the world’s heart last year, only for the story to be quietly revised. But if media lied about walrus suicides, what else are they lying about?

Renowned nature documentarian David Attenborough probably converted a few climate skeptics with his heartrending footage of walruses, their habitat decimated by climate change, throwing themselves off cliffs in despair in the 2018 Netflix documentary Our Planet.

Unfortunately, the story was untrue. Walruses regularly take to the water as part of their seasonal migration, and some plummet to their doom in their hurry to escape predators like polar bears, which sometimes hunt their prey by triggering a stampede off a precipice.

Some eagle-eyed viewers noted that the placement of Attenborough’s camera crew might have also left his walruses with no choice but to jump off the cliff, since humans were blocking the beach. With polar bears menacing them inland, the walruses could have been caught between the proverbial rock and hard place.

Other sleuths found the filmmakers had engaged in some editing trickery to make it seem that the ‘desperate’ walruses going ashore to the dangerous cliffs were just around the corner from the packed 100,000-strong colony showcased in the documentary. In fact, the two locations were 400 hundred kilometers apart in Russia’s Far East.

The persistence of a handful of climate change skeptics seems to have shamed Attenborough into revising his explanation of the pinniped tragedy. In a more recent BBC documentary Seven Worlds, One Planet, he explains the walrus mass suicide as a consequence of marauding polar bears – another species supposedly on the edge of extinction because of climate change but apparently doing quite well…

…Environmental activists tearing their hair out about “climate change deniers” fail to take into account the frequency with which the media gets climate change wrong. Attenborough’s walruses are just the latest flub in a long history of green fables that have evaporated on closer examination. Former vice president turned environmental crusader Al Gore famously predicted New York would be underwater in the near future due to a 20-foot rise in sea levels, declaring in 2008 that the North Pole would go completely ice-free within five years. Gore has become a very rich man off his holdings in solar energy, which ballooned in value following the release of his film An Inconvenient Truth – a film so full of errors a UK judge would only allow it to be showed in schools with “guidance notes to prevent political indoctrination.” [il neretto è mio]

The familiar “hockey stick” graph, used by climate change alarmists to claim that global temperatures have been rising rapidly since the industrial revolution, was dealt a near-fatal blow in 2009 with the release of internal emails from the University of East Anglia’s [il neretto è mio] climate research division. The emails revealed the scientists had ‘edited’ the Earth’s historical temperature record to fit their theories, a scandal that has come to be known as ClimateGate [il neretto è mio]. These scientists worked with the UN’s Intergovernmental Panel on Climate Change – the group whose recent report warned humanity we have 12 years to act before irreversible climate change dooms us all to temperature increases incompatible with life.»

https://www.rt.com/op-ed/472795-walrus-suicide-climate-change-lies/

I trichechi suicidi di David Attenborough sono l’ennesima menzogna dei globalisti sul climate change (o global warming), il quale in realtà è un fraudolento e ignobile espediente dei globalisti per sottrarre larghe fette di sovranità agli Stati di tutto il mondo, come ho scritto più volte.

Ripropongo qui un video del truffatore Al Gore (1), Vicepresidente degli Stati Uniti d’America dal 1993 al 2001 e Premio Nobel per la pace 2007, già da me proposto in un precedente post (2):

——————

1) Greta Thunberg, Al Gore e la truffa molto remunerativa del global warming

https://luigicocola.wordpress.com/2019/09/28/greta-thunberg-al-gore-e-la-truffa-molto-remunerativa-del-global-warming/

2) Due Premi Nobel a confronto: Al Gore e Carlo Rubbia

https://luigicocola.wordpress.com/2019/10/01/due-premi-nobel-a-confronto-al-gore-e-carlo-rubbia/

N.B.: tutti i link sono stati verificati in data odierna.

P.S. (9 novembre 2019): occorre notare che pochi giorni fa Donald Trump, il 45° Presidente degli Stati Uniti d’America, ha avuto il coraggio di uscire formalmente dall’accordo di Parigi sul clima, mentre Vladimir Putin e Xi Jinping lo hanno ratificato.

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Adesso i russi si accorgono di Hillary Clinton!

3 novembre 2019

Leggo su Strategic Culture, un sito notoriamente controllato dai russi, quest’articolo di Martin Sieff:

Hocus Pocus Halloween Horror! Hillary Clinton Still Hopes to Ride Her Broomstick into the White House

3 novembre 2019

«Make no mistake about it: Hillary Clinton still craves the Presidency of the United States and she is convinced she can get it: Her strategy is all drawn up and she is ready to launch yet another Russia-hating witch hunt lie that would put Senator Joe McCarthy to shame. What a prospect for Halloween 2020!»

www.strategic-culture.org/news/2019/11/03/hocus-pocus-halloween-horror-hillary-clinton-still-hopes-to-ride-her-broomstick-into-white-house/

Adesso i russi si accorgono di Hillary Clinton!

Nel mio post del 2 novembre 2019 (1) avevo scritto:

«I russi avrebbero dovuto approfittare della finestra di possibilità offerta dalla presidenza di Donald Trump, che mai avrebbe scatenato un’offensiva militare contro la Russia nazionalista (perché il suo scopo è quello di combattere il globalismo, essendo nazionalista anche lui), e invece che hanno fatto?

Hanno rafforzato l’Unione Europea, cioè proprio quel globalismo che ha messo in atto il casus belli dell’Ucraina!

Complimenti, non c’è che dire.

E tutto ciò deriva dall’aver sbagliato l’analisi (o l’interpretazione che dir si voglia) del mondialismo (3, 4).

Adesso, se riesce l’impeachment che i globalisti stanno conducendo contro Donald Trump, e se viene eletta Presidente Hillary Clinton o un altro globalista, sarà guerra nucleare.»

Se i russi avessero spinto sul crollo dell’Unione Europea, che è l’attuazione più avanzata dell’ideologia mondialista, di quell’ideologia mondialista di cui – ormai è evidente – essi negano perfino l’esistenza (2, 3), la minaccia di Hillary Clinton (o di un altro globalista) alla Casa Bianca non avrebbe potuto esserci, perché sarebbe stato impossibile rimettere in piedi un’Unione Europea crollata e quindi il mondialismo stesso sarebbe crollato.

Ho scritto in un post precedente (4):

«L’Unione Europea è il progetto più avanzato della setta dell’élite globalista.

L’Unione Europea è il campo di sterminio dei popoli europei.

Ma non verranno sterminati solo i popoli europei, alla fine verranno sterminati tutti i popoli della terra che hanno uno Stato, compresi il popolo russo, il popolo cinese e il popolo ebraico, compresi tutti, nessuno escluso.

La narrazione che la setta dell’élite globalista ha imposto al genere umano è completamente falsa: l’Unione Europea, che fu ideata nel lontano 1814 dal Conte Henri de Saint-Simon, non è affatto ciò che viene propagandato da moltissimo tempo, ma è il primo luogo della terra in cui sarà attuata l’eliminazione dello Stato, eliminazione dello Stato che è lo scopo supremo dell’ideologia globalista (in inglese “the ideology of globalism”).»

————-

1) Trump: l’Italia starebbe molto meglio fuori dall’Unione Europea

https://luigicocola.wordpress.com/2019/11/02/trump-litalia-starebbe-molto-meglio-fuori-dallunione-europea/

2) Western Zero-Sum Geopolitics is a Dead-End

www.strategic-culture.org/news/2019/10/04/western-zero-sum-geopolitics-is-a-dead-end/

3) I russi se ne facciano una ragione: l’Unione Europea crollerà

https://luigicocola.wordpress.com/2019/10/28/i-russi-se-ne-facciano-una-ragione-lunione-europea-crollera/

4) La setta dell’élite globalista ci vuole estinguere

https://luigicocola.wordpress.com/2019/07/18/la-setta-dellelite-globalista-ci-vuole-estinguere/

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Trump: l’Italia starebbe molto meglio fuori dall’Unione Europea

2 novembre 2019

Il rivoluzionario Donald Trump, il 45° Presidente degli Stati Uniti d’America, ha detto pubblicamente ed esplicitamente che l’Italia, come altri paesi (che però non ha nominato, tranne il Regno Unito), starebbe molto meglio fuori dall’Unione Europea.

In inglese:

Donald Trump tells ‘Italy and others’ -Leave ‘difficult’ EU in incredible Farage interview
DONALD TRUMP told Brexit Party leader Nigel Farage on his LBC show that Italy and “other” countries should leave the “difficult” European Union.

31 ottobre 2019

«The US President said the UK is being held back by the European Union as he revealed he is “disappointed” the October 31 date was delayed. Mr Trump believes “Italy and others” would do much better outside the EU as the President told Nigel Farage they are “very difficult people.” He went on to say Mr Farage appears to have a “magic wand” to deal with the EU.

Speaking on LBC’s Nigel Farage show, Mr Trump said: “You’re being held back by the European Union.

“So are other countries in the EU.

“You have countries, Italy and others, that will do much better frankly without the EU.

“But if they want to have a union that’s fine.»

https://www.express.co.uk/news/uk/1198337/donald-trump-news-Nigel-farage-LBC-interview-EU-brexit-deal-Italy

In italiano:

TRUMP: L’ITALIA STAREBBE MOLTO MEGLIO FUORI DALLA UE. La registrazione originale

1 novembre 2019

«Lo ha veramente detto. Trump ha effettivamente detto che “L’Italia starebbe molto meglio fuori dall’Unione Europea, ma se vogliono restare…”. Questo è avvenuto durante una interessante intervista di Nigel Farage a Donald Trump sulla radia di informazione britanica LBC. Il tema principale della conversazione era la Brexit, soprattutto la conclusione di un accordo di libero scambio fra Regno Unito e USA, che, secondo Trump , condurrà ad una moltiplicazione di quattro o cinque volte dell’interscambio commerciale ra le due parti.

Quindi Trump Parla anche dell’Italia

“No , noi stiamo parlando di commercio, il vostro interscambio commerciale potrebbe essere quattro o cinque volte maggiore rispetto ad ora, e questo renderebbe la vostra nazione molto più grande economicamente rispetto a quanto è ora, perchè siete tenuti indietro dall’Unione Europea, e lo stesso accade ad altre nazioni nell’Unione Europea, cioè la tua nazione, l’Italia ed altri stati farebbero francamente molto meglio senza l’Unione Europea, ma se vogliono un’unione va bene“.

Quindi Trump dice esplicitamente che per l’Italia la UE è un elemento dannoso, ed anzi giunge al limite di far capire che potrebbe essreci un accordo commerciale particolare se l’Italia uscisse dalla UE, come per il Regno Unito.»

scenarieconomici.it/trump-litalia-starebbe-molto-meglio-fuori-dalla-ue-la-registrazione-originale/

Che differenza con Vladimir Putin, che usa lo stesso linguaggio propagandistico e falso dei globalisti (“liberal idea”, “liberal circles”, “globalisation”, 1) e che, per la dedollarizzazione (in inglese de-dollarization), usa l’euro (e in minor misura lo yuan), rafforzando così, e clamorosamente, l’Unione Europea, e per giunta perdendoci complessivamente (tra euro e yuan), in un solo anno, ben 7,7 miliardi di dollari (2, 3, 4).

Nel confronto con Obama, Putin aveva vinto facilmente, surclassando (a detta di tutti) il 44° Presidente degli Stati Uniti d’America, ma nel confronto con Trump egli perde alla grande.

I russi avrebbero dovuto approfittare della finestra di possibilità offerta dalla presidenza di Donald Trump, che mai avrebbe scatenato un’offensiva militare contro la Russia nazionalista (perché il suo scopo è quello di combattere il globalismo, essendo nazionalista anche lui), e invece che hanno fatto?

Hanno rafforzato l’Unione Europea, cioè proprio quel globalismo che ha messo in atto il casus belli dell’Ucraina!

Complimenti, non c’è che dire.

E tutto ciò deriva dall’aver sbagliato l’analisi (o l’interpretazione che dir si voglia) del mondialismo (3, 4).

Adesso, se riesce l’impeachment che i globalisti stanno conducendo contro Donald Trump, e se viene eletta Presidente Hillary Clinton o un altro globalista, sarà guerra nucleare.

Inutile nascondercelo: l’intera umanità corre concretamente il rischio di estinguersi.

E provoca in me un enorme stupore il fatto che nel mondo parecchie persone indubbiamente assai intelligenti (penso in particolar modo ai geni della Silicon Valley, 5) non riescano a uscire fuori dall’ideologia nella quale vivono.

A questo proposito consiglio fortemente la lettura di un vecchio romanzo di science fiction: Orphans of the Sky di Robert A. Heinlein (6).

Uscite fuori dall’ideology of globalism, avete una grande intelligenza, usatela!

———

1) L’understatement britannico di Vladimir Putin

https://luigicocola.wordpress.com/2019/07/07/lunderstatement-britannico-di-vladimir-putin/

2) Putin’s Big Dollar Dump Cost Russia $8 Billion in One Year

15 ottobre 2019

«The first year of President Vladimir Putin’s experiment in diversifying away from the U.S. dollar cost Russia about $7.7 billion in potential returns.

Russia’s central bank added exposure to underperforming currencies such as the euro and yuan just as it missed out on a 6.5% rally in the greenback. If it had maintained the previous dollar-heavy structure of it $531 billion reserves, gains for the year through March would have totaled around 3.8%, according to Bloomberg calculations.»

https://www.bloomberg.com/news/articles/2019-10-15/putin-s-big-dollar-dump-cost-russia-8-billion-in-one-year

3) I russi e i cinesi non capiscono affatto cos’è il mondialismo

https://luigicocola.wordpress.com/2019/10/15/i-russi-e-i-cinesi-non-capiscono-affatto-cose-il-mondialismo/

4) I russi se ne facciano una ragione: l’Unione Europea crollerà

https://luigicocola.wordpress.com/2019/10/28/i-russi-se-ne-facciano-una-ragione-lunione-europea-crollera/

5) Le contraddizioni della Silicon Valley

https://luigicocola.wordpress.com/2016/11/10/le-contraddizioni-della-silicon-valley/

6) Stranamente (ma forse no) questo romando di Heinlein, che io lessi quando ero adolescente, e ne rimasi molto colpito, ha attirato l’attenzione anche di Claudio Finzi, cfr. il suo Spazio e condizione umana: tre esempi fantascientifici, in Bruna Consarelli (a cura di), Spazi e politica nella modernità tecnologica, Firenze University Press, 2006.

Spazi e politica nella modernità tecnologica si può scaricare gratuitamente qui:

https://www.fupress.com/catalogo/spazi-e-politica-nella-modernita-tecnologica/455

Proprio di Claudio Finzi è il fondamentale Ideologia tecnocratica e globalizzazione, in Agostino Carrino (a cura di), L’Europa e il futuro della politica, Società Libera, 2002, che ho citato in questo blog più volte.

Ideologia tecnocratica e globalizzazione si può leggere integralmente in rete:

http://www.teleion.it/users/garbolino/

librisoclibera/testi/europafutpol/19_europapf.shtml

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Come si fa ad ignorare la volontà del globalismo di eliminare lo Stato?

30 ottobre 2019

L’ideologia mondialista, in inglese “the ideology of globalism” (come la nominò il grande Donald Trump il 25 settembre 2018 all’ONU, 1), ha la volontà – è il suo scopo supremo – di eliminare lo Stato dalla faccia della terra, per instaurare un Nuovo Ordine Mondiale, in inglese New World Order, in cui non ci sono più gli Stati, ciò che David Rockefeller nella sua autobiografia descrisse come “one world“:

«Some even believe we are part of a secret cabal working against the best interests of the United States, characterizing my family and me as “internationalists” and of conspiring with others around the world to build a more integrated global political and economic structure—one world [il neretto è mio], if you will. If that’s the charge, I stand guilty, and I am proud of it.»

David Rockefeller, Memoirs, Random House, 2003, pag. 405

A parte Rockefeller, questo scopo supremo è dichiarato in modo esplicito e ubiquitario, vedi per esempio lo slogan “No Border, No Nation, Stop Deportations!” riportato da Wikipedia in inglese alla voce No Border network (2).

Oppure le parole di Stephen Hawking:

«Insieme, tutti questi problemi ci ricordano che ci troviamo nel momento più pericoloso nella storia dello sviluppo dell’umanità. Possediamo la tecnologia per distruggere il pianeta su cui viviamo, ma non abbiamo ancora sviluppato la capacità di fuggire da questo pianeta. Forse fra qualche secolo avremo creato colonie umane fra le stelle, ma in questo momento abbiamo un solo pianeta, e dobbiamo lavorare insieme per proteggerlo.

Per farlo è necessario abbattere le barriere interne ed esterne alle nazioni, non costruirle [il neretto è mio].» (3, 4)

In inglese:

«Together, they are a reminder that we are at the most dangerous moment in the development of humanity. We now have the technology to destroy the planet on which we live, but have not yet developed the ability to escape it. Perhaps in a few hundred years, we will have established human colonies amid the stars, but right now we only have one planet, and we need to work together to protect it.

To do that, we need to break down, not build up, barriers within and between nations [il neretto è mio].» (4, 5)

Oppure gli sproloqui propagandistici e fraudolenti di Joseph Stiglitz:

«Data l’insistenza di Trump e dei suoi accoliti sul fatto che i confini hanno importanza [il neretto è mio], le imprese ci penseranno due volte mentre costruiscono catene di approvvigionamento globali. La conseguente incertezza scoraggia gli investimenti, in particolare gli investimenti transfrontalieri, che diminuiranno lo slancio di un sistema basato su regole globali. Con meno investimenti nel sistema, i sostenitori di un tale sistema avranno meno incentivi a spingerlo.

Ciò sarà difficile per tutto il mondo. Che piaccia o no, l’umanità rimarrà connessa a livello mondiale, affrontando problemi comuni come il cambiamento climatico e la minaccia del terrorismo. La capacità e l’incentivo a lavorare in modo cooperativo per risolvere questi problemi devono essere rafforzati e non indeboliti.» (6, 7, 8)

In inglese:

«Given the insistence of Trump and his acolytes that borders do matter [il neretto è mio], businesses will think twice as they construct global supply chains. The resulting uncertainty will discourage investment, especially cross-border investment, which will diminish the momentum for a global rules-based system. With less invested in the system, advocates for such a system will have less incentive to push for it.

This will be troublesome for the entire world. Like it or not, humanity will remain globally connected, facing common problems like climate change and the threat of terrorism. The ability and incentive to work cooperatively to solve these problems must be strengthened, not weakened.» (8, 9)

Ignorare le esplicite e ubiquitarie esortazioni a eliminare i confini e quindi gli Stati, non volere né vederle né sentirle, è semplicemente folle, quasi come lo stesso delirio culturale mondialista.

————

1) Donald Trump all’ONU il 25 settembre 2018: “the ideology of globalism”

2) No Border network

https://en.wikipedia.org/wiki/No_Border_network

3) Le élite imparino l’umiltà o il populismo sarà trionfante

https://www.repubblica.it/economia

/2016/12/07/news/le_e_lite_imparino_l_umilta

_o_il_populismo_sara_trionfante-153609352/

4) Le solenni cretinate di Stephen Hawking sul mondialismo

https://luigicocola.wordpress.com/2016/12/17/le-solenni-cretinate-di-stephen-hawking-sul-mondialismo/

5) This is the most dangerous time for our planet

https://www.theguardian.com/commentisfree/2016/dec/01/stephen-hawking-dangerous-time-planet-inequality

6) Lezioni dagli antiglobalisti

https://www.agenziacomunica.net/2017/05/03/lezioni-dagli-antiglobalisti/

7) Lezioni dagli antiglobalisti

http://praxisoggi.blogspot.com/2017/05/lezioni-dagli-antiglobalisti.html

8) Joseph Stiglitz racconta menzogne e fa propaganda mondialista

https://luigicocola.wordpress.com/2017/05/11/joseph-stiglitz-racconta-menzogne-e-fa-propaganda-mondialista/

9) Lessons from the Anti-Globalists

https://www.ips-journal.eu/topics/international-relations/article/show/lessons-from-the-anti-globalists-2016/

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Quattro strani difetti delle analisi del mondialismo conformiste e tradizionali

25 ottobre 2019

Le analisi del mondialismo (o globalismo) conformiste e tradizionali hanno quattro strani difetti (da puntualizzare che nella mia analisi del mondialismo, di cui ho largamente scritto, tali difetti non sono presenti).

I) Innanzitutto ad esse sfugge il punto nodale della questione, che è l’intenzione dell’élite globalista di eliminare lo Stato, sostituendolo con la tecnocrazia (la tecnocrazia è un concetto inventato da Henri de Saint-Simon all’inizio dell’Ottocento, 1, 2, 3).

Per fare un esempio, quando si interpreta l’ideologia mondialista (che venne nominata da un rivoluzionario Donald Trump all’ONU il 25 settembre 2018: “the ideology of globalism”, 4) come lotta di classe, capitalismo e imperialismo (ciò che costituisce un’interpretazione del mondialismo assai diffusa, 5, 6), il suddetto punto nodale viene completamente oscurato.

È a dir poco strana questa cecità, questo non vedere, o meglio non voler vedere, lo scopo supremo dell’ideologia mondialista, che è quello di eliminare lo Stato, qualunque tipo di Stato (non solo lo Stato-nazione).

La mia Teoria unificata delle ideologie antistato (7) riguarda proprio tale argomento, ma non c’è affatto bisogno di conoscerla per capire lo scopo supremo dell’ideologia mondialista, che è evidente, anzi è dichiarato apertamente, perché voler eliminare i confini degli Stati significa voler eliminare gli Stati stessi, lo capirebbe anche un bambino.

Perché mai si glissa su questo punto nodale, centrale, basilare, evidentissimo, di colossali dimensioni?

II) Alle analisi del mondialismo conformiste e tradizionali sfugge inoltre il ruolo fondamentale di Henri de Saint-Simon, sia nella genesi storica dell’ideologia mondialista, sia nella genesi storica dell’Unione Europea (8, 9).

Coloro che parlano e/o scrivono del mondialismo non conoscono forse la storia della filosofia? Essi non sanno chi inventò il concetto di tecnocrazia, che oggi si è incarnato nei tecnocrati di Bruxelles?

In internet è disponibile gratuitamente e integralmente il testo originale dell’opera di Saint-Simon sull’unificazione politica dell’Europa, scritto nel lontano 1814: De la réorganisation de la société européenne (10).

Anche questo occultamento del ruolo fondamentale di Henri de Saint-Simon nella genesi del mondialismo e dell’Unione Europea è strano, molto strano.

III) Un altro strano difetto delle analisi del mondialismo conformiste e tradizionali è quello di non capire che uno dei principali mezzi usati dall’élite globalista per eliminare gli Stati europei, cioè l’islamizzazione dell’Europa (che è un fatto sotto gli occhi di tutti), porterà inevitabilmente alla restaurazione in Europa dello Stato ad opera degli immigrati islamici e dei loro discendenti, dato che per l’Islam, al contrario del Cristianesimo, l’assenza dello Stato è letteralmente inconcepibile, e inoltre di non capire che ciò è una prova inoppugnabile della mancanza di razionalità del mondialismo (5).

I membri dei think tank di tutto il pianeta cosa fanno invece di prevedere ciò che accadrà alla fine del secolo o giù di lì (11)? Giocano a carte, vanno in palestra, si danno all’alcol, cosa diavolo fanno?

IV) Infine è veramente strano che praticamente nessuno di coloro che parlano e/o scrivono del mondialismo, tranne me (7, 8), metta in relazione tale ideologia col millenarismo o chiliasmo (12).

Eppure è addirittura la Chiesa Cattolica ad affermare nel suo Catechismo della Chiesa Cattolica (la cui pubblicazione in varie lingue è terminata nel 1997) che il comunismo è una forma secolarizzata di millenarismo (13) e quindi è facile estendere ciò al mondialismo, essendo ideologie antistato sia il comunismo che il mondialismo (7, 14).

Chi più della Chiesa Cattolica può sapere cosa è e cosa non è il millenarismo?

Ebbene, queste quattro enormi stranezze, che a prima vista sembrano inspiegabili, possono essere facilmente spiegate nel seguente modo: si tratta della volontà di occultare a tutti i costi, perfino a costo della propria autodistruzione, perfino a costo di una guerra nucleare totale, il fatto che la causa del mondialismo è il Cristianesimo e che la natura essenziale di tale religione è quella di essere contro lo Stato (perché è proprio così che il Cristianesimo storicamente nacque).

Non attuare tale occultamento significherebbe per l’Occidente e per la Russia criticare il Cristianesimo o quantomeno l’ethos cristiano (che è seguito ovviamente anche dagli atei e da coloro che si definiscono laici). E quindi si dà la colpa del mondialismo agli ebrei, alla massoneria, alla lotta di classe, al capitalismo, all’imperialismo, all’Illuminismo, alla geopolitica, ecc. ecc., di capro espiatorio in capro espiatorio, arrivando perfino ai satanisti e agli extraterrestri rettiliani.

Certo, i cinesi non hanno niente a che fare col Cristianesimo e potrebbero riconoscere la verità senza problemi di sorta, se non fosse che essi col mondialismo si sono enormemente arricchiti e vogliono continuare a farlo: nel loro caso non è un problema di religione, è un problema di puro e semplice denaro.

———-

1) «Henri de Saint-Simon, in full Claude-Henri de Rouvroy, Comte (count) de Saint-Simon, (born Oct. 17, 1760, Paris, Fr.—died May 19, 1825, Paris), French social theorist and one of the chief founders of Christian socialism. In his major work, Nouveau Christianisme (1825), he proclaimed a brotherhood of man that must accompany the scientific organization of industry and society.»

https://www.britannica.com/biography/Henri-de-Saint-Simon

2) «All’estremo opposto l’ideale della fine della società politica e della classe politica che ne trae un abusivo vantaggio è stato predicato da una concezione che oggi si direbbe tecnocratica dello Stato, come quella esposta da Saint-Simon secondo cui nella società industriale ove protagonisti non sono più i guerrieri e i legisti ma diventano gli scienziati e i produttori, non ci sarà più bisogno della «spada di Cesare». Questo ideale tecnocratico peraltro si accompagna in Saint-Simon con una forte ispirazione religiosa (il nouveau christianisme), quasi a suggerire l’idea che questo salto fuori della storia che è la società senza Stato non sia pensabile prescindendo da un’idea messianica.»

Norberto Bobbio, Stato, governo, società, Einaudi, 1995, pag. 124

3) «Inutile che qui io rifaccia la storia della tecnocrazia. Basta ricordarne alcuni principi fondamentali, che poi sono quelli fissati già dal fondatore o inventore: il francese Claude Henri de Rouvroy, conte di Saint-Simon, e poi affinati, adattati, rielaborati in due secoli di sviluppo senza però mai tradire alcuni presupposti irrinunciabili…

…Il mondo va male, perché al governo sono gli uomini della politica, regno appunto dell’incertezza, mentre ne restano fuori quelli che possono contare su un sapere certo e indubitabile: gli industriali, nei quali Saint-Simon comprende tutti coloro che in qualsiasi modo appartengono alla sfera della produzione. Per rimettere le cose a posto in questo mondo così cambiato occorre sostituire le incertezze della politica con le certezze della scienza e della tecnica; occorre che il controllo della società passi dalle mani dei politici a quelle degli industriali.»

Claudio Finzi, Ideologia tecnocratica e globalizzazione, in Agostino Carrino (a cura di), L’Europa e il futuro della politica, Società Libera, 2002, pagg. 235-236

4) Donald Trump all’ONU il 25 settembre 2018: “the ideology of globalism”

5) Uno sguardo ad alcune analisi del mondialismo pubblicate da “Strategic Culture”

https://luigicocola.wordpress.com/2019/10/07/uno-sguardo-ad-alcune-analisi-del-mondialismo-pubblicate-da-strategic-culture/

6) I russi e i cinesi non capiscono affatto cos’è il mondialismo

https://luigicocola.wordpress.com/2019/10/15/i-russi-e-i-cinesi-non-capiscono-affatto-cose-il-mondialismo/

7) Luigi Cocola, La teoria unificata delle ideologie antistato e altri discorsi politici, 6° ed., lulu.com, 2018

8) Le tappe principali della genesi storica del mondialismo

https://luigicocola.wordpress.com/2018/07/28/le-tappe-principali-della-genesi-storica-del-mondialismo/

9) Perché si censura il ruolo di Henri de Saint-Simon nella genesi storica del mondialismo e dell’Unione Europea?

https://luigicocola.wordpress.com/2018/11/13/perche-si-censura-il-ruolo-di-henri-de-saint-simon-nella-genesi-storica-del-mondialismo-e-dellunione-europea/

10) Henri de Saint-Simon, De la réorganisation de la société européenne, Paris, 1814

http://gallica.bnf.fr/ark:/12148/bpt6k10497526/f7.image

11) Scenari mondiali di fine secolo

https://luigicocola.wordpress.com/2019/10/18/scenari-mondiali-di-fine-secolo/

12) «Millennialism, also called millenarianism or chiliasm, the belief, expressed in the book of Revelation to John, the last book of the New Testament, that Christ will establish a 1,000-year reign of the saints on earth (the millennium) before the Last Judgment.»

https://www.britannica.com/topic/millennialism

13) Dal Catechismo della Chiesa Cattolica (in italiano):

«676 Questa impostura anti-cristica si delinea già nel mondo ogniqualvolta si pretende di realizzare nella storia la speranza messianica che non può essere portata a compimento se non al di là di essa, attraverso il giudizio escatologico; anche sotto la sua forma mitigata, la Chiesa ha rigettato questa falsificazione del regno futuro sotto il nome di millenarismo, 640 soprattutto sotto la forma politica di un messianismo secolarizzato « intrinsecamente perverso ». 641»

—–

«(640) Cf Sant’Offizio, Decretum de millenarismo (19 luglio 1944): DS 3839.

(641) Cf Pio XI, Lett. enc. Divini Redemptoris (19 marzo 1937): AAS 29 (1937) 65-106, che condanna « il falso misticismo » di questa « contraffazione della redenzione degli umili » (p. 69); Concilio Vaticano II, Cost. past. Gaudium et spes, 20-21: AAS 58 (1966) 1040-1042.»

http://www.vatican.va/archive/catechism_it/p1s2c2a7_it.htm

In inglese:

«676 The Antichrist’s deception already begins to take shape in the world every time the claim is made to realize within history that messianic hope which can only be realized beyond history through the eschatological judgement. the Church has rejected even modified forms of this falsification of the kingdom to come under the name of millenarianism,576 especially the “intrinsically perverse” political form of a secular messianism.577»

—–

«576 Cf. DS 3839.

577 Pius XI, Divini Redemptoris, condemning the “false mysticism” of this “counterfeit of the redemption of the lowly”; cf. GS 20-21.»

http://www.vatican.va/archive/ENG0015/__P1V.HTM

In francese:

«676 Cette imposture antichristique se dessine déjà dans le monde chaque fois que l’on prétend accomplir dans l’histoire l’espérance messianique qui ne peut s’achever qu’au-delà d’elle à travers le jugement eschatologique : même sous sa forme mitigée, l’Église a rejeté cette falsification du Royaume à venir sous le nom de millénarisme (cf. DS 3839), surtout sous la forme politique d’un messianisme sécularisé, ” intrinsèquement perverse ” (cf. Pie XI, enc. ” Divini Redemptoris ” condamnant le ” faux mysticisme ” de cette ” contrefaçon de la rédemption des humbles ” ; GS 20-21).»

http://www.vatican.va/archive/FRA0013/__P1R.HTM

14) «E se lo Stato fosse un male e per di più non necessario? La risposta affermativa a questa domanda ha dato vita alle varie teorie della fine dello Stato. Occorre premettere che in tutte queste teorie lo Stato è inteso sempre come il detentore del monopolio della forza e quindi come la potenza che, unica su un determinato territorio, ha i mezzi per costringere i reprobi e i recalcitranti anche ricorrendo in ultima istanza alla coazione. Pertanto fine dello Stato vuol dire nascita di una società che può sopravvivere e prosperare senza bisogno di un apparato di coercizione…

…La più popolare delle teorie che sostengono l’attuabilità o addirittura l’avvento necessario di una società senza Stato è quella marxiana o per meglio dire engelsiana…

…La teoria marx-engelsiana della fine dello Stato è certamente la più popolare ma non è la sola.»

Norberto Bobbio, op. cit., pagg. 122-123

N.B.: tutti i link sono stati verificati in data odierna.

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I patrioti italiani non possono contare né su Trump né su Putin

22 ottobre 2019

La triste realtà, di cui ho già scritto nei miei post, è questa: i patrioti italiani non possono contare né su Donald Trump né su Vladimir Putin, come i recenti avvenimenti politici hanno dimostrato.

Per quanto riguarda il primo, non c’è da fargliene una colpa: come tutti possono constatare, negli Stati Uniti d’America è in corso da tempo un vero e proprio colpo di Stato, di cui uno dei capi è la mostruosa Hillary Clinton, l’emblema del Male e la protagonista di una possibile linea temporale che conduce direttamente alla guerra nucleare (proprio come in The Dead Zone di David Cronenberg).

E ultimamente ella sta accusando tutti i candidati alla presidenza che non sono fottutamente globalisti come lei di essere delle marionette di Putin, dei “Russian asset” (1, 2, 3, 4).

Quindi Trump è già tanto se resta in piedi, figurarsi se può aiutare i patrioti italiani (da ricordare a questo proposito che gli americani si ricordano benissimo del fascismo storico, quello della seconda guerra mondiale, ragion per cui qualsiasi accenno di patriottismo degli italiani può venire facilmente accusato di fascismo da parte dei terrificanti media globalisti degli USA).

Per quando riguarda Putin, invece, è tutta un’altra storia: come ho già scritto (5), i russi sbagliano l’interpretazione del mondialismo e quindi, incredibile a dirsi, essi sostengono l’Unione Europea e l’euro, e lo fanno addirittura rimettendoci una barca di soldi (6).

Questo è un epic fail dei russi, che hanno fama di essere strategicamente molto in gamba.

È una fama usurpata: come ho già scritto, Stalin si lasciò ingannare da Hitler e, come tutti sanno, i russi hanno perso la guerra fredda contro l’Occidente.

È vero che essi hanno vinto sia contro Napoleone che contro Hitler: ma senza il Generale Inverno e il Generale Spazio avrebbero perso in entrambi i casi, questo nessuno lo può negare.

In conclusione, Matteo Salvini, in cui fortemente sperano i patrioti italiani, si guardi bene sia da Trump che da Putin (in particolar modo eviti come la peste gli hotel moscoviti!).

———

1) CJ Hopkins: The Putin-Nazis Are Coming (Again)

https://www.zerohedge.com/political/cj-hopkins-putin-nazis-are-coming-again

2) Bernie Blasts Hillary’s “Outrageous” Gabbard “Russian Asset” Smear

https://www.zerohedge.com/political/bernie-blasts-hillarys-outrageous-gabbard-russian-asset-smear

3) This MSNBC Clip Is Everything Ugly About Russia Smears

https://www.zerohedge.com/political/msnbc-clip-everything-ugly-about-russia-smears

4) Hillary 2020? Is The Democratic Party “On Suicide Watch”?

https://www.zerohedge.com/political/hillary-2020-democratic-party-suicide-watch

5) I russi e i cinesi non capiscono affatto cos’è il mondialismo

https://luigicocola.wordpress.com/2019/10/15/i-russi-e-i-cinesi-non-capiscono-affatto-cose-il-mondialismo/

6) Putin’s Big Dollar Dump Cost Russia $8 Billion in One Year

15 ottobre 2019

«The first year of President Vladimir Putin’s experiment in diversifying away from the U.S. dollar cost Russia about $7.7 billion in potential returns.

Russia’s central bank added exposure to underperforming currencies such as the euro and yuan just as it missed out on a 6.5% rally in the greenback. If it had maintained the previous dollar-heavy structure of it $531 billion reserves, gains for the year through March would have totaled around 3.8%, according to Bloomberg calculations.»

https://www.bloomberg.com/news/articles/2019-10-15/putin-s-big-dollar-dump-cost-russia-8-billion-in-one-year

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