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I mondialisti non si rassegnano e rilanciano con la caccia al molestatore

14 dicembre 2017

È iniziata la caccia al molestatore, il nuovo ploy dei mondialisti per tentare di abbattere Donald Trump e imporre così al popolo degli Stati Uniti d’America la povertà (cioè l’ultracapitalismo), l’invasione islamica/terrorismo islamico e la guerra nucleare con la Russia, che sono le tre caratteristiche necessarie del mondialismo, cioè i tre cavalieri dell’Apocalisse mondialista, vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2016/08/17/tre-caratteristiche-necessarie-del-mondialismo

Per altri ploys del mondialismo vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2017/03/29/alcuni-stratagemmi-del-mondialismo/

Questo ploy potrebbe anche funzionare in un paese puritano come gli Stati Uniti d’America, un paese dove nel 1692, vale a dire nove anni prima che iniziasse il Secolo dei Lumi, vale a dire due anni prima che nascesse Voltaire (1694-1778), ci fu il processo delle streghe di Salem.

Infatti il 12 dicembre 2017 Roy Moore, il candidato repubblicano alle elezioni in Alabama, è stato sconfitto.

Egli nella campagna elettorale è stato accusato di aver molestato delle minorenni quando aveva poco più di 30 anni (oggi ne ha 70).

Wikipedia in lingua inglese ci informa del curriculum vitae di Roy Moore:

«Judge for the Sixteenth Circuit Court of Alabama», carica elettorale che ricoprì dal 1992 al 2000.

«Chief Justice of the Supreme Court of Alabama», carica elettorale che ricoprì dal 2001 al 2003, in quanto fu rimosso «for refusing a federal court’s order to remove a marble monument of the Ten Commandments which he had installed in the lobby of the Alabama Judicial Building.»

di nuovo «Chief Justice of the Supreme Court of Alabama», eletto nel 2013, ma sospeso nel 2016 «for directing probate judges to continue to enforce the state’s ban on same-sex marriage although the US Supreme Court had ruled this to be unconstitutional.»

https://en.wikipedia.org/wiki/Roy_Moore

Quindi egli è stato eletto almeno tre volte a cariche pubbliche (e ben due volte è stato rimosso o sospeso per le sue forti convinzioni religiose cristiane).

Perché solo adesso egli è stato accusato di aver molestato delle minorenni quando aveva poco più di 30 anni?

Perché non è stato accusato nelle precedenti elezioni?

Ecco cosa riporta Euronews nell’articolo intitolato USA: Roy Moore si difende dalle accuse di molestie:

«“Non ho offerto bevande alcoliche, birra o altro ad una minorerenne. Non sono stato colpevole di comportamenti sessuali con nessuno. Queste accuse sono arrivate solo quattro settimane e mezzo prima delle elezioni generali del 12 dicembre. Perché proprio adesso?”
Moore, al momento delle accuse, conduceva la corsa per lo scranno di senatore con un vantaggio di 12 punti sul suo avversario, il democratico Doug Jones.»

http://it.euronews.com/2017/11/12/usa-roy-moore-si-difende-dalle-accuse-di-molestie

È di ieri 13 dicembre la notizia che il pastore evangelico e deputato repubblicano Dan Johnson, accusato di molestie (dalla stampa, cioè dal Kentucky Center for Investigative Reporting, non dalla polizia), si è suicidato.

Ecco cosa riporta Wikipedia in lingua inglese:

«On December 11, 2017, Johnson was accused of having molested a member of his church on New Year’s Eve of 2012 when she was 17 years old.[6][7] [il neretto è mio] Although the Republican Party of Kentucky requested his resignation,[8] Johnson refused to resign, claiming the allegations were untrue and were politically motivated.[9]»

https://en.wikipedia.org/wiki/Dan_Johnson_%28Kentucky_politician%29

Andiamo a vedere le fonti citate da Wikipedia in lingua inglese:

6. Eltagouri, Marwa (13 December 2017). “Accused of molesting a teenage girl, Kentucky lawmaker refuses to resign”. Retrieved 14 December 2017 – via washingtonpost.com.

Ecco cosa dice l’articolo dell’Washington Post:

«Louisville Metro police said they closed the case after investigating the allegations, according to KyCIR [Kentucky Center for Investigative Reporting].»

https://www.washingtonpost.com/news/powerpost/wp/2017/12/12/accused-of-molesting-a-teenage-girl-kentucky-lawmaker-refuses-to-resign/

7. “Lawmaker Who Once Compared Obama to a Monkey Accused of Sexual Assault”. Time. Retrieved 14 December 2017.

Ecco cosa dice l’articolo del Time:

«The Kentucky Center for Investigative Reporting quotes Maranda Richmond as saying she has asked Louisville police to reopen an investigation of Dan Johnson…

…Richmond says Johnson assaulted her in 2012. She says she reported it to police in 2013, but the case was closed without charges.»

http://time.com/5059817/dan-johnson-sexual-assault-accusation/

Ma che cos’è il Kentucky Center for Investigative Reporting?

«The Kentucky Center for Investigative Reporting is a nonprofit, nonpartisan newsroom based in Louisville, Ky. We produce investigative journalism that affects you, your neighborhood, your Commonwealth.»

http://kycir.org/about/

Questo però non è «investigative journalism», questo è un vero e proprio linciaggio, visto che la polizia ha chiuso il caso senza procedere contro Dan Johnson.

Prima di suicidarsi egli ha scritto un post commovente su Facebook, che non è più visibile (perché furbescamente Facebook, il turpe organo dei mondialisti, l’ha fatto sparire), ma è possibile leggerlo qui:

www.nytimes.com/2017/12/13/us/dan-johnson-kentucky-suicide.html

Eccone alcune frasi significative:

«The accusations from NPR are false God and only God knows the truth, nothing is the way they make it out to be. AMERICA will not survive this type of judge and jury fake news [il neretto è mio]…

…Only Three things I ask of you to do, if you love me is (1) blame no person, Satan is the accuser, so blame the Devil himself. (2) Forgive and love everyone especially yourself. (3) most importantly, LOVE GOD…».

I mondialisti hanno compiuto l’ennesima infamia.

Copyright © 2017 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.

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Dopo un anno di governo Donald Trump ha vinto

12 dicembre 2017

Nonostante che il Congresso degli Stati Uniti d’America, una delle più potenti incarnazioni del mondialismo, alla fine di luglio abbia votato quasi all’unanimità per mantenere e inasprire le sanzioni alla Russia (che è il campione dei paesi nazionalisti), oggi Donald Trump ha vinto.

Ed ha vinto perché con grande intelligenza, sapiente strategia e tenace determinazione (altro che le ridicole accuse di incompetenza, imprevedibilità e avventatezza da parte della propaganda mondialista) ha realizzato tre punti fondamentali del suo programma nazionalista (sui quali ovviamente incasserà, come prevede la forma di governo democratica, il sostegno e i voti dei suoi elettori):

1) la riforma fiscale votata dal Congresso, che produrrà molti nuovi posti di lavoro negli Stati Uniti d’America, contrastando così la criminale politica ultracapitalista dei mondialisti, che vuole affamare il popolo statunitense (“We the People of the United States…”)

2) il muslim ban, che è stato autorizzato dalla Corte Suprema, cioè dal potere giudiziario degli Stati Uniti d’America

3) il riconoscimento di Gerusalemme come capitale dello Stato d’Israele da parte degli Stati Uniti d’America.

Questa è una lucidissima strategia nazionalista, che si oppone a due di quelle che io ho indicato come le tre caratteristiche necessarie del mondialismo, cioè i tre cavalieri dell’Apocalisse mondialista:

1) povertà (causata dall’ultracapitalismo mondialista)

2) invasione islamica e terrorismo islamico (perché l’islamizzazione dell’Occidente è uno dei mezzi usati dal mondialismo per eliminare lo Stato)

3) guerra, anche nucleare, contro la Russia nazionalista (il programma di Hillary Clinton, il Darth Vader del mondialismo).

Per quanto riguarda quest’ultimo punto, è ovvio che l’antiglobalista Donald Trump, come comandante in capo delle Forze Armate degli Stati Uniti d’America, non permetterà mai la guerra contro l’antiglobalista Vladimir Putin, perché hanno entrambi lo scopo di sconfiggere il mondialismo.

Ho scritto delle tre caratteristiche necessarie del mondialismo in un mio post del 2016:

https://luigicocola.wordpress.com/2016/08/17/tre-caratteristiche-necessarie-del-mondialismo

Per quanto riguarda Gerusalemme, ho scritto molte volte dell’esigenza capitale nella lotta al mondialismo di schierarsi dalla parte dello Stato d’Israele, e ciò per vari motivi, ma soprattutto perché:

1) il mondialismo non ha origine e natura ebraiche, ma bensì cristiane (come mostrato non solo da me, ma anche da Norberto Bobbio)

2) il mondialismo è filoislamico, dato che usa masse islamiche per eliminare in Occidente lo Stato

3) è fondamentale delegittimare gli ebrei internazionalisti e ciò lo possono fare meglio di tutti gli ebrei nazionalisti, cioè i sionisti.

Come ho scritto in un precedente post:

«Infatti la questione ebraica è la chiave di volta per sconfiggere il mondialismo.»

https://luigicocola.wordpress.com/2017/12/06/donald-trump-promuove-il-nazionalismo-ebraico/

Vedi anche qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2016/09/21/perche-la-destra-italiana-e-in-consonanza-con-lislam/

e qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2015/04/13/la-nuova-destra-deve-liberarsi-di-quella-vecchia/

In conclusione, Donald Trump sta realizzando ciò che io ho sempre scritto a proposito del mondialismo.

God bless Donald Trump.

Copyright © 2017 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.

President Donald Trump delivers remarks on Wednesday, March 15, 2017, at the American Center for Mobility in Ypsilanti, Michigan. Official White House Photo by Shealah Craighead

By The White House from Washington, DC [Public domain], via Wikimedia Commons

Come disse Hegel

8 dicembre 2017

Ho letto in internet molti commenti alla decisione di Donald Trump su Gerusalemme e non ne ho trovato neanche uno che cogliesse nel segno.

Ho scritto la mia opinione sul vero motivo della decisione di Trump nel post del 6 dicembre e ne rimango ancora oggi, dopo due giorni, fermamente convinto, vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2017/12/06/donald-trump-promuove-il-nazionalismo-ebraico/

Come ho scritto ieri, in un altro post:

«La verità è che, senza poter nominare il mondialismo (nessuno dei due articoli citati lo nomina), per via della censura mondialista, non si può scrivere altro che stupidaggini.»

Il bello è che perfino chi nomina il mondialismo (anche detto globalismo) non riesce a capire il vero motivo della decisione di Trump e questo perché in genere si pensa che il mondialismo abbia origine e natura ebraiche (io non la penso affatto così).

Ma non è stupefacente?

Insomma, abbiamo davanti a noi un uomo, un leader regolarmente e legalmente eletto 45° Presidente degli Stati Uniti d’America (certo, è colpa di Putin, che ha ipnotizzato gli elettori americani! oppure è colpa degli alieni!), il quale ha dichiarato a tutto il mondo, prima di essere eletto:

«We will no longer surrender this country, or its people, to the false song of globalism.

The nation-state remains the true foundation for happiness and harmony.»

e anche:

«Americanism, not globalism, will be our credo.»

Quest’uomo ha una figlia (amatissima) e un genero (con il quale è in eccellenti rapporti) entrambi di religione ebraica (la figlia si è convertita all’Ebraismo prima di sposarsi).

Ebbene, si sono mai chiesti i molti nazionalisti antisemiti, cioè i nazionalisti che credono erroneamente che il mondialismo abbia origine e natura ebraiche, come sia possibile conciliare l’antiglobalismo di Donald Trump col fatto di avere la figlia e il genero entrambi ebrei?

Secondo le loro stupide teorie ciò sarebbe fortemente contraddittorio, anzi impossibile.

Ma come disse Hegel: «Wenn die Tatsachen nicht mit der Theorie übereinstimmen, um so schlimmer für die Tatsachen», in inglese «When the facts do not agree with the theory, so much the worse for the facts», in italiano «Quando i fatti non concordano con la teoria, tanto peggio per i fatti».

Oggi quest’uomo, Donald Trump, come aveva promesso in campagna elettorale, ha deciso il riconoscimento di Gerusalemme come capitale dello Stato d’Israele da parte degli Stati Uniti d’America.

Possibile che nessuno, dico nessuno, tranne me, metta in relazione tale sua decisione con il suo antiglobalismo, il quale è stato dichiarato da lui stesso pubblicamente, davanti a tutto il mondo?

Che i mondialisti neghino tale relazione è ovvio e scontato, ma che la neghino i nazionalisti è stupefacente.

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By Jakob Schlesinger (1792-1855) (Unknown) [Public domain], via Wikimedia Commons

Gli assurdi commenti alla decisione di Trump su Gerusalemme

7 dicembre 2017

Leggo la seguente perla in un articolo di Fulvio Scaglione pubblicato su linkiesta.it il 6 dicembre 2017 e intitolato Gerusalemme capitale d’Israele, la mossa di Trump contro Iran e Russia L’ambasciata americana a Gerusalemme è parte di una strategia per avvicinare Israele all’Arabia Saudita in opposizione a Iran e Libano. I negoziati di pace con i palestinesi sarebbero il prossimo passo dell’amministrazione Trump:

«Dal punto di vista della legittimità internazionale, insomma, l’annessione israeliana di Gerusalemme Est vale quanto l’annessione russa della Crimea: nulla.»

http://www.linkiesta.it/it/article/2017/12/06/gerusalemme-capitale-distraele-la-mossa-di-trump-contro-iran-e-russia/36410/

Ecco a che livelli di assurdità si può arrivare quando ci si dimentica ciò che scrisse Hobbes nel 1651:

«E patti senza la spada non sono che parole…» (Thomas Hobbes, Leviatano, 2009, Laterza, pag. 139).

La spada è l’antico simbolo biblico della forza (Bibbia Emmaus, pag. 2450).

Del resto l’intero articolo di Scaglione è un’assurdità, in che altro modo definire la tesi che «L’ambasciata americana a Gerusalemme è parte di una strategia per avvicinare Israele all’Arabia Saudita in opposizione a Iran e Libano», come recita il sottotitolo?

Posso ben immaginare quanto siano felici in Arabia Saudita per l’ambasciata americana a Gerusalemme e quanto adesso si sentano più vicini di prima a Israele!

Il vero motivo della decisione di Trump l’ho scritto nel mio post di ieri:

https://luigicocola.wordpress.com/2017/12/06/donald-trump-promuove-il-nazionalismo-ebraico/

P.S.: perfino l’ISPI, Istituto per gli Studi di Politica Internazionale, scrive stupidaggini su questo argomento, vedi il seguente articolo (6 dicembre 2017):

Trump sceglie: Gerusalemme capitale di Israele

http://www.ispionline.it/it/pubblicazione/trump-sceglie-gerusalemme-capitale-di-israele-19135

La verità è che, senza poter nominare il mondialismo (nessuno dei due articoli citati lo nomina), per via della censura mondialista, non si può scrivere altro che stupidaggini.

Copyright © 2017 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.

Donald Trump promuove il nazionalismo ebraico

6 dicembre 2017

Donald Trump, come aveva promesso in campagna elettorale, ha deciso il riconoscimento di Gerusalemme come capitale dello Stato d’Israele da parte degli Stati Uniti d’America.

Così facendo, egli intelligentemente promuove il nazionalismo ebraico, cioè il sionismo, a scapito degli ebrei internazionalisti.

Infatti la questione ebraica è la chiave di volta per sconfiggere il mondialismo.

Sostenere che l’ideologia mondialista abbia origine e natura ebraiche non solo vuol dire sostenere il falso (criterio di verità), come ho sempre mostrato nei miei scritti, è anche disastroso e fallimentare per la lotta contro tale delirante e criminale ideologia (criterio di utilità).

Purtroppo i nazionalisti antisemiti proprio non ci arrivano.

Ed è tragico che neanche si accorgono di essere filoislamici esattamente come i mondialisti.

Copyright © 2017 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.

Il generoso tentativo antiglobalista di Donald Trump è fallito

19 agosto 2017

Steve Bannon è stato estromesso dalla Casa Bianca:

http://www.repubblica.it/esteri/2017/08/18/

news/usa_bannon_trump-173337020/

Come avevo scritto in un altro post di agosto:

«Scherzando con grazia, con quella levità che solo l’arte di uno scrittore può dare, James Howard Kunstler mostra l’unica terapia possibile del delirio culturale mondialista (dopo l’evidente fallimento della terapia politica costituita dall’elezione di Donald Trump a 45° Presidente USA) e cioè la terapia militare: ormai solo i militari possono salvare gli Stati Uniti d’America e quindi l’intero pianeta.»

https://luigicocola.wordpress.com/2017/08/10/lunica-terapia-possibile-del-delirio-culturale-mondialista/

Il generoso tentativo antiglobalista di Donald Trump è fallito quando, alla fine di luglio, il Congresso ha votato quasi all’unanimità per mantenere e anzi inasprire le sanzioni alla Russia, limitando contemporaneamente i poteri del Presidente sull’argomento (quest’ultimo è un fatto di una gravità inaudita, un piccolo colpo di Stato, perché è stato leso il Principio della Separazione dei Poteri).

Ecco cosa riporta la Repubblica del 28 luglio 2017:

«Le nuove sanzioni sono passate a sorpresa al Senato, mentre si stava votando per la riforma sanitaria dei repubblicani impantanata da giorni, con 98 voti a favore e soltanto due contrari. Alla Camera il risultato era stato ancora più schiacciante: 419 a 3 [il neretto è mio].

Numeri altissimi, oltre i due terzi del totale, e quindi capaci anche di ribaltare un eventuale veto di Trump. Il Presidente adesso, in base alla nuova legge, dovrà chiedere il permesso a Camera e Senato qualora avesse intenzione di allentare la stretta delle sanzioni contro Putin (che stanno irritando anche molti paesi europei, i quali vorrebbero annacquarle perché troppo dannose anche per le loro economie) o riconsegnare ai russi le tenute e gli asset che Obama, con una mossa per molti tardiva nel 2016, ha fatto requisire in risposta agli hackeraggi e al tentativo di Mosca di influenzare le elezioni. Con queste nuove norme, i parlamentari del Congresso hanno ogni volta 30 giorni di tempo per contestare, e negare, a Trump ogni sua mossa nei confronti del Cremlino.»

http://www.repubblica.it/esteri/2017/07/28/

news/usa_senato_approva_nuove_sanzioni

_alla_russia_limitati_poteri_alla_casa_bianca

_trump_valuta_il_veto-171798329/

Il Congresso, cioè il Parlamento degli Stati Uniti d’America, è oggi costituito quasi interamente da mondialisti, cioè da coloro che, essendo in preda al delirio culturale mondialista, vogliono eliminare lo Stato dalla faccia della terra e instaurare l’Open Society, cioè un Nuovo Ordine Mondiale in cui gli Stati non esistono.

In altre parole essi vogliono eliminare i confini degli Stati, anche quelli degli Stati Uniti d’America e dello Stato d’Israele.

La Ragione ci dice che il risultato non sarà un nuovo eden, come pensano irrazionalmente i mondialisti, ma bensì l’islamizzazione dell’Occidente.

E tutto questo per niente, perché l’Islam non è affatto contro lo Stato e quindi, come ho già scritto più volte, quando i mussulmani diventeranno maggioranza in Occidente, essi nullificherano lo scopo supremo del mondialismo, l’eliminazione dello Stato: gli Stati ritorneranno, ma saranno ovviamente Stati islamici, come p.e. lo Stato turco.

Gli Stati cristiani dell’Occidente saranno sostituiti da Stati islamici.

E perché questi poveri pazzi deliranti vogliono sanzionare la Russia?

Perché è il primo passo della guerra contro questo paese, guerra che sarà molto probabilmente nucleare, vedi p.e. qui:

«Per quanto riguarda la guerra, col globalismo si potrebbe facilmente arrivare alla guerra nucleare, dato che:

1. la guerra è indispensabile al globalismo per sostituire manu militari i governi non occidentali non ancora asserviti ad esso con governi fantoccio disposti a vendergli il proprio stesso popolo, cioè disposti ad annientare il proprio stesso popolo

2. l’Occidente ha ingentissimi quantitativi di armi nucleari

3. il principio della deterrenza nucleare (MAD, Mutual Assured Destruction) è basato sulla razionalità degli attori e il globalismo, avendo un’origine e una natura religiose, è contro la Ragione.»

https://luigicocola.wordpress.com/2017/05/14/ce-delirio-e-delirio/

Questa è la tragica situazione in cui si trova l’intero genere umano a causa del delirio culturale mondialista e l’ultima possibilità di evitare la guerra nucleare con la Russia sta nelle mani dei militari statunitensi, che si spera abbiano la capacità e il coraggio di differenziarsi dai mondialisti.

Altrimenti: bum!

Copyright © 2017 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.

La cosa peggiore che possa accadere all’umanità

14 agosto 2017

Finalmente mi imbatto in una analisi politica in cui si parla esplicitamente di mondialismo (in inglese globalism, in francese mondialisme) e di nazionalismo, i termini che da lungo tempo adopero in questo blog.

È un’intervista a Rostislav Ishchenko, «a well-known Russian political analyst and President of the Center for System Analysis and Forecasting», intitolata Rostislav Ishchenko: Global anti-global civil war e pubblicata su geopolitika.rs (Geopolitika No. 103, March-April 2017).

Infatti:

«Today, it is no longer certain that the EU will exist in five years. It moves rapidly on the path of disintegration. In addition, the EU is breaking up not so much interstate conflicts as the conflict between globalists and nationalists [il neretto è mio].»

http://www.geopolitika.rs/index.php/en/english-home/248-eng/english-content/sample-english-subcategory/929-rostislav-ishchenko-global-anti-global-civil-war

Debbo però dire che trovo illogiche, a dire poco, certe frasi di Rostislav Ishchenko.

Sono ovviamente d’accordo su questo:

«Undoubtedly, the influence of the globalists has been reduced, at least because they lost the position of the President of the United States. However, the globalists have lost the battle, not the war. American elite and American society are divided by about half. The United States was in a similar situation only once – before the civil war between the North and the South. No compromise was found at the time. Now Tramp is trying to agree on a transnational compromise with his opponents.»

Mentre non sono affatto d’accordo che ci possa essere qualcosa di peggiore di una terza guerra mondiale nucleare:

«If Tramp succeeds in stabilizing the situation in the United States, then the globalists will definitely lose their influence in world politics over time. And if that’s not the case, then everything will be decided by the war and it will spill far beyond the borders of the United States. Such a war can not be called entirely civil, nor completely interstate. First of all, it will be a global anti-globalist international civil war. That’s the worst thing that can happen to mankind. Worse than nuclear Third World War [il neretto è mio]. We should wish peace, stability and the achievement of a national compromise to the United States.»

Ma stiamo scherzando?

Queste sono parole folli, che non dovrebbero mai essere dette, per nessun motivo.

Se incominciassimo a pensare che ci possa essere qualcosa di peggio di una «nuclear Third World War», allora saremmo perduti.

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L’unica terapia possibile del delirio culturale mondialista

10 agosto 2017

Ho iniziato a scrivere in questo blog di “streghe di Salem” in un mio post del 2016 intitolato Come influenzare chi è in preda alla follia?:

«La mia analisi del mondialismo (globalism in inglese, mondialisme in francese) è alquanto differente dalle analisi correnti.

Se la mia analisi è giusta, ne consegue che il mondialismo è da considerarsi una psicosi collettiva di natura religiosa, come p.e. la caccia alle streghe che afflisse l’Occidente (in verità più i protestanti che i cattolici) dal Quattrocento al Settecento.

È da ricordare a questo proposito il processo delle streghe di Salem del 1692, che si svolse in ambiente religioso puritano, cioè proprio l’ambiente religioso da cui è nato l’internazionalismo di David Rockefeller, vale a dire il mondialismo…»

https://luigicocola.wordpress.com/2016/10/28/come-influenzare-chi-e-in-preda-alla-follia/

Successivamente, ho iniziato a scrivere di “delirio culturale” in un mio post intitolato Il mondialismo è un delirio culturale:

«Purtroppo nella cultura occidentale si è creato il mito dell’inutilità, anzi della dannosità dello Stato

…Generazioni e generazioni e generazioni di filosofi, di politologi, di sociologi, di antropologi culturali, di accademici e di intellettuali hanno ripetuto questo colossale errore.

Essi sono vissuti dentro questo colossale errore.

È tempo che questo colossale errore, che è un vero e proprio delirio culturale, venga compreso ed eliminato.»

https://luigicocola.wordpress.com/2016/11/18/il-mondialismo-e-un-delirio-culturale/

Ho poi sviluppato il concetto di “delirio culturale” qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2017/05/14/ce-delirio-e-delirio/

e qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2017/07/15/il-mondialismo-non-e-una-lotta-di-classe-e-un-delirio-culturale/

Leggo oggi Meow (in italiano Miao, con allusione al gatto di Schrödinger, ma anche al gatto del Cheshire di Lewis Carroll, da qualche anno anch’esso adoperato in meccanica quantistica), che è un post assai interessante di James Howard Kunstler (pubblicato nel suo blog il 21 luglio 2017).

Ecco alcuni passi della traduzione italiana:

«Ma poi cominci a chiederti: ma la Russia c’è veramente, o anche lei è soltanto un’altra possibilità dell’immaginazione? Non cercare di riuscire a capire la faccenda leggendo le osservazioni oracolari del Washington Post. In questi giorni la Russia sembra che sia contemporaneamente dappertutto e in nessun posto, come il Diavolo nel 1693 a nord di Boston…

…Sì, le cose stanno andando in modo molto strano in questi giorni nella democrazia più grande del mondo. Per me che guardo la faccenda attraverso le lenti dello storico, sembra sempre di più come l’ossessione per le streghe di Salem che incontra la Rivoluzione Francese, con in cima un giro di confusione quantica. Per ora siamo nella prima frase, la vera follia politica. Le convinzioni sono diventate indipendenti dagli avvenimenti della vita…

…Il fiasco della riforma dell’ObamaCare sembra il punto di svolta verso la tendenza a una velenosa paralisi politica che potrebbe letteralmente uccidere il governo come lo conosciamo…

…I due partiti maggiori si stanno disintegrando davanti ai nostri occhi, nonostante l’apparente senso di decoro che i senatori mostrano in Tv. Il pubblico può sembrare che sia mentalmente in vacanza, dormicchiando sulla spiaggia tra le mollezze della piena estate, ma nel vento al largo c’è qualcosa di malvagio.

In effetti io vorrei adesso andare oltre lo scenario del colpo di Stato “soft” che ha cacciato Trump sulla base del venticinquesimo emendamento. Naturalmente capiterà, ma non soddisferà nessuno. Mike Pence darà prova di essere tanto inetto e impopolare quanto Trump, e affogherà nei problemi finanziari e fiscali, e non avrà nessun aiuto dalla assemblea legislativa per risolvere qualcuno di questi problemi, e prima che passi troppo tempo potrebbe esserci un generale alla Casa Bianca, -o uno che cerchi di far funzionare le cose (operando) da qualche posto altrove, se può…

…non ci sarà molto che Mike Pence possa fare. Lo metteranno da parte e i militari saranno incaricati di riportare l’ordine nel paese. E quando lo faranno non sarà lo stesso paese che noi abbiamo cantato alla fine delle scuole elementari. Dall’alto di una nuvola, magari sopra l’Ohio, il gatto di Schrodinger guarderà giù verso di noi, sorridendo.»

https://comedonchisciotte.org/kunstler-vai-caos-vai/

In lingua originale inglese:

«But then, you begin to wonder: is Russia really there, or is it, too, just another figment of possibility? Don’t try to figure that out by reading the oracular observations of The Washington Post. These days Russia seems to be at once everywhere and nowhere, like the Devil north of Boston in 1693…

…Yes, things are passing strange in the world’s greatest democracy these days. To me, seeing the thing through an historical lens, it’s looking more and more like the Salem Witch Frenzy meets the French Revolution with a spin of quantum confusion on top. Right now we’re in the first phase, sheer political lunacy. Beliefs have become ungrounded from the facts of life…

…The ObamaCare reform fiasco looks like a tipping point toward a strain of toxic political paralysis that might literally kill the government as we’ve known it…

…The major parties are disintegrating before our eyes, despite the seeming sense of decorum that senators present on TV. The public may seem to be mentally on vacation, snoozing on the beach in the midsummer doldrums, but something vicious is in the wind offshore.

I’d actually go further now than the “soft coup d’état” scenario that has Trump run over by the 25th amendment. It will happen, of course, but it will not satisfy anybody. Mike Pence will prove to be as ineffectual and unpopular as Trump, and he will be drowning in financial and fiscal problems, and he will get no help from the legislature in resolving any of it, and before too long there may be a general in the White House — or attempting to run things from someplace else, if he can…

…and there won’t be much that Mike Pence can do about it. He’ll be shoved aside and the military will have to try to restore order in the land. When they do, it will not be the same land we sang about back in the fifth grade. Up in a cloud somewhere over Ohio, maybe, Schrödinger’s Cat will be gazing down on us, grinning.»

http://kunstler.com/clusterfuck-nation/meow/

Scherzando con grazia, con quella levità che solo l’arte di uno scrittore può dare, James Howard Kunstler mostra l’unica terapia possibile del delirio culturale mondialista (dopo l’evidente fallimento della terapia politica costituita dall’elezione di Donald Trump a 45° Presidente USA) e cioè la terapia militare: ormai solo i militari possono salvare gli Stati Uniti d’America e quindi l’intero pianeta.

Anche questo l’avevo già scritto, certamente in maniera poco graziosa e lieve dato che non sono uno scrittore (né ho la pretesa di esserlo), vedi p.e. qui:

«Bisogna però dire che i militari, di qualsiasi parte del mondo siano, sono più portati dei politici all’uso della Ragione, proprio a causa del loro lavoro. Sarebbe auspicabile che essi prendessero in mano la situazione. Se non altro, almeno per impedire una guerra nucleare.»

https://luigicocola.wordpress.com/2015/06/23/non-capire-la-situazione/

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Il partito che non esiste potrebbe vincere le elezioni

20 luglio 2017

Leggo sull’Occidentale quest’articolo di Marco De Palma (19 Lug 2017):

Centrodestra unito avanti in tutti i sondaggi, male Pd e 5 Stelle

«Otto diversi sondaggi confermano lo stesso dato: il centrodestra unito (Forza Italia, Lega Nord, Fratelli d’Italia) raccoglie un numero di consensi maggiore di quello del Pd e del Movimento 5 stelle. A dirlo sono i numeri relativi alle intenzioni di voto elaborati nella settimana dall’11 al 17 luglio dalle più note case sondaggistiche italiane (Euromedia, Index,Emg, swg, Ixè, IPR, Piepoli, Demopolis)…»

https://www.loccidentale.it/articoli/145918/centrodestra-unito-avanti-in-tutti-i-sondaggi-male-pd-e-5-stelle

Peccato si tratti di un partito che non esiste e che neanche può esistere, dato che Silvio Berlusconi è, ed è sempre stato, mondialista (e ha anche sostenuto Hillary Clinton alle elezioni presidenziali USA vinte da Donald Trump, esattamente come ha fatto Matteo Renzi), mentre è ragionevole pensare che Matteo Salvini e Giorgia Meloni siano contro il mondialismo (altrimenti a che servono?), vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2016/04/24/chi-sostiene-hillary-clinton/

e qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2014/05/20/essere-contro-lo-stato-non-e-monopolio-della-sinistra/

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Cosa farà Trump per l’Italia?

10 luglio 2017

Ai tempi della guerra fredda gli USA facevano di tutto per sconfiggere il comunismo, che è una ideologia antistato al pari del mondialismo, vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2015/02/12/le-tre-vie-delle-ideologie-antistato/

E quando dico di tutto intendo anche cose come il 1973 Chilean coup d’état:

https://en.wikipedia.org/wiki/1973_Chilean_coup_d%27%C3%A9tat

Oggi il nemico di Donald Trump e dei nazionalisti americani che lo votano è il mondialismo:

«Americanism, not globalism, will be our credo».

È chiaro che il nazionalismo USA, l’Americanism, non può limitarsi a vincere solo in patria, deve vincere nel mondo, altrimenti perirà.

Non può limitarsi a vivacchiare, deve sconfiggere il mondialismo dappertutto.

Anche in Italia, tanto per fare un esempio.

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