Posts Tagged ‘ebraismo’

Il tragico errore dei rabbini americani

25 agosto 2017

Negli USA (24 agosto 2017):

Dopo Charlotteville, i rabbini americani boicottano Trump
Per la Reconstructionist Rabbinical Association, il presidente “si è rifiutato di prendere le distanze dall’anti-semitismo ed i razzisti di ogni genere”

“Il presidente Usa Donald Trump si è fatto nuovi nemici. Una coalizione delle 4 più importanti associazioni rabbiniche statunitensi ha deciso che non parteciperà alla tradizionale conference call con il presidente degli Stati Uniti prima delle feste ebraiche di Rosh Hashanah (il Capodanno che cade il prossimo 9 settembre) e lo Yom Kippur (giorno dell’espiazione che cade il 29 settembre), una tradizione apartitica. Questo in risposta alla sua ambigua posizione del Presidente, equidistante tra i suprematisti bianchi e la sinistra dopo la tragedia di Cahrlotesville in Virginia, dove il 12 agosto un neonazista si è scagliato con la sua auto contro un gruppo di manifestanti, uccidendo una donna di 32 anni e ferendone 19.

Il rabbino, la signora Elyse Wechterman, capo della Reconstructionist Rabbinical Association, ha reso noto che il gruppo ha cancellato la telefonata di scambio di auguri perché Trump ha un «problema di leadership morale. L’antisemitismo cui abbiamo assistito Charlottesville è stato terrificante e spaventoso», aggiungendo che da quando Trump è presidente «c’è stata un’ondata di questi episodi. Sin dalla sua campagna elettorale (nel 2016, ndr) Trump si è rifiutato di prendere le distanze dall’anti-semitismo ed i razzisti di ogni genere».”

http://www.lastampa.it/2017/08/24/esteri/dopo-charlotteville-i-rabbini-americani-boicottano-trump-gsL8o73nX87KDxzAfEX1FN/pagina.html

In lingua inglese vedi qui:

http://www.nytimes.com/2017/08/23/us/rabbis-president-trump-antisemitism.html

In Spagna (19 agosto 2017):

“L’Europa è perduta, meglio andarsene” ha detto il Rabbino capo di Barcellona
L’intervista Meir Bar-Henha all’agenzia Jta sta già facendo molto discutere. Alcune frasi pubblicate in queste ore

«Andarsene prima che sia troppo tardi

Per Bar-Hen “gli ebrei non saranno qui in modo permanente”, riferendosi alla Spagna e all’Europa. “Dico da tempo ai membri della mia congregazione: non pensate che staremo qui per sempre. E li incoraggio a tornare e comprare proprietà in Israele. Questo posto è perduto. Non rifate l’errore degli ebrei dell’Algeria, del Venezuela. Meglio andarsene via subito prima che sia troppo tardi”.

L’Europa è persa

“Ciò che ha evidenziato questo attacco”, ha continuato Bar-Hen, è “la presenza di una comunità musulmana radicalizzata. Una volta che queste persone vivono tra di noi, è davvero difficile liberarsene. Diventeranno sempre più forti. L’Europa è persa”.»

https://www.agi.it/estero/barcellona_rabbino_europa_perduta-2068019/news/2017-08-19/

In lingua inglese vedi qui:

http://www.timesofisrael.com/following-attack-barcelonas-chief-rabbi-says-his-community-is-doomed/

Chi è che sbaglia: i rabbini americani o il rabbino capo di Barcellona?

Il Nemico degli ebrei è Donald Trump (che fra l’altro ha figlia e genero entrambi ebrei) e il nazionalismo americano, di cui egli è il capo, oppure il Nemico degli ebrei è il mondialismo, il quale, con l’islamizzazione dell’Europa prima e con l’islamizzazione dell’Occidente intero poi, eliminerà tutti i luoghi dove gli ebrei possono vivere, compresi lo Stato d’Israele e gli Stati Uniti d’America?

È evidente che a sbagliare sono i rabbini americani: il mondialismo è un’ideologia antisemita, un’ideologia che distruggerà il popolo ebraico.

Vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2017/08/23/il-mondialismo-e-unideologia-antisemita/

Copyright © 2017 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.

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Il mondialismo è un’ideologia antisemita

23 agosto 2017

Contrariamente alle mille sciocchezze che si possono leggere in internet su quest’argomento, il mondialismo è palesemente un’ideologia antisemita, in quanto, come ho scritto più volte, uno dei mezzi usati dai mondialisti per tentare irrazionalmente di eliminare gli Stati, cioè per instaurare l’Open Society, il Nuovo Ordine Mondiale in cui non esistono più gli Stati, è quello dell’islamizzazione dell’Europa, a cui seguirà l’islamizzazione dell’intero Occidente.

Gli islamici non hanno mai accettato lo Stato d’Israele, nato nel 1948 su un territorio che essi consideravano definitivamente acquisito dall’Islam.

Il mondialismo (o globalismo, in inglese globalism, in francese mondialisme) dà ragione all’Islam e torto all’Ebraismo, in quanto con l’Open Society lo Stato d’Israele è condannato a sparire.

E con l’Open Society anche gli Stati Uniti d’America, ovviamente, sono condannati a sparire.

Il Congresso degli Stati Uniti d’America, votando quasi all’unanimità per continuare e inasprire le sanzioni alla Russia, in palese opposizione alla volontà politica dell’Esecutivo, ha dimostrato pubblicamente di essere un organo del mondialismo, perché la Russia è il campione degli Stati nazionalisti, cioè degli Stati che si oppongono al mondialismo.

Il Congresso degli Stati Uniti d’America vuole dichiarare guerra alla Russia, in modo da sostituire manu militari l’attuale governo nazionalista russo, guidato da Vladimir Putin, con un governo fantoccio disposto a vendere al mondialismo il proprio stesso popolo, cioè disposto ad annientare il proprio stesso popolo (come per esempio il governo Renzi e il governo Gentiloni).

Il Congresso degli Stati Uniti d’America vuole ripetere contro la Russia ciò che è stato già fatto con successo contro Saddam e Gheddafi, e che è stato tentato senza riuscirci, per l’intervento della stessa Russia, contro Assad.

Il Congresso degli Stati Uniti d’America è attualmente una delle più potenti incarnazioni del mondialismo.

Ecco un recente articolo di Sputnik (21 agosto 2017):

Gli ebrei potrebbero lasciare la Spagna dopo l’attentato a Barcellona
Il rabbino di Barcellona Meir Bar Jen ha definito la Spagna “il centro del terrorismo islamico” ed ha invitato i correligionari a lasciare l’Europa. Lo riporta il quotidiano britannico The Independent.

«”Io dico ai miei correligionari: non pensate che staremo qui per sempre. E li invito a comprare immobili in Israele [il neretto è mio]. Questo posto (l’Europa) è perso. Non ripetete gli errori degli ebrei algerini, venezuelani. Meglio andarsene prima che sia troppo tardi”, ha dichiarato il rabbino.

Egli sostiene l’intenzione della sua parrocchia di lasciare il paese che lui stesso ha definito “il centro del terrorismo islamico”. Il rabbino sostiene anche che la presenza del radicalismo è tipica non solo della Spagna, ma di tutta l’Europa. “L’Europa è morta”, ha affermato.»

https://it.sputniknews.com/mondo/201708214925964-ebrei-rabbino-spagna-attentati/

Ecco cosa scrive a questo proposito The Independent (20 agosto 2017):

Barcelona’s chief rabbi urges Jews to move to Israel because ‘Europe is lost’
Meir Bar-Hen calls Spain a ‘hub of Islamist terror’

«Barcelona’s chief rabbi has urged Jews to move to Israel because “Europe is lost” to radical Islam…

…In an interview with the Jewish news agency JTA, Mr Bar-Hen said: “Jews are not here permanently.

“I tell my congregants: Don’t think we’re here for good. And I encourage them to buy property in Israel [il neretto è mio]. This place is lost. Don’t repeat the mistake of Algerian Jews, of Venezuelan Jews. Better [get out] early than late.”

He went on to say the attacks had exposed the presence of “radical fringes” within the Muslim community, a problem he said applied to Europe as a whole.

“Europe is lost,” he added.»

http://www.independent.co.uk/news/world/europe/barcelona-terror-attack-chief-rabbi-meir-bar-hen-jews-move-israel-europe-is-lost-a7903111.html

La stessa intervista è riportata da The Times of Israel (18 agosto 2017):

Following attack, Barcelona’s chief rabbi says his community is doomed
‘Europe is lost,’ says Rabbi Meir Bar-Hen. ‘I tell my congregants: Don’t think we’re here for good, and I encourage them to buy property in Israel’

«“Jews are not here permanently,” he said of the city and region. “I tell my congregants: Don’t think we’re here for good. And I encourage them to buy property in Israel [il neretto è mio]. This place is lost. Don’t repeat the mistake of Algerian Jews, of Venezuelan Jews. Better [get out] early than late.”…

…Part of the problem exposed by the attacks, Bar-Hen said, is the presence of a large Muslim community with “radical fringes.” Once these people are “living among you,” he said of terrorists and their supporters, “it’s very difficult to get rid of them. They only get stronger.” He also said this applied to Europe as a whole. “Europe is lost,” he said.»

http://www.timesofisrael.com/following-attack-barcelonas-chief-rabbi-says-his-community-is-doomed/

Ma se lo Stato d’Israele verrà eliminato dal mondialismo, dove potranno mai andare gli ebrei?

Copyright © 2017 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.

Gli ebrei e l’islamizzazione dell’Occidente

17 agosto 2017

Ho scritto in più post che l’islamizzazione dell’Europa, uno dei mezzi usati dal delirio culturale mondialista per tentare irrazionalmente di raggiungere il suo scopo supremo, l’eliminazione dello Stato, cioè l’Open Society, alla fine causerà necessariamente l’islamizzazione dei governi europei e degli eserciti europei: a quel punto gli arsenali nucleari della Francia e del Regno Unito cadranno nelle mani dell’Islam.

La conseguenza prevedibile, a rigor di logica, è questa: lo Stato d’Israele verrà cancellato dalla faccia della terra, come del resto l’attuale Guida Suprema dell’Iran, l’Ayatollah Ali Khamenei, predica dal 1991.

Ma gli ebrei internazionalisti e mondialisti, quelli che odiano lo Stato d’Israele, pensano forse di sopravvivere, o che i loro figli sopravvivano, all’islamizzazione dell’Occidente?

Perché, se il mondialismo vincerà, anche gli Stati Uniti d’America alla fine verranno islamizzati.

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Stato di natura, Mark Zuckerberg e Dennis Prager

7 agosto 2017

Ho sempre sostenuto che il Cristianesimo è in conflitto con lo Stato, conflitto che è assente nelle altre due grandi religioni monoteistiche: l’Ebraismo e l’Islam, vedi la mia teoria del Cristianesimo in Luigi Cocola, Il leviatano senza spada – Una teoria del popolo italiano e del Cristianesimo, 3° ed., 2012, lulu.com.

A mio giudizio, le istanze antistato del Cristianesimo si svincolarono da tale religione e mutarono da istanze di tipo religioso a istanze di tipo filosofico con l’opera di filosofia politica di John Locke intitolata Due trattati sul governo (in inglese Two Treatises of Government), che venne pubblicata nel 1690.

Non considero infatti filosofi il vescovo Agostino d’Ippona e il frate domenicano Tommaso d’Aquino, ma bensì teologi e infatti sono entrambi Dottori della Chiesa e Santi.

Titoli che il laico John Locke non ha.

Comunque, quando Locke (1632-1704) scrive dello stato di natura, scrive da un punto di vista cristiano: la Weltanschauung di Locke è quella religiosa (ovviamente della religione cristiana, dato che Locke era cristiano), non è la Weltanschauung scientifica, quella che animò invece Thomas Hobbes (1588-1679), il quale scrisse anch’egli dello stato di natura (prima di Locke).

Per capire le conseguenze divergenti dei concetti di stato di natura di Locke e di Hobbes, vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2017/04/02/il-mondialismo-e-il-nazionalismo-sono-il-prodotto-di-due-diverse-weltanschauung/

Per capire la lontanissima origine del concetto di stato di natura di Locke, vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2015/03/05/il-millenarismo-e-un-meme-egoista/

Ciò che scrive Locke sullo stato di natura verrà poi ripetuto e rinforzato da Jean-Jacques Rousseau (1712-1778), cosicché può accadere che quando si parla di stato di natura si citino solo Hobbes e Rousseau, omettendo Locke.

Un recente articolo scientifico pubblicato su Nature (21 gennaio 2016) e intitolato Inter-group violence among early Holocene hunter-gatherers of West Turkana, Kenya ha smentito le idee cristiane di Locke e di Rousseau sullo stato di natura e ha confermato invece quelle non cristiane (cioè atee) di Thomas Hobbes e di Charles Darwin, vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2016/01/25/smentite-le-idiozie-di-locke-e-di-rousseau-sullo-stato-di-natura/

Ho scritto in un post precedente:

«Il fatto è che, nel campo della filosofia politica/scienza politica, da Locke in poi l’Occidente ha incominciato progressivamente a voltare le spalle alla Weltanschauung scientifica (della quale Darwin è un caposaldo irrinunciabile) e a rivolgersi sempre più alla Weltanschauung religiosa, fino ad esserne completamente posseduto. Ormai esso è del tutto in balia del millenarismo cristiano e vuole eliminare lo Stato dalla faccia della terra.

E neanche riconosce tutto ciò, anzi millanta di seguire la Weltanschauung scientifica, in una menzogna senza fine.»

https://luigicocola.wordpress.com/2014/07/05/la-menzogna-senza-fine-delloccidente/

Bisogna dire che Hobbes non è esente da colpe: in genere egli è visto prevalentemente, se non unicamente, come il sostenitore dell’assolutismo, in quanto era fortemente contrario alla divisione dei poteri.

Però le idee di Hobbes sulla forma di governo non c’entrano nulla con ciò che egli scrisse sullo Stato, sono due cose del tutto differenti e a mio giudizio egli nella sua opera di filosofia politica confuse deliberatamente e fraudolentemente i concetti di forma di governo e di Stato per motivi di lavoro (cioè per non perdere il proprio posto di lavoro).

Ho esposto un’analisi psicologica di Thomas Hobbes, soprattutto dal punto di vista della Scuola di Palo Alto (Palo Alto Mental Research Institute), in Luigi Cocola, op. cit., pagg. 37-48.

Ritornando a Locke, ecco cosa egli scrive sullo stato di natura:

«And here we have the plain difference between the state of Nature and the state of war, which however some men have confounded [Locke intende Thomas Hobbes], are as far distant as a state of peace, goodwill, mutual assistance, and preservation; and a state of enmity, malice, violence and mutual destruction are one from another. Men living together according to reason without a common superior on earth, with authority to judge between them, is properly the state of Nature [il neretto è mio].»

(John Locke, Two Treatises of Government, Essay Two, Chapter III, 19, prepared by Rod Hay for the McMaster University Archive of the History of Economic Thought, disponibile su:

http://www.efm.bris.ac.uk/het/locke/government.pdf,

data di accesso odierna)

Locke compie qui una vera e propria mistificazione: egli parla di Ragione (reason), ma in realtà sta parlando di Weltanschauung religiosa cristiana.

Infatti ecco altri due passi di Two Treatises of Government:

«…whence it follows, that either the father has not his paternal power by begetting, or else that the heir has it not at all; for it is hard to understand how the law of nature, which is the law of reason [il neretto è mio], can give the paternal power to the father over his children, for the only reason of begetting…»

(Ibid., Essay One, Chapter IX, 101)

«Thus the law of Nature stands as an eternal rule to all men, legislators as well as others. The rules that they make for, other men’s actions must, as well as their own and other men’s actions, be conformable to the law of Nature— i.e., to the will of God [il neretto è mio], of which that is a declaration, and the fundamental law of Nature being the preservation of mankind, no human sanction can be good or valid against it.»

(Ibid., Essay Two, Chapter XI, 135)

Come si può notare, per Locke la legge di natura è sia la legge della ragione che il volere di Dio.

Quindi per Locke la Ragione si identifica con Dio ed è evidente che su tale argomento non c’è alcuna differenza tra Locke e l’epoca di Agostino d’Ippona, vedi infatti una lettera scritta nel 414/15 da Evodio ad Agostino:

«Poiché, se è in base alla ragione che Dio è eterno, che cos’è la ragione? Essa perciò o è Dio o un attributo di Dio, come c’insegna essa stessa.»

http://www.augustinus.it/italiano/lettere/lettera_161_testo.htm

Il concetto di stato di natura di Locke (“a state of peace, goodwill, mutual assistance, and preservation”) può essere sintetizzato in questa frase: “I always believed people are basically good”, frase che è stata scritta recentemente da Mark Zuckerberg nel suo comunicato al popolo intitolato Bringing the World Closer Together e pubblicato su Facebook il 22 giugno 2017.

Eccone il link:

www.facebook.com/notes/mark-zuckerberg/bringing-the-world-closer-together/10154944663901634/

Ho sostenuto in vari post che, sebbene Mark Zuckerberg sia ebreo, il concetto di stato di natura a cui egli si riferisce quando scrive “I always believed people are basically good” è un concetto lockiano e cioè cristiano:

«P.S.: notare nel suo comunicato al popolo del 22 giugno come Zuckerberg esprima chiaramente il leitmotiv fondamentale del mondialismo e di tutte le altre ideologie antistato (vedi la mia teoria unificata delle ideologie antistato), cioè che gli esseri umani sono naturalmente buoni (“I always believed people are basically good [il neretto è mio]. As I’ve traveled around, I’ve met all kinds of people from regular folks to heads of state, and I’ve found they almost all genuinely care about helping people”), concetto già espresso nel 1690 da John Locke, quando scrisse la sua errata e ridicola versione dello stato di natura (versione smentita, fra l’altro, anche da un recentissimo studio scientifico pubblicato su Nature, come ho ricordato più volte).»

https://luigicocola.wordpress.com/2017/06/24/mark-zuckerberg-la-nuova-reincarnazione-di-cristo/

Ho appena trovato in internet una conferma che “I always believed people are basically good” non appartiene all’Ebraismo, vedi questo articolo (20 ottobre 2010) di Dennis Prager, che è di religione ebraica come Mark Zuckerberg:

Are people basically good?

«The notion that people are basically good is a modern, post-Enlightenment one that is neither Jewish nor rational.

As regards Judaism, from the Torah through rabbinic Judaism, I am unaware of a single mainstream Jewish text that posits that people are basically good. The Torah cites God Himself as declaring that the “will of man’s heart is evil from his youth” (Genesis 8.21).

As regards reason, the empirical evidence against the belief that people are basically good is simply overwhelming…

…The consequences of this belief are awful.»

http://jewishjournal.com/opinion/83939/

Vedi anche questo articolo (31 dicembre 2002) dello stesso autore:

If you believe that people are basically good

«No issue has a greater influence on determining your social and political views than whether you view human nature as basically good or not…

…As Lord Acton said long ago, “Power corrupts, and absolute power corrupts absolutely.” Lord Acton did not believe people are basically good. No great body of wisdom, East or West, ever posited that people were basically good. This naive and dangerous notion originated in modern secular Western thought, probably with Jean Jacques Rousseau, the Frenchman who gave us the notion of pre-modern man as a noble savage. He was half right. Savage, yes, noble, no. If the West does not soon reject Rousseau and humanism and begin to recognize evil, judge it and confront it, it will find itself incapable of fighting savages who are not noble.»

https://townhall.com/columnists/dennisprager/2002/12/31/if-you-believe-that-people-are-basically-good-n981387

Ecco chi è Dennis Prager:

https://en.wikipedia.org/wiki/Dennis_Prager

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Le teste coronate d’Occidente sono mondialiste

15 giugno 2017

Quando, recentemente, David Rockefeller è morto, il Corriere della Sera, il più famoso quotidiano italiano, ha titolato così:

David Rockefeller muore a 101 anni
Fondò Bilderberg e la Trilaterale

«…Rockefeller fu anche l’ideatore degli incontri del gruppo Bilderberg e il fondatore della Trilateral Commission, nel 1973, con l’obiettivo di spingere l’economia verso la globalizzazione…»

http://www.corriere.it/economia/17_marzo_20/david-rockefeller-muore-101-anni-filantropo-banchiere-internazionale-238495cc-0d82-11e7-a60b-8fc97ae3c91d.shtml

Infatti è del tutto assodato che l’artefice del mondialismo sia stato David Rockefeller.

Tanto che a buon diritto il mondialismo (o globalismo) può anche essere chiamato internazionalismo di David Rockefeller: egli stesso, nella sua autobiografia, usa più volte la parola “internationalist”.

Vedi p.e. qui:

«Some even believe we are part of a secret cabal working against the best interests of the United States, characterizing my family and me as “internationalists” and of conspiring with others around the world to build a more integrated global political and economic structure – one world, if you will.

If that’s the charge, I stand guilty, and I am proud of it.»

David Rockefeller, Memoirs, Random House, 2003, pag. 405

E qui:

«Global interdependence is not a poetic fantasy but a concrete reality that this century’s revolutions in technology, communications, and geopolitics have made irreversible. The free flow of investment capital, goods and people across borders will remain the fundamental factor in world economic growth and in the strengthening of democratic institutions everywhere. The United States cannot escape from its global responsibilities. Today’s world cries out for leadership, and our nation must provide it. In the twentyfirst century there can be no place for isolationists: we must all be internationalists.»

Ibid., pag. 406

Del resto, non è possibile usare la parola “internazionalismo” da sola, bisogna per forza dire “internazionalismo di David Rockefeller”, perché esistono anche altri tipi di internazionalismo, per esempio l’internazionalismo marxista.

Ebbene, se noi andiamo a leggere gli elenchi degli incontri annuali del gruppo Bilderberg, potremo vedere che hanno partecipato a tali incontri molte teste coronate d’Europa, vale a dire d’Occidente.

Ecco cosa riporta Wikipedia in lingua inglese:

«Belgium

King Philippe of Belgium (2007–2009, 2012)[1][2][3]

Commonwealth realms

Prince Charles, Prince of Wales, Commonwealth realms (1986)[4][5]
Prince Phillip, Duke of Edinburgh, Commonwealth realms (1965, 1967)[6][7]

Netherlands

Queen Beatrix of the Netherlands (1997, 2000, 2006, 2008–2015)[8][better source needed][3][9][10][11][12][13][14]
Prince Bernhard of the Netherlands (1954–1975)[15][16]
Willem-Alexander of the Netherlands (2008)[2]

Norway

King Harald V of Norway[17] (1984[18])
Haakon, Crown Prince of Norway (2011)[19]

Spain

Juan Carlos I of Spain, King of Spain (2004)[20]
Queen Sofía of Spain (2008–2011)[10][11][21]»

https://en.wikipedia.org/wiki/List_of_Bilderberg_participants

Ci sono in quest’elenco TUTTI i regni d’Europa oggi esistenti, eccetto quelli di Svezia e di Danimarca.

Ciò vuol dire chiarissimamente che i sovrani d’Occidente, invece di opporsi strenuamente al mondialismo (come sarebbe logico aspettarsi), lo hanno accettato, hanno venduto i loro rispettivi popoli (e anche i loro rispettivi troni) al mondialismo.

Altro che ebrei e massoneria, come si farnetica dappertutto.

Sono proprio i sovrani cristiani, i sovrani dell’Occidente cristiano, a sostenere il mondialismo, altro che storie!

Come ho sempre scritto, l’origine del mondialismo sta nel Cristianesimo, è il Cristianesimo.

Si tratta, solo e unicamente, del Cristianesimo.

Qualsiasi altra cosa è un capro espiatorio.

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Ulteriori considerazioni su George Soros e sull’Occidente

23 gennaio 2017

Ho già scritto su George Soros:

https://luigicocola.wordpress.com/2017/01/20/george-soros-insulta-il-popolo-degli-stati-uniti-damerica/

Ci sono da fare due ulteriori considerazioni su di lui e sull’Occidente.

1) La sua Open Society (che è una società senza Stato) è l’ennesima prova che la mia interpretazione del mondialismo è veritiera (cioè che il mondialismo appartiene alla classe delle ideologie antistato, vedi la mia teoria unificata delle ideologie antistato).

Contrariamente a ciò che molti pensano, il mondialismo (detto anche globalismo, o internazionalismo liberale, o internazionalismo di David Rockefeller; in inglese globalism, in francese mondialisme) non ha affatto lo scopo di creare un unico Stato mondiale e quindi un unico governo mondiale, bensì ha lo scopo di eliminare lo Stato dalla faccia della terra.

2) George Soros è un ebreo internazionalista e, come ho scritto più volte, gli ebrei internazionalisti sono tali a causa della Diaspora (e non a causa della loro religione):

https://luigicocola.wordpress.com/2016/04/14/il-ruolo-degli-ebrei-nel-mondialismo/

Ma, oltre a ciò, occorre anche considerare un fatto fondamentale:

«In 1951, Soros earned a Bachelor of Science in philosophy and a Master of Science in philosophy in 1954, both from the London School of Economics.[32]»

https://en.wikipedia.org/wiki/George_Soros

Questo significa che George Soros è stato profondamente indottrinato a quell’autentico delirio culturale che è il mondialismo.

Il mondialismo è un delirio culturale della cultura occidentale, delirio culturale che ha la sua origine nel millenarismo, la dottrina eversiva contenuta nell’Apocalisse di Giovanni (l’ultimo libro del Nuovo Testamento).

Come ho scritto in un post precedente:

«Da circa tre secoli (ossia dal 1690, anno di pubblicazione dei Two Treatises of Government di John Locke) questo delirio culturale ha assunto forma filosofica, svincolandosi così dalla religione cristiana ed entrando così a far parte del patrimonio culturale laico dell’Occidente.

La conseguenza è che, da generazioni e generazioni, gli studenti delle università occidentali vengono sistematicamente indottrinati a questo delirio culturale.»

https://luigicocola.wordpress.com/2017/01/14/le-idee-politiche-di-richard-dawkins-non-centrano-nulla-con-la-teoria-dei-memi/

Quindi il globalismo di George Soros, con tutta probabilità, è dovuto più al Cristianesimo che alla Diaspora.

L’Occidente, che è un prodotto del Cristianesimo occidentale (a differenza di quello orientale, si tratta di un Cristianesimo eversivo), non può incolpare per la sua eversione nessun altro se non se stesso, il suo proprio nucleo costitutivo:

https://luigicocola.wordpress.com/2016/11/28/per-una-visione-storica-del-mondialismo/

Quest’eversione in passato ha avuto anche effetti estremamente positivi (da cui l’estremo successo storico dell’Occidente):

https://luigicocola.wordpress.com/2016/05/11/discolparsi-incolpando-altri/

Ma oggi ha solo e unicamente effetti negativi.

Infatti, come ho scritto in un post precedente:

«Si tratta, in altre parole, della persistenza altamente irrazionale e altamente nociva dell’imperativo cristiano di eliminare lo Stato nell’inconscio collettivo dell’Occidente.

Ciò accade perché l’Occidente non ha consapevolezza delle origini storiche del Cristianesimo: non ha affatto sviluppato una capacità critica nei suoi confronti.

La cultura occidentale è per conseguenza una cultura apocalittica e altamente instabile.

E ciò è terrificante, considerando le armi nucleari dell’Occidente.»

https://luigicocola.wordpress.com/2016/07/06/lorigine-del-mondialismo/

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George Soros insulta il popolo degli Stati Uniti d’America

20 gennaio 2017

Leggo sul giornale.it un articolo di ieri intitolato George Soros attacca Donald Trump: “Un possibile dittatore”:

«Alla fine è il solito George Soros. Quello che guarda più ai propri interessi che alla democrazia. Il suo zampino è dietro a quasi tutti i colpi di Stato degli ultimi anni. Il caso più eclatante? Quello ucraino, in cui il magnate di origini ungheresi finanziò, proprio pochi mesi prima dell’inizio degli scontri di piazza, una tv anti-Putin.

Ora Soros attacca frontalmente il neo presidente americano: Donald Trump. “Un impostore, un imbroglione e un potenziale dittatore. Il Congresso Usa deve fare fronte comune e l’Europa reagire”. Sono queste le parole usate dal magnate per attaccare il tycoon durante una cena a Davos durante i lavori del World Economic Forum. Un attacco frontale, che non lascia sperare nulla di buono. Proprio pochi giorni fa, il presidente russo Vladimir Putin ha detto: “Sembra che stiano organizzando una ‘Maidan’ a Washington affinché Trump non assuma il proprio incarico”. Un riferimento nemmeno troppo velato a Soros? Forse…»

http://www.ilgiornale.it/news/mondo/george-soros-attacca-donald-trump-possibile-dittatore-1353547.html

George Soros insulta il popolo degli Stati Uniti d’America, che ha legittimamente eletto Donald Trump come suo Presidente!

Egli insulta la Costituzione degli Stati Uniti d’America, che ha portato all’elezione di Donald Trump, e che inizia così:

«We the People of the United States, …»

Da puntualizzare che George Soros, essendo un ebreo internazionalista, non solo è contro lo Stato in generale (la sua Open Society è appunto una società senza Stato), ma è anche contro lo Stato d’Israele: come ho scritto molte volte in post precedenti, non bisogna confondere il sionismo, che è un nazionalismo, con gli ebrei internazionalisti, che sono globalisti.

È come confondere il giorno con la notte, la verità con la menzogna, il bene con il male.

E coloro che sono contro il sionismo, non fanno altro che essere, consapevolmente o inconsapevolmente, dalla parte del globalismo.

A proposito di George Soros vedi qui:

http://www.ilgiornale.it/news/mondo/scandalo-delle-mail-soros-hacker-pubblicano-i-documenti-open-1297283.html

e qui:

http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/08/17/usa-le-mail-hackerate-a-george-soros-finiscono-online-e-architetto-di-ogni-colpo-di-stato-degli-ultimi-25-anni/2979321/

Inoltre è fondamentale ricordare il benemerito sito dcleaks.com, che è stato creato «…by the American hacktivists who respect and appreciate freedom of speech, human rights and government of the people. We believe that our politicians have forgotten that in a democracy the people are the highest form of political authority so our citizens have the right to participate in governing our nation. The authorities are just lobbying interests of Wall Street fat cats, industrial barons and multinational corporations’ representatives who swallow up all resources and subjugate all markets…»

http://dcleaks.com/index.php/about/

Dcleaks ha una sezione speciale per George Soros:

«George Soros is a Hungarian-American business magnate, investor, philanthropist, political activist and author who is of Hungarian-Jewish ancestry and holds dual citizenship. He drives more than 50 global and regional programs and foundations. Soros is named an architect and a sponsor of almost every revolution and coup around the world for the last 25 years. The USA is thought to be a vampire due to him and his puppets, not a lighthouse of freedom and democracy. His minions spill blood of millions and millions of people just to make him even more rich. Soros is an oligarch sponsoring the Democratic party, Hillary Clinton, hundreds of politicians all over the world. This website is designed to let everyone inside George Soros’ Open Society Foundation and related organisations…»

http://soros.dcleaks.com/

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Harald Dettenborn [CC BY 3.0 de], via Wikimedia Commons

Confermato: Soros e Zuckerberg sono alleati

27 dicembre 2016

Nel mio post del 14 aprile 2016, intitolato Il ruolo degli ebrei nel mondialismo, avevo scritto:

«È piuttosto diffusa l’idea che gli ebrei abbiano un ruolo centrale e fondamentale nel mondialismo.

Ebbene, si tratta di un’idea sbagliata.

La teoria unificata delle ideologie antistato mostra che queste ultime sono il portato inequivocabile del millenarismo.

E il millenarismo è un fenomeno esclusivamente cristiano…

…Se gli ebrei non hanno un ruolo centrale e fondamentale nel mondialismo, comunque hanno in esso un ruolo secondario (mentre i musulmani, per esempio, non hanno alcun ruolo nel mondialismo).

Bisogna capire che gli ebrei, dalla Diaspora provocata dall’Impero romano con le Guerre giudaiche, sono stati molto a lungo, fino alla recente creazione dello Stato d’Israele, un popolo senza Stato e quindi naturaliter contro lo Stato

…Oggi l’esistenza dello Stato d’Israele (che si chiama ufficialmente così e non Israele) ha fortunatamente cambiato le cose: il sionismo è un nazionalismo e in quanto tale è per definizione nemico del mondialismo…

…Rimane però una certa percentuale di ebrei che restano a tutt’oggi ancorati all’antica tradizione ebraica di essere contro lo Stato: per esempio i Rothschild (che erano i precedenti proprietari dell’Economist, passato recentemente agli Agnelli), George Soros, Mark Zuckerberg, ecc. ecc.»

https://luigicocola.wordpress.com/2016/04/14/il-ruolo-degli-ebrei-nel-mondialismo/

Ebbene è del 16 dicembre 2016 la conferma di quanto avevo scritto e cioè che Mark Zuckerberg, il creatore di Facebook, e George Soros, il famigerato globalista, sono alleati:

«Billionaire Clinton donor George Soros is among a line-up of wealthy liberal figures who will fund Facebook’s fake news fact checker…

…The feature was announced by Facebook CEO Mark Zuckerberg on Thursday night.

It will flag any stories which have been ‘disputed by a 3rd party’ before users attempt to share them and prohibit the promotion of any fake stories.

The third parties include but are not limited to ABC News, Politico, Snopes and The Washington Post [il neretto è mio].»

http://www.dailymail.co.uk/news/article-4041910/Clinton-mega-donor-George-Soros-leads-line-liberal-billionaires-funding-Facebook-s-fake-news-fact-checker.html

The Washington Post?

È come dare a una banda di falsari il controllo della Zecca!

Infatti il Daily Mail riporta due commenti di Paul Joseph Watson su Twitter:

«One of Facebook’s “fact checkers” is the Washington Post, who had to admit to putting out an inaccurate “fake news” list just a week ago.»

«The “fact checkers” that will bury “fake news” on Facebook is just a bunch of mainstream news outlets. This is about silencing competition.»

Copyright © 2016 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.

Analisi miserevoli V

15 dicembre 2016

Leggo su Sputnik l’intervista a Gennaro Sangiuliano, vicedirettore del TG1 e autore sia di Hillary. Vita e potere di una dynasty americana che di Putin. Vita di uno zar:

«— Gennaro Sangiuliano, ha definito Hillary Clinton e Vladimir Putin come due antipodi, che cosa intendeva?

— Esprimono le visioni dei due coaguli che oggi si stanno confrontando in tutto il mondo. Da una parte Hillary Clinton rappresenta l’élite, quella bolla di potere creata dalla globalizzazione, dove una certa sinistra illuminista si è alleata all’alta finanza internazionale e ha perso il contatto con il popolo [il neretto è mio].

D’altra parte Putin è espressione di una visione identitaria della storia e vuole dare una risposta alla decadenza e al declino con la riappropriazione delle radici e la sostanza dei popoli…

…— Il giornalismo ha avuto un ruolo centrale nella creazione dell’immagine della Clinton. Perché i giornalisti italiani si sono schierati con Hillary a questo livello senza cercare di capire la realtà del popolo americano e la sua divisione?

— Perché quasi tutti i giornalisti fanno parte della bolla dell’establishment, i giornali e le televisioni appartengono ai grandi centri di potere finanziario e i giornalisti costruiscono le loro carriere in sintonia con questi grandi apparati, con i poteri forti…»

https://it.sputniknews.com/opinioni/201612143787208-putin-hillary-media-non-dicono/

Sebbene sia encomiabile che Gennaro Sangiuliano riconosca la propaganda mondialista come tale (ma non è vicedirettore del TG1???) e arrivi perfino a distinguere tra «una certa sinistra illuminista» e l’«alta finanza internazionale» (e quindi non avalli, almeno non completamente, la stolta e diffusissima interpretazione del mondialismo come complotto ebraico), non posso accettare la sua analisi.

La «sinistra illuminista» di cui egli parla altro non è che la maschera del millenarismo cristiano, cioè la prescrizione di eliminare lo Stato contenuta (solo e unicamente) nell’Apocalisse di Giovanni, l’ultimo libro del Nuovo Testamento, come correttamente mostrato dalla mia teoria unificata delle ideologie antistato.

Tanto per dirne una, come può spiegare l’analisi di Sangiuliano l’operato tragicamente irresponsabile di Papa Bergoglio?

Vedi p.e. qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2016/09/19/capire-il-mondialismo/

E anche di altri papi prima di lui, p.e. Papa Wojtyła:

https://luigicocola.wordpress.com/2016/07/16/rassegnatevi-la-chiesa-di-roma-e-contro-lo-stato/

Fanno forse parte Papa Bergoglio e Papa Wojtyła di «una certa sinistra illuminista»?

La mia analisi del mondialismo spiega anche questo, spiega tutto, vedi p.e. qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2016/11/28/per-una-visione-storica-del-mondialismo/

Copyright © 2016 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.

Per una visione storica del mondialismo

28 novembre 2016

In un vecchio post avevo scritto che molti non riescono ad accettare la verità e a questo proposito avevo citato Jack Nicholson, che in Codice d’onore (A Few Good Men) ruggisce: «Tu non puoi reggere la verità!» («You can’t handle the truth!»).

È dura accettare la verità quando l’accettazione di essa ci porterebbe a biasimare un’istituzione o un’idea a cui teniamo molto, che ci è indispensabile per vivere.

Così chi è di religione cristiana di regola vive acriticamente il Cristianesimo.

E non riesce ad accettare l’evidenza dei fatti, che è la seguente: da circa duemila anni assistiamo alle alterne vicende del conflitto tra Papato e Stato (il Medio Evo fu una di esse), conflitto che a volte si acquieta e a volte divampa, assumendo nel tempo nomi diversi, p.e. il conflitto tra Guelfi e Ghibellini, ben noto agli italiani, dato che a scuola essi studiano le opere di Dante Alighieri.

E con la Riforma protestante le cose non sono cambiate, anzi sono peggiorate: infatti il millenarismo, messo a tacere dalla Chiesa di Roma per parecchi secoli, fu poi ripreso con forza dai protestanti, i quali, com’è noto, si basano sulla lettura personale della Bibbia e non sull’interpretazione di essa da parte del clero come fanno i cattolici.

Perché il problema non è banalmente lo scontro tra due poteri, quello dello Stato e quello del Papato: si tratta invece della volontà cristiana di eliminare lo Stato, volontà che si trova chiaramente espressa nell’Apocalisse di Giovanni, l’ultimo libro del Nuovo Testamento (il Regno di Cristo, nonostante il nome, non è uno Stato, ma una condizione di perfezione trascendente, dato che il Messia cristiano, a differenza di quello ebraico, ha sia natura umana, sia natura divina).

Peggio ancora, con John Locke, come ho mostrato più volte, la prescrizione millenaristica di eliminare lo Stato, che è contenuta nell’Apocalisse di Giovanni, assunse forma filosofica, mascherando così la sua vera natura, la sua vera origine, che è religiosa:

«È evidente, infatti, che se l’uomo fosse un essere naturalmente buono e mansueto, come lo descrive Locke, non avrebbe bisogno di alcuna istituzione politica che lo protegga, cioè non avrebbe bisogno dello Stato, le cui due funzioni essenziali sono appunto quelle di proteggere la comunità dagli aggressori esterni (mediante l’esercito) e dai torti reciproci (mediante la giustizia).

Anzi, lo Stato stravolgerebbe e incattivirebbe la natura buona e mansueta dell’uomo.»

https://luigicocola.wordpress.com/2012/10/23/il-mito-della-dannosita-dello-stato/

Il mondialismo non è niente altro che l’ultima versione della prescrizione millenaristica di eliminare lo Stato.

E Papa Bergoglio non è affatto un corpo estraneo alla Chiesa, è proprio la Chiesa, o meglio è la Chiesa delle origini:

«…It was closer to Joachim of Fiora than to Augustine of Hippo [Gioacchino da Fiore è il noto millenarista medievale]…

This end that Pope Francis seems to envision is nothing less than a world transformation of mankind to save itself, soon—indeed, now!

For many, it is the state itself that causes most of the dangerous problems that the Pope is worried about [il neretto è mio]…»

https://luigicocola.wordpress.com/2016/06/07/svelare-la-verita/

Certo, in alcuni particolari Papa Bergoglio si differenzia dai mondialisti, ma lo scopo è sempre quello di eliminare lo Stato, vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2015/02/12/le-tre-vie-delle-ideologie-antistato/

Molti non riescono ad accettare l’evidenza dei fatti, come ho mostrato sopra, e quindi, a proposito del mondialismo, si mettono a farneticare di ebrei, di massoneria, di satanisti, di rettiliani, e così via, in un crescendo rossiniano di scemenze, delle quali purtroppo internet è piena.

N.B.: per quanto riguarda il Cristianesimo orientale, la storia, grazie a Costantino il Grande e al cesaropapismo, prese un’altra direzione, vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2016/07/06/lorigine-del-mondialismo/

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