Posts Tagged ‘ebraismo’

Come disse Hegel

8 dicembre 2017

Ho letto in internet molti commenti alla decisione di Donald Trump su Gerusalemme e non ne ho trovato neanche uno che cogliesse nel segno.

Ho scritto la mia opinione sul vero motivo della decisione di Trump nel post del 6 dicembre e ne rimango ancora oggi, dopo due giorni, fermamente convinto, vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2017/12/06/donald-trump-promuove-il-nazionalismo-ebraico/

Come ho scritto ieri, in un altro post:

«La verità è che, senza poter nominare il mondialismo (nessuno dei due articoli citati lo nomina), per via della censura mondialista, non si può scrivere altro che stupidaggini.»

Il bello è che perfino chi nomina il mondialismo (anche detto globalismo) non riesce a capire il vero motivo della decisione di Trump e questo perché in genere si pensa che il mondialismo abbia origine e natura ebraiche (io non la penso affatto così).

Ma non è stupefacente?

Insomma, abbiamo davanti a noi un uomo, un leader regolarmente e legalmente eletto 45° Presidente degli Stati Uniti d’America (certo, è colpa di Putin, che ha ipnotizzato gli elettori americani! oppure è colpa degli alieni!), il quale ha dichiarato a tutto il mondo, prima di essere eletto:

«We will no longer surrender this country, or its people, to the false song of globalism.

The nation-state remains the true foundation for happiness and harmony.»

e anche:

«Americanism, not globalism, will be our credo.»

Quest’uomo ha una figlia (amatissima) e un genero (con il quale è in eccellenti rapporti) entrambi di religione ebraica (la figlia si è convertita all’Ebraismo prima di sposarsi).

Ebbene, si sono mai chiesti i molti nazionalisti antisemiti, cioè i nazionalisti che credono erroneamente che il mondialismo abbia origine e natura ebraiche, come sia possibile conciliare l’antiglobalismo di Donald Trump col fatto di avere la figlia e il genero entrambi ebrei?

Secondo le loro stupide teorie ciò sarebbe fortemente contraddittorio, anzi impossibile.

Ma come disse Hegel: «Wenn die Tatsachen nicht mit der Theorie übereinstimmen, um so schlimmer für die Tatsachen», in inglese «When the facts do not agree with the theory, so much the worse for the facts», in italiano «Quando i fatti non concordano con la teoria, tanto peggio per i fatti».

Oggi quest’uomo, Donald Trump, come aveva promesso in campagna elettorale, ha deciso il riconoscimento di Gerusalemme come capitale dello Stato d’Israele da parte degli Stati Uniti d’America.

Possibile che nessuno, dico nessuno, tranne me, metta in relazione tale sua decisione con il suo antiglobalismo, il quale è stato dichiarato da lui stesso pubblicamente, davanti a tutto il mondo?

Che i mondialisti neghino tale relazione è ovvio e scontato, ma che la neghino i nazionalisti è stupefacente.

Copyright © 2017 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.

By Jakob Schlesinger (1792-1855) (Unknown) [Public domain], via Wikimedia Commons

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Gli assurdi commenti alla decisione di Trump su Gerusalemme

7 dicembre 2017

Leggo la seguente perla in un articolo di Fulvio Scaglione pubblicato su linkiesta.it il 6 dicembre 2017 e intitolato Gerusalemme capitale d’Israele, la mossa di Trump contro Iran e Russia L’ambasciata americana a Gerusalemme è parte di una strategia per avvicinare Israele all’Arabia Saudita in opposizione a Iran e Libano. I negoziati di pace con i palestinesi sarebbero il prossimo passo dell’amministrazione Trump:

«Dal punto di vista della legittimità internazionale, insomma, l’annessione israeliana di Gerusalemme Est vale quanto l’annessione russa della Crimea: nulla.»

http://www.linkiesta.it/it/article/2017/12/06/gerusalemme-capitale-distraele-la-mossa-di-trump-contro-iran-e-russia/36410/

Ecco a che livelli di assurdità si può arrivare quando ci si dimentica ciò che scrisse Hobbes nel 1651:

«E patti senza la spada non sono che parole…» (Thomas Hobbes, Leviatano, 2009, Laterza, pag. 139).

La spada è l’antico simbolo biblico della forza (Bibbia Emmaus, pag. 2450).

Del resto l’intero articolo di Scaglione è un’assurdità, in che altro modo definire la tesi che «L’ambasciata americana a Gerusalemme è parte di una strategia per avvicinare Israele all’Arabia Saudita in opposizione a Iran e Libano», come recita il sottotitolo?

Posso ben immaginare quanto siano felici in Arabia Saudita per l’ambasciata americana a Gerusalemme e quanto adesso si sentano più vicini di prima a Israele!

Il vero motivo della decisione di Trump l’ho scritto nel mio post di ieri:

https://luigicocola.wordpress.com/2017/12/06/donald-trump-promuove-il-nazionalismo-ebraico/

P.S.: perfino l’ISPI, Istituto per gli Studi di Politica Internazionale, scrive stupidaggini su questo argomento, vedi il seguente articolo (6 dicembre 2017):

Trump sceglie: Gerusalemme capitale di Israele

http://www.ispionline.it/it/pubblicazione/trump-sceglie-gerusalemme-capitale-di-israele-19135

La verità è che, senza poter nominare il mondialismo (nessuno dei due articoli citati lo nomina), per via della censura mondialista, non si può scrivere altro che stupidaggini.

Copyright © 2017 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.

Donald Trump promuove il nazionalismo ebraico

6 dicembre 2017

Donald Trump, come aveva promesso in campagna elettorale, ha deciso il riconoscimento di Gerusalemme come capitale dello Stato d’Israele da parte degli Stati Uniti d’America.

Così facendo, egli intelligentemente promuove il nazionalismo ebraico, cioè il sionismo, a scapito degli ebrei internazionalisti.

Infatti la questione ebraica è la chiave di volta per sconfiggere il mondialismo.

Sostenere che l’ideologia mondialista abbia origine e natura ebraiche non solo vuol dire sostenere il falso (criterio di verità), come ho sempre mostrato nei miei scritti, è anche disastroso e fallimentare per la lotta contro tale delirante e criminale ideologia (criterio di utilità).

Purtroppo i nazionalisti antisemiti proprio non ci arrivano.

Ed è tragico che neanche si accorgono di essere filoislamici esattamente come i mondialisti.

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Il popolo ebraico ha perso il suo proverbiale amore per la Ragione?

3 dicembre 2017

Com’è ben noto, i nazionalisti, cioè coloro che sono contro il mondialismo (detto anche globalismo), l’ideologia distopica che vuole eliminare lo Stato ritenendolo irrazionalmente un’istituzione inutile e dannosa, sono spesso antisemiti.

Perché?

Perché essi ritengono, del tutto erroneamente, che il mondialismo sia di origine e natura veterotestamentarie, cioè ebraiche.

Una minoranza di nazionalisti non è affatto antisemita, come p.e. Donald Trump.

Tutto ciò che io ho scritto nel campo della scienza politica va in un’unica direzione: che il mondialismo (e tutte le altre ideologie antistato, vedi la mia Teoria unificata delle ideologie antistato) ha origine e natura neotestamentarie, cioè cristiane, vedi p.e. qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2016/07/06/lorigine-del-mondialismo/

e qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2017/02/21/il-mondialismo-e-la-storia-come-piano-provvidenziale/

Del resto anche Norberto Bobbio, anche se non in modo esplicito, mostra di pensarla in questo modo, vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2017/07/23/conseguenze-di-due-interpretazioni-del-mondialismo/

Anzi, come ho scritto più volte, il mondialismo, volendo usare l’islamizzazione dell’Europa prima e dell’Occidente intero poi come mezzo aggiuntivo (quello principale è l’ultracapitalismo) per eliminare lo Stato, è oggettivamente un’ideologia antisemita, un’ideologia che distruggerà il popolo ebraico, vedi p.e. qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2017/08/23/il-mondialismo-e-unideologia-antisemita/

Basti pensare a ciò che predica da tempo l’attuale Guida Suprema dell’Iran, l’Ayatollah Ali Khamenei.

Il punto nodale della questione è che c’è oggi un confitto interno ebraico tra ebrei nazionalisti, cioè sionisti (il sionismo è il nazionalismo dello Stato d’Israele), ed ebrei internazionalisti, i quali non vogliono rinunciare alla tradizione di essere contro lo Stato, che, come ho già scritto più volte, non è un’ideologia antistato e non ha niente a che fare con l’Ebraismo, ma bensì è stata una tradizione necessaria a mantenere in vita il popolo ebraico e la religione ebraica dalla Diaspora fino alla creazione dello Stato d’Israele nel 1948, vedi p.e. qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2016/05/26/il-conflitto-interno-ebraico/

Inoltre c’è da aggiungere che esistono anche ebrei internazionalisti, come per esempio George Soros, Mark Zuckerberg, ecc. ecc., che sono tali perché si sono fatti plagiare e indottrinare dal mito della dannosità dello Stato, che è un mito proprio e peculiare della cultura cristiana occidentale, nella quale essi sono sempre vissuti, vedi p.e. qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2012/10/23/il-mito-della-dannosita-dello-stato/

e qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2017/08/07/stato-di-natura-mark-zuckerberg-e-dennis-prager/

Il conflitto interno non risolto che gli ebrei oggi hanno li pone oggettivamente in una situazione molto grave.

Infatti se vincesse il mondialismo, essi sarebbero perduti, come ho scritto sopra.

E se vincesse il nazionalismo essi non starebbero comunque in una situazione ottimale, perché nulla fanno per smentire quei nazionalisti, e sono la maggior parte, che li incolpano di essere la causa del mondialismo.

Perché nulla fanno?

Il popolo ebraico ha perso il suo proverbiale amore per la Ragione?

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Anche per Diego Fusaro il mondialismo è un complotto ebraico

1 dicembre 2017

Per capire ciò è sufficiente leggere questo suo articolo pubblicato sul Fatto Quotidiano l’1 settembre 2017:

Elogio dell’islam e del cristianesimo contro il fanatismo del mercato

«…L’onnimercificazione quale fondamento del mondialismo economico classista non può non entrare in contrasto con il patrimonio simbolico ed etico della trascendenza racchiuso nel monoteismo cristiano e in quello islamico, portatori di un senso solidaristico e comunitario, trascendente e sacro, fecondamente eccedente rispetto a quello nichilistico e immanente del valore di scambio. La “deteologizzazione della vita pubblica” , come l’ha qualificata Carl Schmitt, procede di conserva con la deeticizzazione del mondo della vita, di cui è espressione di primaria importanza…

…Se, come scriveva Ezra Pound (Cantos, 97), la sacertà del tempio risiede nella sua irriducibilità a oggetto di commercio (the temple is holy because it is not for sale), è lampante per quali ragioni l’integralismo economico debba annientare ogni forma di sacro e ogni idea di trascendenza, affinché tutto possa essere mercificato e non vi sia valore trascendente altro rispetto all’immanenza nichilistica del piano liscio del mercato, strutturalmente senza alto né basso, senza giusto né ingiusto, senza bene né male…»

https://www.ilfattoquotidiano.it/2017/09/01/elogio-dellislam-e-del-cristianesimo-contro-il-fanatismo-del-mercato/3830418/

Non occorre essere un genio per capire che Diego Fusaro ce l’ha con l’Ebraismo, peraltro mai nominato nell’articolo.

Insomma, siamo alle solite: il mondialismo è un complotto ebraico.

È tutta colpa degli ebrei.

Che tristezza.

Vorrei chiedere a Diego Fusaro:

perché le teste coronate di quasi tutti i Regni d’Europa (a quanto risulta, di tutti i Regni d’Europa tranne che dei Regni di Svezia e di Danimarca) hanno partecipato e partecipano alle riunioni del Gruppo Bilderberg?

Perché la Casa d’Orange-Nassau, l’attuale famiglia reale dei Paesi Bassi, prima con il Principe Bernardo (marito della Regina Giuliana), poi con la Regina Beatrice e infine con il Re Guglielmo Alessandro, è stata sempre, fin dal 1954, lo sponsor principale del Gruppo Bilderberg (insieme a David Rockefeller)?

I Reali d’Europa non sono cristiani?

Perché Papa Bergoglio si comporta come si comporta?

Papa Bergoglio non è cristiano?

Sarebbe ora di non usare più capri espiatori e di affermare ad alta voce che il mondialismo è un delirio culturale del Cristianesimo occidentale (sia cattolico che protestante).

La Ragione ci dice che per combattere efficacemente il mondialismo è fondamentale sapere cosa esso sia veramente.

Per approfondire:

https://luigicocola.wordpress.com/2017/07/15/il-mondialismo-non-e-una-lotta-di-classe-e-un-delirio-culturale/

https://luigicocola.wordpress.com/2017/07/23/conseguenze-di-due-interpretazioni-del-mondialismo/

https://luigicocola.wordpress.com/2016/11/28/per-una-visione-storica-del-mondialismo/

https://luigicocola.wordpress.com/2016/05/11/discolparsi-incolpando-altri/

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Il tragico errore dei rabbini americani

25 agosto 2017

Negli USA (24 agosto 2017):

Dopo Charlotteville, i rabbini americani boicottano Trump
Per la Reconstructionist Rabbinical Association, il presidente “si è rifiutato di prendere le distanze dall’anti-semitismo ed i razzisti di ogni genere”

“Il presidente Usa Donald Trump si è fatto nuovi nemici. Una coalizione delle 4 più importanti associazioni rabbiniche statunitensi ha deciso che non parteciperà alla tradizionale conference call con il presidente degli Stati Uniti prima delle feste ebraiche di Rosh Hashanah (il Capodanno che cade il prossimo 9 settembre) e lo Yom Kippur (giorno dell’espiazione che cade il 29 settembre), una tradizione apartitica. Questo in risposta alla sua ambigua posizione del Presidente, equidistante tra i suprematisti bianchi e la sinistra dopo la tragedia di Cahrlotesville in Virginia, dove il 12 agosto un neonazista si è scagliato con la sua auto contro un gruppo di manifestanti, uccidendo una donna di 32 anni e ferendone 19.

Il rabbino, la signora Elyse Wechterman, capo della Reconstructionist Rabbinical Association, ha reso noto che il gruppo ha cancellato la telefonata di scambio di auguri perché Trump ha un «problema di leadership morale. L’antisemitismo cui abbiamo assistito Charlottesville è stato terrificante e spaventoso», aggiungendo che da quando Trump è presidente «c’è stata un’ondata di questi episodi. Sin dalla sua campagna elettorale (nel 2016, ndr) Trump si è rifiutato di prendere le distanze dall’anti-semitismo ed i razzisti di ogni genere».”

http://www.lastampa.it/2017/08/24/esteri/dopo-charlotteville-i-rabbini-americani-boicottano-trump-gsL8o73nX87KDxzAfEX1FN/pagina.html

In lingua inglese vedi qui:

http://www.nytimes.com/2017/08/23/us/rabbis-president-trump-antisemitism.html

In Spagna (19 agosto 2017):

“L’Europa è perduta, meglio andarsene” ha detto il Rabbino capo di Barcellona
L’intervista Meir Bar-Henha all’agenzia Jta sta già facendo molto discutere. Alcune frasi pubblicate in queste ore

«Andarsene prima che sia troppo tardi

Per Bar-Hen “gli ebrei non saranno qui in modo permanente”, riferendosi alla Spagna e all’Europa. “Dico da tempo ai membri della mia congregazione: non pensate che staremo qui per sempre. E li incoraggio a tornare e comprare proprietà in Israele. Questo posto è perduto. Non rifate l’errore degli ebrei dell’Algeria, del Venezuela. Meglio andarsene via subito prima che sia troppo tardi”.

L’Europa è persa

“Ciò che ha evidenziato questo attacco”, ha continuato Bar-Hen, è “la presenza di una comunità musulmana radicalizzata. Una volta che queste persone vivono tra di noi, è davvero difficile liberarsene. Diventeranno sempre più forti. L’Europa è persa”.»

https://www.agi.it/estero/barcellona_rabbino_europa_perduta-2068019/news/2017-08-19/

In lingua inglese vedi qui:

http://www.timesofisrael.com/following-attack-barcelonas-chief-rabbi-says-his-community-is-doomed/

Chi è che sbaglia: i rabbini americani o il rabbino capo di Barcellona?

Il Nemico degli ebrei è Donald Trump (che fra l’altro ha figlia e genero entrambi ebrei) e il nazionalismo americano, di cui egli è il capo, oppure il Nemico degli ebrei è il mondialismo, il quale, con l’islamizzazione dell’Europa prima e con l’islamizzazione dell’Occidente intero poi, eliminerà tutti i luoghi dove gli ebrei possono vivere, compresi lo Stato d’Israele e gli Stati Uniti d’America?

È evidente che a sbagliare sono i rabbini americani: il mondialismo è un’ideologia antisemita, un’ideologia che distruggerà il popolo ebraico.

Vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2017/08/23/il-mondialismo-e-unideologia-antisemita/

Copyright © 2017 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.

Il mondialismo è un’ideologia antisemita

23 agosto 2017

Contrariamente alle mille sciocchezze che si possono leggere in internet su quest’argomento, il mondialismo è palesemente un’ideologia antisemita, in quanto, come ho scritto più volte, uno dei mezzi usati dai mondialisti per tentare irrazionalmente di eliminare gli Stati, cioè per instaurare l’Open Society, il Nuovo Ordine Mondiale in cui non esistono più gli Stati, è quello dell’islamizzazione dell’Europa, a cui seguirà l’islamizzazione dell’intero Occidente.

Gli islamici non hanno mai accettato lo Stato d’Israele, nato nel 1948 su un territorio che essi consideravano definitivamente acquisito dall’Islam.

Il mondialismo (o globalismo, in inglese globalism, in francese mondialisme) dà ragione all’Islam e torto all’Ebraismo, in quanto con l’Open Society lo Stato d’Israele è condannato a sparire.

E con l’Open Society anche gli Stati Uniti d’America, ovviamente, sono condannati a sparire.

Il Congresso degli Stati Uniti d’America, votando quasi all’unanimità per continuare e inasprire le sanzioni alla Russia, in palese opposizione alla volontà politica dell’Esecutivo, ha dimostrato pubblicamente di essere un organo del mondialismo, perché la Russia è il campione degli Stati nazionalisti, cioè degli Stati che si oppongono al mondialismo.

Il Congresso degli Stati Uniti d’America vuole dichiarare guerra alla Russia, in modo da sostituire manu militari l’attuale governo nazionalista russo, guidato da Vladimir Putin, con un governo fantoccio disposto a vendere al mondialismo il proprio stesso popolo, cioè disposto ad annientare il proprio stesso popolo (come per esempio il governo Renzi e il governo Gentiloni).

Il Congresso degli Stati Uniti d’America vuole ripetere contro la Russia ciò che è stato già fatto con successo contro Saddam e Gheddafi, e che è stato tentato senza riuscirci, per l’intervento della stessa Russia, contro Assad.

Il Congresso degli Stati Uniti d’America è attualmente una delle più potenti incarnazioni del mondialismo.

Ecco un recente articolo di Sputnik (21 agosto 2017):

Gli ebrei potrebbero lasciare la Spagna dopo l’attentato a Barcellona
Il rabbino di Barcellona Meir Bar Jen ha definito la Spagna “il centro del terrorismo islamico” ed ha invitato i correligionari a lasciare l’Europa. Lo riporta il quotidiano britannico The Independent.

«”Io dico ai miei correligionari: non pensate che staremo qui per sempre. E li invito a comprare immobili in Israele [il neretto è mio]. Questo posto (l’Europa) è perso. Non ripetete gli errori degli ebrei algerini, venezuelani. Meglio andarsene prima che sia troppo tardi”, ha dichiarato il rabbino.

Egli sostiene l’intenzione della sua parrocchia di lasciare il paese che lui stesso ha definito “il centro del terrorismo islamico”. Il rabbino sostiene anche che la presenza del radicalismo è tipica non solo della Spagna, ma di tutta l’Europa. “L’Europa è morta”, ha affermato.»

https://it.sputniknews.com/mondo/201708214925964-ebrei-rabbino-spagna-attentati/

Ecco cosa scrive a questo proposito The Independent (20 agosto 2017):

Barcelona’s chief rabbi urges Jews to move to Israel because ‘Europe is lost’
Meir Bar-Hen calls Spain a ‘hub of Islamist terror’

«Barcelona’s chief rabbi has urged Jews to move to Israel because “Europe is lost” to radical Islam…

…In an interview with the Jewish news agency JTA, Mr Bar-Hen said: “Jews are not here permanently.

“I tell my congregants: Don’t think we’re here for good. And I encourage them to buy property in Israel [il neretto è mio]. This place is lost. Don’t repeat the mistake of Algerian Jews, of Venezuelan Jews. Better [get out] early than late.”

He went on to say the attacks had exposed the presence of “radical fringes” within the Muslim community, a problem he said applied to Europe as a whole.

“Europe is lost,” he added.»

http://www.independent.co.uk/news/world/europe/barcelona-terror-attack-chief-rabbi-meir-bar-hen-jews-move-israel-europe-is-lost-a7903111.html

La stessa intervista è riportata da The Times of Israel (18 agosto 2017):

Following attack, Barcelona’s chief rabbi says his community is doomed
‘Europe is lost,’ says Rabbi Meir Bar-Hen. ‘I tell my congregants: Don’t think we’re here for good, and I encourage them to buy property in Israel’

«“Jews are not here permanently,” he said of the city and region. “I tell my congregants: Don’t think we’re here for good. And I encourage them to buy property in Israel [il neretto è mio]. This place is lost. Don’t repeat the mistake of Algerian Jews, of Venezuelan Jews. Better [get out] early than late.”…

…Part of the problem exposed by the attacks, Bar-Hen said, is the presence of a large Muslim community with “radical fringes.” Once these people are “living among you,” he said of terrorists and their supporters, “it’s very difficult to get rid of them. They only get stronger.” He also said this applied to Europe as a whole. “Europe is lost,” he said.»

http://www.timesofisrael.com/following-attack-barcelonas-chief-rabbi-says-his-community-is-doomed/

Ma se lo Stato d’Israele verrà eliminato dal mondialismo, dove potranno mai andare gli ebrei?

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Gli ebrei e l’islamizzazione dell’Occidente

17 agosto 2017

Ho scritto in più post che l’islamizzazione dell’Europa, uno dei mezzi usati dal delirio culturale mondialista per tentare irrazionalmente di raggiungere il suo scopo supremo, l’eliminazione dello Stato, cioè l’Open Society, alla fine causerà necessariamente l’islamizzazione dei governi europei e degli eserciti europei: a quel punto gli arsenali nucleari della Francia e del Regno Unito cadranno nelle mani dell’Islam.

La conseguenza prevedibile, a rigor di logica, è questa: lo Stato d’Israele verrà cancellato dalla faccia della terra, come del resto l’attuale Guida Suprema dell’Iran, l’Ayatollah Ali Khamenei, predica dal 1991.

Ma gli ebrei internazionalisti e mondialisti, quelli che odiano lo Stato d’Israele, pensano forse di sopravvivere, o che i loro figli sopravvivano, all’islamizzazione dell’Occidente?

Perché, se il mondialismo vincerà, anche gli Stati Uniti d’America alla fine verranno islamizzati.

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Stato di natura, Mark Zuckerberg e Dennis Prager

7 agosto 2017

Ho sempre sostenuto che il Cristianesimo è in conflitto con lo Stato, conflitto che è assente nelle altre due grandi religioni monoteistiche: l’Ebraismo e l’Islam, vedi la mia teoria del Cristianesimo in Luigi Cocola, Il leviatano senza spada – Una teoria del popolo italiano e del Cristianesimo, 3° ed., 2012, lulu.com.

A mio giudizio, le istanze antistato del Cristianesimo si svincolarono da tale religione e mutarono da istanze di tipo religioso a istanze di tipo filosofico con l’opera di filosofia politica di John Locke intitolata Due trattati sul governo (in inglese Two Treatises of Government), che venne pubblicata nel 1690.

Non considero infatti filosofi il vescovo Agostino d’Ippona e il frate domenicano Tommaso d’Aquino, ma bensì teologi e infatti sono entrambi Dottori della Chiesa e Santi.

Titoli che il laico John Locke non ha.

Comunque, quando Locke (1632-1704) scrive dello stato di natura, scrive da un punto di vista cristiano: la Weltanschauung di Locke è quella religiosa (ovviamente della religione cristiana, dato che Locke era cristiano), non è la Weltanschauung scientifica, quella che animò invece Thomas Hobbes (1588-1679), il quale scrisse anch’egli dello stato di natura (prima di Locke).

Per capire le conseguenze divergenti dei concetti di stato di natura di Locke e di Hobbes, vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2017/04/02/il-mondialismo-e-il-nazionalismo-sono-il-prodotto-di-due-diverse-weltanschauung/

Per capire la lontanissima origine del concetto di stato di natura di Locke, vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2015/03/05/il-millenarismo-e-un-meme-egoista/

Ciò che scrive Locke sullo stato di natura verrà poi ripetuto e rinforzato da Jean-Jacques Rousseau (1712-1778), cosicché può accadere che quando si parla di stato di natura si citino solo Hobbes e Rousseau, omettendo Locke.

Un recente articolo scientifico pubblicato su Nature (21 gennaio 2016) e intitolato Inter-group violence among early Holocene hunter-gatherers of West Turkana, Kenya ha smentito le idee cristiane di Locke e di Rousseau sullo stato di natura e ha confermato invece quelle non cristiane (cioè atee) di Thomas Hobbes e di Charles Darwin, vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2016/01/25/smentite-le-idiozie-di-locke-e-di-rousseau-sullo-stato-di-natura/

Ho scritto in un post precedente:

«Il fatto è che, nel campo della filosofia politica/scienza politica, da Locke in poi l’Occidente ha incominciato progressivamente a voltare le spalle alla Weltanschauung scientifica (della quale Darwin è un caposaldo irrinunciabile) e a rivolgersi sempre più alla Weltanschauung religiosa, fino ad esserne completamente posseduto. Ormai esso è del tutto in balia del millenarismo cristiano e vuole eliminare lo Stato dalla faccia della terra.

E neanche riconosce tutto ciò, anzi millanta di seguire la Weltanschauung scientifica, in una menzogna senza fine.»

https://luigicocola.wordpress.com/2014/07/05/la-menzogna-senza-fine-delloccidente/

Bisogna dire che Hobbes non è esente da colpe: in genere egli è visto prevalentemente, se non unicamente, come il sostenitore dell’assolutismo, in quanto era fortemente contrario alla divisione dei poteri.

Però le idee di Hobbes sulla forma di governo non c’entrano nulla con ciò che egli scrisse sullo Stato, sono due cose del tutto differenti e a mio giudizio egli nella sua opera di filosofia politica confuse deliberatamente e fraudolentemente i concetti di forma di governo e di Stato per motivi di lavoro (cioè per non perdere il proprio posto di lavoro).

Ho esposto un’analisi psicologica di Thomas Hobbes, soprattutto dal punto di vista della Scuola di Palo Alto (Palo Alto Mental Research Institute), in Luigi Cocola, op. cit., pagg. 37-48.

Ritornando a Locke, ecco cosa egli scrive sullo stato di natura:

«And here we have the plain difference between the state of Nature and the state of war, which however some men have confounded [Locke intende Thomas Hobbes], are as far distant as a state of peace, goodwill, mutual assistance, and preservation; and a state of enmity, malice, violence and mutual destruction are one from another. Men living together according to reason without a common superior on earth, with authority to judge between them, is properly the state of Nature [il neretto è mio].»

(John Locke, Two Treatises of Government, Essay Two, Chapter III, 19, prepared by Rod Hay for the McMaster University Archive of the History of Economic Thought, disponibile su:

http://www.efm.bris.ac.uk/het/locke/government.pdf,

data di accesso odierna)

Locke compie qui una vera e propria mistificazione: egli parla di Ragione (reason), ma in realtà sta parlando di Weltanschauung religiosa cristiana.

Infatti ecco altri due passi di Two Treatises of Government:

«…whence it follows, that either the father has not his paternal power by begetting, or else that the heir has it not at all; for it is hard to understand how the law of nature, which is the law of reason [il neretto è mio], can give the paternal power to the father over his children, for the only reason of begetting…»

(Ibid., Essay One, Chapter IX, 101)

«Thus the law of Nature stands as an eternal rule to all men, legislators as well as others. The rules that they make for, other men’s actions must, as well as their own and other men’s actions, be conformable to the law of Nature— i.e., to the will of God [il neretto è mio], of which that is a declaration, and the fundamental law of Nature being the preservation of mankind, no human sanction can be good or valid against it.»

(Ibid., Essay Two, Chapter XI, 135)

Come si può notare, per Locke la legge di natura è sia la legge della ragione che il volere di Dio.

Quindi per Locke la Ragione si identifica con Dio ed è evidente che su tale argomento non c’è alcuna differenza tra Locke e l’epoca di Agostino d’Ippona, vedi infatti una lettera scritta nel 414/15 da Evodio ad Agostino:

«Poiché, se è in base alla ragione che Dio è eterno, che cos’è la ragione? Essa perciò o è Dio o un attributo di Dio, come c’insegna essa stessa.»

http://www.augustinus.it/italiano/lettere/lettera_161_testo.htm

Il concetto di stato di natura di Locke (“a state of peace, goodwill, mutual assistance, and preservation”) può essere sintetizzato in questa frase: “I always believed people are basically good”, frase che è stata scritta recentemente da Mark Zuckerberg nel suo comunicato al popolo intitolato Bringing the World Closer Together e pubblicato su Facebook il 22 giugno 2017.

Eccone il link:

www.facebook.com/notes/mark-zuckerberg/bringing-the-world-closer-together/10154944663901634/

Ho sostenuto in vari post che, sebbene Mark Zuckerberg sia ebreo, il concetto di stato di natura a cui egli si riferisce quando scrive “I always believed people are basically good” è un concetto lockiano e cioè cristiano:

«P.S.: notare nel suo comunicato al popolo del 22 giugno come Zuckerberg esprima chiaramente il leitmotiv fondamentale del mondialismo e di tutte le altre ideologie antistato (vedi la mia teoria unificata delle ideologie antistato), cioè che gli esseri umani sono naturalmente buoni (“I always believed people are basically good [il neretto è mio]. As I’ve traveled around, I’ve met all kinds of people from regular folks to heads of state, and I’ve found they almost all genuinely care about helping people”), concetto già espresso nel 1690 da John Locke, quando scrisse la sua errata e ridicola versione dello stato di natura (versione smentita, fra l’altro, anche da un recentissimo studio scientifico pubblicato su Nature, come ho ricordato più volte).»

https://luigicocola.wordpress.com/2017/06/24/mark-zuckerberg-la-nuova-reincarnazione-di-cristo/

Ho appena trovato in internet una conferma che “I always believed people are basically good” non appartiene all’Ebraismo, vedi questo articolo (20 ottobre 2010) di Dennis Prager, che è di religione ebraica come Mark Zuckerberg:

Are people basically good?

«The notion that people are basically good is a modern, post-Enlightenment one that is neither Jewish nor rational.

As regards Judaism, from the Torah through rabbinic Judaism, I am unaware of a single mainstream Jewish text that posits that people are basically good. The Torah cites God Himself as declaring that the “will of man’s heart is evil from his youth” (Genesis 8.21).

As regards reason, the empirical evidence against the belief that people are basically good is simply overwhelming…

…The consequences of this belief are awful.»

http://jewishjournal.com/opinion/83939/

Vedi anche questo articolo (31 dicembre 2002) dello stesso autore:

If you believe that people are basically good

«No issue has a greater influence on determining your social and political views than whether you view human nature as basically good or not…

…As Lord Acton said long ago, “Power corrupts, and absolute power corrupts absolutely.” Lord Acton did not believe people are basically good. No great body of wisdom, East or West, ever posited that people were basically good. This naive and dangerous notion originated in modern secular Western thought, probably with Jean Jacques Rousseau, the Frenchman who gave us the notion of pre-modern man as a noble savage. He was half right. Savage, yes, noble, no. If the West does not soon reject Rousseau and humanism and begin to recognize evil, judge it and confront it, it will find itself incapable of fighting savages who are not noble.»

https://townhall.com/columnists/dennisprager/2002/12/31/if-you-believe-that-people-are-basically-good-n981387

Ecco chi è Dennis Prager:

https://en.wikipedia.org/wiki/Dennis_Prager

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Le teste coronate d’Occidente sono mondialiste

15 giugno 2017

Quando, recentemente, David Rockefeller è morto, il Corriere della Sera, il più famoso quotidiano italiano, ha titolato così:

David Rockefeller muore a 101 anni
Fondò Bilderberg e la Trilaterale

«…Rockefeller fu anche l’ideatore degli incontri del gruppo Bilderberg e il fondatore della Trilateral Commission, nel 1973, con l’obiettivo di spingere l’economia verso la globalizzazione…»

http://www.corriere.it/economia/17_marzo_20/david-rockefeller-muore-101-anni-filantropo-banchiere-internazionale-238495cc-0d82-11e7-a60b-8fc97ae3c91d.shtml

Infatti è del tutto assodato che l’artefice del mondialismo sia stato David Rockefeller.

Tanto che a buon diritto il mondialismo (o globalismo) può anche essere chiamato internazionalismo di David Rockefeller: egli stesso, nella sua autobiografia, usa più volte la parola “internationalist”.

Vedi p.e. qui:

«Some even believe we are part of a secret cabal working against the best interests of the United States, characterizing my family and me as “internationalists” and of conspiring with others around the world to build a more integrated global political and economic structure – one world, if you will.

If that’s the charge, I stand guilty, and I am proud of it.»

David Rockefeller, Memoirs, Random House, 2003, pag. 405

E qui:

«Global interdependence is not a poetic fantasy but a concrete reality that this century’s revolutions in technology, communications, and geopolitics have made irreversible. The free flow of investment capital, goods and people across borders will remain the fundamental factor in world economic growth and in the strengthening of democratic institutions everywhere. The United States cannot escape from its global responsibilities. Today’s world cries out for leadership, and our nation must provide it. In the twentyfirst century there can be no place for isolationists: we must all be internationalists.»

Ibid., pag. 406

Del resto, non è possibile usare la parola “internazionalismo” da sola, bisogna per forza dire “internazionalismo di David Rockefeller”, perché esistono anche altri tipi di internazionalismo, per esempio l’internazionalismo marxista.

Ebbene, se noi andiamo a leggere gli elenchi degli incontri annuali del gruppo Bilderberg, potremo vedere che hanno partecipato a tali incontri molte teste coronate d’Europa, vale a dire d’Occidente.

Ecco cosa riporta Wikipedia in lingua inglese:

«Belgium

King Philippe of Belgium (2007–2009, 2012)[1][2][3]

Commonwealth realms

Prince Charles, Prince of Wales, Commonwealth realms (1986)[4][5]
Prince Phillip, Duke of Edinburgh, Commonwealth realms (1965, 1967)[6][7]

Netherlands

Queen Beatrix of the Netherlands (1997, 2000, 2006, 2008–2015)[8][better source needed][3][9][10][11][12][13][14]
Prince Bernhard of the Netherlands (1954–1975)[15][16]
Willem-Alexander of the Netherlands (2008)[2]

Norway

King Harald V of Norway[17] (1984[18])
Haakon, Crown Prince of Norway (2011)[19]

Spain

Juan Carlos I of Spain, King of Spain (2004)[20]
Queen Sofía of Spain (2008–2011)[10][11][21]»

https://en.wikipedia.org/wiki/List_of_Bilderberg_participants

Ci sono in quest’elenco TUTTI i regni d’Europa oggi esistenti, eccetto quelli di Svezia e di Danimarca.

Ciò vuol dire chiarissimamente che i sovrani d’Occidente, invece di opporsi strenuamente al mondialismo (come sarebbe logico aspettarsi), lo hanno accettato, hanno venduto i loro rispettivi popoli (e anche i loro rispettivi troni) al mondialismo.

Altro che ebrei e massoneria, come si farnetica dappertutto.

Sono proprio i sovrani cristiani, i sovrani dell’Occidente cristiano, a sostenere il mondialismo, altro che storie!

Come ho sempre scritto, l’origine del mondialismo sta nel Cristianesimo, è il Cristianesimo.

Si tratta, solo e unicamente, del Cristianesimo.

Qualsiasi altra cosa è un capro espiatorio.

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