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Ecco chi è dalla parte dell’Iran e di Khamenei

14 maggio 2018

Chi è dalla parte dell’Iran e dell’Ayatollah Ali Khamenei e contro lo Stato d’Israele e Donald Trump?

Nientepopodimeno che…Romano Prodi.

Il distruttore in capo dell’economia italiana (e quindi del popolo italiano) scrive (il 13 maggio 2018):

I gesti unilaterali e offensivi di Trump mettono a rischio l’amicizia Europa-USA
Rottura sul nucleare – L’Europa deve lasciare solo Trump sul dossier Iran

«Sono passati cinque giorni da quando Trump ha annunciato il ritiro americano dal trattato sul controllo dell’armamento nucleare iraniano, firmato nel 2015 anche da Russia, Cina, Germania, Francia e Gran Bretagna. Tuttavia, più passa il tempo, più è difficile capire le ragioni per cui questo gesto unilaterale così grave sia stato compiuto [veramente? nota mia].

La prima perplessità riguarda la caduta di credibilità internazionale che verrà a pesare sugli Stati Uniti. L’affidabilità americana è infatti destinata a crollare se un presidente può liberamente disfare quello che i suoi predecessori avevano invece sottoscritto dopo anni di faticose trattative e dopo che l’agenzia di controllo dell’Onu e il Consiglio di sicurezza hanno accertato che gli obblighi contenuti nel trattato sono sempre stati rispettati. È infatti noto che i patti sottoscritti debbono essere onorati [in altre parole l’euro e l’Unione Europea non possono essere ripudiati, nota mia]

…Nessun dubbio sull’atteggiamento da tenere sia nel presente sia nel futuro da parte dei paesi europei: rimanere fedeli al trattato e niente sanzioni finché esso continua ad essere rispettato. Certo dobbiamo tenere presente che le singole imprese europee, anche se condurranno rapporti corretti con l’Iran, saranno potenzialmente soggette a sanzioni da parte americana. Occorre quindi che i paesi europei facciano finalmente fronte comune perché, in questo caso, le possibilità di essere danneggiate saranno vicine allo zero.

Nei giorni scorsi abbiamo assistito al pellegrinaggio dei leader europei a Washington, allo scopo di convincere Trump a non recedere dal trattato. Questi isolati pellegrinaggi hanno avuto come risultato che il Presidente americano non solo lo ha ripudiato ma ha annunciato un aggravamento delle sanzioni. Singolarmente presi gli stati europei hanno sostanzialmente subito un’umiliazione proprio perché, singolarmente presi, non possono ottenere alcun risultato, salvo quello di continuare ad essere sfottuti e snobbati [che è proprio ciò che meritano, il mondialismo e l’Unione Europea finiranno inevitabilmente nella pattumiera della storia, nota mia]

…E non è certo con una politica di isolamento che Trump può difendere gli interessi di lungo periodo di Israele e dell’Arabia Saudita, pilastri della politica americana in Medio Oriente. Fino ad ora la decisione di Trump sul nucleare iraniano ha ottenuto infatti il singolare risultato di rafforzare la posizione di Russia e Cina che, almeno sulla carta, sono nemici degli Stati Uniti, mentre ha danneggiato e indebolito i tradizionali amici europei. E poiché non mi sembra, almeno fino ad ora, che ci si trovi di fronte ad un rovesciamento della strategia politica americana, dobbiamo ammettere che si tratti solo di un grave errore.

L’unico rimedio per alleviare le conseguenze di quest’errore è l’adozione di una politica europea ferma e unitaria. Speriamo che, almeno in quest’occasione, questa strada venga percorsa fino in fondo.»

http://www.romanoprodi.it/strillo/i-gesti-unilaterali-e-offensivi-di-trump-mettono-a-rischio-lamicizia-europa-usa_14965.html

Si chiederanno coloro che io ho chiamato “nazionalisti antisemiti” (che sono filoislamici come i mondialisti!) come mai proprio Romano Prodi, l’emblema stesso del mondialismo, l’uomo che ha introdotto in Italia il malefico euro, l’arma economica che il mondialismo usa per distruggere gli Stati europei, sia dalla parte dell’Iran e dell’Ayatollah Ali Khamenei e contro lo Stato d’Israele e Donald Trump?

Non credo (dovrebbero ripudiare le loro stupide analisi del mondialismo!).

Ma, ovviamente, sarei felice di sbagliarmi.

Vedi anche qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2018/05/04/a-proposito-delliran-e-dellayatollah-ali-khamenei/

e qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2018/01/02/i-mondialisti-e-khamenei-sono-alleati-contro-israele/

C’è infine da dire che una eventuale guerra tra Stati Uniti d’America e Iran sarebbe di natura completamente diversa da quella delle guerre mondialiste contro Saddam, Gheddafi e Assad, in quanto queste erano guerre contro dittature (laiche), mentre l’Iran non è affatto una dittatura (tantomeno una dittatura laica), ma bensì una teocrazia (nonostante i mondialisti sostengano cavillosamente che non lo sia, ma è chiaro il perché: perché i mondialisti e l’Iran sono alleati contro Israele e quindi l’Iran non deve essere classificato in categorie che l’Occidente considera negative).

Per una spiegazione delle guerre mondialiste contro Saddam, Gheddafi e Assad (e non contro l’Arabia Saudita), vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2018/04/19/due-considerazioni-sulle-forme-di-governo/

Copyright © 2018 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.

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Il programma politico di Soros è proprio quello di Saint-Simon

12 maggio 2018

L’ignoranza è una brutta cosa.

Perché ci fa prendere fischi per fiaschi, lucciole per lanterne.

Se noi iniziamo a studiare, anche solo superficialmente, il pensiero del Conte Henri de Saint-Simon (1) (ma egli aveva rinunciato al titolo nobiliare e si firmava “Henri Saint-Simon”), l’ideatore sia del principio fondamentale del mondialismo (sostituire lo Stato con la tecnocrazia) (2), sia dell’Unione Europea (3), e anche “one of the chief founders of Christian socialism” come riporta l’Enciclopedia Britannica (1), e anche l’autore di Nouveau Christianisme, tutte le tessere del puzzle andranno al loro posto e tutto sarà chiaro.

Altro che complotto ebraico, massonico e satanista.

Queste sono tutte baggianate prodotte dall’ignoranza.

Occorre ribadirlo: fu Saint-Simon (1760-1825) a scoperchiare il Vaso di Pandora, fu lui il primo a ideare (e ciò avvenne nell’Ottocento) un’ideologia antistato di tipo filosofico (4), che da lui prese il nome, il sansimonismo, di cui il mondialismo è un pervertimento novecentesco (in quanto, a differenza del sansimonismo, è contro il popolo).

Egli venne infatti prima di Pierre-Joseph Proudhon (1809-1865), l’ideatore dell’anarchismo (5), e di Karl Marx (1818-1883) e Friedrich Engels (1820-1895), la coppia che ideò il comunismo, e, come è ben noto, li influenzò tutti e tre, anche se Proudhon e la coppia Marx-Engels presero poi strade originali proprie (rimanendo comunque sempre nell’ambito delle ideologie antistato, come ha magistralmente mostrato Norberto Bobbio) (2).

E sbagliarono Marx ed Engels a bollare con la formula di “socialismo utopistico” (che comunque ha avuto enorme successo) il pensiero di Saint-Simon, di Proudhon e di altri: non si tratta di utopie, ma bensì di forme modernizzate e laicizzate di millenarismo (o chiliasmo), il quale è la dottrina della seconda venuta di Cristo, con conseguente Regno di Cristo sulla terra della durata di mille anni (donde il nome “millenarismo” per indicare tale dottrina), di cui parla (solo e unicamente) l’Apocalisse di Giovanni, l’ultimo libro del Nuovo Testamento (6).

Non sono certamente l’unico a usare il termine “millenarismo” (o “chiliasmo”) per indicare le teorie dei suddetti pensatori, ecco un esempio fornito da Karl Mannheim:

«Revolutionary anarchism, for instance, in which the Chiliastic mentality is preserved in its purest and most genuine form, regards modern times, since the decline of the Middle Ages, as a single revolution.» (7)

E anche il comunismo è un millenarismo, del resto lo afferma addirittura il Catechismo della Chiesa Cattolica (8).

Notare che tutti questi pensatori erano cristiani, anche Marx lo era (ricevette il battesimo luterano all’età di sei anni e il padre si era convertito al Cristianesimo luterano prima della sua nascita, inoltre a 16 anni, nel 1834, ricevette la confermazione luterana nella Chiesa della Trinità di Treviri), come è ben noto e come risulta anche da tutto ciò che egli scrisse, a meno che non si ritenga, come ritenevano i nazisti, che gli ebrei siano una razza biologica, il che è veramente troppo ridicolo perché valga la pena di confutarlo (sebbene The Race Question, lo Statement dell’UNESCO del 1950, abbia fatto proprio questo) (9).

Nei post precedenti ho scritto più volte del programma politico di George Soros (che è il programma politico del mondialismo), vedi qui:

«Shuster: Where is the main focus of the Open Society [Open Society Foundations, nota mia] today?

Soros: We are basically supporting the development of open societies [il neretto è mio] in individual countries and what I call a global open society [il neretto è mio]—international law, international institutions, strengthening the world order. So those are the two aspects.» (10)

Vedi anche qui:

«In questo libro sostengo che le democrazie del mondo dovrebbero formare una alleanza con il duplice scopo di: 1) favorire lo sviluppo di società aperte [il neretto è mio] all’interno dei singoli paesi; 2) potenziare il diritto internazionale e le istituzioni necessarie a una società aperta globale [il neretto è mio].» (11)

Come ho già scritto, per capire cosa intende George Soros occorre capire il suo linguaggio: egli usa il termine “open society” (in italiano “società aperta“) nel senso popperiano di democrazia liberale (antitetica agli assolutismi di qualsiasi tipo) (12).

Mentre egli usa il termine “global open society” (in italiano “società aperta globale“) in senso antipopperiano, cioè nel senso di eliminazione dello Stato dalla faccia della terra (Karl Popper ritiene necessario lo Stato) (12), vedi infatti qui:

«Siamo riusciti a unirci al livello dello Stato sovrano: abbiamo degli Stati democratici, in cui vige lo stato di diritto e il rispetto verso il prossimo. Ora è necessario affrontare la questione su scala globale.
La soluzione non può essere la stessa: uno Stato mondiale costituirebbe una minaccia alla libertà più grave di quella rappresentata dalla molteplicità di Stati nazionali. La soluzione non può neppure essere progettata astrattamente…» (13)

Vedi anche qui:

«When I speak of a global society, I do not mean a global state. States are notoriously imperfect even at the national level. We need to find new solutions for a novel situation…» (14)

In conclusione, cosa vuole fare George Soros?

Primo: imporre dappertutto la democrazia liberale; secondo: eliminare gli Stati.

Ebbene, questo programma politico è proprio il programma politico originale del Conte Henri de Saint-Simon.

Ecco, infatti, cosa egli scrive nella sua opera L’Organizzatore (L’Organisateur), pubblicato sotto forma di dispense nel 1819-1820 e tradotto in italiano a cura di Francesco Gentile (1968):

«QUARTA LETTERA

Dopo esserci elevati alla concezione precisa del sistema capace di soddisfare i desideri politici della maggioranza della nazione, nell’attuale stato della civiltà, noi avremmo dovuto fare il seguente ragionamento.
Avremmo dovuto dire: Visto che ci è evidentemente impossibile fondare subito il nuovo sistema [cioè sostituire lo Stato con la tecnocrazia, nota mia] (36), visto che questo sistema deve essere preparato e organizzato prima di poter essere messo in pratica, noi dobbiamo cercare di vivere nel modo più sopportabile, senza peraltro uscire dal vecchio sistema, fino al tempo in cui saremo in grado di distruggerlo interamente.
La seconda cosa che avremmo dovuto affrontare nel 1789 doveva essere il problema seguente:
Qual è il tipo di organizzazione che riduce gli inconvenienti del vecchio sistema?
La soluzione non era certo difficile da trovare; infatti l’esperienza ha provato che si tratta della costituzione inglese; il regime parlamentare è l’organizzazione sociale meno viziosa nell’ambito del vecchio sistema (37).» (15)

E ancora:

«QUINTA LETTERA

Adottare la costituzione inglese, come regime provvisorio, come costituzione transitoria, come una specie di capestro che era necessario alzare per poi poter procedere comodamente alla costruzione di un nuovo edificio sociale, è dunque la seconda cosa che avremmo dovuto fare.» (16)

Nell’originale francese:

«QUATRIÈME LETTRE.

Après nous être élevés à la conception nette du système qui peut satisfaire les désirs politiques de la très-grande majorité de la nation, dans l’état présent des lumières, nous aurions dû faire le raisonnement suivant :
Nous aurions dû dire : attendu qu’il nous est évidemment impossible d’établir immédiatement le nouveau système; attendu que ce système a besoin d’être préparé, d’être organisé avant de pouvoir être mis en pratique, nous devons chercher à vivre de la manière la plus supportable possible, sans sortir de l’ancien système, jusqu’à l’époque où nous serons en mesure de l’abroger entièrement.
Ainsi, la seconde chose dont nous aurions dû nous occuper en 1789 aurait dû être de la question suivante :
Quel est le mode d’organisation dans lequel l’ancien système a le moins d’inconvénient ?
Cette solution n’était pas difficile à trouver, car l’expérience a prouvé que c’est la constitution anglaise, c’est-à-dire le régime parlementaire, qui est l’organisation sociale la moins vicieuse dans l’ancien système.»

«CINQUIÈME LETTRE.

Adopter la constitution anglaise comme régime provisoire, comme constitution transitoire, comme une espèce d’échafaud qu’il était néces saire d’élever pour exécuter commodément la construction du nouvel édifice social, est donc la seconde chose que nous aurions dû faire.» (17)

Da tutto ciò possiamo trarre tre importanti conclusioni, che, a quanto mi risulta, molti ignorano:

a) Che George Soros sia ebreo non c’entra assolutamente nulla, egli è stato indottrinato a pensare, probabilmente durante i suoi studi universitari, che lo Stato sia un male non necessario (2), concetto che vive nell’inconscio collettivo dell’Occidente da molti secoli e che ha un’origine chiaramente e inequivocabilmente cristiana, derivando dal millenarismo prodotto dall’Apocalisse di Giovanni, l’ultimo libro del Nuovo Testamento (6). Questo concetto, che è un tipico esempio di meme egoista (18), si è svincolato dalla religione cristiana a causa dell’opera filosofica di John Locke (19), entrando così a far parte del patrimonio culturale laico dell’Occidente. Si tratta di un “messianismo secolarizzato”, il termine usato proprio dal Catechismo della Chiesa Cattolica per indicare la forma modernizzata, laicizzata e politica del millenarismo, millenarismo che oggi (1997) la Chiesa Cattolica condanna nel suddetto Catechismo, ma che fu storicamente il pensiero ufficiale della stessa Chiesa Cattolica fino a Sant’Agostino, cioè fino ai primi anni del V secolo. Tutto ciò l’ho mostrato in dettaglio più e più volte (20).

Anzi, addirittura, il mondialismo è un’ideologia antisemita (21), perché esso usa vari mezzi per eliminare gli Stati dalla faccia della terra, mezzi fra i quali c’è l’islamizzazione dell’Europa prima e l’islamizzazione dell’Occidente intero poi.

Gli ebrei che sostengono il mondialismo sono, tragicamente, i suoi “utili idioti“.

b) Il mondialismo non è un americanismo, come molti scioccamente affermano: tutte le ideologie antistato di tipo filosofico (vedi la mia Teoria unificata delle ideologie antistato) (4) nacquero in Europa, nell’Ottocento (Saint-Simon nacque nel secolo precedente, ma tutte le sue opere le scrisse nell’Ottocento), da pensatori di religione cristiana e di nazionalità francese e tedesca (Saint-Simon e Proudhon erano francesi, Marx ed Engels erano tedeschi). Anche il Conte Richard Coudenhove-Kalergi (1894-1972) e il marito della Regina Juliana dei Paesi Bassi, cioè il Principe Bernhard dei Paesi Bassi (1911-2004) non erano certamente americani. L’unico americano tra gli ideatori e i principali attuatori del mondialismo è David Rockefeller (1915-2017) e questo è troppo poco per definire il mondialismo come un americanismo. Perfino George Soros (nato a Budapest il 12 agosto 1930) è europeo, soltanto nel 1961 egli acquisì la nazionalità USA. Tutti i suddetti sono cristiani, tranne Soros.

c) Il programma politico di George Soros, che è il programma politico del mondialismo, non c’entra nulla col pensiero di Karl Popper (ebreo anche lui), anzi l’uso propagandistico che Soros fa del termine popperiano “open society” è una frode bella e buona, essendo Popper assolutamente ed esplicitamente contrario all’eliminazione dello Stato, come ho mostrato dettagliatamente in un post precedente (12).

—————

1) C’è qualche confusione sul nome di Saint-Simon. Ho usato in questo blog il nome che usa l’Enciclopedia Britannica:

«Henri de Saint-Simon, in full Claude-Henri de Rouvroy, Comte (count) de Saint-Simon, (born Oct. 17, 1760, Paris, Fr.—died May 19, 1825, Paris), French social theorist and one of the chief founders of Christian socialism. In his major work, Nouveau Christianisme (1825), he proclaimed a brotherhood of man that must accompany the scientific organization of industry and society.»

https://www.britannica.com/biography/Henri-de-Saint-Simon

2) Norberto Bobbio, Stato, governo, società, Einaudi, 1995, pagg. 122-125

Vedi anche qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2017/07/23/conseguenze-di-due-interpretazioni-del-mondialismo/

e qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2018/01/21/ulteriori-precisazioni-sul-mondialismo/

3) Saint-Simon pubblicò nel 1814 la sua opera De la réorganisation de la société européenne, ou de la nécessité et des moyens de rassembler les peuples de l’Europe en un seul corps politique, en conservant a chacun son indépendance nationale, che è scaricabile qui:

http://gallica.bnf.fr/ark:/12148/bpt6k10497526/f7.image

Vedi anche qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2018/04/20/chi-ideo-lunione-europea/

4) Luigi Cocola, La teoria unificata delle ideologie antistato e altri discorsi politici, 6° ed., lulu.com, 2018, pagg. 141-143

Vedi anche qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2018/01/21/ulteriori-precisazioni-sul-mondialismo/

5) «La nascita dell’A. [Anarchismo] si suole attribuire a Proudhon (1809-65)…»

Nicola Abbagnano, Dizionario di Filosofia, UTET, 1971, pag. 41

6) «Millennialism, also called millenarianism or chiliasm, the belief, expressed in the book of Revelation to John, the last book of the New Testament, that Christ will establish a 1,000-year reign of the saints on earth (the millennium) before the Last Judgment.»

https://www.britannica.com/topic/millennialism

7) Karl Mannheim, Ideology and Utopia, Routledge & Kegan Paul, 1954, pagg. 202-203

8) Ciò viene affermato al numero 676 del Catechismo della Chiesa Cattolica e alla relativa nota 641 (641 per la versione italiana, per quella inglese è la nota 577), vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2018/04/26/il-catechismo-della-chiesa-cattolica-e-straordinariamente-interessante/

e qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2018/04/22/per-chi-vuole-capire-veramente-cose-il-millenarismo/

9) UNESCO, The Race Question, 1950, pag. 6

Lo Statement è scaricabile qui:

unesdoc.unesco.org/images/0012/001282/128291eo.pdf

Vedi anche qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2013/06/24/di-quale-religione-era-karl-marx/

e qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2015/04/21/tre-pezzi-facili-da-confutare/

10) Consequences of the War on Terror (September 20, 2006)

http://www.lawac.org/EventDetail/eventid/612

(si trova anche su Google Scholar, cercando Consequences of the War on Terror)

11) George Soros, La società aperta – Per una riforma del capitalismo globale, Ponte alle Grazie, 2001 (trad. it. di Open Society – Reforming Global Capitalism, Public Affairs, 2000), pag. 8

12) Vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2018/04/01/luso-del-termine-open-society-da-parte-di-george-soros-e-una-frode/

13) Ibid., pag. 180

14) George Soros, Toward a Global Open Society, The Atlantic, January 1998

https://www.theatlantic.com/magazine/archive/1998/01/toward-a-global-open-society/307878/

15) Henri de Saint-Simon, L’Organizzatore (trad. it. di L’Organisateur, dal XX° vol. delle Oeuvres de Saint-Simon et d’Enfantin, ed. Dentu, 1869), a cura di Francesco Gentile, Editrice R.A.D.A.R., 1968, Quarta Lettera, pag. 85

16) Ibid., Quinta Lettera, pag. 87

17) La versione originale in francese del XX° vol. delle Oeuvres de Saint-Simon et d’Enfantin, ed. Dentu, 1869, è scaricabile qui:

http://gallica.bnf.fr/ark:/12148/bpt6k6101761v/f47.image.r=

Oeuvres%20de%20Saint-Simon%20&%20d%27Enfantin

18) Richard Dawkins, Il gene egoista, Zanichelli, 1979 (trad. it. di The Selfish Gene, Oxford University Press, 1976), pagg. 162-172

19) John Locke, Due trattati sul governo (trad. it. di Two Treatises of Government), Edizioni Plus, 2007

Vedi anche qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2017/01/14/le-idee-politiche-di-richard-dawkins-non-centrano-nulla-con-la-teoria-dei-memi/

e qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2017/04/02/il-mondialismo-e-il-nazionalismo-sono-il-prodotto-di-due-diverse-weltanschauung/

e qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2017/08/07/stato-di-natura-mark-zuckerberg-e-dennis-prager/

20) Vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2018/04/22/per-chi-vuole-capire-veramente-cose-il-millenarismo/

21) Vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2017/08/23/il-mondialismo-e-unideologia-antisemita/

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Fiamma Nirenstein scrive sciocchezze sull’omicidio antisemita di Mireille Knoll

28 marzo 2018

Leggo sul Giornale questo articolo di Fiamma Nirenstein (28 marzo 2018):

In Europa lo spettro della Shoah
Le parole di Corbyn e il ruolo degli immigrati

«L’ultima notizia è insopportabile: a Parigi una donna ebrea di 85 anni, Mireille Knoll, sopravvissuta alle deportazioni franco-naziste degli anni ’40, è stata uccisa a coltellate da un giovane musulmano che la donna conosceva da quando era piccolo…

…Gli ebrei d’Europa, comprese Inghilterra e Russia, sono accerchiati, se ne vogliono andare, vedono che anche se alla fine le leadership accettano l’idea che si tratta di attacchi antisemiti, nessuno ha voglia di fronteggiare il vecchio mostro, che è di sinistra come Corbyn, di destra come la Le Pen, islamico come gli immigrati. Questo è molto più allarmante per il Vecchio Continente che per gli ebrei. Gli ebrei possono sempre trovare una patria in Israele. Invece gli europei non hanno dove andare.»

http://www.ilgiornale.it/news/politica/europa-spettro-shoah-1509782.html

Ebbene, questa frase di Fiamma Nirenstein: «…il vecchio mostro, che è di sinistra come Corbyn, di destra come la Le Pen, islamico come gli immigrati.» è una sciocchezza.

È anche una frase vergognosa, la Nirenstein se ne dovrebbe vergognare, ma lasciamo andare: focalizziamo l’attenzione solo sulla stupidità e lasciamo perdere il resto.

È sciocco equiparare Jeremy Corbyn e Marine Le Pen agli immigrati islamici.

È sciocco non nominare il mondialismo (o il globalismo, o qualsiasi altro sinonimo): nell’articolo di Fiamma Nirenstein non ce n’è traccia.

È sciocco non capire che la causa di ciò che sta succedendo oggi (e di ciò che inevitabilmente succederà in futuro se noi non reagiamo in modo adeguato) è proprio il mondialismo, il quale, come ho scritto fino alla nausea, per raggiungere il suo scopo di instaurare un Nuovo Ordine Mondiale in cui non esistono più gli Stati, usa anche il mezzo costituito dall’islamizzazione dell’Europa, a cui poi seguirà l’islamizzazione dell’intero Occidente.

È sciocco non capire, quindi, che (essendo gli islamici ferocemente antisemiti) il mondialismo è un’ideologia antisemita, vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2017/08/23/il-mondialismo-e-unideologia-antisemita/

È sciocco scrivere, come fa la Nirenstein, «Questo è molto più allarmante per il Vecchio Continente che per gli ebrei. Gli ebrei possono sempre trovare una patria in Israele. Invece gli europei non hanno dove andare.».

Fiamma Nirenstein, SVEGLIA! Se il mondialismo vincerà, lo Stato d’Israele (questa è la sua denominazione ufficiale, non Israele e basta) verrà eliminato, esattamente come gli Stati Uniti d’America, perché lo scopo del mondialismo è proprio questo: eliminare lo Stato dalla faccia della terra.

Ecco cosa scrive George Soros a questo proposito:

a) «When I speak of a global society, I do not mean a global state. States are notoriously imperfect even at the national level. We need to find new solutions for a novel situation…»

George Soros, Toward a Global Open Society, The Atlantic, January 1998

https://www.theatlantic.com/magazine/archive/1998/01/toward-a-global-open-society/307878/

b) «Siamo riusciti a unirci al livello dello Stato sovrano: abbiamo degli Stati democratici, in cui vige lo stato di diritto e il rispetto verso il prossimo. Ora è necessario affrontare la questione su scala globale.
La soluzione non può essere la stessa: uno Stato mondiale costituirebbe una minaccia alla libertà più grave di quella rappresentata dalla molteplicità di Stati nazionali. La soluzione non può neppure essere progettata astrattamente…»

George Soros, La società aperta – Per una riforma del capitalismo globale, Ponte alle Grazie, 2001 (trad. it. di Open Society – Reforming Global Capitalism, Public Affairs, 2000), pag. 180

È sciocco, infine, che lo Stato d’Israele non fermi l’operato scellerato di George Soros: lo Stato d’Israele è meno potente di lui? È difficile da credere.

Vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2017/12/03/il-popolo-ebraico-ha-perso-il-suo-proverbiale-amore-per-la-ragione/

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I mondialisti e Khamenei sono alleati contro Israele

2 gennaio 2018

Ecco cosa ha scritto il 31 dicembre 2017 l’Huffington Post, il noto giornale mondialista, sulla rivolta in Iran, la cui attuale Guida Suprema, l’Ayatollah Ali Khamenei, predica da tempo la cancellazione dalla faccia della terra dello Stato d’Israele, vedi il suo libro (disponibile solo in persiano) Palestina (*):

Trump soffia sulla rivolta delle promesse tradite. Rohani: ”Il popolo ha diritto di manifestare ma senza violenza”
Quarto giorno di protesta, ci sono le prime vittime e 200 arresti solo a Teheran. The Donald twitta contro il regime, il presidente iraniano replica a tono

«Quattro giorni di protesta. Il regime che si blinda e gli studenti che portano la rabbia di una generazione che si sente tradita da chi aveva promesso aperture sui diritti civili e riforme sociale. Promesse non mantenute perché nonostante la presidenza sia in mano a un “riformatore”, i gangli vitali dello Stato e dell’economia sono ancora saldamente nelle mani dell’ala conservatrice del regime.

Cuore, testa e “pancia”: la rivolta iraniana assomiglia sempre più, nelle motivazioni che l’hanno innescata alla “rivoluzione dei gelsomini” in Tunisia: il malessere sociale che si fonde con le rivendicazioni di riforme sostanziali nel campo dei diritti civili e politici. E si contano le prime vittime.

Con sullo sfondo le parole velenose di Donald Trump che soffia sulla protesta del popolo iraniano twittando contro il regime [il neretto è mio]…

…I riflettori internazionali si riaccendono sull’Iran. Donald Trump twitta e soffia sulla rivolta, sottolineando che “i regimi oppressivi non durano per sempre”. Parole respinte al mittente dal Governo iraniano. Nessun accenno, per ora, da parte di Teheran al fatto che la situazione di criticità economica per settori della popolazione iraniana è in parte causata proprio dall’atteggiamento degli Usa e dal persistere di alcune sanzioni, volute da Trump nonostante l’accordo nucleare siglato dal suo predecessore Barack Obama nel 2015 e che l’America dell’attuale presidente vorrebbe cancellare [il neretto è mio]. Anche causa delle sanzioni oggi in Iran circa 15 milioni di persone vivono sotto la soglia di povertà, ovvero il 20% della popolazione.»

http://www.huffingtonpost.it/2017/12/31/teheran-minaccia-di-reprimere-le-proteste-e-blocca-internet-trump-regimi-oppressivi-non-durano-per-sempre_a_23320483/

Insomma è tutta colpa del velenoso Donald Trump, mentre il premio Nobel per la pace Barack Hussein Obama (ma non sembra il nome di un arabo?) si era accordato con il pacifico e mite Ali Khamenei.

Anzi l’Huffington Post arriva al punto di suggerire a Teheran cosa deve ribattere a Donald Trump!

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(*) Ecco cosa scrive Wikipedia in lingua inglese alla voce Palestine (2011 book):

«Khamenei claims that anti-Semitism is “a European phenomenon” and that his own opposition is based on “well-established Islamic principles”, including the idea that any lands ever held under any form of Muslim rule can never be yielded to other faiths.[2] Although such a policy also covers India and large parts of Russia, Europe, China, and Southeast Asia, Khamenei asserts that Israel is a special case[2]—an “ally of the American Great Satan” in an “evil scheme” to dominate “the heartland of the Ummah”.[4]»

https://en.wikipedia.org/wiki/Palestine_%282011_book%29

Vedi anche questo articolo veramente illuminante del New York Post (1 agosto 2015):

Iran publishes book on how to outwit US and destroy Israel

«Ayatollah Ali Khamenei has published a new book called “Palestine,” a 416-page screed against the Jewish state. A blurb on the back cover credits Khamenei as “The flagbearer of Jihad to liberate Jerusalem.”…

…Obama administration officials likely hope that no American even hears about it…

…Khamenei insists that he is not recommending “classical wars” to wipe Israel off the map. Nor does he want to “massacre the Jews.” What he recommends is a long period of low-intensity warfare designed to make life unpleasant if not impossible for a majority of Israeli Jews so that they leave the country.

His calculation is based on the assumption that large numbers of Israelis have double nationality and would prefer emigration to the United States and Europe to daily threats of death.

Khamenei makes no reference to Iran’s nuclear program. But the subtext is that a nuclear-armed Iran would make Israel think twice before trying to counter Khamenei’s strategy by taking military action against the Islamic Republic [il neretto è mio].

In Khamenei’s analysis, once the cost of staying in Israel has become too high for many Jews, Western powers, notably the US, which have supported the Jewish state for decades, might decide that the cost of doing so is higher than possible benefits.

Thanks to President Obama, the US has already distanced itself from Israel to a degree unimaginable a decade ago [il neretto è mio].

Khamenei counts on what he sees as “Israel fatigue.” The international community would start looking for what he calls “a practical and logical mechanism” to end the old conflict.

Khamenei’s “practical and logical mechanism” excludes the two-state formula in any form…

Khamenei describes Israel as “a cancerous tumor” [il neretto è mio] whose elimination would mean that “the West’s hegemony and threats will be discredited” in the Middle East. In its place, he boasts, “the hegemony of Iran will be promoted.”

Khamenei’s book also deals with the Holocaust, which he regards either as “a propaganda ploy” or a disputed claim. “If there was such a thing,” he writes, “we don’t know why it happened and how.” [il neretto è mio]»

https://nypost.com/2015/08/01/iran-publishes-book-on-how-to-outwit-us-and-destroy-israel/

In italiano vedi quest’articolo di israele.net (4 agosto 2015):

Il Mein Kampf dell’ayatollah Khamenei
La Guida Suprema iraniana firma un libro che teorizza la distruzione di Israele, l’assoggettamento degli ebrei, l’egemonia dell’Iran sul Medio Oriente

«Per quanto riguarda la Shoà, Khamenei ne parla come di uno “stratagemma propagandistico” del quale – scrive – “ammesso che sia successo davvero, non si sa perché né come sarebbe successo”.»

http://www.israele.net/il-mein-kampf-dellayatollah-khamenei

Appare evidente dunque che l’operato di Obama verso l’Iran è stato quello di aiutare la strategia di Khamenei contro Israele: il punto nodale della questione è che sia Khamanei (e con lui quella parte dell’Islam che vuole ritornare all’antica guerra contro l’Occidente) sia i mondialisti vogliono sbarazzarsi dello Stato d’Israele (per motivi diversi, è un enorme macigno da eliminare per entrambi).

Infatti, come ho scritto più volte, il mondialismo è un’ideologia antisemita, vedi p.e. qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2017/08/23/il-mondialismo-e-unideologia-antisemita/

Inoltre, tutto ciò avvalora l’evidenza (del resto già lampante di suo) che l’invasione islamica e il terrorismo islamico, cioè l’islamizzazione dell’Europa prima e l’islamizzazione dell’Occidente intero poi, sono concepiti dal mondialismo come un potentissimo mezzo per eliminare lo Stato (cioè per realizzare il Nuovo Ordine Mondiale), come scrivo da tempo, pur rimanendo l’ultracapitalismo (cioè la riduzione in miseria del popolo) il mezzo specifico del mondialismo, vedi p.e. qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2016/08/17/tre-caratteristiche-necessarie-del-mondialismo

In questa mia analisi del mondialismo, gli ebrei internazionalisti (che non sarebbero mai esistiti se gli antichi romani non avessero causato la Diaspora, perché l’Ebraismo non è affatto contro lo Stato) sono, per usare il noto termine di Lenin, “gli utili idioti dell’Occidente”, vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2017/12/03/il-popolo-ebraico-ha-perso-il-suo-proverbiale-amore-per-la-ragione/

Restano da definire infine i nazionalisti antisemiti (che sono filoislamici come i mondialisti!): direi che per loro il termine di Lenin è troppo lieve.

Vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2017/12/08/come-disse-hegel/

Essi non si accorgono (o se ne infischiano!) di favorire oggettivamente l’invasione islamica e il terrorismo islamico, vale a dire proprio una delle armi più potenti che i mondialisti stanno usando per raggiungere il loro scopo supremo: eliminare lo Stato, realizzare il Nuovo Ordine Mondiale.

Nella mia analisi, che è molto diversa dalle analisi che si possono leggere in internet, il mondialismo non è niente altro che un portato del millenarismo, vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2017/12/19/lapocalisse-di-giovanni-il-millenarismo-e-il-mondialismo/

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Dopo un anno di governo Donald Trump ha vinto

12 dicembre 2017

Nonostante che il Congresso degli Stati Uniti d’America, una delle più potenti incarnazioni del mondialismo, alla fine di luglio abbia votato quasi all’unanimità per mantenere e inasprire le sanzioni alla Russia (che è il campione dei paesi nazionalisti), oggi Donald Trump ha vinto.

Ed ha vinto perché con grande intelligenza, sapiente strategia e tenace determinazione (altro che le ridicole accuse di incompetenza, imprevedibilità e avventatezza da parte della propaganda mondialista) ha realizzato tre punti fondamentali del suo programma nazionalista (sui quali ovviamente incasserà, come prevede la forma di governo democratica, il sostegno e i voti dei suoi elettori):

1) la riforma fiscale votata dal Congresso, che produrrà molti nuovi posti di lavoro negli Stati Uniti d’America, contrastando così la criminale politica ultracapitalista dei mondialisti, che vuole affamare il popolo statunitense (“We the People of the United States…”)

2) il muslim ban, che è stato autorizzato dalla Corte Suprema, cioè dal potere giudiziario degli Stati Uniti d’America

3) il riconoscimento di Gerusalemme come capitale dello Stato d’Israele da parte degli Stati Uniti d’America.

Questa è una lucidissima strategia nazionalista, che si oppone a due di quelle che io ho indicato come le tre caratteristiche necessarie del mondialismo, cioè i tre cavalieri dell’Apocalisse mondialista:

1) povertà (causata dall’ultracapitalismo mondialista)

2) invasione islamica e terrorismo islamico (perché l’islamizzazione dell’Occidente è uno dei mezzi usati dal mondialismo per eliminare lo Stato)

3) guerra, anche nucleare, contro la Russia nazionalista (il programma di Hillary Clinton, il Darth Vader del mondialismo).

Per quanto riguarda quest’ultimo punto, è ovvio che l’antiglobalista Donald Trump, come comandante in capo delle Forze Armate degli Stati Uniti d’America, non permetterà mai la guerra contro l’antiglobalista Vladimir Putin, perché hanno entrambi lo scopo di sconfiggere il mondialismo.

Ho scritto delle tre caratteristiche necessarie del mondialismo in un mio post del 2016:

https://luigicocola.wordpress.com/2016/08/17/tre-caratteristiche-necessarie-del-mondialismo

Per quanto riguarda Gerusalemme, ho scritto molte volte dell’esigenza capitale nella lotta al mondialismo di schierarsi dalla parte dello Stato d’Israele, e ciò per vari motivi, ma soprattutto perché:

1) il mondialismo non ha origine e natura ebraiche, ma bensì cristiane (come mostrato non solo da me, ma anche da Norberto Bobbio)

2) il mondialismo è filoislamico, dato che usa masse islamiche per eliminare in Occidente lo Stato

3) è fondamentale delegittimare gli ebrei internazionalisti e ciò lo possono fare meglio di tutti gli ebrei nazionalisti, cioè i sionisti.

Come ho scritto in un precedente post:

«Infatti la questione ebraica è la chiave di volta per sconfiggere il mondialismo.»

https://luigicocola.wordpress.com/2017/12/06/donald-trump-promuove-il-nazionalismo-ebraico/

Vedi anche qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2016/09/21/perche-la-destra-italiana-e-in-consonanza-con-lislam/

e qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2015/04/13/la-nuova-destra-deve-liberarsi-di-quella-vecchia/

In conclusione, Donald Trump sta realizzando ciò che io ho sempre scritto a proposito del mondialismo.

God bless Donald Trump.

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President Donald Trump delivers remarks on Wednesday, March 15, 2017, at the American Center for Mobility in Ypsilanti, Michigan. Official White House Photo by Shealah Craighead

By The White House from Washington, DC [Public domain], via Wikimedia Commons

Come disse Hegel

8 dicembre 2017

Ho letto in internet molti commenti alla decisione di Donald Trump su Gerusalemme e non ne ho trovato neanche uno che cogliesse nel segno.

Ho scritto la mia opinione sul vero motivo della decisione di Trump nel post del 6 dicembre e ne rimango ancora oggi, dopo due giorni, fermamente convinto, vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2017/12/06/donald-trump-promuove-il-nazionalismo-ebraico/

Come ho scritto ieri, in un altro post:

«La verità è che, senza poter nominare il mondialismo (nessuno dei due articoli citati lo nomina), per via della censura mondialista, non si può scrivere altro che stupidaggini.»

Il bello è che perfino chi nomina il mondialismo (anche detto globalismo) non riesce a capire il vero motivo della decisione di Trump e questo perché in genere si pensa che il mondialismo abbia origine e natura ebraiche (io non la penso affatto così).

Ma non è stupefacente?

Insomma, abbiamo davanti a noi un uomo, un leader regolarmente e legalmente eletto 45° Presidente degli Stati Uniti d’America (certo, è colpa di Putin, che ha ipnotizzato gli elettori americani! oppure è colpa degli alieni!), il quale ha dichiarato a tutto il mondo, prima di essere eletto:

«We will no longer surrender this country, or its people, to the false song of globalism.

The nation-state remains the true foundation for happiness and harmony.»

e anche:

«Americanism, not globalism, will be our credo.»

Quest’uomo ha una figlia (amatissima) e un genero (con il quale è in eccellenti rapporti) entrambi di religione ebraica (la figlia si è convertita all’Ebraismo prima di sposarsi).

Ebbene, si sono mai chiesti i molti nazionalisti antisemiti, cioè i nazionalisti che credono erroneamente che il mondialismo abbia origine e natura ebraiche, come sia possibile conciliare l’antiglobalismo di Donald Trump col fatto di avere la figlia e il genero entrambi ebrei?

Secondo le loro stupide teorie ciò sarebbe fortemente contraddittorio, anzi impossibile.

Ma come disse Hegel: «Wenn die Tatsachen nicht mit der Theorie übereinstimmen, um so schlimmer für die Tatsachen», in inglese «When the facts do not agree with the theory, so much the worse for the facts», in italiano «Quando i fatti non concordano con la teoria, tanto peggio per i fatti».

Oggi quest’uomo, Donald Trump, come aveva promesso in campagna elettorale, ha deciso il riconoscimento di Gerusalemme come capitale dello Stato d’Israele da parte degli Stati Uniti d’America.

Possibile che nessuno, dico nessuno, tranne me, metta in relazione tale sua decisione con il suo antiglobalismo, il quale è stato dichiarato da lui stesso pubblicamente, davanti a tutto il mondo?

Che i mondialisti neghino tale relazione è ovvio e scontato, ma che la neghino i nazionalisti è stupefacente.

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By Jakob Schlesinger (1792-1855) (Unknown) [Public domain], via Wikimedia Commons

Gli assurdi commenti alla decisione di Trump su Gerusalemme

7 dicembre 2017

Leggo la seguente perla in un articolo di Fulvio Scaglione pubblicato su linkiesta.it il 6 dicembre 2017 e intitolato Gerusalemme capitale d’Israele, la mossa di Trump contro Iran e Russia L’ambasciata americana a Gerusalemme è parte di una strategia per avvicinare Israele all’Arabia Saudita in opposizione a Iran e Libano. I negoziati di pace con i palestinesi sarebbero il prossimo passo dell’amministrazione Trump:

«Dal punto di vista della legittimità internazionale, insomma, l’annessione israeliana di Gerusalemme Est vale quanto l’annessione russa della Crimea: nulla.»

http://www.linkiesta.it/it/article/2017/12/06/gerusalemme-capitale-distraele-la-mossa-di-trump-contro-iran-e-russia/36410/

Ecco a che livelli di assurdità si può arrivare quando ci si dimentica ciò che scrisse Hobbes nel 1651:

«E patti senza la spada non sono che parole…» (Thomas Hobbes, Leviatano, 2009, Laterza, pag. 139).

La spada è l’antico simbolo biblico della forza (Bibbia Emmaus, pag. 2450).

Del resto l’intero articolo di Scaglione è un’assurdità, in che altro modo definire la tesi che «L’ambasciata americana a Gerusalemme è parte di una strategia per avvicinare Israele all’Arabia Saudita in opposizione a Iran e Libano», come recita il sottotitolo?

Posso ben immaginare quanto siano felici in Arabia Saudita per l’ambasciata americana a Gerusalemme e quanto adesso si sentano più vicini di prima a Israele!

Il vero motivo della decisione di Trump l’ho scritto nel mio post di ieri:

https://luigicocola.wordpress.com/2017/12/06/donald-trump-promuove-il-nazionalismo-ebraico/

P.S.: perfino l’ISPI, Istituto per gli Studi di Politica Internazionale, scrive stupidaggini su questo argomento, vedi il seguente articolo (6 dicembre 2017):

Trump sceglie: Gerusalemme capitale di Israele

http://www.ispionline.it/it/pubblicazione/trump-sceglie-gerusalemme-capitale-di-israele-19135

La verità è che, senza poter nominare il mondialismo (nessuno dei due articoli citati lo nomina), per via della censura mondialista, non si può scrivere altro che stupidaggini.

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Donald Trump promuove il nazionalismo ebraico

6 dicembre 2017

Donald Trump, come aveva promesso in campagna elettorale, ha deciso il riconoscimento di Gerusalemme come capitale dello Stato d’Israele da parte degli Stati Uniti d’America.

Così facendo, egli intelligentemente promuove il nazionalismo ebraico, cioè il sionismo, a scapito degli ebrei internazionalisti.

Infatti la questione ebraica è la chiave di volta per sconfiggere il mondialismo.

Sostenere che l’ideologia mondialista abbia origine e natura ebraiche non solo vuol dire sostenere il falso (criterio di verità), come ho sempre mostrato nei miei scritti, è anche disastroso e fallimentare per la lotta contro tale delirante e criminale ideologia (criterio di utilità).

Purtroppo i nazionalisti antisemiti proprio non ci arrivano.

Ed è tragico che neanche si accorgono di essere filoislamici esattamente come i mondialisti.

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Il popolo ebraico ha perso il suo proverbiale amore per la Ragione?

3 dicembre 2017

Com’è ben noto, i nazionalisti, cioè coloro che sono contro il mondialismo (detto anche globalismo), l’ideologia distopica che vuole eliminare lo Stato ritenendolo irrazionalmente un’istituzione inutile e dannosa, sono spesso antisemiti.

Perché?

Perché essi ritengono, del tutto erroneamente, che il mondialismo sia di origine e natura veterotestamentarie, cioè ebraiche.

Una minoranza di nazionalisti non è affatto antisemita, come p.e. Donald Trump.

Tutto ciò che io ho scritto nel campo della scienza politica va in un’unica direzione: che il mondialismo (e tutte le altre ideologie antistato, vedi la mia Teoria unificata delle ideologie antistato) ha origine e natura neotestamentarie, cioè cristiane, vedi p.e. qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2016/07/06/lorigine-del-mondialismo/

e qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2017/02/21/il-mondialismo-e-la-storia-come-piano-provvidenziale/

Del resto anche Norberto Bobbio, anche se non in modo esplicito, mostra di pensarla in questo modo, vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2017/07/23/conseguenze-di-due-interpretazioni-del-mondialismo/

Anzi, come ho scritto più volte, il mondialismo, volendo usare l’islamizzazione dell’Europa prima e dell’Occidente intero poi come mezzo aggiuntivo (quello principale è l’ultracapitalismo) per eliminare lo Stato, è oggettivamente un’ideologia antisemita, un’ideologia che distruggerà il popolo ebraico, vedi p.e. qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2017/08/23/il-mondialismo-e-unideologia-antisemita/

Basti pensare a ciò che predica da tempo l’attuale Guida Suprema dell’Iran, l’Ayatollah Ali Khamenei.

Il punto nodale della questione è che c’è oggi un confitto interno ebraico tra ebrei nazionalisti, cioè sionisti (il sionismo è il nazionalismo dello Stato d’Israele), ed ebrei internazionalisti, i quali non vogliono rinunciare alla tradizione di essere contro lo Stato, che, come ho già scritto più volte, non è un’ideologia antistato e non ha niente a che fare con l’Ebraismo, ma bensì è stata una tradizione necessaria a mantenere in vita il popolo ebraico e la religione ebraica dalla Diaspora fino alla creazione dello Stato d’Israele nel 1948, vedi p.e. qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2016/05/26/il-conflitto-interno-ebraico/

Inoltre c’è da aggiungere che esistono anche ebrei internazionalisti, come per esempio George Soros, Mark Zuckerberg, ecc. ecc., che sono tali perché si sono fatti plagiare e indottrinare dal mito della dannosità dello Stato, che è un mito proprio e peculiare della cultura cristiana occidentale, nella quale essi sono sempre vissuti, vedi p.e. qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2012/10/23/il-mito-della-dannosita-dello-stato/

e qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2017/08/07/stato-di-natura-mark-zuckerberg-e-dennis-prager/

Il conflitto interno non risolto che gli ebrei oggi hanno li pone oggettivamente in una situazione molto grave.

Infatti se vincesse il mondialismo, essi sarebbero perduti, come ho scritto sopra.

E se vincesse il nazionalismo essi non starebbero comunque in una situazione ottimale, perché nulla fanno per smentire quei nazionalisti, e sono la maggior parte, che li incolpano di essere la causa del mondialismo.

Perché nulla fanno?

Il popolo ebraico ha perso il suo proverbiale amore per la Ragione?

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Il tragico errore dei rabbini americani

25 agosto 2017

Negli USA (24 agosto 2017):

Dopo Charlotteville, i rabbini americani boicottano Trump
Per la Reconstructionist Rabbinical Association, il presidente “si è rifiutato di prendere le distanze dall’anti-semitismo ed i razzisti di ogni genere”

“Il presidente Usa Donald Trump si è fatto nuovi nemici. Una coalizione delle 4 più importanti associazioni rabbiniche statunitensi ha deciso che non parteciperà alla tradizionale conference call con il presidente degli Stati Uniti prima delle feste ebraiche di Rosh Hashanah (il Capodanno che cade il prossimo 9 settembre) e lo Yom Kippur (giorno dell’espiazione che cade il 29 settembre), una tradizione apartitica. Questo in risposta alla sua ambigua posizione del Presidente, equidistante tra i suprematisti bianchi e la sinistra dopo la tragedia di Cahrlotesville in Virginia, dove il 12 agosto un neonazista si è scagliato con la sua auto contro un gruppo di manifestanti, uccidendo una donna di 32 anni e ferendone 19.

Il rabbino, la signora Elyse Wechterman, capo della Reconstructionist Rabbinical Association, ha reso noto che il gruppo ha cancellato la telefonata di scambio di auguri perché Trump ha un «problema di leadership morale. L’antisemitismo cui abbiamo assistito Charlottesville è stato terrificante e spaventoso», aggiungendo che da quando Trump è presidente «c’è stata un’ondata di questi episodi. Sin dalla sua campagna elettorale (nel 2016, ndr) Trump si è rifiutato di prendere le distanze dall’anti-semitismo ed i razzisti di ogni genere».”

http://www.lastampa.it/2017/08/24/esteri/dopo-charlotteville-i-rabbini-americani-boicottano-trump-gsL8o73nX87KDxzAfEX1FN/pagina.html

In lingua inglese vedi qui:

http://www.nytimes.com/2017/08/23/us/rabbis-president-trump-antisemitism.html

In Spagna (19 agosto 2017):

“L’Europa è perduta, meglio andarsene” ha detto il Rabbino capo di Barcellona
L’intervista Meir Bar-Henha all’agenzia Jta sta già facendo molto discutere. Alcune frasi pubblicate in queste ore

«Andarsene prima che sia troppo tardi

Per Bar-Hen “gli ebrei non saranno qui in modo permanente”, riferendosi alla Spagna e all’Europa. “Dico da tempo ai membri della mia congregazione: non pensate che staremo qui per sempre. E li incoraggio a tornare e comprare proprietà in Israele. Questo posto è perduto. Non rifate l’errore degli ebrei dell’Algeria, del Venezuela. Meglio andarsene via subito prima che sia troppo tardi”.

L’Europa è persa

“Ciò che ha evidenziato questo attacco”, ha continuato Bar-Hen, è “la presenza di una comunità musulmana radicalizzata. Una volta che queste persone vivono tra di noi, è davvero difficile liberarsene. Diventeranno sempre più forti. L’Europa è persa”.»

https://www.agi.it/estero/barcellona_rabbino_europa_perduta-2068019/news/2017-08-19/

In lingua inglese vedi qui:

http://www.timesofisrael.com/following-attack-barcelonas-chief-rabbi-says-his-community-is-doomed/

Chi è che sbaglia: i rabbini americani o il rabbino capo di Barcellona?

Il Nemico degli ebrei è Donald Trump (che fra l’altro ha figlia e genero entrambi ebrei) e il nazionalismo americano, di cui egli è il capo, oppure il Nemico degli ebrei è il mondialismo, il quale, con l’islamizzazione dell’Europa prima e con l’islamizzazione dell’Occidente intero poi, eliminerà tutti i luoghi dove gli ebrei possono vivere, compresi lo Stato d’Israele e gli Stati Uniti d’America?

È evidente che a sbagliare sono i rabbini americani: il mondialismo è un’ideologia antisemita, un’ideologia che distruggerà il popolo ebraico.

Vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2017/08/23/il-mondialismo-e-unideologia-antisemita/

Copyright © 2017 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.