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Non capire nulla di quello che sta succedendo tra Inghilterra e Russia

28 novembre 2018

Leggo su Strategic Culture Foundation Online Journal un articolo di Brian Cloughley intitolato British Army Chief Jumps on the Anti-Russian Bandwagon (26 novembre 2018):

«On November 24 the head of the British army, Lieutenant General Mark Carleton-Smith, was reported as saying that “Russia today indisputably represents a far greater threat to our national security than Islamic extremist threats such as al-Qaida and Isil,” and that “The Russians seek to exploit vulnerability and weakness wherever they detect it… We cannot be complacent about the threat Russia poses or leave it uncontested.”

What threat? Does Britain really feel threatened militarily by Russia? The absurdity of this assertion beggars belief…

…But then we realise that there is a bigger picture, as explained in the UK Defence Journal which tells us that “Further to the Defence Select Committee’s report… Carleton-Smith stated that the defence budget ‘should be in direct proportion to the threat’. This remark was made more poignant by the fact that the previous day, Lt Gen Frank Leidenberger from Germany referred to “the good old days of the Cold War”, and suggested that in 2018, we are in a ‘lukewarm war’. Mark Lancaster MP (Minister of State for the Armed Forces) was another who argued that the threat now is as bad as it was during the Cold War.”

When you want more money, you hype the threat.» (1)

Insomma, il Generale Mark Carleton-Smith, capo dell’Esercito (di terra) di Sua Maestà la Regina Elizabeth II (che è il Comandante in capo di tutte le forze armate del Regno Unito), ha detto che oggi il loro più grande nemico è la Russia.

E l’autore dell’articolo pensa che si tratti semplicemente di uno stratagemma per ottenere maggiori finanziamenti!

Il che vuol dire non capire nulla di quello che sta succedendo tra Inghilterra e Russia.

Al contrario, le parole del Generale Mark Carleton-Smith sono assolutamente veritiere e pertinenti: oggi il più grande nemico della Regina Elizabeth II, uno dei capi più importanti del mondialismo, è esattamente il popolo russo, il quale, Putin o non Putin, non accetterà mai di essere distrutto dai mondialisti (a causa del cesaropapismo inventato molto tempo fa da Costantino il Grande, che i russi hanno fatto proprio per ragioni storiche, culturali e religiose).

Che la Regina Elizabeth II sia mondialista l’ha dichiarato esplicitamente e pubblicamente lei stessa il 23 ottobre 2018 al Banchetto di Stato in onore del Re dei Paesi Bassi Willem-Alexander (il cui nonno, il Principe Bernhard dei Paesi Bassi, creò nel 1954 i Bilderberg Meetings insieme a David Rockefeller):

«I recall the State Visit of your grandmother Queen Juliana and Prince Bernhard in 1972, when I spoke of how our nations’ close understanding and relationship would become increasingly important as a new configuration of Europe was emerging.  As we look toward a new partnership with Europe, it is our shared values and commitment to each other, that are our greatest asset, and demonstrate that even through change, our enduring alliance remains strong, and as innovators, traders and internationalists [il neretto è mio] we look with confidence to the future.» (2, 3)

La parola “internationalist” è la parola che David Rockefeller usa nella sua autobiografia:

«Some even believe we are part of a secret cabal working against the best interests of the United States, characterizing my family and me as “internationalists” [il neretto è mio] and of conspiring with others around the world to build a more integrated global political and economic structure—one world, if you will. If that’s the charge, I stand guilty, and I am proud of it.» (4)

Ovviamente ci sono vari tipi di internazionalismo, per esempio l’internazionalismo marxista, ma è chiaro che la Regina Elizabeth II e David Rockefeller non si riferiscono a quest’ultimo.

Ecco il video in cui la Regina Elizabeth II pronuncia il testo di cui sopra (al minuto 3 e 11):

Per ritornare al cesaropapismo, occorre chiarire che si tratta della ben nota antitesi storica tra il Cristianesimo occidentale (sia cattolico che protestante) e il Cristianesimo ortodosso.

Il Cristianesimo occidentale è nato per buttar giù lo Stato schiavista romano, quello ortodosso è una creazione (davvero geniale!) di Costantino il Grande per conservarlo (5).

Per i russi eliminare lo Stato, che è lo scopo del mondialismo, è né più né meno che un sacrilegio, perché per loro lo Stato (Cesare) sta sopra il Cristianesimo (cesaropapismo), è sacro quanto il Cristianesimo, fa parte del “sacro”.

È vero, il grande Henry VIII introdusse in Inghilterra il cesaropapismo, ma, come ho già scritto, esso non aveva la forza del cesaropapismo di Costantino neanche nei suoi tempi migliori ed è stato poi sopraffatto dal mondialismo, basta vedere la brutta fama odierna di Henry VIII (mentre invece gli inglesi dovrebbero essergli assai grati, almeno quanto lo sono nei riguardi di Isaac Newton, se non di più, 6, 7).

L’ideologia mondialista (che Donald Trump ha esplicitamente e pubblicamente rigettato il 25 settembre 2018, 8) vuole distruggere tutti i popoli che hanno uno Stato, perché il suo scopo, che è quello del Cristianesimo delle origini, è di imporre a tutta l’umanità un Nuovo Ordine Mondiale in cui lo Stato non esiste più (9, 10, 11, 12).

In altre parole, l’ideologia mondialista vuole creare un Secondo Medio Evo, proprio come lo creò il Cristianesimo occidentale nel V secolo, mentre l’Impero romano d’Oriente non ebbe sul suo territorio nessun Medio Evo e visse per altri mille anni.

Insomma, i mondialisti hanno preso per buona e benefica quella che fu niente altro che un’arma letale creata e usata dai primi cristiani per far cadere lo Stato schiavista romano: l’idea che possa esistere stabilmente sulla terra una comunità senza Stato, cioè una comunità priva di un centro di comando unico del potere della forza fisica (13).

Questo ci fa capire qual è il miserrimo livello intellettuale dell’élite globalista.

L’isteria antirussa odierna nasce proprio da questo: i russi si oppongono fermissimamente alla creazione del Nuovo Ordine Mondiale (cioè alla loro stessa distruzione!) e quindi a loro deve essere riservata non la distruzione lenta e senza spargimento di sangue che l’élite mondialista magnanimamente usa concedere ai popoli che sono in preda al delirio culturale mondialista (come per esempio gli inglesi, i francesi, ecc.), ma bensì la distruzione manu militari (14).

C’è però un piccolo problema: i russi hanno ingentissimi quantitativi di armi nucleari, con le quali possono istantaneamente vaporizzare Sua Maestà la Regina Elizabeth II e tutta la House of Windsor (e anche gli altri capi del mondialismo).

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1) British Army Chief Jumps on the Anti-Russian Bandwagon (26 novembre 2018)

https://www.strategic-culture.org/news/2018/11/26/british-army-chief-jumps-on-anti-russian-bandwagon.html

2) The Queen’s speech at The Netherlands State Banquet (23 ottobre 2018)

https://www.royal.uk/queens-speech-netherlands-state-banquet

3) Queen speaks about Brexit for first time at State Banquet – and Theresa May was there to hear it

https://www.mirror.co.uk/news/uk-news/queen-speaks-brexit-first-time-13469015

4) David Rockefeller, Memoirs, Random House, 2003, pag. 405

5) Ho sognato una gara di chef

https://luigicocola.wordpress.com/2018/05/06/ho-sognato-una-gara-di-chef/

6) «Per inciso, la nascita del capitalismo non ha niente a che fare con il calvinismo (come fu erroneamente ipotizzato da Max Weber, 44). Infatti Ian Robertson, un sociologo, giustamente scrive a questo proposito:
“…mentre il primo capitalismo non si sviluppò nella Scozia calvinista, l’Inghilterra non calvinista dette i natali alla rivoluzione industriale.”
(2, pag. 441)
Ciò poté realizzarsi perché c’era prima stato lo scisma di Enrico VIII, senza il quale Newton, invece di essere nominato baronetto e presidente della Royal Society of London for Improving Natural Knowledge, avrebbe fatto la fine di Galileo, la scienza in Inghilterra sarebbe stata annientata come lo fu in Italia, e noi oggi, probabilmente, andremmo ancora a cavallo.»

Luigi Cocola, Il leviatano senza spada – Una teoria del popolo italiano e del Cristianesimo, 3° ed., 2012, lulu.com, pag. 55

7) «Il Papato, vale a dire la Chiesa di Roma, impedì l’Unità d’Italia per secoli (ma qualcuno lo legge ancora Machiavelli?), e inoltre, mediante il tabù cristiano della forza (che ho mostrato nella mia teoria del Cristianesimo), impedì agli italiani di sconfiggere gli eserciti stranieri che invasero l’Italia dal 1494 in poi e che spazzarono via il Rinascimento, e infine mise Galileo agli arresti domiciliari a vita, mentre invece in Inghilterra il coraggio di Enrico VIII, che effettuò lo scisma anglicano, e il genio di Isaac Newton, che nacque l’anno della morte di Galileo, permisero al popolo inglese di arrivare alla rivoluzione scientifica (laddove la rivoluzione scientifica italiana era stata uccisa dal Papato) e quindi alla rivoluzione industriale e quindi al capitalismo.

Così gli inglesi conquistarono il mondo.»

Nuovo Rinascimento o nuovo Risorgimento?

https://luigicocola.wordpress.com/2017/04/10/nuovo-rinascimento-o-nuovo-risorgimento/

8) «America is governed by Americans. We reject the ideology of globalism, and we embrace the doctrine of patriotism.»

Donald Trump: “We reject the ideology of globalism” (26 settembre 2018)

https://luigicocola.wordpress.com/2018/09/26/donald-trump-we-reject-the-ideology-of-globalism/

9) L’umanità ha di fronte due futuri

https://luigicocola.wordpress.com/2018/11/17/lumanita-ha-di-fronte-due-futuri/

10) Il mondialismo è un delirio culturale II

https://luigicocola.wordpress.com/2018/11/06/il-mondialismo-e-un-delirio-culturale-ii/

11) Perfino per Lucio Caracciolo il Nuovo Ordine Mondiale è una cagata pazzesca

https://luigicocola.wordpress.com/2018/10/22/perfino-per-lucio-caracciolo-il-nuovo-ordine-mondiale-e-una-cagata-pazzesca/

12) Svelare la verità sul mondialismo, oppure morire tutti di guerra nucleare?

https://luigicocola.wordpress.com/2018/10/20/svelare-la-verita-sul-mondialismo-oppure-morire-tutti-di-guerra-nucleare/

13) Le tappe principali della genesi storica del mondialismo

https://luigicocola.wordpress.com/2018/07/28/le-tappe-principali-della-genesi-storica-del-mondialismo/

14) I mezzi adoperati dai globalisti per distruggere gli Stati

https://luigicocola.wordpress.com/2018/09/12/i-mezzi-adoperati-dai-globalisti-per-distruggere-gli-stati/

Copyright © 2018 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.

Ormai è chiaro: i globalisti inglesi tentano di influenzare le elezioni russe

17 marzo 2018

Dopo Theresa May, anche Boris Johnson attacca furiosamente Vladimir Putin:

«…the U.K.’s top diploma, Boris Johnson, directly accused Vladimir Putin, saying it was “overwhelmingly likely” that he personally ordered the nerve-agent attack on British soil.

In a dramatic escalation of a diplomatic crisis between the two countries, the Foreign Secretary said the U.K.’s problem was not with the Russian people but with the Russian leader [il neretto è mio].

“Our quarrel is with Putin’s Kremlin and with his decision – and we think it overwhelmingly likely that it was his decision – to direct the use of a nerve agent on the streets of the U.K., on the streets of Europe, for the first time since World War II,” Johnson said in London.»

https://www.zerohedge.com/news/2018-03-16/kremlin-furious-after-boris-johnson-accuses-putin-murder

Ancora una volta senza fornire alcuna prova, parlando soltanto di probabilità (!), Johnson specifica meglio della May qual è il punto nodale della questione: gli elettori russi non devono votare per Putin, il problema non sono i russi, il problema è Putin.

Come ho già scritto, tutto ciò è molto stupido ed è spiegabile soltanto con lo spirito messianico globalista che anima Theresa May e Boris Johnson: gli elettori russi, infatti, voteranno ancora di più per Putin dopo questa ridicola aggressione inglese al loro leader.

Ma la fallacia del ragionamento degli inglesi, che un tempo ragionavano molto bene, non si ferma qui, c’è anche un altro errore: se Putin venisse disarcionato, il suo successore non sarebbe affatto più arrendevole di lui.

Lo spirito messianico dei globalisti inglesi li rende ottusi e ad essi sfugge completamente che il cesaropapismo dei cristiani ortodossi impedisce ai russi di abbracciare il mondialismo, che è un’ideologia antistato (il cesaropapismo anglicano introdotto da Enrico VIII, meno marcato rispetto a quello dei cristiani ortodossi, è stato travolto dal mondialismo ormai da molto tempo, basta notare la cattiva fama che ha oggi in Inghilterra Enrico VIII, quando invece egli è stato il sovrano che ha posto le basi della grandezza dell’Inghilterra, gli inglesi dovrebbero fargli un monumento).

I russi, è vero, abbracciarono un’altra ideologia antistato, il comunismo, ossia la teoria marx-engelsiana (vedi la mia teoria unificata delle ideologie antistato), ma essi la trasformarono velocemente in forma nazionalista e poterono fare ciò per la peculiarità di tale teoria, in quanto essa rimanda l’eliminazione dello Stato a un indeterminato futuro.

Gli inglesi, invece di leggere Karl R. Popper (1), che è molto sopravvalutato nel campo della filosofia politica, dovrebbero leggere Norberto Bobbio (2).

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(1) “La teoria dell’estinzione dello Stato [di Marx e di Engels] è assolutamente irrealistica e penso che possa essere stata adottata da Marx e da Engels soprattutto per sottrarre ai loro rivali un’arma efficace di proselitismo. I rivali ai quali mi riferisco sono Bakunin e gli anarchici; Marx non amava vedere il proprio radicalismo superato da quello di nessun altro. Come Marx, gli anarchici si proponevano di rovesciare l’ordine sociale esistente, dirigendo tuttavia il loro attacco contro il sistema politico-legale, invece che contro il sistema economico. Per essi lo Stato era il nemico mortale che doveva essere distrutto. Se non fosse stato per i suoi concorrenti anarchici, Marx, partendo dalle sue premesse, avrebbe facilmente potuto ammettere la possibilità che l’istituzione dello Stato, sotto il socialismo, debba svolgere nuove e indispensabili funzioni, cioè le funzioni di salvaguardia della giustizia e della libertà attribuite ad essa dai grandi teorici della democrazia.”

Karl R. Popper, La società aperta e i suoi nemici – Hegel e Marx falsi profeti, vol. II, Armando Editore, 1996 (trad. it. di The Open Society and its Enemies – The high tide of prophecy: Hegel, Marx and the aftermath, vol. II, Routledge & Kegan Paul, 1969), pagg. 404-5.

(2) “La più popolare delle teorie che sostengono l’attuabilità o addirittura l’avvento necessario di una società senza Stato è quella marxiana o per meglio dire engelsiana, in base a un ragionamento che ridotto ai minimi termini può essere esposto così: lo Stato è nato dalla divisione della società in classi contrapposte per effetto della divisione del lavoro, allo scopo di consentire il dominio della classe che sta sopra sulla classe che sta sotto; quando in seguito alla conquista del potere da parte della classe universale (la dittatura del proletariato) verrà meno la società divisa in classi, verrà meno anche la necessità dello Stato. Lo Stato si estinguerà, morirà di morte naturale, perché non sarà più necessario. Questa teoria è forse la più ingegnosa fra quelle che difendono l’ideale della società senza Stato ma non è meno discutibile: perché tanto la premessa maggiore del sillogismo (lo Stato è uno strumento di dominio di classe) quanto la premessa minore (la classe universale è destinata a distruggere la società di classe) non hanno resistito a quel formidabile argomento che sono, come avrebbe detto Hegel, le «dure repliche della storia».”

Norberto Bobbio, Stato, governo, società, Einaudi, 1995, pag. 123.

È palese la mancanza di profondità di Popper a proposito di Marx, egli non ne ha affatto compreso il pensiero. E non si capisce perché egli, essendo un filosofo della scienza, si sia dedicato alla filosofia politica.

Copyright © 2018 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.

Rassegnatevi, la Chiesa di Roma è contro lo Stato

16 luglio 2016

C’è chi ha l’assurda convinzione che la Chiesa di Roma sia dalla parte dello Stato e segnatamente da quella dello Stato italiano.

Ma questo significa non capire assolutamente nulla della storia.

Lo Stato italiano nacque contro la volontà della Chiesa di Roma.

Gli Stati europei tutti nacquero contro la volontà della Chiesa di Roma.

La fortuna del popolo inglese (attestata dal fatto che oggi l’inglese è la lingua internazionale) è dovuta a Enrico VIII, che ebbe il coraggio di attuare lo scisma anglicano, introducendo in Occidente il cesaropapismo inventato da Costantino il Grande.

Così gli inglesi sono indubbiamente il popolo più riuscito dell’Occidente.

All’estremo opposto, senza quel miracolo inaspettato che fu Napoleone I, «un popolo di larve e di morti», come Giuseppe Prezzolini definì il popolo italiano, forse non sarebbe mai arrivato all’Unità d’Italia.

Ritornando ai giorni nostri, è vero che Papa Bergoglio ha provocato uno strappo nella tradizione plurisecolare della Chiesa di Roma di rifiutare il millenarismo, come ho scritto qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2016/06/07/svelare-la-verita/

Ma egli rappresenta soltanto lo stadio finale di un lungo processo.

Papa Wojtyła, per esempio, invocò il Nuovo Ordine Mondiale, come riportato in un articolo di John Hooper intitolato Pope calls for a new world order e pubblicato il 2 gennaio 2004 sul Guardian:

«Pope John Paul II launched one of the most important diplomatic initiatives of his long papacy yesterday when he called for a new international order to replace the one that emerged from the second world war.»

https://www.theguardian.com/world/2004/jan/02/catholicism.religion

Così Ida Magli l’accusò di essere massone e Maurizio Blondet di essere ebreo, come ho già scritto qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2016/06/09/lebraismo-e-la-massoneria-sono-i-capri-espiatori-del-mondialismo/

Macché massone, macché ebreo, era niente di più e niente di meno che il Papa, il capo della Chiesa di Roma.

È vano e ridicolo cercare capri espiatori del mondialismo, come la massoneria e l’ebraismo.

È ancora peggio ricorrere a idee deliranti come il satanismo, vedi qui dove Maurizio Blondet scambia per satanismo del Nuovo Ordine Mondiale una leggenda locale svizzera:

http://www.maurizioblondet.it/gottardo-consacrato-satana/

https://it.wikipedia.org/wiki/Sch%C3%B6llenen

Oltretutto il satanismo mal s’accorda con la massoneria e l’ebraismo.

Rassegnatevi, la Chiesa di Roma è contro lo Stato.

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Povero Alberoni

9 luglio 2014

Leggo con un ritardo di due anni un vecchio articolo di Francesco Alberoni, pubblicato sul Giornale l’11 giugno 2012 e intitolato Quegli anglosassoni così poco altruisti:

http://www.ilgiornale.it/news/quegli-anglosassoni-cos-poco-altruisti.html

L’incipit è fenomenale nella sua ridicolaggine:

“Il mondo anglosassone – Inghilterra, Stati Uniti, Canada, Australia- costituisce una civiltà totalmente diversa da quella europea continentale.”

Ah, davvero? Forse Alberoni dimentica che senza lo scisma di Enrico VIII, Isaac Newton, invece di essere nominato baronetto e presidente della Royal Society of London for Improving Natural Knowledge, avrebbe fatto la fine di Galileo, la scienza in Inghilterra sarebbe stata annientata come lo fu in Italia, e noi oggi, probabilmente, andremmo ancora a cavallo.

Avrebbe preferito questo? A giudicare dalle sciocchezze che scrive si direbbe di sì. Perché è evidentemente un oscurantista, una persona contraria alla ragione e alla scienza.

Inoltre è veramente superficiale non distinguere fra inglesi e americani.

Ma egli non si ferma qui:

“Nel Medioevo la gente considerava scientifico solo ciò che era scritto in latino ed aveva l’imprimatur della Chiesa. Gli anglosassoni molto semplicemente leggono solo quello che è scritto in inglese e che è pubblicato da loro. Negli ultimi decenni hanno imposto questo loro modo di pensare anche in Europa. Oggi anche da noi nessuna idea viene considerata scientifica se non è scritta in inglese e approvata dall’accademia anglosassone. L’alta cultura europea, la filosofia, le scienze umane non hanno più niente da dire, sono sparite, ammutolite.”

Queste sono parole di una gravità inaudita, di una persona che ha perso il ben dell’intelletto. È sicuro Alberoni di star bene?

E pensare che una volta, tanto tempo fa, diciamo negli anni 80, mi era personalmente simpatico.

Povero Alberoni, come è invecchiato male…

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La futilità della contesa tra Unione Europea e Russia per l’Ucraina

21 febbraio 2014

Sta divampando la contesa tra Unione Europea e Russia per l’Ucraina, vedi qui:

Massacro a Kiev, oltre 100 morti
Nottata di trattative, poi l’annuncio:
«Intesa raggiunta con oppositori e Ue»

http://www.ilmessaggero.it/PRIMOPIANO/ESTERI/ucraina_

kiev_proteste_scontri_morti_feriti_yanukovich_

accordo_opposizione_ministri_ue/notizie/532559.shtml

e qui:

Gli scontri a Kiev e la battaglia per l’Ucraina, nel contesto

http://temi.repubblica.it/limes/gli-scontri-a-kiev-e-la-battaglia-

per-lucraina-nel-contesto/58230

e qui:

Il fuoco di Kiev separa Putin e papa Francesco

http://temi.repubblica.it/limes/il-fuoco-di-kiev-separa-putin-e

-papa-francesco/57635

Tale contesa è in realtà tra l’attuale millenarismo dell’Occidente, ossia il tentativo di eliminare lo Stato, ossia, usando la terminologia di Sant’Agostino, il tentativo di far trionfare la città celeste (il Cristianesimo) sulla città terrena (lo Stato), e il cesaropapismo della Russia, ossia la subordinazione del Cristianesimo allo Stato, che la terza Roma (Mosca) ha ereditato da Costantinopoli.

Comunque vada la contesa tra Unione Europea e Russia per l’Ucraina, il punto nodale della questione è che il millenarismo è destinato al fallimento, perché lo Stato, ossia l’istituzione politica che ha lo scopo di gestire in modo ottimale il potere della forza fisica, che Norberto Bobbio chiama “il sommo potere”, è indispensabile, come ho mostrato nel mio saggio di scienza politica Le nuove forme dell’utopia: europeismo e multiculturalismo – Come e perché l’Occidente cerca ripetutamente di suicidarsi.

La cultura più riuscita dell’Occidente, guarda caso, è quella inglese, nella quale Enrico VIII introdusse il cesaropapismo.

Il millenarismo odierno dell’Occidente, che ha prodotto l’attuale disastro europeo, può vincere la battaglia per l’Ucraina, ma perderà inevitabilmente la guerra, perché è destinato a fallire.

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Un eroe della storia: Enrico VIII d’Inghilterra

29 luglio 2012

Enrico VIII d’Inghilterra, vissuto circa cinquecento anni fa, è uno degli uomini più importanti della storia, un vero e proprio eroe, sebbene egli sia enormemente sottovalutato, perfino dagli inglesi medesimi.

Senza la sua incrollabile ed energica convinzione della sovranità dello Stato, probabilmente noi oggi andremmo ancora a cavallo e la nostra vita sarebbe molto più breve e costellata di malattie inguaribili.

Infatti, senza il suo scisma, che bloccò le ingerenze della Chiesa di Roma negli affari dello Stato inglese, la scienza, che era stata creata dal Rinascimento italiano (vedi post precedente) e che in Italia era stata poi annientata proprio dalla Chiesa di Roma, non avrebbe potuto trovare un rifugio sicuro in Inghilterra e non avrebbe potuto svilupparsi (dato che in Europa, all’epoca, nessun altro paese avrebbe potuto offrirle rifugio).
Newton avrebbe forse passato tutto il suo tempo, prudentemente, a compulsare la Bibbia (è noto che aveva una vera e propria passione per essa), oppure avrebbe fatto la fine di Galileo, che fu condannato agli arresti domiciliari a vita. Invece egli potè esprimere liberamente tutto il suo genio ed ebbe il consenso e l’ammirazione di tutti, tanto che divenne Sir e presidente della The Royal Society of London for Improving Natural Knowledge, nota più semplicemente come The Royal Society, fondata nel 1660. Alla sua morte Newton ebbe funerali di Stato e fu sepolto nell’Abbazia di Westminster.

Occorre ricordare che in Italia l’Accademia dei Lincei, di cui fece parte Galileo, fu chiusa nel 1630 e l’Accademia del Cimento, fondata dagli allievi di Galileo, fu chiusa nel 1667.

Enrico VIII è per noi un insegnamento fondamentale: egli ci indicò la via. Per esempio quando si sbarazzò di Tommaso Moro (Thomas More), l’autore di “Utopia”, che da allora in poi è il nome con cui si bollano tutte le fantasie politiche irrealizzabili scritte prima e dopo la pubblicazione di quest’opera. In conformità agli usi del tempo, Thomas More fu condannato a morte.

Noi oggi siamo più progrediti e, giustamente, non adoperiamo più la pena di morte.
Ma possiamo sbarazzarci degli spacciatori di utopie in un modo estremamente facile e del tutto innocuo: basta un tratto di matita sulla scheda elettorale, quando siamo chiamati a votare.

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