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“La notte dei morti viventi” di George A. Romero

18 novembre 2012

È vero, paragonare i politici attuali a degli zombi non è molto originale, ci ha già pensato Grillo.

Il fatto è che ho acquistato giorni fa il DVD di questo film (quello del 1968, il primo e insuperabile) e ne ho potuto gustare appieno la metafora potente.

Che è una critica feroce alla società USA del tempo.

Ma è una metafora perfetta anche per la società italiana di oggi.

Siamo infatti circondati da morti viventi, gente, cioè, che crede ancora vivo il mondo al quale essi sono abituati.

Non si rendono affatto conto che quel mondo è in parte già defunto e in parte lo sarà presto, del tutto e definitivamente.

Mi riferisco all’euro, vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2012/11/17/la-realta-delle-cose-sta-incominciando-a-imporsi-sui-sogni-e-le-utopie/

e qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2012/11/17/sartori-ed-io-sugli-stati-uniti-deuropa-scriviamo-le-stesse-cose/

Senza l’unità politica dell’Europa, l’euro inevitabilmente cadrà.

E l’unità politica dell’Europa è una chimera, un sogno irrealizzabile.

Siamo di fronte a un cambiamento drammatico, come ad esempio il crollo del comunismo nell’URSS all’inizio degli anni ’90.

Copyright © 2012 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.

Questo è il fior fiore della classe dirigente italiana!

31 ottobre 2012

«”C’e’ un distacco dirompente tra i cosiddetti partiti tradizionali e il Paese reale. Il dato e’ allarmante, meno di un siciliano su due e’ andato al voto. E se poi vediamo che tra i pochi che sono andati a votare, il Movimento cinque stelle di Beppe Grillo risulta essere il primo partito sull’isola, allora e’ evidente che qualcosa non va”. Lo afferma in un colloquio con la Stampa Luca Cordero di Montezemolo, presidente di Italia Futura, commentando i risultati delle elezioni siciliane.»

http://www.asca.it/news-Sicilia__Montezemolo__se_vince_Grillo

_qualcosa_non_va_28Stampa29-1212539-POL.html

Luca Cordero di Montezemolo fa di diritto parte del fior fiore della classe dirigente italiana.

E cotanto ingegno si accorge solo adesso “che qualcosa non va”?

Sono le stesse identiche parole della Polverini!

Vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2012/10/10/ce-qualcosa-che-non-va-nella-politica-di-questo-paese/

Di “evidente” c’è soprattutto questo: che l’attuale classe dirigente italiana non è in grado di guidare il paese.

Altro che “Italia Futura”!

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“C’è qualcosa che non va nella politica di questo paese”

10 ottobre 2012

Leggo sulla Repubblica:

«Polverini: “Non mi ricandido
ma non lascerò la politica”
In un’intervista a “Chi” l’ex governatore parla del suo futuro. E del presente alla Regione Lazio: “Ci vorrebbero almeno vent’anni per rimettere a posto i conti: per il mio successore non sarà una passeggiata”»

«”C’è qualcosa che non va nella politica di questo paese – continua la Polverini – Lusi è ai domiciliari in convento e i suoi leader non si dimettono, poi c’è Penati. Altri governatori, pur indagati, non si dimettono. Mi auguro si cambi registro”.»

http://roma.repubblica.it/cronaca/2012/10/02/news/

polverini_non_mi_ricandido_ma_non_lascer_la_politica-43707622/

Questa frase, “C’è qualcosa che non va nella politica di questo paese”, mi ha colpito.

Vuoi vedere che almeno un politico italiano ha capito che in Italia c’è qualcosa di anomalo?

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Il Presidente del Consiglio Monti dimostra con le sue parole di non conoscere l’Italia

17 agosto 2012

Leggo sull‘Unità un’esternazione del Presidente del Consiglio Monti:

“«Mi rifiuto di pensare che un grande paese democratico come l’Italia non sia in grado, attraverso libere elezioni, di scegliere una maggioranza di governo efficace [il corsivo è mio] e, indirettamente, un leader adeguato a guidarla…»”.

http://www.unita.it/italia/monti-evasione-fiscale-br-italia-in-stato-di-guerra-1.438555

Ebbene, la storia ci mostra proprio il contrario di ciò che afferma il Presidente del Consiglio Monti.

Dal 1861 (anno di nascita dello Stato italiano) a oggi, mai (escluso ovviamente il ventennio della dittatura fascista) un governo dello Stato italiano è arrivato a durare cinque anni, che è la durata fisiologica di una legislatura sia nello Statuto Albertino che nella Costituzione della Repubblica Italiana (per non parlare poi della durata media dei governi italiani, che è di un anno circa).

Questo significa che in Italia non c’è mai stata “una maggioranza di governo efficace“. Usando il gergo di internet, si potrebbe definire la governabilità dell’Italia come un epic fail, ossia un fallimento totale.
In Italia i governi, prima o poi, cadono. Sempre.

Perché? Perché lo Stato italiano non è in realtà uno Stato, bensì un sistema associato Stato-Chiesa. Formalmente è uno Stato, sostanzialmente non lo è.

Sostanzialmente è un ibrido Stato-Chiesa, la cui caratteristica fondamentale è la debolezza intrinseca, la quale produce un collasso cronico di tutte le funzioni dello Stato, a partire da quelle che Bobbio definisce come “le due funzioni essenziali” dello Stato: “la milizia e i tribunali” (Norberto Bobbio, Stato, governo, società, Einaudi, 1995, pag. 124).

Per inciso, chi pensa che si possa far funzionare bene la giustizia italiana, notoriamente malfunzionante, senza creare un vero Stato italiano, uno Stato sia di nome che di fatto, è un povero illuso.

Ebbene, il Presidente del Consiglio Monti è uno di questi, infatti l’articolo dell’Unità finisce così:

“Giustizia: il premier anticipa a Tempi, «numerose novita [sic]» legislative, volte «a dare risposta non solo all’emergenza carceraria ma anche a quella lentezza dei processi che, come calcolato dalla Banca d’Italia, incide negativamente sulla crescita del Paese per un punto percentuale di Pil»”.

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