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George Soros e la distruzione di Israele

30 luglio 2017

Se andrà a compimento il piano di George Soros contro l’Europa, piano di cui ha pubblicamente parlato Viktor Orban (vedi il post precedente), avverrà la “Grande Sostituzione” (“Grand Remplacement”, termine coniato da Renaud Camus), cioè i popoli europei saranno sostituiti da popoli islamici.

Oltre all’immigrazione senza freni, c’è anche il notevolissimo tasso di natalità degli islamici, mentre invece quello dei popoli europei è attualmente molto basso.

Come è noto, Erdogan ha raccomandato ai suoi correligionari in Europa di fare almeno cinque figli:

Erdogan agli immigrati: fate almeno 5 figli, siano loro il futuro dell’Europa

http://www.secoloditalia.it/2017/03/erdogan-agli-immigrati-fate-almeno-5-figli-siano-futuro-delleuropa/

Quando in Europa gli islamici saranno la maggioranza, è evidente che governeranno loro ed è anche evidente che gli arsenali nucleari della Francia e del Regno Unito cadranno nelle loro mani.

La conseguenza prevedibile, a rigor di logica, è che Israele sarà cancellato dalla faccia della terra.

Cosa, del resto, che Ali Khamenei predica dal 1991:

http://www.ilfoglio.it/gli-inserti-del-foglio/2015/10/10/news/2022-addio-israele-88422/

Questo sarà il risultato del delirio mondialista di George Soros, di Mark Zuckerberg e degli altri ebrei internazionalisti, come ce ne sono molti negli Stati Uniti in generale e nella Silicon Valley in particolare.

Copyright © 2017 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.

Il mondo è sull’orlo di una crisi di nervi

22 luglio 2016

Leggo sulle news di Google:

Erdogan: «Stato di emergenza per tre mesi». «Forse coinvolti altri paesi»

http://www.ilsole24ore.com/art/mondo/2016-07-20/erdogan-forse-altri-paesi-coinvolti-golpe-221431.shtml

Francia, prorogato di sei mesi lo stato d’emergenza

http://www.ilsole24ore.com/art/mondo/2016-07-20/francia-prorogato-sei-mesi-stato-d-emergenza-074945.shtml

Insomma, il risultato del delirio mondialista è questo: che il mondo è sull’orlo di una crisi di nervi.

È stato infatti il mondialismo a risvegliare il proselitismo bellico insito nell’Islam, che era da lungo tempo sopito.

Ma perché l’ha risvegliato?

Il mondialismo vorrebbe che gli islamici abbracciassero la sua ideologia antistato, che è un prodotto del Cristianesimo, come ho abbondantemente mostrato nei miei scritti.

Non è un prodotto degli ebrei, o dei massoni, o dei satanisti, o dei rettiliani e così via, è un prodotto del Cristianesimo (o meglio del Cristianesimo occidentale, vale a dire cattolico e protestante, mentre il Cristianesimo ortodosso ha seguito una via differente, come ho più volte spiegato).

Il punto nodale della questione è che gli islamici non sono cristiani.

Questa verità lapalissiana viene respinta dai pazzi mondialisti, che sono in preda a quella che a buon diritto può essere definita una psicosi religiosa collettiva.

Essi vorrebbero che tutti i popoli del mondo adottassero l’imperativo di eliminare lo Stato contenuto nell’Apocalisse di Giovanni, l’ultimo libro del Nuovo Testamento.

Ma costringere gli islamici a eliminare lo Stato, concetto che per loro è addirittura inimmaginabile, porta necessariamente a una loro ribellione.

E più violenta è la costrizione, più violenta è la ribellione.

Erdogan è la dimostrazione vivente che gli islamici non saranno mai né democratici, né tantomeno mondialisti: o sono per l’autocrazia o sono per la teocrazia islamica.

E la religione islamica, al contrario di quella cristiana, non è affatto contro lo Stato, quindi dire teocrazia islamica vuol dire Stato.

La condotta folle, stupida e criminale verso l’Islam di George W. Bush (l’uomo che la fede in Gesù Cristo salvò dall’alcolismo), di Obama (il fallimento politico personificato) e di Hillary Clinton (che è stata per quattro anni Segretario di Stato, con catastrofici risultati), tutti alfieri del mondialismo, ha portato a questo disastro mondiale, al mondo sull’orlo di una crisi di nervi.

Copyright © 2016 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.

Erdogan una delusione?

19 luglio 2016

Leggo sul Corriere del Ticino quest’articolo:

L’ira di Obama: Erdogan è una delusione
Dopo che Ankara ha accusato gli Stati Uniti di essersi posta dietro al fallito colpo di Stato in Turchia

«NEW YORK – Tra le mura della Casa Bianca in queste ore Barack Obama non nasconde la sua rabbia verso Ankara, che ora accusa gli Usa di essere dietro al fallito colpo di Stato in Turchia. E non nasconde la sua profonda preoccupazione per il deterioramento delle relazioni con un alleato chiave degli Stati Uniti, il cui ruolo è centrale soprattutto nella lotta all’Isis…

…Ora che i rapporti tra Washington e Ankara rischiano di finire definitivamente in rotta di collisione, la delusione di Obama è enorme, raccontano nel suo entourage. Il presidente americano, fin dalla sua elezione nel 2008, aveva creduto in Erdogan. Aveva visto in lui – nonostante i critici – il modello di un leader musulmano moderno, democratico, capace di favorire la non facile stabilizzazione di un Medio Oriente da troppo tempo polveriera del mondo [il neretto è mio]. Nel 2011 in un’intervista al Time indicava il presidente turco come uno dei cinque leader mondiali con cui aveva rapporti più stretti, insieme ad Angela Merkel o a David Cameron…»

http://www.cdt.ch/mondo/cronaca/159571/l-ira-di-obama-erdogan-%C3%A8-una-delusione

Erdogan una delusione?

Lo può essere solo per chi, come Obama, vive di illusioni.

Nessuno che abbia ben presente il piano di realtà si è mai fatto illusioni su Erdogan.

Non è assolutamente possibile che l’intelligence americana si sia mai fatta illusioni su di lui.

Obama, quindi, da comandante in capo della prima potenza militare del pianeta, ha deliberatamente ignorato la sua propria intelligence per inseguire illusioni, chimere e fantasie.

Se Erdogan fosse «il modello di un leader musulmano moderno, democratico»…

Se, se, se…

If pigs had wings they could fly.

Obama dovrebbe essere sollevato dal suo incarico.

Mettiamo il caso che scoppi una crisi ben più grave del fallito golpe turco, una crisi che comportasse la terribile eventualità di un imminente attacco nucleare.

Chi ci assicura che un wishful thinker come Obama sia in grado di prendere le decisioni giuste?

Copyright © 2016 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.

Obama è un wishful thinker?

18 luglio 2016

Leggo un’intervista a Massimo Introvigne pubblicata oggi sul Corriere del Ticino:

“Il goffo tentativo dei militari rafforza il leader”
Intervista a Massimo Introvigne, esperto di Medio Oriente: “Gülen non c’entra, pure lui è per un Paese islamico»

«…Il fatto che il golpe abbia compattato la Turchia attorno ad un leader che si trovava in difficoltà, non induce a credere che possa essere stata una manfrina (pur violenta e sanguinosa) orchestrata dallo stesso Governo?

«Non credo alle tesi complottiste in quanto ad un certo momento Erdogan se l’è vista davvero brutta [il neretto è mio], tanto che ad un certo punto aveva davvero pensato di fuggire all’estero. Credo che sia stata una cosa organizzata da settori dell’esercito nostalgici della vecchia Turchia laica e massonica di Ataturk. Ma organizzata male, senza coordinamento né con gli ufficiali superiori (tutti i generali, tranne uno, erano contrari all’azione) né con l’estero: un passaggio decisivo nella sconfitta dei golpisti è stata infatti la presa di posizione degli USA a favore del Governo [il neretto è mio]…»

http://www.cdt.ch/primo-piano/approfondimenti/159572/il-goffo-tentativo-dei-militari-rafforza-il-leader

Che il golpe fosse vero e che Obama abbia di fatto salvato Erdogan, con la sua dichiarazione di «appoggiare il governo democraticamente eletto» della Turchia, lo penso anch’io, vedi il mio post precedente.

E Obama non si immaginava affatto che poi Erdogan gli si sarebbe rivoltato contro.

Ma il Presidente degli Stati Uniti d’America non ha a disposizione schiere e schiere di analisti e di esperti?

L’impressione, nettissima, è che Obama agisca non tenendo in nessun conto la realtà, ma basandosi unicamente su un’ideologia preconcetta.

Che egli, cioè, sia un wishful thinker, vedi ciò che ho scritto qui a proposito del fanatismo religioso collettivo:

https://luigicocola.wordpress.com/2016/06/28/la-brexit-lhillary-factor-e-il-cretinismo-mondialista/

È, del resto, l’accusa di Donald Trump a Obama:

“Sta vivendo in un mondo immaginario”.

http://www.tgcom24.mediaset.it/mondo/usa-2016-trump-attacca-obama-e-hillary-hanno-diviso-il-paese-_3019601-201602a.shtml

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L’ultimo pasticcio di Obama

18 luglio 2016

Al momento non si comprende granché della reale dinamica del fallito golpe turco.

Tanto per fare qualche esempio, alcuni sostengono che si tratti di un vero golpe, altri che sia un golpe fasullo organizzato da Erdogan stesso; alcuni sostengono che il golpe sia stato istigato dagli USA, altri che gli USA abbiano salvato Erdogan con la dichiarazione di Obama, fatta sabato alle ore 2.05 del mattino, ora locale di Istanbul (1, 2), di «appoggiare il governo democraticamente eletto» della Turchia (3, 4); e così via.

Per inciso, è da ricordare che anche Hitler fu democraticamente eletto e con ben il 43,9% dei voti.

Ci sono però alcune certezze oggettive, fra le quali una spicca su tutte: l’assoluta incapacità di Obama di gestire la politica estera degli Stati Uniti d’America.

Infatti Erdogan, una volta sventato il golpe, vero o falso che fosse, ha attaccato proprio gli USA:

“Erdogan, infatti, ha puntato apertamente il dito contro gli Stati Uniti. La scusa è che ospita il suo ex alleato diventato nemico mortale, l’islamista Fehtullah Gulen

…Nell’immediato, Erdogan chiede lo scalpo di Gulen. Il segretario di Stato John Kerry vuol vedere le prove della colpevolezza. Forse ci sono, forse no, ma non sarà difficile fabbricarle. Se Washington cede è una resa incondizionata. Obama non solo si spara sugli alluci, ma azzoppa anche la candidatura di Hillary Clinton e apre la porta a un Donald Trump che batte la gran cassa accusando le incertezze, le contraddizioni, i veri e propri pasticci della politica estera americana negli otto anni di Obama (e nei quattro anni in cui Hillary è stata la responsbaile degli affari internazionali). Se tiene duro, la frattura con la Turchia potrà arrivare fino al punto da mettere in pericolo la Nato.

Un dilemma terribile al quale il presidente non è preparato…”

http://formiche.net/2016/07/17/perche-tra-erdogan-e-obama-succedono-cose-turche/

Mi pare che i dilemmi terribili ai quali Obama non era preparato siano stati molti.

Troppi.

———————

(1)

http://www.reuters.com/article/turkey-security-timeline-idUSL8N1A158X

(2)

http://www.trtworld.com/turkey/turkey-attempted-coup-timeline-of-events-144495

(3)

“E così mentre un Erdogan ancora incapace di valutare la rivolta s’affidava ad un videomessaggio Barak Obama annientava i suoi nemici con un comunicato tanto semplice quanto efficace. Un comunicato in cui lui e il segretario di Stato John Kerry riconoscevano la piena legittimità del presidente turco e gli garantivano il totale sostegno dell’America. «Il presidente e il segretario concordano che in Turchia tutte le parti devono appoggiare il governo democraticamente eletto, dimostrare moderazione ed evitare violenza e bagni di sangue».

Dopo quelle tre righe tutto è stato chiaro. Washington non aveva intenzione d’abbandonare un presidente che – seppur accusato di scarso rispetto per i diritti umani, di ambigue collusioni con lo Stato Islamico e di evidenti mire autoritarie – restava l’unico volto conosciuto in una notte incerta ed oscura…”

http://www.ilgiornale.it/news/politica/braccio-ferro-usa-russia-dietro-golpicino-turca-1285151.html

(4)

https://www.whitehouse.gov/the-press-office/2016/07/15/readout-presidents-call-secretary-john-kerry

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L’indifendibile Obama: più parla, più si danneggia

1 dicembre 2015

Leggo sulla Repubblica di oggi:

Obama: “Uniti contro l’Is. Erdogan ha diritto di difendersi, ma smorzi tensioni con Mosca”

«…Il diritto della Turchia a difendersi. Obama ha ribadito di “sostenere il diritto della Turchia a difendersi”. “Gli Stati Uniti – ha aggiunto – sono molto impegnati per la sicurezza e la sovranità della Turchia” e vogliono “garantire che la Turchia sia sicura”…»

http://www.repubblica.it/esteri/2015/12/01/news/obama_uniti_contro_l_is

_erdogan_ha_diritto_di_difendersi_ma_smorzi_tensioni_

con_mosca_-128556926/

Obama è indifendibile: più parla, più danneggia la sua credibilità.

Cosa diavolo vuol dire che la Turchia ha il diritto di difendersi?

Che lo sconfinamento di ben 17 secondi nel suo spazio aereo da parte dei jet russi l’ha esposta a dei rischi?

Che lo sconfinamento sia stato di 17 secondi lo afferma la stessa Turchia, vedi qui:

http://www.tgcom24.mediaset.it/mondo/siria-la-turchia-abbatte-un-jet-russo-furia-putin-giallo-sulla-sorte-dei-piloti_2145607-201502a.shtml

Allora la Grecia dovrebbe dichiarare guerra alla Turchia, dato che aerei militari turchi molto frequentemente sconfinano nello spazio aereo greco, vedi qui:

http://it.sputniknews.com/mondo/20151130/1634737/Tsipras-Davutoglu-scontro.html

Obama mi dà la netta impressione di parlare come se fosse davanti a una giuria americana invece che davanti al mondo intero (è da una vita che guardo film e telefilm USA ambientati nelle aule giudiziarie).

Infatti l’argomento da lui usato è niente altro che un cavillo legale.

Sia Obama che Putin sono laureati in legge, ma Putin non si comporta così, egli non parla al mondo come un leguleio.

Copyright © 2015 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.