Posts Tagged ‘euro’

Peter Gomez: “fra cinque anni salta tutto per aria”

8 maggio 2017

Come previsto, Emmanuel Macron ha vinto anche il secondo turno delle elezioni presidenziali francesi 2017.

Il popolo francese, anch’esso in preda, proprio come la sua élite, a quella che in un post precedente ho chiamato “una letale possessione memetica”, lo ha eletto Presidente della Repubblica francese.

Ma che succederà con un Presidente della Repubblica francese come Macron?

Ebbene, a questo proposito, voglio citare le parole conclusive di un commento di Peter Gomez al discorso che Macron ha pronunciato il 23 aprile, cioè dopo aver vinto il primo turno:

“fra cinque anni salta tutto per aria”

Vedi anche il Fatto Quotidiano del 24 aprile 2017:

Elezioni Francia, Gomez: “Il discorso di Macron? Un vuoto assoluto, sconcertante”

“Il discorso di Macron è stato di un vuoto assoluto, ma proprio di una sconcertante vuotezza dal punto di vista dei concetti”. L’opinione del direttore del FattoQuotidiano.it, ospite a la Maratona Mentana (La7), dedicate alle presidenziali francesi, è fortemente critica, dopo la prima uscita del candidato centrista. Gomez cita la frase pronunciata da Macron: “non vi chiederemo da dove venite ma dove volete andare”, “E’ come dire, votatemi e appoggiatemi nel momento in cui ci saranno le legislative. Se sarà questo il presidente francese, peste ci colga. Non saper dare risposte alle tante domande cercando di dare soluzioni poco innovative, terranno buona situazione per 5 anni, ma poi salterà tutto”.

http://www.ilfattoquotidiano.it/2017/04/24/elezioni-francia-gomez-il-discorso-di-macron-un-vuoto-assoluto-sconcertante/3540477/

Copyright © 2017 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.

Domani il popolo francese sceglierà tra queste due

6 maggio 2017

Foto-AG Gymnasium Melle [CC BY-SA 3.0], via Wikimedia Commons

Armin Linnartz [CC BY-SA 3.0 de], via Wikimedia Commons

Stefano Fassina: cosa ha detto dell’euro

27 aprile 2017

Ecco il video nel quale il 24 febbraio 2015 Stefano Fassina dice quel che pensa dell’euro (chissà se oggi, 27 aprile 2017, ha cambiato idea):

I traditori e i voltagabbana non piacciono a nessuno

10 gennaio 2017

Beppe Grillo e Davide Casaleggio hanno fatto male i loro conti: è fallito il colpo di mano, machiavellico nelle intenzioni, osceno e ridicolo nei risultati, che essi avevano ideato.

A parte i due furbastri di cui sopra, l’intero Movimento cinque stelle si è tolto la maschera dell’euroscetticismo e ha finalmente mostrato il suo vero volto, che è l’eurofanatismo:

«Hanno partecipato alla votazione 40.654 iscritti certificati. Ha votato per il passaggio all’ALDE il 78,5% dei votanti pari a 31.914 iscritti, 6.444 hanno votato per la permanenza nell’EFDD e 2.296 per confluire nei non iscritti. Grazie a tutti coloro che hanno partecipato.»

http://www.beppegrillo.it/2017/01/votazione_online_il_gruppo

_politico_europeo_del_movimento_5_stelle.html

Ma l’ALDE, dopo l’ignobile voltafaccia del Movimento cinque stelle, ha detto NO:

http://www.ilfattoquotidiano.it/2017/01/09/m5s-salta-laccordo-alleuroparlamento-il-leader-dei-liberal-democratici-verhofstadt-non-ci-sono-basi-comuni/3305381/

Il fatto è che i traditori e i voltagabbana non piacciono a nessuno.

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Grillo getta la maschera: da euroscettico a eurofanatico

9 gennaio 2017

Beppe Grillo ha gettato finalmente la maschera: vuole passare dal gruppo EFDD (Europe of Freedom and Direct Democracy), in cui c’è anche l’UKIP di Nigel Farage, il trionfatore della Brexit, al gruppo ALDE (Alliance of Liberals and Democrats for Europe), che è il gruppo più eurofanatico del Parlamento europeo.

Se non ci credete, ecco qui, nero su bianco:

http://www.beppegrillo.it/2017/01/votazione_online_il_gruppo

_politico_europeo_del_movimento_5_stelle.html

Ed ecco come ha commentato Farage:

«Lo stesso Nigel Farage pensa che il Movimento 5 stelle non sopravviverà a lungo con i liberali del gruppo Alde al Parlamento europeo. Lo ha detto lui stesso, aggiungendo che “in termini politici sarebbe completamente illogico per i 5 stelle unirsi al gruppo più eurofanatico del Parlamento europeo”.»

http://www.unita.tv/focus/grillo-divorzia-dallukip-e-lancia-a-sorpresa-la-votazione-online/

Da lungo tempo aspettavo il voltafaccia di Grillo, adesso finalmente è arrivato.

Ma se egli crede che gli elettori italiani si facciano truffare in questo modo ridicolo senza reagire, vuol dire che ha perso il ben dell’intelletto.

Gli elettori non sono pecore che vanno al macello, senza poter far nulla per difendersi.

Del resto, se uno vuole votare per un partito eurofanatico, vota per il PD, che bisogno c’è di votare per il Movimento cinque stelle?

Come ho già scritto in un post precedente, viviamo in un’epoca di rincretinimento.

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Manca il progetto, manca il leader

9 dicembre 2016

Leggo l’editoriale di Aldo Cazzullo La destra ha i voti, cerchi il leader:

“La destra italiana c’è, e può tornare al governo del Paese. Ha ancora i voti. Come sempre. Le mancano un progetto e un leader riconosciuto.”

http://www.corriere.it/opinioni/16_dicembre_06/destra-ha-voti-cerchi-leader-b6e25c4a-bb26-11e6-8d3b-c05118807aea.shtml

Le mancano un progetto e un leader riconosciuto?

E quindi cosa ha???

Come battuta è molto divertente e infatti molto ho riso, leggendola.

Il punto nodale della questione è che il mondialismo sta per crollare: Donald Trump a Occidente e Vladimir Putin a Oriente di fatto lavoreranno insieme a questo scopo, dato che sono leader nazionalisti entrambi.

Siamo di fronte a un’accelerazione della storia.

E chi non la vede, non la vede perché sta chiudendo ostinatamente gli occhi.

La sorte di questo aborto del mondialismo, l’Unione Europea, è segnata.

Non è pensabile che l’Unione Europea possa restare in piedi sotto l’azione sinergica degli Stati Uniti d’America e della Russia.

Tantomeno l’euro, che ne è l’emblema.

Il progetto è quindi questo, non può che essere questo: uscire dall’Unione Europea e dall’euro.

Cavalcare l’accelerazione della storia.

Manca il leader: è mai possibile che in tutto il popolo italiano non ci sia un individuo con le qualità necessarie?

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L’Apocalisse e l’Unione Europea

8 marzo 2015

La bandiera dell’Unione Europea ha dodici stelle.

Le dodici stelle non rappresentano, né mai hanno rappresentato, il numero dei paesi membri, come talvolta erroneamente si crede.

Il sito ufficiale dell’Unione Europea recita:

«La bandiera europea è costituita da 12 stelle dorate disposte in cerchio su uno sfondo blu. Le stelle rappresentano gli ideali di unità, solidarietà e armonia tra i popoli d’Europa.

Anche il cerchio è simbolo di unità, ma il numero delle stelle non dipende dal numero dei paesi membri.»

http://europa.eu/about-eu/basic-information/symbols/flag/index_it.htm

A me francamente sembra una spiegazione che non vuole dir nulla, un vero e proprio depistaggio: gli ideali di unità, solidarietà, ecc. ecc., dovrebbero essere dodici?

O dovrebbero comunque essere rappresentati da dodici stelle?

Perché non dieci o tredici? O qualsiasi altro numero?

Leggiamo cosa scrive a questo proposito l’Economist:

«The European flag of 12 yellow stars on a blue background also owes something to Catholicism. Arsene Heitz, who designed it in 1955, recently told Lourdes magazine that his inspiration had been the reference in the Book of Revelation, the New Testament’s final section, to “a woman clothed with the sun…and a crown of twelve stars on her head.”»

http://www.economist.com/node/3332056/print?Story_ID=3332056

Leggiamo questo passo dell’Apocalisse di Giovanni:

«Un segno grandioso apparve nel cielo: una donna vestita di sole, con la luna sotto i suoi piedi e, sul capo, una corona di dodici stelle. Era incinta, e gridava per le doglie e il travaglio del parto.»

(Apocalisse di Giovanni, 12, 1-2, Bibbia CEI 2008)

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Cosa sono Tsipras e Varoufakis?

19 febbraio 2015

Leggiamo questo brano dell’intervista di Giacomo Russo Spena a Emiliano Brancaccio, intitolata Brancaccio: “L’eurozona? Insostenibile. Tsipras valuti anche l’uscita dall’euro” e pubblicata il 13 gennaio su MicroMega:

«Ma nel progetto di Syriza non è prevista l’uscita dall’euro…

Soprattutto in tema di moneta, ciò che una forza politica dichiara in campagna elettorale vale solo fino a un certo punto. Fare propaganda sull’uscita da un regime monetario espone ad attacchi speculativi. Ecco perché la storia offre moltissimi esempi di leader politici che prima giurano fedeltà all’assetto monetario vigente ma poi lo abbandonano senza troppo indugio.»

http://temi.repubblica.it/micromega-online/brancaccio-%E2%80%9Cl%E2%80%99eurozona-insostenibile-tsipras-valuti-anche-l%E2%80%99uscita-dall%E2%80%99euro%E2%80%9D/

Lo stessa domanda è stata fatta a Diego Fusaro nell’intervista di Andrea De Angelis, intitolata Grecia-Ue, Fusaro: “Putin con Tsipras? Allora c’è speranza, ecco cosa accadrebbe” e pubblicata il 6 febbraio su IntelligoNews:

«Il suo [di Tsipras] programma non prevedeva l’uscita dall’euro…

“Sì, ma potrebbe essere che non l’abbia messo nel programma per fare in modo di essere costretto dai suoi avversari a farlo. Non ne sono sicuro ovviamente, ma potrebbe dire di aver fatto di tutto per restare nell’euro, ma non avendo ricevuto ascolto è stato costretto ad uscire. La stessa tattica che usano gli Stati Uniti quando decidono di bombardare un Paese”.»

http://www.intelligonews.it/grecia-ue-fusaro-putin-con-tsipras-allora-ce-speranza-ecco-cosa-accadrebbe/

La pensavo anche io così: c’era quindi la ragionevole possibilità che Tsipras e Varoufakis avessero un piano B.

Del resto, non ci si sbilancia così tanto come hanno fatto i due suddetti («”La Grecia non firmerà un’estensione del programma di aiuti. Nemmeno con una pistola puntata alla tempia”», http://www.tgcom24.mediaset.it/economia/tsipras-avverte-la-ue-non-accettiamo-minacce-alla-nostra-democrazia-_2096136-201502a.shtml ), per poi rimangiarsi tutto.

Altrimenti si fa una gran brutta figura.

Perché, in tal caso, delle due l’una: o si è grandi attori, o si è…molto stupidi.

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Tsipras: il piano B, adesso!

17 febbraio 2015

Come era facilmente prevedibile, l’Unione Europea ha risposto picche alle richieste di Tsipras e del suo ormai mitico Ministro delle Finanze, Varoufakis, l’economista che sembra uscito dritto dritto da Pulp Fiction di Tarantino.

Vedi qui:

http://it.euronews.com/2015/02/16/bruxelles-atene-dice-no-alla-proposta-inaccettabile-dell-eurogruppo/

Adesso quello che molti stavano aspettando, il piano B di Tsipras e di Varoufakis, dovrà venire fuori.

Che un piano B debba esistere sembra logico, vedi per esempio qui:

http://contropiano.org/articoli/item/28856

Con la speranza mia personale che questo piano B esista davvero e che corrisponda perfettamente allo strano e inquietante sorriso di Varoufakis.

Copyright © 2015 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.

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By Jfgoulon (Own work)  CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons

Era meglio Hitler

10 febbraio 2015

Guardo in televisione la Grecia ridotta in miseria.

Un popolo che discende dal miracolo greco di Platone e Aristotele, il miracolo che sta alla base della nostra civiltà, che non ha più cibo da mangiare e una casa per dormire.

Un’infamia.

Era questo il sogno europeo?

Un sogno infamante?

Era questo il sogno del vecchio Kant?

Era meglio Hitler della Merkel, almeno non era ipocrita, almeno non fingeva.

E i tedeschi non comprendono di essersi coperti d’infamia.

O forse sono felici, perché hanno ritrovato, dopo settant’anni, la loro vera essenza, la loro vera natura.

Copyright © 2015 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.

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Bundesarchiv, Bild 183-H1216-0500-002 / CC-BY-SA [CC BY-SA 3.0 de], via Wikimedia Commons