Posts Tagged ‘europa’

Sui sondaggi per le imminenti elezioni europee

13 maggio 2014

Leggo i vari sondaggi per le imminenti elezioni europee e mi chiedo: ma da cosa sono mossi coloro che voterebbero per Forza Italia, Nuovo Centrodestra e Fratelli d’Italia? Ossia coloro che voterebbero per ciò che resta di quello che fu il partito di Berlusconi?

Capisco chi vota PD, capisco chi vota Movimento 5 Stelle, capisco chi vota Lega Nord, ma quegli altri proprio non li capisco.

Copyright © 2014 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.

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Le folli decisioni di Woodrow Wilson

9 febbraio 2014

In post precedenti ho scritto che gli Stati Uniti d’America hanno rovinato l’Europa per ben due volte: quasi un secolo fa, con le folli decisioni prese da Woodrow Wilson alla fine della prima guerra mondiale e attualmente, con il folle progetto internazionalista di David Rockefeller (quindi Bilderberg, Trilaterale, ecc. ecc.).

Approfondirò qui quanto ho già scritto a proposito di Wilson.

Ebbene, le esiziali decisioni di Wilson riguardano due tematiche: l’atteggiamento esageratamente punitivo verso la Germania, che aveva perso la guerra, e il tradimento di un alleato, ossia l’Italia.

Tali decisioni produssero direttamente e inevitabilmente la seconda guerra mondiale, il fascismo e il nazismo.

È vero che poi, nella seconda guerra mondiale, gli americani salvarono il mondo dal nazismo, ma lo salvarono distruggendo un mostro che essi stessi avevano creato.

I morti della seconda guerra mondiale, compreso l’Olocausto, superarono i 50 milioni. Inoltre il mondo intero fu messo in una situazione terribile, perché se i nazisti avessero realizzato un ordigno nucleare, non avrebbero di certo esitato a usarlo in modo intensivo.

Questo fu l’esito diretto e inevitabile delle folli decisioni di Wilson. Ed è errato attribuire ad altri tali decisioni, perché è indiscusso che fu Wilson, ossia gli Stati Uniti d’America, a guidare le decisioni prese alla fine della prima guerra mondiale.

Per quanto riguarda la Germania, basta guardare una cartina politica dell’Europa degli anni compresi tra le due guerre mondiali, per capire cosa fu in realtà il Corridoio di Danzica.

Esso non fu altro che un mezzo per dividere il territorio del popolo tedesco in due parti, per mutilarlo, per spezzarne la continuità. Insomma una versione moderna delle Forche Caudine.

Si immagini cosa sarebbe successo se i tedeschi avessero vinto la guerra e avessero poi diviso in due parti, ad esempio, il territorio del popolo francese.

Inoltre l’idea wilsoniana che la Polonia necessitasse di un accesso al mare è ridicola. La Cecoslovacchia ebbe un accesso al mare? L’Austria ebbe un accesso al mare? L’Ungheria ebbe un accesso al mare?

Ma questo non è tutto. Infatti il grande storico inglese Alan J.P. Taylor scrive:

“…Danzica, città di popolazione tedesca…”

(Alan J.P. Taylor, Le origini della seconda guerra mondiale, Laterza, 2006, pag. 52).

Quindi secondo il principio di autodeterminazione dei popoli così solennemente sostenuto da Woodrow Wilson stesso, Danzica avrebbe dovuto far parte del territorio tedesco.

Invece essa fu tolta alla Germania.

Per quanto riguarda l’Italia, che era un alleato, ci fu un tradimento, come spiega Alan J.P. Taylor:

“La politica americana avrebbe contato meno se le grandi potenze europee fossero state di un solo avviso. Francia, Gran Bretagna e Italia costituivano una coalizione formidabile, nonostante la svalutazione che se ne fece dopo. Avevano retto contro la Germania, pur non riuscendo a sconfiggerla. L’Italia era la più debole delle tre, sia per risorse economiche che per coerenza politica; si era inoltre estraniata dai suoi alleati per il risentimento di non aver avuto la giusta parte delle spoglie belliche: non le era stata data la sua fetta di Impero ottomano, e fu poi gabbata, dopo molte lagnanze, con insignificanti concessioni coloniali. [il corsivo è mio]”

(ibid., pag. 60)

Questo tradimento fu opera di Wilson. E non ha alcuna rilevanza che gli USA non avessero firmato il Patto di Londra, che è del 1915. Non lo firmarono semplicemente perché entrarono in guerra più tardi, nel 1917. Ma è evidente che i patti si fanno per essere rispettati, se non li si rispetta si tratta di un tradimento.

Tradire un alleato è cosa etica e nobile? Eppure Wilson è noto per essere l’alfiere dell’idealismo politico.

E non è finita: Fiume, che non era compresa nel Patto di Londra, era una città di popolazione italiana. Eppure non fu data all’Italia, in contraddizione col principio di autodeterminazione dei popoli.

In definitiva, le decisioni concrete che Wilson prese alla fine della prima guerra mondiale non solo erano di per sé sbagliate, perché avrebbero chiaramente condotto a un nuovo conflitto armato, erano anche contrarie a tutto ciò che egli sosteneva teoricamente. Così al danno si unì anche la beffa, l’irrisione.

Come scrive giustamente Taylor:

“La pace di Versailles difettò fin da principio di validità morale.”

(ibid., pag. 54).

Così la “Vittoria mutilata” (espressione coniata da Gabriele D’Annunzio) non fu affatto un mito, come spesso erroneamente si ritiene, bensì fu un’evidente realtà. Infatti per quanto riguarda l’Italia, né venne applicato il Patto di Londra, né venne applicato il principio di autodeterminazione dei popoli.

E senza l’Impresa di Fiume da parte di D’annunzio (1919), ciò che si intende per fascismo non sarebbe mai nato. Infatti il Partito Nazionale Fascista fu fondato nel 1921. È vero che i Fasci italiani di combattimento nacquero qualche mese prima dell’Impresa di Fiume, ma se è per questo i Fasci di azione rivoluzionaria interventista nacquero nel 1914 e i Fasci dei lavoratori nel 1891. Il punto è che senza l’estetica del poeta Gabriele D’Annunzio, il fascismo sarebbe stato tutt’altra cosa e non avrebbe mai avuto l’enorme impatto sulle masse che invece ebbe.

Intendiamoci: se Fiume fosse stata assegnata all’Italia e/o se il Patto di Londra fosse stato rispettato, ossia se non ci fosse stata la “Vittoria mutilata”, il fascismo, con o senza D’Annunzio, non sarebbe mai sorto, come del resto è ben noto.

Comunque, come i fatti storici si svolsero, l’estetica di D’annunzio appare determinante. Infatti, come scrive Lucy Hughes-Hallett nella sua biografia di D’Annunzio (Lucy Hughes-Hallett, Gabriele d’Annunzio, Rizzoli, 2013), Mussolini imitò tutto ciò che il Vate aveva messo in scena nell’Impresa di Fiume: le camicie nere, il saluto romano, l’urlo «Eia, eia, eia, alalà!», i dialoghi con la folla, le parate in stile militare, ecc. ecc.

Insomma i modelli del fascismo, che furono poi copiati da Hitler (le camicie brune, il saluto nazista, ecc. ecc.).

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“L’Unione europea si fotta”

7 febbraio 2014

Leggo dal Fatto Quotidiano del 6 febbraio 2014:

«“L’Unione europea si fotta”, l’audio della diplomatica che imbarazza gli Usa
E’ la frase sfuggita a Victoria Nuland, massimo responsabile americnao per le relazioni con l’Ue, in una conversazione telefonica con l’ambasciatore americano a Kiev. Tra i primi sospettati ci sono i russi che commentavano l’episodio su Twitter prima che fosse reso pubblico

“Fuck the Eu”, letteralmente “l’Unione europea si fotta“: una frase sfuggita non a una persona qualunque, ma al massimo responsabile americano per le relazioni con il Vecchio Continente: la segretario di Stato aggiunto, Victoria Nuland, una delle vice del capo della diplomazia Usa John Kerry. La battutaccia alla Nuland è scappata nel corso di una telefonata con l’ambasciatore americano a Kiev, Geoffrey Pyatt, in cui si è discussa la possibilità di trovare un accordo tra il governo ucraino di Viktor Ianukovich e l’opposizione guidata dall’ex pugile Vitali Klitschko.

Peccato che la telefonata – che dovrebbe risalire alla fine di gennaio – sia stata intercettata, registrata e postata immediatamente e in maniera anonima su Youtube, facendo così il giro del mondo. E rischiando di provocare un incidente diplomatico non da poco tra Washington, Bruxelles e le altre capitali europee…

…Poi l’ex portavoce del Dipartimento di Stato non resiste e si lascia scappare la volgare battuta: “E per quel che riguarda l’Unione Europea… vada a farsi fottere”. Così, nell’imbarazzo generale, è dovuta intervenire addirittura la Casa Bianca per gettare acqua sul fuoco.»

http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/02/06/lunione-europea-si-fotta-laudio-della-diplomatica-che-imbarazza-gli-usa/872285/

E la Repubblica riporta:

«Diplomatica Usa insulta la Ue: “Si fotta”. E Washington accusa la Russia per l’audio rubato

Un caso da guerra fredda quello che coinvolge il vicesegretario di Stato Victoria Nuland. L’audio postato su YouTube e retwittato da alti funzionari di Mosca. Il portavoce del dipartimento di Stato: “Colpo basso dello spionaggio russo”

WASHINGTON – Da gaffe a caso diplomatico internazionale. In un audio, pubblicato da un sito russo e forse intercettato dal governo russo, l’assistente segretario di Stato per gli affari europei Usa, Victoria Nuland, parla con l’ambasciatore Usa a Kiev e si lascia andare a uno sfogo contro Bruxelles: “Fuck the Ue”, ovvero “l’Unione europea si fotta”. La Nuland è stata costretta a scusarsi, ma Washington ha ribaltato le accuse contro Mosca: “Certamente pensiamo che questo sia un nuovo colpo basso dello spionaggio russo”, ha detto il portavoce del Dipartimento di Stato, Jen Psaki.»

http://www.repubblica.it/esteri/2014/02/06/news/

victoria_nuland_unione_europea_russia_caso-77899831/

Non c’era bisogno che lo dicesse Victoria Nuland: noi europei l’avevamo già capito da soli che gli USA ci vogliono fottere (vedi i miei post precedenti).

Comunque la frase del vicesegretario di Stato Victoria Nuland è il perfetto epitaffio tombale sulle pretese USA di guidare l’Occidente e il mondo intero.

E accusare i russi di avere reso pubblica la frase ingiuriosa è il colmo del ridicolo. È questa la missione degli USA nel mondo, rovinare l’Europa e l’Occidente, tramando nell’ombra e censurando la stampa?

È questa l’American Mission?

Se è questa, il mondo non la vuole.

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Aspettando l’Europa

4 febbraio 2014

«Quanto al problema della devastante politica di austerity, la nuova impostazione che risulta dalla conclusione del Consiglio europeo di dicembre sembra finalmente di segno opposto. Si sta creando, anche attraverso l’attiva partecipazione del ministro Enzo Moavero, un sistema di “solidarietà europea per facilitare le riforme dei singoli Stati membri nelle aree chiave per lo sviluppo, l’occupazione e la competitività delle imprese”. Si arriverà così all’emissione di titoli europei (come gli eurobond a suo tempo voluti da Giulio Tremonti) e di garanzie nell’interesse di tutti gli Stati, compresa la Germania. Commissione e Consiglio si sono impegnati a elaborare un progetto e a presentarlo al Consiglio di ottobre 2014, durante la presidenza italiana.»

http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2014-02-02/l-europa-puo-salvarci-vuoto-leadership-081642.shtml?uuid=ABLsdxt&p=2

«Essere o non essere vera Europa? Ed Europa come e fino a dove e con o senza la Gran Bretagna? E poi restare, entrare o uscire dall’euro? E partendo dall’euro costruire o no una nuova architettura europea?
Gli interrogativi sul futuro dell’Unione a 28 si inseguono in tutte le sue capitali e fuori, disordinati e confusi, nei palazzi del potere e tra la gente a quattro mesi dalle elezioni europee, che rischiano di vedere l’impennata senza precedenti dei partiti euroscettici, e a cinque mesi dall’inizio della presidenza europea dell’Italia che per questo potrebbe finire a ballare sulle montagne russe...

Con la prossima nascita di un’unione bancaria che tale sarà forse solo tra 10-15 anni, quando forse la mutualizzazione dei rischi, dei diritti e dei doveri, non sarà più un tabù intangibile in Germania e nordici dintorni.»

http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2014-02-04/l-europa-prigioniera-se-stessa-064054.shtml?uuid=ABrzPJu

«VLADIMIR:

Well? Shall we go?

ESTRAGON:

Yes, let’s go.

They do not move.

Curtain.»

(Samuel Beckett, Waiting for Godot)

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