Posts Tagged ‘europeismo’

Paolo Savona, la Germania e la sua politica di potenza

25 maggio 2018

Ho sentito in TV che è in uscita un libro dell’economista Paolo Savona, che forse (speriamo) diventerà Ministro dell’Economia nel nascente governo sostenuto da Matteo Salvini e da Luigi Di Maio.

Questo libro, il cui titolo dovrebbe essere Come un incubo e come un sogno, stando alle anticipazioni riportate dalla stampa, dovrebbe riguardare anche la cosiddetta politica di potenza della Germania.

Ebbene, ho scritto su tale argomento sia nei miei due saggi di scienza politica, sia in questo blog:

«Comunque, se nel Seicento i tedeschi avessero avuto il buon senso di trattare gli Asburgo come gli inglesi trattarono nello stesso secolo gli Stuart (ossia con la prima e la seconda rivoluzione inglese), non ci sarebbero in seguito state né la prima, né la seconda guerra mondiale, la cui remota origine fu la Controriforma degli Asburgo, che distrusse l’unità politica del popolo tedesco e produsse in esso una palese volontà di potenza ipercompensatoria.»

Luigi Cocola, Il leviatano senza spada – Una teoria del popolo italiano e del Cristianesimo, 3° ed., 2012, lulu.com, pag. 33

«Per quanto riguarda la cultura tedesca e quella italiana, esse sono culture difettive. Di ciò ho scritto ampiamente altrove (18, 39).
Il difetto della prima è la mancanza di unità politica (Germania e Austria sono infatti due Stati separati), che ha generato in passato, e continua a generare anche oggi, una palese volontà di potenza ipercompensatoria, per il semplice motivo che in Europa, in assenza di barriere geografiche, l’impulso di coloro che parlano la stessa lingua a unirsi politicamente è irrefrenabile e inestirpabile…

…Bloccare il suddetto impulso significa renderlo ancora più forte e pervasivo, e il risultato, com’è tristemente noto, è quello di stimolare nella cultura tedesca micidiali fantasie di potenza.
La politica di Angela Merkel, ad esempio, è un’evidente politica di potenza, appena mascherata da buone maniere e da sorrisi di circostanza.»

Luigi Cocola, Le nuove forme dell’utopia: europeismo e multiculturalismo – Come e perché l’Occidente cerca ripetutamente di suicidarsi, 3° ed., 2013, lulu.com, pagg. 41-42

Vedi anche, su questo blog, questi due post:

Se lo Stato è indispensabile, bisogna non solo rigettare l’Unione Europea, ma anche attuare un’igiene politica degli Stati europei (28 dicembre 2012)

https://luigicocola.wordpress.com/2012/12/28/se-lo-stato-e-indispensabile-bisogna-non-solo-rigettare-lunione-europea-ma-anche-attuare-unigiene-politica-degli-stati-europei/

La volontà di potenza adleriana della cultura tedesca (27 febbraio 2013)

https://luigicocola.wordpress.com/2013/02/27/la-volonta-di-potenza-adleriana-della-cultura-tedesca/

Del resto questa volontà di potenza della Germania è dichiarata esplicitamente nell’inno nazionale tedesco, che inizia così:

“Deutschland, Deutschland über alles,
über alles in der Welt”

Vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2013/02/06/linno-nazionale-della-germania/

Anche un cretino capirebbe che è stato un enorme sbaglio fare della Germania il perno dell’Unione Europea.

L’ho scritto molte volte, l’élite mondialista è un’élite fuori di testa, contraria alla Ragione, anzi affetta da cretinismo europeista, e per giunta anche molto ignorante.

Copyright © 2018 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.

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Il Catechismo della Chiesa Cattolica è straordinariamente interessante

26 aprile 2018

Nel post precedente (del 22 aprile) ho riportato ciò che il Catechismo della Chiesa Cattolica scrive circa il millenarismo (676).

Quest’ultimo è esplicitamente condannato (“la Chiesa ha rigettato”), “anche sotto la sua forma mitigata”.

Inoltre è scritto (sempre nel 676): “soprattutto sotto la forma politica di un messianismo secolarizzato « intrinsecamente perverso ». 641”

641 è la nota che rimanda ad altri testi, in primis alla Lettera Enciclica Divini Redemptoris di Papa Pio XI, in cui viene condannato il “comunismo bolscevico“:

http://w2.vatican.va/content/pius-xi/it/encyclicals/documents/hf_p-xi_enc_19370319_divini-redemptoris.html

In altre parole, il Catechismo della Chiesa Cattolica, preparato da una commissione presieduta da Papa Ratzinger quando era ancora Cardinale e approvato da Papa Wojtyła, scrive in modo inequivocabile che il comunismo deriva dal millenarismo, è una forma di millenarismo.

È esattamente ciò che io ho scritto nella mia Teoria unificata delle ideologie antistato:

https://luigicocola.wordpress.com/2014/03/20/la-teoria-unificata-delle-ideologie-antistato/

Vedi anche:

https://luigicocola.wordpress.com/2015/02/12/le-tre-vie-delle-ideologie-antistato/

https://luigicocola.wordpress.com/2015/03/05/il-millenarismo-e-un-meme-egoista/

https://luigicocola.wordpress.com/2015/03/08/lapocalisse-e-lunione-europea/

Ci sono nel Catechismo della Chiesa Cattolica anche altre cose assolutamente interessanti, ma, purtroppo, devo sottolineare che oggi (26 aprile 2018) non si riesce a navigare nell’indice della versione italiana (si possono solo scaricare pdf parecchio pesanti), mentre il 22 aprile, quando ho scritto il post precedente, ciò si poteva fare benissimo:

http://www.vatican.va/archive/ccc_it/ccc-it_index_it.html

Si naviga ancora bene, invece, nell’indice delle versioni latina ed inglese:

http://www.vatican.va/archive/catechism_lt/index_lt.htm

http://www.vatican.va/archive/ENG0015/_INDEX.HTM

Ecco cos’altro ho trovato nel Catechismo della Chiesa Cattolica:

1) esso condanna palesemente non solo il comunismo, ma anche l’ultracapitalismo (in inglese ultra-capitalism), che, come ho sempre scritto, è il mezzo specifico del mondialismo (in inglese globalism):

«2425 The Church has rejected the totalitarian and atheistic ideologies associated in modem times with “communism” or “socialism.” She has likewise refused to accept, in the practice of “capitalism,” individualism and the absolute primacy of the law of the marketplace over human labor.206 Regulating the economy solely by centralized planning perverts the basis of social bonds; regulating it solely by the law of the marketplace fails social justice, for “there are many human needs which cannot be satisfied by the market.”207 Reasonable regulation of the marketplace and economic initiatives, in keeping with a just hierarchy of values and a view to the common good, is to be commended.»

http://www.vatican.va/archive/ENG0015/__P8C.HTM

Data di accesso: 26 aprile 2018

2) esso ritiene che lo Stato è necessario (proprio come scrive Karl Popper, mentre George Soros scrive il contrario, come ho mostrato in post precedenti):

«2431 The responsibility of the state. “Economic activity, especially the activity of a market economy, cannot be conducted in an institutional, juridical, or political vacuum. On the contrary, it presupposes sure guarantees of individual freedom and private property, as well as a stable currency and efficient public services. Hence the principal task of the state is to guarantee this security, so that those who work and produce can enjoy the fruits of their labors and thus feel encouraged to work efficiently and honestly…. Another task of the state is that of overseeing and directing the exercise of human rights in the economic sector. However, primary responsibility in this area belongs not to the state but to individuals and to the various groups and associations which make up society.”216»

http://www.vatican.va/archive/ENG0015/__P8D.HTM

Data di accesso: 26 aprile 2018

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Le lacrime di coccodrillo dell’élite mondialista

23 marzo 2016

Smentite le idiozie di Locke e di Rousseau sullo stato di natura

25 gennaio 2016

Un eccezionale ritrovamento di scheletri umani preistorici in Kenia, i resti degli scheletri di diversi cacciatori-raccoglitori risalenti all’inizio dell’Olocene, che presentano evidenti segni di morte violenta, dà la prova che: «warfare was part of the repertoire of inter-group relations among prehistoric hunter-gatherers».

Lo studio è stato pubblicato il 21 gennaio 2016 su Nature:

Inter-group violence among early Holocene hunter-gatherers of West Turkana, Kenya

M. Mirazón Lahr, F. Rivera, R. K. Power, A. Mounier, B. Copsey, F. Crivellaro, J. E. Edung, J. M. Maillo Fernandez, C. Kiarie, J. Lawrence, A. Leakey, E. Mbua, H. Miller, A. Muigai, D. M. Mukhongo, A. Van Baelen, R. Wood, J.-L. Schwenninger, R. Grün, H. Achyuthan, A. Wilshaw & R. A. Foley

«The nature of inter-group relations among prehistoric hunter-gatherers remains disputed, with arguments in favour and against the existence of warfare before the development of sedentary societies1, 2. Here we report on a case of inter-group violence towards a group of hunter-gatherers from Nataruk, west of Lake Turkana, which during the late Pleistocene/early Holocene period extended about 30 km beyond its present-day shore3. Ten of the twelve articulated skeletons found at Nataruk show evidence of having died violently at the edge of a lagoon, into which some of the bodies fell. The remains from Nataruk are unique, preserved by the particular conditions of the lagoon with no evidence of deliberate burial. They offer a rare glimpse into the life and death of past foraging people, and evidence that warfare was part of the repertoire of inter-group relations among prehistoric hunter-gatherers.[il corsivo è mio]»

http://www.nature.com/nature/journal/v529/n7586/full/nature16477.html

La notizia è stata ampiamente riportata dalla stampa, vedi per esempio qui:

Kenya, la prima strage di uomini della storia avvenne 10mila anni fa
La prova definitiva nel ritrovamento a Nataruk di resti di uomini, donne e bambini catturati e uccisi. E ci si interroga sulle origini della guerra

«Studio alimenta il dibattito sulle origini della guerra – Le origini della guerra sono un tema controverso, che tocca l’essenza della natura umana: siamo nati con la capacità innata di violenze organizzate, come i nostri cugini scimpanzè, o sono le circostanze che ci convincono a ricorrervi? Alcuni antropologi sostengono che la guerra è nata insieme al concetto di proprietà, a sua volta comparso quando gli uomini sono diventati sedentari e agricoltori. Ma il nuovo studio dimostrerebbe che la guerra esisteva già 10mila anni fa, quando l’uomo era ancora nomade.»

http://www.tgcom24.mediaset.it/mondo/kenya-la-prima-strage-di-uomini-della-storia-avvenne-10mila-anni-fa_2155766201602a.shtml

Il suddetto studio smentisce le idiozie di John Locke e di Jean-Jacques Rousseau sullo stato di natura, idiozie su cui sono basate le ideologie antistato come il mondialismo e l’europeismo, mentre conferma le tesi di Thomas Hobbes e di Charles Darwin, vedi infatti qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2014/07/05/la-menzogna-senza-fine-delloccidente/

https://luigicocola.wordpress.com/2012/10/23/il-mito-della-dannosita-dello-stato/

Oggi più che mai risulta evidente che il mondialismo e l’europeismo, ossia le ideologie antistato, sono contro la Ragione e la Weltanschauung scientifica, come del resto ho sempre sostenuto.

Copyright © 2016 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.

Il masochismo suicida delle donne occidentali

12 gennaio 2016

Chissà se le donne dell’Occidente mondialista, europeista e multiculturalista, dopo i crimini sessuali del Capodanno di Colonia compiuti dagli immigrati islamici ai danni delle donne tedesche, stanno incominciando a rendersi conto che le primissime vittime della folle politica di organizzare l’invasione del proprio territorio (come ho scritto in un post precedente) sono in effetti loro, le donne.

Non fra quarant’anni, non fra vent’anni, ma adesso, ora!

Se le donne occidentali capissero questa verità oggettiva incontrovertibile, dovrebbero immediatamente cadere tutti i governi dell’Occidente.

E Angela Merkel, Hillary Clinton, ecc. ecc., queste traditrici del proprio sesso, sarebbero immediatamente costrette a ritirarsi a vita privata.

Ma è evidente che le donne occidentali sono affette da masochismo suicida.

E chi ha deciso di suicidarsi senza un motivo reale (per esempio una malattia incurabile) è impermeabile alla logica.

Copyright © 2016 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.

La cultura dell’Occidente è una cultura apocalittica

26 settembre 2015

La cultura dell’Occidente è una cultura apocalittica in quanto la religione propria dell’Occidente è il Cristianesimo occidentale, ossia quello della Chiesa di Roma e delle Chiese nate dalla Riforma Protestante, e tale religione è una religione dichiaratamente apocalittica: l’ultimo libro del Nuovo Testamento è l’Apocalisse di Giovanni.

È vero che dal Medio Evo fino ad oggi il millenarismo, la dottrina nata dall’Apocalisse di Giovanni, ossia la credenza dell’imminente instaurazione di un Regno di Cristo e dei giusti sulla terra della durata di mille anni prima del giudizio universale, è stato rifiutato dalla Chiesa di Roma, ma tale rifiuto non può essere completo e definitivo, in quanto non è possibile rifiutare completamente e definitivamente l’ultimo libro del Nuovo Testamento.

E infatti Papa Bergoglio, come ho mostrato in diversi post precedenti, è un papa apocalittico-millenarista perfino nel nome scelto: Francesco.

Il Cristianesimo orientale evita di essere una religione apocalittica grazie al cesaropapismo, ossia al geniale stratagemma inventato da Costantino il Grande di subordinare la Chiesa allo Stato, che di fatto neutralizza completamente il millenarismo insito nel Cristianesimo.

E non bisogna confondere, come taluni purtroppo fanno, il millenarismo, che è un fenomeno tipicamente cristiano, con la religione ebraica, con la religione islamica e perfino con il nazismo (!!!).

Solo il Cristianesimo, infatti, ha come scopo l’eliminazione dello Stato:

«Poi vidi il cielo aperto, ed ecco un cavallo bianco; colui che lo cavalcava si chiamava Fedele e Veritiero: egli giudica e combatte con giustizia.
I suoi occhi sono come una fiamma di fuoco, ha sul suo capo molti diademi; porta scritto un nome che nessuno conosce all’infuori di lui. È avvolto in un mantello intriso di sangue e il suo nome è: il Verbo di Dio. Gli eserciti del cielo lo seguono su cavalli bianchi, vestiti di lino bianco e puro. Dalla bocca gli esce una spada affilata, per colpire con essa le nazioni. Egli le governerà con scettro di ferro e pigerà nel tino il vino dell’ira furiosa di Dio, l’Onnipotente.»

Giovanni, Apocalisse, 19, 11-15, Bibbia CEI 2008

Quest’idea peregrina di trovare sempre le stesse strutture in qualunque campo, in qualunque aspetto delle culture umane, è uno strutturalismo esagerato, uno strutturalismo ad oltranza, o meglio ancora: un cretinismo strutturalista.

Copyright © 2015 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.

Lo psicodramma dell’Occidente: il vissuto rimosso che ritorna

22 settembre 2015

Da parecchi anni ormai l’Occidente sta vivendo uno psicodramma: il vissuto di mille e cinquecento anni fa, ossia la caduta dell’Impero romano d’Occidente, rimosso per secoli e secoli nel suo inconscio collettivo, è ritornato prepotentemente e guida le sue azioni.

Le guida incarnato in una ideologia ufficialmente negata: il mondialismo (in francese mondialisme, in inglese globalism), che vuole instaurare un Nuovo Ordine Mondiale.

La cavia del mondialismo è l’Europa, dove questa ideologia può anche essere chiamata europeismo.

Uso il termine di “cavia” a ragion veduta: l’Europa farà la fine delle cavie da esperimento.

Infatti l’attuale disastro europeo è l’effetto diretto del mondialismo.

Lo scopo del mondialismo/europeismo è ripetere quello che venne fatto mille e cinquecento fa (la classica coazione a ripetere): abbattere ciò che l’Apocalisse di Giovanni chiama “Babilonia”, “la grande prostituta”, ossia la Roma delle persecuzioni cristiane→lo Stato romano→lo Stato tout court.

Tale vissuto apocalittico, l’eliminazione dello Stato, che fu il mezzo usato vittoriosamente dal Cristianesimo per eliminare lo schiavismo romano (e per questo motivo noi, statisticamente quasi tutti discendenti di schiavi, dobbiamo essergli estremamente grati), è depositato nell’inconscio collettivo dell’Occidente.

Esso venne represso dalla Chiesa di Roma dal Medio Evo fino a oggi, ma continuò a fluire sotterraneamente come un fiume carsico e (come ho mostrato più volte) da John Locke in poi si svincolò dalla religione e assunse dignità filosofica, affiorando dapprima nell’opera di Rousseau e infine riemergendo con forza nelle ideologie antistato dell’Ottocento: l’anarchismo e il comunismo.

Nel Novecento queste due ideologie antistato sono miseramente fallite, ma ovviamente ciò non ha ucciso il vissuto antistato dell’Occidente, il cui fluire è oggi più impetuoso che mai.

Così, all’alba del nuovo secolo, esso si mostra in tutta la sua hybris, sotto forma di mondialismo/europeismo/multiculturalismo, ciò che costituisce la via ultracapitalista delle ideologie antistato.

E la Chiesa di Roma oggi ha disotterrato l’ascia di guerra, è (ri)diventata apocalittica con Papa Bergoglio, che non a caso ha assunto il nome di Francesco: nel XIII secolo San Francesco d’Assisi fu considerato l’iniziatore dell’Età dello Spirito Santo preconizzata da Gioacchino da Fiore, il noto millenarista medievale.

Naturalmente tutto questo non è fatto con consapevolezza e razionalità: è il vissuto antico dell’Occidente che si ripete coattivamente, e che agisce in noi, esseri umani del XXI secolo, inconsciamente, automaticamente e senza nessuna speranza di raggiungere uno scopo razionale, perché quello originario, la liquidazione del sistema schiavistico romano, è stato già raggiunto e con estremo successo.

Non c’è nessun altro scopo razionale: resta soltanto una coazione a ripetere senza senso.

Ecco perché gli occidentali sembrano aver perso il ben dell’intelletto e sono giudicati dal resto del mondo alla stregua di pazzi e malvagi.

Copyright © 2015 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati

Nell’UE la politica è morta

4 settembre 2015

Leggo sul Secolo d’Italia del 4 settembre 2015 l’articolo Sui clandestini l’Europa si spacca. L’ungherese Orban guida i ribelli:

Orban è contro l’accoglienza concessa ai rifugiati, «principalmente musulmani»
Prontissima la risposta della cristiano-democratica Angela Merkel: «Se pensiamo ai valori cristiani, allora credo che sia importante difendere la dignità di ogni essere umano là dove è in pericolo». Stessa risposta è arrivata anche dal presidente del Consiglio europeo, il polacco Donald Tusk: «Per me essere cristiano nella vita sociale significa avere dei doveri verso i fratelli in difficoltà».”

http://www.secoloditalia.it/2015/09/immigrazione-orban-europa/

Ebbene, occorre prendere atto che nell’Unione Europea la politica è morta, perché ormai si identifica totalmente con la religione (cristiana).

L’etica della responsabilità, che dovrebbe essere secondo Max Weber l’etica propria della politica, è stata sostituita dall’etica propria della religione: l’etica della convinzione.

È la morte della politica, è la vittoria del millenarismo, è il Secondo Medio Evo.

Copyright © 2015 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.

L’Occidente non ha più guide? Falso

2 settembre 2015

Leggo un articolo di Francesco Alberoni sul Giornale del 30 agosto 2015:
L’Occidente non ha più né guide né difensori
L’invasione degli islamici avviene nel disinteresse dell’Europa e degli Usa

http://www.ilgiornale.it/news/politica/loccidente-non-ha-pi-n-guide-n-difensori-1164614.html

In esso Alberoni scrive:

«Il mondo libero non ha più una guida. Non costituiscono più una guida gli Usa che hanno tradito l’Europa, si sono posti in competizione con la Russia e pensano solo a fare affari con gli islamici. Non lo sono i leader europei compreso Renzi, che sembrano storditi, instupiditi, incapaci perfino di capire cosa succede. Non lo è la Germania, preoccupata solo di recuperare i crediti greci e di impadronirsi dei suoi porti e delle sue isole. Non lo è più nemmeno la Chiesa che ha un Papa anticapitalista e terzomondista favorevole all’invasione afro-islamica dell’Europa.»

Non la penso affatto come Alberoni: c’è senz’altro un palese sgretolamento dell’Occidente, che è facile presumere esiti nel suo completo collasso, nel suo catastrofico dissolvimento, che ho chiamato Secondo Medio Evo, ma la causa di tutto ciò non consiste nell’assenza di guide.

Tutt’altro: sono proprio le guide dell’Occidente a condurlo attivamente al disastro.

Il mio pensiero è che il Secondo Medio Evo sia (o meglio sarà) l’effetto del millenarismo cristiano, incarnato attualmente dal mondialismo (o globalismo), dall’europeismo e dal multiculturalismo, vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2015/02/12/le-tre-vie-delle-ideologie-antistato/

e qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2015/03/05/il-millenarismo-e-un-meme-egoista/

Insomma, non è che l’Occidente non abbia più una guida, una élite, ce l’ha, eccome se ce l’ha, ma purtroppo essa è animata dal millenarismo cristiano, essa vuole distruggere lo Stato (che è un universale culturale, come il tabù dell’incesto e i riti funebri), ubbidendo così alla prescrizione dell’Apocalisse di Giovanni.

Ho avanzato questa mia tesi da parecchio tempo ormai, ma sembra che nessuno l’abbia ancora accettata, almeno in modo esplicito.

Per comprenderla, sono basilari due semplici concetti:

1.Si tratta dello scenario tipico dell’ideologia: che è quello di essere negata da chi vive all’interno di essa.

https://luigicocola.wordpress.com/2015/03/11/loccidente-contro-il-resto-del-mondo/

Può essere utile fare un esperimento mentale, ossia immaginare di uscire fuori dall’ideologia e di guardarla come se si guardasse un paesaggio, un oggetto.

Se l’esperimento mentale riesce, ciò che ci appariva come vero, all’improvviso ci apparirà come falso.

Prima era impossibile accorgersene, perché non vedevamo niente altro che l’ideologia.

2. “La causa del disastro europeo si trova nell’inconscio collettivo dell’Occidente.

È qui che è depositato l’antico imperativo cristiano (dell’Apocalisse di Giovanni) di distruggere lo Stato romano, di distruggere la Roma delle persecuzioni cristiane.

Tale imperativo inconscio agisce sulla coscienza degli occidentali: così sono nate le ideologie antistato quali l’anarchismo, il comunismo, l’europeismo, il multiculturalismo, il mondialismo e così nasce l’adesione popolare a tali ideologie.”

https://luigicocola.wordpress.com/2015/07/20/il-disastro-europeo-e-linconscio-collettivo-delloccidente/

Occorre capire che in tutte le culture, e quindi anche nella cultura occidentale, esistono, oltre ai memi palesi, anche memi inconsci, i quali sono depositati nell’inconscio collettivo di una determinata cultura.

I memi inconsci, essendo appunto inconsci, possono essere molto pericolosi, perché inevitabilmente agiscono sulla coscienza dei singoli individui di quella determinata cultura, ma lo fanno in modo inconscio, automatico, acritico e potente.

Copyright © 2015 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.

Cos’è che ci ha salvato dal trionfo del mondialismo?

31 luglio 2015

Il mondialismo è attualmente fallito perché è stato bloccato dalla Russia, dalla Cina e dagli altri paesi non occidentali.

Questo è stato riconosciuto perfino dal Rapporto ISPI 2015, In mezzo al guado – Scenari globali e l’Italia, come ho scritto qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2015/03/18/il-rapporto-ispi-2015-riconosce-il-fallimento-del-mondialismo/

e qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2015/03/21/ancora-sul-rapporto-ispi-2015/

Certo, l’Europa è a tutt’oggi nel disastro europeo causato dal mondialismo, si trova in una tragica condizione, nel pieno di quest’ideologia antistato che la sta distruggendo.

Ma intanto il mondialismo è stato bloccato.

E da che cosa è stato bloccato?

È stato forse bloccato da quel tradizionalismo tanto caro a Dugin e alla destra italiana?

Ma neanche per sogno!

È stato bloccato dalle atomiche di Putin.

Dalla spada di Putin.

Non è con le prediche oscurantiste che si vince nel mondo reale, nella storia.

L’Occidente ha costruito nei secoli il suo eccezionale successo sulla punta della spada, ovvero sulle armi sempre più potenti che gli ha fornito la Ragione.

E la destra italiana vorrebbe rimpiazzare quest’ultima con il tradizionalismo?

Questo è il frutto avvelenato dell’incapacità totale di capire la storia, dell’incapacità totale di interpretare il mondo.

P.S.: Dugin dovrebbe ringraziare il cielo di vivere nell’epoca del benevolo Putin. Se egli fosse vissuto in quella di Pietro il Grande, avrebbe certamente avuto, come dire, seri problemi di sopravvivenza. Com’è noto, Pietro il Grande combatté con mezzi estremi il tradizionalismo e portò di forza la Russia nella modernità.

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DN-SC-96-00521

Il sommergibile nucleare d’attacco Akula in superficie
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