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Germania e Olanda bloccano l’ingresso di Romania e Bulgaria in Schengen

12 aprile 2013

Dal Mitte (quotidiano italiano di Berlino) dell’8 marzo 2013:

«Il grande veto tedesco: no a rumeni e bulgari in Schengen

di Maura Nardacci

Romania e Bulgaria dovranno attendere la fine del 2013 per poter discutere nuovamente la possibilità del loro ingresso nello “spazio Schengen“: ieri durante la riunione dei Ministri dell’Interno e della Giustizia dei paesi membri dell’UE, Germania ed Olanda si sono opposte alla loro adesione al trattato.

L’ingresso della Bulgaria e della Romania nello spazio Schengen, a seguito della firma dell’omonimo trattato, garantirebbe la libera circolazione dei cittadini romeni e bulgari all’interno dei confini di tutti i paesi parte dell’accordo. Le paure legate all’immigrazione clandestina e all’aggravarsi della crisi economica a seguito dell’afflusso di una massa immigrati che andrebbero ad ingrossare le fila dei disoccupati e, soprattutto, dei beneficiari del welfare, hanno portato alla ferma opposizione di Olanda e Germania.»

http://www.ilmitte.com/germania-veto-romania-bulgaria-schengen/

È l’ennesimo segnale che l’utopia europeista sta per crollare e per finire nella spazzatura della storia.

Voglio anche ricordare, visto che la Germania può fare quello che le pare e l’Italia evidentemente no, ciò che scrissi in un vecchio post:

«Quindi, volendo abolire in Europa lo Stato, verrà abolita anche la democrazia, come in effetti sta vistosamente e palesemente accadendo.

Una democrazia senza Stato (così come una giustizia senza Stato) può esistere, parodiando Shakespeare, soltanto nei sogni dei nostri filosofi.

In assenza dello Stato ci ritroviamo, come spiega Thomas Hobbes, in una “guerra di tutti contro tutti” (Thomas Hobbes, De cive, Editori Riuniti, 1979, pag. 73 e pag. 87), nella quale ovviamente vincono i più forti: la Germania, le banche, la finanza internazionale, i ricchi.»

https://luigicocola.wordpress.com/2012/11/10/lignoranza-della-scienza-politica-contagia-anche-wikipedia/

Vedi anche:

https://luigicocola.wordpress.com/2012/08/05/domanda-cose-la-democrazia/

Copyright © 2013 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.

La metà degli Stati dell’UE ha sfiducia in quest’ultima

9 aprile 2013

Da un sondaggio (fonte: Eurobarometro 2012) pubblicato in rete il 22 Marzo 2013 dall’ISPI (Istituto per gli Studi di Politica Internazionale) risulta che le percentuali di sfiducia nell’Unione Europea, suddivise per paese, sono, in ordine decrescente, le seguenti:

1) Regno Unito: 73%

2) Grecia: 68%

3) Spagna: 62%

4) Francia: 60%

5) Irlanda: 60%

6) Austria: 59%

7) Germania: 57%

8) Portogallo: 56%

9) Slovenia: 56%

10) Repubblica Ceca: 55%

11) Olanda: 51%

12) Lituania: 51%

13) Svezia: 51%

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Finlandia: 50%

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Italia: 49%

ecc. ecc.

Vedi qui:

http://www.ispionline.it/it/articoli/articolo/europa/gli-euroscettici-europa-background

Dato che i paesi che presentano percentuali inferiori al 50% sono in tutto tredici (Italia, Belgio, Lussemburgo, Danimarca, Polonia, Slovacchia, Ungheria, Romania, Bulgaria, Malta, Cipro, Estonia, Lettonia), è corretto affermare che nel 2012 la metà dei paesi dell’Unione Europea aveva sfiducia in quest’ultima (non considerando la Finlandia, dove la situazione è di parità).

Inoltre, appare molto probabile che attualmente, cioè nell’aprile 2013, il numero dei paesi UE che ha sfiducia nei riguardi dell’Unione Europea sia aumentato (almeno Cipro, tanto per fare un esempio).

La storia sta per eliminare l’utopia europeista.

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Essere per lo Stato non vuol dire essere antinglesi e antiamericani

27 luglio 2012

In alcuni di coloro che auspicano l’uscita dall’euro e il ripristino dello Stato (quello vero, lo Stato sovrano, non le parodie di Stato che ci sono oggi in Europa) è possibile notare un certo atteggiamento antinglese e antiamericano, più o meno pronunciato.

Ciò, sul piano della ragione, è assurdo.

Gli inglesi sono notoriamente euroscettici: infatti non hanno accettato l’euro e si sono tenuti ben stretta la loro sterlina.

Gli statunitensi, poi, hanno un’idea estremamente salda dello Stato e della sua sovranità (chi s’immagina il contrario, semplicemente non li conosce). Del resto anche gli inglesi la pensano così.

Non che nel Regno Unito o negli Stati Uniti d’America non esistano pazzi, illusi e sognatori (“You may say I’m a dreamer…” cantava John Lennon nel suo inno alla fratellanza universale e all’anarchismo, prima di morire ammazzato in mezzo alla strada).

Ma essi non riescono a influenzare in modo significativo la loro politica nazionale, ciò che invece, purtroppo, accade altrove, perfino nella grande e gloriosa cultura francese, la cultura che con Carlo Martello, il nonno di Carlo Magno, salvò l’intero Occidente nel 732, vincendo la battaglia di Poitiers (nota anche come battaglia di Tours) contro gli islamici.

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