Posts Tagged ‘false song of globalism’

La miserabile censura mondialista di Wikipedia in lingua italiana

8 giugno 2017

Ho scritto più volte che Wikipedia in lingua italiana non ha la voce “globalismo” (o “mondialismo”), vedi p.e. qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2016/01/21/la-propaganda-mondialista-italiana-nega-levidenza/

In questo post del 2016 avevo riportato l’elenco delle lingue in cui la suddetta voce di Wikipedia era presente.

Ultimamente si è aggiunta la lingua cinese.

Quindi in data odierna (8 giugno 2017) è questo l’elenco delle lingue in cui è presente su Wikipedia la voce “globalismo” (o “mondialismo”):

Català
Deutsch
English
Español
فارسی (Persian)
Français
한국어 (Korean)
Հայերեն (Armenian)
Bahasa Indonesia
Қазақша (Kazakh)
日本語 (Japanese)
پښتو (Pashto)
Polski
Português
Română
Русский (Russian)
Српски / srpski (Serbian)
Українська (Ukrainian)
中文 (Chinese)

https://en.wikipedia.org/wiki/Globalism

Come si può notare, ci sono tutte le principali lingue del mondo tranne l’italiano.

Ecco Donald Trump che pronuncia la parola “globalism”:

«We will no longer surrender this country, or its people, to the false song of globalism.

The nation-state remains the true foundation for happiness and harmony. I am skeptical of international unions that tie us up and bring America down, and will never enter America into any agreement that reduces our ability to control our own affairs.»

https://www.donaldjtrump.com/press-releases/donald-j.-trump-foreign-policy-speech

Copyright © 2017 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.

Anche Zbigniew Brzezinski è morto

3 giugno 2017

Dopo David Rockefeller è morto anche Zbigniew Brzezinski (26 maggio 2017).

Ecco un brano di un suo libro del 1970, Between Two Ages:

«Yet it is generally true, as the author of a suggestive paper notes, that “the vision and objectives of society [have] changed. Today a new concept of man and his world is challenging the concepts of the Renaissance which have guided man’s behavior for the past five hundred years.” The nation-state as a fundamental unit of man’s organized life has ceased to be the principal creative force [il neretto è mio]: “International banks and multinational corporations are acting and planning in terms that are far in advance of the political concepts of the nation-state.” 44 [44. A. Barber, The 20th Century Renaissance, private paper, Institute of Politics and Planning, Washington, D.C., 1968, pp. 1, 8.]»

Zbigniew Brzezinski, Between Two Ages. America’s Role in the Technetronic Era, The Viking Press, 1970, pag. 28

https://archive.org/details/pdfy-z5FBdAnrFME2m1U4

«Lo stato-nazione come unità fondamentale della vita organizzata dell’uomo ha cessato di essere la principale forza creativa», questo scrive Zbigniew Brzezinski, citando inoltre virgolettati di A. Barber.

Questo brano conferma pienamente la definizione del mondialismo (o globalismo, o internazionalismo liberale, o internazionalismo di David Rockefeller) che ho dato più e più volte in questo blog: è l’ideologia che vuole eliminare lo Stato dalla faccia della terra usando come mezzo specifico l’ultracapitalismo.

Come ho scritto più e più volte, la prescrizione di eliminare lo Stato (il quale è sempre esistito, non è affatto un’invenzione rinascimentale di cinquecento anni fa, come credono o fanno finta di credere Barber e Brzezinski) è un concetto neotestamentario che si trova (solo e unicamente!) nell’Apocalisse di Giovanni, vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2017/05/30/sul-puritanesimo-costanzo-preve-ha-torto/

e qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2012/08/10/ma-lo-stato-e-sempre-esistito-oppure-e-uninvenzione-recente/

Come ho già scritto in un vecchio post, se noi andiamo a vedere la bandiera dell’Unione Europea, troviamo la conferma che tutto ciò nasce dall’Apocalisse di Giovanni:

«Un segno grandioso apparve nel cielo: una donna vestita di sole, con la luna sotto i suoi piedi e, sul capo, una corona di dodici stelle. Era incinta, e gridava per le doglie e il travaglio del parto.»

Apocalisse di Giovanni, 12, 1-2, Bibbia CEI 2008

Vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2015/03/08/lapocalisse-e-lunione-europea/

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Luttwak: non riusciranno a buttar giù Trump

1 giugno 2017

Leggo su lookoutnews.it un’intervista molto interessante di Luciano Tirinnanzi a Edward Luttwak (31 maggio 2017):

L’America di Trump, dal “Russiagate” alla Merkel. Intervista a Edward Luttwak
La presidenza repubblicana vista dagli occhi del celebre politologo, già consulente strategico del governo degli Stati Uniti. «Non c’è modo di fermare Trump. Ivanka il prossimo presidente»

«Il presidente è alle prese con il cosiddetto “Russiagate”, ma da dove originano le accuse contro Trump e il suo staff, che lo vorrebbero troppo vicino a Mosca?

Sa come si chiama questo? Post-traumatic election disorder. I democratici, e l’opposizione più in generale, sono ancora traumatizzati dalla vittoria di Donald Trump e dalla maniera con cui ha vinto le elezioni. Tutti i commentatori politici erano convinti che avrebbe perso amaramente e che, con lui alla testa dei repubblicani, il partito ne sarebbe uscito distrutto. Invece, Trump non solo ha trionfato, ma ha fatto guadagnare al partito repubblicano sia il Senato che la Camera, e gli ha dato persino due nuovi governatori, cosa che ha permesso al Grand Old Party di raggiungere un numero record di governatori nella storia repubblicana. Solo a quel punto, i democratici hanno compreso quanto i loro calcoli fossero stati sbagliati. La vittoria di Trump, perciò, non è stata ancora digerita dall’élite di Washington, che resta in stato di choc e tenta disperatamente di usare i peggiori metodi del maccartismo (il clima esasperato di sospetto per attività anti-americane e comuniste generatosi nel secondo dopoguerra, ndr).

È questo ad aver generato il caos politico di cui siamo spettatori?

Intorno alla figura di Trump è stata messa in piedi una congiura ed è stata costruita una teoria che lo vorrebbe un agente di Vladimir Putin, secondo una sceneggiatura degna di Hollywood. Ragion per cui ogni contatto di qualsiasi persona vicina al presidente con qualsivoglia russo e in qualsiasi tempo, costituirebbe un comportamento sospetto, se non addirittura delittuoso. In breve, vogliono criminalizzarlo. Ma per simili accuse servono prove solide, mentre qui di prove non ce ne sono. Quindi, dopo tanti discorsi, alla fine tutti gli accusatori di Trump saranno obbligati ad ammettere che non hanno niente di concreto contro di lui. Il cosiddetto “Russiagate”, in definitiva, è una manifestazione isterica che si risolverà tra poco tempo e non avrà alcuna conseguenza o impatto sull’Amministrazione. Donald Trump semplicemente non può essere rimosso [il neretto è mio]…

…Vincendo le elezioni di midterm dopo la rielezione, potrà preparare il terreno per la figlia Ivanka, che diventerà così la prima donna presidente d’America [il neretto è mio] e che è già in apprendistato alla Casa Bianca, dove non a caso ha un proprio ufficio. Questa è anche la ragione per cui l’élite americana tenta di buttarlo giù con ostinazione.»

http://www.lookoutnews.it/trump-edward-luttwak-intervista/

Come si può notare, Edward Luttwak, senza mai nominare in quest’intervista il punto nodale della situazione, e cioè lo scontro acerrimo tra il globalismo (l’élite di Washington) e il nazionalismo (Donald Trump), accetta tranquillamente che vinca quest’ultimo, anzi parla di Ivanka Trump come 46° Presidente USA dopo il doppio mandato del padre.

Altro che Mark Zuckerberg!

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Ariana Grande: i am so so sorry

24 maggio 2017

Ariana Grande dopo la vittoria di Donald Trump:

Ariana Grande dopo l’attentato di Manchester:

Gli Stati Uniti sono una democrazia fallita?

16 maggio 2017

Sta divampando negli Stati Uniti d’America il conflitto tra l’élite globalista e il popolo, quel popolo che ha eletto legalmente, liberamente e democraticamente Donald Trump come suo 45° Presidente.

«We the People of the United States», così inizia la United States Constitution, come si può vedere in questa foto:

L’élite globalista non ha accettato il risultato delle elezioni legali, libere e democratiche, vuole calpestare la Costituzione, vuole eliminare Donald Trump, e ciò sia per tiranneggiare il popolo, sia per imporre al popolo il delirio culturale del globalismo, delirio culturale da cui essa è posseduta, mentre invece il popolo, eleggendo Donald Trump («Americanism, not globalism, will be our credo»), ha rifiutato nettamente questo delirio culturale, dimostrando assai più buon senso e capacità di giudizio della sua élite.

I fatti dimostrano, a un ritmo sempre più crescente, che l’élite globalista non si fermerà finché non avrà eliminato Donald Trump o con l’impeachment (vedi il caso Nixon) o con l’assassinio (vedi il caso Kennedy).

David Rockefeller, il capo indiscusso dell’élite globalista USA, è morto, ma hanno preso il suo posto altri capitalisti globalisti: George Soros, Mark Zuckerberg, Jeff Bezos, ecc. ecc.

Ecco cosa scrisse David Rockefeller nella sua autobiografia:

«Some even believe we are part of a secret cabal working against the best interests of the United States, characterizing my family and me as “internationalists” and of conspiring with others around the world to build a more integrated global political and economic structure – one world, if you will.

If that’s the charge, I stand guilty, and I am proud of it.»

(David Rockefeller, Memoirs, Random House, 2003, pag. 405)

Chi protegge, con il potere della forza fisica, questi capitalisti globalisti, che sono nemici giurati del popolo e perciò nemici giurati degli United States, come lo fu, per sua stessa confessione scritta, David Rockefeller?

L’FBI? LA CIA? Chi???

Siamo in un momento paradossale della storia: il popolo americano ha internet, un mezzo potentissimo di democrazia che i Founding Fathers neanche si sognavano, eppure essi, tra mille difficoltà, riuscirono a produrre la United States Declaration of Independence e la United States Constitution.

Possibile che il popolo americano di oggi non abbia neanche la forza di far rispettare ciò che i Founding Fathers produssero?

Se i capitalisti globalisti riuscissero a eliminare, in un modo o nell’altro, Donald Trump, vorrebbe dire, in modo assolutamente definitivo, che gli Stati Uniti d’America sono una democrazia fallita.

E che quindi la United States Declaration of Independence e la United States Constitution sono soltanto vecchi pezzi di carta, senza valore alcuno.

E anche che il popolo USA è condannato alla povertà, come previsto dal delirio culturale del globalismo, vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2016/08/17/tre-caratteristiche-necessarie-del-mondialismo/

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Perché James Comey non si dimette?

23 marzo 2017

Ecco alcuni articoli di giornali italiani su questo argomento (quello della Repubblica l’ho citato nel precedente post):

Yes We Scan, il team di Trump intercettato da Obama

“«Incidental collections», «intercettazioni accidentali»: le comunicazioni del presidente degli Stati uniti, Donald Trump, potrebbero essere state raccolte in modo «accidentale» dall’intelligence statunitense durante la transizione, ovvero il periodo tra la vittoria alle elezioni e l’insediamento alla Casa bianca. Ssecondo il capo della Intelligenge House Committee degli Usa, il repubblicano della California Devin Nunes, il team di transizione di Donald Trump sarebbe stato monitorato da Obama nel periodo che va dallo scorso novembre, fino al febbraio 2017. Le «intercettazioni» sarebbero legali e sperse tra i vari report dell’intelligence e sarebbero frutto di un caso. Di certo però a essere monitorati sarebbero state le prime telefonate ai leader stranieri di Donald Trump da inquilino della Casa bianca, per quanto ancora non insediatosi.

Significherebbe, se la notizia fosse vera e verificata, che Donald Trump e la sua squadra sarebbero stati intercettati, per quanto in modo legale, secondo Nunes, ben dopo l’elezione di alla presidenza americana…

…Nunes ha quindi sottolineato che si tratterebbe di attività legali. Alla domanda sulla possibilità che Trump sia stato «spiato», Nunes ha risposto che bisognerebe prima capirsi su cosa si intenda per «spiare» [il neretto è mio].”

https://ilmanifesto.it/yes-we-scan-il-team-di-trump-intercettato-da-obama/

Barack Obama potrebbe realmente aver intercettato Trump
Dopo alcune settimane passate dalle accuse da parte dell’attuale Presidente degli Stati Uniti d’America, arrivano le prime fonti che confermerebbero quanto dichiarato da Trump sulle intercettazioni messe in atto dall’amministrazione Obama

“…Trump aveva scagliato questa pesante accusa ad inizio marzo, quando via Twitter ebbe a dire: “Ho appena scoperto che Obama aveva ‘intercettato’ la Trump Tower poco prima della vittoria”. E ancora: “Non hanno trovato nulla. Questo è puro maccartismo”. Le pesanti accuse del presidente attuale verso Barack Obama non erano passate sottotraccia, ma anzi avevano suscitato un coro di voci scandalizzate provenienti dalla maggior parte dei media tradizionalmente a trazione democratica. Barack Obama, insomma, era e resta intoccabile per molti. Il direttore del Federal Bureau of Investigation (Fbi), James Comey, poi, aveva completamente smentito dinanzi al Senato l’ipotesi decantata da Trump [il neretto è mio]. Ieri, però, il colpo di scena. Nunes, nello specifico, avrebbe dichiarato rispetto le telefonate di Trump che: “possono essere state ascoltate dagli investigatori attraverso una intercettazione accidentale”…”

http://www.ilgiornale.it/news/mondo/barack-obama-potrebbe-realmente-aver-intercettato-trump-1378238.html

CLAMOROSO / EMERGONO LE PROVE: OBAMA HA DAVVERO DATO ORDINE DI SPIARE LO STAFF DI TRUMP IN CAMPAGNA ELETTORALE

“WASHINGTON – Le agenzie di intelligence statunitensi hanno davvero intercettato figure della campagna elettorale di Donald Trump e del suo team di transizione presidenziale. Lo ha dichiarato ieri, nel corso di una conferenza stampa a dir poco esplosiva, il direttore della commissione Intelligence della Camera dei rappresentanti, il repubblicano Devin Nunes.

Il presidente Usa, Donald Trump, aveva scatenato un putiferio all’inizio di marzo, denunciando via Twitter l’intercettazione sua e della sua campagna elettorale per ordine del suo predecessore, Barack Obama: “Ho appena scoperto che Obama aveva ‘intercettato’ la Trump Tower poco prima della vittoria”, aveva scritto il presidente. “Non hanno trovato nulla. Questo e’ puro maccartismo”. Le accuse di Trump, non circostanziate, avevano suscitato incredulita’ all’inizio, e scandalo poi, sino a questa settimana, quando il direttore del Federal Bureau of Investigation (Fbi), James Comey, ha categoricamente smentito di fronte al Senato che l’amministrazione Obama abbia mai ordinato la sorveglianza di Trump e dei suoi collaboratori, neanche indirettamente, tramite un mandato Fisa (Foreign Intelligence Surveillance Act)

…Lo scenario e’ completamente mutato ieri: dopo una visita lampo alla Casa Bianca, Nunes ha annunciato “sviluppi significativi”: “Informazioni sottoposte alla mia attenzione attestano che in numerose occasioni l’intelligence ha incidentalmente raccolto informazioni in merito a cittadini statunitensi coinvolte nella transizione del presidente Trump”. Col termine “incidentale”, Nunes pare confermare che l’amministrazione Obama avesse effettivamente richiesto e ottenuto l’intercettazione di diplomatici stranieri – primo tra tutti, l’ambasciatore russo negli Usa – per verificare eventuali contatti tra la campagna di Trump e il Cremlino.

Non e’ tutto: secondo Nunes, l’agenzia che ha effettuato le intercettazioni – quasi certamente l’Fbi – ha raccolto “dettagli relativi a cittadini statunitensi legati all’amministrazione presidenziale prossima all’insediamento”. Queste informazioni, “di poca o nulla rilevanza apparente per l’intelligence”, sono state nondimeno “ampiamente disseminate tra le varie agenzie della comunita’ d’intelligence statunitense”: una distribuzione di informazioni riservate che l’amministrazione Obama ha autorizzato con un decreto a pochi giorni dal cambio di consegne alla Casa Bianca. Contrariamente a quanto accade per gli atti relativi a indagini riservate, i nomi presenti in questi documenti “non sono stati cancellati”, e sono divenuti oggetto, nel corso degli ultimi mesi, delle fughe di notizie riprese quotidianamente dai media…

Il deputato ha annunciato che la commissione d’intelligence della Camera indaghera’ in merito a eventuali violazioni procedurali da parte dell’Fbi, e tra le righe ha fornito un’altra informazione importante: i documenti e le informazioni sottoposti alla sua attenzione provengono dalla National Security Agency (Nsa) [il neretto è mio]…”

http://www.ilnord.it/c-5247_CLAMOROSO__EMERGONO_LE_PROVE_

OBAMA_HA_DAVVERO

_DATO_ORDINE_DI_SPIARE_LO_STAFF_DI_TRUMP

_IN_CAMPAGNA_ELETTORALE

Ma negli Stati Uniti d’America mentire sotto giuramento non è un reato grave?

Da parte poi del direttore dell’FBI!

E non è un reato gravissimo mettersi a spiare addirittura il Presidente alla Casa Bianca, ossia fino a febbraio 2017 (Trump si è insediato il 20 gennaio)?

Non dovrebbe James Comey dimettersi?

E sarebbe anche troppo poco.

Dovrebbe essere mandato sotto processo.

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L’attacco al Parlamento inglese è il risultato del globalismo

23 marzo 2017

Mentre negli Stati Uniti d’America il Presidente legittimamente eletto Donald Trump, vale a dire il potere esecutivo, è attaccato sia dal direttore dell’FBI James Comey (che invece dovrebbe essere ai suoi ordini), sia da membri del potere giudiziario che vogliono invadere gli ambiti degli altri due poteri (l’esecutivo e il legislativo), il Parlamento di Londra è attaccato da un terrorista islamico.

L’attacco a Westminster di ieri è il risultato del globalismo, che, come ho scritto più volte, ha tre caratteristiche necessarie: povertà, invasione islamica/terrorismo islamico, guerra.

Sono i tre cavalieri dell’Apocalisse globalista.

Vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2016/08/17/tre-caratteristiche-necessarie-del-mondialismo/

e qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2016/12/29/i-tre-cavalieri-dellapocalisse-mondialista/

E perfino la Repubblica riporta che Donald Trump aveva ragione a dire di essere stato intercettato:

Russiagate, Trump intercettato davvero. Accidentalmente
La rivelazione di Devin Nunes, il repubblicano presidente della commissione d’indagine parlamentare: fu tutto legale, le telefonate furono “ascoltate” in modo non deliberato, nell’ambito delle attività di controspionaggio. E Obama non c’entra

«NEW YORK – Contrordine: Donald Trump fu intercettato davvero. Lo dice adesso il capo (repubblicano) della commissione d’indagine parlamentare sul Russiagate. Immediata la reazione del presidente, che dice di sentirsi “in qualche modo vendicato”, dopo settimane in cui era stato accusato di menzogne…

…Il colpo di scena viene oggi da Devin Nunes, deputato repubblicano, presidente della commissione di vigilanza sui servizi segreti, e anche della commissione d’indagine recentemente istituita sul Russiagate. Nunes, rimangiandosi le sue smentite precedenti, oggi ha improvvisamente rivelato che le telefonate personali di Trump “possono essere state ascoltate dagli investigatori attraverso una intercettazione accidentale”.

Gli investigatori sono con ogni probabilità quelli dell’Fbi, che oltre ad essere polizia federale e polizia giudiziaria ha anche compiti di controspionaggio all’interno del territorio nazionale. Nunes ha annunciato di essere giunto a questa scoperta solo ora, nel suo lavoro di esame dei rapporti d’intelligence legato all’attività della commissione d’inchiesta…»

http://www.repubblica.it/esteri/2017/03/22/news/

russiagate_trump_intercettazioni-161166980/

Il che è esattamente quello che avevo scritto nel post di ieri.

Quindi James Comey ha mentito sotto giuramento, quando ha escluso che Donald Trump fosse stato intercettato.

Egli invece avrebbe dovuto dire: «Sì, Donald Trump è stato intercettato proprio da me!».

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Sta arrivando la seconda guerra civile americana?

22 marzo 2017

Leggo su rainews.it (22 marzo 2017):

Duro editoriale del WSJ contro Trump: “Le falsità erodono la fiducia”
Il quotidiano finanziario: Trump sta seriamente danneggiando la sua credibilità, viste “le continue accuse infondate”. Il presidente si sente accerchiato – dice l’editoriale – ma lui stesso “è il suo peggior nemico”

«Duro editoriale del Wall Street Journal contro il presidente degli Stati Uniti mentre, all’indomani di una seduta negativa, la borsa di Wall Street si prepara a iniziare la giornata all’insegna di nuovi ribassi, alimentati dai timori sulla capacità di Trump di portare avanti la propria agenda economica

“Le falsità di Trump stanno erodendo la fiducia, in patria e all’estero”. E’ l’accusa rivolta dal Wall Street Journal nell’editoriale intitolato “La credibilità di un presidente”, in cui si afferma che con le sue affermazioni che non corrispondono al vero Trump rischia di mettere in crisi la stessa credibilità dell’istituzione che rappresenta…

…In particolare, nell’editoriale si fa riferimento alle accuse di spionaggio rivolte a Barack Obama che nei giorni scorsi il direttore dell’Fbi, James Comey, ha definito senza fondamento in un’audizione a porte aperte al Congresso. Nonostante questo, si sottolinea, la Casa Bianca non solo si rifiuta di scusarsi ma non mostra neanche la volontà di prendere atto della mancanza di prove…»

http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/Duro-editoriale-del-Wall-Street-Journal-contro-il-presidente-degli-stati-uniti-donald-Trump-8f536de5-581a-468b-82f5-013021ef3bd4.html

Su questo argomento ecco un articolo veramente intelligente di Stefano Magni, pubblicato il 22 marzo 2017 sulla Nuova bussola quotidiana:

Usa, la guerra di giudici e Fbi contro Trump segna la crisi della democrazia americana

«Si fa molto presto a dire che Donald Trump sia stato un ingenuo novellino della politica, che si sia infilato da solo in un cul de sac, con un tweet in cui accusa Obama di spionaggio nei suoi confronti. Si fa anche presto a dire che il direttore dell’Fbi, James Comey, abbia platealmente smentito il presidente di fronte al Congresso, asserendo che né l’Fbi né l’intelligence hanno mai spiato la Trump Tower, ma in compenso stanno investigando su eventuali interferenze russe nelle elezioni. Le notizie stesse, così come sono riportate, contengono un’altra interessante chiave di lettura.

Donald Trump si è dimostrato un maestro della comunicazione politica. Ha cavalcato l’indignazione creata dalle sue stesse dichiarazioni per ottenere ancora più consensi da un elettorato stanco del linguaggio politically correct. Più i media e l’establishment repubblicano (e poi i rivali democratici) lo hanno fischiato, più lui ha guadagnato voti. La sua campagna è stata la meno costosa della storia recente statunitense: ha vinto sull’onda della pubblicità negativa. Di più: inducendo gli avversari a uscire allo scoperto, ha anche fatto emergere le loro contraddizioni. Quel che sta avvenendo in questa settimana potrebbe essere l’ennesimo caso.

Se l’Fbi, per bocca del suo direttore, afferma che è in corso un’indagine su eventuali interferenze russe nella campagna elettorale, volte a far vincere Donald Trump, vuol dire che la Trump Tower era spiata eccome. E dunque il tweet di Donald Trump contro lo spionaggio di Obama verrebbe in questo modo confermato. Con quali prove, infatti, l’Fbi dimostrerebbe l’aiuto russo a Trump, se non intercettazioni a danno del suo staff? E chi era in carica quando queste intercettazioni erano in corso? Barack Obama. Con che dati e sulla base di quali informazioni i media hanno smentito il generale Flynn, ora dimissionario, dimostrando l’esistenza delle sue conversazioni telefoniche segrete con l’ambasciatore russo? E chi ha passato quelle intercettazioni ai grandi media? L’intelligence. E chi era in carica, mentre il generale Flynn veniva intercettato? Obama.

Indipendentemente da quel che si pensi del presidente degli Stati Uniti e dall’esito di questo ultimo braccio di ferro con componenti della precedente amministrazione, resta evidente il pericolo creato da questa situazione. Ci sono, appunto, organi dell’apparato federale (Fbi, Nsa, magistratura) che stanno platealmente sfidando il presidente. L’intelligence cerca di smentirlo, mentre la magistratura ordinaria boccia per due volte di fila il decreto sul blocco temporaneo dei visti da sei paesi a rischio, con motivazioni più politiche che legali. La sentenza del giudice Watson viene ora indicata come un luminoso esempio di equilibrio di potere, ma anche secondo un editorialista non certo simpatizzante di Trump, quale David Frum, costituisce un pericoloso precedente di politicizzazione della magistratura statunitense.

Il pericolo interno di tutta questa vicenda è che organi non elettivi (magistratura, intelligence, polizia) si sostituiscano al legislatore e all’esecutivo…»

http://www.lanuovabq.it/it/articoli-usa-la-guerra-di-giudici-e-fbi-contro-trumpsegna-la-crisi-della-democrazia-parlamentare-19313.htm

Insomma, IL RISULTATO DELLE ELEZIONI PRESIDENZIALI DEGLI STATI UNITI D’AMERICA DEL 2016, elezioni libere e democratiche vinte legittimamente da Donald Trump e anche, sia ben chiaro, dagli elettori americani che hanno votato per lui (ed essi, sia ben chiaro anche questo, hanno vinto secondo le modalità ordinate dalla Costituzione degli Stati Uniti d’America), NON È STATO ACCETTATO DA COLORO CHE HANNO PERSO LE ELEZIONI.

Questo è un tentativo di colpo di Stato.

I globalisti stanno attaccando la Costituzione degli Stati Uniti d’America (che inizia con “We the People of the United States”) e il popolo americano.

Se il ragionamento mostrato da Stefano Magni è giusto, e io sono propenso a pensare che lo sia, ne consegue che il direttore dell’FBI James Comey deve aver mentito sotto giuramento. O forse all’FBI è consentito in ogni caso intercettare? Come si fa a escludere categoricamente che Trump sia stato intercettato se non avendo fatto ricorso a costanti e continue intercettazioni? L’audizione sotto giuramento di James Comey invece di chiudere la questione, apre nuovi e assai inquietanti interrogativi.

Se il direttore dell’FBI attacca pubblicamente il Presidente degli Stati Uniti d’America, vuol dire che è stato deciso di passare il Rubicone?

Sta arrivando la seconda guerra civile americana?

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Gli americani dovrebbero preoccuparsi della CIA invece che dei russi

8 marzo 2017

Leggo su Sputnik:

Sondaggio della CNN: la Russia è una minaccia per tre americani su quattro
Il 75% degli americani considerano la Russia una minaccia; questo è il livello più alto dai tempi della Guerra Fredda, emerge dai dati di un sondaggio condotto dalla CNN e dalla società ORC.

«Secondo il sondaggio, il 75% degli intervistati considera la Russia una minaccia “molto grave” (34%) o “moderatamente grave” (41%). Poco più della metà degli elettori del Partito Democratico sostiene che la Russia è minaccia “molto grave”, mentre tra i repubblicani poco più del 50% la considera “moderatamente grave”. Complessivamente l’85% dei democratici, il 77% dei repubblicani e il 68% degli intervistati indipendenti considera la Russia una minaccia di un certo livello…»

https://it.sputniknews.com/mondo/201703074170377-USA-russofobia-media/

Ma gli americani dovrebbero preoccuparsi della CIA invece che dei russi!

Grazie a Julian Assange e a WikiLeaks, noi adesso sappiamo che la CIA può spiare chiunque mediante smartphone e smart TV (ossia tv collegate a internet), vedi sotto.

Wikileaks: ‘La Cia spia attraverso telefoni e televisori’
Pubblicati documenti su cyber-armi dell’intelligence Usa. ‘Pubblicati migliaia di documenti’

«Wikileaks ha diffuso migliaia di documenti riservati della Cia su un programma di hackeraggio, attraverso un ‘arsenale’ di malware e di cyber-armi. Con tali strumenti la Cia sarebbe in grado di controllare i telefoni di aziende americane ed europee, come l’iPhone della Apple, gli Android di Google e Microsoft, e persino i televisori Samsung, utilizzandoli come microfoni segreti…»

http://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/2017/03/07/wikileaks-la-cia-spia-attraverso-telefoni-e-tv-_37582d0a-e9c5-46c9-8f73-0d35b942cce0.html

“Vault 7”, WikiLeaks dà il colpo di grazia alla Cia

«Ancora una volta Donald Trump va all’attacco, prende di petto la Cia, accusa Obama di aver ordinato all’intelligence di spiarlo in campagna elettorale. E ancora una volta WikiLeaks, l’organizzazione creata da Julian Assange, sembra confermare con i materiali riservati ricevuti da fonti anonime, pubblicati e in attesa di essere autenticati – “Vault 7” – che la versione del Don sulla Agenzia di Langley non è una fake news. La Cia obamiana negli ultimi anni ha spiato mezzo mondo, denuncia WikiLeaks. E potrebbe aver giocato le sue carte nella campagna elettorale anti trumpista, su questo il Don ha chiesto che venga aperta una inchiesta.

La Cia secondo i materiali di cui WikiLeaks è entrata in possesso sarebbe in grado di controllare i sistemi iPhone di Apple, Android di Google e Microsoft, Whatsapp. Una normale smart tv può essere usata come un registratore nascosto, intercettando cosa si dicono le persone in una stanza anche se la tv sembra spenta. Nei documenti pubblicati da WikiLeaks si parla anche di “infestazione” dei sistemi di controllo usati su auto e veicoli pesanti di ultima generazione, che potrebbe significare un utilizzo di questi mezzi per omicidi mirati o come armi. Secondo WikiLeaks, è la più grande pubblicazione di documenti riservati sulla Cia nella storia.

Un grande fratello orwelliano, fiorito sotto la presidenza Obama,…»

https://www.loccidentale.it/articoli/144790/vault-7-wikileaks-da-il-colpo-di-grazia-alla-cia

Wikileaks diffonde documenti segreti della Cia: “Milioni di persone spiate grazie a virus nei cellulari e nelle tv”
I documenti segreti pubblicati da Wikileaks su Twitter provengono dal Center for Cyber Intelligence della Cia che, secondo Assange, ha perso il controllo di gran parte del suo cyber-arsenale, compresi malware e virus di ogni genere

http://www.ilfattoquotidiano.it/2017/03/07/wikileaks-diffonde-documenti-segreti-della-cia-milioni-di-persone-spiate-grazie-a-virus-nei-cellulari-e-nelle-tv/3436540/

E ROMPONO LE PALLE CON GLI HACKER RUSSI! – WIKILEAKS PUBBLICA MIGLIAIA DI FILE RISERVATI PER SVELARE L’OVVIO: LA CIA CI SPIA IN TUTTI I MODI POSSIBILI – DALLE SMART TV USATE PER CAPTARE IMMAGINI E VIDEO ALLE REGOLE PER GLI AGENTI IN MISSIONE ALL’ESTERO, LE ATTENZIONI SU “HACKING TEAM” AL CONSOLATO USA A FRANCOFORTE USATO COME BASE PER GLI SPIONI

http://www.dagospia.com/rubrica-29/cronache/rompono-palle-hacker-russi-wikileaks-pubblica-migliaia-143000.htm

Wikileaks Unveils ‘Vault 7’: “The Largest Ever Publication Of Confidential CIA Documents”; Another Snowden Emerges

«…A total of 8,761 documents have been published as part of ‘Year Zero’, the first in a series of leaks the whistleblower organization has dubbed ‘Vault 7.’ WikiLeaks said that ‘Year Zero’ revealed details of the CIA’s “global covert hacking program,” including “weaponized exploits” used against company products including “Apple’s iPhone, Google’s Android and Microsoft’s Windows and even Samsung TVs, which are turned into covert microphones.”…»

http://www.zerohedge.com/news/2017-03-07/wikileaks-hold-press-conference-vault-7-release-8am-eastern

La ridicola e miserabile narrazione globalista è andata in frantumi.

Copyright © 2017 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.

Incantesimi, parole magiche e teoria dei giochi

23 febbraio 2017

Leggo su supereva.it:

L’incantesimo delle streghe contro Trump: come unirsi al rito
Nei prossimi giorni le streghe di tutto il mondo lanceranno un incantesimo contro Donald Trump: ecco le indicazioni per eseguirlo

«Streghe di tutto il mondo unitevi. Aspiranti streghe comprese. Ebbene sì, circola sul web un dettagliatissimo documento su come lanciare un sortilegio contro Donald Trump per impedirgli di compiere atti negativi nei confronti dell’umanità.

Già fissati i giorni dei sabba, pardon, del rito comune della ‘maledizione’: la mezzanotte dei venerdì del 24 febbraio, 26 marzo, 24 aprile, 23 giugno e, soprattutto, del 21 giugno, il solstizio d’estate. La serie di sortilegi verrà interrotta quando Tump lascerà il suo incarico.

Come unirsi alla lotta delle fattucchiere contro il presidente degli Stati Uniti? Semplice, basta seguire le indicazioni del documento, a partir dagli oggetti che bisogna procurarsi per lanciare la ‘maledizione’: una foto di Trump, la carta della Torre dei tarocchi, una piccola candela arancione o una carota, una spilla, una candela bianca, una piccola ciotola d’acqua, una piccola ciotola si sale, una piuma, un accendino o un fiammifero e un portacenere o un piatto con sabbia. Se proprio volete fare le cose in grande, potete anche aggiungere alla lista della spesa della pirite, zolfo e un filo nero.

Il primo passo è incidere il nome “Donald J.Trump” nella candela arancione ( o sulla carota) con la spilla, mettere tutte le altre cose intorno formando un cerchio e appoggiare la carta dei Tarocchi a qualcosa in modo che resti verticale. Quindi bisogna recitare una preghiera al proprio dio (il documento suggerisco il Salmo 23) e poi uno specifico incantesimo, che riportiamo in lingua originale con le indicazioni di cosa dire e fare.

(Accendere la candela bianca)
Hear me, oh spirits
Of Water, Earth, Fire, and Air
Heavenly hosts
Demons of the infernal realms
And spirits of the ancestors (accendere la candela arancione) I call upon you
To bind
Donald J. Trump
So that he may fail utterly
That he may do no harm
To any human soul
Nor any tree
Animal
Rock
Stream
or Sea Bind him so that he shall not break our polity
Usurp our liberty
Or fill our minds with hate, confusion, fear, or despair
And bind, too,
All those who enable his wickedness
And those whose mouths speak his poisonous lies I beseech thee, spirits, bind all of them
As with chains of iron
Bind their malicious tongues
Strike down their towers of vanity (capovolgere la carta dei Tarocchi) I beseech thee in my name
(Dire il proprio nome)
In the name of all who walk
Crawl, swim, or fly
Of all the trees, the forests,
Streams, deserts,
Rivers and seas
In the name of Justice
And Liberty
And Love
And Equality
And Peace Bind them in chains
Bind their tongues
Bind their works
Bind their wickedness”…»

http://www.supereva.it/incantesimo-da-streghe-contro-trump-ecco-come-unirti-al-rito-33660

Leggo su internazionale.it:

Come sopravvivere all’era Trump
Joseph Stiglitz, economista

«In appena un mese da presidente degli Stati Uniti, Donald Trump è riuscito a diffondere caos e incertezza, oltre a un livello di paura che farebbe l’invidia di qualunque terrorista, con una rapidità stupefacente. Non sorprende che i cittadini e i manager delle imprese, della società civile e dello stato facciano fatica a reagire in maniera appropriata ed efficace…

…Per Trump il mondo è un gioco a somma zero. In realtà la globalizzazione, se ben gestita, è una forza a somma positiva: gli Stati Uniti vincono se i suoi amici e alleati, che siano l’Australia, l’Unione europea o il Messico, sono più forti. Ma Trump rischia di trasformarlo in un gioco a somma negativa: anche gli Stati Uniti perderanno…»

http://www.internazionale.it/opinione/joseph-stiglitz/2017/02/23/come-sopravvivere-trump