Posts Tagged ‘fino a quando il popolo italiano dovrà morire di fame’

L’economia italiana cola a picco II

11 settembre 2014

Il 4 settembre 2013 ho pubblicato un post con questo titolo: L’economia italiana cola a picco, vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2013/09/04/leconomia-italiana-cola-a-picco/

A distanza di un anno la situazione è peggiorata, ecco infatti cosa scrive oggi il Messaggero:

«Industria, Ue: produzione Italia -25% in sette anni

La produzione dell’industria italiana, nel 2013 ha perso un ulteriore 5% per arrivare a circa -25% rispetto al 2007. È quanto emerge dal rapporto sulla competitività della Commissione Ue che posiziona l’Italia nel gruppo di Paesi di seconda fascia già dotati di alta competitività ma ora in fase stagnante o di declino.

L’industria italiana ha pagato dunque un prezzo «enorme» a causa della crisi economica, sia in termini di produzione che di perdita di posti di lavoro…»

http://economia.ilmessaggero.it/

economia_e_finanza/industria_ue_produzione_italia/896986.shtml

Non posso che ripetere ciò che scrissi un anno fa nel mio suddetto post:

«Cosa intendono fare i politici italiani?

Cosa intende fare il popolo italiano?

Qualcosa bisognerà fare.»

Copyright © 2014 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.

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Finalmente ho capito di cosa si occupa il giornale della Confindustria

29 aprile 2014

In un precedente post, intitolato Ma voi vi occupate di economia o di qualcosa d’altro?, mi chiedevo di cosa si occupasse veramente il Sole24ore, l’ineffabile giornale della Confindustria, vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2014/02/20/ma-voi-vi-occupate-di-economia-o-di-qualcosa-daltro/

Leggo adesso un articolo pubblicato dal Sole24ore il 20 aprile, Se l’utopia caccia il male della storia, di Bruno Forte:

http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2014-04-20/se-utopia-caccia-male-storia-081112.shtml?uuid=ABSyCYCB

Ma chi è Bruno Forte? Un imprenditore? Un economista? No, “è arcivescovo di Chieti-Vasto”, come riportato alla fine dell’articolo.

Ecco, adesso finalmente ho capito: il Sole24ore si occupa di religione.

Un’ulteriore conferma che l’europeismo, e quindi l’euro, sono un portato dell’ideologia cristiana, tesi che sostengo da tempo, vedi per esempio qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2013/12/26/jacques-sapir-scopre-oggi-che-leuropeismo-e-una-sorta-di-religione/

Così, mentre l’economia italiana è stata distrutta dall’euro e “ben otto famiglie su dieci hanno difficoltà ad andare avanti”, vedi qui:

http://www.borsainside.com/mercati_italiani/50672-crisi-otto-famiglie-su-dieci-hanno-difficolta-ad-andare-avanti/ ,

la Confindustria non sa far altro che pubblicare un articolo dell’arcivescovo di Chieti-Vasto, Bruno Forte.

Leggo da Wikipedia:

“Le numerose opere di Bruno Forte si possono distinguere, secondo il progetto dell’autore stesso, in tre gruppi: la Simbolica della fede, la Dialogica dell’amore e la Poetica della speranza.”

http://it.wikipedia.org/wiki/Bruno_Forte

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Ecco perché le sinistre europee vogliono l’euro

23 marzo 2014

Nel post precedente ho esposto la teoria unificata delle ideologie antistato.

Tale teoria ci permette di spiegare facilmente ciò che nessuno riesce a spiegare: il perché le sinistre europee (compresa quella italiana) siano totalmente e incondizionatamente a favore dell’euro, il quale, come tutti ormai hanno capito, impoverisce il popolo.

L’euro altro non è che il mezzo per eliminare gli Stati europei ed è questo l’obiettivo supremo delle sinistre europee.

Sull’euro come mezzo per eliminare gli Stati europei, vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2012/12/19/perche-gli-economisti-non-si-interrogano-seriamente-sulla-volonta-europea-di-distruggere-lo-stato/

Così coloro che in passato erano fanaticamente comunisti, adesso sono diventati fanaticamente europeisti, dato che il comunismo è fallito alla fine del secolo scorso e quindi si è rivelato incapace di attuare l’eliminazione dello Stato come previsto dalla teoria marx-engelsiana.

Per approfondire la teoria marx-engelsiana, vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2012/09/04/perche-il-comunismo-e-unideologia-contraria-allo-stato/

e qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2013/01/23/il-comunismo-e-leuropeismo-hanno-lo-stesso-scopo-eliminare-lo-stato/

L’obiettivo di tutte le ideologie antistato è quello, ovviamente, di eliminare lo Stato, non quello di eliminare la povertà.

Noi ci meravigliamo che la sinistra sia a favore dell’impoverimento del popolo, perché non facciamo mente locale sul fatto che il suo vero obiettivo non è quello di eliminare la povertà, bensì quello di eliminare lo Stato.

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Ma voi vi occupate di economia o di qualcosa d’altro?

20 febbraio 2014

Leggo sull’ineffabile giornale della Confindustria, il Sole24ore, l’articolo di ieri di Laura Di Pillo:

Notizie Italia
Confindustria: economia quasi ferma, uscita dalla crisi lentissima

“L’uscita dalla crisi è lenta, anzi«lentissima». Si evidenziano nel primo trimestre dell’anno «segnali di tenuta» ma è urgente agire per evitare altri danni al sistema economico italiano. Lo sottolinea il centro studi di Confindustria nell’analisi mensile, Congiuntura flash. «Avanti adagio, quasi ferma – spiegano gli economisti di viale dell’Astronomia – I duri dati dell’economia italiana, relativi a produzione industriale e occupazione, ribadiscono che la risalita dalla profonda fossa scavata dalla recessione è lentissima ed è contrassegnata anche da scivoloni indietro, anziché dall’atteso graduale consolidamento».”

http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2014-02-19/confindustria-economia-quasi-ferma-uscita-crisi-lentissima-163740.shtml

“atteso graduale consolidamento”???

Ma non lo sapevate che l’euro ha distrutto l’economia italiana?

Ma non lo sapevate che la maggioranza degli italiani non vuole più l’euro?

vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2014/01/05/la-maggioranza-degli-italiani-non-vuole-piu-leuro/

Ma voi vi occupate di economia o di qualcosa d’altro?

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Imbecillità o raggiro?

18 febbraio 2014

Leggo dall’Espresso del 15 febbraio 2014:

Diego Della Valle: “John Elkann
è un poveretto e un imbecille”
Nuovo scontro tra i due imprenditori. Il patron di Tod’s: “Il poveretto si permette di dire che i ragazzi stanno a casa perché non hanno voglia di lavorare. E’ una vergogna, vada a sciare”

“«Il poveretto di Jakie non perde mai tempo di ricordare agli italiani che è un imbecille. È uno che appartiene a una famiglia che ha distrutto una quantità industriale di posti di lavoro e di conseguenza la speranza di molti giovani». Lo ha detto Diego Della Valle, patron di Tod’s commentando le dichiarazioni del presidente della Fiat John Elkann, secondo il quale molti giovani non trovano lavoro perché stanno bene a casa.

«Uno che si permette di dire che i ragazzi stanno a casa perché non hanno voglia di lavorare perché il lavoro c’è, è un imbecille», ha aggiunto Della Valle parlando con i giornalisti a Firenze durante una passeggiata in piazza della Signoria.”

http://espresso.repubblica.it/attualita/2014/02/15/news/diego-della-valle-john-elkann-e-un-imbecille-1.153317

Nonostante la mia personale simpatia per Diego Della Valle, penso che non si tratti di imbecillità, ma piuttosto di raggiro. Che poi sia un raggiro assai maldestro è un altro discorso.

In realtà l’idea di addossare al popolo gli errori della classe dirigente è un’idea antica e nel caso specifico l’invenzione dei “bamboccioni” fu di Padoa-Schioppa, come riporta per esempio Stefano Zecchi, vedi post precedente.

A questo siamo arrivati!

Fino a quando il popolo italiano sopporterà di essere derubato e per giunta deriso?

Questo è il tragico risultato dell’Euro e dell’Unione Europea.

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Il tempo delle parole sta per terminare

10 febbraio 2014

Leggo l’articolo di Francesco Alberoni intitolato:

Non saranno i fanatici a salvare il Paese

Abbiamo bisogno di razionalità e fermezza non di odio e violenza

Esso finisce così:

«Quando l’uomo razionale incontra il fanatico resta annichilito, si accorge che l’altro lo odia e vorrebbe solo annientarlo. Guardiamo quali sciagure provoca il fanatismo religioso in Medio Oriente. Ma anche la nostra vita politica è stata intollerante ed oggi vi si è aggiunto un movimento carico di odio e di violenza. Per questo è doveroso chiedere agli studiosi, agli intellettuali e ai giornalisti di condannare con decisione tutte le tendenze violente e irrazionali [il corsivo è mio], e di fare ogni sforzo, anche su se stessi, per evitare la rissa e il disordine. La nostra democrazia ha bisogno di fermezza e di razionalità. Le sole qualità che ci porteranno fuori dalla tempesta in cui ci siamo cacciati.»

http://www.ilgiornale.it/news/interni/990705.html

Alberoni mette in contrapposizione la razionalità con la violenza.

Ebbene, proprio in nome della Ragione, io trovo che questa contrapposizione è completamente errata.

Vorrei rammentare ad Alberoni la famosa frase di Thomas Hobbes: «E patti senza la spada non sono che parole…».

Il tempo delle parole sta per terminare.

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Il Presidente della Confindustria è terrorizzato

10 febbraio 2014

Leggo dall’Agenzia di Stampa TM News dell’8 febbraio 2014:

«Squinzi: “Siamo terrorizzati dall’andamento dell’economia reale”

Il presidente di Confindustria: riportare al centro la questione settentrionale

Sesto San Giovanni (Milano), 8 feb. (TMNews) – Il presidente di Confindustria Giorgio Squinzi si è detto “terroruizzato” dall’andamento dell’economia reale: “Noi siamo veramente preoccupati, terrorizzati dall’andamento dell’economia reale del Paese e in particolare del Nord del Paese”. Squinziè tornato a sottolineare il problema di riportare al centro la questione settentrionale “dopo venti anni di nebbie della politica”.»

http://www.tmnews.it/web/sezioni/dalla-redazione/squinzi-siamo-terrorizzati-dall-andamento-dell-economia-reale-PN_20140208_00046.shtml

Egregio Presidente della Confindustria, vorrei cortesemente dirle che noi italiani siamo terrorizzati dall’insipienza dell’organizzazione da lei presieduta.

E non da oggi, da parecchio.

Vedi infatti qui:

http://scenarieconomici.it/lettera-a-squinzi-confindustria-un-sereno-invito-a-riflettere-sullinteresse-del-sistema-industriale-italiano/

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Le previsioni sull’Italia di Ambrose Evans-Pritchard

22 dicembre 2013

Il 18 dicembre è stata pubblicata su Voci dall’estero la traduzione italiana di un articolo di Ambrose Evans-Pritchard, uscito il giorno precedente sul Telegraph.

Ecco l’articolo originale:

Italy’s president fears violent insurrection in 2014 but offers no remedy

http://blogs.telegraph.co.uk/finance/ambroseevans-pritchard/100026297/italys-president-fears-violent-insurrection-in-2014-but-offers-no-remedy/

Ed ecco la traduzione italiana (a cura di Carmen):

Telegraph: Il Presidente Italiano teme un’insurrezione violenta nel 2014, ma non propone nessun rimedio

http://vocidallestero.blogspot.it/2013/12/telegraph-il-presidente-italiano-teme.html

Vediamo cosa scrive Ambrose Evans-Pritchard:

«Per ora l’Italia ha evitato un ritorno agli “anni di piombo”, il terrorismo tra gli anni ’70 e i primi anni ’80, quando la stazione ferroviaria di Bologna fu fatta saltare dai fascisti e l’ex premier Aldo Moro fu sequestrato e ucciso dalle Brigate Rosse. Ma questo tipo di violenza non è poi così lontano come la gente pensa. Nel 2011 il capo dell’agenzia fiscale Equitalia è stato quasi accecato da una lettera bomba di matrice anarchica. Da allora ci sono stati ripetuti casi di attacchi dinamitardi.

La mia ipotesi è che ad un certo punto ci sarà un incidente – un po’ come lo scontro tra le truppe francesi e i portuali a Brest nel 1935, quando un lavoratore fu colpito a morte con il calcio di un fucile, mettendo in moto degli eventi che infine costrinsero Laval alle dimissioni e fecero uscire la Francia dal Gold Standard.

A coloro che continuano a insistere che l’Italia deve stringere la cinghia e recuperare competitività tagliando i salari, vorrei obiettare che questo è matematicamente impossibile, in un clima di ampia deflazione o quasi deflazione in tutta l’UEM.

La ragione dovrebbe essere evidente a tutti, ormai. Non è possibile permettere allo stock di debito nominale di salire su una base nominale in contrazione. Una politica del genere fa sì che la traiettoria del debito aumenti in maniera esponenziale. Negli ultimi tre anni il debito Italiano è già aumentato dal 119% al 133% del PIL, in gran parte a causa delle politiche di austerità fiscale.

Sotto le attuali politiche UEM questo rapporto presto sfonderà il 140%, nonostante l’avanzo primario del bilancio Italiano – un livello oltre il punto di non ritorno per un paese senza moneta sovrana o senza una propria banca centrale. Tale è il potere dell’effetto denominatore.»

Insomma, ciò che accadrà è che sorgerà una nuova Italia, un’Italia senza euro.

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Ai miserabili che ci hanno portato al disastro europeo

18 dicembre 2013

Mi rivolgo ai miserabili che ci hanno portato al disastro europeo e intendo, in ordine decrescente d’importanza, gli intellettuali, i politici, i giornalisti: pentitevi adesso, siete ancora in tempo.

Quando la diga si romperà in modo conclamato (si è già rotta, ma siamo appena all’inizio), le vostre azioni miserabili e scellerate non vi saranno più perdonate.

Non ci sarà più posto per voi miserabili nella nuova Italia che sorgerà.

Ed è certo che una nuova Italia sorgerà, come è certo che domani sorgerà il sole.

Il popolo italiano adesso è in ginocchio, ma sta iniziando a rialzarsi in piedi.

Pentitevi, miserabili!

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Un italiano su tre a rischio povertà

18 dicembre 2013

Dalla Stampa del 16 dicembre 2013:

Un italiano su tre a rischio povertà

E la crisi cambia la dieta: via la carne

Metà famiglie sotto 2.053 euro al mese. E sono in aumento del 35% le persone che non riescono a permettersi un cibo proteico adeguato ogni due giorni

La povertà avanza fino a minacciare quasi una persona su tre in Italia e una su due nel Mezzogiorno. Secondo il report Istat `Reddito e condizioni di vita. Anno 2012´ sono sempre di più gli individui in condizioni di «severa deprivazione» (il 14,5%) e aumentano quelli che non riescono a scaldare la propria casa (il 21,2%), affrontare spese impreviste di 800 euro (il 42,5%), andare in ferie una settimana l’anno (il 50,8%) o addirittura mangiare un pasto proteico adeguato ogni due giorni (il 16,8%).”

http://www.lastampa.it/2013/12/16/italia/cronache/un-italiano-su-tre-a-rischio-povert-e-la-crisi-cambia-la-dieta-via-la-carne-78hWSJIyl0WshsEyEkVwBO/pagina.html

Questo è il tragico risultato dell’Euro e dell’Unione Europea.

Fino a quando il popolo italiano dovrà morire di fame?

FINO A QUANDO?

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