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L’Occidente non ha più guide? Falso

2 settembre 2015

Leggo un articolo di Francesco Alberoni sul Giornale del 30 agosto 2015:
L’Occidente non ha più né guide né difensori
L’invasione degli islamici avviene nel disinteresse dell’Europa e degli Usa

http://www.ilgiornale.it/news/politica/loccidente-non-ha-pi-n-guide-n-difensori-1164614.html

In esso Alberoni scrive:

«Il mondo libero non ha più una guida. Non costituiscono più una guida gli Usa che hanno tradito l’Europa, si sono posti in competizione con la Russia e pensano solo a fare affari con gli islamici. Non lo sono i leader europei compreso Renzi, che sembrano storditi, instupiditi, incapaci perfino di capire cosa succede. Non lo è la Germania, preoccupata solo di recuperare i crediti greci e di impadronirsi dei suoi porti e delle sue isole. Non lo è più nemmeno la Chiesa che ha un Papa anticapitalista e terzomondista favorevole all’invasione afro-islamica dell’Europa.»

Non la penso affatto come Alberoni: c’è senz’altro un palese sgretolamento dell’Occidente, che è facile presumere esiti nel suo completo collasso, nel suo catastrofico dissolvimento, che ho chiamato Secondo Medio Evo, ma la causa di tutto ciò non consiste nell’assenza di guide.

Tutt’altro: sono proprio le guide dell’Occidente a condurlo attivamente al disastro.

Il mio pensiero è che il Secondo Medio Evo sia (o meglio sarà) l’effetto del millenarismo cristiano, incarnato attualmente dal mondialismo (o globalismo), dall’europeismo e dal multiculturalismo, vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2015/02/12/le-tre-vie-delle-ideologie-antistato/

e qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2015/03/05/il-millenarismo-e-un-meme-egoista/

Insomma, non è che l’Occidente non abbia più una guida, una élite, ce l’ha, eccome se ce l’ha, ma purtroppo essa è animata dal millenarismo cristiano, essa vuole distruggere lo Stato (che è un universale culturale, come il tabù dell’incesto e i riti funebri), ubbidendo così alla prescrizione dell’Apocalisse di Giovanni.

Ho avanzato questa mia tesi da parecchio tempo ormai, ma sembra che nessuno l’abbia ancora accettata, almeno in modo esplicito.

Per comprenderla, sono basilari due semplici concetti:

1.Si tratta dello scenario tipico dell’ideologia: che è quello di essere negata da chi vive all’interno di essa.

https://luigicocola.wordpress.com/2015/03/11/loccidente-contro-il-resto-del-mondo/

Può essere utile fare un esperimento mentale, ossia immaginare di uscire fuori dall’ideologia e di guardarla come se si guardasse un paesaggio, un oggetto.

Se l’esperimento mentale riesce, ciò che ci appariva come vero, all’improvviso ci apparirà come falso.

Prima era impossibile accorgersene, perché non vedevamo niente altro che l’ideologia.

2. “La causa del disastro europeo si trova nell’inconscio collettivo dell’Occidente.

È qui che è depositato l’antico imperativo cristiano (dell’Apocalisse di Giovanni) di distruggere lo Stato romano, di distruggere la Roma delle persecuzioni cristiane.

Tale imperativo inconscio agisce sulla coscienza degli occidentali: così sono nate le ideologie antistato quali l’anarchismo, il comunismo, l’europeismo, il multiculturalismo, il mondialismo e così nasce l’adesione popolare a tali ideologie.”

https://luigicocola.wordpress.com/2015/07/20/il-disastro-europeo-e-linconscio-collettivo-delloccidente/

Occorre capire che in tutte le culture, e quindi anche nella cultura occidentale, esistono, oltre ai memi palesi, anche memi inconsci, i quali sono depositati nell’inconscio collettivo di una determinata cultura.

I memi inconsci, essendo appunto inconsci, possono essere molto pericolosi, perché inevitabilmente agiscono sulla coscienza dei singoli individui di quella determinata cultura, ma lo fanno in modo inconscio, automatico, acritico e potente.

Copyright © 2015 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.

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Povero Alberoni

9 luglio 2014

Leggo con un ritardo di due anni un vecchio articolo di Francesco Alberoni, pubblicato sul Giornale l’11 giugno 2012 e intitolato Quegli anglosassoni così poco altruisti:

http://www.ilgiornale.it/news/quegli-anglosassoni-cos-poco-altruisti.html

L’incipit è fenomenale nella sua ridicolaggine:

“Il mondo anglosassone – Inghilterra, Stati Uniti, Canada, Australia- costituisce una civiltà totalmente diversa da quella europea continentale.”

Ah, davvero? Forse Alberoni dimentica che senza lo scisma di Enrico VIII, Isaac Newton, invece di essere nominato baronetto e presidente della Royal Society of London for Improving Natural Knowledge, avrebbe fatto la fine di Galileo, la scienza in Inghilterra sarebbe stata annientata come lo fu in Italia, e noi oggi, probabilmente, andremmo ancora a cavallo.

Avrebbe preferito questo? A giudicare dalle sciocchezze che scrive si direbbe di sì. Perché è evidentemente un oscurantista, una persona contraria alla ragione e alla scienza.

Inoltre è veramente superficiale non distinguere fra inglesi e americani.

Ma egli non si ferma qui:

“Nel Medioevo la gente considerava scientifico solo ciò che era scritto in latino ed aveva l’imprimatur della Chiesa. Gli anglosassoni molto semplicemente leggono solo quello che è scritto in inglese e che è pubblicato da loro. Negli ultimi decenni hanno imposto questo loro modo di pensare anche in Europa. Oggi anche da noi nessuna idea viene considerata scientifica se non è scritta in inglese e approvata dall’accademia anglosassone. L’alta cultura europea, la filosofia, le scienze umane non hanno più niente da dire, sono sparite, ammutolite.”

Queste sono parole di una gravità inaudita, di una persona che ha perso il ben dell’intelletto. È sicuro Alberoni di star bene?

E pensare che una volta, tanto tempo fa, diciamo negli anni 80, mi era personalmente simpatico.

Povero Alberoni, come è invecchiato male…

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Il tempo delle parole sta per terminare

10 febbraio 2014

Leggo l’articolo di Francesco Alberoni intitolato:

Non saranno i fanatici a salvare il Paese

Abbiamo bisogno di razionalità e fermezza non di odio e violenza

Esso finisce così:

«Quando l’uomo razionale incontra il fanatico resta annichilito, si accorge che l’altro lo odia e vorrebbe solo annientarlo. Guardiamo quali sciagure provoca il fanatismo religioso in Medio Oriente. Ma anche la nostra vita politica è stata intollerante ed oggi vi si è aggiunto un movimento carico di odio e di violenza. Per questo è doveroso chiedere agli studiosi, agli intellettuali e ai giornalisti di condannare con decisione tutte le tendenze violente e irrazionali [il corsivo è mio], e di fare ogni sforzo, anche su se stessi, per evitare la rissa e il disordine. La nostra democrazia ha bisogno di fermezza e di razionalità. Le sole qualità che ci porteranno fuori dalla tempesta in cui ci siamo cacciati.»

http://www.ilgiornale.it/news/interni/990705.html

Alberoni mette in contrapposizione la razionalità con la violenza.

Ebbene, proprio in nome della Ragione, io trovo che questa contrapposizione è completamente errata.

Vorrei rammentare ad Alberoni la famosa frase di Thomas Hobbes: «E patti senza la spada non sono che parole…».

Il tempo delle parole sta per terminare.

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