Posts Tagged ‘francia’

Il popolo francese si sta alzando in piedi

3 dicembre 2018

Il popolo francese, che l’élite globalista ha messo in ginocchio, si sta alzando in piedi.

Emmanuel Macron vuole attuare il programma globalista, che utilizza la riduzione in miseria del popolo (working class + middle class) come mezzo specifico per raggiungere lo scopo supremo del globalismo: eliminare lo Stato.

Emmanuel Macron, questo miserabile tiranno, va tolto di mezzo, come tutti i tiranni.

Copyright © 2018 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.

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La koinè antistato dell’Occidente

24 marzo 2015

Leggo i risultati delle elezioni amministrative francesi: il Front National di Marine Le Pen cresce, ma non sfonda.

Non mi stupisce.

Essere contro lo Stato è la koinè dell’Occidente.

È quindi difficile dare ascolto alla Ragione (la quale ci dice che lo Stato è una necessità), anche per quella che fu la patria dell’Illuminismo.

Forse il cambiamento avverrà solo a disastro economico/sociale avvenuto.

In Francia non ci sono ancora arrivati.

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Obama: nuovi livelli di fallimento

19 marzo 2015

L’amministrazione Obama sembra avere come scopo quello di illustrare al mondo nuovi livelli di fallimento.

L’ultimo è questo: Regno Unito, Francia, Germania e Italia hanno deciso di entrare come membri fondatori nella Asian Infrastructure Investment Bank (AIIB), la banca d’investimento guidata dalla Cina.

Un vero e proprio “diplomatic disaster” per Obama, come scrive The Washington Times:

http://www.washingtontimes.com/news/2015/mar/18/obama-humiliated-as-allies-join-chinas-asian-infra/

Vedi anche qui:

http://www.formiche.net/2015/03/19/banca-sviluppo-cinese-usa-europa-italia/

e qui:

http://www.panorama.it/economia/cina-contro-usa-guerra-banca/

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Piange la Dea Ragione

14 gennaio 2015

Dopo tre secoli, cos’è rimasto dell’Illuminismo, nella sua Patria, la Francia?

Una manciata di esaltati che fanno caricature alle Religioni del Libro.

Questo è rimasto dell’Illuminismo, dell’antica grandezza.

L’adozione dell’euro non è stata, di certo, un’azione illuminata.

Piange la Dea Ragione, di lacrime che l’attuale governo francese non vede.

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Prendiamo esempio dai nostri fratelli francesi

13 dicembre 2013

Ecco La Marsigliese, l’inno della Rivoluzione Francese:

Ho cambiato idea su chi votare

15 febbraio 2013

Fino ad ora avevo sempre scritto che avrei votato per Grillo.

Ma il recentissimo endorsement di Obama per Monti e per chi ne continui la politica di appeasement verso la Germania e l’Unione Europea, vale a dire Bersani, mi ha fatto repentinamente cambiare idea.

Innanzitutto occorre dire forte e chiaro che gli Stati Uniti d’America non hanno più la leadership dell’Occidente: e ciò è solo colpa di Obama, non di altri.

Appoggiando l’europeismo, ossia il suicidio dell’Europa, egli dimostra solo una cosa, ossia che vuole il male dell’Europa, la quale costituisce le radici dell’Occidente.

Senza l’Europa l’Occidente non è niente!

E senza l’Occidente gli Stati Uniti d’America non sono niente!

Il suo tragico endorsement può essere dovuto o a una clamorosa incomprensione della natura destabilizzante e sovversiva dell’europeismo, il quale intende eliminare lo Stato, esattamente come il comunismo, vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2013/01/27/gli-usa-non-capiscono-che-cosa-stia-succedendo-in-europa/

o al fatto che è in malafede e vuole semplicemente distruggere l’Europa.

Personalmente propendo per la prima spiegazione, ma alla fine, quale che sia la causa del suo tragico endorsement, la conclusione degli europei che ragionano non può che essere questa: gli Stati Uniti d’America hanno perso la leadership dell’Occidente.

Forse ha ragione Marine Le Pen quando si dichiara favorevole all’uscita della Francia dalla NATO.

Come italiano, non posso che votare per Berlusconi, il quale, con tutti i suoi difetti, è l’unico che abbia gli attributi per contrastare la Merkel e la Germania.

Chi volete mandare a negoziare gli interessi di noi italiani con la politica di potenza della Germania: Grillo, che non sarà neanche eletto nel Parlamento italiano? Che è un comico di professione? Che è stato condannato in via definitiva per omicidio colposo e quindi non potrà mai essere Presidente del Consiglio?

Ma vogliamo scherzare?

MA VOGLIAMO SCHERZARE?

Siamo ormai in guerra e in questa situazione non possiamo che stringerci attorno all’unico che abbia indubbiamente dimostrato di avere capacità di leadership: Silvio Berlusconi.

Lo stesso Grillo non fa che urlare che siamo in guerra. Ma in guerra ci vuole un comandante!

O volete mandare Bersani a negoziare con la Merkel? Uno che in TV si torce le dita e si passa una mano sulla testa con aria sconsolata? Uno a proposito del quale il “Financial Times” ha scritto:

«Tuttavia Bersani – il cui partito ha sostenuto il governo tecnocratico di Mario Monti per 13 mesi finché il primo ministro non si è dimesso lo scorso Venerdì – ha chiarito che vuole giocare un ruolo di primo piano al livello dell’Unione Europea e ha affermato la sua intenzione di rispettare e dare continuità alle decisioni prese da Monti per affrontare la crisi della zona euro.»

«”Non litigherò con la Germania. Io voglio che l’Italia abbia una seria, franca e amichevole relazione con la Germania basata su argomentazioni razionali e realistiche” ha detto Bersani.»

Vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2012/12/31/una-mia-curiosita-soddisfatta/

A mali estremi, estremi rimedi.

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La buffonata del Nobel per la pace all’Unione Europea

12 ottobre 2012

Da chi è conferito il premio Nobel per la pace?

Pensavo che il Nobel fosse un premio svedese, invece, guarda un po’, quello per la pace, a differenza di tutti gli altri premi Nobel, è un premio norvegese:

“The Nobel Peace Prize is awarded by a committee of five persons who are chosen by the Norwegian Storting (Parliament of Norway), Oslo, Norway. ”

http://www.nobelprize.org/nobel_prizes/peace/

Tutti gli altri premi Nobel, ossia:

The Nobel Prize in Physics

The Nobel Prize in Chemistry

The Nobel Prize in Physiology or Medicine

The Nobel Prize in Literature

The Prize in Economic Sciences in Memory of Alfred Nobel

sono assegnati da istituzioni svedesi, vedi:

http://www.nobelprize.org/

Ora, si dà il caso che la Norvegia non solo non faccia parte dell’eurozona, non fa proprio parte dell’Unione Europea!

E La Repubblica ci informa che:

«Norvegia: congratulazioni, ma il nostro ingresso non è in agenda. Dal premier norvegese Jens Stoltenberg sono arrivate congratulazioni alla Ue per il Nobel per la pace. Ma l’ingresso nell’Unione non è nell’agenda di Oslo, ha tenuto a chiarire. “E’ possibile congratularsi con l’Ue per il premio, riconoscere il ruolo dell’Ue per la pace, separatamente dalla questione delle relazioni tra Ue e Norvegia: la nostra adesione non è in agenda”, ha dichiarato.»

http://www.repubblica.it/esteri/2012/10/12/news/

premio_nobel_pace_2012_unione_europea-44375356/

Non posso che concordare con l’ottimo articolo di Mario Giordano:

“Dare il premio Nobel per la pace all’Unione europea è un po’ come dare il premio Oscar per la miglior interpretazione a un carciofo bollito. Di tante assurdità cui la giuria di Oslo ci aveva abituato nel tempo, questa è la più incredibile: sono mesi che diciamo che l’Europa non esiste e che i guai che ci sommergono sono provocati proprio da un continente burocratico e cavilloso, che strapaga i suoi dirigenti per occuparsi delle curvature delle banane, mentre lascia i cittadini a morire di fame. E mai come in questi mesi l’inefficienza disastrosa di Bruxelles ha minacciato la pace nel continente, portando la gente in strada da Atene a Madrid, esasperando gli animi, provocando incidenti e scontri.

Chi glielo dice, adesso, ai disoccupati della Grecia che l’Ue ha vinto il Nobel per la pace? Chi glielo dice ai giovani italiani che non trovano più un lavoro nemmeno a pagarlo? Chi glielo dice agli imprenditori spagnoli che falliscono a catena? La mancanza di una politica comune, cioè la mancanza di una vera Unione Europea, è la causa di tutti questi guai. Come si fa a dare un premio a tutto ciò? Dicono: è un segnale d’incoraggiamento. Ma ciò poteva valere per Obama, premiato ancor prima di essere eletto, senza che avesse combinato nulla né nel bene né nel male. Non per l’Unione europea, che di bene ha combinato poco. E di male, invece, un sacco.”

http://www.tgcom24.mediaset.it/rubriche/articoli/1064047/nobel-ue-un-assurdo-premio-per-i-gatti-grassi.shtml

Del resto, la motivazione del premio Nobel per la pace all’Unione Europea è:

«”…la lotta per la pace e la riconciliazione e per la democrazia e i diritti umani. Il ruolo di stabilizzazione svolto dall’Ue ha contribuito a trasformare la maggior parte d’Europa da un continente di guerra a un continente di pace”.»

http://www.repubblica.it/esteri/2012/10/12/news/

premio_nobel_pace_2012_unione_europea-44375356/

Ebbene, questa è una solenne sciocchezza. Non è stata affatto l’Unione Europea a garantire la pace in Europa, neanche a livello di contributo.

È stato invece il terrore dell’olocausto nucleare (Regno Unito e Francia sono potenze nucleari), proprio come è stato questo terrore a impedire che la guerra fredda tra USA e URSS diventasse guerra vera.

Ragion per cui, l’idea che l’Unione Europea serva a mantenere la pace in Europa è semplicemente una balla.

Una delle tante utilizzate da chi vuole distruggere gli Stati europei.

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Essere per lo Stato non vuol dire essere antinglesi e antiamericani

27 luglio 2012

In alcuni di coloro che auspicano l’uscita dall’euro e il ripristino dello Stato (quello vero, lo Stato sovrano, non le parodie di Stato che ci sono oggi in Europa) è possibile notare un certo atteggiamento antinglese e antiamericano, più o meno pronunciato.

Ciò, sul piano della ragione, è assurdo.

Gli inglesi sono notoriamente euroscettici: infatti non hanno accettato l’euro e si sono tenuti ben stretta la loro sterlina.

Gli statunitensi, poi, hanno un’idea estremamente salda dello Stato e della sua sovranità (chi s’immagina il contrario, semplicemente non li conosce). Del resto anche gli inglesi la pensano così.

Non che nel Regno Unito o negli Stati Uniti d’America non esistano pazzi, illusi e sognatori (“You may say I’m a dreamer…” cantava John Lennon nel suo inno alla fratellanza universale e all’anarchismo, prima di morire ammazzato in mezzo alla strada).

Ma essi non riescono a influenzare in modo significativo la loro politica nazionale, ciò che invece, purtroppo, accade altrove, perfino nella grande e gloriosa cultura francese, la cultura che con Carlo Martello, il nonno di Carlo Magno, salvò l’intero Occidente nel 732, vincendo la battaglia di Poitiers (nota anche come battaglia di Tours) contro gli islamici.

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Spread e Spleen

23 luglio 2012

«Gli spread di Spagna e Italia venerdì si sono impennati fino a toccare i 610 e i 500 con rendimenti altissimi del 7,2% e del 6,1% e le borse hanno chiuso ‘a picco’.»

http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/economia/2012/07/22/Domani-test-brivido-Torna-paura-Grecia_7222639.html

«chaque jour vers l’Enfer nous descendons d’un pas, sans horreur»

Charles Baudelaire, Les Fleurs du Mal, Au Lecteur

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