Posts Tagged ‘freedom of the press’

Come mi trattano in internet

23 dicembre 2017

Devo dire che Google mi tratta piuttosto bene: per esempio, è dal 2013 che, cercando “disastro europeo” senza virgolette, sono sempre il primo della lista fornita sia da Google Ricerca che da Google Immagini, vedi sotto i relativi screenshot scattati in data odierna (23 dic 2017).

Ne ho già scritto qui (nel 2015):

https://luigicocola.wordpress.com/2015/02/14/il-disastro-europeo-e-google/

Un altro esempio: se in data odierna voi cercate su Google “interpretazioni del mondialismo”, oppure “interpretare il mondialismo”, sempre senza virgolette, anche qui sono il primo della lista fornita da Google Ricerca, vedi sotto gli screenshot.

Sia chiaro: tutto ciò con la cache e i cookie del browser azzerati. E non ho fatto nulla per ottenere questo risultato, se non scrivere due saggi di scienza politica e i post di questo blog, che, occorre ricordarlo, ha come sottotitolo: Per un nuovo Risorgimento.

Certo, Google potrebbe trattarmi meglio e soprattutto potrebbe smetterla di ricordare un manuale su Linux, il Sistema Operativo che per me è assolutamente il migliore, da me scritto una decina di anni fa (stampato con due titoli diversi): si tratta di un banale manuale, da me rilasciato con il copyright e che ho tolto molti anni fa dal mercato perché ormai obsoleto e inutile.

Mi dovrò portare dietro questo manualetto per tutta la vita?

E passiamo a Lulu, la nota casa editrice on demand, fondata da Bob Young e con sede a Raleigh (Carolina del Nord, USA), presso la quale ho stampato i miei libri di scienza politica.

Il servizio è ottimo, tranne che per un particolare di non lieve importanza: nonostante le mie ripetute rimostranze, hanno classificato i miei libri nelle categorie “Politica” e “Spettacolo” per la versione italiana del loro sito e nella categoria “Entertainment” per la versione inglese, vedi sotto gli screenshot.

Sarà che non gli piace ciò che scrivo? Ho questo atroce dubbio.

Comunque essi mi hanno sempre risposto che ci sono problemi tecnici e che è impossibile cambiare le categorie (nella mia ingenuità pensavo che bastasse qualche click del mouse!).

E veniamo a WordPress: mi ha sempre dato un servizio eccellente, lo consiglio a tutti.

In ultimo voglio ringraziare LibraryThing: sono veramente impeccabili.

Questo è quanto.

Copyright © 2017 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.

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L’élite globalista USA vuole censurare internet II

22 maggio 2017

Evan Williams, uno dei padri del blog (coniò fra l’altro il termine “blogger”) e anche uno dei fondatori di Twitter, rinnega il principio che sta alla base di internet: dare la parola a tutti, che è la perfetta attuazione della libertà di parola e della libertà di stampa garantite dal Primo Emendamento della Costituzione degli Stati Uniti d’America, in inglese “freedom of speech” e “freedom of the press”.

Questo è il First Amendment:

«Congress shall make no law respecting an establishment of religion, or prohibiting the free exercise thereof; or abridging the freedom of speech, or of the press; or the right of the People peaceably to assemble, and to petition the Government for a redress of grievances.»

In italiano:

«Il Congresso non promulgherà leggi per il riconoscimento ufficiale di una religione, o che ne proibiscano la libera professione; o che limitino la libertà di parola, o di stampa; o il diritto delle persone di riunirsi pacificamente in assemblea e di fare petizioni al governo per la riparazione dei torti.»

Ecco cosa ha detto Evan Williams in un’intervista al New York Times (20 maggio 2017):

«”I think the internet is broken,” he says. He has believed this for a few years, actually. But things are getting worse. “And it’s a lot more obvious to a lot of people that it’s broken.”…

…”I thought once everybody could speak freely and exchange information and ideas, the world is automatically going to be a better place,” Mr. Williams says. “I was wrong about that.”…

…“It’s a very bad thing, Twitter’s role in that,” he said finally. “If it’s true that he [Donald Trump] wouldn’t be president if it weren’t for Twitter, then yeah, I’m sorry.”»

www.nytimes.com/2017/05/20/technology/evan-williams-medium-twitter-internet.html

«Un tempo pensavo che, se avessimo dato a tutti la possibilità di esprimersi liberamente e scambiarsi idee e informazioni, il mondo sarebbe diventato automaticamente un posto migliore. Mi sbagliavo»

http://www.corriere.it/tecnologia/17_maggio_21/confessione-fondatore-twitter-internet-non-funziona-piu-scusateci-donald-trump-0a58775a-3ddc-11e7-b817-1edf273dd83b.shtml

Insomma, l’élite globalista USA vuole censurare internet, per trasformare la democrazia degli United States in dittatura.

Che dire, Mr. Williams, lei mi fa schifo, proprio schifo…come si dice in inglese?

Provi a impedirmi di scriverlo in questo blog.

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