Posts Tagged ‘front national’

I mondialisti cascano dal pero

8 dicembre 2015

C’è un’espressione italiana che descrive perfettamente la situazione politica attuale: “cascare dal pero”.

cascare dal pero: Dover prendere atto, in genere dolorosamente, di una data realtà. Anche essere costretti a cambiar vita, peggiorandone il tenore, a causa di un rovescio economico e simili. Oppure essere costretti ad abbandonare un atteggiamento di superiorità, di snobismo, di altezzosità.

http://dizionari.corriere.it/dizionario-modi-di-dire/P/pero.shtml

Ecco, oggi i mondialisti cascano dal pero, vedi per esempio qui:

Il successo della Le Pen e l’Europa della paura

«Con la sinistra che si è suicidata volendo essere destra, la mappa politica dell’Europa è diventata a poco a poco uno grande monocolore dove i socialisti, decimati, arrancano sempre più a fatica. Le Pen vince in Francia dopo Victor Orban in Ungheria, Jaroslaw Kaczynski in Polonia e una miriade di altri grandi e piccoli partiti conservatori. Dopo Alexis Tsipras in Grecia e Antonio Costa in Portogallo, alcuni dei rari rivoltosi di segno opposto.

Quasi tutti hanno in comune la soluzione nazionalista e anti-europea, più o meno esasperata. Di sicuro Marine Le Pen è la più netta: niente euro, niente Schengen, niente Europa, niente Islam, basta con l’economia liberale, meglio dirigismo economico e protezionismo industriale.»

http://www.ilsole24ore.com/art/commenti-e-idee/2015-12-08/il-successo-le-pen-e-l-europa-paura-083255.shtml?uuid=ACM9CApB

I mondialisti stanno incominciando dolorosamente a capire che hanno fallito, che la realtà è molto diversa dai loro sogni, che non riusciranno a imporre al mondo le loro demenziali e criminali fantasie politiche.

Copyright © 2015 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.

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Votando oggi Marine Le Pen vincerebbe il primo turno

28 agosto 2015

Se si votasse oggi, Marine Le Pen vincerebbe il primo turno delle elezioni presidenziali francesi, questo il verdetto di un recentissimo sondaggio.

Ecco le cifre:

Hollande 20% (in alternativa Valls: 22%)

Sarkozy 24% (se si candidasse Valls al posto di Hollande: 23%)

Le Pen 26% (se si candidasse Valls al posto di Hollande: 26%)

http://www.data24news.it/sondaggi-nel-mondo/mondo/188866-sondaggio-francia-per-marine-le-pen-vittoria-al-1-turno-alle-presidenziali-92079/

http://www.parismatch.com/Actu/Politique/Sondage-Presidentiel-Manuel-Valls-talonne-Nicolas-Sarkozy-817719

Questo è l’eccellente risultato della cosiddetta dédiabolisation del Front National condotta da Marine Le Pen, tappa fondamentale della quale è stata la teatrale cacciata del padre, Jean-Marie Le Pen (ovvero della vecchia estrema destra francese).

Matteo Salvini ha fatto l’esatto contrario: si è buttato nelle braccia della vecchia estrema destra italiana.

Eppure è noto a tutti che per vincere occorre andare verso il centro.

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Perché Tsipras ha venduto il suo popolo?

15 luglio 2015

Alexis Tsipras ha venduto il suo popolo. Su questo sono d’accordo in molti.

Nessuno però spiega esaurientemente perché l’abbia fatto, vedi p.e. Bernard Monot del Front National:

«Siamo d’accordo con lui sulla lotta all’evasione fiscal e su alcuni punti ma, e Marine Le Pen lo ha ribadito davanti a lui in parlamento, per noi l’unica cosa da fare è uscire dall’Euro. Tsipras sarebbe dovuto essere più coraggioso, andare fino in fondo e abbandonare la moneta unica. Noi lo avremmo fatto. Lui potrebbe farlo ma non lo farà, perché non vuole”.»

http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/07/11/grecia-monot-front-national-tsipras-doveva-uscire-dalleuro-atene-e-la-punta-delliceberg-si-va-verso-un-nuovo-shock/1862873/

Perché non vuole? È semplicemente mancanza di coraggio?

Neanche per sogno.

Il vero perché è spiegato dalla mia teoria unificata delle ideologie antistato: Tsipras è un comunista e il comunismo e l’europeismo sono due ideologie antistato.

Lo scopo supremo di Tsipras è lo stesso di quello della Merkel: eliminare gli Stati europei.

Ecco perché Tsipras non vuole uscire dall’euro.

Del resto avevo previsto tutto ciò:

https://luigicocola.wordpress.com/2015/04/27/odio-per-varoufakis-no-solo-disprezzo/

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La koinè antistato dell’Occidente

24 marzo 2015

Leggo i risultati delle elezioni amministrative francesi: il Front National di Marine Le Pen cresce, ma non sfonda.

Non mi stupisce.

Essere contro lo Stato è la koinè dell’Occidente.

È quindi difficile dare ascolto alla Ragione (la quale ci dice che lo Stato è una necessità), anche per quella che fu la patria dell’Illuminismo.

Forse il cambiamento avverrà solo a disastro economico/sociale avvenuto.

In Francia non ci sono ancora arrivati.

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Quando bisogna cambiare radicalmente la moderazione non serve

31 marzo 2014

Si sono concluse le elezioni amministrative francesi, con la vittoria dell’Ump, il partito di centrodestra, e una buona affermazione del Front National di Marine Le Pen, che è ormai il terzo partito del Paese.

Vedi qui:

http://www.lettera43.it/politica/francia-elezioni-amministrative-esulta-la-destra_43675125891.htm

Joe Galt scrive sull’Occidentale:

«Oggi i giornali parleranno soprattutto di questo, del presidente che dopo gli scandali becca una batosta elettorale da manuale e delle forze che minacciano la costruzione europea e la moneta unica. Noi invece preferiamo parlare della “onda blu”, come l’ha definita il leader della destra moderata [il corsivo è mio], Cope’, “la prima grande vittoria dell’Ump in una elezione locale”.»

http://www.loccidentale.it/node/131302

Vorrei proprio sapere, nel disastro europeo in cui ci troviamo, che senso ha parlare di “destra moderata”.

Quando bisogna cambiare radicalmente la moderazione non serve, anzi è un ostacolo.

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La destra non è al palo: sta valutando attentamente

28 dicembre 2013

Da un articolo su http://www.destra.it del 5 dicembre 2013, intitolato Euro e dintorni. La destra non è al palo, di Carlo Fidanza:

«Negare che esista il tema della collocazione europea della destra italiana sarebbe infantile. Ma allo stesso tempo sarebbe semplicistico liquidarlo con un’acritica adesione al fronte delle forze anti-Ue che Marine Le Pen sta cercando di coagulare attorno al suo Front National.

Noi ci sforziamo di partire dai contenuti. Abbiamo aperto l’Officina per l’Italia a cui hanno aderito molte personalità della politica e della cultura: una parte consistente del documento finale è incentrato sul concetto di sovranità e su una proposta forte. Dobbiamo rinegoziare tutte le condizioni del nostro permanere in Europa e nell’Eurozona: Fiscal compact e patto di stabilità, contributo al Mes e al bilancio comunitario, ruolo della Bce, politica dell’immigrazione e dell’asilo, tutela delle produzioni di qualità. Lo abbiamo definito un manifesto “eurocritico“

…Questo panorama magmatico rende la scelta della collocazione europea della destra italiana tutt’altro che banale. È di tutta evidenza che c’è un grande spazio anche in Italia per un messaggio forte ma non siamo abituati a fare scelte sull’onda di emozioni o tendenze giornalistiche. Non siamo in posizione attendista ma di attenta valutazione [il corsivo è mio]. La nostra unica bussola è e l’interesse nazionale in un’Europa che vogliamo radicalmente diversa dall’Ue che abbiamo conosciuto fino ad oggi. Sceglieremo il percorso che meglio ci permetterà di tutelarlo. C’è spazio per questo percorso costruendo un fronte più vasto di opposizione dentro il Ppe, che rimarrà il gruppo più importante del prossimo Parlamento europeo? C’è spazio per ricostruire una presenza autonoma delle destre, come fu con il gruppo Uen (Unione per l’Europa delle Nazioni)? C’è spazio per un percorso comune con i Conservatori, ai quali ci unisce una battaglia contro l’eurocrazia ma dai quali ci divide la necessità di difendere la qualità dei nostri prodotti da un mercato globale senza regole?

Ha senso confinare la posizione eurocritica nell’ambito di gruppi anti-Ue che, a dispetto della loro consistenza, verranno realisticamente tagliati fuori dai giochi del prossimo Europarlamento e in cui ci sarà meno possibilità di difendere tutti i giorni l’Italia?…»

http://www.destra.it/euro-e-dintorni-la-destra-non-e-al-palo/

Di fronte a cotanta determinazione e assenza di dubbi, mi sento sopraffatto.

Avevo torto, la destra italiana non sta tacendo sull’euro, trattasi invece di “attenta valutazione”.

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