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Gli assurdi commenti alla decisione di Trump su Gerusalemme

7 dicembre 2017

Leggo la seguente perla in un articolo di Fulvio Scaglione pubblicato su linkiesta.it il 6 dicembre 2017 e intitolato Gerusalemme capitale d’Israele, la mossa di Trump contro Iran e Russia L’ambasciata americana a Gerusalemme è parte di una strategia per avvicinare Israele all’Arabia Saudita in opposizione a Iran e Libano. I negoziati di pace con i palestinesi sarebbero il prossimo passo dell’amministrazione Trump:

«Dal punto di vista della legittimità internazionale, insomma, l’annessione israeliana di Gerusalemme Est vale quanto l’annessione russa della Crimea: nulla.»

http://www.linkiesta.it/it/article/2017/12/06/gerusalemme-capitale-distraele-la-mossa-di-trump-contro-iran-e-russia/36410/

Ecco a che livelli di assurdità si può arrivare quando ci si dimentica ciò che scrisse Hobbes nel 1651:

«E patti senza la spada non sono che parole…» (Thomas Hobbes, Leviatano, 2009, Laterza, pag. 139).

La spada è l’antico simbolo biblico della forza (Bibbia Emmaus, pag. 2450).

Del resto l’intero articolo di Scaglione è un’assurdità, in che altro modo definire la tesi che «L’ambasciata americana a Gerusalemme è parte di una strategia per avvicinare Israele all’Arabia Saudita in opposizione a Iran e Libano», come recita il sottotitolo?

Posso ben immaginare quanto siano felici in Arabia Saudita per l’ambasciata americana a Gerusalemme e quanto adesso si sentano più vicini di prima a Israele!

Il vero motivo della decisione di Trump l’ho scritto nel mio post di ieri:

https://luigicocola.wordpress.com/2017/12/06/donald-trump-promuove-il-nazionalismo-ebraico/

P.S.: perfino l’ISPI, Istituto per gli Studi di Politica Internazionale, scrive stupidaggini su questo argomento, vedi il seguente articolo (6 dicembre 2017):

Trump sceglie: Gerusalemme capitale di Israele

http://www.ispionline.it/it/pubblicazione/trump-sceglie-gerusalemme-capitale-di-israele-19135

La verità è che, senza poter nominare il mondialismo (nessuno dei due articoli citati lo nomina), per via della censura mondialista, non si può scrivere altro che stupidaggini.

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In Italia è tabù parlare di mondialismo

17 febbraio 2016

È vietato in Italia parlare di mondialismo.

Anzi, è tabù.

Chi viola questo tabù diventa automaticamente “politically incorrect” (populista, fascista, ecc. ecc.), oppure complottista.

In altre parole: cattivo o pazzo.

A questo proposito voglio citare L’impero impazzito di Washington, un recente articolo di Fulvio Scaglione, il quale evidentemente non vuole essere né l’uno né l’altro:

“Più in generale, l’impero sembra ormai in preda a una formidabile mancanza di lucidità. Si è impegnato in tutte le imprese più devastanti degli ultimi decenni. La guerra in Iraq del 2003, inventata da Bush e Blair. La guerra in Libia del 2011. E’ coinvolto nel modo che sappiamo in Siria. Ogni volta interlocutori diversi, dalla Russia alla Germania, dalla Francia a milioni di pacifisti fino a esperti di ogni genere e grado, hanno messo in guardia dalle conseguenze. Imperterrito, l’impero è andato avanti, con i risultati che vediamo ogni sera nei Tg. Risultati che sono sempre gli stessi: frammentazione, disgregazione, terrorismo. E la strategia si replica anche in Europa: basi Nato a 120 chilometri da San Pietroburgo, scudo stellare in Polonia (2008), rivolgimento in Ucraina, richiamo ai Paesi dell’ex Est che guardano più a Washington che a Bruxelles… Risultato: guerra in Ucraina e Unione Europea a pezzi. Forse così più pronta a firmate il Ttip (Transatlantic Trade and Investment Partnership)? Come già ai tempi dell’Iraq, anche ora spuntano generali e analisti americani che invocano la partizione della Siria. La Libia, quella, è già in frammenti.

Forse c’è una logica, in questa follia, ma è difficile vederla [il corsivo è mio].”

http://www.fulvioscaglione.com/2016/02/15/limpero-impazzito-di-washington/

Davvero è difficile vederla?

Scaglione, guardi meglio: il Re è nudo!

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