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Perché si censura il ruolo di Henri de Saint-Simon nella genesi storica del mondialismo e dell’Unione Europea?

13 novembre 2018

Francamente sono disgustato dalle continue falsità, mistificazioni e menzogne che si scrivono sul mondialismo (o globalismo, in inglese globalism, in francese mondialisme) e sull’Unione Europea, la quale altro non è che il progetto più avanzato dell’ideologia mondialista.

Il concetto dell’Unione Europea nacque dalla mente del Conte Henri de Saint-Simon (1760-1825), che nel 1814 pubblicò De la réorganisation de la société européenne (titolo), ou de la nécessité et des moyens de rassembler les peuples de l’Europe en un seul corps politique, en conservant a chacun son indépendance nationale (sottotitolo) (1, 2).

Tanto per fare un esempio, il capitolo II del libro II di tale opera si intitola: De la Chambre des Députés du Parlement Européen.

Vediamo cosa scrive l’Enciclopedia Britannica su Saint-Simon:

«Henri de Saint-Simon, in full Claude-Henri de Rouvroy, Comte (count) de Saint-Simon, (born Oct. 17, 1760, Paris, Fr.—died May 19, 1825, Paris), French social theorist and one of the chief founders of Christian socialism. In his major work, Nouveau Christianisme (1825), he proclaimed a brotherhood of man that must accompany the scientific organization of industry and society.» (3)

Quindi Saint-Simon è uno dei capi fondatori del socialismo cristiano e scrisse un’opera (la sua opera maggiore) intitolata Nouveau Christianisme.

Il principio fondamentale del mondialismo è quello di sostituire lo Stato con la tecnocrazia e, proprio come il concetto dell’Unione Europea, tale concetto (sostituire lo Stato con la tecnocrazia) nacque anch’esso dalla mente di Saint-Simon, come ci spiegano Norberto Bobbio e Claudio Finzi (4, 5).

Perché tutto ciò viene quasi sempre taciuto da chi si occupa a vario titolo del mondialismo?

Perché si tace sul fatto storico che il concetto di sostituire lo Stato con la tecnocrazia (4, 5) e il concetto dell’Unione Europea (1, 2) nacquero entrambi dalla mente di Saint-Simon?

Perché si tace sulla “durevole influenza” (6) nell’élite dell’Ottocento del sansimonismo, l’ideologia antistato creata da Saint-Simon (della quale il mondialismo è semplicemente e banalmente una perversione, essendo, a differenza del sansimonismo, contro il popolo, 7)?

Perché si tace sul fatto storico che ci furono nell’Ottocento ebrei sansimonisti (proprio come lo è oggi George Soros, 8, 9) (10, 11)?

Perché si tace sui sansimonisti dell’Ottocento che predicarono la bancocrazia (proprio come la predica oggi Mario Draghi, 12) (13)?

Perché si tace sul fatto storico che il secondo Presidente della Repubblica Italiana, Luigi Einaudi (1874-1961) (che fu scelto dal democristiano Alcide De Gasperi, 14), era europeista e contro lo Stato, proprio come Saint-Simon?

Ecco i primi scritti di Luigi Einaudi sull’Unione Europea, come riportati (cioè tradotti in inglese) da Angelo Santagostino nel suo recente libro Luigi Einaudi, the Father of the Fathers of Europe:

«SIXTY-TWO YEARS OF EUROPEAN WRITINGS, 1897-1959

(Original titles have been translated into English)

“The United States of Europe,” La Stampa, 20 August 1897.

* “The League of Nations”: a Possible Ideal?” Corriere della sera, 5 January 1918.

“The Dogma of Sovereignty and the Idea of the League of Nations,” Corriere della sera, 28 December 1918…» (15)

È da puntualizzare che Santagostino in tale libro non nomina mai Saint-Simon, che scrisse sull’unificazione dell’Europa nel 1814, quindi ben prima di Luigi Einaudi.

Questa è una mistificazione bella e buona!

Per quanto riguarda gli Stati Uniti d’Europa, di cui scrisse appunto Luigi Einaudi, ho spiegato diverse volte, dal 19 aprile 2012 in poi, che si tratta di un’idea impossibile da attuarsi, per un ben preciso motivo (16, 17), e ciò è stato poi ripetuto da Giovanni Sartori in un suo famoso editoriale sul Corriere della Sera intitolato Un animale senza difese (12 novembre 2012) (18).

Ed ecco infine alcuni passi di uno scritto di Luigi Einaudi del 1945 intitolato Il mito dello Stato sovrano, in cui egli dichiara che lo Stato è dannoso (anzi addirittura “immondo”!) e va eliminato:

«Perché l’idea della società delle nazioni è infeconda e distruttiva? Perché essa è fondata sul principio dello Stato “sovrano”. Questo è oggi nemico numero uno della civiltà, il fomentatore pericoloso dei nazionalismi e delle conquiste. Il concetto dello Stato sovrano, dello Stato che, entro i suoi limiti territoriali, può fare leggi, senza badare a quel che accade fuor di quei limiti, è oggi anacronistico ed è falso

…Divenute gigantesche le forze in contrasto, anche le guerre diventeranno più rare; finché esse non scompaino del tutto, nel giorno in cui sia per sempre fugato dal cuore e dalla mente degli uomini l’idolo immondo dello Stato sovrano [il neretto è mio].» (19)

Qui Luigi Einaudi fa mostra di ignorare che uno Stato o è sovrano o non esiste, dato che lo Stato è costituito dalla triade: sovranità, popolo, territorio, come giustamente scrive Nicola Abbagnano (20).

Quindi Luigi Einaudi intende in realtà questo: che lo Stato deve essere eliminato.

È il mantra dei millenaristi religiosi e dei millenaristi secolarizzati, i quali ripetono tale mantra all’infinito da quasi duemila anni, mantra che altro non è che un meme egoista (21), creato dall’Apocalisse di Giovanni, l’ultimo libro del Nuovo Testamento (9).

Tale mantra ha prodotto le ideologie antistato (cfr. la mia Teoria unificata delle ideologie antistato, 22), delle quali l’ultima e la più letale è proprio il mondialismo.

Quando dico letale intendo che il mondialismo è la vera causa della ben nota isteria antirussa e che tale isteria ci può condurre assai facilmente alla guerra nucleare tra la NATO e la Russia (23).

Si può definire il mondialismo come un delirio culturale (24):

il mondialismo è un delirio culturale.

In inglese:

globalism is a cultural delusion.

In francese:

le mondialisme est un délire culturel.

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1) De la réorganisation de la société européenne si può scaricare integralmente qui:

http://gallica.bnf.fr/ark:/12148/bpt6k10497526/f7.image

2) Chi ideò l’Unione Europea?

https://luigicocola.wordpress.com/2018/04/20/chi-ideo-lunione-europea/

3) La voce dell’Enciclopedia Britannica su Saint-Simon:

https://www.britannica.com/biography/Henri-de-Saint-Simon

4) «All’estremo opposto l’ideale della fine della società politica e della classe politica che ne trae un abusivo vantaggio è stato predicato da una concezione che oggi si direbbe tecnocratica dello Stato, come quella esposta da Saint-Simon secondo cui nella società industriale ove protagonisti non sono più i guerrieri e i legisti ma diventano gli scienziati e i produttori, non ci sarà più bisogno della «spada di Cesare». Questo ideale tecnocratico peraltro si accompagna in Saint-Simon con una forte ispirazione religiosa (il nouveau christianisme), quasi a suggerire l’idea che questo salto fuori della storia che è la società senza Stato non sia pensabile prescindendo da un’idea messianica.»

Norberto Bobbio, Stato, governo, società, Einaudi, 1995, pag. 124

5) «Inutile che qui io rifaccia la storia della tecnocrazia. Basta ricordarne alcuni principi fondamentali, che poi sono quelli fissati già dal fondatore o inventore: il francese Claude Henri de Rouvroy, conte di Saint-Simon, e poi affinati, adattati, rielaborati in due secoli di sviluppo senza però mai tradire alcuni presupposti irrinunciabili…

…Il mondo va male, perché al governo sono gli uomini della politica, regno appunto dell’incertezza, mentre ne restano fuori quelli che possono contare su un sapere certo e indubitabile: gli industriali, nei quali Saint-Simon comprende tutti coloro che in qualsiasi modo appartengono alla sfera della produzione. Per rimettere le cose a posto in questo mondo così cambiato occorre sostituire le incertezze della politica con le certezze della scienza e della tecnica; occorre che il controllo della società passi dalle mani dei politici a quelle degli industriali.»

Claudio Finzi, Ideologia tecnocratica e globalizzazione, in Agostino Carrino (a cura di), L’Europa e il futuro della politica, Società Libera, 2002, pagg. 235-236

Ideologia tecnocratica e globalizzazione si può leggere integralmente in rete:

http://www.teleion.it/users/garbolino/

librisoclibera/testi/europafutpol/19_europapf.shtml

6) Joyce M.H. Reid, Dizionario Oxford della letteratura francese, Gremese Editore, 2002 (trad. it. di The Concise Oxford Dictionary of French Literature, Oxford University Press, 1976), pag. 396

7) Ulteriori precisazioni sul mondialismo

https://luigicocola.wordpress.com/2018/01/21/ulteriori-precisazioni-sul-mondialismo/

8) Il programma politico di Soros è proprio quello di Saint-Simon

https://luigicocola.wordpress.com/2018/05/12/il-programma-politico-di-soros-e-proprio-quello-di-saint-simon/

9) Le tappe principali della genesi storica del mondialismo

https://luigicocola.wordpress.com/2018/07/28/le-tappe-principali-della-genesi-storica-del-mondialismo/

10) Un esempio di ebrei sansimonisti dell’Ottocento ci è dato dai fratelli Pereire, Isaac (1806-1880) ed Émile (1800-1875):

«The Pereire brothers were prominent 19th-century financiers in Paris, France, who were rivals of the Rothschilds. Like the Rothschilds, they were Jews, but unlike them the Pereire brothers were Sephardi Jews of Portuguese origin.»

https://en.wikipedia.org/wiki/P%C3%A9reire_brothers

È interessante notare che una loro discendente sposò proprio un Rothschild:

«Baroness Noémie de Rothschild (1888-1968) was a French philanthropist and property developer….

…Noémie de Rothschild was born as Noémie Halphen on 29 June 1888 in Paris, France.[1] She was the granddaughter of financier Eugène Péreire of the Sephardic-Jewish Péreire family of Portugal who were banking rivals of the Rothschilds.»

https://en.wikipedia.org/wiki/No%C3%A9mie_de_Rothschild

11) «Isaac Pereire:

French financier; born Nov. 25, 1806, at Bordeaux; died July 12, 1880, at Armanvilliers; grandson of Jacob Rodrigues Pereire. While still young he lost his father, and in 1823 went to Paris as employee in a bank. From this time he and his brother Emile were inseparable. Through Olinde-Rodrigues, a relative and the foremost pupil of St. Simon, the two brothers were introduced to Rodrigues’ followers and became at once enthusiastic supporters of St.-Simonism, making active propaganda, together with Enfantin, Michel Chevalier, Eugène Rodrigues, Duveyrier, and others [il neretto è mio]. The brothers then took up journalism, Isaac becoming collaborator on the “Globe,” “Temps,” “Journal des Débats,” etc.

In 1835, amid great financial difficulties, Pereire and his brother Emile built the first railway in France, that from Paris to St.-Germain; in 1836 they constructed the Paris-Versailles line, and in 1845 the Chemin de Fer du Nord. In 1852 the two brothers founded, not without reference to St.-Simonistic ideas, the Société Générale du Crédit Mobilier, which had for its object the carrying out of great undertakings by means of the union of small capitalists, thereby allowing the latter to share in the profits [il neretto è mio]. This institution undertook the building of several large railways in France, Switzerland, Russia, and Spain, and founded several gas and omnibus companies. Although the Crédit Mobilier, which caused radical changes in the entire financial market, was obliged to liquidate in 1867, Isaac and Emile Pereire remained prominent financiers. Both, together with Isaac’s son Eugène, were returned to the Corps Législatif in 1863.

Isaac, who was made a knight of the Legion of Honor, was distinguished for his philanthropy. In 1880 he founded a prize of 100,000 francs, divided into four series, for the best works on social economics. Although he remained true to the religion of his fathers, he used his influence in favor of the Roman Catholic Church, and voted in the Chamber for the maintenance of the temporal power of the pope.»

http://www.jewishencyclopedia.com/articles/12022-pereire

12) Questo è parlar chiaro!

https://luigicocola.wordpress.com/2014/08/12/questo-e-parlar-chiaro/

13) «”La banca, questa regina del secolo dovrà impadronirsi delle terre, delle macchine, dei capitali; la banca diventerà la nazione, il governo; la banca diventerà il centro della nuova organizzazione sociale; la banca ingrandirà sino a creare un’epoca … “.
Chi esalta così la banca non è un qualsiasi, grande o piccolo, banchiere dei nostri giorni. Autore della frase è uno dei più noti rivoluzionari italiani dell’Ottocento: Giuseppe Ferrari, che così scrive negli anni trenta del secolo scorso, tracciando un rapido profilo della storia del pensiero europeo come introduzione alle opere di Giambattista Vico 17.
Ma non è il solo, che così esalti la banca e la sua funzione. Anzi, Giuseppe Ferrari è proprio l’anello di congiunzione fra il profeta della tecnocrazia, il nobile più volte ricordato Claude Henri de Rouvroy conte di Saint-Simon, e il più avanzato sostenitore di tutto il potere alle banche, che sarà pochissimi anni dopo un altro italiano…

…Henri de Saint-Simon muore nel 1825. La scuola saintsimoniana accentua la sua fede nella banca e nella funzione regolatrice dell’alta finanza. La scuola si espande in Italia, dove i suoi principi, i suoi dogmi, le sue pretese salvifiche vengono portati all’estremo. Giuseppe Ferrari scrive la lode della banca nel 1837. Subito dopo, nel 1840-42, a Milano si pubblica un’opera in due volumi dal titolo quanto mai significativo: Bancocrazia. Autore è il siciliano barone Giuseppe Corvaia, personaggio dalla vita tumultuosa e vagabonda, protagonista di avventure economiche in tutta Europa (lo incontriamo a Parigi, Napoli, Malta, Torino, Londra) e di disavventure politiche in patria (arrestato a Napoli nel 1822, perde beni e libertà; condannato a dieci anni, ne sconta soltanto tre) 18.
Giuseppe Corvaia è un deciso e fervente ammiratore e seguace del Saint-Simon, ma va oltre le tesi del maestro, individuando senza esitazioni nella banca il possente centro del nuovo desiderabile potere universale, destinato a sostituire anche il potere tecnico…

…Queste idee bancocratiche sono tornate alla ribalta con George Soros, il famoso finanziere statunitense, che espone le sue opinioni in materia in discorsi, articoli, libri, ampiamente diffusi e tradotti. Vediamo ora La crisi del capitalismo globale. La società aperta in pericolo, testo molto recente, perché pubblicato nel 1998 e tradotto in italiano l’anno successivo 24.»

Claudio Finzi, op. cit., pagg. 243-246

14) Corsa al Colle: l’elezione di Einaudi (1948-1955)

https://www.panorama.it/news/politica/quirinale-luigi-einaudi/

15) Angelo Santagostino, Luigi Einaudi, the Father of the Fathers of Europe, Cambridge Scholars Publishing, 2017, pag. XV

16) Sartori ed io sugli Stati Uniti d’Europa scriviamo le stesse cose

https://luigicocola.wordpress.com/2012/11/17/sartori-ed-io-sugli-stati-uniti-deuropa-scriviamo-le-stesse-cose/

17) Un’analisi errata e mendace dell’Unione Europea

https://luigicocola.wordpress.com/2018/01/04/unanalisi-errata-e-mendace-dellunione-europea/

18) Giovanni Sartori, Un animale senza difese, Corriere della Sera, 12 novembre 2012

https://www.corriere.it/editoriali/12_novembre_12/un-animale-senza-difese-giovanni-sartori_121347e2-2c91-11e2-ac32-eb50b1e8a70b.shtml

19) Luigi Einaudi, Il mito dello Stato sovrano, Il risorgimento liberale, 3 gennaio 1945

disponibile qui:

http://www.iisf.it/discorsi/einaudi/mito_s_s.htm

20) «STATO (gr. πολιτεία; lat. Respublica; inglese State; franc. État; ted. Staat). In generale, l’organizzazione giuridica coercitiva di una comunità determinata. L’uso della parola S. è dovuta a Machiavelli (Principe, 1513, § 1)…

…lo S. ha tre elementi o proprietà caratteristiche: la sovranità o il potere preponderante o supremo; il suo popolo e il suo territorio

Nicola Abbagnano, Dizionario di filosofia, UTET, 1971, pagg. 833-835

21) Richard Dawkins, Il gene egoista, Zanichelli, 1979 (trad. it. di The Selfish Gene, Oxford University Press, 1976), pagg. 162-172

22) Luigi Cocola, La teoria unificata delle ideologie antistato e altri discorsi politici, 6° ed., lulu.com, 2018

23) Svelare la verità sul mondialismo, oppure morire tutti di guerra nucleare?

https://luigicocola.wordpress.com/2018/10/20/svelare-la-verita-sul-mondialismo-oppure-morire-tutti-di-guerra-nucleare/

24) Luigi Cocola, Il mondialismo è un delirio culturale, 2° ed., lulu.com, 2018

N.B.: tutti i link sono stati verificati in data odierna.

Copyright © 2018 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.

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L’illusione dei potenti di poter imporre al mondo una falsa verità

15 ottobre 2018

Avere l’illusione di poter imporre al mondo una falsa verità è un fenomeno caratteristico dei potenti.

Per esempio Adolf Hitler, il capo del nazismo, volle imporre al mondo che la razza ariana (una falsa verità, dato che essa non esiste) è la razza superiore e che la razza ebraica e la razza slava (anch’esse inesistenti) sono razze inferiori.

Hitler perse.

Consideriamo ora i globalisti: per esempio Jeff Bezos, Mark Zuckerberg, Bill Gates, George Soros, Angela Merkel, Emmanuel Macron, Mario Draghi, Jean-Claude Juncker, la Regina del Regno Unito Elizabeth II, il Re dei Paesi Bassi Willem-Alexander, ecc. ecc.

Essi, in preda al delirio culturale costituito dal globalismo (sinonimo: mondialismo; in inglese: globalism; in francese: mondialisme), vogliono imporre al mondo che lo Stato è inutile, anzi dannoso (una falsa verità, dato che lo Stato è un universale culturale * e infatti è sempre esistito).

Essi perderanno.

Qualunque cosa facciano.

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* cfr. La tracotanza dell’élite globalista deve essere stroncata dal popolo

https://luigicocola.wordpress.com/2018/09/01/la-tracotanza-dellelite-globalista-deve-essere-stroncata-dal-popolo/

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L’Unione Europea e il Nuovo Ordine Mondiale sono tentativi di attuare il Regno di Cristo sulla terra

8 ottobre 2018

Da tempo scrivo che l’ideologia del globalismo (in inglese “the ideology of globalism”) è un delirio culturale causato da un meme egoista (vedi la teoria dei memi di Richard Dawkins, 1).

Questo meme egoista consiste nella prescrizione di eliminare lo Stato.

Esso ebbe origine, quasi duemila anni fa, dall’Apocalisse di Giovanni, l’ultimo libro del Nuovo Testamento (libro scritto, secondo la tradizione, nel 95 d.C., cioè dopo la persecuzione di Nerone e nel corso della persecuzione di Domiziano).

La prescrizione di eliminare lo Stato fu, nel contesto della rivoluzione sociale costituita dal Cristianesimo, un’arma estremamente potente (ma anche estremamente pericolosa, perché conduce all’autodistruzione), che venne creata dalla granitica volontà degli schiavi dell’Impero romano di far crollare quest’ultimo.

Il sistema sociale schiavista di Roma era un sistema sociale iniquo, malvagio e scellerato: infatti Roma è chiamata nell’Apocalisse di Giovanni “Babilonia la grande, la madre delle prostitute e degli orrori della terra” (2).

Così l’Impero romano si divise in due parti: la parte orientale, a causa del cesaropapismo introdotto da Costantino il Grande, rimase in piedi, mentre la parte occidentale si dissolse e dette luogo al Medio Evo.

Purtroppo la prescrizione di eliminare lo Stato, quest’arma estremamente potente ed estremamente pericolosa, che aveva avuto pienamente successo, non scomparve dopo la caduta dell’Impero romano d’Occidente, ma prese stabile dimora nell’inconscio collettivo dei popoli occidentali.

La Chiesa di Roma cercò in seguito, e giustamente, di neutralizzarla mediante l’interpretazione allegorica dell’Apocalisse di Giovanni che venne escogitata da Agostino d’Ippona (Santo e Dottore della Chiesa) dopo il Sacco di Roma da parte dei Visigoti nel 410 (il quale, si noti bene, è l’avveramento della caduta di “Babilonia la grande” descritta nel 95 d.C dall’Apocalisse di Giovanni, 3).

L’interpretazione allegorica di Agostino d’Ippona di fatto annulla l’Apocalisse di Giovanni, come ho scritto più volte.

Purtroppo tale interpretazione allegorica funziona solo se c’è un clero che la fa attivamente funzionare.

Ma, prima con la traduzione del Nuovo Testamento nelle lingue dei popoli nati dalla caduta dell’Impero romano d’Occidente, poi con la Riforma, la cui caratteristica fondamentale è la rivendicazione del libero esame personale della Bibbia, quello che ho chiamato “filtro interpretativo agostiniano” venne ovviamente a cadere, lasciando via libera alla interpretazione letterale dell’Apocalisse di Giovanni.

Basta guardare i fatti storici: come nacque l’attesa del Regno di Cristo sulla terra (cioè l’attesa della seconda venuta di Cristo) da parte dei Taboriti boemi, da loro prevista per il 10-14 febbraio 1420 (4)?

Nacque perché i Taboriti boemi erano l’ala radicale degli Hussiti, cioè dei seguaci del boemo Jan Hus, il quale a sua volta era seguace di John Wycliffe.

Chi era John Wycliffe? Era un teologo inglese, nato nello Yorkshire all’inizio del Trecento, che con i suoi collaboratori tradusse la Bibbia dal latino in inglese: la Wycliffe’s Bible.

Oggi i mondialisti vogliono realizzare il Nuovo Ordine Mondiale (nominato per esempio da George H. W. Bush, ossia George Bush senior, in un suo famoso discorso del 1991, 5), in inglese New World Order, di cui l’Unione Europea è il work in progress più avanzato.

Il Nuovo Ordine Mondiale è la versione moderna e secolarizzata del Regno di Cristo sulla terra descritto nell’Apocalisse di Giovanni.

Come giustamente ha scritto Norman Cohn nel suo fondamentale The Pursuit of the Millennium:

«The old religious idiom has been replaced by a secular one, and this tends to obscure what otherwise would be obvious. For it is the simple truth that, stripped of their original supernatural sanction, revolutionary millenarianism and mystical anarchism are with us still.» (6)

Quindi, quando voi pensate all’élite globalista, per esempio Jeff Bezos, Mark Zuckerberg, Bill Gates, George Soros, Angela Merkel, Emmanuel Macron, Mario Draghi, Jean-Claude Juncker, ecc. ecc., non dovete lasciarvi fuorviare dalle loro sembianze moderne, che sono solo una maschera.

Dietro questa maschera, altro non c’è che la folla medievale, urlante e ripugnante come in un quadro di Bruegel o di Bosch, che nel febbraio dell’anno 1420, nelle vicinanze di Praga, in preda a un delirio collettivo (7), aspettava la seconda venuta di Cristo.

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1) Richard Dawkins, Il gene egoista, Zanichelli, 1979 (trad. it. di The Selfish Gene, Oxford University Press, 1976), pagg. 162-172

2) “Sulla sua fronte stava scritto un nome misterioso: «Babilonia la grande, la madre delle prostitute e degli orrori della terra».”

Apocalisse di Giovanni, 17, 5, Bibbia CEI 2008

3) “Gridò a gran voce: «È caduta, è caduta Babilonia la grande, ed è diventata covo di demòni, rifugio di ogni spirito impuro, rifugio di ogni uccello impuro e rifugio di ogni bestia impura e orrenda. Perché tutte le nazioni hanno bevuto del vino della sua sfrenata prostituzione, i re della terra si sono prostituiti con essa e i mercanti della terra si sono arricchiti del suo lusso sfrenato».”

Ibidem, 18, 2-3

4) «Le grandi assemblee furono percorse da una ventata di millenarismo che sperava di veder annientare il male senza più indugi. L’antico mondo stava per essere purificato dal fuoco, al più tardi fra il 10 e il 14 febbraio dell’anno 1420. A questa data molti collegavano il ritorno di Cristo, che avrebbe instaurato il suo regno immediato…

…Trascorso il 15 febbraio 1420 senza che all’attesa febbrile dell’intervento divino seguisse una manifestazione concreta, ci si mise a pensare che bisognava prima, con la forza, spianare la via del Signore eliminando, anche con il ricorso alla violenza, le posizioni occupate dall’Anticristo.»

Amedeo Molnár (a cura di), I Taboriti, Claudiana Editrice, 1986, pagg. 8-9

5) Il video del famoso discorso del 1991 in cui George Bush senior nomina il New World Order si può trovare facilmente in internet, per esempio qui:

youtu.be/byxeOG_pZ1o

6) Norman Cohn, The Pursuit of the Millennium – Revolutionary Millenarians and Mystical Anarchists of the Middle Ages, Oxford University Press, 1970, pag. 286

7) Robert E. Bartholomew, Erich Goode, Mass Delusions and Hysterias: Highlights from the Past Millennium, Skeptical Inquirer, Volume 24.3, May / June 2000

https://www.csicop.org/si/show/mass_delusions

_and_hysterias_highlights_from_the_past_millennium

Da notare che Robert E. Bartholomew ed Erich Goode, che sono sociologi, usano nel suddetto articolo come sinonimi tre termini: “mass delusion”, “social delusion”, “collective delusion”.

N.B.: tutti i link sono stati verificati in data odierna.

Copyright © 2018 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.

Il Dalai Lama non è un millenarista, a differenza di Bergoglio

18 settembre 2018

Leggo su ZeroHedge l’articolo di Robert Bridge Even The Exiled Dalai Lama Agrees: “Europe Belongs To Europeans” (18 settembre 2017):

«Is the Buddhist spiritual leader a white supremacist, an inveterate racist or even a closet Nazi? Only a very misinformed person would suggest such a thing. So how do we explain his recent remark that the millions of refugees who have been allowed to enter Europe should ultimately return to their homelands to “rebuild their own country”? Is that really such a vile and hateful suggestion?

Speaking at an event to commemorate the 80th anniversary of the founding of Individual Human Aid (IM), an international charity group that helped Buddhists resettle in Sweden following the 1959 Tibetan uprising, the 83-year-old Dalai Lama spoke without any fear of upsetting his PC-obsessed audience.

“Recently large numbers of refugees, many from the Middle East, have fled to Europe in fear for their lives,” he told a group of journalists.

“They have been given shelter and support, but the long-term solution should include providing training and education, particularly for their children, so they can return to rebuild their own countries when peace has been restored.

Receive them, help them, educate them… but ultimately they should develop their own country,” advised the 83-year-old Tibetan, who understands firsthand what it means to be an (legitimate) asylum seeker.

I think Europe belongs to the Europeans,” he continued, adding that refugees should understand that “they ultimately should rebuild their own country“.»

https://www.zerohedge.com/news/2018-09-17/even-exiled-dalai-lama-agrees-europe-belongs-europeans

https://www.strategic-culture.org/news/2018/09/17/even-exiled-dalai-lama-agrees-europe-belongs-to-europeans.html

Ma non è ovvio il perché il Dalai Lama dica i suddetti virgolettati?

Il Dalai Lama non è un millenarista, a differenza di Bergoglio, ecco il perché.

La delirante narrazione dei millenaristi (sia dei millenaristi religiosi come Bergoglio, sia dei millenaristi secolarizzati come George Soros ed Eugenio Scalfari), i quali vogliono distruggere i popoli europei, prima, e i popoli di tutto il mondo (1), poi, per far avverare il Millennium (2), cioè la seconda venuta di Cristo, è mandata in frantumi dalle parole del Dalai Lama.

Il mondialismo è un delirio culturale che è proprio della cultura occidentale (3) e il Dalai Lama non fa parte della cultura occidentale: questa è la semplice verità.

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1) compresi i cinesi, che purtroppo non hanno capito l’ideologia mondialista e la sua terribile e letale minaccia: essi si sono lasciati abbagliare dal denaro che gli è stato offerto dai mondialisti, ma si tratta di denaro avvelenato.

2) «And beyond the extermination of all evils lay the Millennium. These people were utterly convinced that while the earth was being cleansed of sinners Christ would descend ‘in glory and great power’.»

Norman Cohn, The Pursuit of the Millennium – Revolutionary Millenarians and Mystical Anarchists of the Middle Ages, Oxford University Press, 1970, pag. 213

3) Luigi Cocola, Il mondialismo è un delirio culturale, lulu.com, 2018

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P.S. 22 settembre 2018

Poiché la propaganda mondialista sta tentando di far passare come fake news la notizia che il Dalai Lama ha pronunciato il 12 settembre 2018 a Malmö, Svezia, la seguente frase: “I think Europe belongs to the Europeans”, riporto di seguito qualche autorevole fonte trovata su Google (in data 22 settembre 2018).

The Dalai Lama says ‘Europe belongs to Europeans’ and refugees should return to their native countries to rebuild them (12 settembre 2018)

«’I think Europe belongs to the Europeans,’ he said, adding they should make clear to refugees that ‘they ultimately should rebuild their own country’»

https://www.dailymail.co.uk/news/article-6159933/Dalai-Lama-says-Europe-belongs-Europeans.html

Dalai Lama says ‘Europe belongs to Europeans’ (12 settembre 2018)

«STOCKHOLM (AFP) – The Tibetan spiritual leader, the Dalai Lama, said Wednesday that “Europe belongs to the Europeans” and that refugees should return to their native countries to rebuild them.»

https://www.france24.com/en/20180912-dalai-lama-says-europe-belongs-europeans

PEACE OF ADVICE Dalai Lama says ‘Europe belongs to Europeans’ and claims refugees should return home to help rebuild their countries (13 settembre 2018)

«Speaking at a conference in Malmo, Sweden, the 1989 Nobel Peace Prize winner said: “Receive them, help them, educate them.

“But ultimately they should develop their own country.”

He added: “I think Europe belongs to the Europeans…”»

https://www.thesun.co.uk/news/7248455/dalai-lama-europe-refugees-rebuild-countries/

Dalai Lama says ‘Europe belongs to the Europeans’ and suggests refugees return to native countries (14 settembre 2018)

«The Dalai Lama has sparked anger after declaring that “Europe belongs to the Europeans”.

The Tibetan Buddhist spiritual leader also said that refugees should return to their native countries and assist with developing them.»

https://www.independent.co.uk/news/world/europe/dalai-lama-europe-refugee-crisis-immigration-eu-racism-tibet-buddhist-a8537221.html

‘Europe belongs to Europeans’, says Dalai Lama (14 settembre 2018)

The Dalai Lama says Europe belongs to Europeans, sparking debate on social media, with some labelling the spiritual leader a “bigot”.

Speaking at a conference in Sweden on Wednesday, the Tibetan spiritual leader made the comments in the country’s third-largest city, Malmo, which is home to a large immigrant population.

The 14th Dalai Lama – who won the Nobel Peace Prize in 1989 – said Europe was “morally responsible” for helping “a refugee really facing danger against their life,” Business Times reports.

He told European countries to “receive them, help them, educate them… but ultimately they should develop their own country.”

“I think Europe belongs to the Europeans,” he said»

https://www.msn.com/en-au/news/world/europe-belongs-to-europeans-says-dalai-lama/ar-BBNjsDo

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I mezzi adoperati dai globalisti per distruggere gli Stati

12 settembre 2018

L’ideologia mondialista (o globalista: mondialismo e globalismo sono sinonimi) ha lo scopo di eliminare, distruggere, gli Stati.

Non solo lo Stato-nazione, ma qualsiasi tipo di Stato.

Ho mostrato più volte l’origine storica di tale scopo (1).

Ebbene, qual è la strategia dei mondialisti per raggiungerlo?

È questa: distruggere i popoli che hanno uno Stato.

Tutti i popoli della terra che hanno uno Stato saranno distrutti dall’élite globalista.

L’Unione Europea è il progetto più avanzato dei globalisti, ma essi, in seguito, applicheranno a tutti gli altri popoli della terra la stessa ricetta.

Quali sono i mezzi che l’élite globalista vuole adoperare per distruggere i popoli che hanno uno Stato?

Eccoli:

I) povertà (sia della middle class che della working class), con conseguente drastica riduzione della prole: tutti verranno ridotti in miseria, tranne una ristrettissima élite, cioè l’élite globalista.

L’euro è esattamente questo: il mezzo perfetto per ridurre in miseria i popoli dell’Unione Europea, piuttosto che “un progetto fallimentare” come afferma ingenuamente l’economista Ilaria Bifarini (2). Se fosse un “progetto fallimentare”, sarebbe stato già abbandonato da tempo: invece non lo si vuole affatto abbandonare, proprio perché sta funzionando benissimo.

II) islamizzazione dei popoli non islamici, con seguente terrorismo islamico: infatti è una caratteristica storica e culturale della cultura islamica imporre con il potere della forza fisica la propria religione e i propri usi e costumi. È il ben noto proselitismo bellico dell’Islam, cioè il proselitismo islamico mediante la spada (3).

Thilo Sarrazin nell’affermare ingenuamente che si tratta di “una politica migratoria errata” (4) ha torto: non è affatto un errore, l’élite globalista usa volutamente e deliberatamente l’islamizzazione dell’Europa al fine di distruggere i popoli europei. Che poi si tratti di un delirio culturale, è un altro discorso.

Voglio qui ricordare che solo io uso queste due frasi: “il mondialismo è un delirio culturale” e “globalism is a cultural delusion“, basta cercarle su Google, comprese le virgolette, per appurare ciò (in data 12 settembre 2018).

III) meticciato: forse l’idea che l’élite mondialista voglia attuare in Europa il meticciato tra razza bianca e razza nera vi può sembrare un’idea immaginaria, una fake news. Ebbene, ecco cosa ha scritto Eugenio Scalfari il 6 agosto 2017 in un editoriale pubblicato on line, quindi visibile a tutti (in data 12 settembre 2018), e intitolato C’è l’Africa nel nostro futuro:

«Ma se invece di ragionare su un processo millenario ragioniamo di un processo di pochi secoli, allora l’Africa diventa un elemento positivo, che va aiutato in tutti i suoi problemi. E non solo l’Africa, ma tutti i popoli migranti che hanno di mira Paesi di antica ricchezza, con i quali convivere nel tentativo di ridurre le disuguaglianze.
La vera politica dei Paesi europei è quindi d’essere capofila di questo movimento migratorio: ridurre le diseguaglianze, aumentare l’integrazione. Si profila come fenomeno positivo, il meticciato [il neretto è mio], la tendenza alla nascita di un popolo unico, che ha una ricchezza media, una cultura media, un sangue integrato. Questo è un futuro che dovrà realizzarsi entro due o tre generazioni e che va politicamente effettuato dall’Europa. E questo deve essere il compito della sinistra europea e in particolare di quella italiana [il neretto è mio].» (5)

E se pensate che, data l’età avanzata di Eugenio Scalfari, queste sue parole siano il frutto di una banale demenza senile, vi sbagliate di grosso. Ecco il video in cui Corrado Augias presenta la Storia mondiale dell’Italia a cura di Andrea Giardina, Laterza, 2017, e legge la seguente frase di Andrea Giardina riportata nell’Introduzione del libro:

«Ebbene, il sapere critico che chiamiamo storia ci dice che anche il meticciato, per essere un fenomeno evolutivo, ha bisogno di un habitat adeguato, che dobbiamo costruire politicamente.» (6)

E Augias commenta:

«E lì forse c’è la sfida»

Questo vuol dire tre cose: primo, esiste un progetto di meticciato del popolo italiano; secondo, Andrea Giardina e Corrado Augias sono favorevoli a tale progetto; terzo, quando i mondialisti affermano che le razze umane non esistono (affermazione notoriamente frequentissima), essi stanno mentendo volutamente e deliberatamente, perché se le razze umane non esistessero, non esisterebbe neanche il meticciato, vedi infatti la definizione di “meticciato” data dal dizionario italiano di repubblica.it (7).

Avevo già scritto di questo video in un mio precedente post (8).

Sia chiaro che i mondialisti non vogliono far scomparire solo la razza caucasica, vogliono far scomparire anche la razza africana e la razza mongolica (9, 10), il cosiddetto Piano Kalergi (ormai ribattezzato Piano Soros), il che è sia un terribile errore antiscientifico che un crimine contro l’umanità, perché così si impoverirà drasticamente il gene pool dell’Homo sapiens, cioè la sua genetic diversity, e si metterà a rischio la sua sopravvivenza nel tempo (11). Come ho già scritto, non solo i membri della razza caucasica, ma anche i membri della razza africana e della razza mongolica dovrebbero insorgere contro questo progetto del globalismo (11).

IV) distruzione della famiglia, perseguita adottando ogni misura possibile e immaginabile, come per esempio il mettere zizzania tra uomini e donne (12), con conseguente drastica riduzione della prole (13).

Due ulteriori precisazioni:

a) distruggere un popolo (sia velocemente, cioè con spargimento di sangue, che lentamente, cioè senza spargimento di sangue) è un crimine di genocidio, che è un crimine contro l’umanità, come stabilito dopo la seconda guerra mondiale nel processo di Norimberga (14).

b) i popoli che si opporranno alla loro lenta distruzione, saranno spazzati via molto velocemente con la guerra, anche nucleare (proprio questo l’élite globalista vuole fare con il popolo russo).

————

1) Vedi per esempio:

Le tappe principali della genesi storica del mondialismo

https://luigicocola.wordpress.com/2018/07/28/le-tappe-principali-della-genesi-storica-del-mondialismo/

2) La fine dell’euro è vicina?

https://it.sputniknews.com/opinioni/201809116479794-fine-euro-vicina/

3) La Svezia e il terrorismo islamico

https://luigicocola.wordpress.com/2018/08/15/la-svezia-e-il-terrorismo-islamico/

4) Thilo Sarrazin: “Basta immigrati musulmani!”

https://it.sputniknews.com/politica/201809116478070-germania-basta-immigrati-musulmani/

5) Eugenio Scalfari, C’è l’Africa nel nostro futuro, L’Espresso, 6 agosto 2017

http://espresso.repubblica.it/opinioni/vetro-soffiato/2017/08/02/news/c-e-l-africa-nel-nostro-futuro-1.307312

6) Andrea Giardina (a cura di), Storia mondiale dell’Italia, Laterza, 2017, Introduzione

7) meticciato [me-tic-cià-to] A agg. Di individuo nato dall’incrocio tra razze diverse: popolazioni meticciate B s.m. 1 Accoppiamento di individui di razze diverse 2 Complesso di individui meticci

https://dizionari.repubblica.it/Italiano/M/meticciato.html

8) Corrado Augias e la sfida turpe e infame del meticciato

https://luigicocola.wordpress.com/2018/03/12/corrado-augias-e-la-sfida-turpe-e-infame-del-meticciato/

9) «Human races can be and have been differently classified by different anthropologists, but at the present time most anthropologists agree on classifying the greater part of present-day mankind into three major divisions, as follows :

The Mongoloid Division

The Negroid Division

The Caucasoid Division»

UNESCO, The Race Question, 1950, pag. 6

unesdoc.unesco.org/images/0012/001282/128291eo.pdf

10) Per una più moderna terminologia delle tre razze suddette, cioè razza mongolica, razza africana e razza caucasica, vedi qui:

Sartori ha ragione, ma usa anche un argomento fallace

https://luigicocola.wordpress.com/2013/07/09/sartori-ha-ragione-ma-usa-anche-un-argomento-fallace/

11) Quello che ha scritto Scalfari è il piano Kalergi

https://luigicocola.wordpress.com/2018/02/15/quello-che-ha-scritto-scalfari-e-il-piano-kalergi/

12) Vangelo di Matteo, 13, BIBBIA CEI 2008

13) Ulteriori precisazioni sul mondialismo

https://luigicocola.wordpress.com/2018/01/21/ulteriori-precisazioni-sul-mondialismo/

14) Ecco cosa riporta l’Enciclopedia Britannica alla voce “genocide”:

«In contemporary international law the crime of genocide is part of the broader category of “crimes against humanity,” which were defined by the Charter of the International Military Tribunal (Nürnberg Charter)…

…Article 2 of the convention defines genocide as

any of the following acts committed with intent to destroy, in whole or in part, a national, ethnical, racial or religious group, as such: (a) Killing members of the group; (b) Causing serious bodily or mental harm to members of the group; (c) Deliberately inflicting on the group conditions of life calculated to bring about its physical destruction in whole or in part [il corsivo è mio]; (d) Imposing measures intended to prevent births within the group; (e) Forcibly transferring children of the group to another group.

In addition to the commission of genocide, the convention also made conspiracy, incitement, attempt, and complicity in genocide punishable under international law.»

https://www.britannica.com/topic/genocide

N.B: tutti i link sono stati verificati in data odierna.

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La tracotanza dell’élite globalista deve essere stroncata dal popolo

1 settembre 2018

La hybris (in italiano insolenza, tracotanza, 1) dell’élite globalista grida vendetta al cospetto degli dei e/o al cospetto dell’ordine naturale.

La volontà delirante di eliminare lo Stato, che fa parte dell’ordine naturale, essendo lo Stato un universale culturale come il tabù dell’incesto e i riti funebri (2) (la parola “Stato” venne imposta da Niccolò Machiavelli, i romani lo chiamavano civitas o res publica e i greci polis, 3, 4), costituisce la hybris dei mondialisti.

Tale volontà è delirante non solo perché è una violazione dell’ordine naturale, ma anche perché i mondialisti adoperano l’islamizzazione (unitamente ad altri mezzi, come p.e. la riduzione in miseria dei popoli, il meticciato, ecc.) come mezzo per distruggere i popoli che hanno uno Stato e quindi gli Stati, non comprendendo affatto che i mussulmani, una volta raggiunto il potere perché popolazione predominante, dato il loro notevolissimo tasso di natalità, non faranno altro che restaurare gli Stati (l’assenza dello Stato nell’Islam è inconcepibile), annullando così la volontà delirante dei mondialisti, che è quella di farli scomparire dalla faccia della terra (5, 6, 7).

E infatti il mondialismo è un delirio culturale (8).

Chi è chiamato a realizzare la vendetta gridata al cospetto di Dio e/o al cospetto dell’ordine naturale dalla hybris dell’élite mondialista?

Il popolo, è il popolo che deve stroncare i tiranni globalisti che lo riducono in miseria, che lo affamano, riducendone così drasticamente la prole, e che vogliono completarne la distruzione fisica col meticciato, attuando così un vero e proprio genocidio (9), come suggerito un secolo fa da Richard Coudenhove-Kalergi (10) e come sostenuto oggi in Italia da Eugenio Scalfari (10) e da Corrado Augias (11).

Questi tiranni globalisti hanno un nome e un cognome: sono gli ultracapitalisti come David Rockefeller, Jeff Bezos, Mark Zuckerberg, Bill Gates, George Soros, ecc. ecc., solo per restare negli Stati Uniti d’America.

Nel 2017 è stato affermato nel Rapporto Oxfam che: “Eight men now own the same amount of wealth as the poorest half of the world” (12).

Jeff Bezos, Mark Zuckerberg e Bill Gates sono tre di questi otto uomini (David Rockefeller è morto e George Soros è meno ricco degli otto suddetti) (12).

Ecco invece la situazione economica del popolo degli Stati Uniti d’America:

«No society should function with this level of inequality (with the possible exception of one of those prison planets in a “Star Wars” movie). Sixty-three percent of Americans can’t afford a $500 emergency [il neretto è mio]. Yet Amazon head Jeff Bezos is now worth a record $141 billion. He could literally end world hunger for multiple years and still have more money left over than he could ever spend on himself.» (13)

Il popolo degli Stati Uniti d’America (stimato di 325,719,178 individui nel 2017, 14) deve sostenere strenuamente il Presidente Donald Trump, che è un convinto nazionalista, altrimenti esso verrà distrutto da un microscopico numero di ultracapitalisti globalisti (che però ha comprato col proprio denaro la quasi totalità dei media, di Hollywood, del Congresso e delle agenzie governative come l’FBI e la CIA).

Su questo microscopico numero di individui si deve abbattere la rabbia del popolo.

Trecentoventicinque milioni di persone contro una decina di ultracapitalisti globalisti.

Non c’è partita, basta avere coraggio.

Gli americani sono coraggiosi?

Un tempo lo erano.

E oggi?

—————–

1) «hỳbris ‹ìbris› s. f. – Traslitterazione del gr. ὕβρις, che significa genericam. «insolenza, tracotanza», e nella cultura greca antica è anche personificazione della prevaricazione dell’uomo contro il volere divino…»

http://www.treccani.it/vocabolario/hybris/

2) cfr. la mia teoria dello Stato: è necessario, per motivi logici, che in una comunità ci sia un solo centro di comando del potere della forza fisica, cioè lo Stato. Essa è esposta in Luigi Cocola, Le nuove forme dell’utopia: europeismo e multiculturalismo – Come e perché l’Occidente cerca ripetutamente di suicidarsi, 3° ed., lulu.com, 2013.

Come è noto, il concetto dei tre poteri principali, cioè il potere della forza fisica, il potere economico e il potere della propaganda, è di Bertrand Russell. Le due funzioni essenziali dello Stato sono, come scrive giustamente Norberto Bobbio, l’esercito e la legge, in altre parole il potere della forza fisica, e su tale argomento Niccolò Machiavelli e Thomas Hobbes concordano con Bobbio. Del resto quella che Karl Popper chiama «protectionist theory of the state» (che egli fa risalire al sofista Licofrone, allievo di Gorgia) si riferisce in primo luogo al potere della forza fisica. Oltre alle funzioni essenziali dello Stato (esercito e legge), esistono anche le funzioni accessorie dello Stato, p.e. le politiche di redistribuzione delle risorse economiche (che si riferiscono al potere economico).

Vedi anche il mio post del 2014 intitolato Siamo in mezzo a un conflitto mondiale ma nessuno ne parla:

«Lo Stato consiste in questo: nel porre sotto un solo centro di comando (che può essere costituito da un uomo o da più uomini) il potere della forza fisica di tutti i membri di una comunità, perché solo così si può assicurare, per quanto riguarda l’esercito, la coordinazione e la strategia e, per quanto riguarda la legge, la terzietà e l’imparzialità.

Si tratta dunque del modo di gestire efficacemente il potere della forza fisica in tutti i gruppi umani che gestiscono tale potere (anche nei piccoli gruppi e perfino quando non c’è il fattore territorio di cui scrisse Max Weber, per esempio nelle popolazioni nomadi).

Ciò non va confuso con la forma di governo, che è tutt’altra cosa.»

https://luigicocola.wordpress.com/2014/05/03/siamo-in-mezzo-a-un-conflitto-mondiale-ma-nessuno-ne-parla/

Analogamente, il tabù dell’incesto è un universale culturale per motivi logici, cfr. Ian Robertson, Sociologia, Zanichelli, 1988 (trad. it. di Sociology, 2nd ed., Worth Publishers, New York, 1981), pagg. 226-228; pagg. 378-379. In particolare, Robertson confuta magistralmente la tesi che il tabù dell’incesto possa essere istintivo, cioè genetico.

3) «polis (gr. πόλις) Particolare tipo di città-Stato che fu proprio dell’organizzazione politica greca in età classica…»

http://www.treccani.it/enciclopedia/polis

4) Norberto Bobbio, Stato, governo, società, Einaudi, 1995, pagg. 55-56

5) Il mondialismo non è una lotta di classe, è un delirio culturale

https://luigicocola.wordpress.com/2017/07/15/il-mondialismo-non-e-una-lotta-di-classe-e-un-delirio-culturale/

6) Luci e ombre del pensiero di Renaud Camus sul mondialismo

https://luigicocola.wordpress.com/2018/02/10/luci-e-ombre-del-pensiero-di-renaud-camus-sul-mondialismo/

7) Le tappe principali della genesi storica del mondialismo

https://luigicocola.wordpress.com/2018/07/28/le-tappe-principali-della-genesi-storica-del-mondialismo/

8) Luigi Cocola, Il mondialismo è un delirio culturale, lulu.com, 2018

9) Dire mondialismo vuol dire genocidio

https://luigicocola.wordpress.com/2018/08/26/dire-mondialismo-vuol-dire-genocidio/

10) Quello che ha scritto Scalfari è il piano Kalergi

https://luigicocola.wordpress.com/2018/02/15/quello-che-ha-scritto-scalfari-e-il-piano-kalergi/

11) Corrado Augias e la sfida turpe e infame del meticciato

https://luigicocola.wordpress.com/2018/03/12/corrado-augias-e-la-sfida-turpe-e-infame-del-meticciato/

12) Perché Mark Zuckerberg e Jeff Bezos sono globalisti?

https://luigicocola.wordpress.com/2017/05/21/perche-mark-zuckerberg-e-jeff-bezos-sono-globalisti/

13) American Society Would Collapse If It Weren’t For These 8 Myths

https://www.zerohedge.com/news/2018-07-27/american-society-would-collapse-if-it-werent-these-8-myths

Vedi anche:

More 30-Year-Olds Still Living With Their Parents, Study Finds

https://www.zerohedge.com/news/2018-07-26/more-30-year-olds-still-living-their-parents-study-finds

The Number Of Americans Living In Their Vehicles “Explodes” As The Middle Class Collapses

https://www.zerohedge.com/news/2018-08-01/number-americans-living-their-vehicles-explodes-middle-class-collapses

14) https://en.wikipedia.org/wiki/United_States

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La Svezia e il terrorismo islamico

15 agosto 2018

La Svezia brucia e non per il caldo estivo:

“Furious” Swedish PM Rages At Violent Gang Rampage: “What The Hell Are You Doing?”

https://www.zerohedge.com/news/2018-08-14/furious-swedish-pm-rages-violent-gang-rampage-what-hell-are-you-doing

Sweden Is Burning: Migrant Gangs Unleash Coordinated Fire-Bomb Rampage Across Multiple Cities

https://www.zerohedge.com/news/2018-08-13/sweden-burning-migrant-gangs-unleash-coordinated-fire-bomb-rampage-across-multiple

Vedi anche:

Sweden Will Remain Sweden In Name Only

https://www.zerohedge.com/news/2018-07-27/sweden-will-remain-sweden-name-only

The Relentless Radicalization Of Sweden

https://www.zerohedge.com/news/2018-07-14/relentless-radicalization-sweden

Ecco cosa ho scritto nel 2016 sulla élite mondialista dell’Occidente:

«La miserabile narrazione di questa élite si è infranta (anche grazie a internet, che porta ovunque la voce del popolo).

Una miserabile narrazione di una miserabile élite.

Una élite che, avendo perso il ben dell’intelletto ed essendo divorata da un esplicito impulso di morte, essendo prigioniera di una fantasia religiosa di duemila anni fa (il millenarismo cristiano), con la complicità di ricchi ebrei internazionalisti che odiano gli Stati (anche lo Stato d’Israele), vuole imporre al suo popolo, e a tutti gli altri popoli della terra, i tre cavalieri dell’Apocalisse mondialista:

1) povertà,

2) invasione islamica/terrorismo islamico,

3) guerra.»

https://luigicocola.wordpress.com/2016/12/29/i-tre-cavalieri-dellapocalisse-mondialista/

E nel 2017 ho scritto:

«Ma perché, oltre all’invasione islamica, c’è anche il terrorismo islamico?

Il terrorismo islamico che sta insanguinando l’Europa è un effetto indiretto del mondialismo, che fornisce un ambiente permissivo per l’invasione islamica, in quanto è una caratteristica storica e culturale della cultura islamica imporre con il potere della forza fisica la propria religione e i propri usi e costumi (è il ben noto proselitismo bellico dell’Islam).»

https://luigicocola.wordpress.com/2017/08/20/perche-il-terrorismo-islamico-sta-insanguinando-il-suolo-europeo/

————–

N.B.: ovviamente gli islamici e i mondialisti (i quali vogliono utilizzare gli islamici per distruggere gli Stati e i popoli che hanno uno Stato) negano a gran voce quello che ho chiamato “proselitismo bellico dell’Islam“, cioè il proselitismo islamico mediante la spada.

Ma questo significa negare la storia.

Infatti, se il proselitismo islamico mediante la spada non fosse mai esistito, perché mai gli europei avrebbero dovuto fermare gli islamici con Carlo Martello nella battaglia di Poitiers, nota anche come battaglia di Tours, (732), con don Giovanni d’Austria nella battaglia navale di Lepanto (1571) e con Giovanni III di Polonia nella battaglia di Vienna (1683)?

Mi fa veramente ribrezzo questa miserabile volontà di falsificare la storia.

Vedi a questo proposito qui:

Islam, perché non dobbiamo ignorare la lezione di Ratzinger
A differenza di Francesco, Benedetto XVI nella sua lectio di Ratisbona evidenziava le differenze tra il Dio cristiano che agisce secondo logos e quello musulmano che invita a usare la spada contro gli infedeli. Una riflessione oggi più che mai attuale.

https://www.lettera43.it/it/articoli/politica/2017/08/27/islam-perche-non-dobbiamo-ignorare-la-lezione-di-ratzinger/213181/

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Il mondialismo e il genocidio cambogiano di Pol Pot e dei Khmer Rossi

17 luglio 2018

Come ho scritto molte volte, il mondialismo e il genocidio cambogiano di Pol Pot e dei Khmer Rossi (1975-1979) sono due fenomeni che appartengono alla stessa classe: la classe dei deliri culturali.

Oltre a ciò, il delirio culturale mondialista e il delirio culturale di Pol Pot e dei Khmer Rossi appartengono entrambi alla classe delle ideologie antistato, mentre, per esempio, la caccia alle streghe (1450 circa – 1750 circa) appartiene alla classe dei deliri culturali, ma non alla classe delle ideologie antistato.

Infatti il delirio culturale di Pol Pot e dei Khmer Rossi, come è noto, era una forma estrema e anomala di comunismo, cioè della teoria marx-engelsiana: essi volevano attuare immediamente, e per mezzo di torture e massacri, lo stadio finale previsto da tale teoria, cioè l’estinzione naturale dello Stato.

Per la teoria marx-engelsiana vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2013/01/23/il-comunismo-e-leuropeismo-hanno-lo-stesso-scopo-eliminare-lo-stato/

È da ricordare che Pol Pot studiò per qualche anno a Parigi e uno dei suoi autori preferiti era Rousseau. Dopodiché divenne comunista. Nel 1953 ritornò in patria.

È ancora on line, in data 14 luglio 2018, un’infame e scellerata pagina del sito del Partito Marxista-Leninista Italiano (PMLI), così intitolata:

Onore a Pol Pot
Lo ricorderemo per sempre come fulgido esempio di dirigente rivoluzionario fedele al proprio popolo e campione indomito della lotta per l’indipendenza e la liberazione nazionale

http://www.pmli.it/onoreapolpot.htm

È da sottolineare che nel 2014 due leader dei Khmer Rossi, Nuon Chea e Khieu Samphan, sono stati condannati al carcere a vita, essendo stati ritenuti colpevoli di crimini contro l’umanità.

Fino alla suddetta condanna solo un leader dei Khmer Rossi era stato condannato per crimini contro l’umanità: Kaing Guek Eav, nel 2012.

Il delirio culturale mondialista e il delirio culturale di Pol Pot e dei Khmer Rossi non solo sono entrambi deliri culturali, non solo appartengono entrambi alla classe delle ideologie antistato, hanno anche questo in comune: entrambi sono contro il popolo, entrambi vogliono eliminare il popolo (mentre altre ideologie antistato sono a favore del popolo).

C’è solo questa differenza: che Pol Pot e i Khmer Rossi adoperarono torture e massacri come mezzi per eliminare il popolo, mentre l’élite mondialista per eliminare il popolo adopera mezzi come la povertà, cioè la riduzione in miseria del popolo (middle class + working class), con conseguente estrema riduzione delle nascite, l’invasione islamica (con conseguente terrorismo islamico), il “meticciato” tra razza bianca e razza nera * (vedi quanto scritto a questo proposito da Eugenio Scalfari e da Richard Coudenhove-Kalergi **), ecc. ecc.

Certo, i mezzi adoperati dall’élite mondialista sono molto più lenti dei mezzi adoperati da Pol Pot e dai Khmer Rossi, ma il risultato, alla fine, è identico: l’eliminazione del popolo.

Nel caso di Pol Pot e dei Khmer Rossi si tratta di un genocidio veloce, nel caso dell’élite mondialista si tratta di un genocidio lento ***.

———————

* «Human races can be and have been differently classified by different anthropologists, but at the present time most anthropologists agree on classifying the greater part of present-day mankind into three major divisions, as follows :

The Mongoloid Division

The Negroid Division

The Caucasoid Division»

UNESCO, The Race Question, 1950, pag. 6

unesdoc.unesco.org/images/0012/001282/128291eo.pdf

data di accesso: 14 luglio 2018

** Quello che ha scritto Scalfari è il piano Kalergi

https://luigicocola.wordpress.com/2018/02/15/quello-che-ha-scritto-scalfari-e-il-piano-kalergi/

data di accesso: 14 luglio 2018

*** «genocìdio (raro genicìdio) s. m. [comp. del gr. γένος «stirpe» e –cidio: voce coniata in forma ingl. (genocide) dal giurista polacco R. Lemkin nel 1944 e pubblicamente usata nel processo di Norimberga (1946)]. – Grave crimine, di cui possono rendersi colpevoli singoli individui oppure organismi statali, consistente nella metodica distruzione di un gruppo etnico, razziale o religioso, compiuta attraverso lo sterminio degli individui, la dissociazione e dispersione dei gruppi familiari, l’imposizione della sterilizzazione e della prevenzione delle nascite, lo scardinamento di tutte le istituzioni sociali, politiche, religiose, culturali, la distruzione di monumenti storici e di documenti d’archivio, ecc.»

http://www.treccani.it/vocabolario/genocidio/

data di accesso: 14 luglio 2018

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La Lega di Matteo Salvini continua a essere il primo partito italiano

11 luglio 2018

Ecco cosa dice il sondaggio politico di SWG del 9 luglio 2018:

Lega – 30,5% (il 18 giugno era al 29,2%)

Movimento 5 Stelle – 29,0% (il 18 giugno era al 29,0%)

Partito Democratico – 17,8% (il 18 giugno era al 18,8%)

Forza Italia – 7,7% (il 18 giugno era al 9,2%)

Fratelli D’Italia – 4,3% (il 18 giugno era al 4,1%)

https://www.termometropolitico.it/1311137_sondaggi-elettorali-swg-lega-m5s.html

Per il sondaggio SWG del 18 giugno 2018 vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2018/06/19/sondaggio-swg-la-lega-e-il-primo-partito/

Tutti i patrioti italiani sostengano Matteo Salvini.

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Lo spettacolare e stupefacente rimbecillimento dell’intellighenzia occidentale II

9 luglio 2018

Leggo su ZeroHedge un inqualificabile articolo di Duncan Whitmore (8 luglio 2018):

Is Libertarianism Utopian?

«With all of this in mind, therefore, we can turn to the question of the existence of the state. Without a shadow of a doubt, the state is the most violent and aggressive institution humans have ever spawned [il neretto è mio]. There is not a single conflict that is worthy of mention in the history books that was not caused by the state or a proto-state entity, nor is there any such conflict that would not have been ameliorated by either reduced or absent state involvement. It is for this reason that libertarians focus all of their efforts on this institution. Thus, the objection to libertarianism on account of the allegation that it is contrary to “human nature” concerns, primarily, the question of whether the state is a phenomenon of “human nature” that we have to put up with and is, consequently, useless to fight.

From our preceding analysis, it should already be clear that this is not the case. The state exists for no other purpose than to serve as the ultimate vehicle of pursuing the violent method of achieving ones goals – of forcibly taking from some in order to benefit others [il neretto è mio].

The state has not existed as a uniform entity throughout human history. Rather, it has blossomed and withered in accordance with people’s desire to use it as such a tool of exploitation and the conviction of the public to either tacitly accept or actively promote its existence. All of the “great” institutions of states that we see today – parliament buildings, executive departments, highly trained armed forces and the complex weaponry and equipment they use, and so on – none of these things is in any way “natural”. Rather, they owe their existence to the fact that specific people, at specific times and places, believed that creating them was a worthwhile endeavour. Their final form that we see today is simply the outcome of centuries of consciously chosen behaviour…

The state, therefore, is firmly and undeniably a consequence of human choice, not of human nature, and, as such, it is entirely legitimate to expose it to moral examination.»

https://www.zerohedge.com/news/2018-07-08/libertarianism-utopian

https://mises.org/wire/libertarianism-utopian

Quando, più volte, ho parlato di «rimbecillimento dell’intellighenzia occidentale» (a partire dai Two Treatises of Government di John Locke), intendevo proprio questo genere di baggianate, vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2017/06/07/lo-spettacolare-e-stupefacente-rimbecillimento-dellintellighenzia-occidentale/

Lo Stato è «the most violent and aggressive institution humans have ever spawned», proprio perché lo Stato è l’istituzione politica deputata a gestire il potere della forza fisica, che (probabilmente Duncan Whitmore non lo sa) è uno dei tre principali poteri secondo Bertrand Russell: il potere della forza fisica, il potere economico e il potere della propaganda.

Lo Stato è l’istituzione politica che, usando come mezzo il potere della forza fisica, ha lo scopo supremo di difendere la comunità dalle aggressioni esterne e dai torti reciproci interni (per usare la terminologia di Thomas Hobbes), altro che le fesserie di cui scrive Whitmore (che sicuramente non ha mai letto il Leviathan).

Esattamente ciò che Karl Popper, concordando con Hobbes su tale argomento, chiama così:

«teoria protezionistica dello stato» (in inglese «protectionist theory of the state»)

Karl R. Popper, La società aperta e i suoi nemici – Platone totalitario, vol. I, Armando Editore, 1996 (trad. it. di The Open Society and its Enemies – The Spell of Plato, vol. I, Routledge & Kegan Paul, 1969), pag. 148

Karl Popper è il filosofo dell’«Open Society», in italiano «Società Aperta», il termine di cui si è fraudolentemente appropriato il noto criminale mondialista George Soros (Popper non è affatto un mondialista), vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2018/04/01/luso-del-termine-open-society-da-parte-di-george-soros-e-una-frode/

Anche Norberto Bobbio concorda:

«le due funzioni essenziali» dello Stato sono «la milizia e i tribunali»

Norberto Bobbio, Stato, governo, società, Einaudi, 1995, pag. 124

Per non parlare di Niccolò Machiavelli:

«E’ principali fondamenti che abbino tutti li stati, così nuovi, come vecchi o misti, sono le buone legge e le buone arme.»

Niccolò Machiavelli, Il Principe, Rizzoli, 1991, pag. 128

Del resto, è presente in copiosa quantità, in tutto l’inqualificabile articolo surriportato, un misto di ignoranza e di deliberata menzogna, che è tipico dei millenaristi secolarizzati e della loro propaganda di guerra (per quanto riguarda i millenaristi religiosi, come per esempio Bergoglio, non ne parliamo neanche).

Per una mia spiegazione del millenarismo:

«Il mondialismo, come ho scritto più volte, è la nemesi dell’Occidente, nemesi conseguente alla sua hybris di eliminare lo Stato schiavista romano per mezzo del Cristianesimo, operazione certamente giusta e sacrosanta (non si poteva permettere ai romani di vivere usando tutti gli altri esseri umani, quelli che non erano romani, come oggetti o come animali!), la quale, però, per essere vincente, richiese la creazione e l’uso di un’arma estremamente pericolosa (perché porta all’autodistruzione): quest’arma è l’idea che possa esistere sulla terra una comunità che non ha bisogno di un’istituzione deputata a gestire il potere della forza fisica, vale a dire lo Stato (che ha due funzioni essenziali, l’esercito e la legge), una comunità in cui non esistono aggressioni esterne (quindi l’esercito non serve più) e non esistono torti reciproci interni (quindi la legge non serve più), in definitiva una comunità in cui il Male è bandito.

Questa comunità è il Regno di Cristo sulla terra di cui parla (unicamente e solo) l’Apocalisse di Giovanni, l’ultimo libro del Nuovo Testamento, che non è uno Stato monarchico, ma bensì una condizione di perfezione trascendente, in quanto Cristo, il Messia cristiano, a differenza del Messia ebraico, ha sia natura umana, sia natura divina.

In conseguenza di tale natura divina, il Male è bandito dalla terra e quindi non c’è più bisogno dello Stato.

Il Regno di Cristo sulla terra avrà una durata di mille anni, da cui il nome “millenarismo” per indicare la credenza nel suo avveramento. Il millenarismo può anche essere definito come la prescrizione di eliminare lo Stato dalla faccia della terra

https://luigicocola.wordpress.com/2018/02/10/luci-e-ombre-del-pensiero-di-renaud-camus-sul-mondialismo/

Tutte le ideologie antistato (comunismo, mondialismo, ecc. ecc.) sono un prodotto del millenarismo, anzi sono forme secolarizzate, ossia laicizzate, di millenarismo (teoria unificata delle ideologie antistato).

Ritornando all’inqualificabile articolo di Whitmore, prendiamo quest’altra proposizione: «The state has not existed as a uniform entity throughout human history.»

È vero l’esatto contrario: lo Stato è sempre esistito nella storia ed è sempre esistito come tale, cioè come centro di comando unico del potere della forza fisica di una comunità, centro di comando che ha lo scopo supremo di difendere quella comunità dalle aggressioni esterne (mediante l’esercito) e dai torti reciproci interni (mediante la legge).

Come ho mostrato nella mia teoria dello Stato, ciò è spiegabile in base alla Ragione:

Luigi Cocola, Le nuove forme dell’utopia: europeismo e multiculturalismo – Come e perché l’Occidente cerca ripetutamente di suicidarsi, 3° ed., lulu.com, 2013, pagg. 9-25

Lo Stato è una necessità della Ragione, anzi è addirittura un universale culturale, esattamente come il tabù dell’incesto e i riti funebri.

Il solo periodo storico in cui lo Stato scomparve è il Medio Evo, che fu un peculiare periodo storico localizzato solo e unicamente sul territorio dell’Impero romano d’Occidente, a causa della rivoluzione cristiana (non c’era più un centro di comando unico del potere della forza fisica).

Sul territorio dell’Impero romano d’Oriente non ci fu alcun Medio Evo, lo Stato non venne distrutto dalla rivoluzione cristiana, perché Costantino il Grande ideò genialmente il cesaropapismo e così neutralizzò la volontà del Cristianesimo di abbattere lo Stato (romano).

Lo Stato costituito dall’Impero romano d’Oriente rimase in piedi non perché avesse confini più sicuri (come si diceva una volta) e neanche perché avesse strategie più efficaci (come ha erroneamente sostenuto in tempi recenti Edward Luttwak): rimase in piedi solo grazie al cesaropapismo.

La geniale invenzione di Costantino il Grande, comunque, non poté salvare l’Impero romano d’Occidente, nel quale il Papa di Roma aveva ormai troppo potere.

Non dobbiamo però pensare che il Cristianesimo sia interamente negativo, al contrario, in un’analisi costi-benefici il risultato complessivo da esso prodotto è nettamente positivo:

«L’eccezionale successo storico dell’Occidente è iniziato in questo modo: facendo crollare lo Stato schiavista romano.

Il Cristianesimo ha donato al genere umano sia l’eliminazione dello schiavismo che la scienza.»

https://luigicocola.wordpress.com/2017/03/13/la-nemesi-delloccidente-possiamo-fermarla-con-la-ragione/

Che lo Stato sia sempre esistito non è solo una mia opinione, per esempio è anche l’opinione di Norberto Bobbio:

«la società senza Stato» è un «salto fuori della storia»

Norberto Bobbio, op. cit., pag. 124

«Una tesi ricorrente percorre con straordinaria continuità tutta la storia del pensiero politico: lo Stato, inteso come ordinamento politico di una comunità, nasce dalla dissoluzione della comunità primitiva fondata sui legami di parentela e dalla formazione di comunità più ampie derivanti dall’unione di più gruppi familiari per ragioni di sopravvivenza interne (il sostentamento) ed esterne (la difesa). Mentre per alcuni storici contemporanei, come si è detto, la nascita dello Stato segna l’inizio dell’età moderna [cioè per gli storici mondialisti, nota mia], secondo questa più antica e più comune interpretazione la nascita dello Stato rappresenta il punto di passaggio dall’età primitiva, via via distinta in selvaggia e barbara, all’età civile, dove ‘civile’ sta insieme per ‘cittadino’ e ‘civilizzato’ (Adam Ferguson).»

Ibidem, pag. 63

E anche di Karl Popper:

«Tornando ora alla storia di questi movimenti, sembra che la teoria protezionistica dello stato sia stata formulata per la prima volta dal sofista Licofrone, seguace di Gorgia.»

Karl R. Popper, op. cit., pag. 148

È facile capire che, se Licofrone formulò ciò che Popper chiama la «protectionist theory of the state», allora lo Stato ai tempi di Licofrone già esisteva.

Popper considera lo Stato un male necessario, quindi non ha niente a che fare con il mondialismo, il cui scopo è quello di eliminare lo Stato dalla faccia della terra:

«Al contrario, qualsiasi genere di libertà è chiaramente impossibile se non è garantito dallo stato.»

Ibidem, pag. 145

«il potere dello Stato è fatalmente destinato a restare sempre un male pericoloso, anche se necessario.»

Karl R. Popper, La società aperta e i suoi nemici – Hegel e Marx falsi profeti, vol. II, Armando Editore, 1996 (trad. it. di The Open Society and its Enemies – The high tide of prophecy: Hegel, Marx and the aftermath, vol. II, Routledge & Kegan Paul, 1969), pag. 152

«Lo Stato è un male necessario. I suoi poteri non dovrebbero essere accresciuti oltre il necessario. Si potrebbe chiamare questo principio il “rasoio liberale” (sulla scorta del rasoio di Ockham, cioè del celebre principio secondo il quale gli enti metafisici non devono essere moltiplicati più del necessario).»

Karl R. Popper, Alla ricerca di un mondo migliore, Armando Editore, 2002 (trad. it. di Auf der Suche nach einer besseren Welt: Vorträge und Aufsätze aus dreissig Jahren, Piper Verlag, 1984), pag. 160

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