Posts Tagged ‘george w bush’

I funanbolismi di Donald Trump

13 aprile 2018

A proposito del false flag attuale riguardante la Siria (ormai quello del gas nervino è il tormentone preferito dai globalisti), mi pare che molti non hanno ancora ben chiaro il quadro della situazione, che è il seguente:

Donald Trump è un nazionalista, in altre parole è un nemico giurato del mondialismo (“Americanism, not globalism, will be our credo”).

Egli non farà mai quello che fecero George W. Bush con l’Iraq e Obama con la Libia.

Certo, è in una situazione politica interna precaria, perché la United States Constitution è ormai carta straccia e la democrazia degli Stati Uniti d’America è rotta: l’élite globalista USA non ha accettato infatti la sua elezione democratica, libera e legale a 45° Presidente USA.

Donald Trump si deve quindi adattare a funambolismi anche estremi, verso i quali è, del resto, molto portato: egli è stato uno showman di grande successo (14 stagioni di The Apprentice) e inoltre egli è un notissimo appassionato di wrestling.

Cos’è il wrestling?

Pensateci sopra.

P.S.: ho pubblicato questo post la mattina del 13 aprile, cioè prima dell’attacco di Trump alla Siria, attacco che ha confermato pienamente quanto da me scritto.

Copyright © 2018 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.

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Il mondo è sull’orlo di una crisi di nervi

22 luglio 2016

Leggo sulle news di Google:

Erdogan: «Stato di emergenza per tre mesi». «Forse coinvolti altri paesi»

http://www.ilsole24ore.com/art/mondo/2016-07-20/erdogan-forse-altri-paesi-coinvolti-golpe-221431.shtml

Francia, prorogato di sei mesi lo stato d’emergenza

http://www.ilsole24ore.com/art/mondo/2016-07-20/francia-prorogato-sei-mesi-stato-d-emergenza-074945.shtml

Insomma, il risultato del delirio mondialista è questo: che il mondo è sull’orlo di una crisi di nervi.

È stato infatti il mondialismo a risvegliare il proselitismo bellico insito nell’Islam, che era da lungo tempo sopito.

Ma perché l’ha risvegliato?

Il mondialismo vorrebbe che gli islamici abbracciassero la sua ideologia antistato, che è un prodotto del Cristianesimo, come ho abbondantemente mostrato nei miei scritti.

Non è un prodotto degli ebrei, o dei massoni, o dei satanisti, o dei rettiliani e così via, è un prodotto del Cristianesimo (o meglio del Cristianesimo occidentale, vale a dire cattolico e protestante, mentre il Cristianesimo ortodosso ha seguito una via differente, come ho più volte spiegato).

Il punto nodale della questione è che gli islamici non sono cristiani.

Questa verità lapalissiana viene respinta dai pazzi mondialisti, che sono in preda a quella che a buon diritto può essere definita una psicosi religiosa collettiva.

Essi vorrebbero che tutti i popoli del mondo adottassero l’imperativo di eliminare lo Stato contenuto nell’Apocalisse di Giovanni, l’ultimo libro del Nuovo Testamento.

Ma costringere gli islamici a eliminare lo Stato, concetto che per loro è addirittura inimmaginabile, porta necessariamente a una loro ribellione.

E più violenta è la costrizione, più violenta è la ribellione.

Erdogan è la dimostrazione vivente che gli islamici non saranno mai né democratici, né tantomeno mondialisti: o sono per l’autocrazia o sono per la teocrazia islamica.

E la religione islamica, al contrario di quella cristiana, non è affatto contro lo Stato, quindi dire teocrazia islamica vuol dire Stato.

La condotta folle, stupida e criminale verso l’Islam di George W. Bush (l’uomo che la fede in Gesù Cristo salvò dall’alcolismo), di Obama (il fallimento politico personificato) e di Hillary Clinton (che è stata per quattro anni Segretario di Stato, con catastrofici risultati), tutti alfieri del mondialismo, ha portato a questo disastro mondiale, al mondo sull’orlo di una crisi di nervi.

Copyright © 2016 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.

Obama si dovrebbe vergognare

6 dicembre 2015

Leggo sulla Stampa del 5 dicembre 2015 questo titolo:

California, Obama: “Rischio radicalizzazione”
Il presidente Usa dopo la strage di San Bernardino: «Non ci lasceremo terrorizzare»

http://www.lastampa.it/2015/12/05/esteri/california-obama-rischio-radicalizzazione-dfVLSVpVLQU94HAFhK0wJO/pagina.html

Obama si dovrebbe vergognare.

Come comandante in capo degli Stati Uniti d’America, il massimo responsabile del terrorismo islamico è proprio lui.

Il terrorismo islamico, ovvero la slatentizzazione del proselitismo bellico insito nell’Islam, è principalmente opera sua.

Egli (insieme al suo predecessore Bush junior, sia chiaro, che demolì lo Stato dell’Iraq) ha gettato non solo gli Stati Uniti d’America ma l’intero Occidente in questa guerra permanente con l’Islam.

Si prenda le sue responsabilità e si dimetta.

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Ma non esistono più americani onesti?

29 settembre 2015

Leggo sul Sole24ore:

“«L’America ha pochi interessi in Ucraina. Riconosciamo la profonda e complessa storia fra Russia e Ucraina ma non possiamo» restare a guardare quando «la sovranità e l’integrità territoriale sono violati in modo flagrante» afferma Obama, e sottolinea «quanto è accaduto in Ucraina, può accadere in qualsiasi altro paese. Questo è alla base delle sanzioni che gli Stati Uniti e i nostri partner hanno imposto alla Russia. Non c’è desiderio di tornare alla Guerra Fredda».”

http://www.ilsole24ore.com/art/mondo/2015-09-28/siria-ban-attacca-consiglio-onu-quattro-anni-paralisi–154651.shtml?uuid=ACXGP85

Come osa Obama pronunciare queste parole?

Egli e il suo predecessore George W. Bush hanno violato, e senza alcun motivo legittimo, “la sovranità e l’integrità territoriale” dell’Iraq, della Libia e della Siria.

L’ISIS l’hanno creato loro.

Mettendo in gravissimo pericolo l’intera Europa.

Ma non esistono più americani onesti?

Se ancora esistono, che aspettano a cacciar via Obama?

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Tutto è perduto se non si capisce la causa

20 settembre 2015

Leggo su Sputnik:

«In questo video, tratto dall’Assemblea della Lega Araba svoltasi in Siria nel 2008, l’allora leader libico Muammar Gheddafi pronuncia un discorso dal contenuto profetico sulla politica USA in medio Oriente.

Qual’è la ragione dell’invasione e della distruzione dell’Iraq e della morte di migliaia di persone? [il corsivo è mio] Chiede Gheddafi, rivolgendosi all’assemblea, poi prosegue:

“Bin laden era iracheno? No.”

“Coloro che hanno attaccato il Pentagono erano iracheni? No.”

“Eppure l’America ha invaso l’Iraq, ha distrutto questo paese ed ha ucciso Saddam Hussein.” Dice Gheddafi, che poi aggiunge:

“L’America ha impiccato il presidente di un paese arabo ed il prossimo potrebbe essere qualcun altro di voi”.»

http://it.sputniknews.com/videoclub/20150917/1177366.html

Ripeto la domanda di Gheddafi: perché gli Stati Uniti d’America (ossia George W. Bush) hanno ammazzato Saddam?

Perché si è voluto irrazionalmente eliminare una dittatura laica che arginava e reprimeva il proselitismo bellico dell’Islam?

Perché Bush figlio ha fatto una cosa che Bush padre (non per niente ex direttore della CIA) si era ben guardato dal fare (e l’avrebbe potuta fare facilmente)?

Come ho già scritto in un post precedente:

«La mia spiegazione è questa: l’Occidente è in preda al millenarismo cristiano, è in preda a un’ideologia antistato che è di natura religiosa e non di natura razionale.

Ecco perché si comporta irrazionalmente.

C’è in atto un tentativo da parte dell’Occidente di ubbidire alla prescrizione di eliminare lo Stato (romano) contenuta nell’Apocalisse di Giovanni, l’ultimo libro del Nuovo Testamento.

Lo Stato, come ho mostrato più volte, è l’istituzione politica che serve a gestire il potere della forza fisica, è una necessità razionale, è un universale culturale, e quindi tentare di eliminarlo vuol dire essere contro la Ragione.

Se l’intento dell’Occidente è quello di eliminare lo Stato, è ovvio che cerchi innanzitutto di eliminare le autocrazie, le quali sono sicuramente più determinate e più veloci delle democrazie nel difenderlo.

Tanto è vero che durante le emergenze gli antichi romani abbandonavano la forma di governo democratica per assumere temporaneamente quella autocratica.

Ecco spiegato il perché dell’ossessivo mantra di Obama: “Assad must go!”.

Che è poi quello di Hollande, di Cameron e perfino del mite Gentiloni.»

https://luigicocola.wordpress.com/2015/09/16/perche-loccidente-non-fa-piu-una-politica-razionale/

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Il cretinismo mondialista mostra i suoi frutti avvelenati

28 giugno 2015

Dal Corriere della sera del 26 giugno 2015:

“Attacco globale del terrore nel secondo venerdì, il giorno sacro dell’Islam, del mese del Ramadan. A pochi giorni dall’invito, da parte dell’Isis, a trasformare il mese santo in un tempo di «calamità per gli infedeli». Colpite da attentati quattro nazioni, in tre diversi continenti: Somalia, Francia, Kuwait e, soprattutto, Tunisia, dove si sono registrati almeno 38 morti e 36 feriti , di cui 4 in «condizioni critiche» nella città di Sousse, o Susa, già colpita da un attacco kamikaze nel 2013. Le vittime sono state registrate prevalentemente tra i turisti stranieri. Unanimi lo sdegno e il cordoglio internazionali.”

http://www.corriere.it/esteri/15_giugno_26/tunisia-attacco-armato-contro-resort-turistico-sousse-c17e2d26-1bf6-11e5-a24d-298f280523ad.shtml

Ecco dove ci ha portato il cretinismo mondialista degli ultimi due presidenti degli Stati Uniti d’America, George W. Bush e Obama, che hanno distrutto le funzionali autocrazie laiche di Saddam e di Gheddafi (e fortemente delegittimato quella di Assad, che si è salvato unicamente grazie all’intervento di Putin).

E questo non è che l’inizio.

Solo le atomiche di Putin ci possono salvare da questi idioti.

Copyright © 2015 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.

Il relativismo culturale non è di per sé contro lo Stato

29 settembre 2014

Leggo l’intervista di Vittorio Pesato a Magdi Cristiano Allam, pubblicata il 1 settembre 2014 sul sito posizione.org e intitolata Magdi Cristiano Allam:” Il conflitto e’ gia’ in Europa”:

“La sinistra, dopo il fallimento del comunismo, ha individuato l’alternativa nell’europeismo che, al pari del comunismo, opera per la fine degli stati nazionali e la concentrazione del potere nelle mani di una cupola che oggi è rappresentata dai poteri finanziari ed economici. In questo contesto il relativismo valoriale e religioso è lo strumento necessario per sradicare le identità nazionali e locali, e il buonismo è l’atteggiamento culturale che ci porta a farci auto-invadere e a scegliere il suicidio della nostra civiltà.”

http://www.posizione.org/index.php/component/content/article/3-notizie-flash/813-magdi-cristiano-allamq-il-conflitto-e-gia-in-europaq

Vedo con piacere che Allam esprime qui un concetto di cui ho più volte scritto in passato: la sinistra è incondizionatamente a favore dell’euro, perché così può attuare lo stesso obiettivo finale del comunismo, cioè l’eliminazione dello Stato.

Come ho scritto in un post precedente:

“Così coloro che in passato erano fanaticamente comunisti, adesso sono diventati fanaticamente europeisti, dato che il comunismo è fallito alla fine del secolo scorso e quindi si è rivelato incapace di attuare l’eliminazione dello Stato come previsto dalla teoria marx-engelsiana.”

https://luigicocola.wordpress.com/2014/03/23/ecco-perche-le-sinistre-europee-vogliono-leuro/

In altre parole, come ho più volte scritto, il comunismo e l’europeismo sono due ideologie antistato (come pure l’anarchismo, il multiculturalismo e l’internazionalismo di David Rockefeller).

Vedo anche però che Allam, senza fare le necessarie distinzioni, parla negativamente del relativismo culturale, di cui ho scritto nei miei due ultimi post.

Devo quindi precisare che il relativismo culturale è un concetto scientifico (di queste due scienze sociali: antropologia culturale e sociologia), ma è ovvio che esso va usato in modo corretto, altrimenti diventa un errore e se ne può parlare solo negativamente.

La ragione è universale, mentre i costumi non lo sono, e perciò i nostri costumi non possono essere imposti a tutte le culture del pianeta (invece la ragione, essendo universale, si impone da sé).

In questo senso il relativismo culturale è essenziale, perché ci fa capire come dobbiamo comportarci nei rapporti tra Stati.

Per esempio non possiamo imporre all’Islam la democrazia, perché essa non fa parte dei costumi islamici.

Ed eliminare con la forza le autocrazie dei popoli islamici, come hanno voluto fare stupidamente ed ostinatamente gli americani (sia i repubblicani, con George W. Bush, sia i democratici, con Obama), ha causato niente altro che la nascita dell’ISIS, ossia proprio ciò che si voleva debellare: un Islam ostile e bellicoso.

Per quanto riguarda la legge di uno Stato, invece, non ci può essere alcun relativismo culturale: nel territorio di uno Stato deve valere una sola legge, una legge uguale per tutti, altrimenti si accetta il multiculturalismo, che è un’ideologia antistato.

Lo Stato non può essere multiculturale, in quanto la sua funzione è quella di creare per un determinata comunità un solo centro di comando.

Come ho scritto in un post precedente:

“Lo Stato consiste in questo: nel porre sotto un solo centro di comando (che può essere costituito da un uomo o da più uomini) il potere della forza fisica di tutti i membri di una comunità, perché solo così si può assicurare, per quanto riguarda l’esercito, la coordinazione e la strategia e, per quanto riguarda la legge, la terzietà e l’imparzialità.”

https://luigicocola.wordpress.com/2014/05/03/siamo-in-mezzo-a-un-conflitto-mondiale-ma-nessuno-ne-parla/

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Un paradosso americano

21 settembre 2014

Leggo su Sociologia di Ian Robertson:

“Le culture sono diverse l’una dall’altra, e gli esseri umani passano tutta la vita all’interno della cultura nella quale sono nati. Non conoscendo altri modi di vita, considerano le proprie norme e i propri valori una necessità e non una possibilità…

…Per questo motivo gli individui di ogni società sono affetti da una certa misura di etnocentrismo, cioè dalla tendenza a giudicare le altre culture secondo i criteri specifici della propria. Dovunque le persone sono pronte a dare per scontato che la loro moralità, le loro forme di matrimonio, il loro tipo di vestiario o le loro concezioni della bellezza sono giusti e naturali, che sono i migliori possibili. Ecco qualche esempio di modo di vedere etnocentrico. Le nostre donne portano gli orecchini e si cospargono il volto di cosmetici perché così accrescono la loro bellezza; le donne di altre società si mettono degli ossicini nel naso e si tatuano il volto perché non riescono a capire, nella loro ignoranza, quanto ciò le renda brutte. Noi non mangiamo né gatti né vermi perché sarebbe una cosa crudele o disgustosa; in altre società non si mangia carne di manzo né si beve latte per via di insensati tabù alimentari. Noi copriamo le parti intime del corpo perché siamo dignitosi e civilizzati, in altre società vanno in giro nudi perché sono ignoranti e privi di ogni pudore. Le nostre prodi truppe conseguono vittorie gloriose sul nemico; le orde fanatiche di altre società perpetrano massacri sanguinosi di cui noi siamo le vittime. Le nostre pratiche sessuali sono morali e decenti, quelle degli altri sono primitive o perverse. La nostra religione è la vera fede, la loro è superstizione pagana.”

(Ian Robertson, Sociologia, Zanichelli, Bologna, 1988, pagg. 68-69, traduzione italiana di Sociology, 2nd ed., Worth Publishers, New York, 1981)

Si potrebbe aggiungere (vedi post precedente): la nostra forma di governo, la democrazia, è la migliore in assoluto, la forma di governo di altre società, l’autocrazia, è primitiva e malvagia; noi accettiamo socialmente l’omosessualità perché ciò è giusto e naturale, altre società non l’accettano per via di vecchi e insensati tabù.

Insomma, gli ultimi due Presidenti degli Stati Uniti d’America, George W. Bush e Obama, sono definibili come “ignoranti”, perché hanno ignorato (George W. Bush, che voleva esportare a suon di bombe la democrazia in Afghanistan e in Iraq) e ignorano al presente (Obama) i principi elementari della antropologia culturale e della sociologia.

Non esistono negli Stati Uniti d’America corsi universitari di antropologia culturale o di sociologia?

Certo che esistono, anzi Ian Robertson scrive:

“In questo secolo [il Novecento] il maggior sviluppo della sociologia è avvenuto negli Stati Uniti, dove la disciplina ha radici più profonde che in qualsiasi altro paese.”

(ibid., pag. 16)

Per quanto riguarda l’antropologia culturale, è nota la fondamentale importanza degli autori statunitensi nello sviluppo e nella nascita stessa di questa scienza sociale (mentre la sociologia è nata in Europa).

Ma, a parte gli eccessi degli ultimi due Presidenti, gli Stati Uniti d’America hanno da sempre la pretesa di incarnare la verità e l’idea di essere moralmente obbligati a trasmetterla al resto del mondo: un etnocentrismo all’ennesima potenza.

Un etnocentrismo che è del resto il concetto che sta alla base dell’internazionalismo di David Rockefeller. Questo etnocentrismo esasperato vede la sua origine nell’estremismo religioso, in quanto i Padri Pellegrini del Mayflower erano puritani, una fazione estremista dei protestanti inglesi, vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2014/02/14/linternazionalismo-di-rockefeller-e-un-millenarismo/

Non è paradossale questo? Come hanno potuto l’antropologia culturale e la sociologia svilupparsi così tanto in un paese che ha questa ideologia?

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Le élites dell’Occidente sono élites ignoranti?

7 settembre 2014

L’Occidente, così com’è attualmente, è simile nelle intenzioni ai Borg di Star Trek, la nota saga di fantascienza.

Ribadisco: nelle intenzioni.

Perché, in quanto a capacità di metterle in pratica, esso è lontanissimo dalle capacità dei Borg.

Il motto dei Borg è: “Voi sarete assimilati, la resistenza è inutile”.

Non appare affatto inutile, invece, la resistenza che i popoli non occidentali stanno opponendo attualmente all’Occidente.

L’Islam (grazie soprattutto alle sapienti strategie di George W. Bush e Obama) sta per ritornare alle sue gloriose epoche di proselitismo bellico (Obama, ancora uno sforzo e ci siamo!), la Russia (la terza Roma) è definitivamente ritornata ad essere una grandissima potenza militare ed economica, non parliamo poi della Cina, questo gigante possente e (per ora) silenzioso, ecc. ecc.

Ma perché l’Occidente vuole sottomettere il mondo intero?

Perché vuole imporre la sua cultura come naturale e universale (mentre non lo è affatto)?

Questo è il vero problema, non la resistenza degli altri popoli, delle altre culture.

Il concetto basilare che la propria cultura (qualunque essa sia) non è naturale e universale è stato affermato recentemente anche da Samuel P. Huntington, ma per sapere ciò basterebbe un buon manuale di antropologia culturale o di sociologia.

L’Occidente deve fermarsi un attimo e interrogarsi sulle sue problematiche.

Deve fare un po’ di autoanalisi.

Al contrario, le élites dell’Occidente si comportano in modo molto naïf, cioè in un modo lontano anni luce dalla profondità intellettuale che proprio l’Occidente, a differenza delle altre culture, ha da tempo conseguito e che è proprio il suo più grande orgoglio.

Queste élites mostrano di essere totalmente all’oscuro dei concetti fondamentali dell’antropologia culturale e della sociologia.

Queste élites mostrano di essere (e forse lo sono) élites ignoranti.

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L’internazionalismo è stato già sconfitto dall’Islam e dalla Russia

3 settembre 2014

Il 9 marzo ho scritto un post intitolato L’internazionalismo di David Rockefeller sarà fermato dalla Russia e dalla Cina, vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2014/03/09/linternazionalismo-di-david-rockefeller-sara-fermato-dalla-russia-e-dalla-cina/

Oggi devo constatare che l’internazionalismo di David Rockefeller è stato già sconfitto dall’Islam e dalla Russia.

Per quanto riguarda l’Islam, è di ieri la notizia di una seconda decapitazione di un cittadino USA, vedi qui:

http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/Siria-il-boia-della-Jihad-tornato-Is-decapita-un-altro-reporter-Usa-ea172917-7d72-45f6-baad-df59d83d4add.html

e qui:

http://www.corriere.it/esteri/14_settembre_02/siria-nyt-video-isis-decapitazione-sotloff-180fafce-32c4-11e4-8a37-758af3cd4875.shtml

Questo è il risultato della demenziale strategia occidentale verso l’Islam. L’ISIS altro non è che il frutto di questa strategia. Era ovvio che destabilizzando Tunisia, Libia, Egitto, Siria, Iraq e Afghanistan, non ne sarebbe conseguito un Islam democratico, bensì un Islam guidato da istanze religiose (sarebbe bastato ricordare ciò che accadde in Iran sul finire degli anni settanta).

Vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2014/01/18/il-problema-delloccidente/

Adesso che opzioni sono rimaste a Obama riguardo l’Islam? Nessuna che abbia qualche possibilità di essere vincente.

Per quanto riguarda la Russia, ecco cosa scrive oggi Libero in un articolo intitolato Ucraina: “Accordo su cessate il fuoco con la Russia”. Nato e Ue contro Mosca: il terrore per il piano segreto di Vladimir Putin:

«Mosca e Kiev hanno trovato un accordo su un cessate il fuoco permanente nell’est dell’Ucraina. Lo fa sapere l’ufficio del presidente ucraino Petro Poroshenko , che in mattinata ha contattato telefonicamente il collega russo Vladimir Putin. Una boccata d’ossigeno per gli ucraini che segna probabilmente uno snodo cruciale nella crisi al centro dell’Europa e che in qualche modo avvalora quanto sostenuto, in privata sede, da alti ufficiali della Nato: “La Russia ha già vinto la guerra in Ucraina“. Parole che fanno capire a tutti, se ancora ce ne fosse bisogno, che lo schieramento di 4.000 uomini delle truppe dell’Alleanza atlantica nel Baltico non sono altro che un avvertimento a Vladimir Putin: fermati a Kiev e non toccare Estonia, Lituania e Lettonia. Sì, perché l’impressione è che l’Ucraina abbia di fatto perso la propria indipendenza politica. Gli analisti internazionali guardano con un misto di preoccupazione e ammirazione alle manovre a tenaglia portate avanti nell’Est dell’Ucraina dagli strateghi di Putin, dal ministro della Difesa Sergej Shojgu ai capi di aviazione, marina e forze speciali (Salykov, Bondarev, Chirkov, Shamanov). E la preoccupazione diventerebbe terrore se Putin spostasse tra qualche settimana l’attenzione sul Baltico, per l’annessione delle tre ex repubbliche sovietiche. ..

Cosa succede con le sanzioni – E poi c’è il piano economico-finanziario, con ripercussioni in grado di mettere in ginocchio tutta l’Europa. In ogni caso, la Germania trema per le ricadute sulle forniture energetiche. Se la Russia verrà attaccata, il primo risultato sarà bloccare l’approvvigionamento per l’estero. Se prenderà il controllo di Kiev, potrà a maggior ragione fare il bello e cattivo tempo. E comunque, “senza energia russa – è l’allarme strisciante a Berlino – sopravviveremmo per al massimo cinque mesi”. L’Ue e la neo-Alta rappresentante per le politiche estere comunitarie Federica Mogherini provano ad alzare la voce con Putin, minacciando sanzioni: “La partnership tra Unione e Mosca non esiste più per scelta della Russia”, attaccava ieri il ministro italiano. Come spiega Maurizio Ricci su Repubblica, le armi in mano all’Europa sono essenzialmente finanziarie. Un modo per piegare Putin potrebbe essere allargare il numero di banche russe da “bloccare” sui mercati europei. In più, potrebbe scattare il divieto per gli europei di investire in quelle stesse banche per più di 30 giorni (contro i 90 attuali), per chiudere i rubinetti di denaro che rendono forti le casse russe. Estrema arma: escludere dai mercati finanziarie comunitari i colossi dell’energia russa Rosneft, Gazprom, Lukoil o negarli prestiti. Ma sarebbero tutti colpi alla Tafazzi: fare male alla Russia significherebbe dare colpi mortali all’Europa, anche perché le banche europee (soprattutto italiane, austriache e francesi) vantano 200 miliardi di crediti a Mosca. Distruggere il mercato e le finanze russe significherebbe farsi molto, molto male con le nostre stesse mani.»

http://www.liberoquotidiano.it/news/esteri/11682906/Ucraina—Accordo-su-cessate.html

Insomma, è la disfatta della folle ideologia internazionalista di David Rockefeller, di cui Obama è fedele esecutore.

Debbo qui ammettere che in post precedenti ho sbagliato nel considerare maldestro Obama: il fallimento della sua politica estera è dovuto all’assurdità e impraticabilità della folle ideologia internazionalista di David Rockefeller, non alla sua personale incapacità. Del resto nessuno potrebbe essere così cretino, neanche George W. Bush.

Per inciso, è anche il fallimento, che più chiaro non potrebbe essere, dell’Unione Europea.

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