Posts Tagged ‘germania’

“The Germans are bad, very bad”? Lo scrivo da anni!

27 maggio 2017

«Citing unidentified attendees, Spiegel quoted Trump as saying that “the Germans are bad, very bad” and adding “look at the millions of cars that they sell in the U.S. Terrible. We’re going to stop that.” The comments were said to have been made during a closed-door meeting with the EU President Jean-Claude Juncker and the European Council President Donald Tusk, who reportedly both stood up for Germany, according to CNBC.»

http://www.zerohedge.com/news/2017-05-26/we-will-stop-trump-blasts-germans-selling-millions-cars-us

«During a meeting Thursday with European Union officials in Brussels, Trump allegedly said, “The Germans are bad, very bad,” according to Germany’s Spiegel Online, which cited unnamed sources in the room. He continued, the outlet said, by saying: “See the millions of cars they are selling in the U.S.? Terrible. We will stop this.”»

http://www.ndtv.com/world-news/the-germans-are-bad-very-bad-trumps-alleged-slight-generates-confusion-backlash-1704514

«Donald Trump has attacked Germans for being “bad, very bad” and vowed to limit US car imports from the country.
At a meeting with European Union leaders in Brussels on Thursday Mr Trump reportedly said: “Look at the millions of cars they sell in the US. Terrible. We will stop this,” German news magazine Der Spiegel reported, citing people who attended the talks.»

http://www.independent.co.uk/news/business/news/donald-trump-g7-summit-germans-bad-very-bad-car-imports-curb-us-trade-surplus-president-a7757106.html

“The Germans are bad, very bad”? Lo scrivo da anni!

Vedi qui:

Era meglio Hitler

https://luigicocola.wordpress.com/2015/02/10/era-meglio-hitler/

La volontà di potenza adleriana della cultura tedesca

https://luigicocola.wordpress.com/2013/02/27/la-volonta-di-potenza-adleriana-della-cultura-tedesca/

Una modesta proposta

https://luigicocola.wordpress.com/2013/02/17/una-modesta-proposta/

L’inno nazionale della Germania

https://luigicocola.wordpress.com/2013/02/06/linno-nazionale-della-germania/

Se lo Stato è indispensabile, bisogna non solo rigettare l’Unione Europea, ma anche attuare un’igiene politica degli Stati europei

https://luigicocola.wordpress.com/2012/12/28/se-lo-stato-e-indispensabile-bisogna-non-solo-rigettare-lunione-europea-ma-anche-attuare-unigiene-politica-degli-stati-europei/

Del cosiddetto problema tedesco ho scritto anche prima della nascita di questo blog, in questi due saggi:

«Comunque, se nel Seicento i tedeschi avessero avuto il buon senso di trattare gli Asburgo come gli inglesi trattarono nello stesso secolo gli Stuart (ossia con la prima e la seconda rivoluzione inglese), non ci sarebbero in seguito state né la prima, né la seconda guerra mondiale, la cui remota origine fu la Controriforma degli Asburgo, che distrusse l’unità politica del popolo tedesco e produsse in esso una palese volontà di potenza ipercompensatoria. È interessante notare che volontà di potenza e ipercompensazione sono concetti fondamentali della psicologia di Alfred Adler, che era di lingua tedesca.
L’unità politica del popolo tedesco risultò distrutta dalla guerra dei Trent’anni per il semplice motivo che non vinse una delle due fazioni, ma ci si accordò per un compromesso con la pace di Westfalia. In conclusione, Hitler è il prodotto finale di una lunga concatenazione di eventi iniziata nel 1648, o meglio con la guerra dei Trent’anni.
Ma quella tedesca è un’altra storia, che con l’anomalia italiana non c’entra nulla. È molto comune confondere il nazismo con il fascismo, mentre ciò in realtà significa confondere, in modo assai superficiale, le mele con le pere.
Quando si parla di problema tedesco, si parla in definitiva soltanto di un problema di unità politica, anche se ciò può sembrare bizzarro e stravagante a chi vive nelle Americhe. Ma in Europa (diversamente che nelle Americhe) coloro che parlano la stessa lingua vogliono essere politicamente uniti: è una regola che ha pochissime eccezioni, p. e. Irlanda e Regno Unito (ma qui c’è il fattore insularità).
Ciò probabilmente è causato dal grande numero di lingue esistenti in Europa (diversamente che nelle Americhe): ognuna di esse lotta strenuamente per la propria sopravvivenza e l’impulso a unirsi politicamente è la diretta conseguenza di questa strenua lotta per la sopravvivenza.»

(Luigi Cocola, Il leviatano senza spada – Una teoria del popolo italiano e del Cristianesimo, 3° ed., 2012, lulu.com, pagg. 33-34)

«Per quanto riguarda la cultura tedesca e quella italiana, esse sono culture difettive. Di ciò ho scritto ampiamente altrove (18, 39).
Il difetto della prima è la mancanza di unità politica (Germania e Austria sono infatti due Stati separati), che ha generato in passato, e continua a generare anche oggi, una palese volontà di potenza ipercompensatoria, per il semplice motivo che in Europa, in assenza di barriere geografiche, l’impulso di coloro che parlano la stessa lingua a unirsi politicamente è irrefrenabile e inestirpabile.
Ciò probabilmente è causato dal grande numero di lingue esistenti in Europa (diversamente che nelle Americhe): ognuna di esse lotta strenuamente per la propria sopravvivenza e l’impulso a unirsi politicamente è la diretta conseguenza di questa strenua lotta per la sopravvivenza.
Bloccare il suddetto impulso significa renderlo ancora più forte e pervasivo, e il risultato, com’è tristemente noto, è quello di stimolare nella cultura tedesca micidiali fantasie di potenza.
La politica di Angela Merkel, ad esempio, è un’evidente politica di potenza, appena mascherata da buone maniere e da sorrisi di circostanza.
Questo problema, di cruciale importanza per la conservazione della pace in Europa, non è stato affatto eliminato dalla puerile utopia europeista, la quale, a questo proposito, consiste unicamente in un appello ai buoni sentimenti dei tedeschi. Ciò riflette chiaramente la matrice religiosa delle ideologie antistato di tipo filosofico, alla classe delle quali appartiene l’ideologia europeista.»

(Luigi Cocola, Le nuove forme dell’utopia: europeismo e multiculturalismo – Come e perché l’Occidente cerca ripetutamente di suicidarsi, 3° ed., 2013, lulu.com, pagg. 41-42)

Del resto, per capire quanto sia grave per la pace nel mondo il problema tedesco, che non è stato certo una scoperta di Donald Trump (al contrario di ciò che pensano le élites ignoranti del globalismo), basta leggere le parole dell’inno nazionale della Germania, che infatti viene chiamato comunemente col titolo di Deutschland über Alles.

Fra l’altro fu l’inno nazionale tedesco durante il Nazismo.

E ciò vorrà pur dire qualcosa!

Ecco il testo originale in tedesco:

Deutschland, Deutschland über alles,
Über alles in der Welt,
Wenn es stets zum Schutz und Trutze
Brüderlich zusammenhält,
Von der Maas bis an die Memel,
Von der Etsch bis an den Belt –
Deutschland, Deutschland über alles,
Über alles in der Welt!

Deutsche Frauen, deutsche Treue,
Deutscher Wein und deutscher Sang
Sollen in der Welt behalten
Ihren alten schönen Klang,
Uns zu edler Tat begeistern
Unser ganzes Leben lang –
Deutsche Frauen, deutsche Treue,
Deutscher Wein und deutscher Sang!

Einigkeit und Recht und Freiheit
Für das deutsche Vaterland!
Danach lasst uns alle streben
Brüderlich mit Herz und Hand!
Einigkeit und Recht und Freiheit
Sind des Glückes Unterpfand –
Blüh im Glanze dieses Glückes,
Blühe deutsches Vaterland!

La traduzione in italiano:

Germania, Germania, al di sopra di tutto,
Al di sopra di tutto nel mondo,
Purché per protezione e difesa
Si riunisca fraternamente,
Dalla Mosa fino al Nemunas,
Dall’Adige fino al Belt –
Germania, Germania, al di sopra di tutto,
Al di sopra di tutto nel mondo!

Donne tedesche, fedeltà tedesca,
Vino tedesco e canto tedesco
Devono mantenere nel mondo
Il loro antico, bel suono,
Che ci ispirino a nobili azioni
Lungo tutta la nostra vita –
Donne tedesche, fedeltà tedesca,
Vino tedesco e canto tedesco!

Unità, giustizia e libertà
Per la patria tedesca!
Aspiriamo orsù a questo
Fraternamente col cuore e con la mano!
Unità, giustizia e libertà
Sono la garanzia della felicità –
Fiorisci nel fulgore di questa gioia,
Fiorisci, patria tedesca!

La traduzione in inglese:

Germany, Germany above everything,
Above everything else in the world,
When for protection and defense
It always stands brotherly together,
From the Meuse to the Neman,
From the Adige to the Belt –
Germany, Germany above everything,
Above everything else in the world!

German women, German loyalty,
German wine and German song
Shall retain in the world
Their old beautiful chime,
And inspire us to noble deeds
During all of our life –
German women, German loyalty,
German wine and German song!

Unity and justice and freedom
For the German fatherland!
Towards these let us all strive
Brotherly with heart and hand!
Unity and justice and freedom
Are the foundation of happiness –
Flourish in the radiance of this happiness,
Flourish, German fatherland!

Copyright © 2017 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.

Sai che paura

6 luglio 2015

Grexit, Merkel gela trattative: ‘Non vedo presupposti per intesa, ma tutto dipende da Atene”. Schauble chiude su debito
http://finanzaemercati.org/2015/07/06/grexit-merkel-gela-trattative-non-vedo-presupposti-per-intesa-ma-tutto-dipende-da-atene-schauble-chiude-su-debito/

Non capire la situazione

23 giugno 2015

Pochi giorni fa, Albert A. Stahel, esperto militare svizzero e direttore dell’Istituto per gli studi strategici di Wädenswil, ha espresso l’opinione che, entro pochi anni (da 1 a 5), la Germania cambierà alleato (e protettore), ossia che passerà dagli Stati Uniti d’America alla Russia di Putin.

Vedi qui:

http://it.sputniknews.com/politica/20150618/585803.html

e qui:

http://www.focus.de/politik/ausland/ukraine-krise/hinwendung-zu-russland-militaerexperte-ukraine-krise-koennte-zu-deutschem-kniefall-vor-putin-fuehren_id_4755148.html

A mio parere Stahel non ha ben compreso la situazione, ossia il catastrofico scenario nel quale oggi noi tutti viviamo (purtroppo).

Egli infatti, come si evince dall’articolo di Focus, pensa in termini di Ragione: in base ad essa è ovvio, potrei dire perfino banale, prevedere ciò che ha previsto.

Il punto nodale della situazione è però che gli attori occidentali di questo incredibile, ma reale, scenario sono mossi dall’irrazionalità più esasperata.

C’è in atto uno scontro epocale tra l’Occidente posseduto dal millenarismo, vale a dire da un’ideologia di natura religiosa, e i popoli non occidentali, i quali sono totalmente estranei ad esso.

Il primo vuole suicidarsi eliminando lo Stato, che è una necessità razionale, i secondi vogliono giustamente conservarlo e difenderlo.

Quindi tutta l’analisi di Stahel crolla, perché presuppone un dato, la razionalità degli attori occidentali, che è invece un dato totalmente inesistente.

Per approfondire vedi:

https://luigicocola.wordpress.com/2015/03/05/il-millenarismo-e-un-meme-egoista/

https://luigicocola.wordpress.com/2015/02/12/le-tre-vie-delle-ideologie-antistato/

https://luigicocola.wordpress.com/2015/02/06/il-problema-del-millenarismo/

https://luigicocola.wordpress.com/2015/03/21/ancora-sul-rapporto-ispi-2015/

Bisogna però dire che i militari, di qualsiasi parte del mondo siano, sono più portati dei politici all’uso della Ragione, proprio a causa del loro lavoro. Sarebbe auspicabile che essi prendessero in mano la situazione. Se non altro, almeno per impedire una guerra nucleare.

Copyright © 2015 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.

Le balle della propaganda occidentale

7 maggio 2015

Leggo sulla Stampa del 5 maggio:

“L’orso russo mostra gli artigli. In occasione del “Victory Day”, l’annuale parata militare che si tiene a Mosca ogni 9 maggio, Vladimir Putin presenterà al mondo il carro armato T-14, primo tank progettato e prodotto da Mosca dopo la dissoluzione dell’Urss…

…Il T-14 pesa 57 tonnellate, ha la torretta a controllo remoto, un sistema automatico di ricarica e un alto livello di protezione per l’equipaggio. Esperti militari russi e occidentali sostengono che è superiore a tutti gli altri carri armati. Alla sfoggio di potenza fa da contraltare l’isolamento: molti leader mondiali (Obama e la Merkel su tutti) hanno rifiutato l’invito a presenziare alla parata. Ci sarà invece il presidente cinese Xi Jinping.”

http://www.lastampa.it/2015/05/05/esteri/victory-day-putin-presenta-il-nuovo-supertank-russo-WvJtufVUkdBD61wDA7DQ2J/pagina.html

Ma come si fa a parlare di “isolamento” della Russia quando ha al fianco nientepopodimeno che la Cina?

Siamo noi occidentali ad essere isolati!

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Obama: nuovi livelli di fallimento

19 marzo 2015

L’amministrazione Obama sembra avere come scopo quello di illustrare al mondo nuovi livelli di fallimento.

L’ultimo è questo: Regno Unito, Francia, Germania e Italia hanno deciso di entrare come membri fondatori nella Asian Infrastructure Investment Bank (AIIB), la banca d’investimento guidata dalla Cina.

Un vero e proprio “diplomatic disaster” per Obama, come scrive The Washington Times:

http://www.washingtontimes.com/news/2015/mar/18/obama-humiliated-as-allies-join-chinas-asian-infra/

Vedi anche qui:

http://www.formiche.net/2015/03/19/banca-sviluppo-cinese-usa-europa-italia/

e qui:

http://www.panorama.it/economia/cina-contro-usa-guerra-banca/

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Cosa siamo? Siamo nazionalisti

1 marzo 2015

Chiunque sia contrario al mondialismo è un nazionalista.

Non si deve aver paura delle parole.

“Nazionalista” non è un insulto.

Noi vogliamo conservare lo Stato, che è indispensabile, che è una necessità della Ragione.

Lo Stato è ciò che difende il popolo: un popolo senza Stato può essere aggredito da chiunque.

Può essere aggredito dai mondialisti, può essere aggredito dall’Islam in guerra.

Uscire dall’euro non ci basta.

Uscire dall’euro e mantenere immutate le attuali politiche di immigrazione è un’idiozia, perché lo Stato verrebbe spazzato via comunque.

Noi vogliamo conservare la nostra identità, la nostra cultura, i nostri valori, i nostri costumi, la nostra religione, la nostra lingua.

Noi non vogliamo morire per far piacere all’Unione Europea, alla Germania, alle banche, alla finanza internazionale, ai criminali mondialisti che stanno pugnalando alla schiena i popoli del mondo, agli islamici che ci vogliono invadere.

Copyright © 2015 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.

Era meglio Hitler

10 febbraio 2015

Guardo in televisione la Grecia ridotta in miseria.

Un popolo che discende dal miracolo greco di Platone e Aristotele, il miracolo che sta alla base della nostra civiltà, che non ha più cibo da mangiare e una casa per dormire.

Un’infamia.

Era questo il sogno europeo?

Un sogno infamante?

Era questo il sogno del vecchio Kant?

Era meglio Hitler della Merkel, almeno non era ipocrita, almeno non fingeva.

E i tedeschi non comprendono di essersi coperti d’infamia.

O forse sono felici, perché hanno ritrovato, dopo settant’anni, la loro vera essenza, la loro vera natura.

Copyright © 2015 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.

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Bundesarchiv, Bild 183-H1216-0500-002 / CC-BY-SA [CC BY-SA 3.0 de], via Wikimedia Commons

Due predecessori della Merkel accusano l’Europa di aver sbagliato in Ucraina

13 maggio 2014

Due ex Cancellieri della Germania, Gerhard Schroeder ed Helmut Schmidt, hanno accusato l’Europa di aver sbagliato in Ucraina.

Leggo da un articolo di Guglielmo Sano pubblicato ieri da Termometro Politico, intitolato Ex cancelliere Schroeder difende Putin: “crisi in Ucraina per colpa dell’Europa”:

«Se il governo tedesco si mostra critico nei confronti della Russia sulla questione ucraina, ci pensa l’ex cancelliere Schroeder a intervenire in favore dell’amico Putin. Come già qualche mese fa aveva fatto un altro personaggio politico tedesco apprezzatissimo in patria e suo compagno di partito, ovvero l’ex primo ministro socialdemocratico Helmut Schmidt, Schroeder accusa l’Europa di aver sbagliato sin dall’inizio in Ucraina, sin dalle proteste di Maidan che ora sembrano così lontane ma da cui tutte le drammatiche scene di guerra civile degli ultimi tempi traggono origine.

“Le cause originarie della crisi in Ucraina sono di responsabilità dell’Ue non della Russia” – così dice Schroeder intervistato dalla rivista Welt am Sonntag, dopo che la foto dell’abbraccio con Putin alla sua festa di compleanno aveva destato scalpore dalle parti di Berlino – “l’errore base fu nella politica di associazione condotta dalla Ue. La Ue ha ignorato che l’Ucraina è un paese culturalmente diviso in profondità: da sempre a sud e a est si sono orientati verso la Russia, all’Ovest verso la Ue. Proporre un aut-aut, o associazione con la Ue o unione doganale con la Russia, è stato l’errore originario”.

Vabene, ma allora il “corrotto” Yanukovich? Il presidente rovesciato sarà stato corrotto ma “era stato eletto attraverso libere elezioni” risponde Schroeder…».

http://www.termometropolitico.it/118256_schroeder-ucraina-colpa-europa.html?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=schroeder-ucraina-colpa-europa

Per quanto riguarda Helmut Schmidt, vedi un articolo precedente di Guglielmo Sano, nel quale è riportato:

«La Germania dovrebbe attuare una politica “cauta” nei confronti della Russia – questo il pensiero dell’ex cancelliere – soprattutto perché le sanzioni decise da USA e UE “sono una stupidaggine. Specialmente il divieto di viaggio in Occidente per alte personalità della leadership russa. E sanzioni economiche colpirebbero l’Occidente come i russi”.»

http://www.termometropolitico.it/110495_cancelliere-schmidt-una-terza-guerra-mondiale-e-inverosimile-ma-non-impensabile.html

Così sono state definite da Helmut Schmidt le sanzioni contro la Russia decise dalla Merkel e da Obama: “una stupidaggine”!

Copyright © 2014 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.

Chi è a contatto con la realtà? Chi è dal lato giusto della storia?

4 marzo 2014

Frau Merkel ha detto ad Obama che Putin non è più a contatto con la realtà.

Vedi infatti quest’articolo pubblicato dal Corriere della Sera il 3 marzo 2014:

Crimea, Mosca smentisce l’ultimatum
Obama: «Putin dal lato sbagliato della storia»

MERKEL– E mentre la diplomazia internazionale cerca una mediazione, secondo la «Bild »on line una Angela Merkel «estremamente irritata» con Vladimir Putin ha detto al presidente Barack Obama di «non esser sicura» che Putin «abbia ancora contatto con la realtà». Secondo un articolo del «New York Times» che cita fonti ufficiali Usa, la Cancelliera tedesca ha detto che Putin «Vive in un altro mondo».”

http://www.corriere.it/esteri/14_marzo_03/ucraina-non-cedera-mai-crimea-567931aa-a2c2-11e3-b600-860f014e2379.shtml

Le parole di Frau Merkel esprimono eloquentemente il delirio in cui è caduto l’Occidente.

È a contatto con la realtà Angela Merkel, la Cancelliera che ha distrutto con l’Euro le economie di quasi tutti i paesi dell’Unione Europea?

Chiedetelo a Paul Krugman se Frau Merkel è a contatto con la realtà.

Chiedetelo a quel terzo di italiani che è a rischio povertà se Frau Merkel è a contatto con la realtà.

È a contatto con la realtà l’Unione Europea, l’unione di folli che cerca di sottrarre l’Ucraina alla sfera di influenza russa, non sapendo neanche dove trovare il denaro per aiutare questo paese in preda a una gravissima crisi economica (mentre la Russia ha i mezzi e la volontà di aiutarlo)?

Vedi qui:

http://www.repubblica.it/economia/2014/02/27/

news/ucraina_bilanci_squilibri_ricchezza-79751766/

È a contatto con la realtà quest’unione di folli che cerca di sottrarre alla Russia la sua indispensabile base navale militare di Sebastopoli, senza capire che ciò non potrà che portare inevitabilmente alla guerra?

Vedi qui:

http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/interessi-russi-in-crimea-f893d373-d520-4c82-ae66-c7a0c935c9ce.html

e qui:

http://www.ansa.it/web/notizie/photostory/primopiano/2014/03/01/Crimea-irrinunciabile-Mosca_10165729.html

e qui:

http://www.ilsussidiario.net/News/Esteri/2014/3/1/UCRAINA-e-CRIMEA-Castagnetti-la-Russia-e-pronta-alla-guerra/474356/

E Obama non è da meno della Merkel.

Nel suddetto articolo del Corriere della Sera possiamo infatti leggere:

“Dure le parole del presidente Usa Obama secondo cui, schierando l’esercito in Ucraina, la Russia si è messa «dal lato sbagliato della storia».”

Una Cancelliera tedesca che ha distrutto le economie di quasi tutta l’Europa e un Presidente USA che ha nullificato la leadership americana nel mondo pensano di essere a contatto con la realtà e di essere dal lato giusto della storia.

Questa è la tragica situazione attuale dell’Occidente.

Copyright © 2014 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.

Le folli decisioni di Woodrow Wilson

9 febbraio 2014

In post precedenti ho scritto che gli Stati Uniti d’America hanno rovinato l’Europa per ben due volte: quasi un secolo fa, con le folli decisioni prese da Woodrow Wilson alla fine della prima guerra mondiale e attualmente, con il folle progetto internazionalista di David Rockefeller (quindi Bilderberg, Trilaterale, ecc. ecc.).

Approfondirò qui quanto ho già scritto a proposito di Wilson.

Ebbene, le esiziali decisioni di Wilson riguardano due tematiche: l’atteggiamento esageratamente punitivo verso la Germania, che aveva perso la guerra, e il tradimento di un alleato, ossia l’Italia.

Tali decisioni produssero direttamente e inevitabilmente la seconda guerra mondiale, il fascismo e il nazismo.

È vero che poi, nella seconda guerra mondiale, gli americani salvarono il mondo dal nazismo, ma lo salvarono distruggendo un mostro che essi stessi avevano creato.

I morti della seconda guerra mondiale, compreso l’Olocausto, superarono i 50 milioni. Inoltre il mondo intero fu messo in una situazione terribile, perché se i nazisti avessero realizzato un ordigno nucleare, non avrebbero di certo esitato a usarlo in modo intensivo.

Questo fu l’esito diretto e inevitabile delle folli decisioni di Wilson. Ed è errato attribuire ad altri tali decisioni, perché è indiscusso che fu Wilson, ossia gli Stati Uniti d’America, a guidare le decisioni prese alla fine della prima guerra mondiale.

Per quanto riguarda la Germania, basta guardare una cartina politica dell’Europa degli anni compresi tra le due guerre mondiali, per capire cosa fu in realtà il Corridoio di Danzica.

Esso non fu altro che un mezzo per dividere il territorio del popolo tedesco in due parti, per mutilarlo, per spezzarne la continuità. Insomma una versione moderna delle Forche Caudine.

Si immagini cosa sarebbe successo se i tedeschi avessero vinto la guerra e avessero poi diviso in due parti, ad esempio, il territorio del popolo francese.

Inoltre l’idea wilsoniana che la Polonia necessitasse di un accesso al mare è ridicola. La Cecoslovacchia ebbe un accesso al mare? L’Austria ebbe un accesso al mare? L’Ungheria ebbe un accesso al mare?

Ma questo non è tutto. Infatti il grande storico inglese Alan J.P. Taylor scrive:

“…Danzica, città di popolazione tedesca…”

(Alan J.P. Taylor, Le origini della seconda guerra mondiale, Laterza, 2006, pag. 52).

Quindi secondo il principio di autodeterminazione dei popoli così solennemente sostenuto da Woodrow Wilson stesso, Danzica avrebbe dovuto far parte del territorio tedesco.

Invece essa fu tolta alla Germania.

Per quanto riguarda l’Italia, che era un alleato, ci fu un tradimento, come spiega Alan J.P. Taylor:

“La politica americana avrebbe contato meno se le grandi potenze europee fossero state di un solo avviso. Francia, Gran Bretagna e Italia costituivano una coalizione formidabile, nonostante la svalutazione che se ne fece dopo. Avevano retto contro la Germania, pur non riuscendo a sconfiggerla. L’Italia era la più debole delle tre, sia per risorse economiche che per coerenza politica; si era inoltre estraniata dai suoi alleati per il risentimento di non aver avuto la giusta parte delle spoglie belliche: non le era stata data la sua fetta di Impero ottomano, e fu poi gabbata, dopo molte lagnanze, con insignificanti concessioni coloniali. [il corsivo è mio]”

(ibid., pag. 60)

Questo tradimento fu opera di Wilson. E non ha alcuna rilevanza che gli USA non avessero firmato il Patto di Londra, che è del 1915. Non lo firmarono semplicemente perché entrarono in guerra più tardi, nel 1917. Ma è evidente che i patti si fanno per essere rispettati, se non li si rispetta si tratta di un tradimento.

Tradire un alleato è cosa etica e nobile? Eppure Wilson è noto per essere l’alfiere dell’idealismo politico.

E non è finita: Fiume, che non era compresa nel Patto di Londra, era una città di popolazione italiana. Eppure non fu data all’Italia, in contraddizione col principio di autodeterminazione dei popoli.

In definitiva, le decisioni concrete che Wilson prese alla fine della prima guerra mondiale non solo erano di per sé sbagliate, perché avrebbero chiaramente condotto a un nuovo conflitto armato, erano anche contrarie a tutto ciò che egli sosteneva teoricamente. Così al danno si unì anche la beffa, l’irrisione.

Come scrive giustamente Taylor:

“La pace di Versailles difettò fin da principio di validità morale.”

(ibid., pag. 54).

Così la “Vittoria mutilata” (espressione coniata da Gabriele D’Annunzio) non fu affatto un mito, come spesso erroneamente si ritiene, bensì fu un’evidente realtà. Infatti per quanto riguarda l’Italia, né venne applicato il Patto di Londra, né venne applicato il principio di autodeterminazione dei popoli.

E senza l’Impresa di Fiume da parte di D’annunzio (1919), ciò che si intende per fascismo non sarebbe mai nato. Infatti il Partito Nazionale Fascista fu fondato nel 1921. È vero che i Fasci italiani di combattimento nacquero qualche mese prima dell’Impresa di Fiume, ma se è per questo i Fasci di azione rivoluzionaria interventista nacquero nel 1914 e i Fasci dei lavoratori nel 1891. Il punto è che senza l’estetica del poeta Gabriele D’Annunzio, il fascismo sarebbe stato tutt’altra cosa e non avrebbe mai avuto l’enorme impatto sulle masse che invece ebbe.

Intendiamoci: se Fiume fosse stata assegnata all’Italia e/o se il Patto di Londra fosse stato rispettato, ossia se non ci fosse stata la “Vittoria mutilata”, il fascismo, con o senza D’Annunzio, non sarebbe mai sorto, come del resto è ben noto.

Comunque, come i fatti storici si svolsero, l’estetica di D’annunzio appare determinante. Infatti, come scrive Lucy Hughes-Hallett nella sua biografia di D’Annunzio (Lucy Hughes-Hallett, Gabriele d’Annunzio, Rizzoli, 2013), Mussolini imitò tutto ciò che il Vate aveva messo in scena nell’Impresa di Fiume: le camicie nere, il saluto romano, l’urlo «Eia, eia, eia, alalà!», i dialoghi con la folla, le parate in stile militare, ecc. ecc.

Insomma i modelli del fascismo, che furono poi copiati da Hitler (le camicie brune, il saluto nazista, ecc. ecc.).

Copyright © 2014 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.