Posts Tagged ‘globalism is a memetic virus’

La cosa peggiore che possa accadere all’umanità

14 agosto 2017

Finalmente mi imbatto in una analisi politica in cui si parla esplicitamente di mondialismo (in inglese globalism, in francese mondialisme) e di nazionalismo, i termini che da lungo tempo adopero in questo blog.

È un’intervista a Rostislav Ishchenko, «a well-known Russian political analyst and President of the Center for System Analysis and Forecasting», intitolata Rostislav Ishchenko: Global anti-global civil war e pubblicata su geopolitika.rs (Geopolitika No. 103, March-April 2017).

Infatti:

«Today, it is no longer certain that the EU will exist in five years. It moves rapidly on the path of disintegration. In addition, the EU is breaking up not so much interstate conflicts as the conflict between globalists and nationalists [il neretto è mio].»

http://www.geopolitika.rs/index.php/en/english-home/248-eng/english-content/sample-english-subcategory/929-rostislav-ishchenko-global-anti-global-civil-war

Debbo però dire che trovo illogiche, a dire poco, certe frasi di Rostislav Ishchenko.

Sono ovviamente d’accordo su questo:

«Undoubtedly, the influence of the globalists has been reduced, at least because they lost the position of the President of the United States. However, the globalists have lost the battle, not the war. American elite and American society are divided by about half. The United States was in a similar situation only once – before the civil war between the North and the South. No compromise was found at the time. Now Tramp is trying to agree on a transnational compromise with his opponents.»

Mentre non sono affatto d’accordo che ci possa essere qualcosa di peggiore di una terza guerra mondiale nucleare:

«If Tramp succeeds in stabilizing the situation in the United States, then the globalists will definitely lose their influence in world politics over time. And if that’s not the case, then everything will be decided by the war and it will spill far beyond the borders of the United States. Such a war can not be called entirely civil, nor completely interstate. First of all, it will be a global anti-globalist international civil war. That’s the worst thing that can happen to mankind. Worse than nuclear Third World War [il neretto è mio]. We should wish peace, stability and the achievement of a national compromise to the United States.»

Ma stiamo scherzando?

Queste sono parole folli, che non dovrebbero mai essere dette, per nessun motivo.

Se incominciassimo a pensare che ci possa essere qualcosa di peggio di una «nuclear Third World War», allora saremmo perduti.

Copyright © 2017 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.

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L’unica terapia possibile del delirio culturale mondialista

10 agosto 2017

Ho iniziato a scrivere in questo blog di “streghe di Salem” in un mio post del 2016 intitolato Come influenzare chi è in preda alla follia?:

«La mia analisi del mondialismo (globalism in inglese, mondialisme in francese) è alquanto differente dalle analisi correnti.

Se la mia analisi è giusta, ne consegue che il mondialismo è da considerarsi una psicosi collettiva di natura religiosa, come p.e. la caccia alle streghe che afflisse l’Occidente (in verità più i protestanti che i cattolici) dal Quattrocento al Settecento.

È da ricordare a questo proposito il processo delle streghe di Salem del 1692, che si svolse in ambiente religioso puritano, cioè proprio l’ambiente religioso da cui è nato l’internazionalismo di David Rockefeller, vale a dire il mondialismo…»

https://luigicocola.wordpress.com/2016/10/28/come-influenzare-chi-e-in-preda-alla-follia/

Successivamente, ho iniziato a scrivere di “delirio culturale” in un mio post intitolato Il mondialismo è un delirio culturale:

«Purtroppo nella cultura occidentale si è creato il mito dell’inutilità, anzi della dannosità dello Stato

…Generazioni e generazioni e generazioni di filosofi, di politologi, di sociologi, di antropologi culturali, di accademici e di intellettuali hanno ripetuto questo colossale errore.

Essi sono vissuti dentro questo colossale errore.

È tempo che questo colossale errore, che è un vero e proprio delirio culturale, venga compreso ed eliminato.»

https://luigicocola.wordpress.com/2016/11/18/il-mondialismo-e-un-delirio-culturale/

Ho poi sviluppato il concetto di “delirio culturale” qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2017/05/14/ce-delirio-e-delirio/

e qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2017/07/15/il-mondialismo-non-e-una-lotta-di-classe-e-un-delirio-culturale/

Leggo oggi Meow (in italiano Miao, con allusione al gatto di Schrödinger, ma anche al gatto del Cheshire di Lewis Carroll, da qualche anno anch’esso adoperato in meccanica quantistica), che è un post assai interessante di James Howard Kunstler (pubblicato nel suo blog il 21 luglio 2017).

Ecco alcuni passi della traduzione italiana:

«Ma poi cominci a chiederti: ma la Russia c’è veramente, o anche lei è soltanto un’altra possibilità dell’immaginazione? Non cercare di riuscire a capire la faccenda leggendo le osservazioni oracolari del Washington Post. In questi giorni la Russia sembra che sia contemporaneamente dappertutto e in nessun posto, come il Diavolo nel 1693 a nord di Boston…

…Sì, le cose stanno andando in modo molto strano in questi giorni nella democrazia più grande del mondo. Per me che guardo la faccenda attraverso le lenti dello storico, sembra sempre di più come l’ossessione per le streghe di Salem che incontra la Rivoluzione Francese, con in cima un giro di confusione quantica. Per ora siamo nella prima frase, la vera follia politica. Le convinzioni sono diventate indipendenti dagli avvenimenti della vita…

…Il fiasco della riforma dell’ObamaCare sembra il punto di svolta verso la tendenza a una velenosa paralisi politica che potrebbe letteralmente uccidere il governo come lo conosciamo…

…I due partiti maggiori si stanno disintegrando davanti ai nostri occhi, nonostante l’apparente senso di decoro che i senatori mostrano in Tv. Il pubblico può sembrare che sia mentalmente in vacanza, dormicchiando sulla spiaggia tra le mollezze della piena estate, ma nel vento al largo c’è qualcosa di malvagio.

In effetti io vorrei adesso andare oltre lo scenario del colpo di Stato “soft” che ha cacciato Trump sulla base del venticinquesimo emendamento. Naturalmente capiterà, ma non soddisferà nessuno. Mike Pence darà prova di essere tanto inetto e impopolare quanto Trump, e affogherà nei problemi finanziari e fiscali, e non avrà nessun aiuto dalla assemblea legislativa per risolvere qualcuno di questi problemi, e prima che passi troppo tempo potrebbe esserci un generale alla Casa Bianca, -o uno che cerchi di far funzionare le cose (operando) da qualche posto altrove, se può…

…non ci sarà molto che Mike Pence possa fare. Lo metteranno da parte e i militari saranno incaricati di riportare l’ordine nel paese. E quando lo faranno non sarà lo stesso paese che noi abbiamo cantato alla fine delle scuole elementari. Dall’alto di una nuvola, magari sopra l’Ohio, il gatto di Schrodinger guarderà giù verso di noi, sorridendo.»

https://comedonchisciotte.org/kunstler-vai-caos-vai/

In lingua originale inglese:

«But then, you begin to wonder: is Russia really there, or is it, too, just another figment of possibility? Don’t try to figure that out by reading the oracular observations of The Washington Post. These days Russia seems to be at once everywhere and nowhere, like the Devil north of Boston in 1693…

…Yes, things are passing strange in the world’s greatest democracy these days. To me, seeing the thing through an historical lens, it’s looking more and more like the Salem Witch Frenzy meets the French Revolution with a spin of quantum confusion on top. Right now we’re in the first phase, sheer political lunacy. Beliefs have become ungrounded from the facts of life…

…The ObamaCare reform fiasco looks like a tipping point toward a strain of toxic political paralysis that might literally kill the government as we’ve known it…

…The major parties are disintegrating before our eyes, despite the seeming sense of decorum that senators present on TV. The public may seem to be mentally on vacation, snoozing on the beach in the midsummer doldrums, but something vicious is in the wind offshore.

I’d actually go further now than the “soft coup d’état” scenario that has Trump run over by the 25th amendment. It will happen, of course, but it will not satisfy anybody. Mike Pence will prove to be as ineffectual and unpopular as Trump, and he will be drowning in financial and fiscal problems, and he will get no help from the legislature in resolving any of it, and before too long there may be a general in the White House — or attempting to run things from someplace else, if he can…

…and there won’t be much that Mike Pence can do about it. He’ll be shoved aside and the military will have to try to restore order in the land. When they do, it will not be the same land we sang about back in the fifth grade. Up in a cloud somewhere over Ohio, maybe, Schrödinger’s Cat will be gazing down on us, grinning.»

http://kunstler.com/clusterfuck-nation/meow/

Scherzando con grazia, con quella levità che solo l’arte di uno scrittore può dare, James Howard Kunstler mostra l’unica terapia possibile del delirio culturale mondialista (dopo l’evidente fallimento della terapia politica costituita dall’elezione di Donald Trump a 45° Presidente USA) e cioè la terapia militare: ormai solo i militari possono salvare gli Stati Uniti d’America e quindi l’intero pianeta.

Anche questo l’avevo già scritto, certamente in maniera poco graziosa e lieve dato che non sono uno scrittore (né ho la pretesa di esserlo), vedi p.e. qui:

«Bisogna però dire che i militari, di qualsiasi parte del mondo siano, sono più portati dei politici all’uso della Ragione, proprio a causa del loro lavoro. Sarebbe auspicabile che essi prendessero in mano la situazione. Se non altro, almeno per impedire una guerra nucleare.»

https://luigicocola.wordpress.com/2015/06/23/non-capire-la-situazione/

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Sull’essere nella merda fino al collo

20 maggio 2017

Quando ci si immagina un premio Nobel per l’Economia, ci si immagina ovviamente una persona estremamente intelligente, insomma un genio.

Bene, leggo sul Sole24ore un recente articolo di Paul Krugman, intitolato Gli elettori di Trump non ammettono (ancora) l’errore.

Cosa scrive qui il nostro geniale premio Nobel per l’Economia 2008?

Scrive della sua costernazione nel constatare che gli elettori di Donald Trump («Americanism, not globalism, will be our credo») non si sono affatto pentiti di averlo votato.

Ma essi prima o poi si pentiranno, egli conclude.

Insomma, il messaggio è questo:

dovete pentirvi peccatori che non siete altro, non dovete più votare per gente come Donald Trump, ma per noi globalisti!

Ecco qui alcune geniali frasi del suddetto articolo:

«…Eppure ci sono stati 7mila articoli (okay, è una stima approssimativa, non li ho contati uno per uno) sul fatto che i sostenitori di Trump rimangono al suo fianco, sono arrabbiati con quei cattivoni dei media e lo voterebbero di nuovo a cuor leggero. Come si spiega?…

…Un principio di fondo che ho imparato negli anni trascorsi al New York Times è che quasi nessuno ammette mai di essersi sbagliato, su qualunque cosa: e più sono nel torto, meno sono disposti ad ammetterlo…

…Ora pensate a che cosa significa aver votato per Trump. I mezzi di informazione hanno passato gran parte della campagna elettorale a crogiolarsi in un’orgia di false equivalenze, eppure la maggior parte degli elettori probabilmente ha ricavato l’impressione che l’establishment politico e mediatico considerava Trump ignorante e caratterialmente inadeguato a fare il presidente. Nel voto per il candidato repubblicano ha quindi pesato molto una reazione del genere: «Ah! Voi dell’élite vi credete tanto intelligenti? Ora vi facciamo vedere noi!».

Adesso, che Trump sia ignorante e caratterialmente inadeguato a fare il presidente è evidente. Ma se pensate che i suoi supporter accetteranno ben presto questa realtà evidentemente non conoscete bene la natura umana. Paradossalmente, l’atrocità di Trump gli copre le spalle: i suoi sostenitori non sono pronti – non ancora, almeno – ad ammettere di aver fatto un errore di queste proporzioni.

Inoltre, va detto, finora il trumpismo non ha prodotti grandi effetti sulla vita quotidiana: i maggiori fallimenti di Trump sono legati a quello che non è successo, non a quello che è successo. Perciò è ancora abbastanza facile per le persone che hanno questa inclinazione liquidare le notizie negative come pregiudizi dei mezzi di informazione.

Ma questo argine prima o poi cederà…»

http://www.ilsole24ore.com/art/commenti-e-idee/2017-05-19/gli-elettori-trump-non-ammettono-ancora-l-errore-122038.shtml

Nella versione originale inglese pubblicata in data 1 maggio 2017 sul New York Times, col titolo On the Power of Being Awful:

«…Yet there have, by my count, been seven thousand news articles — O.K., it’s a rough estimate — about how Trump supporters are standing by their man, are angry at those meanies in the news media, and would gladly vote for him all over again. What’s going on?…

…One basic principle I’ve learned in my years at The Times is that almost nobody ever admits being wrong about anything — and the wronger they were, the less willing they are to concede error…

…Now think about what it means to have voted for Trump. The news media spent much of the campaign indulging in an orgy of false equivalence; nonetheless, most voters probably got the message that the political/media establishment considered Trump ignorant and temperamentally unqualified to be president. So the Trump vote had a strong element of: “Ha! You elites think you’re so smart? We’ll show you!”

Now, sure enough, it turns out that Trump is ignorant and temperamentally unqualified to be president. But if you think his supporters will accept this reality any time soon, you must not know much about human nature. In a perverse way, Trump’s sheer awfulness offers him some political protection: His supporters aren’t ready, at least so far, to admit that they made that big a mistake.

Also, to be fair, so far Trumpism hasn’t had much effect on daily life. In fact, Trump’s biggest fails have involved what hasn’t happened, not what has. So it’s still fairly easy for those so inclined to dismiss the bad reports as media bias.

Sooner or later, however, this levee is going to break…»

www.nytimes.com/2017/05/01/opinion/donald-trump-on-the-power-of-being-awful.html

E a questo qui hanno dato un premio Nobel per l’economia???

La mia conclusione non può che essere questa:

siamo nella merda fino al collo,

l’Occidente è nella merda fino al collo,

e, dato che l’Occidente è in possesso di ingentissimi quantitativi di armi nucleari, l’intera umanità è nella merda fino al collo.

Vedi infatti qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2017/05/14/ce-delirio-e-delirio/

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Per Putin è schizofrenia politica

19 maggio 2017

Leggo su Sputnik:

«Il leader russo ha elogiato i risultati dell’incontro tra Lavrov e Trump.

Ha anche commentato il chiasso generatosi intorno a quello che il presidente americano avrebbe detto al ministro, riguardo informazioni top secret. Secondo Putin, negli Stati Uniti “si sta generando una sorta di schizofrenia politica”.»

https://it.sputniknews.com/mondo/201705174510406-putin-usa-senato-congresso-registrazione-lavrov-trump/

Nella versione inglese di Sputnik:

«He said that it seems that “political schizophrenia” is developing in the US amid such media claims.

“Political schizophrenia is developing in the United States. I cannot explain differently such accusations against the current president claiming he revealed some secrets to Lavrov.”»

https://sputniknews.com/politics/201705171053697354-putin-trump-lavrov-transcript/

Bene, mi fa piacere che Putin parli di «schizofrenia politica», in inglese «political schizophrenia».

Riconoscendo implicitamente l’irrazionalità del globalismo, come riconosciuto da altri, per esempio da The Saker, e anche da me, vedi qui:

«…il punto nodale della questione è che The Saker non riesce a fornire nessuna spiegazione plausibile dell’irrazionalità dell’Occidente, mentre la mia spiegazione è che l’Occidente è in preda a un vero e proprio delirio culturale, cioè che esso è infettato da un virus memetico, cioè che esso è in preda a una letale possessione memetica…»

https://luigicocola.wordpress.com/2017/04/21/ancora-su-the-saker/

E qui:

«Se la mia analisi è giusta, ne consegue che il mondialismo è da considerarsi una psicosi collettiva di natura religiosa, come p.e. la caccia alle streghe che afflisse l’Occidente (in verità più i protestanti che i cattolici) dal Quattrocento al Settecento.

È da ricordare a questo proposito il processo delle streghe di Salem del 1692, che si svolse in ambiente religioso puritano, cioè proprio l’ambiente religioso da cui è nato l’internazionalismo di David Rockefeller, vale a dire il mondialismo…»

https://luigicocola.wordpress.com/2016/10/28/come-influenzare-chi-e-in-preda-alla-follia/

E qui:

«Il mondialismo, ossia l’internazionalismo di David Rockefeller, è contro la Ragione.

A dimostrarlo è il fatto che esso vuole abolire lo Stato, il quale, invece, è una necessità della Ragione, una necessità razionale.

Infatti non è umanamente possibile eliminare i conflitti attuati per mezzo del potere della forza fisica, il quale, secondo Bertrand Russell, è uno dei tre principali tipi di potere (essendo gli altri due il potere economico e il potere della propaganda).

Non essendo possibile eliminare i conflitti attuati per mezzo del potere della forza fisica, tranne che nei sogni del millenarismo cristiano, allora lo Stato è necessario, in quanto esso è il mezzo naturale e universale per gestire i suddetti conflitti, sia che essi si presentino nella forma di aggressione di stranieri, sia che essi si presentino nella forma di torti reciproci all’interno di una comunità, come scrive Thomas Hobbes.»

https://luigicocola.wordpress.com/2015/02/03/il-mondialismo-e-contro-la-ragione/

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I Founding Fathers e la sedition

18 maggio 2017

Da Wikipedia in inglese:

«Historian Richard B. Morris in 1973 identified the following seven figures as the key Founding Fathers: John Adams, Benjamin Franklin, Alexander Hamilton, John Jay, Thomas Jefferson, James Madison, and George Washington…»

https://en.wikipedia.org/wiki/Founding_Fathers_of_the_United_States

«In 1798, President John Adams signed into law the Alien and Sedition Acts, the fourth of which, the Sedition Act or “An Act for the Punishment of Certain Crimes against the United States” set out punishments of up to two years of imprisonment for “opposing or resisting any law of the United States” or writing or publishing “false, scandalous, and malicious writing” about the President or the U.S. Congress…»

https://en.wikipedia.org/wiki/Sedition

Al giorno d’oggi, a quanto pare, la sedizione non è più un reato.

Anzi, viene ampiamente praticata.

Perché è proprio questa la parola giusta per indicare ciò che sta accadendo negli Stati Uniti: sedizione.

In inglese: sedition.

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Perfino Francis Fukuyama lo dice

17 maggio 2017

Ecco un brano di un’intervista a Francis Fukuyama, l’autore del saggio La fine della storia:

«Vivo da sette anni qui, nel cuore della Silicon Valley e mi rendo sempre più conto che i manager che la guidano non hanno il senso della realtà complessa e contraddittoria del mondo che è fuori dalla bolla di questa valle. Magari sono bene intenzionati, ma ugualmente pericolosi nel perseguimento delle loro utopie perché hanno molto potere economico e di convinzione. Hanno creato monopoli giganteschi che condizionano tutti noi. Bisogna intervenire finché siamo in tempo…»

http://www.corriere.it/esteri/17_maggio_17/fukuyama-trump-presidente-piu-ignorante-anche-colpa-silicon-valley-0b790e26-3a74-11e7-acbd-5fa0e1e5ad68.shtml

Su questo (solo su questo!) sono perfettamente d’accordo con lui.

Questi esaltati della Silicon Valley vanno fermati, finché siamo in tempo.

Ma non mi sembra una cosa facile, per niente.

Chi li può fermare?

Donald Trump non credo proprio, non ne ha il potere.

Forse i militari, se avessero un po’ di sale in zucca e un po’ di coraggio.

È infatti del tutto evidente che, se i globalisti riuscissero a eliminare Trump, sarebbe inevitabilmente ripreso il programma puritano del globalismo: far avverare sulla terra il Regno di Cristo con la spada in pugno.

Il che ci porta alla guerra nucleare con la Russia.

Il programma originale di Hillary Clinton e George Soros.

Che, in ogni caso, sarà ripreso dopo la presidenza Trump.

Sarò pessimista, ma le probabilità di eliminare questo eventuale futuro mi sembrano poche, oggi come oggi.

L’umanità è troppo stupida per poterlo evitare.

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Gli Stati Uniti sono una democrazia fallita?

16 maggio 2017

Sta divampando negli Stati Uniti d’America il conflitto tra l’élite globalista e il popolo, quel popolo che ha eletto legalmente, liberamente e democraticamente Donald Trump come suo 45° Presidente.

«We the People of the United States», così inizia la United States Constitution, come si può vedere in questa foto:

L’élite globalista non ha accettato il risultato delle elezioni legali, libere e democratiche, vuole calpestare la Costituzione, vuole eliminare Donald Trump, e ciò sia per tiranneggiare il popolo, sia per imporre al popolo il delirio culturale del globalismo, delirio culturale da cui essa è posseduta, mentre invece il popolo, eleggendo Donald Trump («Americanism, not globalism, will be our credo»), ha rifiutato nettamente questo delirio culturale, dimostrando assai più buon senso e capacità di giudizio della sua élite.

I fatti dimostrano, a un ritmo sempre più crescente, che l’élite globalista non si fermerà finché non avrà eliminato Donald Trump o con l’impeachment (vedi il caso Nixon) o con l’assassinio (vedi il caso Kennedy).

David Rockefeller, il capo indiscusso dell’élite globalista USA, è morto, ma hanno preso il suo posto altri capitalisti globalisti: George Soros, Mark Zuckerberg, Jeff Bezos, ecc. ecc.

Ecco cosa scrisse David Rockefeller nella sua autobiografia:

«Some even believe we are part of a secret cabal working against the best interests of the United States, characterizing my family and me as “internationalists” and of conspiring with others around the world to build a more integrated global political and economic structure – one world, if you will.

If that’s the charge, I stand guilty, and I am proud of it.»

(David Rockefeller, Memoirs, Random House, 2003, pag. 405)

Chi protegge, con il potere della forza fisica, questi capitalisti globalisti, che sono nemici giurati del popolo e perciò nemici giurati degli United States, come lo fu, per sua stessa confessione scritta, David Rockefeller?

L’FBI? LA CIA? Chi???

Siamo in un momento paradossale della storia: il popolo americano ha internet, un mezzo potentissimo di democrazia che i Founding Fathers neanche si sognavano, eppure essi, tra mille difficoltà, riuscirono a produrre la United States Declaration of Independence e la United States Constitution.

Possibile che il popolo americano di oggi non abbia neanche la forza di far rispettare ciò che i Founding Fathers produssero?

Se i capitalisti globalisti riuscissero a eliminare, in un modo o nell’altro, Donald Trump, vorrebbe dire, in modo assolutamente definitivo, che gli Stati Uniti d’America sono una democrazia fallita.

E che quindi la United States Declaration of Independence e la United States Constitution sono soltanto vecchi pezzi di carta, senza valore alcuno.

E anche che il popolo USA è condannato alla povertà, come previsto dal delirio culturale del globalismo, vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2016/08/17/tre-caratteristiche-necessarie-del-mondialismo/

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C’è delirio e delirio

14 maggio 2017

Non tutti i deliri culturali, in inglese cultural delusions, hanno lo stesso grado di pericolosità.

Un delirio culturale inoffensivo è quello dell’astrologia.

Ecco a questo proposito un dialogo di The Big Bang Theory:

«Leonard: So, tell us about you.

Penny: Um, me? Okay – I’m a Sagittarius, which probably tells you way more than you need to know.

Sheldon: Yes – it tells us that you participate in the mass cultural delusion that the sun’s apparent position relative to arbitrarily defined constellations at the time of your birth somehow affects your personality.

Penny: [stares at Sheldon in utter confusion] Participateinthewhat?»

http://www.imdb.com/title/tt0775431/quotes

Ed ecco il relativo video:

Un delirio culturale mortale fu quello della caccia alle streghe, che per fortuna oggi è scomparso.

Il delirio culturale della caccia alle streghe è spesso erroneamente collocato nel Medio Evo, mentre invece esso afflisse l’Occidente, sia quello cattolico che quello protestante, dal Quattrocento al Settecento.

Per esempio il processo delle streghe di Salem, che si svolse in America in ambiente religioso puritano, è del 1692.

Altro che Medio Evo!

Dalla fine della seconda guerra mondiale è purtroppo presente in tutto l’Occidente un delirio culturale letale che si chiama correttamente globalismo o mondialismo (in inglese globalism, in francese mondialisme; sinonimi: internazionalismo liberale, internazionalismo di David Rockefeller), mentre invece è chiamato dai soggetti deliranti globalizzazione o mondializzazione (in inglese globalization, in francese mondialisation) per sottolinearne l’inevitabilità, vedi p.e. qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2017/02/15/il-mondialismo-e-un-virus-memetico/

L’inevitabilità pretesa dai soggetti deliranti mostra chiarissimamente che si tratta dell’interpretazione della storia come piano provvidenziale, che è l’interpretazione della storia caratteristica del Cristianesimo:

https://luigicocola.wordpress.com/2017/02/21/il-mondialismo-e-la-storia-come-piano-provvidenziale/

Del resto ho mostrato l’origine neotestamentaria di questo delirio culturale anche per altra via:

https://luigicocola.wordpress.com/2016/07/06/lorigine-del-mondialismo/

Il globalismo infatti altro non è che la versione laica e moderna della dottrina della seconda venuta di Cristo, o più precisamente della parusia intermedia, dottrina contenuta nell’Apocalisse di Giovanni, l’ultimo libro del Nuovo Testamento, vedi p.e. qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2015/03/05/il-millenarismo-e-un-meme-egoista/

Lo scopo del globalismo è quello di eliminare dalla faccia della terra lo Stato usando come mezzo specifico l’ultracapitalismo (in inglese ultra-capitalism), cioè un capitalismo ingiusto e distruttivo, cioè un capitalismo privo del contrappeso dello Stato.

Altri modi validi di definire il globalismo sono quelli relativi alla teoria dei memi di Richard Dawkins (per ironia della sorte anch’egli affetto da tale delirio culturale), cioè meme egoista, virus memetico, possessione memetica, ecc. ecc. (in inglese selfish meme, memetic virus, memetic possession, ecc. ecc.) e quello di psicosi religiosa collettiva (in inglese collective religious psychosis).

Il delirio culturale del globalismo è letale perché ha tre caratteristiche necessarie:

1. povertà

2. invasione islamica/terrorismo islamico

3. guerra.

Vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2016/08/17/tre-caratteristiche-necessarie-del-mondialismo/

Per quanto riguarda l’invasione islamica/terrorismo islamico, l’effetto a lungo termine in Europa sarà quello di eliminare i popoli europei cristiani e di sostituirli con popoli non europei islamici, che ovviamente restaureranno in Europa lo Stato (e altrettanto ovviamente sarà uno Stato islamico), vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2017/03/05/ideologie-antistato-come-vacche-sacre/

Infatti il delirio culturale del globalismo è caratteristico del Cristianesimo e non si trova affatto nelle altre due grandi religioni monoteistiche, l’Ebraismo e l’Islam, che non vogliono affatto eliminare lo Stato.

Per quanto riguarda la guerra, col globalismo si potrebbe facilmente arrivare alla guerra nucleare, dato che:

1. la guerra è indispensabile al globalismo per sostituire manu militari i governi non occidentali non ancora asserviti ad esso con governi fantoccio disposti a vendergli il proprio stesso popolo, cioè disposti ad annientare il proprio stesso popolo

2. l’Occidente ha ingentissimi quantitativi di armi nucleari

3. il principio della deterrenza nucleare (MAD, Mutual Assured Destruction) è basato sulla razionalità degli attori e il globalismo, avendo un’origine e una natura religiose, è contro la Ragione.

Da tenere ben presente, come ho spiegato molte volte, che il Cristianesimo orientale, cioè ortodosso, non conduce al delirio culturale del globalismo, vedi p.e. qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2017/02/27/in-occidente-negare-la-realta-non-funziona/

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