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Il mondialismo è un virus memetico

15 febbraio 2017

Invece di baloccarmi con le idee vecchie e sbagliate di Rousseau, o di Marx, o di Evola o di altri ancora, come taluni fanno, ho da tempo elaborato una mia spiegazione (teoria unificata delle ideologie antistato) dell’immane disastro in cui si trova oggi l’Occidente, il quale per giunta vuole a tutti costi trascinare in questo suo disastro il resto del mondo, fortunatamente refrattario a esso.

E l’Occidente cerca di fare ciò non con la “cooperation” di cui tanto farnetica Anthony de Jasay (usando come parole magiche le formulette della teoria dei giochi che furbescamente e farsescamente i cinesi oggi ripetono), ma bensì con il mezzo (assai primitivo?) della guerra, cioè con la NATO, avendo l’obiettivo manifesto di eliminare le attuali élites dei popoli non occidentali e di sostituirle con élites asservite al globalismo, in altre parole con governi fantoccio disposti a vendere il proprio stesso popolo al globalismo, cioè disposti ad annientare il proprio stesso popolo (come per esempio il fu governo Renzi in Italia e il fu governo Obama negli USA).

Per una confutazione dell’argomento che Anthony de Jasay adopera nel suo maldestro tentativo di dimostrare l’inutilità dello Stato mediante la matematica:

https://luigicocola.wordpress.com/2014/05/20/essere-contro-lo-stato-non-e-monopolio-della-sinistra/

Il termine “governo fantoccio” è la traduzione italiana dell’inglese “puppet government“:

«The first recorded use of the term “puppet government” is from 1884, in reference to the Khedivate of Egypt.[6]»

https://en.wikipedia.org/wiki/Puppet_state

Ecco perché l’Occidente si ostina a voler attaccare militarmente la Russia, altro che storie, altro che “Putin è un killer”:

https://it.sputniknews.com/mondo/201702064034367-Cremlino-ritiene-offensive-parole-di-un-giornalista-che-ha-definito-Putin-killer/

Come ho scritto in un mio post di qualche anno fa:

«Del resto l’Occidente spinge sul pedale della propaganda in modo forsennato: per esempio grida che vuole portare in tutto il mondo la democrazia, mentre invece la verità è che vuole eliminare lo Stato.»

https://luigicocola.wordpress.com/2014/05/03/siamo-in-mezzo-a-un-conflitto-mondiale-ma-nessuno-ne-parla/

La propaganda di guerra a cui noi tutti siamo incessantemente sottoposti ha lo scopo, da un lato, di denigrare le élites non asservite al globalismo (per esempio Putin e Trump), dall’altro di esaltare l’Occidente in quanto agente attivo di quello che dovrebbe essere un processo storico ineluttabile, la globalizzazione, mentre invece è un’ideologia, il globalismo o mondialismo, che è la versione laica e moderna della dottrina della seconda venuta di Cristo, o più precisamente della parusia intermedia.

Usare il termine “globalizzazione” (il suffisso -zione forma nomi di azione) fa parte della propaganda di guerra dell’Occidente, è un trucco semantico, mentre invece il termine corretto è “globalismo” o “mondialismo” (il suffisso -ismo forma nomi astratti).

In tal modo l’Occidente vorrebbe farci credere che trattasi di un processo naturale indipendente dalla volontà umana, ossia di un processo storico ineluttabile, e non di una costruzione ideologica (che dipende ovviamente da una deliberata volontà).

Da tempo sostengo che l’origine del globalismo, come per tutte le ideologie antistato, si trova in quella prescrizione di eliminare lo Stato che è contenuta nell’Apocalisse di Giovanni, l’ultimo libro del Nuovo Testamento, prescrizione che nel corso di quasi venti secoli si è depositata nell’inconscio collettivo dell’Occidente, costituendo così un potentissimo e letale meme egoista.

I termini “meme” e “meme egoista” sono stati coniati dal biologo evoluzionista Richard Dawkins nella sua fondamentale opera Il gene egoista (*).

“Eliminare lo Stato” è quindi un meme egoista, è un virus memetico che ha infettato l’Occidente e che lo sta uccidendo, in quanto non si può vivere senza Stato: lo Stato è l’istituzione politica che difende la comunità dall’aggressione di stranieri e dai torti reciproci, e quindi è ineliminabile, perché le aggressioni e i torti (ossia il Male) non possono essere eliminati dal genere umano.

Per non parlare della povertà che il mondialismo impone a chiunque non faccia parte dell’élite, dato che questa ideologia antistato utilizza l’ultracapitalismo come mezzo specifico per eliminare lo Stato.

In conclusione, il mondialismo è un virus memetico.

Ho scritto più volte dei memi egoisti e di Richard Dawkins, vedi per esempio qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2017/01/14/le-idee-politiche-di-richard-dawkins-non-centrano-nulla-con-la-teoria-dei-memi/

Per inciso, l’ironia della sorte vuole che Richard Dawkins sia un mondialista militante e allo stesso tempo un ateo militante: non penso quindi che egli possa gradire la mia spiegazione del mondialismo.

Per quanto riguarda il Cristianesimo orientale, come ho scritto in un post precedente:

«Nel Cristianesimo orientale, ossia ortodosso, anche se nel canone ortodosso è presente l’Apocalisse di Giovanni, la situazione è del tutto differente, per ragioni storiche e culturali.

Infatti nell’Impero romano d’Oriente la strategia antistato del Cristianesimo fu perfettamente neutralizzata dal geniale stratagemma di Costantino il Grande, stratagemma noto col nome di cesaropapismo, che consiste nella subordinazione della Chiesa allo Stato.

La parte orientale del Cristianesimo rappresenta il tentativo, perfettamente riuscito, dell’Impero romano di neutralizzare le istanze eversive di questa religione.»

https://luigicocola.wordpress.com/2016/07/06/lorigine-del-mondialismo/

Proprio per tale motivo ai russi non serve capire cos’è veramente il mondialismo e qual è la sua vera origine: essi si trovano in uno scenario privilegiato, nel quale, per poter resistere efficacemente al mondialismo, è sufficiente ribadire la tradizione cristiana ortodossa.

Agli occidentali questo assolutamente non basta, perché nella tradizione cristiana occidentale (sia in quella cattolica che in quella protestante) sono presenti storicamente cospicui elementi di eversione (dei quali Papa Bergoglio rappresenta la ricomparsa), senza contare poi che con John Locke, come ho mostrato in dettaglio più volte, la prescrizione di eliminare lo Stato ha assunto forma filosofica, svincolandosi così dalla religione cristiana ed entrando così a far parte del patrimonio culturale laico dell’Occidente.

È imperativo quindi che l’Occidente capisca cos’è il mondialismo e qual è la sua origine.

Non c’è altra via di salvezza.

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(*) Richard Dawkins, Il gene egoista, Zanichelli, 1979 (trad. it. di The Selfish Gene, Oxford University Press, 1976, first edition), pagg. 162-172.

Copyright © 2017 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.

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Chi ha perso con la vittoria di Trump

2 dicembre 2016

Con l’elezione di Donald Trump a 45° Presidente degli Stati Uniti d’America, il mondialismo (globalism in lingua inglese, da cui il sinonimo italiano globalismo) ha perso.

Questa verità non sembra essere ben compresa, o perlomeno si fa finta di non comprenderla.

Ma c’è poco da fare: il mondialismo, l’ennesima versione della prescrizione millenarista di eliminare lo Stato (prescrizione contenuta nell’Apocalisse di Giovanni, l’ultimo libro del Nuovo Testamento), è stato sconfitto.

Avrebbe vinto se fosse stata eletta Hillary Clinton, la quale, senza alcun dubbio, avrebbe scatenato la potenza militare e nucleare degli Stati Uniti d’America contro la Russia, il campione degli Stati nazionalisti.

Anche a costo di distruggere tutto il genere umano.

L’aggressione globalista alla Russia condotta da Obama, il Premio Nobel per la pace (a riprova che il globalismo usa la neolingua di George Orwell: “la guerra è pace”), con il casus belli dell’Ucraina, non ha prodotto il risultato sperato: il crollo del popolo russo, con conseguente destituzione di Putin e instaurazione di un governo fantoccio globalista.

Vale a dire, mutatis mutandis, un analogo russo del governo Renzi.

È stato invece il popolo statunitense a crollare: esso ha detto no all’elezione di Hillary Clinton, molto più aggressiva e guerrafondaia di Obama, una sorta di Darth Vader del mondialismo, e ha eletto invece Donald Trump, il campione del nazionalismo statunitense (“Americanism, not globalism, will be our credo.”).

Ha perso anche l’Unione Europea, questo aborto del mondialismo, che necessariamente non potrà durare ancora per molto.

E ha perso infine Papa Bergoglio, il papa millenarista e apocalittico che tragicamente e irresponsabilmente s’illude di essere ritornato al Cristianesimo delle origini, quello che fece crollare l’Impero romano d’Occidente, sprofondando l’Europa occidentale nel Medio Evo (l’intenzione sarebbe quella di eliminare lo Stato usando questa volta i mussulmani al posto dei barbari che non ci sono più).

Egli in pratica ha scomunicato Trump, con la falsa motivazione che chi costruisce muri, vale a dire chi è dalla parte dello Stato (uno Stato per essere tale ha bisogno di confini), non può essere cristiano:

http://www.huffingtonpost.it/2016/02/18/papa-francesco-rifondazione-ue_n_9264748.html

Che differenza abissale con il Patriarca Kirill, Patriarca di Mosca e di tutte le Russie, il capo della Chiesa Ortodossa Russa, evidentemente cristiano anche lui, che ha definito “Vladimir Putin «un miracolo di Dio»”:

http://www.ilsole24ore.com/art/mondo/2016-02-11/chi-e-kirill-controverso-patriarca-tutte-russie-194650.shtml?uuid=ACk0VbSC

e che ha “benedetto” Donald Trump:

https://it.sputniknews.com/mondo/201611193653787-Russia-USA-terrorismo-fondamentalismo-Islam/

Questa è la via: il Cristianesimo occidentale deve smettere di essere una religione apocalittica, deve diventare come il Cristianesimo ortodosso.

Del resto Martin Lutero, traducendo la Bibbia in tedesco, capì perfettamente il problema e nel 1522 dichiarò di non ritenere l’Apocalisse di Giovanni un libro canonico.

Proprio quell’Apocalisse di Giovanni da cui è tratta la bandiera dell’Unione Europea, ossia “12 stelle dorate disposte in cerchio su uno sfondo blu”:

https://luigicocola.wordpress.com/2015/03/08/lapocalisse-e-lunione-europea/

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