Posts Tagged ‘guerra economica’

È verissimo e io l’avevo già scritto a luglio

9 febbraio 2013

Ieri è uscito sul Blog di Beppe Grillo un post intitolato “La III Guerra Mondiale è in corso“:

«”Io non so con quali armi sarà combattuta la III Guerra Mondiale, ma so che la IV Guerra Mondiale sarà combattuta con pietre e bastoni.” Non sempre Einstein aveva ragione. In questo caso aveva torto. La III Guerra Mondiale è in corso, non si combatte con le atomiche, e qualcuno la sta vincendo, per ora. E la IV non si combatterà con le pietre. La finanza internazionale combatte la sua guerra per il predominio, per lo svuotamento delle democrazie e degli Stati [il corsivo è mio]. E’ un superorganismo che non rende conto a nessuno, che ha a sua disposizione i media, i politici-camerieri, gli stessi governi. La III Guerra Mondiale non si combatte sul campo di battaglia o con le bombe, ma nelle redazioni dei giornali, nelle televisioni, negli uffici all’ultimo piano delle banche, delle agenzie di rating, delle multinazionali…

…La guerra è in corso, il primo modo di combatterla è riconoscerla, prendere coscienza che è in atto, che ha addormentato le nostre menti.»

http://www.beppegrillo.it/2013/02/la_iii_guerra_mondiale_e_in_corso.html

È verissimo. E io l’avevo già scritto a luglio nel mio post “Siamo in guerra e non abbiamo uno Stato che ci difenda!“:

«Senza uno Stato (lo Stato italiano si chiama così, ma non è affatto uno Stato), gli italiani sono oggi prede inermi di un pesantissimo attacco condotto con le armi dell’economia:

“Moody’s declassa il debito sovrano italiano…

…Siamo in guerra, una guerra economica, e non abbiamo uno Stato, uno Stato vero, che ci difenda!»

https://luigicocola.wordpress.com/2012/07/13/siamo-in-guerra-e-non-abbiamo-uno-stato-che-ci-difenda/

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La ragione e la paura

20 gennaio 2013

Da un post trovato in rete:

«Per quanto io ritenga che sia assolutamente necessario uscire dalla trappola dell’euro prima che ci cada addosso, mi fa paura che sia una forza populista di destra a usare l’argomento.»

http://robuz.wordpress.com/2013/01/18/se-la-cosa-non-vi-piace-non-so-che-farci/

Mi rivolgo all’autore del post, che dimostra di saper ragionare e di essere ben informato: ma lei chi vuole che ci faccia uscire dalla trappola dell’euro? Il PD, che è proprio il partito dell’euro, come ha sottolineato Bersani in persona?

Ecco una sua recente dichiarazione:

«La prima cosa che intendo dire all’Italia e all’Europa è che noi siamo quelli dell’euro [il corsivo è mio], siamo quelli dei governi Prodi, Amato, D’Alema che fecero fede in condizioni difficili a tutti i patti internazionali, europei e occidentali, che siamo quelli di Ciampi e Padoa-Schioppa».

http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2012-08-09/fedeli-europa-rigore-industria-063619.shtml?uuid=Abu5giLG

Se si sa ragionare, non bisogna aver paura delle conseguenze dei propri ragionamenti.

E per quanto riguarda il pericolo di una guerra europea causata dalla Germania (intendo una guerra vera, non una guerra economica: quest’ultima è già in corso), si tranquillizzi. Oggi non può accadere, perché il Regno Unito e la Francia sono potenze nucleari, mentre la Germania non lo è. E diventare una potenza nucleare non è cosa che si possa fare in poco tempo e in segreto. Dell’Italia, poi, mi creda, non è neanche il caso di parlarne. Noi italiani non abbiamo alcuna vocazione bellica.

Preoccupa anche me, invece, la frase di Giulio Sapelli che lei riporta:

«Gli Usa, dal canto loro, non sanno che fare. Obama pare aver abbandonato del tutto il ruolo d’interprete e difensore in ultima e suprema istanza dei destini dell’Occidente, essenziale per la giustificazione storica degli Usa nel legame transatlantico.»

Sia perché (se l’opinione di Sapelli fosse aderente alla realtà, questo non lo so) noi europei saremmo abbandonati a noi stessi, sia per via delle eventuali cantonate che gli americani potrebbero prendere intervenendo in Europa mentula canis, come fecero, ad esempio, alla Conferenza della pace di Parigi nel 1919 con Woodrow Wilson.

Dividere il territorio della Germania in due parti tramite il Corridoio di Danzica – una cosa da pazzi, peggio di uno sputo in faccia – fu precisamente la causa della seconda guerra mondiale. È corretto affermare che Wilson fu causa sia della seconda guerra mondiale (con la creazione del Corridoio di Danzica), sia del fascismo, perché senza il suo indegno comportamento verso la delegazione italiana alla Conferenza della pace di Parigi (la quale, umiliata a morte, abbandonò addirittura la Conferenza), non ci sarebbe mai stata l’Impresa di Fiume da parte di D’Annunzio e quindi non sarebbe mai nato il fascismo di Mussolini. E senza Mussolini, Hitler è impensabile. È assai difficile trovare nella storia un individuo che abbia causato più danni di Woodrow Wilson. È molto probabile che egli avesse tendenze sadiche. A riprova del fatto che il premio Nobel per la pace è una buffonata, gliene fu assegnato uno proprio nel 1919.

P.S.: Per chi sia convinto che le rivendicazioni italiane alla Conferenza della pace di Parigi fossero in realtà illegittime, riporto il giudizio di un grandissimo storico inglese, Alan J.P. Taylor.

“La politica americana avrebbe contato meno se le grandi potenze europee fossero state di un solo avviso. Francia, Gran Bretagna e Italia costituivano una coalizione formidabile, nonostante la svalutazione che se ne fece dopo. Avevano retto contro la Germania, pur non riuscendo a sconfiggerla. L’Italia era la più debole delle tre, sia per risorse economiche che per coerenza politica; si era inoltre estraniata dai suoi alleati per il risentimento di non aver avuto la giusta parte delle spoglie belliche: non le era stata data la sua fetta di Impero ottomano, e fu poi gabbata, dopo molte lagnanze, con insignificanti concessioni coloniali. [il corsivo è mio]”

(Alan J.P. Taylor, Le origini della seconda guerra mondiale, Laterza, 2006, pag. 60)

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Era parecchio che i tedeschi non vincevano una guerra

4 settembre 2012

La Germania ha vinto la prima guerra economica europea.

L’ultima guerra vinta dai tedeschi fu la guerra franco-prussiana (1870-1871).

Bismarck oggi non c’è più, ma c’è l’euro, altrettanto efficace.

Leggete qui:

“Europa mai così divisa. Le imprese di Italia e Spagna pagano il 60% di interessi in più della Germania”

http://www.ilsole24ore.com/art/finanza-e-mercati/2012-09-04/europa-cosi-divisa-imprese-112514.shtml

P.S.: alle prossime elezioni, meditate bene prima di dare il vostro voto.

 

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Siamo in guerra e non abbiamo uno Stato che ci difenda!

13 luglio 2012

Lo Stato non è, come credono gli stolti, un male.

Lo Stato non va confuso con la forma di governo, che può essere anche la dittatura, la quale effettivamente arreca oppressione, dolore e danno.

Lo Stato non va confuso con lo Stato totalitario, che è una degenerazione estrema dello Stato.

Lo Stato non va confuso con l’associazione Stato-Chiesa che vige da sempre in Italia, un ibrido mostruoso, la cui debolezza intrinseca ha causato una situazione incredibile, ma vera: mai, dico mai (escluso ovviamente il ventennio della dittatura fascista), un governo dello Stato italiano è arrivato a durare cinque anni, che è la durata fisiologica di una legislatura sia nello Statuto Albertino che nella Costituzione della Repubblica Italiana (per non parlare della durata media dei governi italiani, che è di un anno circa).

Lo Stato non va confuso con quella parodia di Stato che è il risultato della recente cessione di sovranità all’Unione Europea (la quale, a sua volta non è, né può essere, neanche lontanamente, un sostituto dello Stato).

Lo Stato è l’istituzione sovrana che difende la comunità.

Senza uno Stato, come scrisse genialmente Thomas Hobbes (Leviatano, 2009, Laterza, pag. 142), la comunità non può difendersi né “dall’aggressione di stranieri” (che, oggi lo sappiamo, può essere anche un’aggressione condotta con le armi dell’economia), né “dai torti reciproci” (per opporsi a questi ultimi lo Stato adopera le leggi).

Senza uno Stato (lo Stato italiano si chiama così, ma non è affatto uno Stato), gli italiani sono oggi prede inermi di un pesantissimo attacco condotto con le armi dell’economia:

“Moody’s declassa il debito sovrano italiano: titoli di stato giù di due gradini, nel giudizio dell’agenzia di rating, da A3 a Baa2. Appena due punti sopra il livello «junk», quello cioè dei titoli «spazzatura».”

http://www.corriere.it/economia/12_luglio_13/moodys-declassa-debito-italia_cc3d0952-cc81-11e1-b65b-6f476fc4c4c1.shtml

Siamo in guerra, una guerra economica, e non abbiamo uno Stato, uno Stato vero, che ci difenda!

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