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Obama, che delusione

16 febbraio 2013

Con questo post voglio esprimere la mia delusione per Obama.

Con il suo endorsement rozzo e grossolano per Monti ha dimostrato sia di non avere alcuna considerazione per gli italiani, neanche fossero dei servi a cui dare ordini, sia di non capire assolutamente nulla dell’europeismo, il che, trattandosi del presidente degli Stati Uniti d’America, è piuttosto grave.

Non sono soltanto io ad indicare, dal punto di vista della scienza politica, che l’europeismo non è altro che un’ideologia suicida, come ho spiegato in vari post e nel mio saggio di scienza politica: “Le nuove forme dell’utopia: europeismo e multiculturalismo – Come e perché l’Occidente cerca ripetutamente di suicidarsi” (il secondo dei due con la copertina verde sotto il titolo del mio blog, se si vuole leggerne l’anteprima basta cliccare sulla sua icona).

Certo, se ci fossi solo io contro l’europeismo, Obama avrebbe ragione a fare ciò che sta facendo.

C’è però anche Hans Magnus Enzensberger, “il maggior poeta e saggista tedesco contemporaneo”, che ha scritto un saggio proprio per evidenziare che la democrazia nell’Unione Europea è del tutto assente, vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2013/02/07/ma-il-mostro-di-bruxelles-e-buono-o-cattivo/

Ecco come Enzensberger conclude il suo saggio:

“L’Europa ha già superato ben altri tentativi di uniformare il continente. Tutti avevano in comune la hybris e nessuno di loro era destinato a un successo duraturo. Neppure la versione non violenta di un progetto simile può avere una prognosi favorevole.”

(Hans Magnus Enzensberger, “Il mostro buono di Bruxelles – ovvero L’Europa sotto tutela”, Einaudi, 2013, pag. 84)

E ci sono moltissimi economisti di grande valore, i quali, dal punto di vista della scienza economica, spiegano che l’euro non può durare: tra di essi ci sono anche premi Nobel per l’economia!

Ecco cosa ha dichiarato recentemente Joseph Stiglitz (Nobel per l’economia 2001): “Uscire dall’euro è meglio che seguire politiche suicide”.

http://www.huffingtonpost.it/2012/09/19/stiglitz-euro-crisi-premio-nobel_n_1896622.html

Come è possibile, dunque, che Obama abbia legato indissolubilmente il suo nome all’europeismo? È un po’ come legarsi una pietra al collo e buttarsi a mare.

In questo modo Obama ha distrutto la sua credibilità politica: sarà ricordato come un presidente mediocre, il cui unico merito è quello del colore della propria pelle, ossia di essere stato il primo presidente nero degli Stati Uniti d’America.

Copyright © 2013 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.

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Ma il mostro di Bruxelles è buono o cattivo?

7 febbraio 2013

Leggo “Il mostro buono di Bruxelles – ovvero L’Europa sotto tutela” di Hans Magnus Enzensberger (Einaudi, 2013) e mi chiedo: ma questo mostro è buono o cattivo?

A me sembra cattivo, perché a Enzensberger sembra buono? Eppure egli ha scritto questo saggio proprio per evidenziare che la democrazia nell’Unione Europea è del tutto assente.

Vediamone un brano, scritto con il suo inconfondibile stile:

“Non solo al loro interno le istituzioni europee dimostrano di soffrire di una megalomania che non conosce confini. La loro sfrenata spinta ad ampliarsi è notoria. Paesi che si fanno beffe di ogni criterio di adesione vengono integrati contro le regole e senza tante storie. Ogni volta i nostri piccoli geopolitici anelano ad ampliare sempre più la loro Europa. Perché non avanzare fino al Caucaso o al Maghreb? Essere una potenza mondiale sarebbe così bello! Certo non è possibile tener conto del fatto che gli europei si entusiasmino poco a progetti del genere.

A Bruxelles la loro resistenza è spiegabile solo con il fatto che si tratta di gente ignorante ma ribelle, che non sa quale sia la cosa migliore per lei. Per questo si fa bene a non consultarla neppure. Nell’eurocrazia la semplice idea di un referendum scatena immediatamente il panico. I segni lasciati da ben nove referendum popolari falliti spaventano tutti i responsabili. Ogni volta i norvegesi, i danesi, gli svedesi, gli olandesi, gli irlandesi e i francesi hanno detto di no. Stando ai manager dell’Unione, una cosa del genere non deve più capitare. Fastidioso è anche il fatto che, evidentemente, ai popoli che hanno inventato la democrazia in Europa, come i britannici e gli svizzeri, pesi dire addio a tale forma di governo.

Per questo i portavoce di Bruxelles, Strasburgo e Lussemburgo si sono inventati una strategia che li immunizzi contro ogni critica. Chi si oppone ai loro piani viene additato come antieuropeo. Questo kidnapping dei concetti ricorda vagamente la retorica del senatore Joseph McCarthy e del Politburo del Pcus. Ciò che a loro non andava bene veniva di solito calunniato. Gli uni parlavano di un-American activities, gli altri di «attività antisovietiche».”

(Hans Magnus Enzensberger, “Il mostro buono di Bruxelles – ovvero L’Europa sotto tutela”, Einaudi, 2013, pagg. 75-77)

Ritornando al mio interrogativo iniziale (ma perché mai questo mostro è buono?), posso solo avanzare due ipotesi: a) Enzensberger ha usato “buono” in senso ironico b) ha tenuto conto di quelle che egli definisce “buone notizie”, che ha riportato nel primo capitolo.

Se fosse vera l’ipotesi b), direi che Enzensberger si sbaglia, perché l’elenco che egli fornisce parte da un concetto assolutamente falso (l’Unione Europa mantiene la pace in Europa) e arriva a questioni irrilevanti o comunque troppo poco importanti, che francamente mi ricordano ciò che tempo fa ha dichiarato Al Bano Carrisi in TV (Quinta Colonna, 31 luglio 2012), ossia che l’euro è meglio della lira perché quando si va all’estero non c’è bisogno di cambiare valuta.

Ma il nostro buon Al Bano è un cantante, mentre Hans Magnus Enzensberger, come apprendo da Wikipedia, “ha condotto studi di letteratura e filosofia presso le università di Erlangen, Friburgo in Brisgovia, Amburgo e alla Sorbona di Parigi, ricevendo un dottorato nel 1955 per una tesi sulla poesia di Clemens Brentano”. Inoltre, come riportato nella quarta di copertina del suddetto saggio, “è il maggior poeta e saggista tedesco contemporaneo”.

Che il concetto dell’Unione Europea quale garante della pace in Europa sia assolutamente falso, l’ho spiegato in vari post, ad esempio qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2013/02/06/ecco-come-finiscono-le-utopie/

Non posso però prendermela troppo con Enzensberger, perché, come dicevo prima, egli ha scritto il suddetto saggio proprio per evidenziare che la democrazia nell’Unione Europea è del tutto assente.

Cosa dovrei dire allora di Paul Krugman, Premio Nobel per l’Economia 2008, che nel suo libro “Fuori da questa crisi, adesso!” arriva a scrivere:

“Da circa sessant’anni l’Europa è impegnata in un nobile esperimento, il tentativo di riformare un continente lacerato dalla guerra con un’integrazione economica, nell’intento di garantire per sempre pace e democrazia. Tutto il mondo ha interesse alla riuscita di questo esperimento, e soffrirà in caso di fallimento.”

(Paul Krugman, “Fuori da questa crisi, adesso!”, Garzanti, gennaio 2013, pag. 190)

Per inciso, queste sciocchezze scritte da Paul Krugman avvalorano la mia tesi che gli americani non comprendono affatto (dato che egli è americano) cosa stia succedendo in Europa, come ho scritto in un post precedente:

https://luigicocola.wordpress.com/2013/01/27/gli-usa-non-capiscono-che-cosa-stia-succedendo-in-europa/

Del resto, il motivo per il quale l’Unione Europea è concettualmente incompatibile con la democrazia, l’ho spiegato in vari post, ad esempio qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2012/11/10/lignoranza-della-scienza-politica-contagia-anche-wikipedia/

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