Posts Tagged ‘hegel’

Come disse Hegel

8 dicembre 2017

Ho letto in internet molti commenti alla decisione di Donald Trump su Gerusalemme e non ne ho trovato neanche uno che cogliesse nel segno.

Ho scritto la mia opinione sul vero motivo della decisione di Trump nel post del 6 dicembre e ne rimango ancora oggi, dopo due giorni, fermamente convinto, vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2017/12/06/donald-trump-promuove-il-nazionalismo-ebraico/

Come ho scritto ieri, in un altro post:

«La verità è che, senza poter nominare il mondialismo (nessuno dei due articoli citati lo nomina), per via della censura mondialista, non si può scrivere altro che stupidaggini.»

Il bello è che perfino chi nomina il mondialismo (anche detto globalismo) non riesce a capire il vero motivo della decisione di Trump e questo perché in genere si pensa che il mondialismo abbia origine e natura ebraiche (io non la penso affatto così).

Ma non è stupefacente?

Insomma, abbiamo davanti a noi un uomo, un leader regolarmente e legalmente eletto 45° Presidente degli Stati Uniti d’America (certo, è colpa di Putin, che ha ipnotizzato gli elettori americani! oppure è colpa degli alieni!), il quale ha dichiarato a tutto il mondo, prima di essere eletto:

«We will no longer surrender this country, or its people, to the false song of globalism.

The nation-state remains the true foundation for happiness and harmony.»

e anche:

«Americanism, not globalism, will be our credo.»

Quest’uomo ha una figlia (amatissima) e un genero (con il quale è in eccellenti rapporti) entrambi di religione ebraica (la figlia si è convertita all’Ebraismo prima di sposarsi).

Ebbene, si sono mai chiesti i molti nazionalisti antisemiti, cioè i nazionalisti che credono erroneamente che il mondialismo abbia origine e natura ebraiche, come sia possibile conciliare l’antiglobalismo di Donald Trump col fatto di avere la figlia e il genero entrambi ebrei?

Secondo le loro stupide teorie ciò sarebbe fortemente contraddittorio, anzi impossibile.

Ma come disse Hegel: «Wenn die Tatsachen nicht mit der Theorie übereinstimmen, um so schlimmer für die Tatsachen», in inglese «When the facts do not agree with the theory, so much the worse for the facts», in italiano «Quando i fatti non concordano con la teoria, tanto peggio per i fatti».

Oggi quest’uomo, Donald Trump, come aveva promesso in campagna elettorale, ha deciso il riconoscimento di Gerusalemme come capitale dello Stato d’Israele da parte degli Stati Uniti d’America.

Possibile che nessuno, dico nessuno, tranne me, metta in relazione tale sua decisione con il suo antiglobalismo, il quale è stato dichiarato da lui stesso pubblicamente, davanti a tutto il mondo?

Che i mondialisti neghino tale relazione è ovvio e scontato, ma che la neghino i nazionalisti è stupefacente.

Copyright © 2017 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.

By Jakob Schlesinger (1792-1855) (Unknown) [Public domain], via Wikimedia Commons

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Tanto peggio per i fatti

11 luglio 2014

Leggo un articolo di Michele Di Branco pubblicato oggi dal Messaggero e intitolato Produzione industriale, calo a sorpresa. A maggio -1,2%:

http://economia.ilmessaggero.it/economia_e_finanza/produzione-industriale-calo-maggio-auto/791180.shtml

Calo a sorpresa???

I fatti continuano a essere ostili all’ideologia europeista!

Ma che ce ne frega? Come disse Hegel: “Tanto peggio per i fatti”.

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La tragedia della società italiana

27 marzo 2014

È desolante ascoltare in TV i politici italiani e i loro maggiordomi quando parlano della situazione nella quale stiamo tutti vivendo: il disastro italiano e il disastro europeo.

Non trovo parole adeguate per definirli, mostrano di essere totalmente scollati dalla realtà, più che a programmi televisivi di politica sembra di assistere a riunioni di un gruppo di sostegno.

E forse sono proprio questo.

D’altro canto gli intellettuali italiani, coloro che dovrebbero indicare la via, sono quanto di peggio si possa immaginare, persi tra le vecchie idee di Marx, Hegel, Nietzsche, Evola e altri rifiuti della filosofia.

Ci vorrebbe un Rimbaud per descriverli in modo appropriato.

E non parliamo poi degli economisti, questi contabili che hanno ormai acquisito la hybris di interpretare il mondo.

La tragedia della società italiana è l’effetto inevitabile di tutta questa miseria mentale.

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Un’idea perniciosa

16 novembre 2012

È un’idea perniciosa, ma piuttosto diffusa, giudicare un pensatore dai suoi errori.

Purtroppo quest’idea, che dovrebbe allignare solo nelle anime semplici e incolte, finisce per essere ubiquitaria o quasi.

Un pensatore va giudicato dalle verità originali che ha prodotto, non dai suoi errori o, peggio ancora, dai suoi difetti.

Se noi giudicassimo dalle loro negatività Thomas Hobbes o, per parlare dei nostri giorni, Norberto Bobbio, ci precluderemmo quello che di grande questi pensatori hanno prodotto.

Un altro (sommo) esempio: è noto che Newton ebbe in vita sua almeno due esaurimenti nervosi. E allora? Ciò non toglie assolutamente nulla al suo genio.

Per dirla con Goethe ed Hegel, nessuno è eroe per il suo cameriere: non perché l’uno non è un eroe, ma perché l’altro è un cameriere.

Così, quando Aldo Busi scrive dispregiativamente di Machiavelli, che era solo un cortigiano depresso, ecc. ecc., egli si sta comportando, né più, né meno, da cameriere.

Il fatto è che Busi si crede un maître à penser e l’ultima sua scempiaggine sulla politica italiana è che un Monti bis sia “necessario” (Tg3 Linea Notte del 15 novembre).

Vedi qui:

http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-05cbe895-d753-4c5e-822b-0a0180a83690-tg3.html#p=

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