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Il “Financial Times” su Berlusconi la pensa all’incirca come me

21 gennaio 2013

Nel mio post del 18 gennaio, intitolato Berlusconi vuole vincere? Proponga l’uscita dall’euro, ho scritto:

“Berlusconi vuole vincere? Proponga seriamente l’uscita dall’euro. Ne faccia il suo cavallo di battaglia, non si limiti a qualche battutina (da smentire il giorno dopo). Chieda pubblicamente a un economista antieuro italiano, ad esempio Alberto Bagnai o Loretta Napoleoni (i primi che mi vengono in mente), di far parte del suo governo.”

https://luigicocola.wordpress.com/2013/01/18/berlusconi-vuole-vincere-proponga-luscita-dalleuro/

Il 20 gennaio il Financial Times ha pubblicato l’editoriale di Wolfgang Münchau Monti is not the right man to lead Italy.

Il testo originale integrale è reperibile sul blog di Marco Barsotti:

http://innice.typepad.com/blog/2013/01/financial-times-monti-is-not-the-right-man-for-italy-testo-integrale.html

Per la traduzione italiana: Financial Times: Monti non è l’uomo giusto per guidare l’Italia, traduzione integrale a cura di Federica Agostini.

http://www.forexinfo.it/Financial-Times-Monti-non-e-l-uomo

Ringrazio Marco Barsotti e Federica Agostini.

Vediamo dunque alcuni brani dell’articolo di Wolfgang Münchau:

“Like the other countries on the eurozone’s southern rim, Italy faces three options. The first is to stay in the euro and take on alone the burden of full adjustment. By this I mean both economic adjustment, in terms of unit labour costs and inflation; and fiscal adjustment. The second is to stay in the eurozone, contingent on shared adjustment between creditor and debtor nations. The third is to leave the euro. Successive Italian governments have tried a fourth option – stay in the euro, focus on short-term fiscal adjustment only and wait.”

In italiano:

“Come gli altri paesi meridionali della zona euro, l’Italia deve scegliere tra tre opzioni. La prima è quella di rimanere nell’euro e farsi carico del peso necessario al recupero e all’adeguamento fiscale. Intendendo sia l’adeguamento economico, in termini di costi del lavoro e inflazione, sia di bilancio. La seconda opzione è quella di rimanere nella zona euro, ma subordinata alla regolamentazione condivisa tra creditori e Paesi debitori.Terza possibilità: lasciare l’euro. La successione di governi italiani ha inoltre portato avanti una quarta opzione: rimanere nell’euro concentrandosi esclusivamente sul risanamento a breve termine dei conti pubblici e attendere.”

“On the right, the alliance of Mr Berlusconi and the Northern League has been behind in the polls but is making advances. So far, the former prime minister has had a good campaign. He has delivered an anti-austerity message that has struck a chord with a disillusioned electorate. He also keeps criticising Germany for its reluctance to accept a eurozone bond and to allow the ECB to buy Italian bonds unconditionally.

You could interpret this as an option-two stance: insist on symmetrical adjustment or get out. We know Mr Berlusconi only too well, however. He was a prime minister for long enough to have shaped such a debate much earlier. To become credible, he must produce a clear strategy that maps out the choices in detail. All we have now are television soundbites. “

In italiano:

“A destra, invece, l’alleanza di Silvio Berlusconi con la Lega Nord è stata indietro per parecchio tempo nei sondaggi, anche se adesso sembra guadagnare terreno. Sino ad oggi, la campagna elettorale dell’ex presidente è stata buona; il messaggio anti-austerity sembra aver colpito una parte degli elettori più disillusi. Continua, invece, il forte criticismo nei confronti della Germania, da ormai troppo tempo restia alla creazione di bond Europei checonsentirebbero alla BCE di comprare incondizionatamente titoli Italiani.

A questo punto si può interpretare la situazione come un bivio: insistere sugli aggiustamenti simmetrici [tra paesi creditori e paesi debitori] oppure uscire [dall’euro]. Tuttavia, tutti conoscono Berlusconi e questo dibattito è stato aperto già da tempo. Ma per diventare credibile, a questo punto Berlusconi dovrebbe tirare fuori una strategia concreta che tracci nel dettaglio ogni possibilità di scelta futura [compresa quindi l’uscita dall’euro], mentre fino ad oggi l’unica cosa cui abbiamo assistito sono commenti e dibattiti televisivi.”

Insomma Berlusconi non deve restare nel vago, pronto a fare marcia indietro al primo stormir di fronda: lasci perdere i tatticismi politici, prenda il toro per le corna e agisca in modo chiaro e deciso. Altrimenti non è credibile.

Wolfgang Münchau conclude il suo editoriale così:

“Italy still has a few choices open. But it has to make them.”

In italiano:

“L’Italia ha ancora qualche possibilità, ma è ora di scegliere.”

Da notare con grande attenzione ciò che scrive Wolfgang Münchau del futuro di Monti:

“As for Mr Monti, my best guess is that history will accord him a role similar to that played by Heinrich Brüning, Germany’s chancellor from 1930 to 1932. He, too, was part of a prevailing establishment consensus that there was no alternative to austerity.”

In italiano:

“Per quanto riguarda Monti, il mio augurio è quello che la storia gli regali un ruolo simile a quello svolto da Heinrich Brüning, cancelliere tedesco dal 1930 al 1932, anche lui sostenitore dell’idea che non vi fossero alternative all’austerità”.

Leggiamo da Wikipedia: “In piena Grande Depressione e in una situazione economica gravissima per la Repubblica, Brüning perseguì con determinazione, tramite decreti presidenziali emanati in via d’urgenza, una politica di tagli di bilancio e di deflazione, tentando di alleviare il peso del debito estero connesso al pagamento delle riparazioni di guerra decise a Versailles.

Secondo alcune letture la sua politica di rigore provocò un grave aumento della disoccupazione, contribuì ad aggravare il disagio sociale e la condizione dei ceti medi, causando il massiccio spostamento dei medio-bassi verso l’estremismo populista-nazionalista che alimentava l’area politica rappresentata dall’indotto elettorale allora controllato dal partito nazionalsocialista di Adolf Hitler.”

http://it.wikipedia.org/wiki/Heinrich_Br%C3%BCning

Ma allora qual è la migliore possibilità futura di Monti? Eccola (sempre da Wikipedia):

“Dopo l’avvento del nazismo emigrò dapprima nei Paesi Bassi (1934), quindi negli USA, ricoprendo la cattedra di pubblica amministrazione alla Harvard University. Rientrato in patria dopo la seconda guerra mondiale, insegnò economia politica a Colonia dal 1951 al 1954…”

Insomma gli augura di scappare in tempo dall’Italia e di continuare a insegnare all’università!

Lo humour di Wolfgang Münchau è un po’ sinistro, del resto non è inglese, è tedesco…

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