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Clamoroso lapsus freudiano di Hillary Clinton

8 agosto 2016

Hillary Clinton, in un suo discorso pubblico di venerdì scorso, è incappata in un clamoroso lapsus freudiano nei confronti di Donald Trump: invece di dire “mio avversario”, ha quasi detto “mio marito”, riuscendo a correggersi a metà parola.

I presenti hanno comunque capito il lapsus e si sono messi a ridere, come risulta dai video presenti in rete.

Ecco cosa scrive a questo proposito il New York Post:

Clinton mistakenly refers to Trump as her ‘husband’

«WASHINGTON — Hillary Clinton nearly called rival Donald Trump her “husband” on Friday in an embarrassing slip-up that drew laughs from the crowd and Twitterverse.

The flub came as she addressed the National Association of Black Journalists and the National Association of Hispanic Journalists in Washington, DC.

“I hope you will compare what I’m proposing to what my husb— . . . my opponent is talking about,” Clinton said, urging the reporters to scrutinize Trump more closely.»

http://nypost.com/2016/08/05/clinton-mistakenly-refers-to-trump-as-her-husband/

Vedi anche qui:

http://www.dailymail.co.uk/news/article-3726931/Hillary-accidentally-refers-Trump-HUSBAND-speech.html

Direi che a questo punto Donald Trump ha vinto le elezioni, perché, se è riuscito a sedurre l’inconscio di Hillary Clinton, certamente sarà riuscito a sedurre quello degli elettori.

Il fatto è che egli sta interpretando magnificamente la situazione, proponendosi come uomo forte che non ha tempo da perdere col politically correct e che, se un bebè piange a dirotto durante un suo discorso, si interrompe e intima alla madre di portarlo via.

Non è una gaffe, come crede, o fa finta di credere, la propaganda mondialista.

Un popolo come quello americano, che ha nel suo inconscio collettivo il far west, i banditi che devastano il villaggio e l’eroe che arriva al galoppo e mette a posto le cose sparando a più non posso e ammazzando i banditi, non può che applaudirlo fragorosamente, a maggiore ragione dopo otto anni di un civilissimo, correttissimo e inettissimo Obama.

Questi non sono concetti astrusi della scuola psicologica di Palo Alto, son cose che sanno tutti i venditori e gli esperti di marketing, ma che i globalisti, nella loro psicosi religiosa collettiva, nel loro aspettare la seconda venuta di Cristo, che instaurerà un Regno di perfezione trascendente, un Nuovo Ordine Mondiale, hanno dimenticato, anzi hanno voluto dimenticare.

Ovviamente i sondaggi non servono a niente, non fotografano la situazione, perché la gente si vergogna a dire di voler votare l’uomo forte che se ne frega del politically correct.

Tantomeno se i sondaggi sono truccati.

E la propaganda mondialista può fare il diavolo a quattro (lo sta facendo!), non riuscirà a cambiare le cose, a meno ovviamente di un golpe.

Ma in tal caso si avrebbe una guerra civile, perché il popolo americano è un popolo armato, come garantisce il secondo emendamento della Costituzione degli Stati Uniti d’America.

Copyright © 2016 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.

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