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Perfino Francis Fukuyama lo dice

17 maggio 2017

Ecco un brano di un’intervista a Francis Fukuyama, l’autore del saggio La fine della storia:

«Vivo da sette anni qui, nel cuore della Silicon Valley e mi rendo sempre più conto che i manager che la guidano non hanno il senso della realtà complessa e contraddittoria del mondo che è fuori dalla bolla di questa valle. Magari sono bene intenzionati, ma ugualmente pericolosi nel perseguimento delle loro utopie perché hanno molto potere economico e di convinzione. Hanno creato monopoli giganteschi che condizionano tutti noi. Bisogna intervenire finché siamo in tempo…»

http://www.corriere.it/esteri/17_maggio_17/fukuyama-trump-presidente-piu-ignorante-anche-colpa-silicon-valley-0b790e26-3a74-11e7-acbd-5fa0e1e5ad68.shtml

Su questo (solo su questo!) sono perfettamente d’accordo con lui.

Questi esaltati della Silicon Valley vanno fermati, finché siamo in tempo.

Ma non mi sembra una cosa facile, per niente.

Chi li può fermare?

Donald Trump non credo proprio, non ne ha il potere.

Forse i militari, se avessero un po’ di sale in zucca e un po’ di coraggio.

È infatti del tutto evidente che, se i globalisti riuscissero a eliminare Trump, sarebbe inevitabilmente ripreso il programma puritano del globalismo: far avverare sulla terra il Regno di Cristo con la spada in pugno.

Il che ci porta alla guerra nucleare con la Russia.

Il programma originale di Hillary Clinton e George Soros.

Che, in ogni caso, sarà ripreso dopo la presidenza Trump.

Sarò pessimista, ma le probabilità di eliminare questo eventuale futuro mi sembrano poche, oggi come oggi.

L’umanità è troppo stupida per poterlo evitare.

Copyright © 2017 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.

Il momento comico

19 dicembre 2016

“«Vladimir Putin ha diretto di persona [il neretto è mio] gli attacchi informatici contro il nostro sistema elettorale, contro la nostra democrazia per vendetta personale contro di me», ha affermato la Clinton.

https://it.sputniknews.com/politica/201612173803981-clinton-putin-vendetta/

Infatti Vladimir Putin è un hacker formidabile, un hacker coi fiocchi e i controfiocchi, per intenderci dello stesso livello di Linus Torvalds, ma un po’ più posato nelle discussioni.

Ed è perfino (!) dello stesso livello di Bruce Schneier, per esempio è falso (false):

“SSL is invulnerable to man-in-the-middle attacks. Unless that man is Bruce Schneier.”

http://www.schneierfacts.com/fact/38

È vero (true) invece:

“SSL is invulnerable to man-in-the-middle attacks. Unless that man is Bruce Schneier or Vladimir Putin.”

Copyright © 2016 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.

Chi ha perso con la vittoria di Trump

2 dicembre 2016

Con l’elezione di Donald Trump a 45° Presidente degli Stati Uniti d’America, il mondialismo (globalism in lingua inglese, da cui il sinonimo italiano globalismo) ha perso.

Questa verità non sembra essere ben compresa, o perlomeno si fa finta di non comprenderla.

Ma c’è poco da fare: il mondialismo, l’ennesima versione della prescrizione millenarista di eliminare lo Stato (prescrizione contenuta nell’Apocalisse di Giovanni, l’ultimo libro del Nuovo Testamento), è stato sconfitto.

Avrebbe vinto se fosse stata eletta Hillary Clinton, la quale, senza alcun dubbio, avrebbe scatenato la potenza militare e nucleare degli Stati Uniti d’America contro la Russia, il campione degli Stati nazionalisti.

Anche a costo di distruggere tutto il genere umano.

L’aggressione globalista alla Russia condotta da Obama, il Premio Nobel per la pace (a riprova che il globalismo usa la neolingua di George Orwell: “la guerra è pace”), con il casus belli dell’Ucraina, non ha prodotto il risultato sperato: il crollo del popolo russo, con conseguente destituzione di Putin e instaurazione di un governo fantoccio globalista.

Vale a dire, mutatis mutandis, un analogo russo del governo Renzi.

È stato invece il popolo statunitense a crollare: esso ha detto no all’elezione di Hillary Clinton, molto più aggressiva e guerrafondaia di Obama, una sorta di Darth Vader del mondialismo, e ha eletto invece Donald Trump, il campione del nazionalismo statunitense (“Americanism, not globalism, will be our credo.”).

Ha perso anche l’Unione Europea, questo aborto del mondialismo, che necessariamente non potrà durare ancora per molto.

E ha perso infine Papa Bergoglio, il papa millenarista e apocalittico che tragicamente e irresponsabilmente s’illude di essere ritornato al Cristianesimo delle origini, quello che fece crollare l’Impero romano d’Occidente, sprofondando l’Europa occidentale nel Medio Evo (l’intenzione sarebbe quella di eliminare lo Stato usando questa volta i mussulmani al posto dei barbari che non ci sono più).

Egli in pratica ha scomunicato Trump, con la falsa motivazione che chi costruisce muri, vale a dire chi è dalla parte dello Stato (uno Stato per essere tale ha bisogno di confini), non può essere cristiano:

http://www.huffingtonpost.it/2016/02/18/papa-francesco-rifondazione-ue_n_9264748.html

Che differenza abissale con il Patriarca Kirill, Patriarca di Mosca e di tutte le Russie, il capo della Chiesa Ortodossa Russa, evidentemente cristiano anche lui, che ha definito “Vladimir Putin «un miracolo di Dio»”:

http://www.ilsole24ore.com/art/mondo/2016-02-11/chi-e-kirill-controverso-patriarca-tutte-russie-194650.shtml?uuid=ACk0VbSC

e che ha “benedetto” Donald Trump:

https://it.sputniknews.com/mondo/201611193653787-Russia-USA-terrorismo-fondamentalismo-Islam/

Questa è la via: il Cristianesimo occidentale deve smettere di essere una religione apocalittica, deve diventare come il Cristianesimo ortodosso.

Del resto Martin Lutero, traducendo la Bibbia in tedesco, capì perfettamente il problema e nel 1522 dichiarò di non ritenere l’Apocalisse di Giovanni un libro canonico.

Proprio quell’Apocalisse di Giovanni da cui è tratta la bandiera dell’Unione Europea, ossia “12 stelle dorate disposte in cerchio su uno sfondo blu”:

https://luigicocola.wordpress.com/2015/03/08/lapocalisse-e-lunione-europea/

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Le contraddizioni della Silicon Valley

10 novembre 2016

La Silicon Valley si è totalmente schierata dalla parte di Hillary Clinton e del globalismo, tranne pochissime eccezioni, p.e. Peter Thiel, il cofondatore di PayPal.

Ecco cosa dice Peter Thiel:

«IT IS NOT A LACK OF JUDGMENT THAT LEADS AMERICANS TO VOTE FOR TRUMP, WE ARE VOTING FOR TRUMP BECAUSE WE JUDGE THE LEADERSHIP OF OUR COUNTRY TO HAVE FAILED.»

http://www.zerohedge.com/news/2016-10-31/what-trump-represents-not-crazy-and-not-going-away-peter-thiel-full-transcript

Eppure è stata proprio la Silicon Valley a creare internet e a cambiare di conseguenza il mondo, rendendolo molto più democratico.

Senza internet, Donald Trump molto probabilmente avrebbe perso le elezioni.

In un precedente post ho scritto:

«Internet, per la sua intrinseca natura, impone la democrazia ed è inutile opporsi.

Internet è più forte di tutto e di tutti.»

https://luigicocola.wordpress.com/2016/09/14/i-globalisti-non-possono-farcela-contro-internet/

Come è possibile che i geni della Silicon Valley non abbiano capito una verità lapalissiana, cioè che il globalismo non è affatto democratico, anzi è l’antitesi della democrazia?

Come è possibile che essi non abbiano visto la colossale contraddizione tra ciò che essi stessi hanno creato, ossia internet, che è il non plus ultra della democrazia, e il globalismo, che è la tirannia dell’élite sul popolo, che vuole impoverire e uccidere il popolo (giustamente Peter Thiel parla di povertà e di guerra)?

Vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2016/08/17/tre-caratteristiche-necessarie-del-mondialismo/

C’è anche un’ulteriore contraddizione, meno evidente della prima: il globalismo è contro la Ragione e la Weltanschauung scientifica.

Vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2016/01/25/smentite-le-idiozie-di-locke-e-di-rousseau-sullo-stato-di-natura/

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P.S: ecco il testo integrale del famoso discorso di Peter Thiel in favore di Donald Trump (dal sito zerohedge.com).
«Thank you very much for having me here.
Everyone knows we have been living through a crazy election year. Real events seem like the rehearsals for Saturday Night Live.
Only an outbreak of insanity would seem to account for the unprecedented fact that this year, a political outsider managed to win a major party nomination.
To the people who are used to influencing our choices, the wealthy people who give money and the commentators who give reasons why, it all seems like a bad dream.
Donors don’t want to find out why we got here, they just want to move on. Come November 9, they hope everyone else will go back to business as usual. But it is this heedlessness: the temptation to ignore in difficult realities indulged in by our citizens that got us where we are today.
A lot of successful people are too proud to admit it since it seems to put their success in question. But the truth is, no matter how crazy this election seems, it is less crazy than the condition of our country. Just look at the generation that supplies most of our leaders. The baby boomers. They are entering retirement in a state of actuarial bankruptcy. 54% of those over the age of 55 have less than one years worth of savings to their name.
That is a problem, especially when this is the only country where you have to pay up to 10 times as much for simple medicines as you would pay anywhere else. America’s overpriced health care system might help subsidize the rest of the world, but that does not help americans who cannot afford it and they have started to notice.
Our youngest citizens may not have medical bills, but their college tuition keeps on increasing faster than the rate of inflation, adding more every year to our $1.3 trillion mountain of student debt. America has become the only country where students take on loans they can never escape, not even by declaring bankruptcy.
Stuck in this broken system, millennials are the first generation that expect their own lives to be worse than the lives of their parents. While american family expenses have been increasing relentlessly, their incomes have been stagnant. In real dollars, immediate household makes less money today that made 17 years ago. Nearly half of americans would not be able to come up with $400 if they needed it for an emergency.
Yet, while households struggled to keep up with the challenges of everyday life, the government is wasting trillions of dollars on taxpayer money on faraway wars. Right now, we’re fighting five of them. In Iraq, Syria, Libya, and Somalia.
In the wealthy suburbs of Washington DC, people are doing just fine. Where I work in Silicon Valley, people are doing just great. But most americans don’t live by the Beltway or the San Francisco Bay. Most americans have not been part of that perspective. It shouldn’t be surprising to see people voting for Bernie Sanders or Donald Trump, who is the only outsider (very few people who vote for president have ever thought of doing something so extreme as running for president. The people who run are often polarizing).
This election year, both major candidates are imperfect people to say the least. I don’t agree with everything Donald Trump has said and done, and I don’t think the millions of other people voting for him do either. Nobody thinks his comments about women were acceptable. I agree, they were clearly offensive and inappropriate. But I don’t think the voters pull the lever to endorse a candidate’s flaws.
It is not a lack of judgment that leads americans to vote for Trump, we are voting for Trump because we judge the leadership of our country to have failed.
This judgment has been hard to accept for some of the countries most fortunate, socially prominent people. It certainly has been hard to accept for Silicon Valley, where many people have learned to keep quiet if they dissent from the coastal bubble. Louder voices have sent a message that they do not intend to tolerate the views of one half of the country.
This intolerance has taken on some bizarre forms. The Advocate, a magazine which once praised me as a gay innovator, even published an article saying that as of now I am, and I quote “not a gay man” because I don’t agree with their politics. The lie in the buzzword of diversity could not be made more clear. If you don’t conform, then you don’t count as diverse, no matter what your personal background.
Faced with such contempt, why do voters still support Donald Trump? Even if they think the american situation is serious, why do they think Trump of all people can make it better?
I think it is because of the big things that Trump gets right. For example, free trade has not worked out well for all of America. It helps Trump that the other side just does not get it. All of our elites treat free trade and explain that cheap imports make everyone a winner according to economic theory. But in actual practice, we’ve lost tens of thousands of factories and millions of dollars to foreign trade. Heartland has been devastated. Maybe elites really believe no one loses or maybe they don’t worry about it too much because they think they are among the winners.
The sheer size of the U.S. trade deficit shows something has gone badly wrong. The most developed country in the world should be exporting capital to less developed countries. Instead, the United States is importing more than $500 billion every year. That money flows into financial assets, distorts our economy in favor of more banking and more financial’s asian and gives well-connected people who benefit a reason to defend the status quo. But not everyone benefits, and the Trump voters know it.
Trump voters are also tired of war. We have been at war for 15 years and we have spent more than $4.6 trillion. More than 2 million people have lost their lives and more than 5000 american soldiers have been killed. But we have not one. The Bush administration promised $50 billion could bring democracy to Iraq. Instead, we squandered 40 times as much to bring about chaos. Even after these bipartisan failures, the democratic party is more hawkish today than at any time since it began the war in Vietnam. Harking back to the no-fly zone Bill Clinton enforced over Iraq before Bush costs failed war, now Hillary Clinton has called for a no-fly zone over Syria. Incredibly, that would be a mistake even more reckless than invading Iraq. Since most of the planes flying over Syria are russian planes, Clinton’s proposed course of action would involve us in a messy civil war — it would risk a direct nuclear conflict.
What explains this eagerness to escalate a dangerous situation? How could Hillary Clinton be so wildly overoptimistic about the outcome of work?
I would suggest it comes from a lot of practice. For a long time, our elites have been in the power a long time, our elites have been in the habit of denying difficult realities. That is how bubbles form. Wherever there’s a hard problem but people want to believe in an easy solution, they will be tempted to deny reality and inflated bubble. Something about the experience of the baby boomers, whose lives have been so much easier than their parents or their children has led them to buy into bubbles again and again. The trade bubble says everyone is a winner. The war bubble says victory is just around the corner, but these overoptimistic stories simply have not been true and voters are tired of being lied to.
It was both insane and somehow inevitable that D.C. insiders expected this election to be a rerun between the two political dynasties who let us through the two most gigantic financial bubbles of our time. President George W. Bush presided over the inflation of the housing bubble so big that it’s collapse is still causing economic stagnation today. But what is strangely forgotten is that the last decade housing bubble was just an attempt to make up for the gains that have been lost the decade before that. In the 1990’s, President Bill Clinton presided over an enormous stock market bubble and devastating crash in 2000 just as his second term was coming to an end. That is how long the same people have been pursuing the same disastrous policies.
Now that someone different is in the running, someone who rejects the stories that tell us everything is fine, his larger-than-life persona attracts a lot of attention. Nobody would suggest Donald Trump is a humble man. But the big things, he is right about an amount to a much-needed dose of humility. he has questioned the poor — the core concept of american exceptionalism.
He doesn’t think the force of optimism alone can change reality without hard work. Just as much as is is about making America great, Trump’s agenda is about making America a normal country, a normal country does not have a half trillion dollar trade deficit. A normal country does not fight five simultaneous undeclared wars.
In a normal country, the government actually does its job. Today, it is important to recognize the government has a job to do. Voters are tired of hearing conservative politicians saying government never works. They know government was not always this broken. The Manhattan Project, the Interstate Highway System, the Apollo Program, whatever you think of these ventures, you cannot doubt the competence of the government that got them done, but we have fallen very far from that standard. We cannot let free-market ideology serve as an excuse for decline.
No matter what happens in this election, what Trump represents is not crazy and it’s not going away. He points toward a new republican party be on the dogmas of reaganism. He points beyond the remaking of one party to a new american politics that overcomes nile, rejects bubble thinking and reckons with reality. When the distracting spectacles of this election season are over and the history of our time is written, the only important question will be whether or not that new politics came too late. Thank you.»
http://www.zerohedge.com/news/2016-10-31/what-trump-represents-not-crazy-and-not-going-away-peter-thiel-full-transcript

Per avverare la parusia intermedia e il Regno di Cristo

5 novembre 2016

Hillary Clinton, una volta eletta, dopo aver assunto i pieni poteri di Presidente degli Stati Uniti d’America, scatenerà la forza militare e nucleare a sua disposizione per annientare gli Stati nazionalisti, cioè quegli Stati che non vogliono essere eliminati dal mondialismo.

In primis lo Stato russo, il campione di tali Stati.

Per chi sa leggere tra le righe, l’ha già annunciato al mondo:

“The bottom line on nuclear weapons is that when the president gives the order, it must be followed [il neretto è mio]. There’s about four minutes between the order being given and the people responsible for launching nuclear weapons to do so.”

http://www.nytimes.com/2016/10/20/us/politics/third-debate-transcript.html

Hillary Clinton ha già eliminato lo Stato nazionalista libico:

Assange: Clinton è stata una figura chiave nella disintegrazione della Libia

https://it.sputniknews.com/mondo/201611053588180-assange-clinton-presidenza-libia/

Naturalmente Assange non ne ha capito il motivo (o almeno mostra di non averlo capito), infatti:

“Secondo Assange, la Clinton voleva usare la fine del leader libico Muammar Gheddafi e il colpo di stato nel Paese come qualcosa da usare per i suoi discorsi elettorali e per la sua corsa presidenziale.”

Non che Obama non volesse eliminare lo Stato nazionalista libico, sia chiaro, è che da solo non ne aveva il coraggio.

Adesso questa psicosi religiosa collettiva che porta il nome di mondialismo sta per armare (con armi nucleari) Hillary Clinton, la donna che scatenerà l’Apocalisse.

Per avverare la parusia intermedia e il Regno di Cristo:

https://luigicocola.wordpress.com/2016/06/07/svelare-la-verita/

https://luigicocola.wordpress.com/2016/05/11/discolparsi-incolpando-altri/

https://luigicocola.wordpress.com/2016/07/06/lorigine-del-mondialismo/

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Come influenzare chi è in preda alla follia?

28 ottobre 2016

La mia analisi del mondialismo (globalism in inglese, mondialisme in francese) è alquanto differente dalle analisi correnti.

Se la mia analisi è giusta, ne consegue che il mondialismo è da considerarsi una psicosi collettiva di natura religiosa, come p.e. la caccia alle streghe che afflisse l’Occidente (in verità più i protestanti che i cattolici) dal Quattrocento al Settecento.

È da ricordare a questo proposito il processo delle streghe di Salem del 1692, che si svolse in ambiente religioso puritano, cioè proprio l’ambiente religioso da cui è nato l’internazionalismo di David Rockefeller, vale a dire il mondialismo, vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2016/08/17/tre-caratteristiche-necessarie-del-mondialismo/

Non è certamente con argomenti razionali che si può influenzare coloro che sono in preda a una psicosi religiosa collettiva.

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Il mondialismo è una psicosi religiosa collettiva

26 ottobre 2016

Il mondialismo (in inglese globalism, in francese mondialisme) è il nostro “Nightmare of Moloch”.

Capirlo bene, analizzarlo bene, è essenziale.

Molti, non capendo di quale natura sia il mostro, il cancro che ci minaccia, pensano che la vittoria elettorale di Hillary Clinton (l’alfiere del mondialismo) non implichi una guerra nucleare tra NATO e Russia, pensano incredibilmente che con la guerrafondaia Hillary Clinton sia possibile la pace tra Occidente e il resto del genere umano, argomentando che la guerra nucleare è contro la Ragione.

Un esempio di questi è Giulietto Chiesa, come ho riportato in un post precedente:

«A Giulietto Chiesa sfugge evidentemente la totale irrazionalità del mondialismo, il suo essere totalmente contro la Ragione e la Weltanschauung scientifica, come ho più e più volte spiegato.»

https://luigicocola.wordpress.com/2016/10/16/la-russia-avverte-gli-americani-votate-trump-o-guerra-nucleare/

La verità è che il mondialismo è una psicosi religiosa collettiva.

Nella storia si trovano altri casi di psicosi religiosa collettiva, p.e. la caccia alle streghe.

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Lo dice perfino Jill Stein: “A vote for Hillary Clinton is a vote for war”

17 ottobre 2016

Perfino il candidato del Green Party, Jill Stein, lo dice:

‘A Vote for Hillary Clinton Is A Vote For War’: Green Party’s Jill Stein Warns Of Nuclear War In Clinton Presidency

“It is now Hillary Clinton that wants to start an air war with Russia over Syria by calling for a no fly zone. We have 2000 nuclear missiles on hairtrigger alert. They are saying we are closer to a nuclear war than we have ever been. Under Hillary Clinton, we could slide into nuclear war very quickly from her declared policy in Syria [il neretto è mio]… On the issue of war and nuclear weapons, it is actually Hillary’s policies which are much scarier than Donald Trump who does not want to go to war with Russia. He wants to seek modes of working together, which is the route that we need to follow not to go into confrontation and nuclear war with Russia.”

http://www.breitbart.com/big-government/2016/10/14/stein-vote-clinton-vote-nuclear-war/

Da ricordare che la frase “A vote for Hillary Clinton is a vote for nuclear war” l’ha usata Paul Craig Roberts in agosto, vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2016/08/26/un-voto-per-hillary-e-un-voto-per-la-guerra-nucleare/

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La Russia avverte gli americani: votate Trump o guerra nucleare

16 ottobre 2016

Leggo su wallstreetitalia.com quest’articolo del 13 ottobre 2016:

Alleato Putin agli americani: “Votate Trump o sarà catastrofe nucleare”

«In un’intervista alla Reuters, Zhirinovski, che è anche vicepresidente della Duma di Stato, ha usato toni durissimi:

Gli americani che voteranno l’8 novembre per il presidente devono capire che stanno votando per la pace sul pianeta terra, se votano Trump. Ma se votano Hillary, sarà guerra. E sarà una guerra breve: ci saranno Hiroshima e Nagasaki ovunque”, ha detto il politico, minacciando una catastrofe nucleare.»

http://www.wallstreetitalia.com/news/leader-politico-russo-agli-americani-votate-trump-o-sara-catastrofe-nucleare/

Infatti la Reuters ha pubblicato il 12 ottobre:

Putin ally tells Americans: vote Trump or face nuclear war

«”Relations between Russia and the United States can’t get any worse. The only way they can get worse is if a war starts,” said Zhirinovsky, speaking in his huge office on the 10th floor of Russia’s State Duma, or lower house of parliament.

“Americans voting for a president on Nov. 8 must realize that they are voting for peace on Planet Earth if they vote for Trump. But if they vote for Hillary it’s war. It will be a short movie. There will be Hiroshimas and Nagasakis everywhere”…

…Though Putin and Trump have never met, Zhirinovsky said he believed they could establish a close working relationship, adding: “Victory for Trump would be a gift to humanity. But if Hillary Clinton wins it will be the last U.S. president ever.”»

http://www.reuters.com/article/us-usa-election-russian-trump-idUSKCN12C28Q

Leggo però su intelligonews.it quest’articolo del 13 ottobre:

Giulietto Chiesa svela: “Macchè guerra mondiale, è una strategia dell’Occidente per nascondere la vera sconfitta”

«“L’idea di un conflitto mondiale può venire in mente solo a dei dementi”. “E’ l’Occidente che sta facendo un grande fragore e rumore di spade perché vuole nascondere la sua fondamentale sconfitta politica e militare. Sta fallendo il disegno del Pentagono e della Cia di riaffermare il loro dominio su scala planetaria. La sconfitta subìta dall’Occidente è la sconfitta in Siria”. Analisi senza sconti che Giulietto Chiesa, giornalista, scrittore ed esperto di scenari geopolitici, argomenta nella conversazione con Intelligonews sui “venti di guerra” tra Washington e Mosca.

La Russia sta preparando la guerra? Si parla di scorte, di rifugi anti-atomici: siamo davvero a un passo dal conflitto mondiale e potrebbe accadere dopo le elezioni americane?

“L’idea di un conflitto mondiale può venire in mente solo a dei dementi. Porre il problema di un conflitto mondiale nel corso dei prossimi mesi, significa automaticamente dire che alla guida dell’Occidente ci sono dei dementi…»

http://www.intelligonews.it/articoli/13-ottobre-2016/50007/usa-russia-guerra-scorte-rifugi-anti-atomici-giulietto-chiesa-svela-macche-guerra-mondiale-e-una-strategia-dell-occidente-per-nascondere-la-vera-sconfitta

Perché, cos’altro sono coloro che guidano l’Occidente se non dementi?

Cos’altro sono l’Unione Europea e l’euro se non progetti ideati da dementi?

Cos’altro è il progetto di eliminare lo Stato (che è una necessità razionale, un universale culturale, come ho più e più volte spiegato) se non un progetto ideato da dementi?

A Giulietto Chiesa sfugge evidentemente la totale irrazionalità del mondialismo, il suo essere totalmente contro la Ragione e la Weltanschauung scientifica, come ho più e più volte spiegato.

La verità, come ho scritto in un precedente post, è che è difficile accettare tutto questo:

«Insomma, dovremmo accettare che l’élite dell’Occidente, vale a dire la crème de la crème dell’umanità, è stata ed è costituita, a partire dalla fine della seconda guerra mondiale, da emeriti imbecilli (o fanatici religiosi, è lo stesso)…»

https://luigicocola.wordpress.com/2016/10/07/cio-che-e-difficile-accettare/

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Quest’élite mente e mente e mente

14 ottobre 2016

Leggo la seguente intervista a Sergio Romano di Francesco Cancellato:

Sergio Romano: «Nuova guerra fredda con la Russia? È colpa nostra. Di Putin non abbiamo capito nulla»
L’ex ambasciatore a Mosca: «Tutto è iniziato con l’allargamento della Nato a est. In Siria dobbiamo augurarci una vittoria di Assad. Trump? Putin sbaglia a fare il tifo per lui»

http://www.linkiesta.it/it/article/2016/10/13/sergio-romano-nuova-guerra-fredda-con-la-russia-e-colpa-nostra-di-puti/32063/

Quest’élite globalista, italiana e occidentale, questa classe dirigente sciagurata e insipiente, di cui Sergio Romano fa parte, non fa che mentire.

Mente e mente e mente.

E continua a farlo perfino adesso che siamo alla possibile vigilia di una guerra nucleare tra Occidente e Russia, perfino in questi giorni, che potrebbero essere gli ultimi della nostra vita.

Se Hillary Clinton viene eletta Presidente degli Stati Uniti d’America, è molto probabile, anzi è praticamente certo, che ci sarà una guerra nucleare.

Adesso, ora.

Altro che guerra fredda: l’ennesima menzogna.

È questo il vero motivo per il quale la Brexit ha vinto, è questo il vero motivo per il quale Elisabetta II ha appoggiato la Brexit, vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2016/06/26/perche-ha-vinto-la-brexit/

e qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2016/06/28/la-brexit-lhillary-factor-e-il-cretinismo-mondialista/

La Russia si sta preparando alla tragedia imminente:

«MOSCA L’amministrazione del quartiere Kuzminki, nella periferia sud di Mosca, ha rotto gli indugi e ha già lanciato una raccolta di fondi tra gli abitanti per costruire un nuovo rifugio anti-atomico: «Ogni contribuente avrà un pass nominativo per entrare. Affrettatevi, i posti sono limitati». La psicosi di un possibile imminente conflitto con l’Occidente sembra essersi impadronita della Russia anche se, per fortuna, le cose non sono a questo punto, nonostante la fortissima tensione…

In Russia questi timori sembrano diventare una vera e propria frenesia. Il governatore di San Pietroburgo Poltavchenko ha ordinato lunedì di accumulare riserve di grano. Le autorità cittadine dovranno essere in gradi di assicurare a ogni abitante 300 grammi di pane al dì per 20 giorni. La settimana scorsa in scuole, uffici e fabbriche di tutto il Paese ci sono state speciali esercitazioni condotte dalla Protezione civile: cosa fare in caso di attacco, dove si trovano i rifugi contro i bombardamenti, eccetera. Nel manifesto affisso per le vie del quartiere Kizminki, si parla esplicitamente di una «attesa aggressione nucleare da parte di Paesi ostili (Usa e loro satelliti)».

Ieri diversi siti Internet hanno riportato un ordine emesso dal Cremlino e indirizzato a parlamentari e funzionari statali (anche a livello regionale): far rientrare al più presto i parenti che si dovessero trovare all’estero. Il portavoce di Putin non ha smentito la notizia, ma si è limitato a dire di non saperne nulla.»

http://www.corriere.it/esteri/16_ottobre_12/clima-guerra-russia-esercitazioni-scorte-cibo-308abd22-903d-11e6-824f-a5f77719a1a0.shtml

Vedi anche qui:

Russian Government Officials Told To Immediately Bring Back Children Studying Abroad

http://www.zerohedge.com/news/2016-10-11/russian-government-officials-told-immediately-bring-back-children-studying-abroad

Questo vuol dire, inequivocabilmente, che si tratta di qualcosa che avverrà a breve, brevissima scadenza.

E le menzogne di quest’élite non riguardano solo la guerra nucleare, ma anche la causa di tale guerra, che è il mondialismo.

Hillary Clinton, l’alfiere del mondialismo, vuole attuare a tutti i costi l’infame progetto mondialista, che è quello di eliminare lo Stato dalla faccia della terra e l’unico in grado di opporsi a tale infame progetto è lo Stato russo, perché esso ha tante armi nucleari da poter spazzar via in un attimo Washington, New York, Los Angeles con tutti i buffoni e i pagliacci di Hollywood, ecc. ecc.

Ecco perché Hillary Clinton vuole attaccare la Russia: per attuare il mondialismo.

Anche a costo di provocare catastrofici danni negli Stati Uniti d’America, p.e. la distruzione di città come Washington, New York e Los Angeles: i mondialisti sono disposti a pagare qualsiasi prezzo per attuare la loro utopia.

E non hanno la Ragione che li trattiene, vedi qui per un’analisi approfondita:

https://luigicocola.wordpress.com/2016/08/17/tre-caratteristiche-necessarie-del-mondialismo/

e qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2016/09/19/capire-il-mondialismo/

Dell’Europa poi non gliene importa proprio un fico secco, può scomparire del tutto, basta ricordare il famigerato “Fuck the EU!” di Victoria Nuland, che, si dice, sarà nominata Segretario di Stato da Hillary Clinton.

Sergio Romano nella sua intervista non menziona il termine “mondialismo”, non menziona neanche uno dei suoi sinonimi, non menziona il termine “Nuovo Ordine Mondiale”, non accenna neanche ai concetti di mondialismo e di Nuovo Ordine Mondiale usando un eufemismo, una perifrasi, una circonlocuzione, niente, niente di niente.

Secondo lui dovremmo morire di morte nucleare senza neanche sapere il perché.

Come si fa a dire, come egli dice nell’intervista:

«Sinceramente, faccio fatica ad attribuire a Trump delle strategie serie. Quando la Clinton parla capisco che cosa pensa, giusto o sbagliato che sia. Quando parla Trump, no. Non so nemmeno a che cosa attribuire queste professioni di amicizia per Putin. Però le frasi di Putin sono un dato di fatto. E questo getta più di un’ombra sul presidente russo. Piaccia o meno, lui è un uomo di Stato, Associando la sua figura a quella di Trump commette un grave errore.»

Donald Trump ha parlato invece chiarissimamente e serissimamente, affermando che è contro il mondialismo (globalism in inglese):

«We will no longer surrender this country, or its people, to the false song of globalism.

The nation-state remains the true foundation for happiness and harmony. I am skeptical of international unions that tie us up and bring America down, and will never enter America into any agreement that reduces our ability to control our own affairs.»

https://www.donaldjtrump.com/press-releases/donald-j.-trump-foreign-policy-speech

E ancora:

«Tonight, I will share with you my plan of action for America.

The most important difference between our plan and that of our opponents, is that our plan will put America First.

Americanism, not globalism, will be our credo.»

https://www.donaldjtrump.com/press-releases/donald-j.-trump-republican-nomination-acceptance-speech

Vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2016/06/01/donald-trump-contro-il-globalismo/

e qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2016/06/02/donald-trump-grida-il-re-e-nudo/

e qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2016/07/23/donald-trump-ribadisce-che-e-contro-il-mondialismo/

La gente ha il sacrosanto diritto di sapere cosa sta accadendo nel mondo e soprattutto perché corre il rischio di morire di morte nucleare.

Quest’élite, con la sua follia, i suoi intrighi e le sue menzogne, ci ha portato a questo punto: che questi giorni potrebbero essere i nostri ultimi giorni di vita.

E continua imperterrita a mentire.

Mente e mente e mente.

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