Posts Tagged ‘hitler’

Microsoft censura i miei libri di filosofia politica: questo è nazismo allo stato puro

18 ottobre 2018

Avevo già scritto che Bing, il motore di ricerca di proprietà di Microsoft, censura il mio blog, Blog di Luigi Cocola – Per un nuovo Risorgimento:

https://luigicocola.wordpress.com/2018/09/09/bing-sta-censurando-il-mio-blog/

Il mio blog, che è un blog di filosofia politica, esiste dal 2012, ha totalizzato nel momento in cui scrivo 88.535 hits, come tutti possono vedere, ed è letto ogni giorno anche da alcuni lettori residenti all’estero (dagli Stati Uniti d’America alla Cina, da Hong Kong ai Paesi Bassi), sebbene esso sia scritto in lingua italiana (posso accertarmi di ciò grazie a una funzione di WordPress visibile solo a me quando mi loggo nel blog).

Gli altri motori di ricerca, e cioè Google, Yahoo e DuckDuckGo, indicizzano il mio blog e anche molti miei singoli post, per esempio un mio post del 2013 su Immanuel Kant, intitolato Il cervello di Kant, mentre Bing censura tutto, come si può vedere in questi screenshot:

Inoltre Bing censura anche i miei libri di filosofia politica, che in tutto sono sei, per esempio Il leviatano senza spada, come si può vedere in questi screenshot:

Che tipo di comunità vogliono imporre al mondo Microsoft e Bill Gates?

Che tipo di comunità censura i libri di filosofia politica?

Questo è nazismo allo stato puro.

Infatti i nazisti bruciavano i libri, vedi su Wikipedia la voce Nazi book burnings:

https://en.wikipedia.org/wiki/Nazi_book_burnings

Riporto sotto due foto di nazisti che bruciano libri.

By UnknownUnknown author (United States Holocaust Memorial Museum) [Public domain], via Wikimedia Commons

Bundesarchiv, Bild 102-14597 / Georg Pahl / CC-BY-SA 3.0 [CC BY-SA 3.0 de], via Wikimedia Commons

N.B.: tutti gli screenshot sono stati presi avendo prima azzerato, ogni volta, la cache e i cookie del browser.

Copyright © 2018 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.

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L’illusione dei potenti di poter imporre al mondo una falsa verità

15 ottobre 2018

Avere l’illusione di poter imporre al mondo una falsa verità è un fenomeno caratteristico dei potenti.

Per esempio Adolf Hitler, il capo del nazismo, volle imporre al mondo che la razza ariana (una falsa verità, dato che essa non esiste) è la razza superiore e che la razza ebraica e la razza slava (anch’esse inesistenti) sono razze inferiori.

Hitler perse.

Consideriamo ora i globalisti: per esempio Jeff Bezos, Mark Zuckerberg, Bill Gates, George Soros, Angela Merkel, Emmanuel Macron, Mario Draghi, Jean-Claude Juncker, la Regina del Regno Unito Elizabeth II, il Re dei Paesi Bassi Willem-Alexander, ecc. ecc.

Essi, in preda al delirio culturale costituito dal globalismo (sinonimo: mondialismo; in inglese: globalism; in francese: mondialisme), vogliono imporre al mondo che lo Stato è inutile, anzi dannoso (una falsa verità, dato che lo Stato è un universale culturale * e infatti è sempre esistito).

Essi perderanno.

Qualunque cosa facciano.

———–

* cfr. La tracotanza dell’élite globalista deve essere stroncata dal popolo

https://luigicocola.wordpress.com/2018/09/01/la-tracotanza-dellelite-globalista-deve-essere-stroncata-dal-popolo/

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Paolo Savona, la Germania e la sua politica di potenza

25 maggio 2018

Ho sentito in TV che è in uscita un libro dell’economista Paolo Savona, che forse (speriamo) diventerà Ministro dell’Economia nel nascente governo sostenuto da Matteo Salvini e da Luigi Di Maio.

Questo libro, il cui titolo dovrebbe essere Come un incubo e come un sogno, stando alle anticipazioni riportate dalla stampa, dovrebbe riguardare anche la cosiddetta politica di potenza della Germania.

Ebbene, ho scritto su tale argomento sia nei miei due saggi di scienza politica, sia in questo blog:

«Comunque, se nel Seicento i tedeschi avessero avuto il buon senso di trattare gli Asburgo come gli inglesi trattarono nello stesso secolo gli Stuart (ossia con la prima e la seconda rivoluzione inglese), non ci sarebbero in seguito state né la prima, né la seconda guerra mondiale, la cui remota origine fu la Controriforma degli Asburgo, che distrusse l’unità politica del popolo tedesco e produsse in esso una palese volontà di potenza ipercompensatoria.»

Luigi Cocola, Il leviatano senza spada – Una teoria del popolo italiano e del Cristianesimo, 3° ed., 2012, lulu.com, pag. 33

«Per quanto riguarda la cultura tedesca e quella italiana, esse sono culture difettive. Di ciò ho scritto ampiamente altrove (18, 39).
Il difetto della prima è la mancanza di unità politica (Germania e Austria sono infatti due Stati separati), che ha generato in passato, e continua a generare anche oggi, una palese volontà di potenza ipercompensatoria, per il semplice motivo che in Europa, in assenza di barriere geografiche, l’impulso di coloro che parlano la stessa lingua a unirsi politicamente è irrefrenabile e inestirpabile…

…Bloccare il suddetto impulso significa renderlo ancora più forte e pervasivo, e il risultato, com’è tristemente noto, è quello di stimolare nella cultura tedesca micidiali fantasie di potenza.
La politica di Angela Merkel, ad esempio, è un’evidente politica di potenza, appena mascherata da buone maniere e da sorrisi di circostanza.»

Luigi Cocola, Le nuove forme dell’utopia: europeismo e multiculturalismo – Come e perché l’Occidente cerca ripetutamente di suicidarsi, 3° ed., 2013, lulu.com, pagg. 41-42

Vedi anche, su questo blog, questi due post:

Se lo Stato è indispensabile, bisogna non solo rigettare l’Unione Europea, ma anche attuare un’igiene politica degli Stati europei (28 dicembre 2012)

https://luigicocola.wordpress.com/2012/12/28/se-lo-stato-e-indispensabile-bisogna-non-solo-rigettare-lunione-europea-ma-anche-attuare-unigiene-politica-degli-stati-europei/

La volontà di potenza adleriana della cultura tedesca (27 febbraio 2013)

https://luigicocola.wordpress.com/2013/02/27/la-volonta-di-potenza-adleriana-della-cultura-tedesca/

Del resto questa volontà di potenza della Germania è dichiarata esplicitamente nell’inno nazionale tedesco, che inizia così:

“Deutschland, Deutschland über alles,
über alles in der Welt”

Vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2013/02/06/linno-nazionale-della-germania/

Anche un cretino capirebbe che è stato un enorme sbaglio fare della Germania il perno dell’Unione Europea.

L’ho scritto molte volte, l’élite mondialista è un’élite fuori di testa, contraria alla Ragione, anzi affetta da cretinismo europeista, e per giunta anche molto ignorante.

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Le lezioni della storia di cui parla Angela Merkel

26 gennaio 2018

By Nuremberg-1-.jpg:English: Work of the United States Governmentderivative work: Beao (Nuremberg-1-.jpg) [Public domain], via Wikimedia Commons

L’ultimo pasticcio di Obama

18 luglio 2016

Al momento non si comprende granché della reale dinamica del fallito golpe turco.

Tanto per fare qualche esempio, alcuni sostengono che si tratti di un vero golpe, altri che sia un golpe fasullo organizzato da Erdogan stesso; alcuni sostengono che il golpe sia stato istigato dagli USA, altri che gli USA abbiano salvato Erdogan con la dichiarazione di Obama, fatta sabato alle ore 2.05 del mattino, ora locale di Istanbul (1, 2), di «appoggiare il governo democraticamente eletto» della Turchia (3, 4); e così via.

Per inciso, è da ricordare che anche Hitler fu democraticamente eletto e con ben il 43,9% dei voti.

Ci sono però alcune certezze oggettive, fra le quali una spicca su tutte: l’assoluta incapacità di Obama di gestire la politica estera degli Stati Uniti d’America.

Infatti Erdogan, una volta sventato il golpe, vero o falso che fosse, ha attaccato proprio gli USA:

“Erdogan, infatti, ha puntato apertamente il dito contro gli Stati Uniti. La scusa è che ospita il suo ex alleato diventato nemico mortale, l’islamista Fehtullah Gulen

…Nell’immediato, Erdogan chiede lo scalpo di Gulen. Il segretario di Stato John Kerry vuol vedere le prove della colpevolezza. Forse ci sono, forse no, ma non sarà difficile fabbricarle. Se Washington cede è una resa incondizionata. Obama non solo si spara sugli alluci, ma azzoppa anche la candidatura di Hillary Clinton e apre la porta a un Donald Trump che batte la gran cassa accusando le incertezze, le contraddizioni, i veri e propri pasticci della politica estera americana negli otto anni di Obama (e nei quattro anni in cui Hillary è stata la responsbaile degli affari internazionali). Se tiene duro, la frattura con la Turchia potrà arrivare fino al punto da mettere in pericolo la Nato.

Un dilemma terribile al quale il presidente non è preparato…”

http://formiche.net/2016/07/17/perche-tra-erdogan-e-obama-succedono-cose-turche/

Mi pare che i dilemmi terribili ai quali Obama non era preparato siano stati molti.

Troppi.

———————

(1)

http://www.reuters.com/article/turkey-security-timeline-idUSL8N1A158X

(2)

http://www.trtworld.com/turkey/turkey-attempted-coup-timeline-of-events-144495

(3)

“E così mentre un Erdogan ancora incapace di valutare la rivolta s’affidava ad un videomessaggio Barak Obama annientava i suoi nemici con un comunicato tanto semplice quanto efficace. Un comunicato in cui lui e il segretario di Stato John Kerry riconoscevano la piena legittimità del presidente turco e gli garantivano il totale sostegno dell’America. «Il presidente e il segretario concordano che in Turchia tutte le parti devono appoggiare il governo democraticamente eletto, dimostrare moderazione ed evitare violenza e bagni di sangue».

Dopo quelle tre righe tutto è stato chiaro. Washington non aveva intenzione d’abbandonare un presidente che – seppur accusato di scarso rispetto per i diritti umani, di ambigue collusioni con lo Stato Islamico e di evidenti mire autoritarie – restava l’unico volto conosciuto in una notte incerta ed oscura…”

http://www.ilgiornale.it/news/politica/braccio-ferro-usa-russia-dietro-golpicino-turca-1285151.html

(4)

https://www.whitehouse.gov/the-press-office/2016/07/15/readout-presidents-call-secretary-john-kerry

Copyright © 2016 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.

Scacco matto siriano

22 settembre 2015

Leggo su Panorama l’articolo del 22 settembre di Luciano Tirinnanzi intitolato I motivi del patto tra Netanyahu e Putin sulla Siria Russia e Israele stringono un accordo sul futuro di Damasco. Ma se per Mosca la Siria è strategica, per Tel Aviv prevale il motto “di necessità, virtù”:

«Forte di queste convinzioni, Mosca ha agito di conseguenza, intervenendo con maggior cautela degli americani – ovvero senza armare la qualunque e senza bombardare a caso – e tentando di far ragionare il presidente americano e il suo entourage [il corsivo è mio], che si ostinano a ritenere che chi vuole abbattere un “cattivo” è di per sé un “buono”. Il fenomeno dello Stato Islamico ha dimostrato che così non è.»

http://www.panorama.it/news/esteri/i-motivi-del-patto-tra-netanyahu-e-putin-sulla-siria/

Come si può facilmente capire, l’articolo sottintende che Obama e il suo entourage non ragionano, altrimenti non ci sarebbe nessun bisogno di tentare di farli ragionare.

Esso inoltre conferma ciò che avevo scritto su due argomenti, l’irrazionalità della attuale politica dell’Occidente e la situazione dello Stato d’Israele, nel mio post del 16 settembre:

https://luigicocola.wordpress.com/2015/09/16/perche-loccidente-non-fa-piu-una-politica-razionale/

In conclusione, il cretinismo mondialista di Obama è stato sbaragliato dal realismo di Putin, con il quale gli stessi israeliani si sono accordati, riconoscendo implicitamente che ciò che ha proposto il leader della Russia è l’unica cosa da fare.

E sarà impossibile per l’Unione Europea continuare con la farsa dell’Ucraina e delle sanzioni contro colui che si appresta a diventare il salvatore dell’Europa: il grande Vladimir Putin, che adesso ha anche l’appoggio degli israeliani.

Scacco matto in una mossa, la mossa siriana.

Lo si potrebbe definire “scacco matto siriano”.

Infine, tutto ciò conferma inequivocabilmente quanto ho già scritto più volte sullo Stato d’Israele e cioè che esso è del tutto estraneo al mondialismo, mentre la vecchia estrema destra italiana ritiene che ne sia addirittura il mandante: se così fosse, mai e poi mai sarebbe stato possibile questo patto tra Putin e Netanyahu (il quale, del resto, non ha mai adottato le sanzioni degli USA e della UE contro Putin).

Ma non c’era bisogno in realtà di conferme, perché basta fare qualche semplice ragionamento, alla portata di tutti, per capire che lo Stato d’Israele non può aver niente a che fare con il mondialismo, semplicemente perché non è logico, vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2015/04/13/la-nuova-destra-deve-liberarsi-di-quella-vecchia/

Infatti il sionismo è un nazionalismo ed essendo tale non solo è estraneo al mondialismo, è addirittura contro di esso.

Pensare che lo Stato d’Israele sia dalla parte del mondialismo, come molti in effetti pensano (non solo in Italia, ma nel mondo intero), è semplicemente stupido.

E oltre a questo, occorre ricordare una semplice verità storica: se Hitler e Mussolini non fossero stati antisemiti, avrebbero vinto la guerra molto facilmente, il primo con Einstein, il secondo con Fermi. Tutti e due con le atomiche.

La verità è che la vecchia destra europea sbagliò completamente l’interpretazione del mondo e della storia, vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2015/07/31/cose-che-ci-ha-salvato-dal-trionfo-del-mondialismo/

E non c’è altro da aggiungere.

Copyright © 2015 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.

Era meglio Hitler

10 febbraio 2015

Guardo in televisione la Grecia ridotta in miseria.

Un popolo che discende dal miracolo greco di Platone e Aristotele, il miracolo che sta alla base della nostra civiltà, che non ha più cibo da mangiare e una casa per dormire.

Un’infamia.

Era questo il sogno europeo?

Un sogno infamante?

Era questo il sogno del vecchio Kant?

Era meglio Hitler della Merkel, almeno non era ipocrita, almeno non fingeva.

E i tedeschi non comprendono di essersi coperti d’infamia.

O forse sono felici, perché hanno ritrovato, dopo settant’anni, la loro vera essenza, la loro vera natura.

Copyright © 2015 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.

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Bundesarchiv, Bild 183-H1216-0500-002 / CC-BY-SA [CC BY-SA 3.0 de], via Wikimedia Commons

Gli USA hanno creato sia il nazismo sia il terrorismo islamico

6 febbraio 2014

Gli Stati Uniti d’America sono maestri nel crearsi i propri mortali nemici, infatti sono stati essi stessi a creare il nazismo e il terrorismo islamico.

Senza le folli decisioni prese da Woodrow Wilson alla Conferenza della pace di Parigi del 1919, il nazismo non sarebbe mai nato (e neanche il fascismo).

Come ho scritto in un vecchio post:

«Dividere il territorio della Germania in due parti tramite il Corridoio di Danzica – una cosa da pazzi, peggio di uno sputo in faccia – fu precisamente la causa della seconda guerra mondiale. È corretto affermare che Wilson fu causa sia della seconda guerra mondiale (con la creazione del Corridoio di Danzica), sia del fascismo, perché senza il suo indegno comportamento verso la delegazione italiana alla Conferenza della pace di Parigi (la quale, umiliata a morte, abbandonò addirittura la Conferenza), non ci sarebbe mai stata l’Impresa di Fiume da parte di D’Annunzio e quindi non sarebbe mai nato il fascismo di Mussolini. E senza Mussolini, Hitler è impensabile. È assai difficile trovare nella storia un individuo che abbia causato più danni di Woodrow Wilson. È molto probabile che egli avesse tendenze sadiche. A riprova del fatto che il premio Nobel per la pace è una buffonata, gliene fu assegnato uno proprio nel 1919.

P.S.: Per chi sia convinto che le rivendicazioni italiane alla Conferenza della pace di Parigi fossero in realtà illegittime, riporto il giudizio di un grandissimo storico inglese, Alan J.P. Taylor.

La politica americana avrebbe contato meno se le grandi potenze europee fossero state di un solo avviso. Francia, Gran Bretagna e Italia costituivano una coalizione formidabile, nonostante la svalutazione che se ne fece dopo. Avevano retto contro la Germania, pur non riuscendo a sconfiggerla. L’Italia era la più debole delle tre, sia per risorse economiche che per coerenza politica; si era inoltre estraniata dai suoi alleati per il risentimento di non aver avuto la giusta parte delle spoglie belliche: non le era stata data la sua fetta di Impero ottomano, e fu poi gabbata, dopo molte lagnanze, con insignificanti concessioni coloniali. [il corsivo è mio]“

(Alan J.P. Taylor, Le origini della seconda guerra mondiale, Laterza, 2006, pag. 60)»

https://luigicocola.wordpress.com/2013/01/20/la-ragione-e-la-paura/

Per quanto riguarda il terrorismo islamico e l’11 settembre, essi non sono altro che il prodotto del folle progetto internazionalista di David Rockefeller (quindi Bilderberg, Trilaterale, ecc. ecc.), vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2014/01/27/quale-sara-il-futuro-delloccidente/

e qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2013/09/02/contro-il-terrorismo-islamico-gli-usa-sbagliano-tutto/

e qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2013/08/25/il-sogno-irrealizzabile-di-un-uomo-molto-ricco-un-mondo-senza-stato/

e qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2013/08/18/senza-lunione-europea-non-ci-sarebbe-mai-stato-l11-settembre/

Copyright © 2014 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.

L’ignoranza ci sta sommergendo II

19 giugno 2013

Circa un anno fa ho scritto un post sull’ignoranza che ci sta sommergendo, vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2012/07/10/lignoranza-ci-sta-sommergendo-2/

Oggi scriverò di un’altra perla, opera questa volta di Giulio Sapelli:

“La Germania, come ben aveva visto il grande Federico Engels in Po und Rhein, sorge dalla spada d’acciaio degli Junker prussiani che sono gli eredi delle tribù germaniche descritte da Tacito («adorano gli alberi, spezzano il pane con i denti…») che fermarono Roma al vallo di Adriano e cambiarono così la storia d’Europa e del mondo, ponendo di fatto le basi storico-concrete per l’avvento del nazismo secoli e secoli dopo.”

http://www.linkiesta.it/italia-mario-monti

Chi è Giulio Sapelli? Wikipedia ci informa che:

“Giulio Sapelli (Torino, 1947) è uno storico ed economista italiano…

…È attualmente professore ordinario di Storia Economica presso l’Università degli Studi di Milano, dove insegna anche Analisi Culturale dei Processi Organizzativi. È collaboratore del Corriere della Sera e de Il Sussidiario.net.”

http://it.wikipedia.org/wiki/Giulio_Sapelli

Il bello è che più d’uno ha avvertito Sapelli che il “vallo di Adriano” non si trova in Germania (vedi ad esempio con la funzione “trova” del browser i termini “Adriano” e “Tacito” nella pagina web suddetta), ma lui niente, non ha cambiato una virgola.

Per un’analisi razionale del carattere, per così dire, aggressivo del popolo tedesco (intendo per popolo tedesco l’insieme di individui che parlano il tedesco come lingua madre), vedi invece questi miei due post:

https://luigicocola.wordpress.com/2012/12/28/se-lo-stato-e-indispensabile-bisogna-non-solo-rigettare-lunione-europea-ma-anche-attuare-unigiene-politica-degli-stati-europei/

https://luigicocola.wordpress.com/2013/02/27/la-volonta-di-potenza-adleriana-della-cultura-tedesca/

Del resto Wikipedia alla voce “Impero romano” giustamente recita:

“Nella sua massima espansione, l’Impero si estendeva, in tutto o in parte sui territori degli odierni stati di: Portogallo, Spagna, Andorra, Francia, Monaco, Belgio, Paesi Bassi (regioni meridionali), Regno Unito (Inghilterra, Galles, parte della Scozia), Lussemburgo, Germania (regioni meridionali e occidentali), Svizzera, Austria, Liechtenstein, Ungheria, Italia…[il corsivo è mio]”.

http://it.wikipedia.org/wiki/Impero_romano

La stessa Vienna fu costruita dagli antichi romani. Si chiamava Vindobona, vedi qui:

http://it.wikipedia.org/wiki/Vindobona

L’Austria “Fu conquistata da Romani e per secoli fece parte dell’Impero Romano”:

http://it.wikipedia.org/wiki/Austria

È appena il caso di ricordare che Hitler era austriaco.

Come si può quindi ipotizzare (senza parlare poi del Vallo di Adriano) che l’attuale aggressività del popolo tedesco sia causata dal fatto che esso non fu civilizzato dagli antichi romani? Lo fu, eccome.

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La volontà di potenza adleriana della cultura tedesca

27 febbraio 2013

Questo post riguarda un argomento a proposito del quale ho già scritto sia nei miei due saggi di scienza politica (quelli con la copertina verde sotto il titolo del mio blog), sia in questo post precedente:

https://luigicocola.wordpress.com/2012/12/28/se-lo-stato-e-indispensabile-bisogna-non-solo-rigettare-lunione-europea-ma-anche-attuare-unigiene-politica-degli-stati-europei/

La caratteristica volontà di potenza della cultura tedesca (ossia della comunità linguistica tedesca) è il prodotto di una lunga concatenazione di eventi.

L’evento iniziale, il primo anello della catena, è la guerra dei Trent’anni, iniziata da Ferdinando II d’Asburgo allo scopo di eliminare la Riforma Protestante.

Leggiamo un brano della Storia d’Europa del grande storico inglese Herbert A. L. Fisher:

Primum mobile della guerra fu un gesuita coronato. Giudicato alla luce dei mutamenti attuati per sua personale iniziativa, Ferdinando di Stiria (1619-37), divenuto più tardi l’imperatore Ferdinando II, dev’esser considerato come uno dei grandi uomini d’azione del secolo. Fu il primo allievo di un collegio di gesuiti che salisse al trono imperiale; e sulla sua intelligenza angusta, esasperata e permeata della dottrina gesuitica, dominava un’unica passione, un unico scopo: odiava i protestanti e stabilì di sradicarli dai suoi dominii.”

(Herbert A. L. Fisher, Storia d’Europa, 1971, Laterza, vol. II, pag. 201)

La guerra terminò nel 1648 con la pace di Westfalia, nella quale i contendenti si accordarono per un compromesso. In altri termini non vinsero né i cattolici Asburgo, né i protestanti tedeschi.

Il risultato fu la distruzione della preesistente unità politica del popolo tedesco (intendo per popolo tedesco l’insieme di individui di madre lingua tedesca, ossia la comunità linguistica tedesca, ossia la cultura tedesca). Tale unità politica fu frammentata in circa 350 piccoli Stati autonomi.

Leggiamo un altro brano di Fisher:

“Un vero abisso separa la Germania di Federico Barbarossa dalla debole federazione di circa trecento e cinquanta stati (ciascuno dei quali autorizzato a seguire una propria politica finché non si opponesse a quella dell’imperatore) uscita dal congresso di Westfalia. Mentre il Barbarossa esercitava sulla Germania un’autorità reale, anche se irregolare, ora la potenza dell’imperatore, benché riconfermata nell’Austria, nella Boemia e nell’Ungheria, non era che un’ombra fra i tedeschi.”

(Herbert A. L. Fisher, ibid., pag. 222)

È proprio da questa frammentazione che nacque la volontà di potenza ipercompensatoria caratteristica della cultura tedesca, per il semplice motivo che in Europa, in assenza di barriere geografiche (ad esempio il mare), l’impulso di coloro che parlano la stessa lingua a unirsi politicamente è irrefrenabile e inestirpabile.

Ciò probabilmente è causato dal grande numero di lingue esistenti in Europa (a differenza che nelle Americhe): ognuna di queste lingue lotta strenuamente per la propria sopravvivenza e l’impulso a unirsi politicamente è la diretta conseguenza di questa strenua lotta per la sopravvivenza.

È interessante notare che volontà di potenza e ipercompensazione sono concetti fondamentali della psicologia di Alfred Adler, che era di madrelingua tedesca, ossia un tedesco.

Adler ci fornisce un esempio di cosa egli intenda per ipercompensazione: Demostene era balbuziente, ma reagì a tale stato di inferiorità divenendo un grandissimo oratore. Il punto nodale della teoria di Adler è che la reazione a uno stato di inferiorità non mira a una semplice compensazione, ma a una ipercompensazione. Il povero non sogna una banale tranquillità economica, bensì la ricchezza.

È ben noto che il concetto di volontà di potenza nacque con Nietzsche, anch’egli di madrelingua tedesca, ma questi intendeva tale concetto in modo assai differente da come lo intese poi Adler, al cui pensiero io mi sto qui riferendo. E vorrei enfatizzare ciò: la filosofia di Nietzsche mi è completamente estranea, come risulta evidente a chiunque legga i miei due saggi di scienza politica.

È da rimarcare che la filosofia di Nietzsche ha la sua vera origine proprio nel tentativo di fornire al popolo tedesco l’aggressività necessaria a riconquistare manu militari l’unità politica perduta con la pace di Westfalia.

Che la riunificazione politica del popolo tedesco sia stata fortemente propugnata dai suoi filosofi è riconosciuto da tutti, da Bertrand Russell (Bertrand Russell, Storia della filosofia occidentale, 1967, Longanesi, pagg. 958-959) agli storici della Columbia University:

“Ma l’elemento determinante, la concezione della Germania come qualcosa di diverso da un’espressione geografica, derivò soprattutto dalla visione e dalla passione dei filosofi e dei letterati tedeschi.”

(John A. Garraty, Peter Gay, Storia del mondo, a cura della Columbia University, 1973, Mondadori, pag. 755)

Nietzsche però esagerò nell’elaborare concetti di barbarica e ripugnante aggressività e fornì così una base filosofica alla demoniaca ideologia nazista.

Comunque, se nel Seicento i tedeschi avessero avuto il buon senso di trattare gli Asburgo come gli inglesi trattarono nello stesso secolo gli Stuart (ossia con la prima e la seconda rivoluzione inglese), non ci sarebbero in seguito state né la prima, né la seconda guerra mondiale, la cui origine remota fu la Controriforma degli Asburgo, che distrusse l’unità politica del popolo tedesco e produsse in esso una palese volontà di potenza ipercompensatoria.

C’è un modo per eliminare questa adleriana volontà di potenza della cultura tedesca? La ragione ci suggerisce che l’unificazione politica di tutta la comunità linguistica tedesca attuale (intendo la Germania e l’Austria) sia l’unica via che possa portare, col tempo, alla scomparsa di questa tendenza assai deleteria della cultura tedesca, tendenza che provoca tensione in Europa e nel mondo.

Intanto però non bisogna dare modo a tale volontà di potenza di manifestarsi e l’euro fornisce invece lo scenario ideale perché essa si possa manifestare liberamente, come ho già scritto in questo post:

https://luigicocola.wordpress.com/2013/02/06/ecco-come-finiscono-le-utopie/

Da ricordare che, immediatamente dopo la prima guerra mondiale, l’Austria, diventata repubblica, chiese di potersi unificare alla Germania, ma ciò le fu proibito dagli Stati vincitori della guerra.

Fu un enorme errore, fatto perché non si ragiona sulla storia. Eppure Machiavelli ci aveva insegnato proprio questo: a ragionare sulla storia.

Non va ovviamente compresa in questa unificazione la porzione di lingua tedesca della Svizzera, perché il patto sociale del popolo svizzero è del tutto peculiare e non si basa sulla lingua, come ho più volte scritto, ad esempio qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2012/10/01/cretinismo-europeista/

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