Posts Tagged ‘ideologie antistato’

Cronologia sintetica del meme “lo Stato deve essere eliminato”

27 giugno 2020

Per approfondimenti vedi miei post precedenti (per esempio 1, 2, 3, 4, 5, 6).

95 d.C. Apocalisse di Giovanni: a) creazione del meme “lo Stato deve essere eliminato” b) nascita del millenarismo (o chiliasmo) religioso

410 Sacco di Roma da parte dei Goti

413-426 Agostino d’Ippona, “De civitate Dei”: interpretazione allegorica del capitolo 20 dell’Apocalisse di Giovanni (contro il meme)

455 Sacco di Roma da parte dei Vandali

476 Romolo Augustolo, l’ultimo imperatore romano d’Occidente, viene deposto: inizia il Medio Evo (periodo storico presente solo in Occidente)

1130/35-1202 Gioacchino da Fiore (a favore del meme)

1182-1226 Francesco d’Assisi (a favore del meme)

1382 Wycliffe’s Bible (a favore del meme)

1420 Taboriti boemi

1690 John Locke, “Two Treatises of Government”: a) nascita del millenarismo (o chiliasmo) secolarizzato b) nascita del concetto della bontà naturale del genere umano (concetto ripreso e rafforzato nel secolo seguente da Jean-Jacques Rousseau) e quindi dell’inutilità/dannosità dello Stato c) nascita del concetto che la Ragione conduce inevitabilmente all’eliminazione dello Stato d) nascita del liberalismo (lo Stato come male necessario)

1760-1825 Henri de Saint-Simon: a) nascita delle ideologie antistato di tipo filosofico (lo Stato come male non necessario) b) nascita del sansimonismo, la prima ideologia antistato di tipo filosofico c) nascita del concetto di sostituire lo Stato con la tecnocrazia d) nascita del concetto dell’Unione Europea e) alcuni ebrei, per esempio i fratelli Émile (1800-1875) e Isaac (1806-1880) Pereire, divennero sansimonisti: un discendente di Isaac Pereire fu Edmond de Rothschild (1926-1997), che fu membro dello Steering Committee dei Bilderberg Meetings

1809-1865 Pierre-Joseph Proudhon: anarchismo

1818-1883 Karl Marx, 1820-1895 Friedrich Engels: teoria marx-engelsiana, comunismo

1894-1972 Richard Coudenhove-Kalergi: nascita del concetto di meticciato obbligatorio (il Piano Kalergi)

1954 Primo Bilderberg Meeting (organizzato principalmente da David Rockefeller e dal Principe Bernhard dei Paesi Bassi): nascita del mondialismo (o globalismo, in inglese globalism, in francese mondialisme; altri sinonimi: internazionalismo liberale, internazionalismo di David Rockefeller)

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1) Le tappe principali della genesi storica del mondialismo

https://luigicocola.wordpress.com/2018/07/28/le-tappe-principali-della-genesi-storica-del-mondialismo/

2) Il mondialismo è una degenerazione del Cristianesimo

https://luigicocola.wordpress.com/2019/01/28/il-mondialismo-e-una-degenerazione-del-cristianesimo/

3) Perché esistono due tipi di messianismo cristiano?

https://luigicocola.wordpress.com/2019/05/09/perche-esistono-due-tipi-di-messianismo-cristiano/

4) È possibile usare ancora il Cristianesimo occidentale come religione senza ricadere nelle distopie antistato come il mondialismo?

https://luigicocola.wordpress.com/2019/05/27/e-possibile-usare-ancora-il-cristianesimo-occidentale-come-religione-senza-ricadere-nelle-distopie-antistato-come-il-mondialismo/

5) Quattro strani difetti delle analisi del mondialismo conformiste e tradizionali

https://luigicocola.wordpress.com/2019/10/25/quattro-strani-difetti-delle-analisi-del-mondialismo-conformiste-e-tradizionali/

6) L’irrazionalità del globalismo viene smascherata dal coronavirus

https://luigicocola.wordpress.com/2020/02/11/lirrazionalita-del-globalismo-viene-smascherata-dal-coronavirus/

N.B.: tutti i link sono stati verificati in data odierna.

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Il fraintendimento russo della ideology of globalism

22 giugno 2020

Come ho scritto nel post precedente (1), l’élite russa, rappresentata da Vladimir Putin, fraintende completamente ciò che Donald Trump (che non rappresenta affatto l’élite USA), in un suo famoso discorso all’ONU del 2018, chiamò “the ideology of globalism” (2) ed essa sostiene l‘Unione Europea, che è sia il campo di sterminio dei popoli europei, sia la punta di diamante del globalismo (o mondialismo, in inglese globalism, in francese mondialisme).

Non si tratta da parte dell’élite russa soltanto di parole e ciò è attestato dal denaro che essa ha investito nell’euro, secondo ciò che ha scritto il sito bloomberg.com nel 2019:

«The first year of President Vladimir Putin’s experiment in diversifying away from the U.S. dollar cost Russia about $7.7 billion in potential returns.

Russia’s central bank added exposure to underperforming currencies such as the euro and yuan just as it missed out on a 6.5% rally in the greenback [il neretto è mio]. If it had maintained the previous dollar-heavy structure of it $531 billion reserves, gains for the year through March would have totaled around 3.8%, according to Bloomberg calculations.

“This is the economic cost of addressing geopolitical concerns,” said Elina Ribakova, deputy chief economist at the Institute of International Economics in Washington. “It’s hard to judge yet if it was worth it. There was a cost this year, but it’s a long-term investment.”» (3)

Ed ecco cosa ha detto Vladimir Putin nel 2019, al “Russia Calling! Investment Forum”:

«So, of course, for the European Union to keep going… Incidentally, we are interested in this. We in Russia want to deal with a predictable and understandable partner. We watch with concern what is happening there. A considerable part of our gold and currency reserves are in euros [il neretto è mio]. Despite the decline in trade after various sanctions (trade dropped from $450 billion to about $300 billion) it has started to rise, and the EU is still a major trade and economic partner. So we are interested in everything being maintained and functioning normally [il neretto è mio].» (4, 5)

L’élite russa evidentemente pensa che l’Unione Europea sia un fatto positivo nella storia dell’umanità e che l’unico problema sia l’imperialismo degli Stati Uniti d’America, ecco infatti cosa ha detto Sergei Lavrov nel 2019:

«”Il modo migliore per porre fine a questa situazione anomala è abbandonare idee imperiali”, ha affermato il capo della diplomazia russa.» (6)

Ed ecco cosa ha detto Sergei Naryshkin, “The head of Russia’s Foreign Intelligence Service”, alla BBC (pubblicato il 21 giugno 2020):

«The head of Russia’s Foreign Intelligence Service has told the BBC that America has been trying to “rule the world” and this could lead to “disaster”.

In an exclusive interview, Sergei Naryshkin also said that Russia doesn’t trust what the British government says about the Salisbury poisonings.» (7)

All’inizio del breve video contenuto in tale articolo della BBC, Sergei Naryshkin afferma (tradotto in inglese dalla BBC): «I think some politicians in the West had false expectations. They felt that the world could be ruled from one centre. This centre is Washington.»

Così, secondo i servizi segreti russi, evidentemente gli inglesi starebbero eseguendo gli ordini di Washington.

Ma non solo gli inglesi, evidentemente anche George Soros e Bill Gates e perfino Papa Bergoglio, quando il capo attuale della Chiesa cattolica raccomanda il meticciato agli italiani.

Secondo questa ridicola analisi della situazione politica mondiale da parte del capo dei servizi segreti russi, Sergei Naryshkin, anche la rivoluzione colorata sostenuta proprio in questi giorni dai Paesi Bassi (in inglese Netherlands) in Bielorussia (in inglese Belarus) sarà stata ordinata senza alcun dubbio da Washington:

«According to the Dutch website Netherlandsandyou.com, initiated by the Dutch Ministry of Foreign Affairs, “Human Rights are a cornerstone of the foreign policy of the Netherlands“. They form the foundation of human dignity and freedom, and as such are vital to the development of democracy, rule of law as well as for economic progress of any state.

The Netherlands is convinced that dynamic development of a vibrant, modern, and energetic civil society is vital to the quality of democracy, economic development, and civilizational progress in Belarus. In order to support the development of civil society and democracy worldwide, the Netherlands has initiated two programs: the Human Rights Fund and the Netherlands Fund for Regional Partnership – Matra (NFRP – MATRA). Both these programs are open for applications from Belarus. Applicants are recommended to carefully read the following information on the requirements to obtain funding from the Netherlands Fund for Regional Partnership – Matra (NFRP – MATRA) and Human Rights Fund.

In principle, the Dutch Embassy will award grants to a maximum of € 50.000. The Dutch Embassy reserves the right to award higher grants in exceptional cases.

In order to be eligible for a NFRP – MATRA grant, projects must aim at promotion of the process of development of Belarus into a pluralist, democratic country by supporting the creation of a stronger engaged civil society. NFRP – MATRA is a demand-driven program…

…The above-mentioned points are clearly indicating a form of a “soft“ Color Revolution provocation, which is necessary in Belarus according to the EU/Atlantic Council necessary. The Netherlands has been chosen to perform and interact, like they did in Ukraine in 2014 during the so-called Maidan-revolution, which was actually a coup d‘etat from the EUand US where Hans van Baalen, a Dutch EU (VVD-ruling party) politician the leading role alongside Guy Verhofstad, John McCain and Victory Nuland.

Why a Color Revolution in Belarus? Not, of course, to bring democracy. Belarus is strategically the only obstacle for NATO and the EU. Belarus borders Ukraine, Poland, Latvia, Lithuania, and of course Russia. This will give NATO and the EU the possibility to come “closer“ to Russia and be able to station NATO troops along its borders.» (8)

In italiano:

«Spiega Sonja van den Ende: «Perché una rivoluzione colorata in Bielorussia? Non, ovviamente, per portare la democrazia. La Bielorussia è strategicamente l’unico ostacolo per la NATO e l’UE. La Bielorussia confina con Ucraina, Polonia, Lettonia, Lituania e, naturalmente, Russia. Ciò darà alla NATO e all’UE la possibilità di avvicinarsi ancora “più vicino” alla Russia e di essere in grado di posizionare truppe NATO lungo i suoi confini».» (9)

È interessante a questo proposito ricordare che il primo dei Bilderberg meetings, avvenuto nel 1954, fu presieduto, come tutti gli altri Bilderberg meetings fino al 1976, dal “Prince Bernhard of the Netherlands”, come riporta Wikipedia in inglese (al momento in cui scrivo):

«The Bilderberg meeting is an annual conference established in 1954 to foster dialogue between Europe and North America…

…Meetings were chaired by Prince Bernhard of the Netherlands until 1976.» (10)

In realtà a essere mondialiste sono ben tre generazioni consecutive della Casa Reale dei Paesi Bassi, cioè la Casa d’Orange-Nassau, all’inizio il Principe Bernhard (marito della Regina Juliana), poi la Regina Beatrix e infine il Re Willem-Alexander.

Tanto è vero che c’è, visibile da tutti, il video nel quale la Regina del Regno Unito, la Regina Elizabeth II, uno dei capi più importanti del mondialismo, dice pubblicamente, accanto al Re dei Paesi Bassi, il Re Willem-Alexander (The Queen’s speech at The Netherlands State Banquet, 23 ottobre 2018):

«I recall the State Visit of your grandmother Queen Juliana and Prince Bernhard in 1972, when I spoke of how our nations’ close understanding and relationship would become increasingly important as a new configuration of Europe was emerging. As we look toward a new partnership with Europe, it is our shared values and commitment to each other, that are our greatest asset, and demonstrate that even through change, our enduring alliance remains strong, and as innovators, traders and internationalists [il neretto è mio] we look with confidence to the future.» (11)

Nel video la Regina Elizabeth II pronuncia il testo di cui sopra al minuto 3 e 11:

La parola “internationalist” è proprio la parola che David Rockefeller usa nella sua autobiografia:

«Some even believe we are part of a secret cabal working against the best interests of the United States, characterizing my family and me as “internationalists” [il neretto è mio] and of conspiring with others around the world to build a more integrated global political and economic structure—one world, if you will. If that’s the charge, I stand guilty, and I am proud of it.» (12)

Ovviamente sia la Regina Elizabeth II che David Rockefeller si riferiscono all’internazionalismo liberale, che è un sinonimo di globalismo.

Ebbene, stando così le cose, ritengo che le probabilità di una guerra nucleare tra NATO e Russia siano sempre più consistenti.

Soprattutto perché l’élite russa pensa che le élites globaliste dell’Occidente siano razionali, mentre in realtà esse sono in preda a un delirio culturale, il delirio culturale mondialista (13, 14, 15).

Stalin pensava lo stesso di Hitler, cioè che egli fosse razionale, come ho scritto in un post precedente:

«Ebbene, riguardo ai russi, non posso fare a meno di pensare che, come tutti sanno, Stalin venne ingannato da Hitler, poi i russi vinsero, è vero, ma questo è un altro discorso.

E Stalin venne ingannato, proprio perché contava sulla razionalità di Hitler di non aprire due fronti contemporaneamente: peccato che Hitler non fosse affatto razionale! Forse i russi hanno la tendenza a non voler vedere la follia.» (16)

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1) Dobbiamo prepararci alla possibilità di una guerra nucleare tra NATO e Russia

15 giugno 2020

https://luigicocola.wordpress.com/2020/06/15/dobbiamo-prepararci-alla-possibilita-di-una-guerra-nucleare-tra-nato-e-russia/

2) «We will never surrender America’s sovereignty to an unelected, unaccountable, global bureaucracy.

America is governed by Americans. We reject the ideology of globalism, and we embrace the doctrine of patriotism [il neretto è mio].»

Remarks by President Trump to the 73rd Session of the United Nations General Assembly | New York, NY

September 25, 2018

https://www.whitehouse.gov/briefings-statements/remarks-president-trump-73rd-session-united-nations-general-assembly-new-york-ny/

C’è anche il video:

3) Putin’s Big Dollar Dump Cost Russia $8 Billion in One Year

By Natasha Doff

15 ottobre 2019

https://www.bloomberg.com/news/articles/2019-10-15/putin-s-big-dollar-dump-cost-russia-8-billion-in-one-year

4) Russia Calling! Investment Forum
Vladimir Putin attended the plenary session of the 11th VTB Capital Russia Calling! Investment Forum that focused on building bridges over the waves of de-globalisation.

November 20, 2019

http://en.kremlin.ru/events/president/news/62073

5) «P.S.: Occorre sottolineare che al “Russia Calling! Investment Forum” del 20 novembre 2019, Vladimir Putin, oltre a ciò che ho riportato sopra, ha anche detto:

«Back during WWI, there was a scenario for creating the United States of Europe, or the European Federation [il neretto è mio], but it never came to fruition. The European Coal and Steel Community (ECSC) was created after WWII, and so it went on and on. And now we have the European Union.»

Egli dimostra così di non comprendere che è impossibile la creazione degli Stati Uniti d’Europa, a causa dell’enorme numero delle lingue europee, la qual cosa rende impossibile un patto sociale, come ho spiegato diverse volte a partire dal 19 aprile 2012 e come è stato successivamente sostenuto da Giovanni Sartori in un suo famoso editoriale del Corriere della Sera del 12 novembre 2012, intitolato L’EUROPA DELLA MONETA UNICA – Un animale senza difese (cfr. 9).»

Putin dice che è interessato a mantenere in vita l’euro e l’Unione Europea

25 novembre 2019

https://luigicocola.wordpress.com/2019/11/25/putin-dice-che-e-interessato-a-mantenere-in-vita-leuro-e-lunione-europea/

6) Capo diplomazia russa Lavrov dà un consiglio ai leader occidentali

27 novembre 2019

https://it.sputniknews.com/politica/201911278340597-capo-diplomazia-russa-lavrov-da-un-consiglio-ai-leader-occidentali/

7) America trying to ‘rule the world’, says Russian spy chief

Produced by Will Vernon

Filmed & edited by Matthew Goddard

21 giugno 2020

https://www.bbc.com/news/av/world-us-canada-53119974/america-trying-to-rule-the-world-says-russian-spy-chief

8) The Netherlands Is Trying To Provoke A Color Revolution In Belarus

By Sonja van den Ende

20 giugno 2020

https://oneworld.press/?module=articles&action=view&id=1533

9) Perché l’Olanda prova a destabilizzare la Bielorussia?

20 giugno 2020

https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-perch_lolanda_prova_a_destabilizzare_la_bielorussia/82_35704/

10) Voce “Bilderberg meeting” di Wikipedia in lingua inglese

sito visitato il 22 giugno 2020

https://en.wikipedia.org/wiki/Bilderberg_meeting

11) The Queen’s speech at The Netherlands State Banquet

23 ottobre 2018

https://www.royal.uk/queens-speech-netherlands-state-banquet

12) David Rockefeller, Memoirs, Random House, 2003, pag. 405

13) Il mondialismo non è una lotta di classe, è un delirio culturale II

30 dicembre 2018

https://luigicocola.wordpress.com/2018/12/30/il-mondialismo-non-e-una-lotta-di-classe-e-un-delirio-culturale-ii/

14) Le tappe principali della genesi storica del mondialismo

28 luglio 2018

https://luigicocola.wordpress.com/2018/07/28/le-tappe-principali-della-genesi-storica-del-mondialismo/

15) Luigi Cocola, Il mondialismo è un delirio culturale, 2° ed., lulu.com, 2018

16) Pochi hanno capito cos’è realmente il globalismo

9 luglio 2019

https://luigicocola.wordpress.com/2019/07/09/pochi-hanno-capito-cose-realmente-il-globalismo/

N.B.: tutti i link sono stati verificati in data odierna.

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Dobbiamo prepararci alla possibilità di una guerra nucleare tra NATO e Russia

15 giugno 2020

Se Donald Trump non venisse rieletto, e quindi se venisse eletto Joe Biden, non potrebbe essere esclusa la possibilità di una guerra nucleare tra NATO e Russia, ovvero tra paesi globalisti e Russia.

Perché? Perché l’élite russa, come ha dimostrato con la crisi dell’Ucraina e con la crisi della Covid-19, non si piegherà mai ad agire contro il popolo russo, come richiede “the ideology of globalism” (1): liquidare i popoli per liquidare gli Stati e instaurare così un Nuovo Ordine Mondiale in cui non esiste più lo Stato, sostituito da una tecnocrazia mondiale, il vecchio sogno del Conte Henri de Saint-Simon (1760-1825), attuato però in un modo che a lui avrebbe fatto orrore.

Quindi è possibile che Joe Biden, vale a dire il deep state globalista, riprenda il programma di Hillary Clinton, per togliere definitivamente di mezzo i russi.

Come si può vedere chiaramente, a meno di autocensurarsi (come del resto fanno quasi tutti), il globalismo (o mondialismo, in inglese globalism, in francese mondialisme) è assai simile al tentativo di Pol Pot di eliminare lo Stato della Cambogia ammazzando i cambogiani (Pol Pot era comunista, ma credeva che la teoria marx-engelsiana sia sbagliata per quanto riguarda i tempi lunghissimi necessari a eliminare lo Stato, 2, 3), con l’unica differenza che il globalismo adotta sì il genocidio, come il genocidio cambogiano, ma quello del globalismo è un genocidio lento, un genocidio senza spargimento di sangue (4, 5), attuato per mezzo di tre strumenti: a) povertà, b) immigrazione senza freni (da cui islamizzazione e meticciato), c) distruzione della famiglia.

Diciamo che il globalismo vuole ottenere, per eliminare lo Stato, una velocità intermedia tra quella di Pol Pot e quella di Marx ed Engels.

Inoltre, se Trump dopo la sua rielezione non facesse crollare l’Unione Europea, la punta di diamante del globalismo, lo stesso identico problema si ripresenterebbe con il successivo presidente.

Soltanto se l’Unione Europea crollasse, il globalismo sarebbe sconfitto: perché è impensabile che il globalismo possa riprendersi dopo il crollo della sua punta di diamante.

Comunque, poiché non è certo che Donald Trump venga rieletto, dobbiamo prepararci alla possibilità di una guerra nucleare tra NATO e Russia, che potrebbe portare alla distruzione della nostra civiltà e perfino dell’umanità intera.

Tutto questo purtroppo non è capito da Vladimir Putin e dall’élite russa che egli rappresenta, come ho abbondantemente spiegato in molti post precedenti (per esempio cfr. 6, 7, 8, 9, 10, 11, 12).

L’élite russa fraintende completamente il globalismo, tanto che Putin in un’intervista dell’anno scorso al Financial Times non usò, a differenza di Donald Trump, questa parola – “globalism” – né termini analoghi (per esempio “New World Order”), ma bensì i termini mistificatori che il globalismo usa per descrivere se stesso: “globalisation”, “liberal idea” e “liberal circles”, come ho già mostrato (13).

L’élite russa pensa che si tratti semplicemente di imperialismo (degli Stati Uniti d’America), perché essa non riesce a vedere che trattasi invece di un’ideologia antistato: l’élite russa scotomizza, per ragioni culturali, questo fatto oggettivo (14, 15).

L’élite russa confonde la volontà di suicidio del globalismo con la politica di potenza, che è l’esatto contrario della volontà di suicidio (16).

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1) Donald Trump: “We reject the ideology of globalism”

https://luigicocola.wordpress.com/2018/09/26/donald-trump-we-reject-the-ideology-of-globalism/

2) «In realtà l’europeismo ha lo stesso scopo del comunismo: eliminare lo Stato.

Infatti, come è ben noto, il dogma fondamentale del comunismo è il seguente: una volta arrivati alla società comunista, automaticamente lo Stato si dissolverà.

Per chi ignora questo dogma, ecco un magistrale brano di Norberto Bobbio, che spiega in poche parole la teoria di Marx ed Engels.

“La più popolare delle teorie che sostengono l’attuabilità o addirittura l’avvento necessario di una società senza Stato è quella marxiana o per meglio dire engelsiana, in base a un ragionamento che ridotto ai minimi termini può essere esposto così: lo Stato è nato dalla divisione della società in classi contrapposte per effetto della divisione del lavoro, allo scopo di consentire il dominio della classe che sta sopra sulla classe che sta sotto; quando in seguito alla conquista del potere da parte della classe universale (la dittatura del proletariato) verrà meno la società divisa in classi, verrà meno anche la necessità dello Stato. Lo Stato si estinguerà, morirà di morte naturale, perché non sarà più necessario [il corsivo è mio]. Questa teoria è forse la più ingegnosa fra quelle che difendono l’ideale della società senza Stato ma non è meno discutibile: perché tanto la premessa maggiore del sillogismo (lo Stato è uno strumento di dominio di classe) quanto la premessa minore (la classe universale è destinata a distruggere la società di classe) non hanno resistito a quel formidabile argomento che sono, come avrebbe detto Hegel, le «dure repliche della storia».”

(Norberto Bobbio, Stato, governo, società, 1995, Einaudi, pag. 123).»

Il comunismo e l’europeismo hanno lo stesso scopo: eliminare lo Stato

https://luigicocola.wordpress.com/2013/01/23/il-comunismo-e-leuropeismo-hanno-lo-stesso-scopo-eliminare-lo-stato/

3) «Infatti il delirio culturale di Pol Pot e dei Khmer Rossi, come è noto, era una forma estrema e anomala di comunismo, cioè della teoria marx-engelsiana: essi volevano attuare immediamente, e per mezzo di torture e massacri, lo stadio finale previsto da tale teoria, cioè l’estinzione naturale dello Stato.»

Il mondialismo e il genocidio cambogiano di Pol Pot e dei Khmer Rossi

https://luigicocola.wordpress.com/2018/07/17/il-mondialismo-e-il-genocidio-cambogiano-di-pol-pot-e-dei-khmer-rossi/

4) Convention on the Prevention and Punishment of the Crime of Genocide

treaties.un.org/pages/ViewDetails.aspx?src=TREATY&mtdsg_no=IV-1&chapter=4&lang=en

5) Convention on the Prevention and Punishment of the Crime of Genocide

«Article I

The Contracting Parties confirm that genocide, whether committed in time of peace or in time of war, is a crime under international law which they undertake to prevent and to punish.

Article II

In the present Convention, genocide means any of the following acts committed with intent to destroy, in whole or in part, a national, ethnical, racial or religious group, as such [il neretto è mio]:
(a) Killing members of the group;
(b) Causing serious bodily or mental harm to members of the group;
(c) Deliberately inflicting on the group conditions of life calculated to bring about its physical destruction in whole or in part [il neretto è mio];
(d) Imposing measures intended to prevent births within the group;
(e) Forcibly transferring children of the group to another group.

Article III

The following acts shall be punishable:
(a) Genocide;
(b) Conspiracy to commit genocide;
(c) Direct and public incitement to commit genocide;
(d) Attempt to commit genocide;
(e) Complicity in genocide.»

United Nations, Treaty Series, vol. 78, p. 280

treaties.un.org/doc/Publication/UNTS/Volume%2078/v78.pdf

6) Pochi hanno capito cos’è realmente il globalismo

https://luigicocola.wordpress.com/2019/07/09/pochi-hanno-capito-cose-realmente-il-globalismo/

7) Quattro strani difetti delle analisi del mondialismo conformiste e tradizionali

https://luigicocola.wordpress.com/2019/10/25/quattro-strani-difetti-delle-analisi-del-mondialismo-conformiste-e-tradizionali/

8) Adesso i russi si accorgono di Hillary Clinton!

https://luigicocola.wordpress.com/2019/11/03/adesso-i-russi-si-accorgono-di-hillary-clinton/

9) La contraddittorietà dell’attuale politica estera della Russia

https://luigicocola.wordpress.com/2019/11/15/la-contraddittorieta-dellattuale-politica-estera-della-russia/

10) Un vecchio editoriale (del 2009) firmato da Sergei Lavrov e Franco Frattini

https://luigicocola.wordpress.com/2019/11/17/un-vecchio-editoriale-del-2009-firmato-da-sergei-lavrov-e-franco-frattini/

11) Putin dice che è interessato a mantenere in vita l’euro e l’Unione Europea

https://luigicocola.wordpress.com/2019/11/25/putin-dice-che-e-interessato-a-mantenere-in-vita-leuro-e-lunione-europea/

12) I russi insistono nella contraddittorietà della loro politica estera

https://luigicocola.wordpress.com/2019/12/04/i-russi-insistono-nella-contraddittorieta-della-loro-politica-estera/

13) L’understatement britannico di Vladimir Putin

https://luigicocola.wordpress.com/2019/07/07/lunderstatement-britannico-di-vladimir-putin/

14) Disfatta dei mondialisti: Brexit attuata e impeachment di Trump fallito

https://luigicocola.wordpress.com/2020/02/06/disfatta-dei-mondialisti-brexit-attuata-e-impeachment-di-trump-fallito/

15) Luigi Cocola, La teoria unificata delle ideologie antistato e altri discorsi politici, 6° ed., lulu.com, 2018

16) «”Il modo migliore per porre fine a questa situazione anomala è abbandonare idee imperiali”, ha affermato il capo della diplomazia russa.»

Capo diplomazia russa Lavrov dà un consiglio ai leader occidentali

27 novembre 2019

https://it.sputniknews.com/politica/201911278340597-capo-diplomazia-russa-lavrov-da-un-consiglio-ai-leader-occidentali/

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Smascherata la frode della cupola globalista contro l’uso dell’idrossiclorochina (Plaquenil) nella COVID-19

5 giugno 2020

Nonostante avessi deciso di prendermi una lunga vacanza, mi sento obbligato, per gli eventi anomali che stanno accadendo, a scrivere un altro post.

Leggo sul Fatto Quotidiano:

«L’Oms ha comunicato la ripresa dei trial con idrossiclorochina. Lo ha annunciato il direttore generale dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), Tedros Adhanom Ghebreyesus, in conferenza stampa a Ginevra. Le sperimentazioni sul farmaco erano state interrotte dopo la pubblicazione di uno studio apparso su The Lancet, il 22 maggio, nel quale si analizzavano 96mila cartelle cliniche provenienti da 671 strutture ospedaliere di tutto il mondo. L’autore principale della ricerca è il professor Mandeep Mehra, e le conclusioni a cui arrivava, erano molto nette: l’utilizzo di idrossiclorochina aumenta la mortalità nei pazienti Convid 19. Ma, lo studio aveva al suo interno molte incongruenze, “ho subito notato un errore grossolano di statistica”, ha spiegato al Fattoquotidiano.it Andrea Savarino, ricercatore dell’Iss, che ha sollevato il 26 maggio, primo in Europa, i dubbi sullo studio di Lancet. Dopo tre giorni, il 29 maggio, 120 ricercatori di tutto il mondo (tra cui Harvard ed Oxford) hanno scritto una lettera all’editore di Lancet, mettendo in discussione la validità della pubblicazione perché nello studio erano stati usati “dati” provenienti da una società di Chicago, la Surgisphere.

LA NOTA DI THE LANCET – Su questa società, ormai da una settimana, è iniziata una inchiesta internazionale. Non si tratta più di un solo articolo, fine a se stesso, ma ad essere messa in discussione è la laicità e l’integrità dell’intero sistema delle pubblicazioni scientifiche. L’editore di The Lancet, ha iniziato a preoccuparsi seriamente dell’isolamento dilagante al quale è stato relegato della comunità scientifica. La scelta di pubblicare uno studio, senza aver fatto le opportune verifiche, sta incrinando l’autorevolezza della rivista. Tant’è che il Lancet, non ha lasciato passare altro tempo e ha pubblicato nota “Expression of Concern” dove promette che ci sarà un immediato “controllo indipendente sulla provenienza e la validità dei dati”. E subito dopo la nota è arrivato il ritiro dello studio. Tre degli autori dell’articolo hanno deciso di non aspettare un’ulteriore verifica, e hanno ritrattato in toto il loro lavoro. Gli autori finora non sono stati in grado di portare a termine la verifica dei dati che rappresentava le fondamenta dell’analisi. La conclusione inevitabile di tali carenze è arrivata con una dichiarazione congiunta “non possiamo più garantire la veridicità delle fonti di dati primari”. Il responsabile principale dello studio, il professor Mandeep Mehra, del Brigham and Women’s hospital di Boston, ha ritirato in ogni sua parte la pubblicazione…

…COSA CAMBIA ADESSO ALL’INTERNO DELLA COMUNITA’ SCIENTIFICA? – Come è possibile, che una rivista autorevole come Lancet, non abbia controllato le proprie fonti? Cosa ha pubblicato nel recente passato? Il dubbio, adesso, è che possa esistere correnti politiche all’interno della comunità scientifica? Il direttore di Lancet si è espresso in più occasioni, in maniera apertamente ostile, contro l’amministrazione Trump: il presidente Usa aveva dichiarato di aver cominciato ad assumere l’antimalarico. Il casoha avuto ripercussioni anche in Italia, secondo Savarino: “Il problema è che la decisione dell’Oms ha condizionato, la scelta indipendente, dell’Agenzia Italiana del Farmaco, che ha ritirato la determina che permetteva l’uso domiciliare di idrossiclorochina. Immagino che ora, a seguito dello scandalo che è scoppiato questa decisione venga ritirata anche in Italia, dato che i medici sono rimasti con poche armi a disposizione per il trattamento domiciliare. L’idrossiclorochina era entrata nel cosiddetto standard of care”.»

Coronavirus, The Lancet ritira lo studio che bocciava l’idrossiclorochina: “Preoccupati. Gravi questioni scientifiche sono state portate alla nostra attenzione”
In base alla ricerca pubblicata sulla rivista, l’Organizzazione mondiale della sanità aveva bloccato i trial. Un ricercatore italiano aveva sollevato dubbi sui dati contenuti nell’analisi e poi 120 ricercatori di tutto il mondo (tra cui Harvard ed Oxford) hanno scritto una lettera all’editore di Lancet

4 giugno 2020

https://www.ilfattoquotidiano.it/2020/06/04/coronavirus-the-lancet-avvia-uninchiesta-sullo-studio-che-bocciava-lidrossiclorochina-preoccupati-gravi-questioni-scientifiche-sono-state-portate-alla-nostra-attenzione/5824478/

Vedi anche The Guardian:

«The World Health Organization and a number of national governments have changed their Covid-19 policies and treatments on the basis of flawed data from a little-known US healthcare analytics company, also calling into question the integrity of key studies published in some of the world’s most prestigious medical journals.

A Guardian investigation can reveal the US-based company Surgisphere, whose handful of employees appear to include a science fiction writer and an adult-content model, has provided data for multiple studies on Covid-19 co-authored by its chief executive, but has so far failed to adequately explain its data or methodology.

Data it claims to have legitimately obtained from more than a thousand hospitals worldwide formed the basis of scientific articles that have led to changes in Covid-19 treatment policies in Latin American countries. It was also behind a decision by the WHO and research institutes around the world to halt trials of the controversial drug hydroxychloroquine. On Wednesday, the WHO announced those trials would now resume.»

Surgisphere: governments and WHO changed Covid-19 policy based on suspect data from tiny US company
Surgisphere, whose employees appear to include a sci-fi writer and adult content model, provided database behind Lancet and New England Journal of Medicine hydroxychloroquine studies

3 giugno 2020

https://www.theguardian.com/world/2020/jun/03/covid-19-surgisphere-who-world-health-organization-hydroxychloroquine

Vedi anche La Repubblica:

«Idrossiclorochina “vietata”: 140 medici insorgono e attaccano l’Aifa. Sì, poi no, adesso non si sa. Regna incertezza e serpeggiano le ipotesi più disparate (anche maligne per eventuali interessi commerciali) sul farmaco che, da decenni in uso per la profilassi della malaria e nel trattamento di patologie reumatologiche, si sarebbe dimostrato efficace a contrastare gli effetti del coronavirus. “Ma decidere se un protocollo terapeutico può essere prescritto o meno non è come sfogliare una margherita per sapere se lui o lei ti ama”, premette Serafino Fazio, ex professore di Medicina interna alla Federico II di Napoli che, insieme ad altri colleghi, ha sottoscritto, mettendo con le spalle al muro l’Agenzia del Farmaco, la richiesta di “annullamento della nota del 26 maggio”. La nota che sospese “l’autorizzazione all’utilizzo dell’idrossiclorochina per il trattamento del Covid-19 al di fuori degli studi clinici”.

L’istanza di revoca
Molto più di un appello. L’istanza dei camici bianchi (quasi tutti impegnati come medici di medicina generale nell’emergenza Sars-Cov2, soprattutto nel nord del Paese), redatta dagli avvocati Erich Grimaldi e Valentina Piraino e indirizzata al ministero della Salute oltre che all’Aifa, parte dalla confusione scaturita dalle possibili conseguenze negative dell’idrossiclorochina. E mira alla revoca della nota, per consentirne la prescrizione precoce sotto controllo medico.»

Idrossiclorochina, 140 medici contro Aifa. E Lancet ritira lo studio
Tre degli autori del paper sul farmaco utilizzato anche per Covid-19 decidono di rivedere la loro posizione. Ma in Italia un gruppo di medici fa un’istanza legale all’Agenzia del farmaco per chiedere di poterlo utilizzare di nuovo per trattare la fase precoce della malattia

4 giugno 2020

https://www.repubblica.it/salute/medicina-e-ricerca/2020/06/04/news/idrossiclorochina_140_medici_contro_aifa-258468634/

Insomma la frode ordita dalla cupola globalista contro l’uso dell’idrossiclorochina (Plaquenil) nella COVID-19 è stata smascherata e quindi è fallita.

Tutto quello che ho scritto in molti post precedenti sull’uso dell’idrossiclorochina nella COVID-19 porta inevitabilmente alla conclusione che l’élite globalista ha amplificato e sfruttato a fini politici questa malattia virale e ciò per raggiungere due obiettivi:

I) il lockdown, con conseguente crollo economico delle nazioni dell’Occidente (Europa occidentale più gli Stato Uniti d’America), vale a dire delle nazioni di quello che un tempo veniva chiamato “primo mondo”, perché, come scrivo da anni, l’élite globalista – o meglio la setta dell’élite globalista – usa la povertà (con conseguente denatalità) come mezzo specifico per eliminare i popoli e quindi i relativi Stati.

Per esempio, l’euro è stato concepito proprio per questo, per impoverire i popoli dell’Unione Europea, che è la punta di diamante del delirante progetto globalista, cioè del New World Order, del “one world” (1) senza Stato.

L’ideologia globalista è l’esatto contrario della teoria marx-engelsiana, ma il fine, l’eliminazione dello Stato, è il medesimo (ecco perché i comunisti occidentali, dopo il fallimento del comunismo, sono diventati quasi tutti globalisti), vedi la mia Teoria unificata delle ideologie antistato (2).

Le nazioni del “secondo mondo” (per esempio la Russia) e del “terzo mondo” (per esempio l’India) non si sono fatte fregare, hanno continuato a usare l’idrossiclorochina contro la COVID-19 (3, 4) e infatti hanno un bassissimo numero di morti per milione di abitanti (5, 6), proprio perché contro la COVID-19 hanno sempre usato senza restrizioni l’idrossiclorochina, mentre in Occidente i globalisti hanno impedito (e tuttora impediscono) con le unghie e con i denti l’uso di tale farmaco.

II) l’imposizione dei malefici vaccini di Bill Gates, l’Anticristo, a tutto il genere umano (7, 8, 9).

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1) «…il “one world” di cui parla l’abominevole David Rockefeller nella sua autobiografia.»

Il mondo in cui oggi noi tutti viviamo è un mondo di pura finzione

13 settembre 2019

https://luigicocola.wordpress.com/2019/09/13/il-mondo-in-cui-oggi-noi-tutti-viviamo-e-un-mondo-di-pura-finzione/

2) Luigi Cocola, La teoria unificata delle ideologie antistato e altri discorsi politici, 6° ed., lulu.com, 2018

3) Russia WILL NOT ban hydroxychloroquine, drug taken by US President Trump, for use in treating Covid-19

28 maggio 2020

https://www.rt.com/russia/490018-russia-not-ban-drug-covid19/

4) India Expands Use Of HCQ To Prevent Coronavirus Based On Three Studies

26 maggio 2020

https://www.zerohedge.com/health/india-expands-use-hcq-prevent-coronavirus-based-three-studies

5) COVID-19: facciamo il punto della situazione

24 maggio 2020

https://luigicocola.wordpress.com/2020/05/24/covid-19-facciamo-il-punto-della-situazione/

6) COVID-19: i dati di fatto contro le menzogne dei globalisti

28 maggio 2020

https://luigicocola.wordpress.com/2020/05/28/covid-19-i-dati-di-fatto-contro-le-menzogne-dei-globalisti/

7) Petizione alla Casa Bianca ha raccolto a oggi più di 469 mila firme «For Investigations Into The “Bill & Melinda Gates Foundation” For Medical Malpractice & Crimes Against Humanity» e Robert F. Kennedy Jr. attacca la «Gates’ Globalist Vaccine Agenda»

1 maggio 2020

https://luigicocola.wordpress.com/2020/05/01/petizione-alla-casa-bianca-ha-raccolto-a-oggi-piu-di-469-mila-firme-for-investigations-into-the-bill-melinda-gates-foundation-for-medical-malpractice-crimes-against-humanity/

8) Intervista a Judy Mikovits, PhD

9 maggio 2020

https://luigicocola.wordpress.com/2020/05/09/intervista-a-judy-mikovits-phd/

9) Due voci italiane sulla COVID-19: Sara Cunial e Alessandro Meluzzi

17 maggio 2020

https://luigicocola.wordpress.com/2020/05/17/due-voci-italiane-sulla-covid-19-sara-cunial-e-alessandro-meluzzi/

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N.B.: tutti i link sono stati verificati in data odierna.

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COVID-19: facciamo il punto della situazione

24 maggio 2020

Facciamo il punto della situazione: al momento in cui scrivo (07:00am CEST, 24 maggio 2020), i paesi che hanno il più alto numero di morti da COVID-19 per milione di abitanti (questo è il dato che importa realmente), disposti in ordine decrescente, sono, secondo il sito worldometer, i paesi che si possono vedere in questo screenshot (vedi la colonna sotto la casella Deaths/1M pop), screenshot scattato dopo aver cliccato due volte su questa casella.

https://www.worldometers.info/coronavirus/

Ho tagliato fuori volutamente i paesi che hanno meno di 200 Deaths/1M pop.

I paesi riportati sono tutti dell’Europa occidentale più gli Stati Uniti d’America (infatti Sint Marteen è parte integrante del Regno dei Paesi Bassi e Montserrat è un British Overseas Territory). Questo non è un risultato soltanto di oggi: è esattamente così da quando visito il sito worldometer, cioè da diversi giorni.

Come ho già scritto:

«È comunque da notare un fatto curioso, che mi pare non sia stato notato da altri: i suddetti sono in assoluto i paesi più globalisti del mondo, quelli dove è più forte l’ideologia globalista (certo, manca, inspiegabilmente, la Germania).» (1)

Anche il sito della Johns Hopkins University (nel quale però – a differenza del sito worldometer – i paesi sono ordinati secondo i morti totali – in ordine decrescente – e non è possibile ordinarli in modo diverso) riporta valori equivalenti, vedi l’ultima colonna a destra, cioè Deaths/100k pop:

https://coronavirus.jhu.edu/data/mortality

Da notare che i numeri dei Case-Fatality non sono molto utili, perché, come lo stesso sito ci informa alla stessa pagina, questi numeri dipendono dal numero di gente testata, che ovviamente varia da paese a paese:

«Differences in mortality numbers can be caused by:

Differences in the number of people tested: With more testing, more people with milder cases are identified. This lowers the case-fatality ratio.»

In conclusione, i paesi più colpiti dalla COVID-19, ordinati in senso decrescente per morti per milione di abitanti (worldometer) e per morti per centomila abitanti (Johns Hopkins University), escludendo i paesi piccolissimi come San Marino, Andorra, ecc., sono alla data surriportata:

1. Belgium – 797 Deaths/1M pop e 80.65 Deaths/100k pop

2. Spain – 613 Deaths/1M pop e 61.27 Deaths/100k pop

3. UK – 541 Deaths/1M pop e 54.86 Deaths/100k pop

4. Italy – 541 Deaths/1M pop e 53.97 Deaths/100k pop

5. France – 434 Deaths/1M pop e 42.12 Deaths/100k pop

6. Sweden – 396 Deaths/1M pop e 38.54 Deaths/100k pop

7. Netherlands – 339 Deaths/1M pop e 33.70 Deaths/100k pop

8. Ireland – 325 Deaths/1M pop e 32.80 Deaths/100k pop

9. USA – 298 Deaths/1M pop e 29.34 Deaths/100k pop

10. Switzerland – 220 Deaths/1M pop e 22.34 Deaths/100k pop

Notare che nei due siti l’ordine dei paesi è identico.

Si tratta grosso modo dei paesi che una volta erano detti “primo mondo”, cioè i “paesi sviluppati”, sono paesi NATO (tranne Sweden, Ireland e Switzerland) e sono senza alcun dubbio i paesi dove è più forte l’ideologia globalista rispetto al resto del mondo (con l’inspiegabile assenza della Germania).

Invece il “secondo mondo” (p.e. Russia) e il “terzo mondo” (p.e. India) se la cavano assai bene:

Russia – 23 Deaths/1M pop e 2.25 Deaths/100k pop

India – 3 Deaths/1M pop e 0.28 Deaths/100k pop

Perché la COVID-19 è molto più diffusa nei paesi globalisti?

Come ho già scritto:

«Perché nel primo mondo, vale a dire nei paesi più globalisti del mondo, la COVID-19 viene amplificata e sfruttata a fini politici, come ho già ampiamente spiegato nei post precedenti.

Uno dei modi utilizzati dai globalisti per amplificare la COVID-19 è quello di proibire l’uso dell’idrossiclorochina (Plaquenil), che è molto efficace in questa malattia.

I globalisti hanno le mani sporche di sangue, il sangue dei morti da COVID-19, morti che si potevano evitare usando l’idrossiclorochina, sia come terapia (precoce!), sia come profilassi.» (2)

Un altro modo è quello di gonfiare fraudolentemente il numero dei morti da COVID-19 (3, 4, 5).

Un terzo modo per amplificare la COVID-19 (ma che ovviamente non cambia i numeri dei morti, a differenza dei primi due) è quello di utilizzare i media globalisti, gli scienziati globalisti, ecc., ecc., per terrorizzare la gente, esagerando la portata di questa malattia.

Qual è lo scopo di tutto ciò?

Non è certamente il denaro come molti pensano, sbagliando: tanto per fare un esempio, a Bill Gates non serve altro denaro.

È il lockdown il vero obiettivo (o almeno uno degli obiettivi: un altro obiettivo è certamente quello di vaccinare tutto il genere umano con chissà che cosa, ma questo è un sentiero nel quale non voglio qui inoltrarmi, per l’orrore che esso mi suscita, vedi comunque 6, 7, 8).

Come ho già scritto a proposito dei lockdown:

«I lockdown invece sono fondamentali, ma solo per i globalisti, al fine di distruggere le economie degli Stati e diffondere ovunque la povertà, la quale, come scrivo da anni, viene utilizzata dal globalismo per eliminare gli Stati (l’ideologia globalista è l’esatto contrario della teoria marx-engelsiana, ma il fine, l’eliminazione dello Stato, è il medesimo)…» (9)

—–

1) Perché i paesi con più morti da COVID-19 per milione di abitanti sono tutti europei più gli USA?

15 maggio 2020

https://luigicocola.wordpress.com/2020/05/15/perche-i-paesi-con-piu-morti-da-covid-19-per-milione-di-abitanti-sono-tutti-europei-piu-gli-usa/

2) La mortale idiozia delle tre T: Testare, Tracciare, Trattare

19 maggio 2020

https://luigicocola.wordpress.com/2020/05/19/la-mortale-idiozia-delle-tre-t-testare-tracciare-trattare/

3) «In una trasmissione di Fox News il Senatore del Minnesota Scott M. Jensen, che tra l’altro è anche medico, dichiara che le morti attribuite al Covid 19 negli Stati Uniti sono gonfiate perché per ogni ricoverato morto per covid19, l’ospedale (privato) incassa 19.000$ e se il ricoverato usufruisce anche della ventilazione assistita, il rimborso per l’ospedale sale a 38.000$.

Ecco la ragione per cui negli Stati Uniti il numero dei morti attribuiti al Covid 19 è gonfiato: per ragioni prettamente di interessi economici.»

Perché i numeri dei decessi da covid19 sono gonfiati?

28 Aprile 2020

www.life.it/1/perche-i-numeri-dei-decessi-da-covid19-sono-gonfiati/

4) “C’È UNA MANIPOLAZIONE DEI DATI SUI DECESSI DA CORONAVIRUS” – LA DENUNCIA DEL DR. JENSEN

22 aprile 2020

https://youtu.be/jhhT3IO2qAo

5) England Falsifies COVID Data: More than A Hundred Thousand Coronavirus Tests were “Double-counted”

22 maggio 2020

www.globalresearch.ca/england-falsifies-covid-data-tens-of-thousands-of-coronavirus-tests-were-double-counted/5713755

6) Petizione alla Casa Bianca ha raccolto a oggi più di 469 mila firme «For Investigations Into The “Bill & Melinda Gates Foundation” For Medical Malpractice & Crimes Against Humanity» e Robert F. Kennedy Jr. attacca la «Gates’ Globalist Vaccine Agenda»

1 maggio 2020

https://luigicocola.wordpress.com/2020/05/01/petizione-alla-casa-bianca-ha-raccolto-a-oggi-piu-di-469-mila-firme-for-investigations-into-the-bill-melinda-gates-foundation-for-medical-malpractice-crimes-against-humanity/

7) Intervista a Judy Mikovits, PhD

9 maggio 2020

https://luigicocola.wordpress.com/2020/05/09/intervista-a-judy-mikovits-phd/

8) Due voci italiane sulla COVID-19: Sara Cunial e Alessandro Meluzzi

17 maggio 2020

https://luigicocola.wordpress.com/2020/05/17/due-voci-italiane-sulla-covid-19-sara-cunial-e-alessandro-meluzzi/

9) L’irrefrenabile trend del Premio Nobel per l’Economia che dice fesserie (per fare propaganda globalista)

16 maggio 2020

https://luigicocola.wordpress.com/2020/05/16/lirrefrenabile-trend-del-premio-nobel-per-leconomia-che-dice-fesserie-per-fare-propaganda-globalista/

N.B.: tutti i link sono stati verificati in data odierna.

Copyright © 2020 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.

 


 

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L’irrefrenabile trend del Premio Nobel per l’Economia che dice fesserie (per fare propaganda globalista)

16 maggio 2020

Siamo ormai abituati ai Premi Nobel per l’Economia che dicono fesserie (per fare propaganda globalista): basti pensare a Joseph Stiglitz e Paul Krugman, come ho scritto più volte:

«Altro esempio: l’idiozia conclamata di due premi Nobel per l’Economia, Joseph Stiglitz e Paul Krugman, che continuano indefessi a scrivere cose contrarie alla Ragione, la quale, come notarono gli antichi greci (per esempio Eraclito) e gli antichi romani (per esempio Cicerone), “è comune a tutti” (2) (e quindi tutti possono autonomamente capire che i due suddetti scrivono idiozie).

Non dovrebbe essere assegnato, il premio Nobel per l’Economia, a individui di somma intelligenza, a individui, cioè, che sono assai lontani dalle idiozie?

Per quanto riguarda Joseph Stiglitz, basti ricordare la sua ridicola pretesa di propugnare lo stato sociale in assenza di Stato (perché egli contemporaneamente propugna l’eliminazione dei confini, senza i quali, come è ben noto, lo Stato scompare), come ho mostrato in miei post precedenti (3, 4).»

I tempi che stiamo vivendo sono o non sono tempi eccezionali?

24 aprile 2019

https://luigicocola.wordpress.com/2019/04/24/i-tempi-che-stiamo-vivendo-sono-o-non-sono-tempi-eccezionali/

Propongo oggi un altro esempio di ciò che sta diventando ormai una figura archetipica:

Esther Duflo e Abhijit Banerjee, vincitori nel 2019 del Premio Nobel per l’Economia.

Ecco cosa essi hanno scritto il 6 maggio 2020 sul Guardian:

«While countries in east Asia and Europe are gradually taking steps towards reopening their economies, many in the global south are wondering whether the worst of the pandemic is yet to come. As economists who work on poverty alleviation in developing countries, we are often asked what the effects of coronavirus will be in south Asia and Africa. The truth is, we don’t know. Without extensive testing to map the number of cases, it’s impossible to tell how far the virus has already spread. We don’t yet have enough information about how Covid-19 behaves under different conditions such as sunlight, heat and humidity. Developing countries’ more youthful populations may spare them the worst of the pandemic, but health systems in the global south are poorly equipped to deal with an outbreak, and poverty is linked to co-morbidities that put people at a higher risk of serious illness

What can poor countries do in the face of this pandemic – and how can rich countries help them? First, the systematic testing strategies that have been crucial to containing the epidemic and easing lockdown measures in Europe are equally critical in poor countries. In places where public health authorities don’t have information about the spread of the virus and resources are limited, the response to coronavirus needs to be targeted at active hotspots. In this way, rather than imposing a universal lockdown, health authorities can identify the clusters where quarantine measures are required.

Second, developing countries must be able to improve the ability of their health systems to cope with a potential sudden influx of sick people.

And third, it’s crucial that poor countries are able to guarantee people a secure livelihood in the months to come. In the absence of such a guarantee, people will grow tired of quarantine measures and lockdowns will be increasingly difficult to enforce. To protect their economies from a collapse in demand, governments must reassure people that financial support will be available for as long as it’s needed [il neretto è mio]

Esther Duflo and Abhijit Banerjee

Coronavirus is a crisis for the developing world, but here’s why it needn’t be a catastrophe
A radical new form of universal basic income could revitalise damaged economies

6 maggio 2020

https://www.theguardian.com/commentisfree/2020/may/06/vulnerable-countries-poverty-deadly-coronavirus-crisis

Esaminiamo punto per punto quanto ho riportato sopra:

Punto I) «While countries in east Asia and Europe are gradually taking steps towards reopening their economies, many in the global south are wondering whether the worst of the pandemic is yet to come. As economists who work on poverty alleviation in developing countries, we are often asked what the effects of coronavirus will be in south Asia and Africa. The truth is, we don’t know. Without extensive testing to map the number of cases, it’s impossible to tell how far the virus has already spread.»

Forse loro due non lo sanno, ma l’informazione per quanto riguarda l’India, che sta proprio in south Asia, è disponibile a tutti in tutto il mondo (e non c’è nessun bisogno di extensive testing!), eccola:

«Apr 27 data show that U.S. COVID-19 death rates are at least eight times higher than in countries with early and prophylactic use of HCQ.

Opinion leaders should be demanding to know why this treatment option is not widely discussed or might even be forbidden.»

Association of American Physicians and Surgeons (AAPS)

Where’s the Evidence on COVID-19 Treatment?

April 28, 2020

aapsonline.org/evidence-hydroxychloroquine/

Ed ecco un passo del mio post di ieri:

«Eliminando dalla lista così ottenuta i piccoli paesi (San Marino, Andorra, ecc.), ecco quali sono, in ordine decrescente, i paesi più colpiti:

1. Belgio – 769 Deaths/1M pop

2. Spagna – 584 Deaths/1M pop

3. Italia – 519 Deaths/1M pop

4. Regno Unito – 495 Deaths/1M pop

5. Francia – 420 Deaths/1M pop

6. Svezia – 350 Deaths/1M pop

7. Paesi Bassi – 326 Deaths/1M pop

8. Irlanda – 305 Deaths/1M pop

9. Stati Uniti d’America – 263 Deaths/1M pop

10. Svizzera – 217 Deaths/1M pop

Mi viene spontanea la domanda: perché sono tutti paesi europei più gli Stati Uniti d’America?

Sarebbe importante rispondere a questa domanda.

È comunque da notare un fatto curioso, che mi pare non sia stato notato da altri: i suddetti sono in assoluto i paesi più globalisti del mondo, quelli dove è più forte l’ideologia globalista (certo, manca, inspiegabilmente, la Germania).»

Perché i paesi con più morti da COVID-19 per milione di abitanti sono tutti europei più gli USA?

15 maggio 2020

https://luigicocola.wordpress.com/2020/05/15/perche-i-paesi-con-piu-morti-da-covid-19-per-milione-di-abitanti-sono-tutti-europei-piu-gli-usa/

Vogliamo vedere quanti morti per milione per quanto riguarda gli Stati Uniti d’America e l’India sono riportati sul sito worldometer mentre sto scrivendo (11:20am CEST, 16 maggio 2020)?

USA – 268 Deaths/1M pop (ieri erano 263!)

India – 2 Deaths/1M pop

https://www.worldometers.info/coronavirus/

Ecco infatti due screenshot relativi a USA e India, rispettivamente (vedi l’ultima colonna a destra):

Nel secondo screenshot è anche possibile leggere i Deaths/1M pop per quanto riguarda i seguenti paesi dell’Africa e dell’Asia meridionale:

Sierra Leone – 3 Deaths/1M pop

Chad – 3 Deaths/1M pop

Congo – 3 Deaths/1M pop

Bangladesh – 2 Deaths/1M pop

Sudan – 2 Deaths/1M pop

Punto II) «Developing countries’ more youthful populations may spare them the worst of the pandemic, but health systems in the global south are poorly equipped to deal with an outbreak, and poverty is linked to co-morbidities that put people at a higher risk of serious illness.»

Gli health systems in the global south sono perfettamente in grado di eliminare l’infezione da SARS-CoV-2, che causa la COVID-19, perché usano l’idrossiclorochina (hydroxychloroquine, HCQ).

Al contrario, sono gli health systems dei paesi globalisti (paesi europei e USA) a non essere in grado di eliminare tale infezione, proprio perché i globalisti impediscono con le unghie e con i denti l’uso dell’idrossiclorochina, vedi a questo proposito qui:

Perché mai i globalisti vogliono impedire a tutti i costi l’uso dell’idrossiclorochina?

6 maggio 2020

https://luigicocola.wordpress.com/2020/05/06/perche-mai-i-globalisti-vogliono-impedire-a-tutti-i-costi-luso-dellidrossiclorochina/

Punto III) «What can poor countries do in the face of this pandemic – and how can rich countries help them? First, the systematic testing strategies that have been crucial to containing the epidemic and easing lockdown measures in Europe are equally critical in poor countries.», ecc. ecc.

I paesi ricchi devono piantarla di molestare e stuprare i paesi poveri (penso per esempio ai devastanti vaccini di Bill Gates, l’Anticristo).

Le systematic testing strategies that have been crucial to containing the epidemic non sono in realtà cruciali, è sufficiente somministrare subito, solo in base alla diagnosi clinica, una manciata di compresse di idrossiclorochina, di pochissimo costo, ai pazienti a casa loro, per un periodo di tempo che va dai cinque ai dieci giorni e la cosa finisce lì. Ottima anche la profilassi con l’idrossiclorochina.

Se le systematic testing strategies, che sono molto costose, fossero davvero cruciali, come è possibile che paesi poverissimi hanno pochissimi morti per milione di abitanti, mentre i paesi dell’Europa occidentale e gli Stati Uniti d’America sono i paesi più colpiti al mondo, come ho mostrato sopra?

I lockdown invece sono fondamentali, ma solo per i globalisti, al fine di distruggere le economie degli Stati e diffondere ovunque la povertà, la quale, come scrivo da anni, viene utilizzata dal globalismo per eliminare gli Stati (l’ideologia globalista è l’esatto contrario della teoria marx-engelsiana, ma il fine, l’eliminazione dello Stato, è il medesimo), vedi per esempio qui:

«Per non parlare della povertà che il mondialismo impone a chiunque non faccia parte dell’élite, dato che questa ideologia antistato utilizza l’ultracapitalismo come mezzo specifico per eliminare lo Stato.»

Il mondialismo è un virus memetico

15 febbraio 2017

https://luigicocola.wordpress.com/2017/02/15/il-mondialismo-e-un-virus-memetico/

N.B.: tutti i link sono stati verificati in data odierna.

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L’irrazionalità del globalismo viene smascherata dal coronavirus

11 febbraio 2020

Scrivo da tempo che il globalismo è un delirio culturale, come fu un delirio culturale, per esempio, la caccia alle streghe (1450 circa – 1750 circa) (1).

Invece le analisi del mondialismo conformiste e tradizionali ritengono che esso sia perfettamente razionale, anche se deplorevole sul piano etico (2).

Oggi l’epidemia causata dal coronavirus smaschera l’irrazionalità dell’ideologia globalista: il mondialismo è contro la Ragione, come scrivo da tempo (3), anzi possiamo a buon diritto affermare che trattasi di un’ideologia assolutamente stupida.

Paul Craig Roberts (4) scrive:

«If the coronavirus proves to be serious, as it does not appear to be at the present time, many economies could be adversely affected. China is the source of many parts supplied to producers in other countries, and China is the source of the finished products of many US firms such as Apple. If shipments cannot be made, sales and production outside of China are affected. Without revenues, employees cannot be paid. Unlike the financial crisis of 2008, this would be an unemployment crisis and bankruptcy of large manufacturing and marketing corporations.

This is the danger to which globalism makes us vulnerable. If US corporations produced in the US the products that they market in the US and the world, an epidemic in China would affect only their Chinese sales, not threaten the companies’ revenues.

The thoughtless people who constructed “globalism” overlooked that interdependence is dangerous and can have massive unintended consequences. With or without an epidemic, supplies can be cut off for a number of reasons. For example, strikes, political instability, natural catastrophes, sanctions and other hostilities such as wars, and so forth…

…If a deadly coronavirus pandemic or some other one does erupt and there is a world depression, we should be very clear in our mind that globalism was the cause. Countries whose governments are so thoughtless or corrupt as to make their populations vulnerable to disruptive events abroad are medically, economically, socially, and politically unstable.

The consequence of globalism is world instability.»

The Consequence of Globalism Is World Instability

5 febbraio 2020

www.paulcraigroberts.org/2020/02/05/the-consequence-of-globalism-is-world-instability/

Ecco la traduzione in italiano:

«Se il coronavirus si rivela grave, poiché al momento non sembra esserlo, molte economie potrebbero essere influenzate negativamente. La Cina è la fonte di molte parti fornite ai produttori di altri paesi e la Cina è la fonte dei prodotti finiti di molte aziende statunitensi come Apple. Se non è possibile effettuare spedizioni, le vendite e la produzione al di fuori della Cina ne risentono. Senza entrate, i dipendenti non possono essere pagati. A differenza della crisi finanziaria del 2008, si tratterebbe di una crisi di disoccupazione e di un fallimento delle grandi società manifatturiere e commerciali. Questo è il pericolo a cui il globalismo ci rende vulnerabili. Se le società statunitensi producessero negli Stati Uniti i prodotti che commercializzano negli Stati Uniti e nel mondo, un’epidemia in Cina influenzerebbe solo le loro vendite cinesi, non minaccerebbe i ricavi delle società. Le persone sconsiderate che hanno costruito il “globalismo” hanno trascurato che l’interdipendenza è pericolosa e può avere enormi conseguenze indesiderate. Con o senza un’epidemia, le forniture possono essere tagliate per una serie di motivi. Ad esempio, scioperi, instabilità politica, catastrofi naturali, sanzioni e altre ostilità come guerre e così via…

…Se scoppia una micidiale pandemia di coronavirus o di qualosa’altro e c’è una depressione mondiale, dovremmo essere molto chiari nella nostra mente che il globalismo ne sarà stata la causa. I paesi i cui governi sono così sconsiderati o corrotti da rendere le loro popolazioni vulnerabili a eventi dirompenti all’estero sono instabili dal punto di vista medico, economico, sociale e politico. La conseguenza del globalismo è l’instabilità mondiale.»

www.libreidee.org/2020/02/linfluenza-stagionale-uccide-1-000-volte-piu-del-coronavirus/

Giuseppina Perlasca scrive:

«Se la crisi, mantenuta attentamente nascosta, causata dal coronavirus ci insegna qualcosa è che aver voluto disperdere e polverizzare a livello mondiale ogni produzione industriale è stato un clamoroso errore, perché creato una folle interdipendenza facilmente cancellabile dal minimo imprevisto. Allo stesso modo il sogno di svegliarsi a Pechino, pranzare a Roma ed addormentarsi a New York sembra quasi più un incubo, nel momento in cui i voli aerei intercontinentali vengono cancellati.»

Morte della globalizzazione
Come un piccolo imprevisto virale può porre fine a 40 anni di megalomania mondialista

7 febbraio 2020

scenarieconomici.it/morte-della-globalizzazione-come-un-piccolo-imprevisto-virale-puo-porre-fine-a-40-anni-di-megalomania-mondialista/

Del resto l’ideologia globalista è tutta un coacervo di concetti irrazionali ed erronei, per esempio quello di voler eliminare lo Stato allo scopo di instaurare un nuovo ordine di cose, cioè una comunità mondiale basata sulla fratellanza degli uomini (in realtà senza lo Stato la gente si ammazzerebbe di continuo e per futili motivi agli incroci delle strade, proprio perché verrebbe a mancare la protezione dai conflitti attuati per mezzo della forza fisica, protezione che è la funzione essenziale dello Stato e che può essere messa in atto soltanto in un modo, usando cioè la forza fisica, che è il mezzo specifico dello Stato, come scrisse Max Weber, in quanto contro la forza fisica non si può adoperare altro che una forza fisica di segno opposto, 3, 5, 6), per esempio quello di voler eliminare ogni differenza razziale (il meticciato obbligatorio, 7, 8, 9, 10) allo scopo di eliminare i conflitti tra gli esseri umani (in realtà eliminare le differenze di DNA tra gli individui metterebbe estremamente a rischio la specie umana, perché la biodiversità, in inglese biodiversity, è fondamentale per la sopravvivenza di tutte le specie, mentre i conflitti resterebbero tali e quali, essendo causati non dalle differenze di DNA, ma bensì dal fatto che tutti gli esseri viventi, non solo gli esseri umani, competono obbligatoriamente per le stesse risorse, 11), ecc. ecc.

———-

1) «Il delirio culturale della caccia alle streghe è spesso erroneamente collocato nel Medio Evo, mentre invece esso afflisse l’Occidente, sia quello cattolico che quello protestante, dal Quattrocento al Settecento.

Per esempio il processo delle streghe di Salem, che si svolse in America in ambiente religioso puritano, è del 1692.

Altro che Medio Evo!»

C’è delirio e delirio

14 maggio 2017

https://luigicocola.wordpress.com/2017/05/14/ce-delirio-e-delirio/

2) «Ritornando al concetto assai interessante espresso da Renaud Camus nelle interviste da me citate: tale concetto mostra e sottolinea la pazzia dei mondialisti (“I remplacistes sono pazzi”), i quali non si rendono minimamente conto che la loro rivoluzione, la rivoluzione mondialista, non raggiungerà affatto lo scopo che essi si prefiggono.

Questo è un concetto assente nelle altre interpretazioni del mondialismo, per le quali esso è perfettamente razionale, anzi è addirittura il frutto dell’Illuminismo e della Ragione: è facile quindi capire perché la critica del mondialismo è attualmente il paradiso degli oscurantisti, mentre invece è proprio la Ragione a svelarci la fallacia e la follia del mondialismo.»

Luci e ombre del pensiero di Renaud Camus sul mondialismo

10 febbraio 2018

https://luigicocola.wordpress.com/2018/02/10/luci-e-ombre-del-pensiero-di-renaud-camus-sul-mondialismo/

3) «Il mondialismo, ossia l’internazionalismo di David Rockefeller, è contro la Ragione.

A dimostrarlo è il fatto che esso vuole abolire lo Stato, il quale, invece, è una necessità della Ragione, una necessità razionale.

Infatti non è umanamente possibile eliminare i conflitti attuati per mezzo del potere della forza fisica, il quale, secondo Bertrand Russell, è uno dei tre principali tipi di potere (essendo gli altri due il potere economico e il potere della propaganda).

Non essendo possibile eliminare i conflitti attuati per mezzo del potere della forza fisica, tranne che nei sogni del millenarismo cristiano, allora lo Stato è necessario, in quanto esso è il mezzo naturale e universale per gestire i suddetti conflitti, sia che essi si presentino nella forma di aggressione di stranieri, sia che essi si presentino nella forma di torti reciproci all’interno di una comunità, come scrive Thomas Hobbes.»

Il mondialismo è contro la Ragione

3 febbraio 2015

https://luigicocola.wordpress.com/2015/02/03/il-mondialismo-e-contro-la-ragione/

4) Paul Craig Roberts è un economista americano (Ph.D. in Economics, University of Virginia) ed è stato Assistant Secretary of the Treasury for Economic Policy nel primo mandato di Ronald Reagan. Nel 1987 ha ricevuto la Legion d’Onore.

5) «Lo Stato è «the most violent and aggressive institution humans have ever spawned», proprio perché lo Stato è l’istituzione politica deputata a gestire il potere della forza fisica, che (probabilmente Duncan Whitmore non lo sa) è uno dei tre principali poteri secondo Bertrand Russell: il potere della forza fisica, il potere economico e il potere della propaganda.

Lo Stato è l’istituzione politica che, usando come mezzo il potere della forza fisica, ha lo scopo supremo di difendere la comunità dalle aggressioni esterne e dai torti reciproci interni (per usare la terminologia di Thomas Hobbes), altro che le fesserie di cui scrive Whitmore (che sicuramente non ha mai letto il Leviathan).

Esattamente ciò che Karl Popper, concordando con Hobbes su tale argomento, chiama così:

«teoria protezionistica dello stato» (in inglese «protectionist theory of the state»)

Karl R. Popper, La società aperta e i suoi nemici – Platone totalitario, vol. I, Armando Editore, 1996 (trad. it. di The Open Society and its Enemies – The Spell of Plato, vol. I, Routledge & Kegan Paul, 1969), pag. 148

Karl Popper è il filosofo dell’«Open Society», in italiano «Società Aperta», il termine di cui si è fraudolentemente appropriato il noto criminale mondialista George Soros (Popper non è affatto un mondialista)…»

Lo spettacolare e stupefacente rimbecillimento dell’intellighenzia occidentale II

9 luglio 2018

https://luigicocola.wordpress.com/2018/07/09/lo-spettacolare-e-stupefacente-rimbecillimento-dellintellighenzia-occidentale-ii/

6) «La forza non è, ovviamente, il mezzo normale o unico dello stato, nemmeno per idea, ma è il suo mezzo specifico. Proprio oggi il rapporto tra Stato e forza appare particolarmente intimo. In passato, le più disparate associazioni, a partire da quella familiare, hanno conosciuto la forza fisica come mezzo del tutto normale. Oggi, invece, dovremo dire che lo Stato è quella comunità umana che all’interno di un determinato territorio – questo del «territorio» costituisce un segno distintivo – rivendica per sé (con successo) il monopolio dell’uso legittimo della forza fisica

Max Weber, La politica come professione, Armando, Roma, 2005 (trad. it. di Politik als Beruf, Klett, Stuttgart, 1995), pagg. 32-33

7) «Quel est l’objectif? Cela va faire parler, mais l’objectif, c’est relever le défi du métissage; défi du métissage que nous adresse le XXIe siècle. Le défi du métissage, la France l’a toujours connu et en relevant le défi du métissage, la France est fidèle à son histoire. D’ailleurs, c’est la consanguinité qui a toujours provoqué la fin des civilisations et des sociétés.»

«Ce n’est pas un choix. C’est une obligation. C’est un impératif. On ne peut pas faire autrement au risque de nous trouver confrontés à des problèmes considérables.»

Discours de Nicolas Sarkozy à l’Ecole polytechnique le 17 décembre 2008

https://aphec.fr/?article376

8) Conférence de presse «Egalité des chances et diversité » – Palaiseau, 17 décembre 2008

N.B.: I virgolettati citati alla nota 7) si trovano rispettivamente al minuto 12:09 e al minuto 39.51

9) «He called for coercive methods to promote “métissage,” cultural mixing (which can sometimes include genetic mixing), which he called an “obligation” during a press conference on 17 December 2008.[137]»

Voce “Nicolas Sarkozy” di Wikipedia in lingua inglese

https://en.wikipedia.org/wiki/Nicolas_Sarkozy

10) «Si vuole bloccare quel processo così importante che dà vita ai popoli e che è il meticciato.»

Papa Francesco: “La xenofobia distrugge anche il popolo di Dio”

25 settembre 2019

https://www.repubblica.it/vaticano/2019/09/25/news/papa

_francesco_la_xenofobia_distrugge_anche_il_popolo_di_dio_-236862828/

Per approfondire il concetto di “meticciato” cfr.:

Quello che ha scritto Scalfari è il piano Kalergi

15 febbraio 2018

https://luigicocola.wordpress.com/2018/02/15/quello-che-ha-scritto-scalfari-e-il-piano-kalergi/

11) «Il nodo della questione, compreso appieno da Hobbes, è che nello stato di natura (cioè in assenza dello Stato) gli esseri umani competono obbligatoriamente per le stesse risorse e quindi sono obbligati a combattere tra di loro, sia con la violenza che con la frode (25), esattamente come la biologia scientifica moderna ci mostra che fanno gli altri animali.

Quindi, se gli esseri umani fossero uguali, anzi identici, tra di loro, non cambierebbe niente, perché anche in tal caso continuerebbero a competere obbligatoriamente per le stesse risorse.»

Sull’idea errata che l’uguaglianza totale conduca alla pace nel mondo

12 febbraio 2019

https://luigicocola.wordpress.com/2019/02/12/sullidea-errata-che-luguaglianza-totale-conduca-alla-pace-nel-mondo/

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Bisogna smetterla di usare gli ebrei come capro espiatorio del mondialismo

31 dicembre 2019

Scrivo da anni che gli ebrei costituiscono il più comune e diffuso capro espiatorio del mondialismo (1), mentre, in realtà, il mondialismo è una degenerazione del Cristianesimo (2, 3), come lo sono del resto tutte le altre ideologie antistato: sansimonismo, anarchismo e comunismo (Teoria unificata delle ideologie antistato) (4, 5, 6).

Per quanto riguarda il caso particolare del comunismo (cioè della teoria marx-engelsiana) è addirittura la Chiesa Cattolica ad affermare che si tratta di una forma secolarizzata di millenarismo, il quale è una dottrina assolutamente neotestamentaria (cfr. 3): quindi solo chi è ignorante può pensare al comunismo come a un prodotto dell’Ebraismo.

Sia chiaro che sono nato, e resterò per sempre, cattolico, per quanto non praticante, e che non ho legami, di nessun genere, con persone di religione ebraica.

Ritengo inoltre che il Cristianesimo sia fondamentale per l’Occidente: bisogna soltanto eliminarne le degenerazioni.

Ritornando al mondialismo, l’antisemitismo è una caratteristica assai frequente, potremmo addirittura dire costante, delle analisi del mondialismo (ma certamente non della mia analisi, 7) (cfr. p.e. 8, 9, 10).

Purtroppo gli ebrei, autolesionisticamente, si danno molto da fare per avvalorare queste false analisi e interpretazioni del mondialismo, perché esiste un conflitto interno ebraico che vede contrapposti in modo assai radicale, anzi in modo estremo, due schieramenti di ebrei: da un lato gli ebrei internazionalisti e dall’altro gli ebrei nazionalisti, ovvero gli ebrei sionisti.

Così il popolo ebraico finisce per farsi odiare sia dai nazionalisti di tutti gli altri popoli, sia dai globalisti, confermando la coazione a ripetere che lo vede storicamente come il popolo perseguitato per antonomasia.

Ecco le tre ragioni per cui bisogna smetterla di usare gli ebrei come capro espiatorio del mondialismo.

In primo luogo, chi vuole combattere l’ideologia mondialista deve capire che tale ideologia suicida (11) è un effetto collaterale, assai tardivo, della rivoluzione sociale condotta giustamente dal Cristianesimo contro lo Stato schiavista romano di duemila anni fa, effetto collaterale causato da un meme egoista (la prescrizione di eliminare lo Stato contenuta nell’Apocalisse di Giovanni), come ho spiegato innumerevoli volte (cfr. p.e. 12, 13, 14).

Altrimenti perché mai la Chiesa Cattolica (con Papa Bergoglio e i Cardinali che lo hanno eletto, cioè la maggioranza dei Cardinali), la Chiesa Anglicana (con l’Arcivescovo Justin Welby), la Chiesa di Svezia (con l’Arcivescovo Antje Jackelén), ecc. ecc., sono diventate esplicitamente e sfacciatamente mondialiste (15)?

I suddetti sono forse ebrei travestiti da cristiani? Ma smettiamola con queste assurde sciocchezze!

Secondo, chi vuole combattere il mondialismo deve smetterla di essere contro lo Stato d’Israele: il sionismo è il nazionalismo del popolo ebraico ed essere contro il sionismo conduce necessariamente a rafforzare in modo esponenziale gli ebrei internazionalisti (come p.e. George Soros), il che è sommamente stupido.

Terzo, non si può essere nazionalisti e poi condannare il nazionalismo del popolo ebraico: questo atteggiamento, per quanto molto diffuso, è una contraddizione colossale.

————-

1) L’Ebraismo e la massoneria sono i capri espiatori del mondialismo

https://luigicocola.wordpress.com/2016/06/09/lebraismo-e-la-massoneria-sono-i-capri-espiatori-del-mondialismo/

2) Il mondialismo è una degenerazione del Cristianesimo

https://luigicocola.wordpress.com/2019/01/28/il-mondialismo-e-una-degenerazione-del-cristianesimo/

3) Quattro strani difetti delle analisi del mondialismo conformiste e tradizionali

https://luigicocola.wordpress.com/2019/10/25/quattro-strani-difetti-delle-analisi-del-mondialismo-conformiste-e-tradizionali/

4) La teoria unificata delle ideologie antistato

https://luigicocola.wordpress.com/2014/03/20/la-teoria-unificata-delle-ideologie-antistato/

5) Ulteriori precisazioni sul mondialismo

https://luigicocola.wordpress.com/2018/01/21/ulteriori-precisazioni-sul-mondialismo/

6) «Notare che tutti questi pensatori erano cristiani, anche Marx lo era (ricevette il battesimo luterano all’età di sei anni e il padre si era convertito al Cristianesimo luterano prima della sua nascita, inoltre a 16 anni, nel 1834, ricevette la confermazione luterana nella Chiesa della Trinità di Treviri), come è ben noto e come risulta anche da tutto ciò che egli scrisse, a meno che non si ritenga, come ritenevano i nazisti, che gli ebrei siano una razza biologica, il che è veramente troppo ridicolo perché valga la pena di confutarlo (sebbene The Race Question, lo Statement dell’UNESCO del 1950, abbia fatto proprio questo) (9).»

Il programma politico di Soros è proprio quello di Saint-Simon

https://luigicocola.wordpress.com/2018/05/12/il-programma-politico-di-soros-e-proprio-quello-di-saint-simon/

7) La mia analisi del mondialismo e delle ideologie antistato

https://luigicocola.wordpress.com/2018/01/10/la-mia-analisi-del-mondialismo-e-delle-ideologie-antistato/

8) «Non occorre essere un genio per capire che Diego Fusaro ce l’ha con l’Ebraismo, peraltro mai nominato nell’articolo.

Insomma, siamo alle solite: il mondialismo è un complotto ebraico.

È tutta colpa degli ebrei.»

Anche per Diego Fusaro il mondialismo è un complotto ebraico

https://luigicocola.wordpress.com/2017/12/01/anche-per-diego-fusaro-il-mondialismo-e-un-complotto-ebraico/

9) «Leggo sul blog The Vineyard of the Saker (tradotto in molte lingue tra cui l’italiano) che la causa della disastrosa situazione politica mondiale in cui oggi noi tutti, purtroppo, viviamo è da identificare nell’Impero Anglo-Sionista (AngloZionist Empire in inglese)»

Analisi miserevoli IV

https://luigicocola.wordpress.com/2016/06/30/analisi-miserevoli-iv/

10) «In any case, Russia should make clear to Israel that in case of Russian-American global war, Israel will be one of the first to be wiped out with the help of the Russian nukes. This will make them think twice before instigating a global conflict against Russia.»

BREAKING: Defining Moment for Putin: Stand up to US/Israel Empire of Chaos, or Fold?

https://russia-insider.com/en/politics/breaking-defining-moment-putin-stand-usisrael-empire-chaos-or-fold/ri23052

11) Non capire le logiche dell’ideologia mondialista

https://luigicocola.wordpress.com/2019/12/11/non-capire-le-logiche-dellideologia-mondialista/

12) Uno sguardo ad alcune analisi del mondialismo pubblicate da “Strategic Culture”

https://luigicocola.wordpress.com/2019/10/07/uno-sguardo-ad-alcune-analisi-del-mondialismo-pubblicate-da-strategic-culture/

13) La spiegazione di Dmitry Orlov è semplicistica e sbagliata

https://luigicocola.wordpress.com/2018/06/30/la-spiegazione-di-dmitry-orlov-e-semplicistica-e-sbagliata/

14) Luci e ombre del pensiero di Renaud Camus sul mondialismo

https://luigicocola.wordpress.com/2018/02/10/luci-e-ombre-del-pensiero-di-renaud-camus-sul-mondialismo/

15) È sempre più evidente che il mondialismo è una degenerazione del Cristianesimo

https://luigicocola.wordpress.com/2019/10/04/e-sempre-piu-evidente-che-il-mondialismo-e-una-degenerazione-del-cristianesimo/

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Un vecchio editoriale (del 2009) firmato da Sergei Lavrov e Franco Frattini

17 novembre 2019

Ho trovato in rete un vecchio editoriale (9 novembre 2009) pubblicato dal quotidiano La Stampa, scritto congiuntamente dal Ministro degli Esteri russo, Sergei Lavrov, e dal Ministro degli Esteri italiano, Franco Frattini (Ministro degli Esteri dal 2002 al 2004 e dal 2008 al 2011).

L’editoriale si intitola così: “Nuovo Ordine Mondiale“.

In realtà non ho trovato l’editoriale originale in italiano, ma bensì la sua traduzione in inglese e in russo.

In inglese (dal sito dell’Ambasciata d’Italia a Washington):

«Article by Minister Frattini and Russian Foreign Minister Lavrov: “A New World Order” (La Stampa)

At twenty years on from the fall of the Berlin Wall, two new concepts have shown up on the Euro-Atlantic and international agenda: “the common European home” and the “new world order”. Two concepts, as yet unrealised but, in any case, complementary: a new world order based on inter-dependence and cooperation in resolving common problems cannot do without a “Greater Europe” stretching from the Atlantic to Vladivostok. Only a Europe of this sort, with a global vision and shared goals, will be able to ensure stability on our continent. How far are we from realizing this project, which Charles de Gaulle suggested back in the Cold War era?

Awareness has begun to take, albeit fragile, root over the last two decades that maintaining divisions on the continent of Europe compromises the security of all; the nuclear threat and that of any other major war have been laid to rest; the sad chapter of the Balkans war has come to a close, although some differences persist, the negative effect on European of the Caucasus crisis of last summer. Much has been done to strengthen the strategic nature of relations between Russia and the European Union, and not least on the institutional plane. In 1996 Russia forged a Partnership and Collaboration Accord with the EU; in 2004 Russia and the European Union reached agreement on four “common areas”. The EU is Russia’s main economic partner today. This includes the strategic sector of energy, although a modern energy security system that balances the interests of energy producer, transit and consumer countries, as agreed by the G8 leaders at St. Petersburg, has yet to be created. Collaboration between Russia and the Atlantic Alliance has been structured as a result of the NATO-Russia Council created at Pratica di Mare in 2002.

Is this a lot or a little? It is no small accomplishment, but neither is it sufficient. The fall of the Berlin wall triggered the emancipation of international relations from the earlier constraints of ideological confrontation. Nevertheless it must be acknowledged that an adequate political response has not been forthcoming. Pan-European political collaboration has not yet made that leap in quality to meet the new challenges and threats. And yet, faced with the “new threats” of our century—ranging from terrorism to nuclear proliferation, international crime, environmental deterioration, energy and the problems of economic-financial stability—it is now that we need a strong and cohesive political partnership in this pan-European area. In other words, the “new world order” needs the “common European home”.

We believe that, in order to build this «common home», the following priorities must be established.

First of all, the political reinforcement of relations between NATO and Russia on the basis of a real partnership and in light of reciprocal security interests; secondly, the outlining within the framework of the negotiations under way, of a new accord between the European Union and Russia to make way for not only an economic but a political strategic partnership; finally, the creation of a new European security architecture, which is already being discussed in various European settings.

Such an architecture could avail itself of the existing synergies between the various institutions and organizations in the pan-European area (OSCE, NATO, EU, CIS and CSTO) based on common interests and the increasing need for closer cooperation between the European Union, the US, and Russia. In other words, there is a need to strengthen and put into practice those principles contained in the Helsinki Act, the OSCE acquis and the Declaration of Pratica di Mare on the NATO-Russia Council. This would allow for the creation of a common area of security throughout the entire Euro-Atlantic on the basis of a new shared vision of the world as it really is.

We appreciate the contributions made thus far, or that will be made, by the leaders of this pan-European process toward achieving this goal. We must all share the responsibility for ensuring global security as it is understood today. The soon to come into effect Treaty of Lisbon, as well as the achievement of new quality in Russian-American relations, will open up new opportunities for Euro-Atlantic relations that must not be missed. At stake is the future of our entire region and its role in the increasingly complex and pluralistic international system of the 21st century, in which we want diversity to become added value and a factor in stability and development rather than in conflict.»

https://ambwashingtondc.esteri.it/ambasciata_washington/en/sala-stampa/dall_ambasciata/frattini_lavrov.html

In russo (dal sito del Ministero degli Affari Esteri della Federazione Russa):

«Совместная статья Министра иностранных дел России С.В.Лаврова и Министра иностранных дел Италии Ф.Фраттини «Новый миропорядок и общий европейский дом», «Известия», 9 ноября 2009 года

Двадцать лет назад, после падения Берлинской стены, в центре евроатлантической и международной повесток дня оказались две новые задачи: создание “единого европейского дома” и “нового мирового порядка”. Эти два понятия, пока еще не воплощенные в жизнь, были и остаются взаимодополняющими.

Новый миропорядок, основывающийся на взаимозависимости и сотрудничестве с целью решения общих проблем, не может обойтись без “Большой Европы”, простирающейся от Атлантики до Владивостока. Только такая Европа – с глобальным подходом и разделяемыми всеми задачами – могла бы гарантировать стабильность на нашем континенте. Как далеко продвинулись мы на сегодня в реализации данного проекта, выдвинутого Шарлем де Голлем еще в самый разгар “холодной войны”?

За два последних десятилетия в Европе наметилась – пусть пока еще хрупкая – тенденция к осознанию того, что сохранение разделительных линий на европейском континенте наносит ущерб безопасности всех. Отодвинута опасность развязывания в Европе не только ядерной, но и любой “большой” войны. Закрыта печальная глава балканских войн и в основном преодолено, несмотря на некоторые сохраняющиеся разногласия, негативное воздействие на европейскую ситуацию кавказского кризиса лета прошлого года. Немало сделано для укрепления стратегического характера отношений России с Евросоюзом, включая их институциональный аспект. В 1996 году Россия заключила соглашение о партнерстве и сотрудничестве с ЕС, а в 2004-м Россия и Европейский союз достигли договоренности о создании четырех общих пространств. ЕС является ведущим экономическим партнером России. Это в равной степени относится к стратегической сфере энергетики, причем важной задачей остается создание современной системы энергетической безопасности, обеспечивающей баланс интересов стран-производителей, транзитных государств и стран – потребителей энергоресурсов, как об этом договорились лидеры “восьмерки” на саммите в Санкт-Петербурге. Было также выстроено сотрудничество между Россией и Североатлантическим альянсом через механизм Совета Россия – НАТО, который был создан в Пратика-ди-Маре в 2002 году.

Много это или мало? Это немало, но этого и недостаточно. И вот почему. Падение Берлинской стены запустило процесс эмансипации международных отношений от прежних схем идеологической конфронтации. И надо признать, это пока не нашло адекватного ответа на политическом уровне. Общеевропейское сотрудничество в политической сфере еще не обрело качества, которое соответствовало бы новым вызовам и угрозам. И все же сегодня, когда сменилась система координат в европейской и глобальной политике, перед лицом этих новых угроз столетия – от терроризма, ядерного распространения, международной преступности, экологической деградации до проблем энергетической безопасности и финансово-экономической стабильности – все более необходимо прочное и сплоченное партнерство на общеевропейском пространстве. Иными словами, “новый миропорядок” нуждается в “общем европейском доме”.

Полагаем, что для создания этого “общего дома” следует руководствоваться следующими приоритетами.

Во-первых, придать новый политический импульс отношениям России и НАТО на основе реального партнерства и учета интересов безопасности друг друга. Во-вторых, разработать в рамках общего переговорного процесса новое соглашение между Евросоюзом и Россией с тем, чтобы стратегическое партнерство было бы не только экономическим, но и политическим.

Наконец – создание новой архитектуры европейской безопасности, по которой мы уже ведем обсуждение в рамках различных форумов в Европе. Такая архитектура могла бы быть создана на основе сочетания и взаимосвязи компетенций различных институтов и организаций, уже существующих на общеевропейском пространстве, включая ОБСЕ, НАТО, ЕС, СНГ, ОДКБ, и при опоре на общность интересов и необходимость все более тесного сотрудничества между Россией, Евросоюзом и США.

Иными словами, необходимо укрепление и претворение в жизнь тех принципов, которые содержатся в документах ОБСЕ, прежде всего в Хельсинкском Заключительном акте и в Римской декларации о создании Совета Россия – НАТО. Это позволило бы сформировать единое поле безопасности на всем евроатлантическом пространстве на основе общего понимания современных реалий, которого не было поначалу.

Мы приветствуем уже внесенные и потенциальные вклады участников общеевропейского процесса в достижение этой цели. Сегодня все мы несем общую ответственность за обеспечение мировой безопасности в ее современном прочтении.

Вступление в силу в ближайшее время Лиссабонского договора наряду с обретением нового качества российско-американских отношений создает новые возможности для развития взаимодействия в Евро-Атлантике, которые не должны быть упущены. На кону – будущее всего нашего региона и его роль во все более сложной и плюралистической международной системе XXI века, в которой, как нам хотелось бы, разнообразие стало бы добавленной стоимостью, фактором стабильности и развития, а не противостояния.»

https://www.mid.ru/web/guest/maps/it/-/

asset_publisher/y8qQ47DsHQYD/content/id/274414

È evidente che anche oggi, nel 2019, i russi vorrebbero attuare, più o meno, ciò che è scritto nel suddetto editoriale e che considerano quindi l’Unione Europea di fondamentale importanza (cioè da sostenere a tutti costi, 1), per arrivare a ciò che nel 2009 chiamarono (incredibilmente!) “Nuovo Ordine Mondiale” (sì, proprio quel “New World Order” di cui parlò George Bush senior in un suo famoso discorso del 1991, 2).

Ma allora sono anch’essi mondialisti? No, è impossibile, visto quello che è successo dalla crisi dell’Ucraina fino ad oggi.

Del resto è impossibile che i russi rinuncino allo Stato (a causa del loro Cristianesimo ortodosso, 3), avendo ereditato il cesaropapismo da Costantinopoli (Mosca è la terza Roma), mentre lo scopo supremo del mondialismo è proprio l’eliminazione dello Stato.

È vero che essi accettarono il comunismo, che è un’altra ideologia antistato (4), ma, come ho scritto in un vecchio post:

«Questo è avvenuto a causa della peculiarità della teoria marx-engelsiana, la quale prevede sì l’eliminazione dello Stato, ma in un indeterminato futuro, ossia in un periodo successivo alla dittatura del proletariato. Nel frattempo c’è appunto una dittatura. Ciò ha sedotto diversi popoli orientali, i quali storicamente sono sempre stati propensi all’autocrazia.» (5)

Stando così le cose, occorre necessariamente concludere che per i russi l’Unione Europea sia ciò che la propaganda mondialista asserisce e non ciò che essa è realmente: il campo di sterminio dei popoli europei, al fine di creare un territorio europeo nel quale lo Stato è sostituito dalla tecnocrazia (i tecnocrati di Bruxelles), il che è l’utopia ottocentesca del Conte Henri de Saint-Simon (6, 7, 8), un territorio europeo da cui partire per estendere tale sostituzione a tutto il mondo, compresa ovviamente la Russia.

Però il Conte Henri de Saint-Simon, profondamente cristiano (6), era a favore del popolo, mentre i mondialisti sono contro il popolo, vogliono eliminare il popolo, attuando un vero e proprio genocidio (9, 10), per mezzo della povertà (l’euro serve proprio a questo!), per mezzo dell’immigrazione di massa dall’Africa e dal Medio Oriente, da cui l’islamizzazione e il meticciato, meticciato a cui inneggia perfino Papa Bergoglio (11), e infine per mezzo della distruzione della famiglia (in modo da ridurre drasticamente le nascite).

Tutto ciò non è affatto capito dai russi, i quali pensano che l’unico problema sia il neocolonialismo e l’imperialismo degli Stati Uniti d’America (12, 13, 14, 15).

Essi non capiscono affatto che gli Stati Uniti d’America (contro la volontà di Donald Trump!) altro non sono che il braccio armato dell’Unione Europea, cioè il braccio armato dell’ideologia mondialista (in inglese ideology of globalism).

Essi confondono l’ideologia mondialista, che è un fenomeno assolutamente nuovo, la cui nascita può essere posta per convenzione nel 1954, l’anno della prima riunione del Bilderberg, e che è un’ideologia antistato (4), con l’imperialismo nazionalista, che è un fenomeno antico quanto il mondo, essendo niente altro che un’espressione del principio hobbesiano della “guerra di tutti contro tutti” (16), principio su cui poi si basa l’intera biologia scientifica moderna, attraverso l’opera di Charles Darwin (17).

Del resto il concetto tipicamente russo di un’Eurasia che si estende da Lisbona a Vladivostok, vedi il suddetto editoriale del 2009, altro non è che puro e semplice imperialismo da parte dei russi.

Quindi i russi, invece di vedere nell’Occidente la realtà, cioè il mondialismo, o meglio il delirio culturale mondialista (che ha un carattere fortemente irrazionale e che infatti è finalizzato al suicidio dei popoli occidentali), vedono nell’Occidente ciò che essi hanno in se stessi: l’imperialismo, la politica di potenza.

Questo totale fraintendimento della realtà da parte dei russi mi sbalordisce.

Ma, a pensarci bene, è solo un caso particolare di etnocentrismo.

——

1) Putin’s Big Dollar Dump Cost Russia $8 Billion in One Year

https://www.bloomberg.com/news/articles/2019-10-15/putin-s-big-dollar-dump-cost-russia-8-billion-in-one-year

2) Il video del famoso discorso di George Bush senior del 1991 può essere scaricato qui:

https://archive.org/details/GeorgeBushSr

.NewWorldOrderLiveSpeechSept111991

3) Ho sognato una gara di chef

https://luigicocola.wordpress.com/2018/05/06/ho-sognato-una-gara-di-chef/

N.B.: scrissi questo post dopo aver riletto attentamente il libro di Daniele dell’Antico Testamento.

4) La teoria unificata delle ideologie antistato

https://luigicocola.wordpress.com/2014/03/20/la-teoria-unificata-delle-ideologie-antistato/

5) Le tre vie delle ideologie antistato

https://luigicocola.wordpress.com/2015/02/12/le-tre-vie-delle-ideologie-antistato/

6) «Henri de Saint-Simon, in full Claude-Henri de Rouvroy, Comte (count) de Saint-Simon, (born Oct. 17, 1760, Paris, Fr.—died May 19, 1825, Paris), French social theorist and one of the chief founders of Christian socialism. In his major work, Nouveau Christianisme (1825), he proclaimed a brotherhood of man that must accompany the scientific organization of industry and society.»

https://www.britannica.com/biography/Henri-de-Saint-Simon

7) «All’estremo opposto l’ideale della fine della società politica e della classe politica che ne trae un abusivo vantaggio è stato predicato da una concezione che oggi si direbbe tecnocratica dello Stato, come quella esposta da Saint-Simon secondo cui nella società industriale ove protagonisti non sono più i guerrieri e i legisti ma diventano gli scienziati e i produttori, non ci sarà più bisogno della «spada di Cesare». Questo ideale tecnocratico peraltro si accompagna in Saint-Simon con una forte ispirazione religiosa (il nouveau christianisme), quasi a suggerire l’idea che questo salto fuori della storia che è la società senza Stato non sia pensabile prescindendo da un’idea messianica.»

Norberto Bobbio, Stato, governo, società, Einaudi, 1995, pag. 124

8) «Inutile che qui io rifaccia la storia della tecnocrazia. Basta ricordarne alcuni principi fondamentali, che poi sono quelli fissati già dal fondatore o inventore: il francese Claude Henri de Rouvroy, conte di Saint-Simon, e poi affinati, adattati, rielaborati in due secoli di sviluppo senza però mai tradire alcuni presupposti irrinunciabili…

…Il mondo va male, perché al governo sono gli uomini della politica, regno appunto dell’incertezza, mentre ne restano fuori quelli che possono contare su un sapere certo e indubitabile: gli industriali, nei quali Saint-Simon comprende tutti coloro che in qualsiasi modo appartengono alla sfera della produzione. Per rimettere le cose a posto in questo mondo così cambiato occorre sostituire le incertezze della politica con le certezze della scienza e della tecnica; occorre che il controllo della società passi dalle mani dei politici a quelle degli industriali.»

Claudio Finzi, Ideologia tecnocratica e globalizzazione, in Agostino Carrino (a cura di), L’Europa e il futuro della politica, Società Libera, 2002, pagg. 235-236

9) Convention on the Prevention and Punishment of the Crime of Genocide

treaties.un.org/pages/ViewDetails.aspx?src=TREATY&mtdsg_no=IV-1&chapter=4&lang=en

10) Convention on the Prevention and Punishment of the Crime of Genocide

«Article I

The Contracting Parties confirm that genocide, whether committed in time of peace or in time of war, is a crime under international law which they undertake to prevent and to punish.

Article II

In the present Convention, genocide means any of the following acts committed with intent to destroy, in whole or in part, a national, ethnical, racial or religious group, as such [il neretto è mio]:
(a) Killing members of the group;
(b) Causing serious bodily or mental harm to members of the group;
(c) Deliberately inflicting on the group conditions of life calculated to bring about its physical destruction in whole or in part [il neretto è mio];
(d) Imposing measures intended to prevent births within the group;
(e) Forcibly transferring children of the group to another group.

Article III

The following acts shall be punishable:
(a) Genocide;
(b) Conspiracy to commit genocide;
(c) Direct and public incitement to commit genocide;
(d) Attempt to commit genocide;
(e) Complicity in genocide.»

United Nations, Treaty Series, vol. 78, p. 280

treaties.un.org/doc/Publication/UNTS/Volume%2078/v78.pdf

11) Anche Papa Francesco parla di meticciato

https://luigicocola.wordpress.com/2019/06/29/anche-papa-francesco-parla-di-meticciato/

12) Western Zero-Sum Geopolitics is a Dead-End

www.strategic-culture.org/news/2019/10/04/western-zero-sum-geopolitics-is-a-dead-end/

13) I russi se ne facciano una ragione: l’Unione Europea crollerà

https://luigicocola.wordpress.com/2019/10/28/i-russi-se-ne-facciano-una-ragione-lunione-europea-crollera/

14) “World at a Crossroads and a System of International Relations for the Future” by Foreign Minister Sergey Lavrov for “Russia in Global Affairs” magazine, September 20, 2019

https://www.mid.ru/ru/foreign_policy/

news/-/asset_publisher/cKNonkJE02Bw

/content/id/3792556?

fbclid=IwAR2A8L5wUhPhqOEsLGz6RSkMIR1yq9PX14KJV2qB02t7

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101_INSTANCE_cKNonkJE02Bw_languageId=en_GB

15) “Il mondo a un bivio e un sistema di relazioni internazionali per il futuro” – Dichiarazione del Ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov per la testata “La Russia negli affari mondiali” del 20 settembre 2019

http://sakeritalia.it/attualita/il-mondo-a-un-bivio-e-un-sistema-di-relazioni-internazionali-per-il-futuro/

16) Dov’è che Hobbes scrisse “bellum omnium contra omnes”?

https://luigicocola.wordpress.com/2019/03/06/dove-che-hobbes-scrisse-bellum-omnium-contra-omnes/

17) Sull’idea errata che l’uguaglianza totale conduca alla pace nel mondo

https://luigicocola.wordpress.com/2019/02/12/sullidea-errata-che-luguaglianza-totale-conduca-alla-pace-nel-mondo/

N.B.: tutti i link sono stati verificati in data odierna.

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Come si fa ad ignorare la volontà del globalismo di eliminare lo Stato?

30 ottobre 2019

L’ideologia mondialista, in inglese “the ideology of globalism” (come la nominò il grande Donald Trump il 25 settembre 2018 all’ONU, 1), ha la volontà – è il suo scopo supremo – di eliminare lo Stato dalla faccia della terra, per instaurare un Nuovo Ordine Mondiale, in inglese New World Order, in cui non ci sono più gli Stati, ciò che David Rockefeller nella sua autobiografia descrisse come “one world“:

«Some even believe we are part of a secret cabal working against the best interests of the United States, characterizing my family and me as “internationalists” and of conspiring with others around the world to build a more integrated global political and economic structure—one world [il neretto è mio], if you will. If that’s the charge, I stand guilty, and I am proud of it.»

David Rockefeller, Memoirs, Random House, 2003, pag. 405

A parte Rockefeller, questo scopo supremo è dichiarato in modo esplicito e ubiquitario, vedi per esempio lo slogan “No Border, No Nation, Stop Deportations!” riportato da Wikipedia in inglese alla voce No Border network (2).

Oppure le parole di Stephen Hawking:

«Insieme, tutti questi problemi ci ricordano che ci troviamo nel momento più pericoloso nella storia dello sviluppo dell’umanità. Possediamo la tecnologia per distruggere il pianeta su cui viviamo, ma non abbiamo ancora sviluppato la capacità di fuggire da questo pianeta. Forse fra qualche secolo avremo creato colonie umane fra le stelle, ma in questo momento abbiamo un solo pianeta, e dobbiamo lavorare insieme per proteggerlo.

Per farlo è necessario abbattere le barriere interne ed esterne alle nazioni, non costruirle [il neretto è mio].» (3, 4)

In inglese:

«Together, they are a reminder that we are at the most dangerous moment in the development of humanity. We now have the technology to destroy the planet on which we live, but have not yet developed the ability to escape it. Perhaps in a few hundred years, we will have established human colonies amid the stars, but right now we only have one planet, and we need to work together to protect it.

To do that, we need to break down, not build up, barriers within and between nations [il neretto è mio].» (4, 5)

Oppure gli sproloqui propagandistici e fraudolenti di Joseph Stiglitz:

«Data l’insistenza di Trump e dei suoi accoliti sul fatto che i confini hanno importanza [il neretto è mio], le imprese ci penseranno due volte mentre costruiscono catene di approvvigionamento globali. La conseguente incertezza scoraggia gli investimenti, in particolare gli investimenti transfrontalieri, che diminuiranno lo slancio di un sistema basato su regole globali. Con meno investimenti nel sistema, i sostenitori di un tale sistema avranno meno incentivi a spingerlo.

Ciò sarà difficile per tutto il mondo. Che piaccia o no, l’umanità rimarrà connessa a livello mondiale, affrontando problemi comuni come il cambiamento climatico e la minaccia del terrorismo. La capacità e l’incentivo a lavorare in modo cooperativo per risolvere questi problemi devono essere rafforzati e non indeboliti.» (6, 7, 8)

In inglese:

«Given the insistence of Trump and his acolytes that borders do matter [il neretto è mio], businesses will think twice as they construct global supply chains. The resulting uncertainty will discourage investment, especially cross-border investment, which will diminish the momentum for a global rules-based system. With less invested in the system, advocates for such a system will have less incentive to push for it.

This will be troublesome for the entire world. Like it or not, humanity will remain globally connected, facing common problems like climate change and the threat of terrorism. The ability and incentive to work cooperatively to solve these problems must be strengthened, not weakened.» (8, 9)

Ignorare le esplicite e ubiquitarie esortazioni a eliminare i confini e quindi gli Stati, non volere né vederle né sentirle, è semplicemente folle, quasi come lo stesso delirio culturale mondialista.

————

1) Donald Trump all’ONU il 25 settembre 2018: “the ideology of globalism”

2) No Border network

https://en.wikipedia.org/wiki/No_Border_network

3) Le élite imparino l’umiltà o il populismo sarà trionfante

https://www.repubblica.it/economia

/2016/12/07/news/le_e_lite_imparino_l_umilta

_o_il_populismo_sara_trionfante-153609352/

4) Le solenni cretinate di Stephen Hawking sul mondialismo

https://luigicocola.wordpress.com/2016/12/17/le-solenni-cretinate-di-stephen-hawking-sul-mondialismo/

5) This is the most dangerous time for our planet

https://www.theguardian.com/commentisfree/2016/dec/01/stephen-hawking-dangerous-time-planet-inequality

6) Lezioni dagli antiglobalisti

https://www.agenziacomunica.net/2017/05/03/lezioni-dagli-antiglobalisti/

7) Lezioni dagli antiglobalisti

http://praxisoggi.blogspot.com/2017/05/lezioni-dagli-antiglobalisti.html

8) Joseph Stiglitz racconta menzogne e fa propaganda mondialista

https://luigicocola.wordpress.com/2017/05/11/joseph-stiglitz-racconta-menzogne-e-fa-propaganda-mondialista/

9) Lessons from the Anti-Globalists

https://www.ips-journal.eu/topics/international-relations/article/show/lessons-from-the-anti-globalists-2016/

N.B.: tutti i link sono stati verificati in data odierna.

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