Posts Tagged ‘il paradosso dell’antropologo forense mondialista’

L’Italia è il paese della politica

28 gennaio 2018

Leggo sul sito pikaia.eu:

Razza e dintorni: la voce unita degli antropologi italiani
Anche gli antropologi italiani intervengono sull’improprio utilizzo del concetto di razza umana

«…Gli antropologi (biologici e culturali) condannano, pertanto, qualsiasi uso strumentale di categorie che sono al tempo stesso prive di fondatezza dal punto di vista genetico e potenzialmente discriminatorie, quali le “razze umane” [il neretto è mio] o le “culture essenzializzate” (ovvero intese come unità definite e rigide), nel discorso scientifico, in quello pubblico e nelle pratiche sociali.

22 gennaio 2018

I Presidenti e i Consigli Direttivi delle seguenti Associazioni e Società Scientifiche:
AAI (Associazione Antropologica Italiana)
SIAC (Società Italiana di Antropologia Culturale)
ANPIA (Associazione Nazionale Professionale Italiana di Antropologia)
ISItA (Istituto Italiano di Antropologia)
SIAA (Società Italiana di Antropologia Applicata)
SIAM (Società Italiana di Antropologia Medica)
SIMBDEA (Società Italiana per la Museografia e i Beni Demoetnoantropologici)»

http://pikaia.eu/razza-e-dintorni-la-voce-unita-degli-antropologi-italiani/

Ebbene, voglio ricordare che, come ho già scritto, la posizione ufficiale dell’UNESCO (United Nations Educational, Scientific and Cultural Organization), di cui l’Italia è uno dei 195 Member States (dal 27 gennaio 1948), è la seguente:

le razze umane esistono.

Vedi infatti qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2018/01/24/per-lunesco-le-razze-umane-esistono-per-lagi-no/

Inoltre ecco cosa afferma la UNESCO Constitution:

«Article I

Purposes and functions

1. The purpose of the Organization is to contribute to peace and security by promoting collaboration among the nations through education, science and culture in order to further universal respect for justice, for the rule of law and for the human rights and fundamental freedoms which are affirmed for the peoples of the world, without distinction of race, sex, language or religion, by the Charter of the United Nations [il neretto è mio].

2. To realize this purpose the Organization will:

(a) Collaborate in the work of advancing the mutual knowledge and understanding of peoples, through all means of mass communication and to that end recommend such international agreements as may be necessary to promote the free flow of ideas by word and image;

(b) Give fresh impulse to popular education and to the spread of culture:

By collaborating with Members, at their request, in the development of educational activities;

By instituting collaboration among the nations to advance the ideal of equality of educational opportunity without regard to race, sex or any distinctions, economic or social [il neretto è mio]…»

http://portal.unesco.org/en/ev.php-URL_ID=15244&URL_DO=DO_TOPIC&URL_SECTION=201.html

Vediamo anche cosa dice la Charter of the United Nations, di cui l’Italia è uno dei 193 Member States (dal 14 dicembre 1955):

«Article 1

The Purposes of the United Nations are:

1. To maintain international peace and security, and to that end: to take effective collective measures for the prevention and removal of threats to the peace, and for the suppression of acts of aggression or other breaches of the peace, and to bring about by peaceful means, and in conformity with the principles of justice and international law, adjustment or settlement of international disputes or situations which might lead to a breach of the peace;
2. To develop friendly relations among nations based on respect for the principle of equal rights and self-determination of peoples, and to take other appropriate measures to strengthen universal peace;
3. To achieve international co-operation in solving international problems of an economic, social, cultural, or humanitarian character, and in promoting and encouraging respect for human rights and for fundamental freedoms for all without distinction as to race, sex, language, or religion [il neretto è mio]; and
4. To be a centre for harmonizing the actions of nations in the attainment of these common ends.»

http://www.un.org/en/sections/un-charter/un-charter-full-text/

Da un punto di vista puramente scientifico, il concetto che le razze umane non esistono è stato sostenuto principalmente dal genetista Richard Lewontin con una sua pubblicazione del 1972, ma la tesi di Lewontin è stata confutata nel 2003 dal genetista Anthony William Fairbank Edwards, più noto come A. W. F. Edwards, con quest’articolo scientifico:

Human genetic diversity: Lewontin’s fallacy

che è scaricabile da Google Scholar:

https://scholar.google.com

Perfino Wikipedia in lingua italiana riporta ciò:

Diversità genetica umana: la fallacia di Lewontin

https://it.wikipedia.org/wiki/Diversit%C3%A0_

genetica_umana:_la_fallacia_di_Lewontin

e anche ovviamente Wikipedia in lingua inglese:

Human Genetic Diversity: Lewontin’s Fallacy

https://en.wikipedia.org/wiki/Human_Genetic

_Diversity:_Lewontin%27s_Fallacy

Dal 2015 A. W. F. Edwards è Fellow of the Royal Society:

https://en.wikipedia.org/wiki/List_of_Fellows

_of_the_Royal_Society_elected_in_2015

Ma evidentemente gli accademici italiani sono all’oscuro di tutto ciò.

È ben noto che l’Italia è uno strano paese.

L’Italia è il paese della politica, come scrisse Goffredo Parise in L’eleganza è frigida.

P.S.: Proprio a proposito degli antropologi, un articolo fondamentale per capire la situazione ridicola in cui il mondialismo ha fatto precipitare la scienza è Forensic anthropology and the concept of race: if races don’t exist, why are forensic anthropologists so good at identifying them? di Norman J. Sauer (1992), anch’esso scaricabile da Google Scholar.

In tale articolo l’autore si dibatte insensatamente e vanamente nella pazzesca contraddizione tra le sue convinzioni ideologiche (ideologiche, non scientifiche!), secondo le quali le razze umane non esistono, e il suo lavoro, consistente proprio nell’identificare la razza (white, black, ecc.) di resti umani, perché ciò è necessario alle indagini di polizia.

Ecco cosa egli arriva a scrivere:

«Physical anthropologists have a problem. While arguably the majority of us feel [il neretto è mio] that human biological races do not exist, the assignment of a race to a set of skeletal remains is a routine part of most forensic anthropology evaluations.»

Potremmo chiamarlo il paradosso dell’antropologo forense mondialista.

Copyright © 2018 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.

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