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Finalmente ho capito di cosa si occupa il giornale della Confindustria

29 aprile 2014

In un precedente post, intitolato Ma voi vi occupate di economia o di qualcosa d’altro?, mi chiedevo di cosa si occupasse veramente il Sole24ore, l’ineffabile giornale della Confindustria, vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2014/02/20/ma-voi-vi-occupate-di-economia-o-di-qualcosa-daltro/

Leggo adesso un articolo pubblicato dal Sole24ore il 20 aprile, Se l’utopia caccia il male della storia, di Bruno Forte:

http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2014-04-20/se-utopia-caccia-male-storia-081112.shtml?uuid=ABSyCYCB

Ma chi è Bruno Forte? Un imprenditore? Un economista? No, “è arcivescovo di Chieti-Vasto”, come riportato alla fine dell’articolo.

Ecco, adesso finalmente ho capito: il Sole24ore si occupa di religione.

Un’ulteriore conferma che l’europeismo, e quindi l’euro, sono un portato dell’ideologia cristiana, tesi che sostengo da tempo, vedi per esempio qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2013/12/26/jacques-sapir-scopre-oggi-che-leuropeismo-e-una-sorta-di-religione/

Così, mentre l’economia italiana è stata distrutta dall’euro e “ben otto famiglie su dieci hanno difficoltà ad andare avanti”, vedi qui:

http://www.borsainside.com/mercati_italiani/50672-crisi-otto-famiglie-su-dieci-hanno-difficolta-ad-andare-avanti/ ,

la Confindustria non sa far altro che pubblicare un articolo dell’arcivescovo di Chieti-Vasto, Bruno Forte.

Leggo da Wikipedia:

“Le numerose opere di Bruno Forte si possono distinguere, secondo il progetto dell’autore stesso, in tre gruppi: la Simbolica della fede, la Dialogica dell’amore e la Poetica della speranza.”

http://it.wikipedia.org/wiki/Bruno_Forte

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Ma voi vi occupate di economia o di qualcosa d’altro?

20 febbraio 2014

Leggo sull’ineffabile giornale della Confindustria, il Sole24ore, l’articolo di ieri di Laura Di Pillo:

Notizie Italia
Confindustria: economia quasi ferma, uscita dalla crisi lentissima

“L’uscita dalla crisi è lenta, anzi«lentissima». Si evidenziano nel primo trimestre dell’anno «segnali di tenuta» ma è urgente agire per evitare altri danni al sistema economico italiano. Lo sottolinea il centro studi di Confindustria nell’analisi mensile, Congiuntura flash. «Avanti adagio, quasi ferma – spiegano gli economisti di viale dell’Astronomia – I duri dati dell’economia italiana, relativi a produzione industriale e occupazione, ribadiscono che la risalita dalla profonda fossa scavata dalla recessione è lentissima ed è contrassegnata anche da scivoloni indietro, anziché dall’atteso graduale consolidamento».”

http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2014-02-19/confindustria-economia-quasi-ferma-uscita-crisi-lentissima-163740.shtml

“atteso graduale consolidamento”???

Ma non lo sapevate che l’euro ha distrutto l’economia italiana?

Ma non lo sapevate che la maggioranza degli italiani non vuole più l’euro?

vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2014/01/05/la-maggioranza-degli-italiani-non-vuole-piu-leuro/

Ma voi vi occupate di economia o di qualcosa d’altro?

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Chi c’è dietro la rivolta dei forconi?

11 dicembre 2013

Mi ero ripromesso di prendermi una pausa e di non scrivere più nulla, per un bel pezzo almeno, ma è difficile rimanere in silenzio quando l’indignazione fa aumentare la pressione arteriosa.

La colpa, in verità, è delle news di Google. O forse mia, che non dovrei leggerle. Fatto sta che mi sono imbattuto, come è accaduto altre volte in passato, in un articolo del Sole24ore, l’ineffabile giornale della Confindustria. Articolo riportato, appunto, dalle news di Google.

L’articolo è il seguente:

Forconi, chi c’è dietro la rivolta? Ecco le cinque ragioni per cui sono scesi in piazza, di Silvia Sperandio:

“Blocchi stradali e ferroviari, assalti urbani, presidi, cortei, volantinaggi. In due giorni, dalle 22 di domenica scorsa, l’Italia si è bloccata a causa della mobilitazione dei «Forconi». Guerriglia urbana a Torino, paralisi dei treni in Liguria, caos a Milano, tensioni in Triveneto e Emilia-Romagna, disagi al Sud, soprattutto in Puglia, Campania e Sicilia. Ma chi c’è dietro questa rivolta di piazza, e quali sono le rivendicazioni portate avanti? Non è facile rispondere [il corsivo è mio]…”

http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2013-12-10/-forconi-chi-c-e-dietro-rivolta-ecco-cinque-ragioni-cui-sono-scesi-piazza-172156.shtml?uuid=ABnBcEj

Non è facile rispondere, afferma il Sole24ore.

Invece è facile come bere un bicchiere d’acqua: “dietro questa rivolta di piazzac‘è, in generale, una classe dirigente incapace e, in particolare, una classe politica che regge valorosamente il confronto con quella che causò la Rivoluzione Francese.

È una classe politica che, con l’euro, sta distruggendo l’Italia e gli italiani.

Ecco svelato l’arcano!

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P.S.: ho letto il commento di un lettore del Sole24ore, il quale, definendosi un liberista convinto, si chiede se i manifestanti vogliano più Stato o meno Stato. Invito chi nutrisse questo dubbio a non confondere fra Stato e statalismo, argomento su cui ho scritto l’anno scorso un post, vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2012/11/07/non-bisogna-confondere-lo-statalismo-con-lo-stato/

Quando si afferma: “Più mercato, meno Stato”, ci si riferisce appunto allo statalismo, non allo Stato.

Per esempio, gli Stati Uniti d’America sono tradizionalmente uno Stato senza statalismo.

Che poi ci sia in Italia un apparato politico sovradimensionato e truffaldino, come lamenta il suddetto lettore, è un’altra cosa ancora e si tratta dell’evidentissimo effetto della corruzione, la quale a sua volta è l’effetto del fallimento dello Stato italiano. In altre parole, la corruzione è dilagante proprio perché in Italia c’è uno Stato cronicamente collassato, uno Stato fallito. Se ci fosse uno Stato degno di questo nome, come accade in tutti gli altri paesi dell’Occidente, la corruzione sarebbe molto minore e l’apparato politico non sarebbe sovradimensionato e truffaldino. Ciò anche in presenza dello statalismo, ossia del welfare state.

Per esempio, in Svezia c’è tradizionalmente un welfare state, ma l’apparato politico non è né sovradimensionato, né truffaldino.

Il nodo della questione è la giustizia: di regola gli uomini non si comportano in modo corretto per pura scelta etica personale, bensì per paura della pena.

Questo concetto risale ad Aristotele ed ha attraversato tutta la storia della filosofia, passando per Hobbes e l’Illuminismo (vedi a questo proposito Nicola Abbagnano, Dizionario di Filosofia, 1971, UTET, pagg. 656-657).

E non ci può essere una giustizia funzionante in uno Stato fallito, perché uno Stato fallito non è in grado di infliggere pene, non è in grado di punire i colpevoli.

Senza una pena (adeguata!) che l’accompagni, una legge è solo un’esortazione o una predica.

Vedi a questo proposito un mio vecchio post:

https://luigicocola.wordpress.com/2012/11/02/e-sbagliato-spiegare-i-difetti-della-societa-italiana-in-termini-di-questione-morale/

Vedi anche qui, dove si parla del collasso cronico dello Stato italiano:

https://luigicocola.wordpress.com/2012/09/30/il-collasso-cronico-dello-stato-italiano-cose-e-perche-esiste/

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I’m not the only one…

21 giugno 2013

Il 15 giugno ho scritto un post piuttosto critico su Obama e internet (e, si badi bene, sono sempre stato filoamericano).

In esso, fra l’altro, ho affermato:

“Ma il punto nodale della situazione non è la legittimità della ragion di Stato, bensì il fatto, evidentissimo, che ormai la posizione di Obama è difensiva. Egli si è chiuso in un fortino. Altro che visione! Altro che sogno!”

https://luigicocola.wordpress.com/2013/06/15/loccidente-sta-cercando-di-suicidarsi-e-obama-si-e-chiuso-in-un-fortino/

Ebbene, non sono il solo ad affermare che Obama manca di visione.

Ecco cosa scrive Vittorio Emanuele Parsi nel suo articolo sul Sole24ore, intitolato Dalla Cina alla Siria Obama vacilla:

“Tornano così ad accendersi le critiche nei confronti del carattere autoritario del presidente e ci si interroga nuovamente sulla qualità della sua leadership, o perlomeno sui suoi risultati, soprattutto in campo internazionale…

…Il quadro che ne esce è quello di un leader debole, confuso, a corto di vision: l’esatto opposto di quanto aveva promesso nel 2008.”

http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2013-06-15/dalla-cina-siria-obama-081329.shtml?uuid=AbDCiC5H

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Le imminenti elezioni italiane e Sofocle

12 febbraio 2013

Appena sveglio, dopo il caffè, leggo, com’è mia abitudine, le news di Google e qui, spesso e volentieri, mi imbatto in un articolo del “Sole24ore”, l’ineffabile giornale della Confindustria, che mi mette di buon’umore, facendomi fare quattro risate.

L’altro ieri era la volta di un articolo di Lina Palmerini, “La «rimonta» di Grillo sul Cavaliere”, nel quale si parla della “tesi” di “Fausto Anderlini sociologo di Bologna, tra i primi ad aver intercettato il grillismo”, tesi “che Roberto Weber, presidente di Swg, condivide”:

“Ma sono soprattutto le ragioni di questo slittamento a destra del voto grillino a impegnare le riflessioni di Anderlini che tira fuori teorie freudiane anche per le urne. «Il popolo di destra, a differenza della sinistra, non elabora i lutti e le sconfitte ma preferisce rimuoverle e riposizionarsi velocemente altrove. Grillo gli consente di fare quest’operazione, un veloce cambio di casacca. Monti, invece, rappresenta esattamente il contrario: ossia, l’eleborazione [sic] del lutto di destra che ammette di aver sbagliato e che ora vuole serietà e rigore. Sono questi i due estremi di chi non sceglierà più il Cavaliere».”

Vorrei commentare che tirare per la giacca Sigmund Freud per le imminenti elezioni italiane è veramente irriverente. Come dice il proverbio: “Scherza coi fanti e lascia stare i santi”.

L’articolo del “Sole24ore”, però, insiste nei paragoni alti:

“Ma alla fine, almeno a Weber, l’appello [di Berlusconi] sembra poco efficace. «Non lo è perché Grillo dice cose di buon senso, anti-sistema, che tutti pensano. In una tragedia greca, il grillismo avrebbe il ruolo del “coro”, una specie di voce della verità mentre Berlusconi ha ormai assunto un’altra veste».”

http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2013-02-10/rimonta-grillo-cavaliere-142658.shtml?uuid=Ab2pU3SH

Quest’ultima immagine, sebbene sia indubbiamente piuttosto altina, mi è piaciuta: le imminenti elezioni italiane come una tragedia greca.

Effettivamente è un paragone azzeccato.

Ma se i grillini fanno “il coro greco”, chi fa il protagonista? Berlusconi o piuttosto Bersani? Chi fa la parte del protagonista dell’«Edipo re»? A me sembra proprio che la faccia Bersani, per il ruolo che la storia, il “fato avverso”, gli ha destinato: rappresentare la sinistra, le speranze salvifiche della sinistra, per poi doverle distruggere (la sinistra e le sue speranze) con la hybris dell’euro.

Leggiamo un passo della voce “Edipo re (Sofocle)” di Wikipedia:

“All’inizio della vicenda Edipo è un re carismatico e amato dal popolo, cui era stato offerto il trono di Tebe perché, rispondendo correttamente all’enigma posto dalla Sfinge, aveva liberato la città da quel terribile mostro. Eppure basta un solo giorno perché questo re al culmine della propria fortuna scopra su di sé la macchia grave ed incancellabile di assassino incestuoso, perdendo in questo modo non solo la stima altrui, ma anche la propria. In questi termini, l’Edipo re tratta dunque della fragilità dell’esperienza umana, che può passare, in breve tempo, dal massimo del carisma alla più abissale delle abiezioni [il corsivo è mio].”

http://it.wikipedia.org/wiki/Edipo_re_%28Sofocle%29

Beh, magari parlare di carisma a proposito di Bersani è un po’ troppo…

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