Posts Tagged ‘imperialismo’

I russi se ne facciano una ragione: l’Unione Europea crollerà

28 ottobre 2019

Come ho già scritto in post precedenti, i russi sbagliano l’interpretazione del mondialismo e di conseguenza sbagliano la strategia per combatterlo (1, 2, 3, 4, 5): essi – incredibilmente – sostengono l’Unione Europea e l’euro.

I russi infatti hanno intrapreso la cosiddetta “dedollarizzazione” (in inglese “de-dollarization”) (6, 7), diminuendo l’uso del dollaro e aumentando quello dell’euro (e in minor misura del yuan) (8), proprio perché erroneamente pensano che il mondialismo in definitiva sia soltanto un mascheramento per giustificare l’aggressione imperialista degli Stati Uniti d’America contro di loro.

In un mio vecchio post del 2016, intitolato Analisi miserevoli III (9), avevo già scritto di questa fallace interpretazione del mondialismo (che non è solo dei russi, anche alcuni italiani la pensano così).

Ecco un passo del mio post del 2016 in cui cito un articolo che espone in modo esemplare tale fallace interpretazione, basata sull’imperialismo.

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«Gli Stati Uniti non sono più una potenza assoluta anche se mantengono il dominio del cielo, del mare e della terra. Per ora. Tuttavia, la supremazia americana si è indebolita, in virtù dell’emergere di nuovi player geopolitici che, almeno a livello regionale, iniziano a tenerle testa. Per un quindicennio, dall’implosione dell’URSS fino ai primi anni del XXI secolo, gli Usa hanno coltivato il sogno dell’impero e lo hanno giustificato con un apparato ideologico di mascheramento chiamato globalizzazione. La globalizzazione, benché si presentasse, teleologicamente, come un destino inevitabile per tutti i popoli che accedevano alla civiltà (economica, finanziaria, politica, culturale e sociale) era la proiezione di questa supremazia occidentale sullo scenario internazionale. La grande narrazione idealistica si è però sfilacciata con il venir meno del sostrato geopolitico sulla quale si basava: la suddetta egemonia americana. Qualcosa resiste ancora di quell’orizzonte mitico ma sono bagliori di illusioni.»

http://www.conflittiestrategie.it/la-previsione-di-brzezinski

http://katehon.com/it/article/america-declino-la-previsione-di-brzezinski

http://it.sputniknews.com/mondo/20160502/2590481/america-usa-declino-brzezinski.html

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(N.B.: tutti e tre i suddetti link sono ancora funzionanti in data 28 ottobre 2019)

Che questa sia un’analisi miserevole del mondialismo – miserevole in modo estremo, una vera e propria negazione della realtà – l’ho spiegato in modo approfondito pochi giorni or sono (10).

Ebbene, i russi se ne facciano una ragione: Matteo Salvini e Giorgia Meloni nelle elezioni in Umbria di ieri, 27 ottobre 2019, non hanno vinto, hanno stravinto («Dopo 50 anni l’Umbria non è più una regione rossa. Il centrodestra ha stravinto le elezioni e per la prima volta dal 1970 la regione non sarà amministrata dalla sinistra», 11).

Ciò significa solo una cosa: che il popolo italiano assolutamente non ne può più delle politiche dell’Unione Europea.

E anche gli altri popoli europei sono sulla via di mandare a quel paese il mondialismo, che è una forma pervertita e oggettivamente malvagia (perché è un genocidio, 3) del sogno utopistico immaginato all’inizio dell’Ottocento dal Conte Henri de Saint-Simon, come ho scritto innumerevoli volte.

L’Unione Europea crollerà.

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1) Western Zero-Sum Geopolitics is a Dead-End

www.strategic-culture.org/news/2019/10/04/western-zero-sum-geopolitics-is-a-dead-end/

2) Uno sguardo ad alcune analisi del mondialismo pubblicate da “Strategic Culture”

https://luigicocola.wordpress.com/2019/10/07/uno-sguardo-ad-alcune-analisi-del-mondialismo-pubblicate-da-strategic-culture/

3) I russi e i cinesi non capiscono affatto cos’è il mondialismo

https://luigicocola.wordpress.com/2019/10/15/i-russi-e-i-cinesi-non-capiscono-affatto-cose-il-mondialismo/

4) Scenari mondiali di fine secolo

https://luigicocola.wordpress.com/2019/10/18/scenari-mondiali-di-fine-secolo/

5) I patrioti italiani non possono contare né su Trump né su Putin

https://luigicocola.wordpress.com/2019/10/22/i-patrioti-italiani-non-possono-contare-ne-su-trump-ne-su-putin/

6) L’euro oggi è pronto al rilancio. Ma le tensioni in Ue rischiano di mandarlo in pezzi

https://www.ilfattoquotidiano.it/2018/12/14/leuro-oggi-e-pronto-al-rilancio-ma-le-tensioni-in-ue-rischiano-di-mandarlo-in-pezzi/4832939/

7) Da Russia e Cina un addio al dollaro

https://it.insideover.com/economia/da-russia-e-cina-un-addio-al-dollaro.html

8) Putin’s Big Dollar Dump Cost Russia $8 Billion in One Year

https://www.bloomberg.com/news/articles/2019-10-15/putin-s-big-dollar-dump-cost-russia-8-billion-in-one-year

9) Analisi miserevoli III

https://luigicocola.wordpress.com/2016/05/03/analisi-miserevoli-iii/

10) Quattro strani difetti delle analisi del mondialismo conformiste e tradizionali

https://luigicocola.wordpress.com/2019/10/25/quattro-strani-difetti-delle-analisi-del-mondialismo-conformiste-e-tradizionali/

11) Elezioni Umbria, trionfa il centrodestra con 20 punti di vantaggio: Tesei presidente. Lega al 36,9%, il Pd tiene il 22,3%, M5s crolla al 7,4%

https://www.ilfattoquotidiano.it/2019/10/28/elezioni-umbria-trionfa-il-centrodestra-con-20-punti-di-vantaggio-tesei-presidente-lega-al-369-il-pd-tiene-il-224-m5s-al-74/5535725/

N.B. tutti i link sono stati verificati in data odierna.

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Quattro strani difetti delle analisi del mondialismo conformiste e tradizionali

25 ottobre 2019

Le analisi del mondialismo (o globalismo) conformiste e tradizionali hanno quattro strani difetti (da puntualizzare che nella mia analisi del mondialismo, di cui ho largamente scritto, tali difetti non sono presenti).

I) Innanzitutto ad esse sfugge il punto nodale della questione, che è l’intenzione dell’élite globalista di eliminare lo Stato, sostituendolo con la tecnocrazia (la tecnocrazia è un concetto inventato da Henri de Saint-Simon all’inizio dell’Ottocento, 1, 2, 3).

Per fare un esempio, quando si interpreta l’ideologia mondialista (che venne nominata da un rivoluzionario Donald Trump all’ONU il 25 settembre 2018: “the ideology of globalism”, 4) come lotta di classe, capitalismo e imperialismo (ciò che costituisce un’interpretazione del mondialismo assai diffusa, 5, 6), il suddetto punto nodale viene completamente oscurato.

È a dir poco strana questa cecità, questo non vedere, o meglio non voler vedere, lo scopo supremo dell’ideologia mondialista, che è quello di eliminare lo Stato, qualunque tipo di Stato (non solo lo Stato-nazione).

La mia Teoria unificata delle ideologie antistato (7) riguarda proprio tale argomento, ma non c’è affatto bisogno di conoscerla per capire lo scopo supremo dell’ideologia mondialista, che è evidente, anzi è dichiarato apertamente, perché voler eliminare i confini degli Stati significa voler eliminare gli Stati stessi, lo capirebbe anche un bambino.

Perché mai si glissa su questo punto nodale, centrale, basilare, evidentissimo, di colossali dimensioni?

II) Alle analisi del mondialismo conformiste e tradizionali sfugge inoltre il ruolo fondamentale di Henri de Saint-Simon, sia nella genesi storica dell’ideologia mondialista, sia nella genesi storica dell’Unione Europea (8, 9).

Coloro che parlano e/o scrivono del mondialismo non conoscono forse la storia della filosofia? Essi non sanno chi inventò il concetto di tecnocrazia, che oggi si è incarnato nei tecnocrati di Bruxelles?

In internet è disponibile gratuitamente e integralmente il testo originale dell’opera di Saint-Simon sull’unificazione politica dell’Europa, scritto nel lontano 1814: De la réorganisation de la société européenne (10).

Anche questo occultamento del ruolo fondamentale di Henri de Saint-Simon nella genesi del mondialismo e dell’Unione Europea è strano, molto strano.

III) Un altro strano difetto delle analisi del mondialismo conformiste e tradizionali è quello di non capire che uno dei principali mezzi usati dall’élite globalista per eliminare gli Stati europei, cioè l’islamizzazione dell’Europa (che è un fatto sotto gli occhi di tutti), porterà inevitabilmente alla restaurazione in Europa dello Stato ad opera degli immigrati islamici e dei loro discendenti, dato che per l’Islam, al contrario del Cristianesimo, l’assenza dello Stato è letteralmente inconcepibile, e inoltre di non capire che ciò è una prova inoppugnabile della mancanza di razionalità del mondialismo (5).

I membri dei think tank di tutto il pianeta cosa fanno invece di prevedere ciò che accadrà alla fine del secolo o giù di lì (11)? Giocano a carte, vanno in palestra, si danno all’alcol, cosa diavolo fanno?

IV) Infine è veramente strano che praticamente nessuno di coloro che parlano e/o scrivono del mondialismo, tranne me (7, 8), metta in relazione tale ideologia col millenarismo o chiliasmo (12).

Eppure è addirittura la Chiesa Cattolica a scrivere nel suo Catechismo della Chiesa Cattolica (la cui pubblicazione in varie lingue è terminata nel 1997) che il comunismo è una forma secolarizzata di millenarismo (13) e quindi è facile estendere ciò al mondialismo, essendo ideologie antistato sia il comunismo che il mondialismo (7, 14).

Ebbene, queste quattro enormi stranezze, che a prima vista sembrano inspiegabili, possono essere facilmente spiegate nel seguente modo: si tratta della volontà di occultare a tutti i costi, perfino a costo della propria autodistruzione, perfino a costo di una guerra nucleare totale, il fatto che la causa del mondialismo è il Cristianesimo e che la natura essenziale di tale religione è quella di essere contro lo Stato (perché è proprio così che il Cristianesimo storicamente nacque).

Non attuare tale occultamento significherebbe per l’Occidente e per la Russia criticare il Cristianesimo o quantomeno l’ethos cristiano (che è seguito ovviamente anche dagli atei e da coloro che si definiscono laici). E quindi si dà la colpa del mondialismo agli ebrei, alla massoneria, alla lotta di classe, al capitalismo, all’imperialismo, all’Illuminismo, alla geopolitica, ecc. ecc., di capro espiatorio in capro espiatorio, arrivando perfino ai satanisti e agli extraterrestri rettiliani.

Certo, i cinesi non hanno niente a che fare col Cristianesimo e potrebbero riconoscere la verità senza problemi di sorta, se non fosse che essi col mondialismo si sono enormemente arricchiti e vogliono continuare a farlo: nel loro caso non è un problema di religione, è un problema di puro e semplice denaro.

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1) «Henri de Saint-Simon, in full Claude-Henri de Rouvroy, Comte (count) de Saint-Simon, (born Oct. 17, 1760, Paris, Fr.—died May 19, 1825, Paris), French social theorist and one of the chief founders of Christian socialism. In his major work, Nouveau Christianisme (1825), he proclaimed a brotherhood of man that must accompany the scientific organization of industry and society.»

https://www.britannica.com/biography/Henri-de-Saint-Simon

2) «All’estremo opposto l’ideale della fine della società politica e della classe politica che ne trae un abusivo vantaggio è stato predicato da una concezione che oggi si direbbe tecnocratica dello Stato, come quella esposta da Saint-Simon secondo cui nella società industriale ove protagonisti non sono più i guerrieri e i legisti ma diventano gli scienziati e i produttori, non ci sarà più bisogno della «spada di Cesare». Questo ideale tecnocratico peraltro si accompagna in Saint-Simon con una forte ispirazione religiosa (il nouveau christianisme), quasi a suggerire l’idea che questo salto fuori della storia che è la società senza Stato non sia pensabile prescindendo da un’idea messianica.»

Norberto Bobbio, Stato, governo, società, Einaudi, 1995, pag. 124

3) «Inutile che qui io rifaccia la storia della tecnocrazia. Basta ricordarne alcuni principi fondamentali, che poi sono quelli fissati già dal fondatore o inventore: il francese Claude Henri de Rouvroy, conte di Saint-Simon, e poi affinati, adattati, rielaborati in due secoli di sviluppo senza però mai tradire alcuni presupposti irrinunciabili…

…Il mondo va male, perché al governo sono gli uomini della politica, regno appunto dell’incertezza, mentre ne restano fuori quelli che possono contare su un sapere certo e indubitabile: gli industriali, nei quali Saint-Simon comprende tutti coloro che in qualsiasi modo appartengono alla sfera della produzione. Per rimettere le cose a posto in questo mondo così cambiato occorre sostituire le incertezze della politica con le certezze della scienza e della tecnica; occorre che il controllo della società passi dalle mani dei politici a quelle degli industriali.»

Claudio Finzi, Ideologia tecnocratica e globalizzazione, in Agostino Carrino (a cura di), L’Europa e il futuro della politica, Società Libera, 2002, pagg. 235-236

4) Donald Trump all’ONU il 25 settembre 2018: “the ideology of globalism”

5) Uno sguardo ad alcune analisi del mondialismo pubblicate da “Strategic Culture”

https://luigicocola.wordpress.com/2019/10/07/uno-sguardo-ad-alcune-analisi-del-mondialismo-pubblicate-da-strategic-culture/

6) I russi e i cinesi non capiscono affatto cos’è il mondialismo

https://luigicocola.wordpress.com/2019/10/15/i-russi-e-i-cinesi-non-capiscono-affatto-cose-il-mondialismo/

7) Luigi Cocola, La teoria unificata delle ideologie antistato e altri discorsi politici, 6° ed., lulu.com, 2018

8) Le tappe principali della genesi storica del mondialismo

https://luigicocola.wordpress.com/2018/07/28/le-tappe-principali-della-genesi-storica-del-mondialismo/

9) Perché si censura il ruolo di Henri de Saint-Simon nella genesi storica del mondialismo e dell’Unione Europea?

https://luigicocola.wordpress.com/2018/11/13/perche-si-censura-il-ruolo-di-henri-de-saint-simon-nella-genesi-storica-del-mondialismo-e-dellunione-europea/

10) Henri de Saint-Simon, De la réorganisation de la société européenne, Paris, 1814

http://gallica.bnf.fr/ark:/12148/bpt6k10497526/f7.image

11) Scenari mondiali di fine secolo

https://luigicocola.wordpress.com/2019/10/18/scenari-mondiali-di-fine-secolo/

12) «Millennialism, also called millenarianism or chiliasm, the belief, expressed in the book of Revelation to John, the last book of the New Testament, that Christ will establish a 1,000-year reign of the saints on earth (the millennium) before the Last Judgment.»

https://www.britannica.com/topic/millennialism

13) Dal Catechismo della Chiesa Cattolica (in italiano):

«676 Questa impostura anti-cristica si delinea già nel mondo ogniqualvolta si pretende di realizzare nella storia la speranza messianica che non può essere portata a compimento se non al di là di essa, attraverso il giudizio escatologico; anche sotto la sua forma mitigata, la Chiesa ha rigettato questa falsificazione del regno futuro sotto il nome di millenarismo, 640 soprattutto sotto la forma politica di un messianismo secolarizzato « intrinsecamente perverso ». 641»

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«(640) Cf Sant’Offizio, Decretum de millenarismo (19 luglio 1944): DS 3839.

(641) Cf Pio XI, Lett. enc. Divini Redemptoris (19 marzo 1937): AAS 29 (1937) 65-106, che condanna « il falso misticismo » di questa « contraffazione della redenzione degli umili » (p. 69); Concilio Vaticano II, Cost. past. Gaudium et spes, 20-21: AAS 58 (1966) 1040-1042.»

http://www.vatican.va/archive/catechism_it/p1s2c2a7_it.htm

In inglese:

«676 The Antichrist’s deception already begins to take shape in the world every time the claim is made to realize within history that messianic hope which can only be realized beyond history through the eschatological judgement. the Church has rejected even modified forms of this falsification of the kingdom to come under the name of millenarianism,576 especially the “intrinsically perverse” political form of a secular messianism.577»

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«576 Cf. DS 3839.

577 Pius XI, Divini Redemptoris, condemning the “false mysticism” of this “counterfeit of the redemption of the lowly”; cf. GS 20-21.»

http://www.vatican.va/archive/ENG0015/__P1V.HTM

In francese:

«676 Cette imposture antichristique se dessine déjà dans le monde chaque fois que l’on prétend accomplir dans l’histoire l’espérance messianique qui ne peut s’achever qu’au-delà d’elle à travers le jugement eschatologique : même sous sa forme mitigée, l’Église a rejeté cette falsification du Royaume à venir sous le nom de millénarisme (cf. DS 3839), surtout sous la forme politique d’un messianisme sécularisé, ” intrinsèquement perverse ” (cf. Pie XI, enc. ” Divini Redemptoris ” condamnant le ” faux mysticisme ” de cette ” contrefaçon de la rédemption des humbles ” ; GS 20-21).»

http://www.vatican.va/archive/FRA0013/__P1R.HTM

14) «E se lo Stato fosse un male e per di più non necessario? La risposta affermativa a questa domanda ha dato vita alle varie teorie della fine dello Stato. Occorre premettere che in tutte queste teorie lo Stato è inteso sempre come il detentore del monopolio della forza e quindi come la potenza che, unica su un determinato territorio, ha i mezzi per costringere i reprobi e i recalcitranti anche ricorrendo in ultima istanza alla coazione. Pertanto fine dello Stato vuol dire nascita di una società che può sopravvivere e prosperare senza bisogno di un apparato di coercizione…

…La più popolare delle teorie che sostengono l’attuabilità o addirittura l’avvento necessario di una società senza Stato è quella marxiana o per meglio dire engelsiana…

…La teoria marx-engelsiana della fine dello Stato è certamente la più popolare ma non è la sola.»

Norberto Bobbio, op. cit., pagg. 122-123

N.B.: tutti i link sono stati verificati in data odierna.

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I russi e i cinesi non capiscono affatto cos’è il mondialismo

15 ottobre 2019

Pensando e ripensando a tutta la faccenda, mi è ormai chiaro, dolorosamente chiaro, che i russi e i cinesi non capiscono affatto cos’è il mondialismo (dal francese mondialisme) o globalismo (dall’inglese globalism): essi lo interpretano erroneamente mediante i tradizionali concetti marxisti di lotta di classe, capitalismo, imperialismo, ecc. ecc.

Come del resto molti fanno anche in Italia, basti pensare a Diego Fusaro.

Le conseguenze di tale mancata comprensione sono gravissime.

Infatti i russi e i cinesi stanno cercando di dedollarizzare l’economia mondiale (e sono in particolar modo i russi a cercare di sostituire il dollaro con l’euro) (1, 2), proprio perché essi pensano al mondialismo in termini di capitalismo e imperialismo e quindi pensano che la testa del serpente mondialista sia gli Stati Uniti d’America, dato che sono gli Stati Uniti d’America ad avere il capitalismo e le forze armate più forti e potenti del mondo.

Invece la testa del serpente mondialista è l’Europa, dove praticamente tutti i Re e le Regine delle monarchie europee (a cominciare dalla Regina Elizabeth II, come ella stessa ha dichiarato pubblicamente nel 2018, 3) e tutti i capi religiosi europei (a cominciare da Papa Bergoglio, come è notorio) sono adepti del mondialismo, cioè sono adepti di una forma pervertita e malvagia, oggettivamente malvagia (essa vuole attuare la distruzione fisica di gruppi nazionali, cioè un “crime of genocide“, 4, 5), di quell’ideologia antistato che fu creata all’inizio dell’Ottocento dal Conte Henri de Saint-Simon, come ho scritto innumerevoli volte.

In altre parole, la strategia dei russi e dei cinesi per combattere il mondialismo è sbagliata ed è sbagliata perché è sbagliata la loro interpretazione del mondialismo.

Il modo corretto, efficace e rapido per sconfiggere il mondialismo è quello di far crollare l’Unione Europea, che è la punta di diamante del mondialismo, il work in progress più avanzato del mondialismo.

È proprio partendo dall’Europa che i deliranti mondialisti vogliono iniziare a realizzare il loro irrealizzabile progetto di instaurare in tutto il mondo un Nuovo Ordine Mondiale nel quale la tecnocrazia (che è un concetto inventato da Saint-Simon) dovrebbe, secondo il loro delirio culturale (6), sostituire lo Stato.

In sintesi: crollata l’Unione Europea, crollato il mondialismo (quel mondialismo che ha creato la crisi dell’Ucraina e la crisi di Hong Kong).

Invece i russi e i cinesi cosa fanno? Utilizzano l’euro per la dedollarizzazione e quindi rafforzano l’Unione Europea!

Che disastro!

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1) Da Russia e Cina un addio al dollaro

https://it.insideover.com/economia/da-russia-e-cina-un-addio-al-dollaro.html

2) Putin’s Big Dollar Dump Cost Russia $8 Billion in One Year

https://www.bloomberg.com/news/articles/2019-10-15/putin-s-big-dollar-dump-cost-russia-8-billion-in-one-year

3) Non capire nulla di quello che sta succedendo tra Inghilterra e Russia

https://luigicocola.wordpress.com/2018/11/28/non-capire-nulla-di-quello-che-sta-succedendo-tra-inghilterra-e-russia/

4) Convention on the Prevention and Punishment of the Crime of Genocide

treaties.un.org/pages/ViewDetails.aspx?src=TREATY&mtdsg_no=IV-1&chapter=4&lang=en

5) Convention on the Prevention and Punishment of the Crime of Genocide

«Article I

The Contracting Parties confirm that genocide, whether committed in time of peace or in time of war, is a crime under international law which they undertake to prevent and to punish.

Article II

In the present Convention, genocide means any of the following acts committed with intent to destroy, in whole or in part, a national, ethnical, racial or religious group, as such [il neretto è mio]:
(a) Killing members of the group;
(b) Causing serious bodily or mental harm to members of the group;
(c) Deliberately inflicting on the group conditions of life calculated to bring about its physical destruction in whole or in part [il neretto è mio];
(d) Imposing measures intended to prevent births within the group;
(e) Forcibly transferring children of the group to another group.

Article III

The following acts shall be punishable:
(a) Genocide;
(b) Conspiracy to commit genocide;
(c) Direct and public incitement to commit genocide;
(d) Attempt to commit genocide;
(e) Complicity in genocide.»

United Nations, Treaty Series, vol. 78, p. 280

treaties.un.org/doc/Publication/UNTS/Volume%2078/v78.pdf

6) Luigi Cocola, Il mondialismo è un delirio culturale, 2° ed., lulu.com, 2018

Copyright © 2019 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.

 


 

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Uno sguardo ad alcune analisi del mondialismo pubblicate da “Strategic Culture”

7 ottobre 2019

Mentre “ZeroHedge” è certamente il mio sito di informazione preferito tra quelli in lingua inglese, spesso ne leggo anche altri, fra i quali uno dei più rimarchevoli è “Strategic Culture“.

Ecco cosa “Strategic Culture” dice di se stesso:

“Strategic Culture Foundation provides a platform for exclusive analysis, research and policy comment on Eurasian and global affairs.”

www.strategic-culture.org/about/

Ebbene, vorrei menzionare due articoli presenti sulla home page di questo sito il 5 ottobre 2019:

Western Zero-Sum Geopolitics is a Dead-End

editoriale anonimo (4 ottobre 2019)

www.strategic-culture.org/news/2019/10/04/western-zero-sum-geopolitics-is-a-dead-end/

Culture Wars, Foreign Policy Wars – When They Meet, They Clash

di Alastair Crooke (30 settembre 2019)

www.strategic-culture.org/news/2019/09/30/culture-wars-foreign-policy-wars-when-they-meet-they-clash/

e anche un terzo articolo visibile alla stessa data nelle pagine interne:

The War Against Globalism

di Philip Giraldi (13 dicembre 2018)

www.strategic-culture.org/news/2018/12/13/war-against-globalism/

In tutti e tre questi articoli viene esposta la causa, secondo i rispettivi autori, di ciò che nel 2018 Donald Trump giustamente chiamò “the ideology of globalism” (ma che in questi articoli viene chiamato in vario modo, cosa che qui non mi interessa):

nel primo articolo la causa sarebbe il capitalismo e l’imperialismo (“US corporate capitalism and its militarist machine”),

nel secondo articolo la causa sarebbe l’Illuminismo e la Ragione (“the Enlightenment ideal of ‘incontrovertible’ reason”),

nel terzo articolo la causa sarebbe la lotta di classe (“There have been windows in history when the people have had enough abuse and so rise up in revolt. The American and French revolutions come to mind as does 1848. Perhaps we are experiencing something like that at the present time, a revolt against the pressure to conform to globalist values that have been embraced to their benefit by the elites and the establishment in much of the world. It could well become a hard fought and sometimes bloody conflict but its outcome will shape the next century. Will the people really have power in the increasingly globalized world or will it be the 1% with its government and media backing that emerges triumphant?”).

Ebbene, queste tre spiegazioni del globalismo (dall’inglese “globalism”), detto anche mondialismo (dal francese “mondialisme”), sono clamorosamente sbagliate ed è facilissimo dimostrarlo.

Tutte e tre infatti presuppongono la razionalità del globalismo, mentre è evidente che il mondialismo è contro la Ragione, perché uno dei mezzi principali che questa ideologia usa per conseguire il suo scopo supremo, cioè eliminare lo Stato, sostituendolo con la tecnocrazia (che era l’utopia ottocentesca di Henri de Saint-Simon), consiste nell’islamizzazione dell’Europa prima e dell’intero Occidente poi.

L’Islam però non concepisce minimamente l’assenza dello Stato: il risultato di questa islamizzazione sarà inevitabilmente la restaurazione dello Stato in Europa e nell’Occidente per opera degli immigrati islamici e dei loro discendenti, quando essi diventeranno maggioranza (e ciò non accadrà in un futuro remoto, a causa del loro notevolissimo tasso di natalità).

Tale inevitabile risultato non è stato previsto solo da me, ma anche da Renaud Camus, il quale purtroppo, a differenza di me, si ferma qui nella sua analisi, mentre la mia analisi del mondialismo spiega esaurientemente e razionalmente perché il mondialismo vuole eliminare lo Stato e perché esso è contro la Ragione: perché è un delirio culturale causato da un potentissimo e letale meme egoista (cfr. la teoria dei memi di Richard Dawkins), che fu creato dai primi cristiani durante la persecuzione di Domiziano e inserito nell’Apocalisse di Giovanni, l’ultimo libro del Nuovo Testamento, e che consiste nella prescrizione di eliminare lo Stato. Lo Stato infatti, nella narrazione di tale libro, verrà sostituito dal Regno di Cristo, che, nonostante si chiami “Regno”, non è uno Stato, ma bensì è una condizione di perfezione trascendente, avendo il Messia cristiano, a differenza di quello ebraico, sia natura umana che natura divina. È proprio questa condizione di perfezione trascendente ciò a cui anelano Greta Thunberg, il Primate della Chiesa di Svezia, l’Arcivescovo Antje Jackelén, il Primate of All England, l’Arcivescovo Justin Welby, il capo della Chiesa Cattolica, Papa Bergoglio, e tutti gli altri globalisti.

Il suddetto meme, che ovviamente all’inizio non era egoista (era al contrario perfettamente rispondente alla necessità dei primi cristiani di far crollare lo Stato romano che li voleva eliminare), ebbe un enorme successo e distrusse l’Impero romano d’Occidente (i barbari, come è ben noto agli storici, erano numericamente troppo pochi per essere la vera causa di ciò). Dopodiché esso divenne un meme egoista, cioè non scomparve dopo aver assolto la sua funzione, ma rimase nell’inconscio collettivo dei popoli occidentali, scorrendo sotterraneamente come un fiume carsico e riaffiorando ogni tanto, come per esempio nel delirio culturale dei Taboriti boemi del 1420, per poi riemergere impetuosamente nell’Ottocento, in forma secolarizzata, con Henri de Saint-Simon (sansimonismo), con Pierre-Joseph Proudhon (anarchismo) e con la coppia costituita da Karl Marx e Friedrich Engels (comunismo), i creatori delle ideologie antistato di tipo filosofico (cfr. la mia Teoria unificata delle ideologie antistato).

Il mondialismo, nato nel Novecento, altro non è che un pervertimento del sansimonismo, perché Saint-Simon era a favore del popolo, mentre i mondialisti sono contro il popolo: in effetti essi vogliono distruggerlo, eliminarlo dalla faccia della terra, perché questa è la via che hanno scelto per far scomparire lo Stato e per instaurare così il Nuovo Ordine Mondiale, la versione secolarizzata del Regno di Cristo sulla terra.

È clamoroso che le spiegazioni oggi in voga del mondialismo siano palesemente errate, mentre la mia spiegazione del mondialismo, che è esauriente e che non ha falle logiche, sia misconosciuta e ignorata.

Copyright © 2019 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.

 


 

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Da 65 anni l’élite occidentale ha subito un’orrida mutazione

1 Mag 2019

Infatti dal 1954, l’anno della prima riunione del Bilderberg, che fu attuata principalmente ad opera di David Rockefeller e del Principe Bernhard dei Paesi Bassi (il marito della Regina Juliana dei Paesi Bassi e “the son of Prince Bernhard Casimir and nephew of Leopold IV, the last reigning prince of Lippe-Biesterfeld”, 1), l’élite occidentale è diventata contraria allo Stato, vale a dire, in parole comprensibili a tutti, è diventata anarchica.

Ed essa vuole eliminare gli Stati, distruggendo i popoli corrispondenti mediante la povertà, l’islamizzazione, il meticciato e la distruzione della famiglia (2, 3, 4).

È il mondo alla rovescia: il Re è un anarchico e, per eliminare lo Stato, vuole uccidere i suoi sudditi sovranisti.

Perfino la Chiesa di Roma, con l’elezione di Papa Francesco nel 2013, ha finito per subire questa orrida mutazione, che prende il nome di mondialismo (o globalismo, in inglese globalism, in francese mondialisme).

Ne ho mostrato più volte l’origine storica, che risiede nell’Apocalisse di Giovanni, l’ultimo libro del Nuovo Testamento: il mondialismo è una degenerazione del Cristianesimo (5, 6).

Questo è il reale stato delle cose, ma nessuno vuole dirlo, anzi nessuno vuole nemmeno arrivare a pensarlo, e vigliaccamente si cercano capri espiatori, in un impressionante crescendo di idiozie: gli ebrei, la massoneria, l’Illuminismo, il capitalismo, l’imperialismo, la geopolitica, lo gnosticismo, ecc. ecc., fino ad arrivare ai satanisti e agli alieni rettiliani.

————-

1) Bernhard, prince of the Netherlands, prince of Lippe-Biesterfeld

https://www.britannica.com/biography/Bernhard-prince-of-the-Netherlands-prince-of-Lippe-Biesterfeld

2) I mezzi adoperati dai globalisti per distruggere gli Stati

https://luigicocola.wordpress.com/2018/09/12/i-mezzi-adoperati-dai-globalisti-per-distruggere-gli-stati/

3) Questa è la terribile verità, che vi piaccia o meno

https://luigicocola.wordpress.com/2018/08/23/questa-e-la-terribile-verita-che-vi-piaccia-o-meno/

4) Dire mondialismo vuol dire genocidio

https://luigicocola.wordpress.com/2018/08/26/dire-mondialismo-vuol-dire-genocidio/

5) Le tappe principali della genesi storica del mondialismo

https://luigicocola.wordpress.com/2018/07/28/le-tappe-principali-della-genesi-storica-del-mondialismo/

6) Il mondialismo è una degenerazione del Cristianesimo

https://luigicocola.wordpress.com/2019/01/28/il-mondialismo-e-una-degenerazione-del-cristianesimo/

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Tre esempi di analisi sbagliate della situazione politica mondiale

18 aprile 2018

Nel post precedente, intitolato Il mondialismo, George Soros e le analisi sbagliate della situazione politica mondiale, ho affermato che coloro che fanno analisi critiche dell’attuale situazione politica mondiale, pur non essendo mondialisti e non facendo parte della propaganda mondialista (dato che esprimono forti critiche), in genere sbagliano tali analisi:

https://luigicocola.wordpress.com/2018/04/16/il-mondialismo-george-soros-e-le-analisi-sbagliate-della-situazione-politica-mondiale/

Infatti, come ho mostrato in dettaglio nel post suddetto, l’attuale situazione politica mondiale è perfettamente e completamente spiegabile leggendo ciò che scrive e ciò che dice nelle interviste George Soros, che è uno dei principali e dei più famosi promotori odierni del mondialismo.

L’attuale situazione politica mondiale non è niente altro che il programma politico di Soros, l’agenda politica di Soros. E dire Soros non vuol dire niente altro che mondialismo.

Come mai analisti politici non appartenenti alla classe della propaganda mondialista parlano d’altro? Essi infatti non parlano né di George Soros, né dell’ideologia mondialista.

O forse essi fanno in realtà parte della propaganda mondialista? Al punto in cui siamo arrivati è lecito pensare anche questo.

Farò tre recentissimi esempi.

1) l’articolo di Aidan O’Brien intitolato Mi piace al mattino l’odore dell’Impero in disfacimento (titolo originale inglese I Love the Smell of Imperial Meltdown in the Morning):

«Gore Vidal preferiva il caos all’ordine. Con la sua saggezza riteneva che le forze centrifughe creassero delle fratture e degli spazi in cui la libertà riusciva a fornicare.
Visto come stanno le cose, questo è quanto di meglio possiamo sperare. Potremmo però anche accontentarci di ciò che accade intorno a noi. Perchè l’ingannevole complotto della gang anglo-americana, che ha colmato gli ultimi 200 anni di imperialismo liberale, sta perdendo colpi. La grande illusione si sta disfacendo.
Anche la grande scacchiera non è nella migliore delle condizioni. La strategia anglo-americana per il controllo dell’Eurasia è stata fatta a pezzi dagli Euroasiatici. Il nonno dell’ISIS, Zbigniew Brzezinski, probabilmente si sta rotolando nella tomba. Secondo lui, la geopolitica era solo egemonia. E questa è una cosa che, al momento, nessuno possiede, meno di tutti gli Anglo-Americani…

…All’epoca, gli scopi del liberalismo venivano tenuti segreti, ma ora sono cosa nota (almeno al di fuori dei media ufficiali). Al primo posto c’è sempre stata l’Anglo-America ed il (suo) potere finanziario, Trump lo ha chiarito oggi nel modo più assoluto. E’ da molto che gli Anglo-Americani hanno tagliato i loro legami ideologici con il mondo (ammesso che, in primo luogo, ne avessero avuto qualcuno)…

…Gli Anglo-Americani oggi sono assolutamente inutili. L’Impero è vuoto. Negli ultimi vent’anni la sua autorità globale è scemata rapidamente. Prega con le mani che grondano sangue. I suoi sermoni sono bugie. E il suo prezioso denaro, solo carta straccia. Il suo Nuovo Ordine è nel caos. E per questo motivo il mondo è migliore.
Alla fine il mondo libero sta emergendo.»

https://comedonchisciotte.org/mi-piace-al-mattino-lodore-dellimpero-in-disfacimento/

Nell’originale inglese:

«Gore Vidal preferred chaos to order. According to his wisdom centrifugal forces create gaps and spaces in which freedom can fornicate.

As things stand that’s probably the best we can hope for. Indeed we might as well embrace what’s happening all around us. Because the Anglo-American gang that filled the last 200 years with liberal imperialism is losing the mendacious plot. The grand illusion is falling apart.

The grand chessboard isn’t in the best of shape either. The Anglo-American game plan to dominate Euro-Asia is being ripped apart by the Euro-Asians. The grandfather of ISIS – Zbigniew Brzezinski – must be rolling in his grave. According to him geopolitics is all about hegemony. And that’s something no one possesses at the moment – least of all the Anglo-Americans…

…The intention of liberalism was top secret back then but is common knowledge now (outside the mainstream media, that is). It has always been Anglo-America and financial wealth first – Trump makes it crystal clear today. The Anglo-Americans severed their ideological links to the world a long time ago – if they were ever there in the first place…

…The Anglo-Americans are very much redundant today. The Empire is empty. Its authority in every way has shrank rapidly in the last two decades. It preaches with blood on its hands. Its lectures are lies. And its precious money is nothing but paper. Its New World Order is in chaos. And the world is better because of it. Finally the free world is emerging.»

https://www.counterpunch.org/2018/04/13/i-love-the-smell-of-imperial-meltdown-in-the-morning/

Aidan O’Brien crede che il problema sia l’imperialismo degli Anglo-Americani e il liberalismo, cioè la democrazia liberale.

Egli non ha compreso che lo scopo supremo del mondialismo è l’eliminazione dello Stato, ciò che George Soros chiama “global open society”, in italiano “società aperta globale”, e che tale scopo non è made in USA, ma bensì è made in Europe.

Ho scritto infatti in un precedente post:

«…chi ha ideato, voluto e attuato il mondialismo: il Conte Henri de Saint-Simon (1760-1825), il Conte Richard Coudenhove-Kalergi (1894-1972), il marito della Regina Juliana dei Paesi Bassi, cioè il Principe Bernhard dei Paesi Bassi (1911-2004), il capitalista David Rockefeller (1915-2017)»

https://luigicocola.wordpress.com/2018/02/10/luci-e-ombre-del-pensiero-di-renaud-camus-sul-mondialismo/

2) l’articolo di Nafeez Ahmed intitolato Documento dell’esercito: la strategia statunitense per ‘detronizzare’ Putin in rapporto agli oleodotti potrebbe provocare la Terza Guerra Mondiale (titolo originale inglese Army document: US strategy to ‘dethrone’ Putin for oil pipelines might provoke WW3 – Senior DIA, Air Force and Army officials admit that NATO expansionism and US covert interference in Russian internal politics may trigger “next global conflict”):

«Funzionari senior della DIA (n.d.T. Defense Intelligence Agency), dell’Aeronautica Militare e dell’Esercito ammettono che l’espansionismo della NATO e le interferenze occulte degli Stati Uniti nella politica interna russa possono innescare il “prossimo conflitto globale”

Un documento dell’esercito americano riconosce i veri interessi che determinano la strategia militare statunitense nei confronti della Russia: dominare i tracciati degli oleodotti, accedere alle vaste risorse naturali dell’Asia centrale e rafforzare l’espansione del capitalismo americano in tutto il mondo…

…Uno studio condotto dall’US Army’s Command and General Staff College Press del Combined Arms Center, presso Fort Leavenworth, rivela che la strategia statunitense nei confronti della Russia è stata fortemente motivata dall’obiettivo di dominare le risorse petrolifere e del gas dell’Asia centrale e i relativi tracciati delle condutture…

…Vaste riserve di petrolio e gas naturale all’interno e intorno al Mar Caspio erano la principale fonte di interesse iniziale degli Stati Uniti nella zona. Tale interesse potrebbe fornire le basi per legami più stretti tra gli Stati Uniti e gli Stati del territorio, con gli Stati Uniti che forniscono protezione per garantire la stabilità regionale e l’indipendenza politica dei Paesi litoranei. (pag. 8)

L’intervento umanitario e le operazioni militari di mantenimento della pace nella regione, quindi, hanno sempre avuto secondi fini geostrategici più ampi, relativi alla “protezione” dell’accesso degli Stati Uniti al petrolio e al gas del Caspio…

…La promozione della “democrazia” chiaramente non significa “democrazia” nel vero senso della parola, significa semplicemente un allineamento geopolitico alla NATO, ostilità verso la Russia e un’apertura dell’economia agli investitori stranieri statunitensi e occidentali, i diritti umani calpestati.»

https://comedonchisciotte.org/documento-dellesercito-la-strategia-statunitense-per-detronizzare-putin-in-rapporto-agli-oleodotti-potrebbe-provocare-la-terza-guerra-mondiale/

Nell’originale inglese:

«A US Army document concedes the real interests driving US military strategy toward Russia: dominating oil pipeline routes, accessing the vast natural resources of Central Asia, and enforcing the expansion of American capitalism worldwide…

…A study by the US Army’s Command and General Staff College Press of the Combined Arms Center at Fort Leavenworth reveals that US strategy toward Russia has been heavily motivated by the goal of dominating Central Asian oil and gas resources, and associated pipeline routes…

…“Vast reserves of oil and natural gas in and around the Caspian Sea were the primary source of the US’s initial interest in the region. That interest could provide the foundation for stronger ties between the US and regional states, with the US providing protection to ensure regional stability and the political independence of the littoral countries.” (p. 8)

Humanitarian intervention and military peacekeeping operations in the region, then, have always had a broader geostrategic agenda related to the “protection” of US access to Caspian oil and gas…

…‘Democracy’ promotion clearly does not mean actual ‘democracy’ — it simply means a geopolitical alignment with NATO, hostility toward Russia, and an opening up of the economy to US and Western foreign investors, human rights be damned.»

http://medium.com/insurge-intelligence/army-study-us-strategy-to-dethrone-putin-for-oil-pipelines-might-provoke-ww3-9b1d9dbe6be9

È evidente che Nafeez Ahmed crede che il problema sia quello della lotta per il possesso delle risorse petrolifere.

3) il video della recentissima intervista di Claudio Messora a Paolo Sensini, intitolata SIRIA, TUTTE BALLE?:

Come si può notare, anche Paolo Sensini, pur dicendo molte cose condivisibili, parla di petrolio (“pipeline”) e non di ideologia mondialista.

Copyright © 2018 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.

Analisi miserevoli III

3 Mag 2016

Leggo su Conflitti e Strategie, pubblicato anche da Sputnik, un recente articolo di Gianni Petrosillo (del 22/04/2016), intitolato La previsione di Brzezinski:

«Gli Stati Uniti non sono più una potenza assoluta anche se mantengono il dominio del cielo, del mare e della terra. Per ora. Tuttavia, la supremazia americana si è indebolita, in virtù dell’emergere di nuovi player geopolitici che, almeno a livello regionale, iniziano a tenerle testa. Per un quindicennio, dall’implosione dell’URSS fino ai primi anni del XXI secolo, gli Usa hanno coltivato il sogno dell’impero e lo hanno giustificato con un apparato ideologico di mascheramento chiamato globalizzazione. La globalizzazione, benché si presentasse, teleologicamente, come un destino inevitabile per tutti i popoli che accedevano alla civiltà (economica, finanziaria, politica, culturale e sociale) era la proiezione di questa supremazia occidentale sullo scenario internazionale. La grande narrazione idealistica si è però sfilacciata con il venir meno del sostrato geopolitico sulla quale si basava: la suddetta egemonia americana. Qualcosa resiste ancora di quell’orizzonte mitico ma sono bagliori di illusioni.»

http://www.conflittiestrategie.it/la-previsione-di-brzezinski

http://katehon.com/it/article/america-declino-la-previsione-di-brzezinski

http://it.sputniknews.com/mondo/20160502/2590481/america-usa-declino-brzezinski.html

Che la globalizzazione (o mondializzazione) non esista affatto e che sia in realtà una frode della propaganda mondialista (frode di cui molti si sono fatti portavoce, p.e. Alain de Benoist) lo scrivo da tempo, vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2016/04/12/il-cicap-luaar-la-propaganda-mondialista-la-ragione-e-i-soldi/

e qui:

https://luigicocola.wordpress.com/tag/alain-de-benoist/

Ma che per Petrosillo tutto si riduca poi a semplice e banale imperialismo degli Stati Uniti d’America mi lascia a bocca aperta dallo stupore.

Com’è possibile non vedere che siamo di fronte all’ennesima ideologia antistato, ossia al mondialismo?

Com’è possibile non vedere il disegno complessivo tracciato dalle ideologie antistato nella storia?

Com’è possibile non vedere che la spiegazione dell’imperialismo USA non collima con la realtà?

Infatti:

perché mai il PCI, il Partito Comunista Italiano, si è trasformato in PD, il partito mondialista italiano per antonomasia?

perché mai coloro che erano fanaticamente comunisti si sono trasformati in fanatici mondialisti?

perché mai il PD è il primo partito d’Italia nei sondaggi odierni?

perché mai dal cattocomunismo si è passati al cattomondialismo?

Vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2016/04/21/da-cattocomunisti-a-cattomondialisti/

Dall’analisi di Petrosillo si evince che tutto ciò è avvenuto perché i comunisti italiani avrebbero fatto all’unisono (tutti quanti!) il salto della quaglia, diventando così lacchè degli imperialisti statunitensi.

Ma questo, date le dimensioni del fenomeno, è assai inverosimile, anzi del tutto impossibile.

Non solo è impossibile che tutta la dirigenza del PCI si sia venduta al capitale, è ancora più impossibile che la base abbia seguito una tale dirigenza.

Si tratta quindi dell’ennesima analisi miserevole della tragica situazione dell’Italia, del disastro europeo e del disastro dell’Occidente intero.

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