Posts Tagged ‘internazionalismo’

È morto a 101 anni David Rockefeller

25 marzo 2017

Ciò che è difficile accettare

7 ottobre 2016

Viviamo, noi tutti, sia occidentali che non occidentali, in uno strano periodo della storia.

C’è una gigantesca rivoluzione in atto, la rivoluzione mondialista, che vuole spazzare via lo Stato dalla faccia della terra, e i media mainstream non ne parlano affatto.

È una rivoluzione strisciante e mascherata che per il momento interessa solo l’Occidente (Stati Uniti d’America ed Europa), ma che vuole estendersi al resto del mondo, allo stesso modo di un cancro che vuole estendersi a tutto il corpo in cui si trova.

E la NATO è la sua spada.

Certamente non parlarne è una precisa strategia della propaganda mondialista, ma allora perché i paesi non occidentali non ne parlano?

Non hanno capito di cosa si tratta oppure anche la loro è una precisa strategia?

La verità, io credo, è che è difficile accettare la stupidità e l’irrazionalità della rivoluzione mondialista, qualità negative che sono la diretta conseguenza dell’origine religiosa del mondialismo, qualità negative che poi danno ovviamente esiti negativi, anzi catastrofici.

Un esempio lampante è l’euro.

Che non è solo una faccenda tecnica di economisti, è ben altro, è il prodotto più avanzato del mondialismo.

L’adozione dell’euro non può essere spiegata solo in termini di scienza economica.

Perché tale adozione è stupida e irrazionale, quindi ha poco o nulla a che fare con la scienza.

Il fatto è che il mondialismo, avendo un’origine e una natura religiose, è contro la Ragione e la Weltanschauung scientifica, come ho più e più volte mostrato.

In un mio precedente post ho preso a paragone il suicidio di massa del Tempio del popolo di Jim Jones.

Già è difficile accettare la stupidità e l’irrazionalità di quest’ultima vicenda (personalmente provo sgomento se focalizzo la mia attenzione su di essa), figuriamoci se si tratta invece di un fenomeno, il mondialismo, che interessa tutto l’Occidente, ossia il sale della terra e la luce del mondo (almeno così esso si considera).

Insomma, dovremmo accettare che l’élite dell’Occidente, vale a dire la crème de la crème dell’umanità, è stata ed è costituita, a partire dalla fine della seconda guerra mondiale, da emeriti imbecilli (o fanatici religiosi, è lo stesso):

«Like many in my generation I returned from World War II believing a new international architecture had to be erected and that the United States had a moral obligation to provide leadership to the effort.»

(David Rockefeller, Memoirs, Random House, 2003, pag. 406)

La prima riunione del Bilderberg si tenne infatti nel 1954.

Questa è la tragica realtà ed è difficile accettarla.

Molto difficile.

Ma prima o poi noi tutti saremo obbligati a farlo.

Copyright © 2016 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.

Tre caratteristiche necessarie del mondialismo

17 agosto 2016

Il mondialismo ha tre caratteristiche necessarie.

1. produce necessariamente povertà

Essendo l’ideologia mondialista un’ideologia che vuole eliminare lo Stato usando come mezzo l’ultracapitalismo, essa non può non impoverire i popoli, in quanto l’ultracapitalismo distrugge la middle class e la working class.

Alla fine avremo solo il popolo, estremamente povero, e l’upper class, ossia l’élite, estremamente ricca.

Come ho già scritto:

«Così, nell’ambito dell’economia, se da un lato il comunismo vieta l’arricchimento privato (il che è un elemento negativo), dall’altro sconfigge la povertà (il che è un elemento fortemente positivo), povertà che invece viene inevitabilmente prodotta dall’ultracapitalismo, il quale non è il normale capitalismo, quello a cui siamo stati abituati per molto, moltissimo tempo, ma è un capitalismo ingiusto e distruttivo, cioè un capitalismo privo del contrappeso dello Stato.»

https://luigicocola.wordpress.com/2016/03/07/perche-il-mondialismo-durera-meno-del-comunismo/

2. produce necessariamente l’invasione islamica e il terrorismo islamico

Lo scopo del mondialismo è quello di eliminare lo Stato dalla faccia della terra e lo Stato è proprio l’istituzione politica che difende i popoli dalle invasioni («dall’aggressione di stranieri» per usare la terminologia hobbesiana, vedi Thomas Hobbes, Leviatano, Laterza, 2009, pag. 142).

Quindi il mondialismo non può non permettere l’invasione islamica e il terrorismo islamico.

Il problema è che l’indole dei mussulmani è quella di voler imporre con la forza fisica la propria cultura e la propria religione su tutte le altre culture e su tutte le altre religioni (è il ben noto proselitismo bellico dell’Islam).

Quindi, eliminando lo Stato, non c’è alcuna difesa dall’Islam.

L’Islam non è affatto una religione come le altre, come affermato anche da Giovanni Sartori, vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2015/12/14/i-nostri-valori-e-lintegrabilita-degli-islamici/

La tesi che l’Islam sia una religione come le altre (tesi che fa a pugni con la realtà e con la storia) è un obbligo per i mondialisti, altrimenti essi dovrebbero ammettere che l’idea di eliminare lo Stato è assurda ed esiziale, e questo ovviamente non possono farlo.

In realtà lo Stato è una necessità razionale, anzi è un universale culturale, al pari del tabù dell’incesto e dei riti funebri (teoria dello Stato, vedi Luigi Cocola, Le nuove forme dell’utopia: europeismo e multiculturalismo – Come e perché l’Occidente cerca ripetutamente di suicidarsi, 2013, pagg. 20-22).

Come ho già scritto:

«Il punto è che lo Stato è indispensabile. Come scrive Norberto Bobbio: “la società senza Stato” è un “salto fuori della storia” (Norberto Bobbio, Stato, governo, società, Einaudi, 1995, pag. 124).

Queste parole di Bobbio sono un modo elegante per dire che lo Stato è indispensabile e che è sempre esistito.»

https://luigicocola.wordpress.com/2013/10/15/litalia-ha-bisogno-di-una-nuova-destra/

La verità è che il mondialismo sta usando i mussulmani esattamente allo stesso modo in cui la Chiesa di Roma usò i barbari per far crollare lo Stato romano d’Occidente.

Purtroppo i mussulmani non si convertiranno mai al Cristianesimo, come fecero invece i barbari.

Saranno piuttosto i cristiani europei a convertirsi all’Islam.

Le evidenti speranze di Papa Bergoglio non sono niente altro che irresponsabili illusioni.

Ho scritto più volte che egli è un papa millenarista, vedi p.e. qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2016/06/07/svelare-la-verita/

Per approfondire la questione del millenarismo, che diversamente dall’opinione comune è un fenomeno esclusivamente cristiano (in quanto solo il Cristianesimo è contro lo Stato), vedi anche qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2016/07/06/lorigine-del-mondialismo/

e qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2016/05/11/discolparsi-incolpando-altri/

Papa Bergoglio non a caso ha assunto il nome di Francesco: nel XIII secolo San Francesco d’Assisi fu considerato l’iniziatore dell’Età dello Spirito Santo preconizzata da Gioacchino da Fiore, il noto millenarista medievale.

Come non ricordare però che San Francesco andò nei paesi islamici per fare opera di proselitismo, ma dovette ritornare senza aver concluso nulla di nulla?

3. produce necessariamente guerra

Il principio cardine del Cristianesimo è la proibizione assoluta della forza fisica (teoria del Cristianesimo).

Ciò è incontrovertibile, ma la questione è molto complessa (vedi Luigi Cocola, Il leviatano senza spada – Una teoria del popolo italiano e del Cristianesimo, 2012, pagg. 76-81).

Il Cristianesimo ha due radici: la cultura ebraica, con la sua incrollabile fede in un Dio unico e il miracolo greco, vale a dire la brillante e sofisticata cultura dell’antica Grecia.

Il Cristianesimo è di conseguenza una religione molto sofisticata e complessa.

Esso si fonda in realtà su coppie di contrari (che, come è noto, sono in generale una caratteristica del pensiero greco) quali: forza fisica no – forza fisica sì, giudicare no – giudicare sì, giurare no – giurare sì, Stato no – Stato sì, e così via.

Come è possibile attuare tutto questo in una religione?

È possibile presentando testi sacri nei quali è contenuta sia una prescrizione negativa sia una prescrizione affermativa riguardo allo stesso argomento, oppure presentando sia testi sacri nei quali è contenuta una prescrizione specifica sia testi sacri in cui tale prescrizione specifica non c’è.

Tutto ciò unitamente al fatto che i suddetti testi sacri sono presentati non come il Verbo di Dio, bensì come punti di vista di singoli uomini (quindi sono applicabili gli antichi aforismi: “Quot homines, tot sententiae” ed “Errare humanum est”): p.e. Vangelo di Matteo, Vangelo secondo Matteo, Apocalisse di Giovanni, ecc. ecc.

In questo modo si costituisce un insieme bi-configurabile, cioè un insieme che può essere paragonato a quelle immagini studiate dalla psicologia della Gestalt nelle quali è possibile vedere alternativamente due figure differenti.

Considerando poi le diverse coppie di contrari, il numero delle figure (ossia delle configurazioni) sarà ovviamente maggiore di due.

Ebbene, focalizzando la nostra attenzione sull’argomento “millenarismo”, vale a dire sulla prescrizione “Stato no”, è possibile, restando sempre nel Cristianesimo, sia proibire l’uso della forza fisica (“forza fisica no”), come venne fatto nel millenarismo dei primi secoli del Cristianesimo e anche nel millenarismo medievale (si ricorderà che nell’Apocalisse Cristo usa sì la spada, ma è la spada della parola, vedi Apocalisse di Giovanni, 19, 15), sia permettere l’uso della forza fisica (“forza fisica sì”), come venne fatto più tardi: vedi i taboriti boemi, i puritani inglesi, ecc. ecc.

David Rockefeller è il principale artefice del mondialismo (sinonimi: globalismo, internazionalismo liberale, internazionalismo di David Rockefeller):

«Like many in my generation I returned from World War II believing a new international architecture had to be erected and that the United States had a moral obligation to provide leadership to the effort.»

(David Rockefeller, Memoirs, Random House, 2003, pag. 406)

Il mondialismo non è che l’ennesimo tentativo rivoluzionario di instaurare il Regno di Cristo (il Nuovo Ordine Mondiale) di cui scrisse Giovanni nell’Apocalisse.

I Padri Pellegrini del Mayflower erano puritani inglesi, quindi gli Stati Uniti d’America hanno radici puritane e quindi l’internazionalismo di David Rockefeller (figlio di John Davison Rockefeller Jr., di religione battista, e di Abigail Greene Aldrich, che era addirittura una lontana discendente dei Padri Pellegrini) non può non essere condotto con la spada in pugno.

Ecco perché sono stati distrutti manu militari gli Stati nazionalisti islamici dell’Iraq e della Libia (anche quello della Siria sarebbe caduto se non ci fosse stato il fermo intervento di Putin).

Il nazionalismo è il nemico naturale del mondialismo.

Ecco perché c’è stato l’attacco di Obama allo Stato nazionalista russo con il casus belli dell’Ucraina creato ad arte, attacco anche questo stoppato da Putin.

Hillary Clinton ha dimostrato nei fatti, quando era Segretario di Stato, di essere molto più guerrafondaia di Obama, come tutti sanno.

Se ella venisse eletta, se ella avesse in pugno i codici nucleari, ci si può a buon diritto aspettare un’ulteriore evoluzione dello scontro con la Russia: ci sarebbe quasi sicuramente una guerra nucleare nel cuore dell’Europa, ma è veramente folle pensare che la Russia si lasci distruggere senza distruggere a sua volta gli Stati Uniti d’America.

In altre parole: è veramente folle pensare di nuclearizzare la Russia senza aspettarsi ritorsioni intercontinentali.

Il fatto è che il principio della deterrenza nucleare (MAD, Mutual Assured Destruction) è basato sulla razionalità degli attori e il mondialismo, avendo un’origine e una natura religiose, è contro la Ragione.

Quindi c’è, purtroppo, la possibilità forte e concreta di un olocausto nucleare che coinvolga sia l’Eurasia che l’America.

Anche il comunismo è un’ideologia antistato (teoria unificata delle ideologie antistato), ma in confronto agli attuali mondialisti i comunisti sovietici della guerra fredda erano mostri di realismo e di buon senso, sia per le caratteristiche peculiari della teoria marx-engelsiana (al contrario del mondialismo essa rimanda l’eliminazione dello Stato a un indeterminato futuro), sia perché il carattere nazionale russo è molto differente da quello statunitense, cioè è molto più a favore dello Stato.

Infatti la Russia non ha le radici puritane (ossia millenaristiche) degli Stati Uniti d’America, anzi è l’erede dell’Impero romano d’Oriente e conseguentemente ha radici cesaropapiste, ossia l’esatto contrario, come ho scritto più volte.

Ciò è un’altra dimostrazione che il Cristianesimo si fonda su coppie di contrari: Stati Uniti d’America e Russia sono entrambi paesi cristiani (se si hanno dei dubbi sul primo, è sufficiente dare uno sguardo alla quarta strofa dell’inno nazionale USA).

Un’ulteriore dimostrazione è data dalla simultanea presenza del pacifismo e del bellicismo nella narrazione mondialista: mentre si bombardano allegramente i popoli nazionalisti, si invoca Per la pace perpetua di Immanuel Kant per giustificare l’esistenza dell’Unione Europea.

Su Kant ho scritto qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2013/07/15/il-cervello-di-kant/

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La globalizzazione non esiste

31 maggio 2016

Che la globalizzazione (o mondializzazione) non esista affatto e che sia in realtà una frode della propaganda mondialista lo scrivo da tempo, vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/tag/globalizzazione/

In altre parole non esiste un processo storico ineluttabile (la globalizzazione), bensì un’ideologia (il globalismo o mondialismo).

Ebbene non sono l’unico a pensarla così:

«Il termine globalizzazione perde, però, qualsiasi significato se diventa una nozione di cui si abusa e rischia di essere un alibi per interessi di ogni genere. È necessario non fraintendere il significato di questo processo e delle sue conseguenze epocali. Non sono in gioco forze naturali, ma interessi di gruppi sociali. In senso sociologico la globalizzazione non esiste, è una costruzione ideologica [per ulteriori approfondimenti si veda Touraine A., Comment sortir du liberalisme?, Fayard, Paris, 1999], solo per la sfera finanziaria è possibile parlare legittimamente di integrazione crescente [il neretto è mio].»

Vincenzo Cesareo e Mauro Magatti (a cura di), Le dimensioni della globalizzazione, Franco Angeli, 2000, pag. 91

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Il conflitto interno ebraico

26 maggio 2016

Oggi siamo di fronte a questo conflitto interno della comunità ebraica mondiale: da una parte ci sono il sionismo (che è un nazionalismo) e lo Stato d’Israele, dall’altra ci sono quegli ebrei a tutt’oggi ancorati all’antica tradizione ebraica di essere contro lo Stato (che, come ho già scritto, non è affatto un’ideologia antistato, ma è stata una tradizione necessaria a mantenere in vita il popolo ebraico e la religione ebraica dalla Diaspora fino alla creazione dello Stato d’Israele nel 1948).

Di questo conflitto, ignorato da coloro che in tutto il mondo farneticano poco intelligentemente di mondialismo sionista (in inglese zionist globalism), il quale è un evidente ossimoro, ho scritto in più post, vedi per esempio qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2013/08/09/ma-la-comunita-ebraica-mondiale-da-che-parte-sta/

e qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2016/04/14/il-ruolo-degli-ebrei-nel-mondialismo/

Il punto nodale della questione è il seguente: se il mondialismo vincesse, lo Stato d’Israele verrebbe spazzato via, esattamente come tutti gli altri Stati, perché il mondialismo non vuole affatto creare un unico Stato mondiale, vuole invece eliminare lo Stato dalla faccia della terra, vuole creare un Nuovo Ordine Mondiale in cui non esista lo Stato.

Gli ebrei statunitensi che sostengono l’elezione di Hillary Clinton, uno dei peggiori burattini del mondialismo, non si vergognano di sostenere in realtà l’eliminazione dello Stato d’Israele?

Al loro posto mi vergognerei profondamente.

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Chi sostiene Hillary Clinton

24 aprile 2016

C’è una pagina di Wikipedia in inglese che si chiama così:

List of Hillary Clinton presidential campaign endorsements, 2016

https://en.wikipedia.org/wiki/List_of_Hillary_

Clinton_presidential_campaign_endorsements,_2016

È interessante darle un’occhiata.

Tra i nomi dei politici stranieri troviamo:

Silvio Berlusconi, 50th Prime Minister of Italy (1994–95; 2001–06; 2008–11) (Forza Italia)[453]

Matteo Renzi, 56th Prime Minister of Italy (Democratic Party)[458]

Il che conferma che Silvio Berlusconi è sempre stato un mondialista, come da tempo sostengo, vedi p.e. qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2014/05/20/essere-contro-lo-stato-non-e-monopolio-della-sinistra/

Ci sono anche, ovviamente:

Tony Blair, 51st Prime Minister of the United Kingdom (1997–2007) (Labour Party)[455]

Nicolas Sarkozy, 23rd President of France (2007–12) (The Republicans)[459]

Poi ho notato i seguenti (non in ordine alfabetico):

Lynn Forester de Rothschild, CEO: E.L. Rothschild and philanthropist[549]

George Soros,[a] Chairman: Soros Fund Management, the Open Society Foundations[530]

John J. Mack, former CEO: Morgan Stanley[707]

Robert Kagan, historian and foreign policy commentator[748]

Abigail Disney, documentary filmmaker and philanthropist[698]

Alan F. Horn, Chairman: Walt Disney Studios[685]

Bob Iger, CEO: The Walt Disney Company[672]

Gary Marsh, President: Disney Channels Worldwide[698]

Laurene Powell Jobs, philanthropist[529]

Chris Kelly, former CPO: Facebook; Sacramento Kings co-owner[695]

Sheryl Sandberg, COO: Facebook and activist[721]

Omid Kordestani, Executive Chairman: Twitter[697]

Susan Wojcicki, CEO: YouTube[733]

James Cameron,[c] director and producer[679]

John Grisham, writer[788]

George Lucas, director and producer[679]

Steven Spielberg,[c][b] director and producer[530]

Tra gli attori c’è praticamente tutta Hollywood, ma non mi aspettavo i seguenti, dato che entrambi hanno dichiarato di deplorare la guerra in Iraq:

Richard Gere, actor[913]

Sean Penn,[c] actor[983]

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By United States Department of State (Official Photo at Department of State page) [Public domain], via Wikimedia Commons

Il mondialismo è un crimine contro l’umanità

23 febbraio 2015

Alziamoci in volo sopra l’Europa e il mondo e guardiamo in basso.

Cosa vediamo?

L’Europa, la culla della filosofia e della scienza, che è caduta in povertà a causa dell’euro e dell’Unione Europea.

A Sud dell’Europa, l’Islam massacrato senza pietà dall’Occidente, che si è tramutato in un Islam in guerra, in un Islam che vuole ripetere le gesta dell’antico passato: invadere le terre europee più meridionali.

A Est dell’Europa, un grande paese cristiano, la Russia, che è stato vigliaccamente aggredito dall’Occidente mediante un colpo di Stato preparato ad arte e che è perfettamente in grado di rispondere all’aggressione con la sua grande potenza militare e nucleare.

Questi sono i risultati del sogno mondialista: povertà e guerra.

Il mondialismo è un crimine contro l’umanità.

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Le tre vie delle ideologie antistato

12 febbraio 2015

Per ragionare di ideologie antistato, occorre partire da Norberto Bobbio.

Egli elenca diverse ideologie antistato (Norberto Bobbio, Stato, governo, società, 1995, Einaudi, pagg. 122-125).

Come ho scritto più volte, la mia analisi porta ad affermare che tutte le ideologie antistato originano dal Cristianesimo, analisi che può essere definita Teoria unificata delle ideologie antistato.

Vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2014/03/20/la-teoria-unificata-delle-ideologie-antistato/

Bisogna anche notare che le varie ideologie antistato non prevedono l’eliminazione dello Stato nello stesso modo: ciascuna di esse percorre una sua particolare via.

Tali vie possono essere raggruppate fra di loro in virtù delle loro similitudini, di modo che, alla fine, abbiamo tre vie principali: la via religiosa, la via anticapitalista, la via capitalista (o meglio ultracapitalista).

1. la via religiosa

È quella percorsa dal Cristianesimo occidentale, che ha portato molti secoli fa al crollo dell’Impero romano d’Occidente e al Medio Evo.

Il Medio Evo costituisce l’unico esempio storico di eliminazione dello Stato portata a compimento.

Tale eliminazione però è stata solo transitoria, in quanto lo Stato è una necessità razionale e quindi esso è ricomparso.

Dopo il Medio Evo, in Occidente, tra lo Stato (ossia la forza) e il Cristianesimo (ossia la caritas) si è arrivati progressivamente a un compromesso funzionale, tranne che in Italia, dove vige un compromesso disfunzionale tra forza e caritas, vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2014/09/30/siamo-sullorlo-dellapocalisse/

Oggi però la Chiesa di Roma ha fatto proprie molte istanze dell’europeismo, del multiculturalismo e del mondialismo, le ideologie antistato nate nel Novecento (vedi avanti).

Facendo ciò, a rigor di logica, ha compromesso il suo stesso futuro, se non altro per l’invasione di immigrati islamici, ma anche per le concezioni mondialiste sul sesso e sulla famiglia, in quanto esse vanno a colpire le basi fondamentali della Weltanschauung cristiana.

È interessante notare che Papa Bergoglio mostra palesemente di essere molto più in linea con le suddette ideologie antistato che non Papa Ratzinger. Vedi p.e. le esternazioni su tale argomento di Antonio Socci, Magdi Cristiano Allam, Pietro De Marco, ecc. ecc.

In ogni caso la via religiosa all’eliminazione dello Stato non ha oggi grande importanza, semplicemente perché la religione non ha più grande importanza nel mondo occidentale.

L’eccezione è proprio l’Italia, in quanto, come ho più volte scritto, lo Stato italiano è uno Stato solo formalmente. Sostanzialmente è un sistema associato Stato-Chiesa, vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2014/01/21/rifiutare-la-realta/

2. la via anticapitalista

È quella percorsa dal comunismo e dall’anarchismo, le due ideologie antistato laiche nate nell’Ottocento.

Sono fallite entrambe nel Novecento, senza realizzare l’eliminazione dello Stato.

Per un approfondimento vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2012/09/04/perche-il-comunismo-e-unideologia-contraria-allo-stato/

e qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2013/06/24/di-quale-religione-era-karl-marx/

Da notare che il comunismo ha attecchito non solo presso popoli occidentali (p.e. Cuba), ma anche presso popoli orientali. Questo è avvenuto a causa della peculiarità della teoria marx-engelsiana, la quale prevede sì l’eliminazione dello Stato, ma in un indeterminato futuro, ossia in un periodo successivo alla dittatura del proletariato. Nel frattempo c’è appunto una dittatura. Ciò ha sedotto diversi popoli orientali, i quali storicamente sono sempre stati propensi all’autocrazia.

3. la via capitalista (o meglio ultracapitalista)

È quella dell’europeismo, del multiculturalismo e del mondialismo, le ideologie antistato nate nel Novecento.

Sono le ideologie antistato laiche attualmente in azione.

Per un approfondimento vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2014/02/14/linternazionalismo-di-rockefeller-e-un-millenarismo/

Il mondialismo, essendosi manifestato pubblicamente molto di recente, non ha una denominazione unica, una denominazione usata da tutti, tanto è vero che Wikipedia in italiano, in data odierna, non riporta questa voce, bisogna andare alla versione francese di Wikipedia per trovare una voce ad hoc: Mondialisme.

Bisogna anche purtroppo notare che Wikipedia in italiano, in data odierna, accenna sì al mondialismo, ma lo fa alla voce Teoria del complotto del Nuovo ordine mondiale e quindi essa afferma implicitamente che il mondialismo non esiste, che è semplicemente una fantasia. Che dire? Al peggio non c’è mai fine (o cose analoghe).

Sinonimi di mondialismo sono: globalismo, internazionalismo liberale, internazionalismo di David Rockefeller (è lo stesso Rockefeller che usa il termine “internazionalismo”, vedi David Rockefeller, Memoirs, Random House, 2003, pag. 405; del resto occorre distinguerlo da altri tipi di internazionalismo, p.e. l’internazionalismo marxista).

Ad aumentare la confusione, spesso si parla impropriamente di mondializzazione e di globalizzazione, che, avendo il suffisso -zione e non il suffisso -ismo, non sono dottrine, ma bensì atti, azioni.

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Ecco dove ci ha portato Obama

7 febbraio 2015

Concluso negativamente il viaggio a Mosca di Hollande e della Merkel, la guerra in Ucraina, quella vera, sembra ormai a un passo.

Il 30 settembre avevo scritto:

“Vedremo fra poco, quando arriverà il Generale Inverno, cosa accadrà in Ucraina. Perché è evidente che solo allora si arriverà al culmine del conflitto su tale fronte.

Ci sono qui due contendenti (entrambi dotati di armi nucleari) che non possono perdere, pena la loro stessa sopravvivenza: l’internazionalismo di David Rockefeller e lo Stato russo.

C’è da aver paura, molta paura.

Siamo sull’orlo dell’Apocalisse.”

https://luigicocola.wordpress.com/2014/09/30/siamo-sullorlo-dellapocalisse/

Ecco dove ci ha portato Obama, questo premio Nobel per la pace.

Ma non senza la complicità assoluta della Merkel e di Hollande, il cui viaggio a Mosca appare essere solo una mossa propagandistica, come per dire: noi abbiamo voluto la pace fino all’ultimo.

Se aveste voluto veramente la pace, non avreste dovuto essere complici degli Stati Uniti d’America nel colpo di stato in Ucraina e nelle sanzioni alla Russia.

Avete seminato vento, ora raccoglieremo (noi tutti) tempesta.

Copyright © 2015 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.

I mercanti nel Tempio

7 febbraio 2015

Si avvicinava intanto la Pasqua dei Giudei e Gesù salì a Gerusalemme. Trovò nel tempio gente che vendeva buoi, pecore e colombe e, là seduti, i cambiamonete. Allora fece una frusta di cordicelle e scacciò tutti fuori dal tempio, con le pecore e i buoi; gettò a terra il denaro dei cambiamonete e ne rovesciò i banchi, e ai venditori di colombe disse: «Portate via di qui queste cose e non fate della casa del Padre mio un mercato!». I suoi discepoli si ricordarono che sta scritto: Lo zelo per la tua casa mi divorerà.

(Vangelo secondo Giovanni, 2, 13-17, Bibbia CEI 2008)