Posts Tagged ‘internazionalismo’

Le tre vie delle ideologie antistato

12 febbraio 2015

Per ragionare di ideologie antistato, occorre partire da Norberto Bobbio.

Egli elenca diverse ideologie antistato (Norberto Bobbio, Stato, governo, società, Einaudi, 1995, pagg. 122-125).

Come ho scritto più volte, la mia analisi porta ad affermare che tutte le ideologie antistato originano dal Cristianesimo, analisi che può essere definita Teoria unificata delle ideologie antistato.

Vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2014/03/20/la-teoria-unificata-delle-ideologie-antistato/

Bisogna anche notare che le varie ideologie antistato non prevedono l’eliminazione dello Stato nello stesso modo: ciascuna di esse percorre una sua particolare via.

Tali vie possono essere raggruppate fra di loro in virtù delle loro similitudini, di modo che, alla fine, abbiamo tre vie principali: la via religiosa, la via anticapitalista, la via capitalista (o meglio ultracapitalista).

1. la via religiosa

È quella percorsa dal Cristianesimo occidentale, che ha portato molti secoli fa al crollo dell’Impero romano d’Occidente e al Medio Evo.

Il Medio Evo costituisce l’unico esempio storico di eliminazione dello Stato portata a compimento.

Tale eliminazione però è stata solo transitoria, in quanto lo Stato è una necessità razionale e quindi esso è ricomparso.

Dopo il Medio Evo, in Occidente, tra lo Stato (ossia la forza) e il Cristianesimo (ossia la caritas) si è arrivati progressivamente a un compromesso funzionale, tranne che in Italia, dove vige un compromesso disfunzionale tra forza e caritas, vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2014/09/30/siamo-sullorlo-dellapocalisse/

Oggi però la Chiesa di Roma ha fatto proprie molte istanze dell’europeismo, del multiculturalismo e del mondialismo, le ideologie antistato nate nel Novecento (vedi avanti).

Facendo ciò, a rigor di logica, ha compromesso il suo stesso futuro, se non altro per l’invasione di immigrati islamici, ma anche per le concezioni mondialiste sul sesso e sulla famiglia, in quanto esse vanno a colpire le basi fondamentali della Weltanschauung cristiana.

È interessante notare che Papa Bergoglio mostra palesemente di essere molto più in linea con le suddette ideologie antistato che non Papa Ratzinger. Vedi p.e. le esternazioni su tale argomento di Antonio Socci, Magdi Cristiano Allam, Pietro De Marco, ecc. ecc.

In ogni caso la via religiosa all’eliminazione dello Stato non ha oggi grande importanza, semplicemente perché la religione non ha più grande importanza nel mondo occidentale.

L’eccezione è proprio l’Italia, in quanto, come ho più volte scritto, lo Stato italiano è uno Stato solo formalmente. Sostanzialmente è un sistema associato Stato-Chiesa, vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2014/01/21/rifiutare-la-realta/

2. la via anticapitalista

È quella percorsa dal comunismo e dall’anarchismo, le due ideologie antistato laiche nate nell’Ottocento.

Sono fallite entrambe nel Novecento, senza realizzare l’eliminazione dello Stato.

Per un approfondimento vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2012/09/04/perche-il-comunismo-e-unideologia-contraria-allo-stato/

e qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2013/06/24/di-quale-religione-era-karl-marx/

Da notare che il comunismo ha attecchito non solo presso popoli occidentali (p.e. Cuba), ma anche presso popoli orientali. Questo è avvenuto a causa della peculiarità della teoria marx-engelsiana, la quale prevede sì l’eliminazione dello Stato, ma in un indeterminato futuro, ossia in un periodo successivo alla dittatura del proletariato. Nel frattempo c’è appunto una dittatura. Ciò ha sedotto diversi popoli orientali, i quali storicamente sono sempre stati propensi all’autocrazia.

3. la via capitalista (o meglio ultracapitalista)

È quella dell’europeismo, del multiculturalismo e del mondialismo, le ideologie antistato nate nel Novecento.

Sono le ideologie antistato laiche attualmente in azione.

Per un approfondimento vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2014/02/14/linternazionalismo-di-rockefeller-e-un-millenarismo/

Il mondialismo, essendosi manifestato pubblicamente molto di recente, non ha una denominazione unica, una denominazione usata da tutti, tanto è vero che Wikipedia in italiano, in data odierna, non riporta questa voce, bisogna andare alla versione francese di Wikipedia per trovare una voce ad hoc: Mondialisme.

Bisogna anche purtroppo notare che Wikipedia in italiano, in data odierna, accenna sì al mondialismo, ma lo fa alla voce Teoria del complotto del Nuovo ordine mondiale e quindi essa afferma implicitamente che il mondialismo non esiste, che è semplicemente una fantasia. Che dire? Al peggio non c’è mai fine (o cose analoghe).

Sinonimi di mondialismo sono: globalismo, internazionalismo liberale, internazionalismo di David Rockefeller (è lo stesso Rockefeller che usa il termine “internazionalismo”, vedi David Rockefeller, Memoirs, Random House, 2003, pag. 405; del resto occorre distinguerlo da altri tipi di internazionalismo, p.e. l’internazionalismo marxista).

Ad aumentare la confusione, spesso si parla impropriamente di mondializzazione e di globalizzazione, che, avendo il suffisso -zione e non il suffisso -ismo, non sono dottrine, ma bensì atti, azioni.

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Ecco dove ci ha portato Obama

7 febbraio 2015

Concluso negativamente il viaggio a Mosca di Hollande e della Merkel, la guerra in Ucraina, quella vera, sembra ormai a un passo.

Il 30 settembre avevo scritto:

“Vedremo fra poco, quando arriverà il Generale Inverno, cosa accadrà in Ucraina. Perché è evidente che solo allora si arriverà al culmine del conflitto su tale fronte.

Ci sono qui due contendenti (entrambi dotati di armi nucleari) che non possono perdere, pena la loro stessa sopravvivenza: l’internazionalismo di David Rockefeller e lo Stato russo.

C’è da aver paura, molta paura.

Siamo sull’orlo dell’Apocalisse.”

https://luigicocola.wordpress.com/2014/09/30/siamo-sullorlo-dellapocalisse/

Ecco dove ci ha portato Obama, questo premio Nobel per la pace.

Ma non senza la complicità assoluta della Merkel e di Hollande, il cui viaggio a Mosca appare essere solo una mossa propagandistica, come per dire: noi abbiamo voluto la pace fino all’ultimo.

Se aveste voluto veramente la pace, non avreste dovuto essere complici degli Stati Uniti d’America nel colpo di stato in Ucraina e nelle sanzioni alla Russia.

Avete seminato vento, ora raccoglieremo (noi tutti) tempesta.

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I mercanti nel Tempio

7 febbraio 2015

Si avvicinava intanto la Pasqua dei Giudei e Gesù salì a Gerusalemme. Trovò nel tempio gente che vendeva buoi, pecore e colombe e, là seduti, i cambiamonete. Allora fece una frusta di cordicelle e scacciò tutti fuori dal tempio, con le pecore e i buoi; gettò a terra il denaro dei cambiamonete e ne rovesciò i banchi, e ai venditori di colombe disse: «Portate via di qui queste cose e non fate della casa del Padre mio un mercato!». I suoi discepoli si ricordarono che sta scritto: Lo zelo per la tua casa mi divorerà.

(Vangelo secondo Giovanni, 2, 13-17, Bibbia CEI 2008)

Il problema del millenarismo

6 febbraio 2015

Il millenarismo, da un punto di vista teologico e in estrema sintesi, è la credenza cristiana che la sconfitta del Male avverrà in questo mondo (e durerà mille anni, donde il nome), dopodiché ci saranno il giudizio universale e la fine dei tempi.

In altre parole non bisogna aspettare il paradiso per ottenere la sconfitta del Male, si può ottenerla qui sulla terra.

Il millenarismo fu un concetto propugnato frequentemente nei primi secoli del Cristianesimo e anche nel Medio Evo, ma poi fu messo da parte e rifiutato. Però tale concetto non può essere condannato come eresia, in quanto si trova nell’Apocalisse di Giovanni, l’ultimo libro del Nuovo Testamento. E infatti diverse sette protestanti (p.e. il Puritanesimo) lo adottarono.

A ben guardare, il problema del millenarismo rispecchia la natura storicamente ambigua del Cristianesimo, nato da un lato come religione e dall’altro come rivoluzione politica contro lo Stato romano.

È proprio a causa di ciò che l’Occidente sta cercando attualmente di eliminare lo Stato, il che, purtroppo, equivale a suicidarsi, dato che lo Stato è indispensabile, è una necessità della Ragione.

Siamo quindi al cospetto di una sorta di coazione a ripetere inconsapevole e irrazionale.

La Chiesa ortodossa, cioè la parte orientale del Cristianesimo, si salva dal millenarismo perché essa venne subordinata allo Stato da Costantino il Grande, ciò che prende il nome di cesaropapismo.

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La Chiesa si è lasciata sedurre dall’illusione millenarista?

5 febbraio 2015

Se la mia analisi, quella che ho esposto nei miei saggi e in questo blog, è corretta, come effettivamente penso, allora siamo di fronte a un fenomeno piuttosto singolare.

Che è il seguente: l’Occidente, da circa due secoli, non fa che sfornare bislacche ideologie (nell’Ottocento il comunismo e l’anarchismo, nel Novecento l’europeismo, il multiculturalismo e il mondialismo) al solo scopo di attuare l’antico imperativo cristiano di eliminare lo Stato (romano).

Ho chiamato tale mia interpretazione teoria unificata delle ideologie antistato.

Vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2014/03/20/la-teoria-unificata-delle-ideologie-antistato/

Il punto che più colpisce è che c’è stata una netta separazione tra la forma religiosa della volontà di eliminare lo Stato e la sua sostanza.

In altre parole, le suddette ideologie sono laiche, anzi quelle ottocentesche sono assai contrarie alla religione.

Quelle novecentesche lo sono meno vistosamente, ma lo sono anch’esse.

Tanto è vero che il mondialismo non accetta assolutamente le concezioni cristiane sul sesso e sulla famiglia, andando così a colpire proprio le basi fondamentali della Weltanschauung cristiana.

Come mai quindi la Chiesa di Roma non osteggia le ideologie antistato nate nel Novecento, come ha sempre osteggiato invece quelle nate nell’Ottocento?

Forse perché si è lasciata sedurre dall’illusione millenarista?

Del resto Rockefeller, Brzezinski, Soros, ecc., ecc., sono infinitamente più rispettabili e frequentabili di quanto non lo siano mai stati Marx e Proudhon.

Insomma, si tratta di gente molto, molto, per bene, mica di disgraziati come i due ideatori, rispettivamente, del comunismo e dell’anarchismo!

E se questa opera di seduzione fosse l’opera, la tentazione, del Maligno?

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Siamo sull’orlo dell’Apocalisse

30 settembre 2014

Ho esposto più volte in questo blog la mia personale e innovativa interpretazione della crisi attuale dell’Occidente.

Comprendere le vere cause di essa è imperativo, perché senza una corretta diagnosi non è possibile attuare una corretta terapia.

L’Occidente, innanzitutto, cos’è? È l’insieme delle culture nate dal crollo dell’Impero romano d’Occidente, crollo che fu provocato dal Cristianesimo (da cui il Medio Evo).

I pilastri dell’Occidente sono storicamente stati: la cultura italiana, quella inglese, quella francese e quella tedesca.

Se si va a leggere un manuale elementare di fisica, molto probabilmente ci si imbatterà in una breve biografia dei più importanti fisici della storia: sarà così possibile notare che quasi tutti appartengono a una delle quattro culture che ho citato.

La straordinaria fortuna dell’Occidente si deve infatti alla scienza, soprattutto perché mediante essa è possibile inventare armi più potenti.

Ma l’Occidente ha dentro di sé il germe dell’autodistruzione, perché, a differenza dell’altra sponda del Cristianesimo, quella orientale, ha nel suo DNA la volontà di abbattere lo Stato.

Il Cristianesimo infatti si divise fin dalla sua origine nella parte occidentale, in cui prevalse questa volontà (e quindi si ebbe il Medio Evo), e nella parte orientale, in cui Costantino il Grande, invece di combattere il Cristianesimo come avevano fatto i suoi predecessori (l’ultimo fu Diocleziano), genialmente lo incorporò nello Stato romano, subordinandolo ad esso. Per far questo, dovette abbandonare Roma, come del resto aveva fatto anche Diocleziano, perché in essa il potere teocratico della Chiesa era ormai troppo forte e non poteva più essere subordinato allo Stato.

La parte orientale del Cristianesimo rappresenta il tentativo (perfettamente riuscito) dell’Impero romano di neutralizzare le istanze eversive di questa nuova religione, ma per ottenere questo, esso dovette accettare di inglobarla dentro di sé e anche di perdere l’Occidente, dove il potere della Chiesa di Roma era invincibile.

Così l’Occidente seguì lo scopo originario del Cristianesimo, quello di abbattere lo Stato romano. A breve termine si ebbe un effetto assolutamente negativo, il Medio Evo, ma poi, e del tutto inaspettatamente, si ebbe (come ho mostrato in dettaglio nei miei due saggi, le icone dei quali stanno sotto il titolo del blog) uno straordinario effetto positivo, ossia la nascita della scienza, con il Rinascimento, Leonardo, Galileo e poi, in terra inglese, Newton.

Alla fine le diverse culture dell’Occidente trovarono un compromesso funzionale tra la forza dello Stato e la caritas del Cristianesimo, e ciò mediante due accorgimenti alternativi tra loro: uno “soft”, ossia la separazione tra Stato e Chiesa, l’altro “hard”, ossia la subordinazione della Chiesa allo Stato (come aveva fatto Costantino il Grande in Oriente).

L’eccezione è la cultura italiana (l’anomalia italiana), dove c’è un compromesso disfunzionale tra la forza dello Stato e la caritas del Cristianesimo, in quanto la sede del capo della Chiesa di Roma si trova proprio nel territorio della cultura italiana e ciò inchioda il popolo italiano a una maggiore caritas, che assume così un carattere nettamente preponderante. Da cui il collasso cronico dello Stato italiano.

Ma la sequenza di DNA dell’Occidente che codifica l’abbattimento dello Stato continuò ad esprimersi e ciò avvenne particolarmente nella filosofia politica di John Locke, vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2012/10/23/il-mito-della-dannosita-dello-stato/

Così il programma antistato del Cristianesimo da religioso divenne filosofico, mutando di forma ma non di sostanza.

Questo mutamento di forma neutralizza le difese della cultura occidentale nei riguardi dell’idea esiziale di eliminare lo Stato: il programma antistato del Cristianesimo risulta in questo modo vincente, perché non si presenta più a carattere religioso, ma filosofico o addirittura, più recentemente, scientifico.

È quindi in sintonia con la modernità dell’Occidente, nel quale la scienza ha oggi una fortissima valenza.

Ma ovviamente si tratta di un inganno. La scientificità delle ideologie antistato è del tutto falsa, vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2014/05/05/la-teoria-dei-giochi-dimostra-che-lo-stato-e-inutile-e-falso/

e qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2014/07/28/loccidente-camuffa-da-scienza-la-propria-ideologia/

L’accelerazione impressa al programma antistato dell’Occidente da Obama (e dall’internazionalismo di David Rockefeller, del quale Obama è fedele esecutore) ha prodotto quegli effetti devastanti che sono sotto gli occhi di tutto il mondo: la crisi economica senza speranza dell’Unione Europea e la stolida apertura di due fronti di guerra, quello russo e quello islamico.

È appena il caso di notare che Napoleone e Hitler persero proprio per aver aperto due fronti, uno dei quali era quello russo.

Vedremo fra poco, quando arriverà il Generale Inverno, cosa accadrà in Ucraina. Perché è evidente che solo allora si arriverà al culmine del conflitto su tale fronte.

Ci sono qui due contendenti (entrambi dotati di armi nucleari) che non possono perdere, pena la loro stessa sopravvivenza: l’internazionalismo di David Rockefeller e lo Stato russo.

C’è da aver paura, molta paura.

Siamo sull’orlo dell’Apocalisse.

Copyright © 2014 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.

Un paradosso americano

21 settembre 2014

Leggo su Sociologia di Ian Robertson:

“Le culture sono diverse l’una dall’altra, e gli esseri umani passano tutta la vita all’interno della cultura nella quale sono nati. Non conoscendo altri modi di vita, considerano le proprie norme e i propri valori una necessità e non una possibilità…

…Per questo motivo gli individui di ogni società sono affetti da una certa misura di etnocentrismo, cioè dalla tendenza a giudicare le altre culture secondo i criteri specifici della propria. Dovunque le persone sono pronte a dare per scontato che la loro moralità, le loro forme di matrimonio, il loro tipo di vestiario o le loro concezioni della bellezza sono giusti e naturali, che sono i migliori possibili. Ecco qualche esempio di modo di vedere etnocentrico. Le nostre donne portano gli orecchini e si cospargono il volto di cosmetici perché così accrescono la loro bellezza; le donne di altre società si mettono degli ossicini nel naso e si tatuano il volto perché non riescono a capire, nella loro ignoranza, quanto ciò le renda brutte. Noi non mangiamo né gatti né vermi perché sarebbe una cosa crudele o disgustosa; in altre società non si mangia carne di manzo né si beve latte per via di insensati tabù alimentari. Noi copriamo le parti intime del corpo perché siamo dignitosi e civilizzati, in altre società vanno in giro nudi perché sono ignoranti e privi di ogni pudore. Le nostre prodi truppe conseguono vittorie gloriose sul nemico; le orde fanatiche di altre società perpetrano massacri sanguinosi di cui noi siamo le vittime. Le nostre pratiche sessuali sono morali e decenti, quelle degli altri sono primitive o perverse. La nostra religione è la vera fede, la loro è superstizione pagana.”

(Ian Robertson, Sociologia, Zanichelli, Bologna, 1988, pagg. 68-69, traduzione italiana di Sociology, 2nd ed., Worth Publishers, New York, 1981)

Si potrebbe aggiungere (vedi post precedente): la nostra forma di governo, la democrazia, è la migliore in assoluto, la forma di governo di altre società, l’autocrazia, è primitiva e malvagia; noi accettiamo socialmente l’omosessualità perché ciò è giusto e naturale, altre società non l’accettano per via di vecchi e insensati tabù.

Insomma, gli ultimi due Presidenti degli Stati Uniti d’America, George W. Bush e Obama, sono definibili come “ignoranti”, perché hanno ignorato (George W. Bush, che voleva esportare a suon di bombe la democrazia in Afghanistan e in Iraq) e ignorano al presente (Obama) i principi elementari della antropologia culturale e della sociologia.

Non esistono negli Stati Uniti d’America corsi universitari di antropologia culturale o di sociologia?

Certo che esistono, anzi Ian Robertson scrive:

“In questo secolo [il Novecento] il maggior sviluppo della sociologia è avvenuto negli Stati Uniti, dove la disciplina ha radici più profonde che in qualsiasi altro paese.”

(ibid., pag. 16)

Per quanto riguarda l’antropologia culturale, è nota la fondamentale importanza degli autori statunitensi nello sviluppo e nella nascita stessa di questa scienza sociale (mentre la sociologia è nata in Europa).

Ma, a parte gli eccessi degli ultimi due Presidenti, gli Stati Uniti d’America hanno da sempre la pretesa di incarnare la verità e l’idea di essere moralmente obbligati a trasmetterla al resto del mondo: un etnocentrismo all’ennesima potenza.

Un etnocentrismo che è del resto il concetto che sta alla base dell’internazionalismo di David Rockefeller. Questo etnocentrismo esasperato vede la sua origine nell’estremismo religioso, in quanto i Padri Pellegrini del Mayflower erano puritani, una fazione estremista dei protestanti inglesi, vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2014/02/14/linternazionalismo-di-rockefeller-e-un-millenarismo/

Non è paradossale questo? Come hanno potuto l’antropologia culturale e la sociologia svilupparsi così tanto in un paese che ha questa ideologia?

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La differenza fra ratio e mores

15 settembre 2014

La ratio, cioè la ragione, è universale.

I mores, cioè i costumi, non sono universali.

È impossibile imporre i costumi della propria società di appartenenza all’intero genere umano e inoltre ciò produrrebbe inevitabilmente conflitti irrisolvibili, perché ogni società è tenacemente attaccata ai suoi costumi.

I costumi di una società non sono un contorno irrilevante e superfluo, bensì sono il portato di quell’intera società.

In altre parole: i costumi di una determinata società sono funzionali per essa.

Se noi li cambiamo dall’esterno, li rendiamo disfunzionali per quella determinata società.

Tutto ciò è molto ovvio ed elementare, ma attualmente l’Occidente non riesce a comprenderlo.

Anche la preferenza per una forma di governo fa parte dei costumi.

Per esempio, l’Occidente preferisce la democrazia, mentre l’Islam preferisce l’autocrazia.

La democrazia, è vero, permette la libertà politica, ma non è possibile affermare che essa è la migliore forma di governo in assoluto.

È la migliore per quanto riguarda la libertà politica, non la migliore in assoluto, in ogni tempo e in ogni luogo.

Un altro esempio di costumi è il giudizio sociale (accettazione o rifiuto) verso l’omosessualità.

Nella Grecia antica, il cosiddetto miracolo greco (dal quale l’Occidente si picca di discendere), l’omosessualità era socialmente accettata. Con l’avvento del Cristianesimo essa venne rifiutata in modo molto netto e radicale.

Attualmente nell’Occidente, soprattutto negli Stati Uniti d’America, l’omosessualità è ritornata ad essere socialmente accettata.

Ma si tratta di costumi e quindi tale accettazione sociale non può essere imposta a tutte le società del mondo, come vorrebbe fare Obama, vedi questo post di Rodolfo Casadei, intitolato Obama e l’idiozia antropologica di andare a predicare l’indifferenza sessuale agli africani:

«…Un qualunque antropologo culturale spiegherebbe agilmente che l’ostilità degli africani non semplicemente verso l’omosessualità ma, purtroppo, verso le persone degli omosessuali è il portato culturale di un ambiente dove la natura è ancora più forte degli esseri umani, che essa schiaccia periodicamente con epidemie, siccità e guerre per le scarse risorse funzionali alla sopravvivenza. Laddove la semplice sopravvivenza umana è minacciata dalla cieca violenza della natura, dovrebbe essere ovvio che i valori culturali non possono comprendere l’accettazione dell’omosessualità, luogo di rapporti sessuali per definizione infecondi [il corsivo è mio]…

…Quel po’ di coesione che la società africana può ancora vantare oggi, dopo due secoli di modernizzazione contraddittoria, è basata sul principio che ogni essere umano è parte di una corrente vitale che è stata iniziata dagli antenati, e ha il dovere di alimentarla trasmettendo a sua volta la vita attraverso l’unione fra uomo e donna; la poligamia è funzionale all’allargamento maggiore possibile della corrente vitale in questione. Immaginare che gli africani approvino un modello familiare intrinsecamente sterile [il corsivo è mio], che diventa fecondo solo attraverso marchingegni come la fecondazione assistita eterologa e gli uteri in affitto, grazie ai quali si mettono al mondo figli che non appartengono alla corrente vitale dei genitori ufficiali, ma a quella degli sconosciuti che hanno messo a disposizione il loro seme, è una vera idiozia antropologica. Di cui solo giudici liberal e un capo di Stato americano che di africano ha solo il colore della pelle potrebbero essere capaci.»

http://www.tempi.it/blog/obama-africa-senegal-predica-indifferenza-sessuale-idiozia-antropologica

È molto singolare che su Tempi, fondato e diretto da Luigi Amicone, il quale appartiene all’area di Comunione e Liberazione, si faccia (correttamente) del relativismo culturale, mentre Obama, un professore della University of Chicago (fondata da John D. Rockefeller), una delle università più importanti del mondo, si comporti da ignorante in materia di antropologia culturale e di sociologia e ritenga che i costumi debbano essere universali.

O forse no, a pensarci bene non è affatto singolare.

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L’élite occidentale e l’élite italiana vanno sostituite

13 settembre 2014

I fatti dimostrano che sia l’élite occidentale in generale, sia l’élite italiana in particolare, sono assolutamente incompetenti.

Basta dare uno sguardo ai miei ultimi post per trovare ampie prove di tale assoluta incompetenza.

Ma non ce n’è neanche bisogno, tutti i media riportano incessantemente i loro fallimenti.

Quando un’élite non funziona più, occorre cambiarla.

Non c’è niente di strano in questo, anzi è naturale.

Come scrisse giustamente Vilfredo Pareto: “La storia è un cimitero di aristocrazie”.

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Le élites dell’Occidente sono élites ignoranti?

7 settembre 2014

L’Occidente, così com’è attualmente, è simile nelle intenzioni ai Borg di Star Trek, la nota saga di fantascienza.

Ribadisco: nelle intenzioni.

Perché, in quanto a capacità di metterle in pratica, esso è lontanissimo dalle capacità dei Borg.

Il motto dei Borg è: “Voi sarete assimilati, la resistenza è inutile”.

Non appare affatto inutile, invece, la resistenza che i popoli non occidentali stanno opponendo attualmente all’Occidente.

L’Islam (grazie soprattutto alle sapienti strategie di George W. Bush e Obama) sta per ritornare alle sue gloriose epoche di proselitismo bellico (Obama, ancora uno sforzo e ci siamo!), la Russia (la terza Roma) è definitivamente ritornata ad essere una grandissima potenza militare ed economica, non parliamo poi della Cina, questo gigante possente e (per ora) silenzioso, ecc. ecc.

Ma perché l’Occidente vuole sottomettere il mondo intero?

Perché vuole imporre la sua cultura come naturale e universale (mentre non lo è affatto)?

Questo è il vero problema, non la resistenza degli altri popoli, delle altre culture.

Il concetto basilare che la propria cultura (qualunque essa sia) non è naturale e universale è stato affermato recentemente anche da Samuel P. Huntington, ma per sapere ciò basterebbe un buon manuale di antropologia culturale o di sociologia.

L’Occidente deve fermarsi un attimo e interrogarsi sulle sue problematiche.

Deve fare un po’ di autoanalisi.

Al contrario, le élites dell’Occidente si comportano in modo molto naïf, cioè in un modo lontano anni luce dalla profondità intellettuale che proprio l’Occidente, a differenza delle altre culture, ha da tempo conseguito e che è proprio il suo più grande orgoglio.

Queste élites mostrano di essere totalmente all’oscuro dei concetti fondamentali dell’antropologia culturale e della sociologia.

Queste élites mostrano di essere (e forse lo sono) élites ignoranti.

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