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L’illusione dei potenti di poter imporre al mondo una falsa verità

15 ottobre 2018

Avere l’illusione di poter imporre al mondo una falsa verità è un fenomeno caratteristico dei potenti.

Per esempio Adolf Hitler, il capo del nazismo, volle imporre al mondo che la razza ariana (una falsa verità, dato che essa non esiste) è la razza superiore e che la razza ebraica e la razza slava (anch’esse inesistenti) sono razze inferiori.

Hitler perse.

Consideriamo ora i globalisti: per esempio Jeff Bezos, Mark Zuckerberg, Bill Gates, George Soros, Angela Merkel, Emmanuel Macron, Mario Draghi, Jean-Claude Juncker, la Regina del Regno Unito Elizabeth II, il Re dei Paesi Bassi Willem-Alexander, ecc. ecc.

Essi, in preda al delirio culturale costituito dal globalismo (sinonimo: mondialismo; in inglese: globalism; in francese: mondialisme), vogliono imporre al mondo che lo Stato è inutile, anzi dannoso (una falsa verità, dato che lo Stato è un universale culturale * e infatti è sempre esistito).

Essi perderanno.

Qualunque cosa facciano.

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* cfr. La tracotanza dell’élite globalista deve essere stroncata dal popolo

https://luigicocola.wordpress.com/2018/09/01/la-tracotanza-dellelite-globalista-deve-essere-stroncata-dal-popolo/

Copyright © 2018 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.

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L’Unione Europea e il Nuovo Ordine Mondiale sono tentativi di attuare il Regno di Cristo sulla terra

8 ottobre 2018

Da tempo scrivo che l’ideologia del globalismo (in inglese “the ideology of globalism”) è un delirio culturale causato da un meme egoista (vedi la teoria dei memi di Richard Dawkins, 1).

Questo meme egoista consiste nella prescrizione di eliminare lo Stato.

Esso ebbe origine, quasi duemila anni fa, dall’Apocalisse di Giovanni, l’ultimo libro del Nuovo Testamento (libro scritto, secondo la tradizione, nel 95 d.C., cioè dopo la persecuzione di Nerone e nel corso della persecuzione di Domiziano).

La prescrizione di eliminare lo Stato fu, nel contesto della rivoluzione sociale costituita dal Cristianesimo, un’arma estremamente potente (ma anche estremamente pericolosa, perché conduce all’autodistruzione), che venne creata dalla granitica volontà degli schiavi dell’Impero romano di far crollare quest’ultimo.

Il sistema sociale schiavista di Roma era un sistema sociale iniquo, malvagio e scellerato: infatti Roma è chiamata nell’Apocalisse di Giovanni “Babilonia la grande, la madre delle prostitute e degli orrori della terra” (2).

Così l’Impero romano si divise in due parti: la parte orientale, a causa del cesaropapismo introdotto da Costantino il Grande, rimase in piedi, mentre la parte occidentale si dissolse e dette luogo al Medio Evo.

Purtroppo la prescrizione di eliminare lo Stato, quest’arma estremamente potente ed estremamente pericolosa, che aveva avuto pienamente successo, non scomparve dopo la caduta dell’Impero romano d’Occidente, ma prese stabile dimora nell’inconscio collettivo dei popoli occidentali.

La Chiesa di Roma cercò in seguito, e giustamente, di neutralizzarla mediante l’interpretazione allegorica dell’Apocalisse di Giovanni che venne escogitata da Agostino d’Ippona (Santo e Dottore della Chiesa) dopo il Sacco di Roma da parte dei Visigoti nel 410 (il quale, si noti bene, è l’avveramento della caduta di “Babilonia la grande” descritta nel 95 d.C dall’Apocalisse di Giovanni, 3).

L’interpretazione allegorica di Agostino d’Ippona di fatto annulla l’Apocalisse di Giovanni, come ho scritto più volte.

Purtroppo tale interpretazione allegorica funziona solo se c’è un clero che la fa attivamente funzionare.

Ma, prima con la traduzione del Nuovo Testamento nelle lingue dei popoli nati dalla caduta dell’Impero romano d’Occidente, poi con la Riforma, la cui caratteristica fondamentale è la rivendicazione del libero esame personale della Bibbia, quello che ho chiamato “filtro interpretativo agostiniano” venne ovviamente a cadere, lasciando via libera alla interpretazione letterale dell’Apocalisse di Giovanni.

Basta guardare i fatti storici: come nacque l’attesa del Regno di Cristo sulla terra (cioè l’attesa della seconda venuta di Cristo) da parte dei Taboriti boemi, da loro prevista per il 10-14 febbraio 1420 (4)?

Nacque perché i Taboriti boemi erano l’ala radicale degli Hussiti, cioè dei seguaci del boemo Jan Hus, il quale a sua volta era seguace di John Wycliffe.

Chi era John Wycliffe? Era un teologo inglese, nato nello Yorkshire all’inizio del Trecento, che con i suoi collaboratori tradusse la Bibbia dal latino in inglese: la Wycliffe’s Bible.

Oggi i mondialisti vogliono realizzare il Nuovo Ordine Mondiale (nominato per esempio da George H. W. Bush, ossia George Bush senior, in un suo famoso discorso del 1991, 5), in inglese New World Order, di cui l’Unione Europea è il work in progress più avanzato.

Il Nuovo Ordine Mondiale è la versione moderna e secolarizzata del Regno di Cristo sulla terra descritto nell’Apocalisse di Giovanni.

Come giustamente ha scritto Norman Cohn nel suo fondamentale The Pursuit of the Millennium:

«The old religious idiom has been replaced by a secular one, and this tends to obscure what otherwise would be obvious. For it is the simple truth that, stripped of their original supernatural sanction, revolutionary millenarianism and mystical anarchism are with us still.» (6)

Quindi, quando voi pensate all’élite globalista, per esempio Jeff Bezos, Mark Zuckerberg, Bill Gates, George Soros, Angela Merkel, Emmanuel Macron, Mario Draghi, Jean-Claude Juncker, ecc. ecc., non dovete lasciarvi fuorviare dalle loro sembianze moderne, che sono solo una maschera.

Dietro questa maschera, altro non c’è che la folla medievale, urlante e ripugnante come in un quadro di Bruegel o di Bosch, che nel febbraio dell’anno 1420, nelle vicinanze di Praga, in preda a un delirio collettivo (7), aspettava la seconda venuta di Cristo.

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1) Richard Dawkins, Il gene egoista, Zanichelli, 1979 (trad. it. di The Selfish Gene, Oxford University Press, 1976), pagg. 162-172

2) “Sulla sua fronte stava scritto un nome misterioso: «Babilonia la grande, la madre delle prostitute e degli orrori della terra».”

Apocalisse di Giovanni, 17, 5, Bibbia CEI 2008

3) “Gridò a gran voce: «È caduta, è caduta Babilonia la grande, ed è diventata covo di demòni, rifugio di ogni spirito impuro, rifugio di ogni uccello impuro e rifugio di ogni bestia impura e orrenda. Perché tutte le nazioni hanno bevuto del vino della sua sfrenata prostituzione, i re della terra si sono prostituiti con essa e i mercanti della terra si sono arricchiti del suo lusso sfrenato».”

Ibidem, 18, 2-3

4) «Le grandi assemblee furono percorse da una ventata di millenarismo che sperava di veder annientare il male senza più indugi. L’antico mondo stava per essere purificato dal fuoco, al più tardi fra il 10 e il 14 febbraio dell’anno 1420. A questa data molti collegavano il ritorno di Cristo, che avrebbe instaurato il suo regno immediato…

…Trascorso il 15 febbraio 1420 senza che all’attesa febbrile dell’intervento divino seguisse una manifestazione concreta, ci si mise a pensare che bisognava prima, con la forza, spianare la via del Signore eliminando, anche con il ricorso alla violenza, le posizioni occupate dall’Anticristo.»

Amedeo Molnár (a cura di), I Taboriti, Claudiana Editrice, 1986, pagg. 8-9

5) Il video del famoso discorso del 1991 in cui George Bush senior nomina il New World Order si può trovare facilmente in internet, per esempio qui:

youtu.be/byxeOG_pZ1o

6) Norman Cohn, The Pursuit of the Millennium – Revolutionary Millenarians and Mystical Anarchists of the Middle Ages, Oxford University Press, 1970, pag. 286

7) Robert E. Bartholomew, Erich Goode, Mass Delusions and Hysterias: Highlights from the Past Millennium, Skeptical Inquirer, Volume 24.3, May / June 2000

https://www.csicop.org/si/show/mass_delusions

_and_hysterias_highlights_from_the_past_millennium

Da notare che Robert E. Bartholomew ed Erich Goode, che sono sociologi, usano nel suddetto articolo come sinonimi tre termini: “mass delusion”, “social delusion”, “collective delusion”.

N.B.: tutti i link sono stati verificati in data odierna.

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La tracotanza dell’élite globalista deve essere stroncata dal popolo

1 settembre 2018

La hybris (in italiano insolenza, tracotanza, 1) dell’élite globalista grida vendetta al cospetto degli dei e/o al cospetto dell’ordine naturale.

La volontà delirante di eliminare lo Stato, che fa parte dell’ordine naturale, essendo lo Stato un universale culturale come il tabù dell’incesto e i riti funebri (2) (la parola “Stato” venne imposta da Niccolò Machiavelli, i romani lo chiamavano civitas o res publica e i greci polis, 3, 4), costituisce la hybris dei mondialisti.

Tale volontà è delirante non solo perché è una violazione dell’ordine naturale, ma anche perché i mondialisti adoperano l’islamizzazione (unitamente ad altri mezzi, come p.e. la riduzione in miseria dei popoli, il meticciato, ecc.) come mezzo per distruggere i popoli che hanno uno Stato e quindi gli Stati, non comprendendo affatto che i mussulmani, una volta raggiunto il potere perché popolazione predominante, dato il loro notevolissimo tasso di natalità, non faranno altro che restaurare gli Stati (l’assenza dello Stato nell’Islam è inconcepibile), annullando così la volontà delirante dei mondialisti, che è quella di farli scomparire dalla faccia della terra (5, 6, 7).

E infatti il mondialismo è un delirio culturale (8).

Chi è chiamato a realizzare la vendetta gridata al cospetto di Dio e/o al cospetto dell’ordine naturale dalla hybris dell’élite mondialista?

Il popolo, è il popolo che deve stroncare i tiranni globalisti che lo riducono in miseria, che lo affamano, riducendone così drasticamente la prole, e che vogliono completarne la distruzione fisica col meticciato, attuando così un vero e proprio genocidio (9), come suggerito un secolo fa da Richard Coudenhove-Kalergi (10) e come sostenuto oggi in Italia da Eugenio Scalfari (10) e da Corrado Augias (11).

Questi tiranni globalisti hanno un nome e un cognome: sono gli ultracapitalisti come David Rockefeller, Jeff Bezos, Mark Zuckerberg, Bill Gates, George Soros, ecc. ecc., solo per restare negli Stati Uniti d’America.

Nel 2017 è stato affermato nel Rapporto Oxfam che: “Eight men now own the same amount of wealth as the poorest half of the world” (12).

Jeff Bezos, Mark Zuckerberg e Bill Gates sono tre di questi otto uomini (David Rockefeller è morto e George Soros è meno ricco degli otto suddetti) (12).

Ecco invece la situazione economica del popolo degli Stati Uniti d’America:

«No society should function with this level of inequality (with the possible exception of one of those prison planets in a “Star Wars” movie). Sixty-three percent of Americans can’t afford a $500 emergency [il neretto è mio]. Yet Amazon head Jeff Bezos is now worth a record $141 billion. He could literally end world hunger for multiple years and still have more money left over than he could ever spend on himself.» (13)

Il popolo degli Stati Uniti d’America (stimato di 325,719,178 individui nel 2017, 14) deve sostenere strenuamente il Presidente Donald Trump, che è un convinto nazionalista, altrimenti esso verrà distrutto da un microscopico numero di ultracapitalisti globalisti (che però ha comprato col proprio denaro la quasi totalità dei media, di Hollywood, del Congresso e delle agenzie governative come l’FBI e la CIA).

Su questo microscopico numero di individui si deve abbattere la rabbia del popolo.

Trecentoventicinque milioni di persone contro una decina di ultracapitalisti globalisti.

Non c’è partita, basta avere coraggio.

Gli americani sono coraggiosi?

Un tempo lo erano.

E oggi?

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1) «hỳbris ‹ìbris› s. f. – Traslitterazione del gr. ὕβρις, che significa genericam. «insolenza, tracotanza», e nella cultura greca antica è anche personificazione della prevaricazione dell’uomo contro il volere divino…»

http://www.treccani.it/vocabolario/hybris/

2) cfr. la mia teoria dello Stato: è necessario, per motivi logici, che in una comunità ci sia un solo centro di comando del potere della forza fisica, cioè lo Stato. Essa è esposta in Luigi Cocola, Le nuove forme dell’utopia: europeismo e multiculturalismo – Come e perché l’Occidente cerca ripetutamente di suicidarsi, 3° ed., lulu.com, 2013.

Come è noto, il concetto dei tre poteri principali, cioè il potere della forza fisica, il potere economico e il potere della propaganda, è di Bertrand Russell. Le due funzioni essenziali dello Stato sono, come scrive giustamente Norberto Bobbio, l’esercito e la legge, in altre parole il potere della forza fisica, e su tale argomento Niccolò Machiavelli e Thomas Hobbes concordano con Bobbio. Del resto quella che Karl Popper chiama «protectionist theory of the state» (che egli fa risalire al sofista Licofrone, allievo di Gorgia) si riferisce in primo luogo al potere della forza fisica. Oltre alle funzioni essenziali dello Stato (esercito e legge), esistono anche le funzioni accessorie dello Stato, p.e. le politiche di redistribuzione delle risorse economiche (che si riferiscono al potere economico).

Vedi anche il mio post del 2014 intitolato Siamo in mezzo a un conflitto mondiale ma nessuno ne parla:

«Lo Stato consiste in questo: nel porre sotto un solo centro di comando (che può essere costituito da un uomo o da più uomini) il potere della forza fisica di tutti i membri di una comunità, perché solo così si può assicurare, per quanto riguarda l’esercito, la coordinazione e la strategia e, per quanto riguarda la legge, la terzietà e l’imparzialità.

Si tratta dunque del modo di gestire efficacemente il potere della forza fisica in tutti i gruppi umani che gestiscono tale potere (anche nei piccoli gruppi e perfino quando non c’è il fattore territorio di cui scrisse Max Weber, per esempio nelle popolazioni nomadi).

Ciò non va confuso con la forma di governo, che è tutt’altra cosa.»

https://luigicocola.wordpress.com/2014/05/03/siamo-in-mezzo-a-un-conflitto-mondiale-ma-nessuno-ne-parla/

Analogamente, il tabù dell’incesto è un universale culturale per motivi logici, cfr. Ian Robertson, Sociologia, Zanichelli, 1988 (trad. it. di Sociology, 2nd ed., Worth Publishers, New York, 1981), pagg. 226-228; pagg. 378-379. In particolare, Robertson confuta magistralmente la tesi che il tabù dell’incesto possa essere istintivo, cioè genetico.

3) «polis (gr. πόλις) Particolare tipo di città-Stato che fu proprio dell’organizzazione politica greca in età classica…»

http://www.treccani.it/enciclopedia/polis

4) Norberto Bobbio, Stato, governo, società, Einaudi, 1995, pagg. 55-56

5) Il mondialismo non è una lotta di classe, è un delirio culturale

https://luigicocola.wordpress.com/2017/07/15/il-mondialismo-non-e-una-lotta-di-classe-e-un-delirio-culturale/

6) Luci e ombre del pensiero di Renaud Camus sul mondialismo

https://luigicocola.wordpress.com/2018/02/10/luci-e-ombre-del-pensiero-di-renaud-camus-sul-mondialismo/

7) Le tappe principali della genesi storica del mondialismo

https://luigicocola.wordpress.com/2018/07/28/le-tappe-principali-della-genesi-storica-del-mondialismo/

8) Luigi Cocola, Il mondialismo è un delirio culturale, lulu.com, 2018

9) Dire mondialismo vuol dire genocidio

https://luigicocola.wordpress.com/2018/08/26/dire-mondialismo-vuol-dire-genocidio/

10) Quello che ha scritto Scalfari è il piano Kalergi

https://luigicocola.wordpress.com/2018/02/15/quello-che-ha-scritto-scalfari-e-il-piano-kalergi/

11) Corrado Augias e la sfida turpe e infame del meticciato

https://luigicocola.wordpress.com/2018/03/12/corrado-augias-e-la-sfida-turpe-e-infame-del-meticciato/

12) Perché Mark Zuckerberg e Jeff Bezos sono globalisti?

https://luigicocola.wordpress.com/2017/05/21/perche-mark-zuckerberg-e-jeff-bezos-sono-globalisti/

13) American Society Would Collapse If It Weren’t For These 8 Myths

https://www.zerohedge.com/news/2018-07-27/american-society-would-collapse-if-it-werent-these-8-myths

Vedi anche:

More 30-Year-Olds Still Living With Their Parents, Study Finds

https://www.zerohedge.com/news/2018-07-26/more-30-year-olds-still-living-their-parents-study-finds

The Number Of Americans Living In Their Vehicles “Explodes” As The Middle Class Collapses

https://www.zerohedge.com/news/2018-08-01/number-americans-living-their-vehicles-explodes-middle-class-collapses

14) https://en.wikipedia.org/wiki/United_States

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Perché Mark Zuckerberg e Jeff Bezos sono globalisti?

21 maggio 2017

Nonostante che premi Nobel per l’Economia come Joseph Stiglitz e Paul Krugman facciano indecorosamente e servilmente propaganda mondialista, gettando nel fango la loro dignità e i loro premi Nobel, e nonostante che ultraricchi come Mark Zuckerberg e Jeff Bezos (*) vogliano raggirare il popolo americano facendosi alfieri dell’ideologia mondialista, resta un dato di fatto incontrovertibile, che è questo:

il globalismo, il cui scopo è quello di eliminare lo Stato per mezzo dell’ultracapitalismo, comporta necessariamente che il popolo, cioè tutti tranne una piccolissima élite, viva in povertà.

Così stanno le cose e affermare che senza lo Stato ci possa essere contemporaneamente un welfare state, come ha fatto per esempio, senza vergogna alcuna, Joseph Stiglitz, significa insultare l’intelligenza di chi legge queste baggianate, vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2017/05/11/joseph-stiglitz-racconta-menzogne-e-fa-propaganda-mondialista/

Bisogna porsi una semplicissima domanda:

il popolo degli Unites States accetta la povertà?

Certamente no, finché esisterà la democrazia negli United States, cioè finché il popolo americano potrà votare.

Il potere della propaganda ha dei limiti (soprattutto nell’era di internet) che non possono essere superati.

Quindi o negli United States vengono abolite le elezioni e l’élite impone al paese una dittatura esplicita o l’ideologia mondialista cadrà.

Quello che Arnold J. Toynbee denominò a suo tempo “proletariato interno” farà cadere il globalismo, come avevo scritto in un mio post del 7 marzo 2016:

https://luigicocola.wordpress.com/2016/03/07/perche-il-mondialismo-durera-meno-del-comunismo/

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(*)

16 Jan 2017

Deborah Hardoon

AN ECONOMY FOR THE 99%
It’s time to build a human economy that benefits everyone, not just the privileged few

New estimates show that just eight men own the same wealth as the poorest half of the world. As growth benefits the richest, the rest of society – especially the poorest – suffers. The very design of our economies and the principles of our economics have taken us to this extreme, unsustainable and unjust point. Our economy must stop excessively rewarding those at the top and start working for all people. Accountable and visionary governments, businesses that work in the interests of workers and producers, a valued environment, women’s rights and a strong system of fair taxation, are central to this more human economy.

“It is four years since the World Economic Forum identified rising economic inequality as a major threat to social stability (1), and three years since the World Bank twinned its goal for ending poverty with the need for shared prosperity (2). Since then, and despite world leaders signing up to a global goal to reduce inequality, the gap between the rich and the rest has widened. This cannot continue. As President Obama told the UN General Assembly in his departing speech in September 2016: «A world where 1% of humanity controls as much wealth as the bottom 99% will never be stable.»

Yet the global inequality crisis continues unabated:

•  Since 2015, the richest 1% has owned more wealth than the rest of the planet (3) [il neretto è mio].

•  Eight men now own the same amount of wealth as the poorest half of the world (4) [il neretto è mio].

•  Over the next 20 years, 500 people will hand over $2.1 trillion to their heirs – a sum larger than the GDP of India, a country of 1.3 billion people (5).

•  The incomes of the poorest 10% of people increased by less than $3 a year between 1988 and 2011, while the incomes of the richest 1% increased 182 times as much (6).

•  A FTSE-100 CEO earns as much in a year as 10,000 people in working in garment factories in Bangladesh (7).

•  In the US, new research by economist Thomas Piketty shows that over the last 30 years the growth in the incomes of the bottom 50% has been zero, whereas incomes of the top 1% have grown 300% (8).

•  In Vietnam, the country’s richest man earns more in a day than the poorest person earns in 10 years (9).

Left unchecked, growing inequality threatens to pull our societies apart. It increases crime and insecurity, and undermines the fight to end poverty (10). It leaves more people living in fear and fewer in hope.

From Brexit to the success of Donald Trump’s presidential campaign, a worrying rise in racism and the widespread disillusionment with mainstream politics, there are increasing signs that more and more people in rich countries are no longer willing to tolerate the status quo [il neretto è mio]…”

http://policy-practice.oxfam.org.uk/publications/an-economy-for-the-99-its-time-to-build-a-human-economy-that-benefits-everyone-620170

Vorrei far notare quanto segue.

«Eight men now own the same amount of wealth as the poorest half of the world» afferma il suddetto Rapporto Oxfam 2017 (disponibile in inglese, francese, spagnolo e portoghese).

E chi sono costoro?

Ce lo dice questo articolo di internazionale.it (16 gennaio 2017), intitolato Otto uomini possiedono la stessa ricchezza di metà della popolazione mondiale:

«Al momento otto uomini possiedono il corrispettivo della ricchezza del 50 per cento della popolazione mondiale. Ecco gli otto miliardari: Bill Gates (75 miliardi di dollari), Amancio Ortega (67 miliardi di dollari), Warren Buffett (60,8 miliardi di dollari), Carlos Slim Helu (50 miliardi di dollari), Jeff Bezos (45,2 miliardi di dollari), Mark Zuckerberg (44,6 miliardi di dollari), Larry Ellison (43,6 miliardi di dollari), Michael Bloomberg (40 miliardi di dollari).»

http://www.internazionale.it/notizie/2017/01/16/otto-uomini-ricchezza-oxfam

Sorge irresistibilmente il dubbio che individui come Mark Zuckerberg e Jeff Bezos abbiano abbracciato l’ideologia mondialista solo e unicamente per conservare (e possibilmente anche accrescere) la propria sproporzionata ricchezza.

Insomma, perché dobbiamo imporre il globalismo (cioè la povertà) a tutto il mondo, magari usando le armi nucleari contro la Russia, dato che essa (giustamente!) si oppone al globalismo (ed essa certamente contrattaccherà usando il suo formidabile arsenale nucleare)?

Semplicemente per far conservare a Jeff Bezos il suo capitale di 45,2 miliardi di dollari e a Mark Zuckerberg il suo capitale di 44,6 miliardi di dollari.

Ecco perché.

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I Founding Fathers e la sedition

18 maggio 2017

Da Wikipedia in inglese:

«Historian Richard B. Morris in 1973 identified the following seven figures as the key Founding Fathers: John Adams, Benjamin Franklin, Alexander Hamilton, John Jay, Thomas Jefferson, James Madison, and George Washington…»

https://en.wikipedia.org/wiki/Founding_Fathers_of_the_United_States

«In 1798, President John Adams signed into law the Alien and Sedition Acts, the fourth of which, the Sedition Act or “An Act for the Punishment of Certain Crimes against the United States” set out punishments of up to two years of imprisonment for “opposing or resisting any law of the United States” or writing or publishing “false, scandalous, and malicious writing” about the President or the U.S. Congress…»

https://en.wikipedia.org/wiki/Sedition

Al giorno d’oggi, a quanto pare, la sedizione non è più un reato.

Anzi, viene ampiamente praticata.

Perché è proprio questa la parola giusta per indicare ciò che sta accadendo negli Stati Uniti: sedizione.

In inglese: sedition.

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Perfino Francis Fukuyama lo dice

17 maggio 2017

Ecco un brano di un’intervista a Francis Fukuyama, l’autore del saggio La fine della storia:

«Vivo da sette anni qui, nel cuore della Silicon Valley e mi rendo sempre più conto che i manager che la guidano non hanno il senso della realtà complessa e contraddittoria del mondo che è fuori dalla bolla di questa valle. Magari sono bene intenzionati, ma ugualmente pericolosi nel perseguimento delle loro utopie perché hanno molto potere economico e di convinzione. Hanno creato monopoli giganteschi che condizionano tutti noi. Bisogna intervenire finché siamo in tempo…»

http://www.corriere.it/esteri/17_maggio_17/fukuyama-trump-presidente-piu-ignorante-anche-colpa-silicon-valley-0b790e26-3a74-11e7-acbd-5fa0e1e5ad68.shtml

Su questo (solo su questo!) sono perfettamente d’accordo con lui.

Questi esaltati della Silicon Valley vanno fermati, finché siamo in tempo.

Ma non mi sembra una cosa facile, per niente.

Chi li può fermare?

Donald Trump non credo proprio, non ne ha il potere.

Forse i militari, se avessero un po’ di sale in zucca e un po’ di coraggio.

È infatti del tutto evidente che, se i globalisti riuscissero a eliminare Trump, sarebbe inevitabilmente ripreso il programma puritano del globalismo: far avverare sulla terra il Regno di Cristo con la spada in pugno.

Il che ci porta alla guerra nucleare con la Russia.

Il programma originale di Hillary Clinton e George Soros.

Che, in ogni caso, sarà ripreso dopo la presidenza Trump.

Sarò pessimista, ma le probabilità di eliminare questo eventuale futuro mi sembrano poche, oggi come oggi.

L’umanità è troppo stupida per poterlo evitare.

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Gli Stati Uniti sono una democrazia fallita?

16 maggio 2017

Sta divampando negli Stati Uniti d’America il conflitto tra l’élite globalista e il popolo, quel popolo che ha eletto legalmente, liberamente e democraticamente Donald Trump come suo 45° Presidente.

«We the People of the United States», così inizia la United States Constitution, come si può vedere in questa foto:

L’élite globalista non ha accettato il risultato delle elezioni legali, libere e democratiche, vuole calpestare la Costituzione, vuole eliminare Donald Trump, e ciò sia per tiranneggiare il popolo, sia per imporre al popolo il delirio culturale del globalismo, delirio culturale da cui essa è posseduta, mentre invece il popolo, eleggendo Donald Trump («Americanism, not globalism, will be our credo»), ha rifiutato nettamente questo delirio culturale, dimostrando assai più buon senso e capacità di giudizio della sua élite.

I fatti dimostrano, a un ritmo sempre più crescente, che l’élite globalista non si fermerà finché non avrà eliminato Donald Trump o con l’impeachment (vedi il caso Nixon) o con l’assassinio (vedi il caso Kennedy).

David Rockefeller, il capo indiscusso dell’élite globalista USA, è morto, ma hanno preso il suo posto altri capitalisti globalisti: George Soros, Mark Zuckerberg, Jeff Bezos, ecc. ecc.

Ecco cosa scrisse David Rockefeller nella sua autobiografia:

«Some even believe we are part of a secret cabal working against the best interests of the United States, characterizing my family and me as “internationalists” and of conspiring with others around the world to build a more integrated global political and economic structure—one world, if you will. If that’s the charge, I stand guilty, and I am proud of it.»

(David Rockefeller, Memoirs, Random House, 2003, pag. 405)

Chi protegge, con il potere della forza fisica, questi capitalisti globalisti, che sono nemici giurati del popolo e perciò nemici giurati degli United States, come lo fu, per sua stessa confessione scritta, David Rockefeller?

L’FBI? LA CIA? Chi???

Siamo in un momento paradossale della storia: il popolo americano ha internet, un mezzo potentissimo di democrazia che i Founding Fathers neanche si sognavano, eppure essi, tra mille difficoltà, riuscirono a produrre la United States Declaration of Independence e la United States Constitution.

Possibile che il popolo americano di oggi non abbia neanche la forza di far rispettare ciò che i Founding Fathers produssero?

Se i capitalisti globalisti riuscissero a eliminare, in un modo o nell’altro, Donald Trump, vorrebbe dire, in modo assolutamente definitivo, che gli Stati Uniti d’America sono una democrazia fallita.

E che quindi la United States Declaration of Independence e la United States Constitution sono soltanto vecchi pezzi di carta, senza valore alcuno.

E anche che il popolo USA è condannato alla povertà, come previsto dal delirio culturale del globalismo, vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2016/08/17/tre-caratteristiche-necessarie-del-mondialismo/

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