Posts Tagged ‘jinping’

Il Dalai Lama non è un millenarista, a differenza di Bergoglio

18 settembre 2018

Leggo su ZeroHedge l’articolo di Robert Bridge Even The Exiled Dalai Lama Agrees: “Europe Belongs To Europeans” (18 settembre 2017):

«Is the Buddhist spiritual leader a white supremacist, an inveterate racist or even a closet Nazi? Only a very misinformed person would suggest such a thing. So how do we explain his recent remark that the millions of refugees who have been allowed to enter Europe should ultimately return to their homelands to “rebuild their own country”? Is that really such a vile and hateful suggestion?

Speaking at an event to commemorate the 80th anniversary of the founding of Individual Human Aid (IM), an international charity group that helped Buddhists resettle in Sweden following the 1959 Tibetan uprising, the 83-year-old Dalai Lama spoke without any fear of upsetting his PC-obsessed audience.

“Recently large numbers of refugees, many from the Middle East, have fled to Europe in fear for their lives,” he told a group of journalists.

“They have been given shelter and support, but the long-term solution should include providing training and education, particularly for their children, so they can return to rebuild their own countries when peace has been restored.

Receive them, help them, educate them… but ultimately they should develop their own country,” advised the 83-year-old Tibetan, who understands firsthand what it means to be an (legitimate) asylum seeker.

I think Europe belongs to the Europeans,” he continued, adding that refugees should understand that “they ultimately should rebuild their own country“.»

https://www.zerohedge.com/news/2018-09-17/even-exiled-dalai-lama-agrees-europe-belongs-europeans

https://www.strategic-culture.org/news/2018/09/17/even-exiled-dalai-lama-agrees-europe-belongs-to-europeans.html

Ma non è ovvio il perché il Dalai Lama dica i suddetti virgolettati?

Il Dalai Lama non è un millenarista, a differenza di Bergoglio, ecco il perché.

La delirante narrazione dei millenaristi (sia dei millenaristi religiosi come Bergoglio, sia dei millenaristi secolarizzati come George Soros ed Eugenio Scalfari), i quali vogliono distruggere i popoli europei, prima, e i popoli di tutto il mondo (1), poi, per far avverare il Millennium (2), cioè la seconda venuta di Cristo, è mandata in frantumi dalle parole del Dalai Lama.

Il mondialismo è un delirio culturale che è proprio della cultura occidentale (3) e il Dalai Lama non fa parte della cultura occidentale: questa è la semplice verità.

———-

1) compresi i cinesi, che purtroppo non hanno capito l’ideologia mondialista e la sua terribile e letale minaccia: essi si sono lasciati abbagliare dal denaro che gli è stato offerto dai mondialisti, ma si tratta di denaro avvelenato.

2) «And beyond the extermination of all evils lay the Millennium. These people were utterly convinced that while the earth was being cleansed of sinners Christ would descend ‘in glory and great power’.»

Norman Cohn, The Pursuit of the Millennium – Revolutionary Millenarians and Mystical Anarchists of the Middle Ages, Oxford University Press, 1970, pag. 213

3) Luigi Cocola, Il mondialismo è un delirio culturale, lulu.com, 2018

———-

P.S. 22 settembre 2018

Poiché la propaganda mondialista sta tentando di far passare come fake news la notizia che il Dalai Lama ha pronunciato il 12 settembre 2018 a Malmö, Svezia, la seguente frase: “I think Europe belongs to the Europeans”, riporto di seguito qualche autorevole fonte trovata su Google (in data 22 settembre 2018).

The Dalai Lama says ‘Europe belongs to Europeans’ and refugees should return to their native countries to rebuild them (12 settembre 2018)

«’I think Europe belongs to the Europeans,’ he said, adding they should make clear to refugees that ‘they ultimately should rebuild their own country’»

https://www.dailymail.co.uk/news/article-6159933/Dalai-Lama-says-Europe-belongs-Europeans.html

Dalai Lama says ‘Europe belongs to Europeans’ (12 settembre 2018)

«STOCKHOLM (AFP) – The Tibetan spiritual leader, the Dalai Lama, said Wednesday that “Europe belongs to the Europeans” and that refugees should return to their native countries to rebuild them.»

https://www.france24.com/en/20180912-dalai-lama-says-europe-belongs-europeans

PEACE OF ADVICE Dalai Lama says ‘Europe belongs to Europeans’ and claims refugees should return home to help rebuild their countries (13 settembre 2018)

«Speaking at a conference in Malmo, Sweden, the 1989 Nobel Peace Prize winner said: “Receive them, help them, educate them.

“But ultimately they should develop their own country.”

He added: “I think Europe belongs to the Europeans…”»

https://www.thesun.co.uk/news/7248455/dalai-lama-europe-refugees-rebuild-countries/

Dalai Lama says ‘Europe belongs to the Europeans’ and suggests refugees return to native countries (14 settembre 2018)

«The Dalai Lama has sparked anger after declaring that “Europe belongs to the Europeans”.

The Tibetan Buddhist spiritual leader also said that refugees should return to their native countries and assist with developing them.»

https://www.independent.co.uk/news/world/europe/dalai-lama-europe-refugee-crisis-immigration-eu-racism-tibet-buddhist-a8537221.html

‘Europe belongs to Europeans’, says Dalai Lama (14 settembre 2018)

The Dalai Lama says Europe belongs to Europeans, sparking debate on social media, with some labelling the spiritual leader a “bigot”.

Speaking at a conference in Sweden on Wednesday, the Tibetan spiritual leader made the comments in the country’s third-largest city, Malmo, which is home to a large immigrant population.

The 14th Dalai Lama – who won the Nobel Peace Prize in 1989 – said Europe was “morally responsible” for helping “a refugee really facing danger against their life,” Business Times reports.

He told European countries to “receive them, help them, educate them… but ultimately they should develop their own country.”

“I think Europe belongs to the Europeans,” he said»

https://www.msn.com/en-au/news/world/europe-belongs-to-europeans-says-dalai-lama/ar-BBNjsDo

Copyright © 2018 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.

Annunci

L’FBI vigila sulla moralità sessuale di Donald Trump: gli USA sono ormai un paese ridicolo

10 aprile 2018

Usa, perquisizione dell’Fbi nello studio dell’avvocato di Trump
Blitz negli uffici di Micheal Cohen, per ordine del procuratore Muller, che indaga sul Russiagate. Prelevati numerosi documenti: ci sono anche quelli relativi al pagamento della pornostar Stormy Daniels

«Mai prima d’ora l’inchiesta sul Russiagate era arrivata così vicino alla persona di Donald Trump. Oggi l’Fbi ha perquisito l’ufficio dell’avvocato personale del presidente, Michael Cohen, sequestrando numerosi documenti. E la reazione del presidente è durissima: “E’ una situazione indecorosa, un attacco alla nazione, una caccia alle streghe”.

Tra i documenti sequestrati ci sarebbero le prove del pagamento versato alla porno-star Stormy Daniels (nome d’arte di Stephanie Daniels) per comprare il suo silenzio sulla relazione sessuale che ebbe con Trump. Cohen ha ammesso quel pagamento, del valore di 130.000 dollari e avvenuto pochi giorni prima dell’elezione presidenziale. Però ha sempre detto di averlo fatto a titolo personale. Trump da parte sua ha smentito di essere mai stato al corrente, anche se è rimasto insolitamente silenzioso sulla sua relazione con la porno-attrice. Ma Cohen custodisce anche molti altri segreti su Trump, relativi soprattutto ai suoi affari: è stato per molti anni il suo legale quando era un impresario edile e televisivo. Cohen ha reagito alla perquisizione e al sequestro di documenti definendo l’operazione dell’Fbi “del tutto inappropriata e per nulla necessaria”.»

http://www.repubblica.it/esteri/2018/04/09/

news/usa_perquisizione_dell_fbi_nello_studio

_dell_avvocato_di_trump-193438317/

Questa è la grande democrazia americana, la democrazia che gli Stati Uniti d’America vogliono imporre a tutto il mondo, anche a suon di bombe e perfino con la guerra nucleare.

Ecco infatti cosa ha scritto il noto criminale mondialista George Soros nel suo libro “La società aperta – Per una riforma del capitalismo globale”, nell’originale inglese “Open Society – Reforming Global Capitalism”:

«L’Alleanza per la Società Aperta cercherebbe di suscitare un’adesione spontanea, ma anche con tutta la buona volontà del mondo non sempre potrà farcela; quindi non si può escludere del tutto l’opzione militare. Anche se l’Alleanza non dovesse conquistare il controllo del Consiglio di Sicurezza, in ogni caso potrebbe sempre aggirarlo e attivare la NATO senza l’autorizzazione del Consiglio, com’è avvenuto nella crisi del Kosovo.»

George Soros, La società aperta – Per una riforma del capitalismo globale, Ponte alle Grazie, 2001 (trad. it. di Open Society – Reforming Global Capitalism, Public Affairs, 2000), pag. 430

Con chi ha fatto sesso Donald Trump a noi non ce ne frega niente!

Né importa ai suoi elettori, che lottano strenuamente per non essere travolti dalla povertà, dall’invasione islamica – terrorismo islamico e dalla guerra (anche nucleare), i tre cavalieri dell’Apocalisse mondialista, vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2016/12/29/i-tre-cavalieri-dellapocalisse-mondialista/

Gli Stati Uniti d’America, è ormai palese, non possono più pretendere di essere il paese guida dell’umanità.

Non ne hanno più le basi morali.

Mille volte meglio la Russia di Putin o la Cina di Xi Jinping.

Gli Stati Uniti d’America dimostrano che la forma di governo democratica tende inesorabilmente alla degenerazione, come del resto aveva già notato Erodoto quasi 2500 anni fa.

In ogni caso, la divisione dei poteri è un costo troppo alto per i nostri tempi, non funziona più, soprattutto contro un nemico dell’umanità estremamente potente come il mondialismo.

È evidentissimo infatti che l’elezione democratica del 45° Presidente degli Stati Uniti d’America Donald Trump non è stata accettata dall’élite globalista USA, che ha in suo potere il Congresso, l’FBI, ecc. ecc.: la United States Constitution è ormai carta straccia.

La democrazia degli Stati Uniti d’America è rotta.

Occorre ricordare che gli antichi romani, quelli della res publica romana, che era una democrazia in quanto vigeva in essa la divisione (o separazione) dei poteri (spesso chiamata in inglese system of checks and balances), nelle grandi emergenze nominavano un dictator, dotato di summum imperium.

Occorre ricordare anche che gli inglesi furono i primi a mettere in pratica la democrazia nell’Evo Moderno, dopo la Gloriosa Rivoluzione (1688).

Essi conoscevano i Discorsi sopra la prima deca di Tito Livio di Niccolò Machiavelli (tradotto per la prima volta in inglese nel 1636 da Edward Dacres), in cui era descritto, come notò nel XX secolo Bertrand Russell, il system of checks and balances della res publica romana:

«There are whole chapters which seem almost as if they had been written by Montesquieu ; most of the book could have been read with approval by an eighteenth-century liberal. The doctrine of checks and balances is set forth explicitly…

…The Roman republican constitution was good, owing to the conflict of Senate and people.»

Bertrand Russell, History of Western Philosophy, George Allen and Unwin, 1947, pag. 529

Copyright © 2018 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.

I mondialisti sono semplicemente ignoranti

25 marzo 2018

Adesso che la Cina ha accentuato il suo carattere autocratico (l’11 marzo 2018 Xi Jinping è diventato leader a vita), i mondialisti si sentono smarriti, vedi questo articolo del 4 marzo:

Se l’Occidente ha sbagliato con la Cina. L’analisi dell’Economist (e non solo)

«“How The West Got China Wrong” è il titolo dell’Economist di questa settimana, che dedica il pezzo di copertina a spiegare come mai l’Occidente ha sbagliato con la Cina. “I leader occidentali credevano che dare alla Cina un interesse in istituzioni come l’Organizzazione mondiale del commercio (WTO) la vincolasse al sistema basato sulle regole istituito dopo la seconda guerra mondiale. Speravano che l’integrazione economica avrebbe incoraggiato la Cina a evolvere in un’economia di mercato e che, essendo diventati più ricchi, la sua gente sarebbe venuta a desiderare le libertà democratiche, i diritti e lo stato di diritto”, è la premessa che fa il settimanale più importante del mondo…

…Nei prossimi giorni il presidente Xi Jinping riceverà l’incoronazione definitiva, ottenendo un cambiamento costituzionale che gli permetterà di sedere sul trono imperiale di Pechino a vita. E questo passaggio finale verso una “dittatura”, come la chiama l’Economist, è avvenuto nonostante gli allettanti inviti occidentali a partecipare alla divisione del malloppo del mercato.»

http://formiche.net/2018/03/economist-cina-visione/

Come ho sempre scritto, le élites mondialiste sono semplicemente élites ignoranti: perché ignorano due scienze sociali, la sociologia e l’antropologia culturale, per le quali l’etnocentrismo e il relativismo culturale sono concetti fondamentali e irrinunciabili.

Non è ignoranza questa?

Per non parlare poi dell’ignoranza della scienza politica: le forme di governo (democrazia e autocrazia secondo la classificazione delle forme di governo di Hans Kelsen, classificazione apprezzata anche da Norberto Bobbio) appartengono ai mores e non alla ratio, ragion per cui non sono universali, ma bensì sono solo norme culturali.

Vedi qui per la differenza fra ratio e mores:

https://luigicocola.wordpress.com/2014/09/15/la-differenza-fra-ratio-e-mores/

Lo Stato, a differenza delle forme di governo, appartiene alla ratio, quindi è universale (come ho sempre scritto, lo Stato è una necessità della Ragione, lo Stato è un universale culturale).

Infatti lo Stato è sempre esistito, contrariamente a quanto affermato con straordinaria impudenza dalla propaganda mondialista, vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2012/08/10/ma-lo-stato-e-sempre-esistito-oppure-e-uninvenzione-recente/

Ho presentato nel 2012 una teoria dello Stato, basata sul concetto dello Stato come centro di comando unico del potere della forza fisica, nel mio saggio Le nuove forme dell’utopia: europeismo e multiculturalismo – Come e perché l’Occidente cerca ripetutamente di suicidarsi.

Da tutto ciò si possono trarre tre conclusioni:

1) è teoricamente sbagliato e praticamente impossibile imporre la democrazia a culture diverse dalla cultura occidentale: questo è puro etnocentrismo (primo errore dei mondialisti).

2) è teoricamente sbagliato e praticamente impossibile imporre al genere umano l’eliminazione dello Stato (secondo errore dei mondialisti, molto più grave del primo, in quanto lo Stato appartiene alla ratio, cioè è universale, quindi esso non può essere eliminato in nessuna comunità umana).

3) l’ideologia mondialista manca anche di coerenza interna, in quanto senza Stato non vi può essere forma di governo: la forma di governo è la forma di governo di uno Stato, quindi eliminando lo Stato si elimina anche la forma di governo.

Ciò significa che eliminando lo Stato, la democrazia scompare. Del resto scompare anche l’autocrazia. Cosa si ottiene quindi eliminando lo Stato? La “guerra di tutti contro tutti” (in latino “bellum omnium contra omnes”, in inglese “war of all against all”), come ci insegnò Thomas Hobbes, guerra in cui ovviamente vincono i più forti: l’élite globalista, la finanza internazionale, le banche, ecc. ecc.

Proprio ciò che sta avvenendo attualmente.

Il fatto è che il mondialismo, avendo un’origine religiosa, dato che è un millenarismo secolarizzato, cioè laicizzato, disprezza la Ragione e la Weltanschauung scientifica (anche se a parole, ipocritamente, le glorifica): esso si nutre di ignoranza e diffonde ignoranza.

I mondialisti sono semplicemente ignoranti.

Copyright © 2018 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.

I volti del cretinismo mondialista

19 marzo 2018

Il cretinismo mondialista ha assunto oggi i volti di Theresa May e di Boris Johnson.

Con il loro operato totalmente privo di intelligenza (prima ancora che moralmente indegno e riprovevole), essi hanno aumentato il successo di Vladimir Putin alle elezioni russe del 18 marzo 2018.

Così Putin ha trionfato (ma avrebbe trionfato in ogni caso):

Russia: Putin vince elezioni con il 76,6%, è record
L’affluenza alle urne alle presidenziali russe è stata del 67,49%

«Il presidente Vladimir Putin ha vinto le elezioni con il 76,6% dei voti. Lo fa sapere la Commissione Elettorale Centrale diffondendo i dati preliminari al termine dello scrutinio. Ora la Commissione ha 10 giorni di tempo per presentare i dati definitivi. L’affluenza è stata invece del 67,49%. Il vice presidente della Commissione Elettorale, Nikolai Bulaev, ha sottolineato che “56 milioni di russi” hanno votato per Putin, ovvero il record assoluto nella storia delle elezioni presidenziali russe. Così Interfax.

“Vi ringrazio: il successo è il nostro destino”, ha detto Putin parlando alla folla riunita al Maneggio, a due passi dalla Piazza Rossa, nella gelida notte moscovita. Il risultato, per quanto cercato con attenzione dagli specialisti del Cremlino, senz’altro è stato influenzato dallo scontro con Londra sul caso dell’ex agente dell’intelligence di Mosca Serghei Skripal. Il portavoce della campagna elettorale di Putin, Andrei Kondrashov, non s’è tenuto e ha ringraziato pubblicamente il premier britannico Theresa May per aver fatto impennare l’affluenza. “Ancora una volta la Gran Bretagna non ha capito la mentalità della Russia: se ci accusano di qualcosa in modo infondato, il popolo russo si unisce al centro della forza e il centro della forza oggi è senz’altro Putin”.»

http://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/asia/2018/03/17/la-russia-al-voto-putin-verso-il-quarto-mandato_f2c2bec4-6473-4b79-9bfe-f4ffa6a36fbf.html

Presidenziali Russia, Putin rieletto con il 76,6% dei voti
Si tratta del miglior risultato della storia politica di Vladimir Putin. Resterà in carica fino al 2024. “Il successo è il nostro destino”, ha detto il capo del Cremlino ai suoi sostenitori. Il portavoce della campagna elettorale, Kondrashov: “Devo ringraziare Theresa May. Non capiscono i russi, se attaccati fanno quadrato”

«“Assurdo pensare che abbiamo avvelenato Skripal prima delle elezioni”
E dopo la rielezione, Vladimir Putin parla per la prima volta del caso Skripal. Davanti ai sostenitori che celebrano il suo trionfo vicino al Cremlino, il presidente russo dice: “E’ assurdo pensare che abbiamo tentato di avvelenare Skripal prima delle elezioni e dei Mondiali di calcio. Se si fosse trattato di nervino di tipo militare Serghei Skripal sarebbe morto sul posto: noi abbiamo distrutto il nostro arsenale chimico mentre i nostri partner non lo hanno ancora fatto”.

Il portavoce della campagna elettorale: “Devo ringraziare Theresa May”
Il portavoce della campagna elettorale di Vladimir Putin, Andrei Kondrashov, ha ringraziato il premier britannico Theresa May per aver aumentato l’affluenza alle urne. “L’affluenza risulta più alta del previsto dell’8-10% e per questo dobbiamo ringraziare la Gran Bretagna perché ancora una volta non ha capito la mentalità della Russia: ogni volta che ci accusano di qualcosa in modo infondato, il popolo russo si unisce al centro della forza e il centro della forza oggi è senz’altro Putin”, ha detto a Interfax, alludendo al caso dell’avvelenamento a Salisbury dell’ex spia russa Sergei Skripal e della figlia Yulia.

In Crimea plebiscito per Putin
Nel quarto anniversario dell’annessione della Crimea alla Russia, che volutamente coincide con il voto di oggi, Vladimir Putin ha superato il 90% in Crimea, i cui abitanti hanno partecipato per la prima volta alle presidenziali. Secondo la Commissione elettorale, in base a dati non definitivi Putin ottiene il 91% circa.

Salvini e Meloni si congratulano con il presidente russo
“Buon lavoro presidente”. Così su Twitter il leader della Lega, Matteo Salvini, si congratula con Vladimir Putin per la sua rielezione. “Complimenti a Vladimir Putin per la sua quarta elezione a presidente della Federazione russa. La volontà del popolo in queste elezioni russe appare inequivocabile”, scrive su Facebook la presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni.»

http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/Presidenziali-in-Russia-exit-poll-Putin-trionfa-con-oltre-il-70-per-cento-dei-voti-5375aac9-58b8-4af7-89e2-e129b86e4be2.html

Il fallimento dei globalisti è totale se si tiene conto del fatto che Xi Jinping, il leader della Cina, l’altro paese avversario del mondialismo, l’11 marzo è diventato leader a vita:

Cina, Xi Jinping leader assoluto, a vita
Cosa significa per Pechino e per il mondo l’ulteriore svolta autoritaria e accentratrice. Un uomo e il Partito comunista mai così potenti dai tempi di Mao

«Il parlamento della Repubblica popolare cinese ha approvato domenica 11 marzo la modifica della Costituzione che sopprime il limite dei due mandati consecutivi per il presidente.

Xi Jinping governerà la Cina per un terzo mandato. Potenzialmente potrebbe governarla a vita.»

https://www.panorama.it/news/esteri/cina-xi-jinping-leader-assoluto-vita/

Con tanti saluti a Popper, a Soros e al Nuovo Ordine Mondiale.

Copyright © 2018 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.

By HM Government [OGL 3], via Wikimedia Commons

By Boris_Johnson_-opening_bell_at_NASDAQ-14Sept2009-3c.jpg: *Boris Johnson -opening bell at NASDAQ-14Sept2009.jpg: Think Londonderivative work: Snowmanradio (talk)derivative work: Off2riorob [CC BY 2.0], via Wikimedia Commons

La III guerra mondiale scoppierà davvero?

27 maggio 2015

Come ho scritto molte volte, esiste il forte pericolo di una III guerra mondiale tra Occidente e il resto del mondo, in primis Russia e Cina, vedi per esempio questo mio post (scritto più di tre mesi prima che Papa Bergoglio parlasse alla stampa di un conflitto mondiale già in atto):

https://luigicocola.wordpress.com/2014/05/03/siamo-in-mezzo-a-un-conflitto-mondiale-ma-nessuno-ne-parla/

In tale post ho spiegato qual è a mio parere il vero motivo del presente scenario mondiale: si tratta di un motivo religioso, ossia inerente al Cristianesimo, o meglio al millenarismo cristiano.

In estrema sintesi: l’Occidente, per ubbidire alla prescrizione dell’Apocalisse di Giovanni, eliminare lo Stato (romano), prescrizione che la parte orientale del Cristianesimo supera grazie al cesaropapismo introdotto da Costantino il Grande, vuole imporla, con le buone o con le cattive, non solo a se stesso, ma anche a tutti gli altri popoli della terra.

I quali, ovviamente, rifiutano tale imposizione.

Perché lo Stato è una necessità razionale e rinunciarvi significa suicidarsi.

Vedi anche qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2014/03/19/loccidente-e-accecato-dallideologia-antistato/

e qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2014/09/30/siamo-sullorlo-dellapocalisse/

e qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2015/03/16/siamo-sullorlo-dellapocalisse-ii/

Oggi recentissimi rumor mostrano una nuova accelerazione sulla via che porta alla III guerra mondiale, la quale – si dice – potrebbe scoppiare quest’estate.

Vedi questi link:

http://www.inquisitr.com/2112387/george-soros-world-war-3-between-u-s-and-russia-china-no-exaggeration/

http://www.infowars.com/senior-nato-official-well-probably-be-at-war-this-summer/

http://it.sputniknews.com/politica/20150526/443761.html

Copyright © 2015 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.

Disastro Obama: aumentano le atomiche cinesi

17 maggio 2015

Ci si ricorderà che uno degli obiettivi principali di Obama era quello di allacciare relazioni amichevoli (di cooperazione) con la Cina, vedi quest’articolo del 15 novembre 2009, intitolato Obama: la Cina non è una minaccia:

“Affrontando nel discorso di Tokyo la questione dei diritti civili e umani in Cina, Obama ha di nuovo offerto un messaggio di apertura: «Con Pechino abbiamo differenze sul rispetto di libertà religiose e culturali, ma possiamo discuterne nell’ambito della partnership invece che del rancore. È importante avere una cooperazione pragmatica con Pechino, gli Stati Uniti non vogliono contenere la Cina. Al contrario, l’emergere di una Cina prospera diventa fonte di forza per la comunità internazionale».”

http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Mondo/2009/11/usa-obama-cina-minaccia.shtml?uuid=6ce02b46-d1f3-11de-8fa6-8227e7d190ff

Il risultato odierno (17 maggio 2015) della politica estera di Obama verso la Cina è il seguente:

“Dopo aver mantenuto per decenni un arsenale nucleare significativo ma numericamente lontano dai numeri di Usa e Russia, Pechino ha deciso di potenziare i suoi missili balistici intercontinentali (Icbm), in grado di colpire anche l’America. Il presidente Xi Jinping ha ordinato di aumentare il numero di testate atomiche trasportate da ogni vettore, finora limitata ad un ordigno per ogni missile. “Un mossa – scrive il New York Times – che secondo gli analisti e’ stata progettata a tavolino per contrastare il piano Usa di schierare un sistema di difesa antimissile piu’ robusto nel Pacifico” come quello che si sta realizzando in Europa.”

https://www.agi.it/estero/notizie/cina_xi_potenzia_missili_intercontinentali_

piu_testate_nucleari-201505170239-est-rt10003

Disastro Obama ha colpito ancora.

Copyright © 2015 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.

Le balle della propaganda occidentale

7 maggio 2015

Leggo sulla Stampa del 5 maggio:

“L’orso russo mostra gli artigli. In occasione del “Victory Day”, l’annuale parata militare che si tiene a Mosca ogni 9 maggio, Vladimir Putin presenterà al mondo il carro armato T-14, primo tank progettato e prodotto da Mosca dopo la dissoluzione dell’Urss…

…Il T-14 pesa 57 tonnellate, ha la torretta a controllo remoto, un sistema automatico di ricarica e un alto livello di protezione per l’equipaggio. Esperti militari russi e occidentali sostengono che è superiore a tutti gli altri carri armati. Alla sfoggio di potenza fa da contraltare l’isolamento: molti leader mondiali (Obama e la Merkel su tutti) hanno rifiutato l’invito a presenziare alla parata. Ci sarà invece il presidente cinese Xi Jinping.”

http://www.lastampa.it/2015/05/05/esteri/victory-day-putin-presenta-il-nuovo-supertank-russo-WvJtufVUkdBD61wDA7DQ2J/pagina.html

Ma come si fa a parlare di “isolamento” della Russia quando ha al fianco nientepopodimeno che la Cina?

Siamo noi occidentali ad essere isolati!

Copyright © 2015 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.

L’internazionalismo di David Rockefeller sarà fermato dalla Russia e dalla Cina

9 marzo 2014

Ormai la vicenda dell’Ucraina ha provato nei fatti che l’internazionalismo di David Rockefeller, l’ideologia irrazionale che guida attualmente l’Occidente (vedi i miei post precedenti), fallirà miseramente per l’opposizione del resto del mondo, Russia e Cina in testa.

Questi due paesi sono grandi potenze sia economiche che nucleari e quindi non possono essere trattate dall’Occidente impazzito allo stesso modo della Libia, dell’Iraq e dell’Afghanistan.

L’internazionalismo di David Rockefeller, questa demenziale ideologia antistato, che alla Merkel e ad Obama appare, rispettivamente, come la realtà e come il lato giusto della storia, e che ha rovinato l’Occidente stesso producendo il disastro europeo, non sarà mai accettato dal resto del mondo, come avevo scritto in un mio post del 27 gennaio 2014, intitolato Quale sarà il futuro dell’Occidente?

Vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2014/01/27/quale-sara-il-futuro-delloccidente/

La Russia infatti ha già vinto nella vicenda dell’Ucraina, dato che a detta di tutti è impensabile il ricorso alla forza da parte degli USA e della NATO.

Vediamo cosa scrive Paolo Soldini nel suo articolo pubblicato il 5 marzo sull’Unità, intitolato significativamente Ucraina: per fermare Mosca Occidente senza cartucce:

“Primo punto: è impensabile (almeno per ora) qualsiasi ipotesi di reazione militare. Il massimo che si poteva fare è stato già fatto, ed è la cessazione della collaborazione tra gli stati maggiori tra la Russia e gli Usa e la Nato. Aiuti in armi al governo attuale dell’Ucraina sono impensabili e ancor meno lo è l’ipotesi di un dispiegamento dimostrativo di navi occidentali nel Mar Nero. Neppure i falchi più falchi di Washington l’hanno, finora, proposto [il corsivo è mio].”

E le ritorsioni economiche sono altrettanto impossibili:

“Sanzioni economiche, allora? Certo, misure di carattere commerciale e finanziario potrebbero essere decise rapidamente. Ma presentano il considerevole svantaggio che esistono anche le contro-contromisure. La Russia è un mercato imprescindibile per le economie industriali di tutti i grandi paesi dell’Unione (e in parte anche degli Usa e del Canada), ma, soprattutto, ha in mano un’arma formidabile: le forniture di gas. Se i russi chiudessero i rubinetti, Germania e Italia si troverebbero con un buco energetico superiore a un terzo del loro fabbisogno, ma soffrirebbe tutta l’Europa, soprattutto quella dell’Est ancora più dipendente. Solo per gli Usa (le cui forniture dalla Russia non superano il 2%) il danno sarebbe limitato.

Qualche chance in più di funzionare potrebbero avere sanzioni mirate a determinati interessi economici, in particolare quelli dell’élite di oligarchi della corte di Putin. Ma gli interessi di quegli ambienti sono troppo intrecciati con quelli di potenti lobbies occidentali perché se ne faccia davvero qualcosa.”

http://www.unita.it/mondo/ucraina-per-fermare-mosca-br-occidente-senza-cartucce-1.555543

Leggiamo l’articolo di Carlo Jean intitolato Ucraina, così Putin ha messo spalle al muro l’Occidente e pubblicato il 3 marzo su Formiche:

L’Occidente è diviso e impotente. Europa e Usa sono su posizioni diverse. Nessuno comunque vuole combattere per l’Ucraina né accettare lo scoppio di una nuova guerra fredda in Europa. L’annuncio di non partecipare al G-8 di Sochi e anche la minaccia di espellere la Russia è quasi ridicola. La Russia farebbe comunque parte del Consiglio di Sicurezza, del gruppo dei Bric e del G-20.
Nel lungo colloquio di sabato scorso con Putin, Obama ha parlato di “gravi conseguenze” per lo status internazionale della Russia, se non ritirasse le truppe dalla Crimea. Sono chiacchiere. Gli avvertimenti di Obama non hanno di certo turbato Putin. Anzi, gli hanno dimostrato che il suo calcolo strategico era corretto [il corsivo è mio].”

E ancora:

“Come evitare che Putin ceda alla tentazione di strafare, continuando a intervenire militarmente come in Georgia nel 2008 e oggi in Crimea, per limitare gli effetti di quello che chiama “il peggior disastro geopolitico del XX secolo”, cioè il collasso e la frammentazione dell’Urss? Quali armi economiche e militari ha l’Occidente nelle sue mani?
L’Occidente, sia europeo sia americano, non esce bene dalla vicenda. Gli Usa e il Regno Unito hanno tradito le promesse fatte all’Ucraina. Si erano impegnati con il Memorandum di Budapest del gennaio 1994 – firmato anche da Eltsin e ufficializzato poi all’Osce di Vienna – “a rispettare l’indipendenza e la sovranità ucraina negli attuali confini”, in cambio della consegna alla Russia da parte dell’Ucraina delle armi nucleari ex-sovietiche rimaste in Ucraina. Ma l’Occidente ha fatto una brutta figura anche con le ripetute visite a Kiev dei suoi ministri degli esteri, che – come se nulla fosse – hanno “festosamente” incontrato anche esponenti del partito ultranazionalista Svoboda, che, nelle piazze di Kiev, inneggiava a Stefan Bandera, il capo nazista ucraino nel secondo conflitto mondiale. Hanno pensato di “giocare pesante” senza avere la volontà e la forza d’intervenire. Non sarà facile farlo. L’Occidente è impotente e imbelle [il corsivo è mio].”

E ancora:

“Ma Putin ha altre armi. Le giocherà con la solita maestria. Sono il debito di 35-40 mld di dollari che l’Ucraina dovrebbe pagare entro due anni; il prezzo del gas; i diritti di dogana nei riguardi delle importazioni dall’Ucraina. Con tali strumenti può far fallire l’intero Paese. Ha il coltello dalla parte del manico, anche perché la sua capacità strategica è nettamente superiore a quella di Obama [il corsivo è mio].”

http://www.formiche.net/2014/03/03/ucraina-cosi-putin-ha-messo-spalle-al-muro-loccidente/

La posizione della Cina, inoltre, è quella di appoggiare la Russia (anche se Pechino vuole mantenere un basso profilo sulla vicenda ucraina).

Dall’articolo di Enrico Iacovizzi del 4 marzo intitolato Ucraina: la Cina sostiene l’azzardo di Putin e pubblicato da Europae:

“Nel clima di incertezza delle ultimissime settimane, il Comitato centrale del Partito Comunista ha dunque reso noto, tramite il Quotidiano del Popolo, che “è tempo per le potenze occidentali di abbandonare la loro mentalità da guerra fredda e smettere di cercare di escludere la Russia da una crisi politica che non sono stati in grado di mediare”, sostenendo inoltre che “il Cremlino è un tassello che non può mancare in questo puzzle politico”. Inoltre, l’agenzia di stampa Reuters riporta che in una telefonata tra il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov e il suo omologo cinese Wang Yi, i due si sono trovati d’accordo sulla necessità di “gestire in maniera appropriata” la questione.”

E ancora:

“La Cina si sta dunque mostrando un attore acuto e attento a non correre rischi inutili, proponendosi come un Paese responsabile che invita tutte le parti in causa a “trovare una soluzione pacifica basata sul rispetto del diritto internazionale”. Lo sta facendo da un lato colpendo il fianco scoperto dell’inconsistenza dell’azione europea e delle ritorsioni diplomatiche statunitensi, dall’altro approfittando della rude Realpolitik moscovita, a propri uso e consumo futuri.”

http://www.rivistaeuropae.eu/esteri/esterni/ucraina-la-cina-sostiene-lazzardo-di-putin/

Vedi anche l’articolo di Max Ferrari Ucraina: Russia e Cina ancor più vicine, pubblicato l’8 marzo su Qelsi:

“Ascoltare “esperti” che raccontano che Mosca è isolata a causa delle sue posizioni sull’Ucraina fa un po’ ridere: per chi non lo sapesse la Russia condivide quasi 5000 chilometri di confine con la Cina che ha quasi un miliardo e mezzo di abitanti, l’economia più forte del globo e che ha fatto chiaramente sapere che sull’Ucraina comprende la posizione russa e non ha nessuna intenzione di seguire l’Occidente sulla via delle rappresaglie e delle sanzioni antirusse…

…Così, mentre l’Europa apre a sud e chiude a oriente, Putin ha capito da un pezzo che la Cina è ormai pronta ad essere protagonista anche in politica estera e l’affiatamento sino-russo, già buono e consolidato da un crescente interscambio fondato su energia, materie prime e tecnologia è diventato addirittura ottimo con l’avvento alla presidenza cinese di Xi Jinping, che per autorevolezza e decisionismo assomiglia parecchio al suo collega russo.”

http://www.qelsi.it/2014/ucraina-russia-e-cina-ancor-piu-vicine/

Copyright © 2014 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.

Ma perché Jinping e Putin sono così cattivi?

26 giugno 2013

Leggo su Diritto di critica l’interessante articolo di Sirio Valent: Caso Snowden, Washington è sola contro tutti.

http://www.dirittodicritica.com/2013/06/25/snowden-usa-russia-cina-estradizione/

In esso viene impietosamente descritto il fallimento della politica estera di Obama.

In particolare: Xi Jinping e Vladimir Putin non vogliono “aiutare il collega Obama, ormai in braghe di tela”.

Mi sono chiesto: «Ma perché Jinping e Putin sono così cattivi?».

«Perché non vogliono aiutare Obama?».

Poi, ricordando un mio post di qualche giorno fa, ho capito.

Jinping e Putin non conoscono il “co-operative world of John Rawls”, di cui ha scritto Philip Stephens nel suo articolo Nations are chasing the illusion of sovereignty, pubblicato dal Financial Times del 6 giugno.

Vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2013/06/18/the-illusion-of-a-co-operative-world/

Obama quindi non deve fare altro che organizzare in Cina e in Russia convegni e seminari sul co-operative world of John Rawls.

Copyright © 2013 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.