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Il Coronavirus è il diavolo? No, il diavolo siete voi globalisti!

14 marzo 2020

Il quotidiano globalista La Repubblica scrive che il Coronavirus è il diavolo:

«Benvenuti nel tragico mondo del Covid 19, il diavolo, probabilmente. Un virus imprevedibile, beffardo e atroce, che sta infestando il pianeta ma che si è scelto, dopo un feroce assaggio in Cina, proprio l’Italia come avamposto da attaccare e, visti gli effetti, da mettere rapidamente in ginocchio. Dalla sua prima comparsa, il 21 febbraio a Codogno, ci ha messo venti giorni, un niente, per ridurci nella condizione prigioniera che stiamo sperimentando, ospedali pieni, città vuote, e nessuna previsione credibile su quanto sarà lungo l’incubo. Torneremo ad abbracciarci, ha detto il presidente del Consiglio. Ma fra quanto? E in quanti di meno?…

Il diavolo non guarda in faccia il nemico, sfiora con la punta della coda gente qualunque di tutte le età, stelle di Hollywood, scrittori di fama, generali, segretari di partito, giocatori della nostra serie A e della Nba statunitense. Tra gli effetti collaterali, sta ottenendo il tracollo delle Borse, l’annullamento della cultura non domestica (mostre, concerti, film, teatri, librerie), il rinvio dello sport fino a data da destinarsi, la cancellazione dell’Olimpiade (Tokyo 2020, 24 luglio), che aspetta solo di essere annunciata. Era successo solo due volte, 1940 e 1944, ma c’era la guerra mondiale. Proprio come adesso.

Ed è toccato a noi l’onere di essere l’avamposto più scoperto e più ferito. Nessuno era pronto al diavolo. L’Italia meno di altri. Ne stiamo pagando un prezzo incalcolabile, in termini di tragedia umana e di catastrofe economica…

…Chiusi nelle nostre case, circondati da un silenzio malato, abbandonati dalla comunità internazionale e persino respinti come portatori di virus, siamo un popolo di vittime di un esperimento mai sperimentato. Viviamo sospesi sull’orlo di un abisso. Ci vorrà molta responsabilità e moltissima cura, da parte di chi guida il Paese, per evitare che l’estrema emergenza, culminata nell’isolamento forzato appena cominciato, non si trasformi in disperazione, l’obiettivo ultimo del diavolo [il neretto è mio]

Coronavirus, la coda del diavolo
L’editoriale. È toccato a noi l’onere di essere l’avamposto più scoperto e più ferito. Nessuno era pronto al diavolo. L’Italia meno di altri. Ne stiamo pagando un prezzo incalcolabile, in termini di tragedia umana e di catastrofe economica. E non sembra che l’Unione europea, di cui siamo soci fondatori, e la Banca centrale, gestione Lagarde, ci stiano dando una mano. Piuttosto, il contrario

di Carlo Verdelli

12 marzo 2020

www.repubblica.it/cronaca/2020/03/12/news/la_coda_del_

diavolo_coronavirus_bce_lagarde_italia_covid_19_calcio-251122728/

Siete voi globalisti il diavolo, non il coronavirus.

Siete voi globalisti che ci avete portato a questo immane disastro.

Come ho scritto in un post precedente:

«Oggi l’epidemia causata dal coronavirus smaschera l’irrazionalità dell’ideologia globalista: il mondialismo è contro la Ragione, come scrivo da tempo (3), anzi possiamo a buon diritto affermare che trattasi di un’ideologia assolutamente stupida.» (1)

E ancora:

«Il coronavirus, o meglio il virus denominato SARS-CoV-2, il virus che causa la malattia denominata COVID-19, è un virus prodigioso: non solo ha smascherato l’irrazionalità, l’erroneità e la stupidità dell’utopia globalista, come ho scritto in un precedente post (1), un’utopia che va contro i principi della natura, della biosfera e della biologia, in quanto vuole eliminare i confini, le barriere, le nicchie ecologiche, della specie Homo sapiens, proprio ciò che ne permette la sopravvivenza (2, 3), ha anche smascherato la finzione che l’Italia non sia un’anomalia, la finzione che lo Stato italiano non sia uno Stato cronicamente collassato, cioè uno Stato fallito, come scrivo da anni (4, 5).» (2)

————

1) L’irrazionalità del globalismo viene smascherata dal coronavirus

https://luigicocola.wordpress.com/2020/02/11/lirrazionalita-del-globalismo-viene-smascherata-dal-coronavirus/

2) Adesso è impossibile negare che l’Italia sia un’anomalia

https://luigicocola.wordpress.com/2020/02/27/adesso-e-impossibile-negare-che-litalia-sia-unanomalia/

N.B.: tutti i link sono stati verificati in data odierna.

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Quando al danno si unisce la beffa

17 febbraio 2014

Leggo quest’articolo di Stefano Zecchi, pubblicato il 15 febbraio 2014 dal Giornale:

Se l’erede Agnelli fa la ramanzina ai bamboccioni

«Le prediche si possono anche ascoltare, seguire e apprezzare se arrivano da un pulpito la cui autorevolezza è dimostrata dalla coerenza della condotta di vita. Insomma, è sempre l’esempio il messaggio decisivo, quello che si può ragionevolmente supporre che gli altri seguano quando si vuole insegnare e indicare le strade da intraprendere. John Elkann, beato lui, è giovane di buona famiglia…

…Ascoltare da chi non si è fatto il sedere quadrato per raggiungere quei risultati che adesso lo hanno portato sul pulpito una predica rivolta ai suoi coetanei sulla necessità di rimboccarsi le maniche, per affrontare l’esistenza con quella decisione che porta all’autonomia, all’autorealizzazione, lo trovo irritante.
È accaduto che il presidente della Fiat Chrysler, invitato dalla Banca Popolare di Sondrio, istituzione che ha il grande merito di proporre alla cittadinanza incontri con importanti personaggi per approfondire questioni sociali ed economiche, ha incontrato gli studenti del capoluogo valtellinese e abbia sferzato il suo uditorio, usando un adagio ormai stantio: basta bamboccioni, viva i giovani che si impegnano veramente nella scuola e nel lavoro per realizzare se stessi e correre liberi per le strade del mondo senza la protezione della famiglia o di chi ne fa le veci. Il bamboccio è una categoria socio-antropologica di cui si è finora ufficialmente servita la politica: in ordine, Padoa Schioppa, Brunetta, Fornero (che ha introdotto un’elegante variante anglosassone).
Adesso ci si mettono anche i cavalieri d’industria, John Elkann, ovviamente, è apparso a tutti i ragazzi sondriesi che, se privi di santi in Paradiso hanno di fronte a sé la disoccupazione, come un fulgido esempio di chi si è fatto dal nulla e che sacrificio dopo sacrificio è diventato quello che è…

…La retorica riempie le frasi, soprattutto dei politici, sui «giovani nostro futuro», senza riflettere sul fatto che i giovani sono il nostro presente che riserva loro la disoccupazione. E se i livelli di disoccupazione giovanile hanno raggiunto vertici assoluti in Europa, la responsabilità è dei bamboccioni? Chi ha bloccato il mercato del lavoro per cui assumere oggi un giovane ha un costo insostenibile? Naturalmente i bamboccioni.
D’accordo, torno a dire, ci sono lavativi che preferiscono non rimboccarsi le maniche, ma per mia esperienza sono davvero una irrilevante minoranza.
La maggioranza è fatta di ragazzi commoventi per la loro dedizione allo studio nella speranza di trovare lavoro e ripagare i genitori di tanti sacrifici: ragazzi che non meritano questa politica e predicatori che dovrebbero vergognarsi di dire tante sciocchezze.»

http://www.ilgiornale.it/news/interni/se-lerede-agnelli-fa-ramanzina-ai-bamboccioni-992687.html

Stefano Zecchi ha assolutamente ragione, semmai gli potrei rimproverare il tono troppo pacato dell’articolo.

E vorrei far notare che se noi andiamo a questi due link:

http://www.bilderbergmeetings.org/governance.html

http://www.bilderbergmeetings.org/former-steering-committee-members.html

ci troveremo i seguenti nomi:

Bernabè, Franco

Monti, Mario

Agnelli, Giovanni

Agnelli, Umberto

Padoa-Schioppa, Tommaso

Cittadini Cesi, Gian G.

Prodi, Romano

Ruggiero, Renato

Valetta, Vittorio

Cosa hanno in comune questi nomi?

È scritto nell’articolo di Giuliano Balestreri, pubblicato da Repubblica il 3 giugno 2013:

Gli italiani al vertice del Bilderberg:
dalla galassia Fiat a Letta e Tremonti

http://www.repubblica.it/economia/2013/06/03/news/

gli_italiani_al_vertice_del_

bildenberg_dalla_galassia_fiat_a_letta_e_tremonti-60276045/

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